Esperienze
Sono una psicologa e sessuologa clinica con una grande passione per l’ascolto e il benessere delle persone.
Mi sono laureata con lode in Psicologia Clinica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e ho svolto un master in "Sessuologia Clinica e Consulenza di Coppia" presso APL. Sto proseguendo la mia formazione come psicoterapeuta presso la scuola ISIPSE’ di Milano.
Attualmente sto anche svolgendo un dottorato di ricerca in Scienze Cognitive e Comportamentali nell’unità di Psichiatria e Psicobiologia Clinica (presso IRCCS Ospedale San Raffaele Ville Turro) con lo scopo di indagare i meccanismi cerebrali sottostanti i diversi disturbi psichiatrici e l’efficacia della cronoterapia come intervento non farmacologico per i disturbi dell’umore.
Il mio obiettivo è accompagnare i pazienti in un percorso di consapevolezza e crescita personale, offrendo uno spazio accogliente, empatico e senza giudizio.
Aree di competenza principali:
- Psicologo
- Psicologia clinica
- Psicologo clinico
- Sessuologia
Principali patologie trattate
- Depressione
- Ansia
- Attacco di panico
- Dipendenza affettiva
- Perversioni sessuali
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Presso questo indirizzo visito
Tipologia di visite
Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Consulenza online
55 € -
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Prima visita sessuologica
50 € -
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Colloquio psicologico clinico
60 € -
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Colloquio psicologico di coppia
70 € -
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Colloquio sessuologico
60 € -
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Indirizzo
Disponibilità
Pagamento online
Accettato
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
5 recensioni
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L
L.p
Non mi sono trovata bene..si è scordato ciò che abbiamo fatto la visita precedente..e ridandomi le stesse attività
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Dott.ssa Federica Nozza
Buongiorno,
Mi dispiace per il suo commento. Non mi sono scordata di quanto fatto nella seduta precedente ma essendo passati quasi due mesi dall’ultima seduta era necessario riprendere le mansioni prescritte per discuterne insieme.
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G
Giacomo P.
Era la mia prima esperienza con una sessuologa e ammetto che ero un po’ in ansia e temevo di non riuscire a parlare di un tema molto personale. Invece mi sono sentito subito accolto e compreso. Ha un modo molto umano di ascoltare e ha saputo darmi uno spazio sicuro dove parlare apertamente di cose che prima facevo fatica anche solo a nominare. Mi sta aiutando davvero a capire meglio me stesso e a vedere le cose con maggior chiarezza.
• Studio di consulenza online • colloquio sessuologico •
Dott.ssa Federica Nozza
La ringrazio tanto per le sue parole!
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L
Luca F.
La Dottoressa Federica è una professionista estremamente preparata e disponibile, capace di mettere subito a proprio agio con un atteggiamento accogliente e rassicurante. Fin dal primo incontro mi sono sentito ascoltato con attenzione e sensibilità, qualità che trasmettono fiducia e serenità. La sua empatia, unita a una grande competenza, mi ha aiutato ad affrontare il percorso con maggiore consapevolezza e tranquillità. È stata per me un’esperienza molto positiva e la consiglio vivamente a chiunque cerchi una figura competente ma anche umana e vicina alle proprie esigenze.
• Studio di consulenza online • consulenza online •
Dott.ssa Federica Nozza
La ringrazio tanto Luca
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E
Elena
La Dottoressa Federica è preparata e sa metterti a tuo agio. È una persona molto accogliente ed empatica. La consiglio!
• Studio di consulenza online • colloquio psicologico clinico •
Dott.ssa Federica Nozza
Grazie mille per le belle parole!
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F
Francesco D.
Grazie mille alla Dott.ssa Federica per la sua attenzione, empatia e professionalità!
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Dott.ssa Federica Nozza
Ti ringrazio Francesco
Risposte ai pazienti
ha risposto a 45 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve, io e il mio compagno vorremmo andare in terapia insieme. Non abbiamo problemi di coppia ma in coppia vorremmo farci forza a vicenda per migliorare la nostra salute mentale che ultimamente è stata messa a dura prova dal susseguirsi di più eventi negativi. Esiste ciò che cerchiamo?
Individualmente non riusciamo a prendere il coraggio di iniziare, assieme sappiamo di farci forza a vicenda. Grazie
Buongiorno,
quello che descrivete esiste eccome ed è una richiesta molto sana. La terapia di coppia non serve solo a risolvere conflitti: può essere uno spazio condiviso in cui lavorare sul benessere emotivo individuale, sostenendovi a vicenda mentre affrontate un periodo difficile.
Un percorso insieme può aiutarvi sia a gestire gli eventi che vi hanno messo alla prova, sia a rafforzare le vostre risorse personali e di coppia. Se poi, nel tempo, uno di voi sentirà il bisogno di un lavoro più individuale, il terapeuta potrà aiutarvi a integrare anche questo aspetto, sempre rispettando i vostri tempi e il vostro coraggio.
Il fatto che abbiate pensato a questo passo è già un segnale importante di attenzione verso voi stessi e verso la relazione.
Resto a disposizione.
Buongiorno, ho 27 anni e da sempre vivo con dei genitori molto ansiosi e controllanti, che mi hanno trasmesso sin da piccolo l'idea che il mondo è pericoloso e che io sono inadeguato ad affrontarlo. Sono bravissime persone però mi hanno trasmesso e mi continuano a trasmettere molta ansia, mia madre sin da quando ero piccolo mi diceva che ero incapace con i lavori manuali e quindi non mi insegnava nulla perchè dopo 1 minuto che non riuscivo a capire diceva che era inutile spiegarmi, mio padre pure aveva poca pazienza e aveva l'idea che non potevo essere autonomo. Poi crescendo mi sono un po' ribellato a questa immaigne che avevano di me, ho imparato molte cose e adesso tendo a voler sapere fare tutto, anche se ho ancora delle lacune, ma nelle cose che so fare diciamo che mediamente le faccio con una precisione superiore a chiunque io conosca (e anche qui, notate l'ego con cui lo affermo, quasi che io, dopo essere sempre stato svalutato nella mia vita, sento il bisogno di sottolineare in maniera esagerata i miei meriti e questa cosa la faccio anche con i miei genitori quando sottolineo loro di riuscire a fare cose che altri non riescono a fare, e io non capisco bene perchè io agisca così e abbia bisogno di così tanta approvazione, forse per compensare quella che ho ricevuto poco da piccolo?). Però quando si tratta di vivere la vita e di migliorarmi nelle cose della vita reale dove dovrei migliorarmi, come il lavoro, le relazioni con gli altri, ecc tendo ad avere ancora paura di vivere, ho timore di non essere all'altezza, di sbagliare, di soffrire, ma così rimango fermo e rimango a casa senza uscire, crescere, diventare adulto, migliorare. Quando sto più a contatto con i miei genitori (anche se parlo con loro 1 ora in più al giorno, per dire) mi sento svuotato, scarico, triste, un po' depresso, incapace, invece quando ho fatto la prova di distanziarmi da loro anche riducendo i nostri dialoghi al minimo indispensabile ho visto dei miglioramenti nella mia vita in termini di autonomia: stando circa 20 giorni il più a distanza possibile dai miei genitori, cercando di parlare solo per lo stretto indispensabile (e senza nemmeno avere alcun litigio, solo restando distaccato) ho notato dei buoni miglioramenti in quei 20 giorni, solo che non sono riuscito a continuare, ci ricasco sempre nel loop e tornando a stare più a contatto con loro sono più incline ad ansia e depressione. Forse sono io che attribuisco a loro colpe che non hanno, ma quello che dico io secondo voi può avere un fondamento? Cioè può essere che il solo contatto col loro mi riempia di energia negativa?
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso con tanta lucidità e profondità la sua esperienza. Dalle sue parole emerge un importante percorso di consapevolezza: lei ha compreso come il contesto familiare e le dinamiche relazionali con i suoi genitori abbiano influenzato la percezione e l'immagine che ha di sé e del mondo. Non è affatto raro che, crescendo in un ambiente molto ansioso e controllante, si sviluppi un senso di insicurezza, insieme al timore di sbagliare o di non essere “abbastanza” per affrontare la vita da soli.
Ciò che descrive — il bisogno di dimostrare il proprio valore, la ricerca di approvazione e la tendenza a voler fare tutto nel modo migliore possibile — può essere letto come un tentativo di compensare anni in cui si è sentito sottovalutato o non riconosciuto nelle proprie capacità. È come se, attraverso la precisione e la competenza, cercasse di affermare finalmente un’immagine di sé forte e capace, contrapposta a quella fragile che ha interiorizzato da bambino.
Lei parla anche di "sensazione di svuotamento, ansia e tristezza" quando è a contatto con i suoi genitori: questo ha un fondamento in quanto, dopo anni di interazioni in cui si è sentito svalutato o frenato, reagisce con stanchezza, tensione e perdita di fiducia quando si ritrova in quelle stesse dinamiche. In un certo senso, tornare a contatto con i genitori riattiva schemi emotivi antichi, legati al sentirsi inadeguato o sotto giudizio.
Il fatto che nei periodi di maggiore distanza lei noti un miglioramento della sua autonomia e del suo benessere è un segnale importante. Non significa “colpevolizzare” i suoi genitori — come ha detto, sono persone affettuose, ma con le loro paure e i loro limiti — bensì riconoscere che per crescere e costruire la propria indipendenza emotiva è necessario, a volte, ridefinire i confini. Questo può voler dire mantenere con loro un rapporto più equilibrato, in cui lei possa scegliere quando e quanto esporsi, proteggendo il proprio spazio vitale e la propria energia.
Le suggerirei, se possibile, di intraprendere un percorso psicoterapeutico individuale: l’obiettivo non sarebbe “allontanarsi dai genitori”, ma imparare a differenziarsi interiormente, cioè a costruire una base interna di sicurezza che le permetta di non sentirsi più condizionato o svuotato dai loro atteggiamenti. Un terapeuta potrebbe aiutarla a lavorare su questo senso di inadeguatezza e sulla paura di vivere, affinché possa gradualmente espandere la sua autonomia senza sentirsi sopraffatto.
Resto a disposizione.
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