Buonasera a tutti!La mia domanda è perché quando bacio il mio ragazzo con cui sto da cinque anni no

Buonasera a tutti!La mia domanda è perché quando bacio il mio ragazzo con cui sto da cinque anni non sento niente, non sento trasporto e soffrendo di pensiero ossessivo negli ultimi mesi questa cosa mi ha fatto venire tantissime paranoie.Ovviamente anche nell'intimità non sta andando poiché io non ho mai voglia e le volte in cui l'abbiamo fatto ero io che mi costringeva perché mi sembrava strano non farlo.Con lui ho sempre parlato di questo ed è sempre stato super disposto ad aiutarmi e cercare di capire il problema però una soluzione non l'ho trovata e non so più di distinguere quelli che sono pensieri ossessivi da quello che provo io.In sintesi non so se questa cosa possa dire che non provo attrazione sessuale per lui e quindi è meglio lasciarci oppure se una cosa risolvibile in qualche modo continuando a stare insieme.Non riesco a trovare una risposta perché è anche stato l unico ragazzo della mia vita e non ho margini di paragone.Spero possiate aiutarmi a capire meglio

8 risposte


Più che cercare di stabilire se devi lasciarlo o restare sulla base di ciò che senti durante un bacio, potrebbe essere utile comprendere come stai vivendo oggi questa relazione e il desiderio verso di lui, lasciando per un momento da parte la necessità di arrivare a una certezza. Questo potrebbe essere un tema interessante da portare in terapia, soprattutto se il controllo e la ricerca di rassicurazioni sono diventati parte importante della tua esperienza. Saluti!

Dott. Giuliano Santaniello

Dott. Giuliano Santaniello

psicoterapeuta

Castel San Giorgio

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Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Per poterla aiutare avrei bisogno di conoscere meglio la vostra relazione: come è cominciata, di che cosa si era innamorata, che cosa trovava in lui e da quando la relazione è cambiata, se ha mai provato trasporto sessuale nei suoi confronti o è qualcosa che non c'è mai stato, com'è evoluta la vostra intimità nel corso di questi cinque anni insieme. è difficile capire se una relazione è finita o può essere recuperata solo da una condivisione scritta, per cui il mio suggerimento è quello di cominciare un percorso che possa aiutarla a fare chiarezza dentro di sè, su quello che desidera davvero e quello che prova non solo a livello emotivo, ma anche su quello che desidera a livello sessuale. Se volesse approfondire insieme la questone mi trova a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti


Buonasera, grazie per aver condiviso una situazione così delicata. Da quello che racconti, sembra che tu stia vivendo una forte sofferenza legata al bisogno di capire con certezza che cosa significhi il fatto di non sentire trasporto nel bacio e di avere poca o nessuna voglia di intimità. Una prima cosa importante è che queste esperienze, da sole, non permettono di arrivare a una conclusione del tipo “non sono più attratta da lui, quindi devo lasciarlo”. Il desiderio e l’eccitazione, infatti, possono risentire di molti fattori: stress, ansia, pressione, dinamiche relazionali, aspettative, umore e anche del modo in cui ci si pone nei confronti delle proprie sensazioni. Nel tuo caso, inoltre, racconti la presenza di pensieri ossessivi. Quando siamo molto concentrati sul bisogno di capire “cosa provo davvero?”, “se lo amo abbastanza?”, “se sono attratta da lui?”, possiamo finire per controllare continuamente le nostre sensazioni. E più le controlliamo, più può diventare difficile sentirle spontaneamente. Anche il bacio può trasformarsi, senza volerlo, da un momento di vicinanza a una sorta di “test”: adesso sento qualcosa? Quanto lo sento? È abbastanza? Se non sento niente cosa significa? Questo tipo di monitoraggio può alimentare ulteriormente l'incertezza. Anche il fatto che tu abbia raccontato di esserti “costretta” ad avere rapporti perché ti sembrava strano non farlo merita attenzione: non è necessario obbligarsi a fare sesso per verificare se il desiderio c'è oppure no. Può essere più utile concederti uno spazio in cui non devi dimostrare nulla e in cui il tuo “non ne ho voglia” può semplicemente essere ascoltato, senza trasformarlo immediatamente in una risposta definitiva sulla relazione. Il fatto che lui sia stato l'unico ragazzo della tua vita, inoltre, rende comprensibile la domanda sul confronto, ma non è necessario avere esperienze con altre persone per stabilire che cosa provi. E allo stesso tempo non è necessario prendere una decisione sulla relazione mentre sei immersa in questa forte necessità di trovare una certezza. Piuttosto che cercare subito una risposta alla domanda “lo amo/sono attratta da lui oppure no?”, potrebbe essere utile esplorare, magari con una psicologa o uno psicoterapeuta che abbia esperienza con i pensieri ossessivi, cosa succede nel momento in cui compare il dubbio: quali pensieri arrivano, quanto cerchi rassicurazioni o fai “test” sulle tue sensazioni e come questo influenza il tuo modo di vivere la relazione e l'intimità. Non devi trovare oggi la risposta definitiva. A volte il primo passo è proprio smettere, per quanto possibile, di chiedere continuamente a te stessa di averla. Un caro saluto, Dott.ssa Grandi Chiara


Lei mette la cosa in due caselle: o non prova attrazione e allora è meglio lasciarsi, o è qualcosa di risolvibile restando insieme. Prima di sceglierne una, vale la pena notare che sono entrambe risposte, mentre la domanda è ancora aperta. Nel suo racconto c'è un dettaglio che non entra in nessuna delle due caselle: scrive di essersi costretta, perché non farlo le sembrava strano. Il desiderio, quando diventa una cosa da verificare, tende a sparire proprio mentre lo si controlla. E quando si è dentro un pensiero che gira, distinguere ciò che si sente da ciò che si teme di sentire è difficile da soli. Non è una cosa che si decide da una risposta scritta, e non è una domanda a cui qualcuno possa rispondere al posto suo. I problemi di coppia di questo tipo si guardano meglio dentro un colloquio psicologico online, dove c'è spazio per ricostruire da quando è cominciata. Dott.ssa Alessia Cipriano, psicologa clinica


Buonasera, sono la Dott.ssa Morena, psicologa. Quando siamo molto concentrati sul cercare di capire cosa proviamo, può diventare difficile riuscire semplicemente a sentire: anche un bacio può trasformarsi in qualcosa da “controllare” per verificare se c'è trasporto oppure no. Questo non significa che il suo problema sia necessariamente il pensiero ossessivo, né che l'assenza di desiderio significhi necessariamente che non prova più attrazione per il suo ragazzo. Anche il fatto di essersi costretta ad avere rapporti può aver reso l'intimità ancora più legata alla pressione e alla ricerca di una risposta. Prima di arrivare alla decisione di lasciare una relazione di cinque anni, credo sarebbe importante comprendere cosa sta accadendo tra pensieri, ansia, desiderio e intimità, senza obbligarsi a trovare subito una certezza. Se sente di essere bloccata in questo dubbio, può scrivermi. Possiamo provare a fare chiarezza insieme, con calma e senza giudizio.


Da quello che racconta, credo sia importante non arrivare troppo velocemente alla conclusione che “non sentire trasporto” significhi necessariamente non amare il suo ragazzo o dover chiudere la relazione. Il desiderio e l’attrazione sessuale possono diminuire per molti motivi e, quando sono presenti pensieri ossessivi, il continuo controllo di ciò che si prova può rendere ancora più difficile percepire spontaneamente emozioni, desiderio e coinvolgimento. Anche il fatto di essersi costretta ad avere rapporti perché le sembrava “strano non farlo” può aver aumentato tensione e distanza dall’intimità. Da qui non è possibile stabilire se il nodo principale sia l’attrazione, l’ansia ossessiva o una combinazione di più fattori. Proprio per questo eviterei di usare le sensazioni del momento come una prova definitiva sulla relazione. Un supporto psicologico può aiutarla a distinguere meglio ciò che desidera realmente dai pensieri intrusivi e dal bisogno di avere una certezza assoluta su quello che prova. Se vuole approfondire questa situazione, può contattarmi per una consulenza online o in presenza e consultare la mia agenda per le disponibilità. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli


Buonasera, quello che descrive può essere particolarmente destabilizzante quando è presente una componente ossessiva, perché si può arrivare a controllare continuamente ciò che si prova: “cosa sento quando lo bacio?”, “ho voglia?”, “sono attratta abbastanza?”. Il problema è che questo tipo di monitoraggio può aumentare ulteriormente il dubbio e rendere ancora più difficile entrare spontaneamente in contatto con le proprie emozioni. Il fatto di non sentire sempre trasporto o di avere poca voglia di intimità, da solo, non permette di stabilire se ci sia o meno attrazione verso il partner. Possono entrare in gioco diversi fattori, che sarebbe importante comprendere senza cercare una risposta immediata o definitiva. Le suggerirei quindi di non utilizzare il bacio, il desiderio sessuale o il confronto con altre persone come una sorta di “test” per verificare ciò che prova. Considerata la presenza di pensieri ossessivi e il disagio che le stanno provocando, sarebbe utile affrontare questi aspetti con uno psicologo, approfondendo sia la componente ossessiva sia il vissuto della relazione. L’obiettivo non dovrebbe essere ottenere una certezza assoluta sul fatto di dover restare o lasciare il partner, ma comprendere cosa sta accadendo senza lasciare che il dubbio e il controllo guidino le sue scelte.

Dott.ssa Mariarita Nocella

Dott.ssa Mariarita Nocella

psicologo clinico

Mondragone

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Grazie della sua condivisione. Comprendo quanto possa essere difficile non riuscire più a distinguere i pensieri ossessivi da ciò che prova realmente. Il fatto di non sentire “trasporto” durante un bacio o di avere poco desiderio non permette, da solo, di stabilire se non sia più attratta dal suo ragazzo o se debba lasciarlo: il desiderio può essere influenzato da ansia, pensieri ossessivi, stanchezza e dinamiche relazionali. È importante, però, che non si costringa ad avere rapporti quando non ne ha voglia. Cercare continuamente una risposta certa potrebbe alimentare ulteriormente i suoi pensieri. Potrebbe essere utile approfondire la situazione con un professionista per comprendere meglio sia la componente ossessiva sia il suo vissuto affettivo e sessuale, senza prendere decisioni spinte dall’urgenza di eliminare il dubbio. Un caro saluto

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.