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Quelle di giovedì e venerdì scorso - al convegno Prevenire il suicidio presso La Sapienza - sono state due giornate di studio, approfondimento e condivisione scientifica veramente importanti. Di risonanza internazionale per il livello che i diversi gruppi di ricerca esprimevano. Di rilevanza per i clinici, i ricercatori e per la comunità in generale.
Si è parlato di temi difficili e delicati come i disturbi delle depressioni, delle patologie gravi e del rischio suicidario. Tematica che la nostra categoria deve sempre attenzionare e approfondire.
La ricerca e il lavoro terapeutico coordinate e messe in comune, rappresentano uno strumento fondamentale per il sostegno alla persona e al benessere dell'individuo. Ma anche un indirizzo per la comunità per contrastare l'isolamento sociale e la solitudine - tendenze oggi più marcate a causa delle implicazioni culturali, sociali e tecnologiche - fattori di grande sofferenza individuale e di rischio. A favore dell'inclusione, della vicinanza delle persone e dei cittadini.
Con soddisfazione condivido quello che è stato un lavoro egregio da parte degli organizzatori - il Prof. Pompili su tutti -, dei relatori e dei partecipanti da tutta Italia. Per la comunità e il suo benessere. Proseguendo il cammino del nostro lavoro.
AP
24/09/2026