Buona sera. Vi pongo questa domanda in quanto nessun specialista da me consultato è riuscito a ris

29 risposte
Buona sera.
Vi pongo questa domanda in quanto nessun specialista da me consultato è riuscito a risolvere il problema: Mi reco da un x nutrizionista, la dieta va bene inizio a scendere di peso, con estrema lentezza, ad un certo punto il processo di ferma e tendo a rimettere i chili persi, sempre seguendo la dieta datemi dal professionista. Ho seguito varie diete, sempre bilanciate con carboidrati, proteine e grassi buoni, ma arrivata al solito peso tendo a rimettere i grassi persi. Non so come poter risolvere il problema.
Ovviamente alla dieta associo la palestra e camminate. Cosa posso fare?
gentile Signora ha mai fatto delle analisi cliniche per valutare un eventuale problema metabolico come ad esempio un rallentamento funzionale della tiroide? ha valutato la glicemia, l'emoglobina glicosilata e l'insulinemia per vedere se è presente un problema di insulino resistenza? se non ha mai fatto queste analisi le suggerisco di fargliele prescrivere dal suo medico di base.
Per qualsiasi altra informazione o dubbio resto a disposizione
dott.ssa Francesca Base

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Dott.ssa Maria Luisa Bagnara
Nutrizionista
Latina
Salve! Mi associo a quanto detto dalla collega: delle analisi del sangue aiutano a capire in fondo il problema così da poter iniziare un percorso nutrizionale idoneo alla sua persona e senza "delusioni" per il mancato successo!
A sua disposizione per eventuali altri chiarimenti.
Dott. Mirko Montellanico
Dietista, Nutrizionista
Velletri
Salve, forse il problema potrebbe risiedere proprio nel fatto che arrivata al "solito peso" di cui parla tende ad avere una condizione psicologica che la fa magari uscire un po' dai binari e tende a perdere le speranze. ovviamente anche l'aspetto che suggeriscono i colleghi che le hanno risposto in precedenza cioè del controllo della tiroide e metablismo possono andare bene, ma a volte il discorso psicologico in questo ambito può essere preponderante. Quindi le consiglio di valutare il tutto e cominciare un percorso senza pregiudizi di sorta ne obbiettivi estremi.
Resto a disposizione se volesse avere chiarimenti in merito.
Le auguro una buona giornata.
Dott. Mirko Montellanico
Come consigliato dai miei colleghi la prima cosa da fare è sicuramente quella di fare degli esami specifici per verificare il funzionamento della tiroide o escludere altre patologie (diabete, insulino resistenza, etc..). se tutti gli esami risultano nella norma allora il problema potrebbe risiedere in un "adeguamento" del suo corpo alla dieta e quindi incapacità di rispondere alla stesa con conseguente mancato dimagrimento. Si tratta di un vero e proprio blocco metabolico,e la situazione raggiunta è definita di "plateau". Quando incontro pazienti con questa problematica quello che faccio è modificare il piano alimentare tentando vari approcci: ciclizzazione dei carboidrati, dieta chetogenica, digiuno intermittente.. Una volta che il dimagrimento riprende allora si potrà progressivamente tornare ad una dieta bilanciata.
Salve, capita spesso che si raggiunga una fase di stallo nel dimagrimento in seguito alla quale il paziente, non vedendo più progressi in bilancia, comincia a "mollare un po' la presa sulla dieta" e inevitabilmente riprende peso. Quando inizia una dieta con restrizione calorica è normale che il corpo si abitui a quella restrizione e che ad un certo punto trovi il modo di non perdere più peso: per prevenire questo aspetto è indicato cambiare spesso la dieta e il rapporto tra i macronutrienti, così da mantenere costante il livello di dimagrimento. Inoltre non trascurerei l'aspetto emotivo: ha raggiunto il peso prima del blocco in modo sereno? Si sentiva eccessivamente limitata? Aveva spazio per la flessibilità e l'appagamento del gusto? Se la risposta è no, è normale che dopo qualche mese di perfetta aderenza alla dieta si possa cominciare a fare piccoli ed innoqui errori quà e là, che sommati annullano il deficit calorico studiato per farla dimagrire. Le consiglio di compilare un diario alimentare in cui appunta tutto ciò che mangia ed i condimenti che usa, così da rendersi conto delle piccole trasgressioni giornaliere.
Buongiorno, ha valutato la qualità e la quantità dei grassi previsti nel suo piano alimentare? La dieta che segue tende a limitare l'assunzione di olio extravergine di oliva? Come condisce le pietanze? Utilizza solo olio a crudo?
Il mancato utilizzo dell'olio in cottura potrebbe essere motivo di stallo.
Dott.ssa Lucia Vignolo
Nutrizionista
Genova
A me è capitato spesso di osservare questi blocchi metabolici anche in assenza di patologie o disfunzioni. Le cause posso essere molteplici, spesso psicologiche. Il paziente tende a fare diete restrittive, ovvero a mangiare sempre le stesse cose, annoiandosi assai e quindi cedendo a piccoli sgarri che poi di fatto impediscono il dimagrimento. Possono essere utili strategie tipo digiuni intermittenti, o un paio di giorni di sole proteine e grassi, o meglio ancora alternare diversi modelli dietologici.
Utilissimo il diario alimentare compilato accuratamente.
Fondamentale però che il paziente abbia modo di mangiare cose che lo soddisfino e lo facciano sentire sazio a livello psicologico.
Salve escludendo problemi metabolici tiroidei o di insulino resistenza le consiglio di cambiare protocollo dietetico
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Bisognerebbe valutare se il piano alimentare da lei seguita debba subire delle modifiche, in quanto il nostro organismo è soggetto continuamente sia a stimoli esterni che interni, e potrebbe variare il proprio fabbisogno. Ovviamente escludendo sempre qualsiasi problema ormonale o metabolico. Saluti.

Dott.ssa Martina Di Antonio
Buonasea, è normale che durante un regime alimentare con restrizione calorica si raggiunga una fase di stallo. Probabilmete nel momento in cui lei osserva questa fase di stallo perde motivazione e forse inizia a sgarrare prendendo peso. Per prevenire la fase di stallo è utile che il nutrizionista le cambi spesso il piano alimentare, così da non far abituare l'organismo alla restrizione calorica. Un altro consiglio è quello magari di passare, in alcuni momenti di blocco della perdita di peso, ad una dieta chetogenica che in genere ha ottimi risultati sul dimagrimento e sulla salute della persona. Cordiali Saluti
Salve,avrei piacere di controllare sia i suoi parametri ematici sia quelli ormonali,il piano alimentare che sta seguendo,la sua aderenza allo stesso,la sua età,terapie farmacologiche in atto,allo scopo di consigliarla meglio.Mi contatti in privato potrei consigliarle di cambiare dieta,piuttosto che di fare maggiore attenzione motivandola alla aderenza alla terapia nutrizionale.Cordiali saluti
Buonasera, probabilmente il suo organismo ha invece bisogno di uno sbilanciamento a favore delle proteine e a svantaggio dei carboidrati.Mi raccomando però, non faccia da sola ma si affidi a uno specialista ferrato dell’argomento
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Buonasera gentile utente, è normale che durante un regime nutrizionale con restrizione calorica si raggiunga una fase di stallo. Per prevenire la fase di stallo è utile che il nutrizionista effettui dei cambiamenti al piano nutrizionale durante le visite di controllo. Cordiali Saluti
Salve, il problema che descrive è più diffuso di quanto pensa. Le motivazioni possono essere diverse e, soprattutto, la causa non è mai una sola. Quando comincia queste diete è in sovrappeso? Il peso da cui di solito parte è quello che ha mantenuto per la maggior parte della sua vita da adulta? Fa un po' di movimento quotidiano? Come cambiano le sue ricette nel corso dei mesi in cui segue la dieta? Dopo quanto tempo riscontra la perdita di peso? Dopo quanto aumenta di nuovo?
buon giorno, le motivazioni possono essere diverse .
è comunque normale , dopo un regime controllato trovarsi in una fase in cui non si perde più peso.
per cui contatti un nutrizionista che possa aiutarla, con un piano alimentare personalizzato
saluti
Dott. Settimio Albis
Nutrizionista, Dietista, Chinesiologo
Roma
Buongiorno
confermo con quanto espresso dai mie colleghi
Saluti
Dott. Albis
Salve,
Potrebbero essere diversi i punti da approfondire.
Parli col medico per eventuali accertamenti o esami.
Per la dieta bisogna esaminare bene il quadro e la sua storia.
Consiglio visita-nutrizionale per meglio gestire il problema.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Saluti
Dott Stefano Carrara
Biologo nutrizionista e massaggi per il benessere
Cavenago di brianza e Rho
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Salve. Escludendo problemi tiroidei, occorre valutare se l'introito calorico è ancora compatibile con la perdita di peso, data per scontata la sua aderenza al protocollo dietetico. Altrimenti, in caso di abbassamento del metabolismo basale, bisogna agire con una reverse diet e attività fisica cntro gravità per cercare di aumentarlo. Spero di esserle stato utile.
Dr. Gaetano Conforto
Nutrizionista, Omeopata, Medico di medicina generale
Siracusa
Carissima utente, non dice nulla riguardo agli esami metabolici e ormonali ( glicemia- insulina- emoglobina glicata. vitamine B, peptide-c, tiroide) e alle intolleranze alimentari. Sono questi esami insieme allo studio del suo stile di vita, che potrebbero darle le basi per un suo riequilibrio della composizione corporea. Un abbraccio. Faccio consulenze on-line teroci-pratiche:))
Dott.ssa Claudia Cerasi
Nutrizionista
Roma
Buonasera, quando il nostro organismo fa fronte ad una condizione di restrizione calorica, come avviene in un piano alimentare ipocalorico, ad un centro punto per meccanismo di sopravvivenza va incontro ad un adattamento, rallentando il metabolismo e risparmiando così le energie consumate. Tale condizione prevede un vero e proprio blocco metabolico in cui l’organismo si abitua a quella condizione di restrizione. Spesso questo porta ad una scarsa motivazione, ad una non aderenza al piano alimentare ed all’incremento di peso con ricadute verso abitudini precedenti. È importante di fatti valutare l’impatto emotivo e tenere sotto controllo periodicamente l’aderenza al trattamento, modificando di volta in volta il piano alimentare che deve essere personalizzato ai gusti ed allo stile di vita della persona, così da favorirne l’aderenza, insieme al mantenimento di una costante attività o movimento fisico. Alcune volte può essere inoltre dovuto ad un’alterazione della funzionalità della tiroide o ad una condizione di insulino resistenza, per questo risulta importante effettuare periodici controlli del proprio stato di salute ed intervenire di conseguenza.
Gentilissima signora, la ringrazio per averci contattata. Il primo passo da fare è capire cosa sta succedendo al suo metabolismo; dunque dovrebbe fare degli esami del sangue. In genere si controlla la glicemia, l'assetto metabolico e la tiroide. Successivamente si può procedere con l'elaborazione di un piano alimentare ad hoc per lei. Consideri che ognuno di noi ha esigenze metaboliche diverse e risponde diversamente alle diete. E' possibile elaborare piani alimentari, che danno risultati, anche quando si è tentato di dimagrire con tanti metodi. La cosa importante è valutare il piano alimentare piu' adeguato al suo metabolismo. In tal senso esistono tante strategie alimentari, ciascuna delle quali è adatta ad un determinato tipo di paziente. Mi faccia sapere. Un saluto. Dott.ssa Cristina Mucci
Dott. Luca Agostini
Nutrizionista
Piove di Sacco
Il fenomeno del "peso altalenante" può essere causato da vari fattori, come il metabolismo adattativo, stress, o squilibri ormonali. È importante lavorare su un approccio sostenibile e a lungo termine, focalizzandosi non solo sulla dieta ma anche sull’aspetto emotivo e motivazionale del dimagrimento. Potrebbe essere utile aggiungere un supporto psicologico e monitorare eventuali problematiche metaboliche o ormonali che influenzano il suo peso.
Distinti saluti,
Dr. Luca Agostini
Dott.ssa Pasqualina Valentino
Nutrizionista
Marcianise
Salve, se l'alimentazione è molto restrittiva, il corpo per "proteggersi" tende ad adattarsi e si può addirittura ingrassare, anche perché dipende dalla qualità del dimagrimento fatto. Sono da valutare però anche analisi del profilo ormonale e glucidico se non le ha già fatte
Dott. Rosario Cuscona
Nutrizionista
Giarre
prenda un appuntamento con me e risolviamo il problema
Dott.ssa Ornella Marini
Nutrizionista
Roma
Salve, bisognerebbe valutare le motivazioni per cui il peso scende con estrema lentezza, probabilmente sono le stesse per cui si ritrova in questo loop. Ovviamente quando parliamo di peso, è necessario ricordare che non si tratta semplicemente del numero sulla bilancia, ma è fondamentale studiare la composizione corporea. Probabilmente è necessario approfondire con esami ematici appropriati
Dott.ssa Valentina Ungarelli
Nutrizionista, Chinesiologo
Milano
grazie per aver condiviso la sua esperienza. Quello che descrive è un fenomeno piuttosto comune: il cosiddetto “plateau” metabolico, in cui il peso si stabilizza nonostante dieta equilibrata e attività fisica. Può dipendere da vari fattori: adattamenti del metabolismo, composizione corporea, ormoni, qualità del sonno, stress o micro-squilibri alimentari non evidenti.

Alcuni suggerimenti pratici:
1. Monitoraggio preciso dell’alimentazione – anche piccole variazioni nelle porzioni o negli snack possono fare la differenza.
2. Variare l’allenamento – alternare forza e cardio, inserire esercizi di resistenza e HIIT può stimolare il metabolismo.
3. Controlli medici – valutare tiroide, ormoni sessuali, cortisolo, vitamina D e insulina per escludere fattori fisiologici che rallentano il dimagrimento.
4. Pianificazione graduale – talvolta è utile puntare prima sulla composizione corporea (aumento massa muscolare e riduzione grasso) più che sul peso sulla bilancia.
5. Consulenza nutrizionale personalizzata – un professionista può aiutare a calibrare micro-dosaggi, timing dei pasti e strategie per evitare il recupero dei chili persi.

Non è raro fermarsi lungo un percorso di dimagrimento, ma con piccoli aggiustamenti mirati e controlli mirati è possibile riprendere progressi e mantenere i risultati nel tempo.
Buongiorno, ha effettuato qualche indagine per escludere eventuali problemi metabolici?
Potrebbe provare la terapia cognitivo comportamentale per l'obesità. Si tratta di un percorso che, dopo la perdita di peso, insegna delle tecniche e delle strategie per non ingrassare di nuovo. Se vuole ulteriori informazioni, mi contatti pure.
Dott. Ivan Lurgo
Nutrizionista, Dietologo, Dietista
Milano
Buongiorno,
quando una persona ha già seguito più percorsi nutrizionali senza risultati stabili, il problema raramente è la forza di volontà o l’impegno. Nella maggior parte dei casi manca un’analisi completa di:

adattamento metabolico

storia delle diete precedenti

distribuzione dei macronutrienti

risposta ormonale e glicemica

stile di vita reale (stress, sonno, ritmi)

Continuare a “provare diete” porta solo a ulteriore frustrazione. Serve un cambio di approccio, non l’ennesimo schema standard.

In questi casi la soluzione è una valutazione clinico-nutrizionale approfondita e personalizzata.
Le consiglio di prenotare una visita nutrizionale con me direttamente su MioDottore, così da impostare finalmente un percorso mirato e risolutivo.

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