Domande del paziente (20)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Mi dispiace molto che Lei stia attraversando questo momento difficile.
Ecco alcune informazioni che potrebbero aiutarla a decidere come gestire la situazione.
Apprendere dagli errori è una parte fondamentale...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Sono disponibile per una consultazione online; se desidera, può scrivermi in privato prima di fissare un appuntamento.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
ho letto con attenzione il suo messaggio e comprendo la sofferenza che sta vivendo.
La fine di una relazione può essere vissuta come un vero e proprio lutto affettivo,
che richiede tempo...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per aver condiviso la tua esperienza. Non sottovalutare ciò che provi: merita ascolto e cura. “Le ferite sono il luogo da cui entra la luce.” (Rumi) Se lo desideri, possiamo parlarne meglio in uno... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, il fatto che tu abbia trovato la forza di raccontare la tua sofferenza è un segnale importante. Non sottovalutare ciò che provi: merita ascolto e cura. Ti incoraggio a rivolgerti a un professionista... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Hai fatto bene a controllare il cuore: ora puoi guardare con più serenità al legame tra ansia e corpo, accogliendo queste sensazioni come parte di un dialogo interiore.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il fatto che tu abbia chiesto aiuto è già un segno di grande forza. Ci sono due strade che puoi percorrere:
Crescita personale ed economica Puoi coltivare i tuoi talenti, lavorare su te stessa e magari...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Chi difende la propria autenticità diventa invincibile, perché nessuna maschera può spegnere la sua forza. Se il tuo obiettivo è vivere con autenticità, allora anche la tua sofferenza merita di essere... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per aver condiviso con tanta sincerità la tua esperienza.
Quello che emerge è il percorso di una persona che ha attraversato momenti difficili,
ma che ha avuto la forza di chiedere aiuto, di lavorare...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La tua convivenza sembra averti portato a osservare aspetti nuovi della relazione e questo ti provoca emozioni contrastanti. Il fatto che tu ti chieda “come posso gestire la cosa” è già un segnale di consapevolezza:... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile ragazza, quello che descrive è un tipico meccanismo ossessivo, come lei stessa riconosce: dubbi continui, ricerca di conferme e ripetizione di test. È importante che comprenda che i controlli ripetuti... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ho letto con attenzione quanto condiviso. Quando l’ambiente esterno viene percepito come ostile o immodificabile, la forza sta nel restare connessi ai propri valori e credenze: questo permette di non farsi... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per aver condiviso un momento così delicato. Quando ci si trova divisi tra emozioni diverse, non è semplice sentire la propria voce. In questo periodo può essere utile fermarti e chiederti cosa... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ci sono persone che crescono come alberi nati vicino a un muro: non mancano di forza, ma imparano a piegarsi per adattarsi. Quando il muro si allontana, scoprono che possono ancora scegliere la direzione... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
È normale che una parte di te speri ancora in un ritorno: quando un legame è stato importante, la mente fa fatica a chiudere tutto di colpo. Allo stesso tempo, restare fermi nell’attesa può diventare molto... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Da quanto descrive, e considerando che gli accertamenti hanno escluso cause organiche, la sensazione che avverte sembra legata a un meccanismo ansioso-percettivo: la percezione è reale, ma l’attenzione... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Simone,
la rabbia verso la “terza persona” è comprensibile, ma rischia di tenerla legato proprio a ciò da cui desidera liberarsi. Come scriveva Nietzsche, “Chi combatte i mostri deve guardarsi...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, ho letto la tua storia e capisco quanto sia stato faticoso attraversare ambienti in cui hai dato moltissimo senza ricevere il rispetto che meritavi. Non è una tua mancanza: è un modello relazionale... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
L’episodio che descrivi è serio e merita attenzione, ma va valutato nel suo complesso. Un singolo gesto aggressivo non va normalizzato; allo stesso tempo, non definisce da solo l’indole di una persona.... Altro
Gentile Terapeuta,
Ho 67 anni e sono un uomo laureato, separato con una figlia, pensionato.
Sono stato diagnosticato con ipotiroidismo, ipertensione e leucemia linfatica cronica.
Inoltre, sono stato diagnosticato con AuDHD (ADHD e Autismo di livello 1), nonché con un Disturbo Post Traumatico da Stress Complesso (C-PTSD).
La mia infanzia è stata segnata da un ambiente difficile, con un padre con schizofrenia residuale e una madre con narcisismo patologico. Questo ha portato a un trauma indotto che ha avuto conseguenze profonde sulla mia vita.
Il meccanismo del trauma ha coinvolto il rifiuto e l'anaffettività da parte dei genitori, aggressioni fisiche e psicologiche, violenze fisiche e verbali, isolamento autoindotto come difesa e isolamento subito come punizione, svalutazione subita.
Le conseguenze del trauma sono state numerose, tra cui un bisogno impulsivo di valutazione e accettazione esterna, disforia sensibile al rifiuto, costante sensazione di pericolo, stato persistente di iperallerta, stress elevato, disgrafia reattiva, isolamento sociale e difficoltà a gestire ed esprimere le emozioni.
Ho studiato a fondo il mio caso e le mie conclusioni nascono da diagnosi specialistiche oltre che da un'analisi logica dei fatti.
Non cerco un terapeuta che metta in dubbio la mia diagnosi, ma qualcuno che parta da queste basi per aiutarmi a gestire il corpo e le emozioni. Io porto la conoscenza di me, il terapeuta porta gli strumenti tecnici per la regolazione del mio sistema nervoso.
Ho già affrontato anni di terapia della parola che hanno portato solo a re-traumatizzazione e svalutazione intellettuale.
Non voglio raccontare storie o ricevere consigli morali, ma vorrei lavorare sulla neurobiologia del trauma.
Cerco un lavoro puramente bottom-up basato sulla titolazione delle sensazioni fisiche.
Mi chiedo se Lei sia in grado di guidarmi in una sessione di desensibilizzazione somatica senza che io debba esporre la narrazione dei miei traumi e riaprire ancora una volta il Vaso di Pandora.
La mia anamnesi è contenuta nelle diagnosi ricevute (ADHD, PTSD).
Per ogni dettaglio tecnico ulteriore, posso fornire documentazione clinica, ma non intendo procedere con un resoconto verbale degli eventi traumatici, poiché il mio sistema nervoso reagisce con re-traumatizzazione e shutdown.
Spero di trovare un terapeuta che possa aiutarmi a lavorare sulla mia neurobiologia del trauma e a gestire il mio sistema nervoso in modo più efficace.
Grazie.
Cordiali saluti.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La ringrazio sinceramente per aver condiviso con tanta cura il suo percorso. Dalle sue parole emerge una grande consapevolezza e una forza notevole, e comprendo profondamente il suo desiderio di un lavoro terapeutico che rispetti il corpo, i tempi interni e la necessità di non riaprire narrazioni dolorose.
Per ciò che descrive, un approccio bottom up, delicato e non narrativo, è non solo comprensibile ma assolutamente appropriato. In questo senso, il metodo che più si avvicina alle sue esigenze è il Brainspotting, perché permette di lavorare direttamente sulla regolazione del sistema nervoso senza dover raccontare i traumi né riviverli.
Per orientarsi nella scelta del professionista, può essere utile cercare un terapeuta che abbia:
• formazione specifica in Brainspotting (almeno Fase 1 e 2)
• esperienza con trauma complesso e stati di iperattivazione
• sensibilità verso la neurodivergenza (ADHD / Autismo livello 1)
• uno stile rispettoso, non intrusivo, centrato sul corpo e sulla sicurezza
Sul sito ufficiale brainspotting.com trova l’elenco dei terapeuti certificati.
Se le fa piacere, può consultare anche la mini guida che ho preparato per aiutare a orientarsi nella scelta del terapeuta più adatto a un percorso bottom up (trauma, Brainspotting, neurodivergenza). Le auguro di trovare uno spazio terapeutico che le permetta finalmente di respirare con più libertà e sicurezza.
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
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