Buongiorno ho commesso un errore sul lavoro. Un errore seppur importante, in un campo però molto com
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Buongiorno ho commesso un errore sul lavoro. Un errore seppur importante, in un campo però molto complesso e che può trarre in errore. Il problema che mi fa stare peggio però è che l'errore l'ha commesso una mia collega che tra l'altro ha cambiato ufficio da poco tempo, io avrei dovuto controllare ma mi sono fidato forse con superficialità. Ora tutti sanno che l'errore l'ho fatto io ma per mia etica non mi sognerei mai di accollare o condividere l'errore con un'altra persona. Quindi mi sto prendendo questo carico che è molto pesante E mi fa stare davvero male. È come se mi sentissi tutti gli occhi puntati addosso e che tutti hanno perso la fiducia in me. Cosa mi consigliate?
Gentile utente. Grazie per aver condiviso la sua situazione. Errori sul lavoro si commettono e a maggior ragione le commette chi ricopre un ruolo di responsabilità o di controllo. E' estremamente corretto non addossare la responsabilità a persone che non lavorano più nell'ufficio e che, comunque, avevamo la responsabilità di controllare. Ammettere i propri sbagli è importante e non necessariamente si tramuta in una cattiva "pubblicità". Ora sta male, l'errore le pesa perché avrebbe voluto non accadesse. Parli con il suo superiore gerarchico e, come si dice in gergo, "alzi la mano ammettendo le sue responsabilità e scusandosi", continui a lavorare con la disciplina e la responsabilità che, da quello che scrive, mi sembra che la contraddistingua e vedrà che il peso che sente ora sarà sempre più leggero. Tutti sbagliano ed io dico sempre che bisogna diffidare di chi dice di aver sempre fatto tutto bene ed aver collezionato solo successi. Spero di esserle stato di aiuto. La ringrazio. Un caro saluto. Dott. Stefano Recchia
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Buongiorno,
Capisco lo stress correlato alla situazione d'errore solo in parte imputabile a lei e per cui avverte che gli altri abbiano perso fiducia nei suoi confronti. Le suggerisco di essere più clemente con se stesso, anche perché autocolpevolizzarsi eccessivamente sarebbe solo oltremodo distruttivo. Pur se difficoltoso, non scarti di parlare dell'accaduto con il suo responsabile, evidenziando suggerimenti per poter lavorare più efficacemente, ad esempio fornendo maggiori informazioni e occasioni d'integrazione nel gruppo di lavoro; definisca infine che la sua parte sta solo nel non aver individuato l'errore. Tenga a mente che sbagliare fa parte della vita e che può essere un'occasione di miglioramento.
Saluti
Capisco lo stress correlato alla situazione d'errore solo in parte imputabile a lei e per cui avverte che gli altri abbiano perso fiducia nei suoi confronti. Le suggerisco di essere più clemente con se stesso, anche perché autocolpevolizzarsi eccessivamente sarebbe solo oltremodo distruttivo. Pur se difficoltoso, non scarti di parlare dell'accaduto con il suo responsabile, evidenziando suggerimenti per poter lavorare più efficacemente, ad esempio fornendo maggiori informazioni e occasioni d'integrazione nel gruppo di lavoro; definisca infine che la sua parte sta solo nel non aver individuato l'errore. Tenga a mente che sbagliare fa parte della vita e che può essere un'occasione di miglioramento.
Saluti
Gentile utente,
capisco quanto possa essere difficile affrontare questa situazione e quanto possa pesare su di lei. È naturale sentirsi sopraffatti e preoccupati quando si commette un errore, specialmente in un ambiente di lavoro complesso.
Innanzitutto, è importante riconoscere che gli errori fanno parte del percorso di crescita professionale e personale. Nessuno è immune dagli sbagli, soprattutto in campi complessi dove le variabili in gioco sono molteplici. Si prenda un momento per riflettere su cosa è andato storto e perché, e cerchi di identificare quali lezioni può trarre da questa esperienza. Questo le aiuterà a evitare errori simili in futuro e a migliorare costantemente.
La sua decisione di non attribuire la colpa alla sua collega dimostra una grande integrità e senso di responsabilità. È una qualità molto apprezzabile e, a lungo termine, può rafforzare la fiducia che gli altri ripongono in lei. Tuttavia, è altrettanto importante comunicare apertamente e onestamente con il suo superiore. Spieghi la situazione, ammettendo il suo errore ma anche descrivendo le circostanze e il contesto in cui è avvenuto. Questo approccio dimostrerà che è consapevole della sua responsabilità e desideroso di imparare e migliorare.
Parlare con la sua collega può essere un passo utile per entrambe. Non si tratta di incolparla, ma di discutere insieme l'errore e trovare modi per supportarvi reciprocamente. Una comunicazione aperta può prevenire futuri malintesi e creare un ambiente di lavoro più collaborativo.
È anche una buona idea proporre un piano di miglioramento. Può includere una revisione dei processi di controllo, una formazione aggiuntiva o l'adozione di nuove pratiche che riducano la possibilità di errori. Questo dimostrerà ai suoi superiori e colleghi che è proattiva e impegnata a fare del suo meglio.
Infine, non dimentichi di prendersi cura di sé stessa. Lo stress e il senso di colpa possono influire negativamente sul suo benessere e sulla sua performance lavorativa.
Ricordi, gli errori sono opportunità di crescita. Affrontare questa situazione con onestà e determinazione può portare a una maggiore fiducia in sé stessa e a una crescita professionale significativa.
Un caro saluto,
Dott.ssa Pinella Chionna
capisco quanto possa essere difficile affrontare questa situazione e quanto possa pesare su di lei. È naturale sentirsi sopraffatti e preoccupati quando si commette un errore, specialmente in un ambiente di lavoro complesso.
Innanzitutto, è importante riconoscere che gli errori fanno parte del percorso di crescita professionale e personale. Nessuno è immune dagli sbagli, soprattutto in campi complessi dove le variabili in gioco sono molteplici. Si prenda un momento per riflettere su cosa è andato storto e perché, e cerchi di identificare quali lezioni può trarre da questa esperienza. Questo le aiuterà a evitare errori simili in futuro e a migliorare costantemente.
La sua decisione di non attribuire la colpa alla sua collega dimostra una grande integrità e senso di responsabilità. È una qualità molto apprezzabile e, a lungo termine, può rafforzare la fiducia che gli altri ripongono in lei. Tuttavia, è altrettanto importante comunicare apertamente e onestamente con il suo superiore. Spieghi la situazione, ammettendo il suo errore ma anche descrivendo le circostanze e il contesto in cui è avvenuto. Questo approccio dimostrerà che è consapevole della sua responsabilità e desideroso di imparare e migliorare.
Parlare con la sua collega può essere un passo utile per entrambe. Non si tratta di incolparla, ma di discutere insieme l'errore e trovare modi per supportarvi reciprocamente. Una comunicazione aperta può prevenire futuri malintesi e creare un ambiente di lavoro più collaborativo.
È anche una buona idea proporre un piano di miglioramento. Può includere una revisione dei processi di controllo, una formazione aggiuntiva o l'adozione di nuove pratiche che riducano la possibilità di errori. Questo dimostrerà ai suoi superiori e colleghi che è proattiva e impegnata a fare del suo meglio.
Infine, non dimentichi di prendersi cura di sé stessa. Lo stress e il senso di colpa possono influire negativamente sul suo benessere e sulla sua performance lavorativa.
Ricordi, gli errori sono opportunità di crescita. Affrontare questa situazione con onestà e determinazione può portare a una maggiore fiducia in sé stessa e a una crescita professionale significativa.
Un caro saluto,
Dott.ssa Pinella Chionna
Buongiorno e grazie per la condivisione.
Sono assolutamente normali e comprensibili le sue emozioni correlate alla sua situazione d'errore sul lavoro, solo in parte imputabili a lei.
Tutte le persone hanno bisogno di sentirsi parte di un gruppo (in questo caso il gruppo di lavoro) da cui sentirsi apprezzati e stimati. Senza il soddisfacimento di questi bisogni (Piramide di Maslow) non si potrà facilmente raggiungere l'autorealizzazione.
Le suggerirei di aprirsi coi suoi superiori ed avere una comunicazione chiara e trasparente. parlando dell'accaduto.
Rivolgendosi a uno psicologo le suggerirebbe di essere ora più clemente con se stesso, autocolpevolizzarsi ancora diventerebbe solamente distruttivo. Tenga a mente che sbagliare fa parte della vita e che può essere un'occasione di miglioramento. Cordiali saluti.
Dott.ssa Monia Michelini
Sono assolutamente normali e comprensibili le sue emozioni correlate alla sua situazione d'errore sul lavoro, solo in parte imputabili a lei.
Tutte le persone hanno bisogno di sentirsi parte di un gruppo (in questo caso il gruppo di lavoro) da cui sentirsi apprezzati e stimati. Senza il soddisfacimento di questi bisogni (Piramide di Maslow) non si potrà facilmente raggiungere l'autorealizzazione.
Le suggerirei di aprirsi coi suoi superiori ed avere una comunicazione chiara e trasparente. parlando dell'accaduto.
Rivolgendosi a uno psicologo le suggerirebbe di essere ora più clemente con se stesso, autocolpevolizzarsi ancora diventerebbe solamente distruttivo. Tenga a mente che sbagliare fa parte della vita e che può essere un'occasione di miglioramento. Cordiali saluti.
Dott.ssa Monia Michelini
Buongiorno,
l'errore ormai è
stato commesso. Inutile rimuginare sul fatto. Potrebbe comunque parlare con un suo supervisore in presenza della collega anche per avere consigli per capire come procedere. Fare rete, veicolare info molto utile nelle aziende. Le consiglio di non soffermarsi molto con il pensiero. Semmai chiedersi qual è l'utilità di continuare a pensare a questa cosa. D'altro canto non sarà mai il pensiero a risolvere l'errore quanto un'azione!
l'errore ormai è
stato commesso. Inutile rimuginare sul fatto. Potrebbe comunque parlare con un suo supervisore in presenza della collega anche per avere consigli per capire come procedere. Fare rete, veicolare info molto utile nelle aziende. Le consiglio di non soffermarsi molto con il pensiero. Semmai chiedersi qual è l'utilità di continuare a pensare a questa cosa. D'altro canto non sarà mai il pensiero a risolvere l'errore quanto un'azione!
Capisco perfettamente il suo stato d'animo ma si ricordi che gli errori ci servono per crescere e per fare esperienza. Le consiglierei di essere più gentile nei suoi confronti e ammettere che si è stato fatto un errore ma che da esso si può imparare come comportarsi per le prossime volte. Le consiglio di non autopunirsi o sentirsi in colpa per questo perchè tale comportamento le farebbe vivere male il lavoro e il rapporto coi colleghi. Parli con un supervisore ammetta l'errore che ripeto capita a tutti e da esso può trarne beneficio. Non si soffermi tanto sull'errore in se ma su ciò che può fare ora che l'errore è stato commesso per trovare una soluzione. Non si preoccupi..lei è forte riuscirà a risolvere questo problema.
Primo sbagliare è umano, via i sensi di colpa, e invecedi concentrarsi sul DOLORE, concentrati su" cosa posso fare per rimediare"? e altra domanda che nelle sedute di Coaching della relazioni preciso " cosa volgio rimediare?"
posso prendere 7 goccine di un rimedio vibrazionale dei fiori Australiani come stress stop o relatioship che sono aiutiVibrazionali capaci di sciogliere il ricordo di un danno/ di una paura e far prendere più consapevolezza all'individuo, la floriterapia ha questo di bello e non crea dipendenza. Ma quando faccio domande da Coach arriva anche un NUOVO COMPORTAMENTO più funzionale al comportamento che la persona,il cliente, in questo caso "tu" all'interno del tuo posto di lavoro deve avere.
Se vuoi che la persona si prenda la sua RESPONSABILITA E CRESCA chiedili di dire essa stessa cosa è successo e se , dopo aver parlato con lei, capisci che non è il caso , ti devi accordare per fare capire ai colleghi che hai agito Tu in buona fede e anche se non sei il diretto responsabile vuoi aiutare a sciogliere il probabile danno( ovviamente mantenendo in anonimato il nome della collega a cui hai fatto i favore). Vedi...o è un dire la verità e basta è mostrare "l'intento di creare valore". Questo fa la differenza. Ed è ciò che tutti poi si ricorderanno. Se ti trovi a metà strada di un percorso decisionale anche dopo queste indicazioni per una " comunicazione più efficace" mi puoi sempre contattare. Life coach Lucherini M
posso prendere 7 goccine di un rimedio vibrazionale dei fiori Australiani come stress stop o relatioship che sono aiutiVibrazionali capaci di sciogliere il ricordo di un danno/ di una paura e far prendere più consapevolezza all'individuo, la floriterapia ha questo di bello e non crea dipendenza. Ma quando faccio domande da Coach arriva anche un NUOVO COMPORTAMENTO più funzionale al comportamento che la persona,il cliente, in questo caso "tu" all'interno del tuo posto di lavoro deve avere.
Se vuoi che la persona si prenda la sua RESPONSABILITA E CRESCA chiedili di dire essa stessa cosa è successo e se , dopo aver parlato con lei, capisci che non è il caso , ti devi accordare per fare capire ai colleghi che hai agito Tu in buona fede e anche se non sei il diretto responsabile vuoi aiutare a sciogliere il probabile danno( ovviamente mantenendo in anonimato il nome della collega a cui hai fatto i favore). Vedi...o è un dire la verità e basta è mostrare "l'intento di creare valore". Questo fa la differenza. Ed è ciò che tutti poi si ricorderanno. Se ti trovi a metà strada di un percorso decisionale anche dopo queste indicazioni per una " comunicazione più efficace" mi puoi sempre contattare. Life coach Lucherini M
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Buongiorno, mi dispiace molto per quello che sta passando e la ringrazio per la sua condivisione.
Mentre la leggo quello che le chiederei e su cui la invito a riflettere è
Come mai si sta prendendo questo carico?
Chi è che ha perso fiducia in sé e che si tiene gli occhi puntati addosso? Gli altri o sé stesso?
Gli errori nella vita possiamo farli, in questo caso l'errore non è stato nemmeno il suo, che cosa può o vuole fare per andare avanti?
Un caro saluto
Elisabetta
Mentre la leggo quello che le chiederei e su cui la invito a riflettere è
Come mai si sta prendendo questo carico?
Chi è che ha perso fiducia in sé e che si tiene gli occhi puntati addosso? Gli altri o sé stesso?
Gli errori nella vita possiamo farli, in questo caso l'errore non è stato nemmeno il suo, che cosa può o vuole fare per andare avanti?
Un caro saluto
Elisabetta
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Gentile utente, mi spiace molto per il disagio che sta vivendo. Il mio consiglio è di provare a capire il motivo per cui per lei è così importante lo sguardo degli altri e perchè sente di non essere più degno della loro fiducia. Le capita anche in altri momenti? Quanto riesce a permettersi di sbagliare? Un consulto psicologico potrebbe aiutarla ad approfondire il tema e sollevare il pesa che sente.
Resto a disposizione, anche online, in caso fosse interessato a discuterne insieme.
Cordiali saluti, Dott.ssa Claudia Torrente Cicero
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Cordiali saluti, Dott.ssa Claudia Torrente Cicero
Mi dispiace molto che Lei stia attraversando questo momento difficile.
Ecco alcune informazioni che potrebbero aiutarla a decidere come gestire la situazione.
Apprendere dagli errori è una parte fondamentale del processo di crescita personale e professionale. È importante accettare l'errore e assumersi la responsabilità, ma senza essere troppo duri con sé stessi. Se ha capito bene cosa è andato storto e cosa ha portato all'errore, come nel caso che ha descritto, con l’esperienza che ha fatto, potrà evitare che si ripeta in futuro. Parli con il suo supervisore, spieghi la situazione con onestà, senza necessariamente incolpare nessuno. La trasparenza può aiutare a ricostruire la fiducia.
Rispetto al carico emotivo che sta vivendo, non esiti a cercare supporto da amici, familiari o un professionista. Parlare dei suoi sentimenti, può aiutarla ad alleviare il peso emotivo ed evitare un accumulo di tensione. Spesso, una lettura dei fatti visti da una prospettiva esterna, può offrire intuizioni preziose ed alleggerire il senso di colpa o di rabbia per qualcosa che involontariamente si è subito.
Tutti commettono errori e ciò non definisce il valore di una persona o di un professionista. Sbagliare è umano! Gli errori fanno parte del processo di apprendimento e crescita. Pensare delle soluzioni per rimediare all'errore e prevenire che accada di nuovo in futuro, è una strada da seguire.!
Il vero problema è quando gli errori sono vissuti come esperienze molto frustranti e sentirsi tutti gli occhi puntati addosso, sentirsi osservati e giudicati, può essere davvero molto stressante. Lo stress a lungo andare, può alimentare pensieri negativi, problemi di salute fisica, portare all’isolamento, ecc.
Alcuni suggerimenti quindi che potrebbero aiutarla a gestire la situazione:
Focalizzarsi su sé stesso: Cerchi di spostare l'attenzione dalle persone intorno a sé alle proprie azioni e pensieri. “Si concentri su ciò che sta facendo e non su come pensa che gli altri la vedano”.
Parlare con qualcuno di fiducia: Condividere i propri sentimenti con un amico o un collega di fiducia può aiutare a sentirti meno isolato e più supportato.
Ricordarsi di essere gentile con te stesso.
Focus sul miglioramento: Usi questa esperienza, come un'opportunità per potenziare la sua capacità di concentrazione e rafforzare la sua etica professionale.
Spero che questi suggerimenti possano aiutarla a superare questo momento difficile. Se ha bisogno di supporto psicologico, non esiti a rivolgersi ad un professionista.
Ecco alcune informazioni che potrebbero aiutarla a decidere come gestire la situazione.
Apprendere dagli errori è una parte fondamentale del processo di crescita personale e professionale. È importante accettare l'errore e assumersi la responsabilità, ma senza essere troppo duri con sé stessi. Se ha capito bene cosa è andato storto e cosa ha portato all'errore, come nel caso che ha descritto, con l’esperienza che ha fatto, potrà evitare che si ripeta in futuro. Parli con il suo supervisore, spieghi la situazione con onestà, senza necessariamente incolpare nessuno. La trasparenza può aiutare a ricostruire la fiducia.
Rispetto al carico emotivo che sta vivendo, non esiti a cercare supporto da amici, familiari o un professionista. Parlare dei suoi sentimenti, può aiutarla ad alleviare il peso emotivo ed evitare un accumulo di tensione. Spesso, una lettura dei fatti visti da una prospettiva esterna, può offrire intuizioni preziose ed alleggerire il senso di colpa o di rabbia per qualcosa che involontariamente si è subito.
Tutti commettono errori e ciò non definisce il valore di una persona o di un professionista. Sbagliare è umano! Gli errori fanno parte del processo di apprendimento e crescita. Pensare delle soluzioni per rimediare all'errore e prevenire che accada di nuovo in futuro, è una strada da seguire.!
Il vero problema è quando gli errori sono vissuti come esperienze molto frustranti e sentirsi tutti gli occhi puntati addosso, sentirsi osservati e giudicati, può essere davvero molto stressante. Lo stress a lungo andare, può alimentare pensieri negativi, problemi di salute fisica, portare all’isolamento, ecc.
Alcuni suggerimenti quindi che potrebbero aiutarla a gestire la situazione:
Focalizzarsi su sé stesso: Cerchi di spostare l'attenzione dalle persone intorno a sé alle proprie azioni e pensieri. “Si concentri su ciò che sta facendo e non su come pensa che gli altri la vedano”.
Parlare con qualcuno di fiducia: Condividere i propri sentimenti con un amico o un collega di fiducia può aiutare a sentirti meno isolato e più supportato.
Ricordarsi di essere gentile con te stesso.
Focus sul miglioramento: Usi questa esperienza, come un'opportunità per potenziare la sua capacità di concentrazione e rafforzare la sua etica professionale.
Spero che questi suggerimenti possano aiutarla a superare questo momento difficile. Se ha bisogno di supporto psicologico, non esiti a rivolgersi ad un professionista.
Gentilissimo, grazie molte per la sua condivisione. Mi permetto di chiederle...nell'ambiente lavorativo in cui esercita non c'è nessuno con il quale, con la quale è particolarmente in sintonia e confidenza al quale, alla quale poter confidare il suo stato d'animo attuale, senza entrare subito nel dettaglio della questione? Magari la persona con cui sente questo rapporto di confidenza, che opera insieme a lei in questa azienda può darle dei consigli utili. Non conosco le dimensioni dell'azienda, ma nel caso fosse grande, questo suo amico, amica, magari conosce altri colleghi, altre persone di fiducia che conoscono meglio l'azienda e che possono consigliarle sul da farsi, o su come comportarsi. Oppure, mi viene in mente che in alcuni ambienti lavorativi la figura dell'HR e/o dell'amministrazione (poiché la figura dello psicologo in azienda in Italia è per lo più assente) spesso è anche colui, colei che occupa anche un ruolo particolare in contatto diretto con i superiori, ovvero è spesso una figura alla quale confidare disagi o difficoltà che si incontrano sul lavoro o con i colleghi. Non conosco le dinamiche della sua azienda, però spesso l'HR conoscendo più da vicino bisogni ed esigenze dei capi, potrebbe indirizzarla e consigliarla, anche perché il gesto che lei ha fatto di coprire una sua collega è molto nobile. Invece se lei (sto solo ipotizzando) dovesse avere un bel rapporto di confidenza, o semplicemente di fiducia con il suo diretto superiore provi a ipotizzare un colloquio con lui, con lei, spiegando le motivazioni che l'hanno spinta a coprire una sua collega, ma soprattutto chiedendo consigli su come riappropriarsi la fiducia degli altri che ora le tengono, come dice lei, gli occhi puntati addosso. Ovviamente la situazione dovrebbe essere analizzata meglio e nel dettaglio, tramite messaggio risulta un po' difficile, però non disperi, una soluzione si trova. Ad esempio se lei vede e si sta forse accorgendo ora che questo carico per lei sta diventando troppo pesante, ma che soprattutto le sta impedendo di continuare a lavorare serenamente, provi ad immaginare di contattare questa collega che lei ha coperto, che non esercita più presso la sua azienda, e di parlarle a cuore aperto. Nella vita parlare, condividere gioie ma anche problematiche con altri simili aiuta a trovare la soluzione, magari insieme. In ogni caso mi raccomando non si tenga tutto dentro ma lo condivida come ha fatto qui su questo portale, confidandosi, condividendo, parlandone, sarà lei stesso a trovare come meglio agire nel suo contesto lavorativo.
concordo sul fatto che sia distintivo di etica professionale non segnalare l'errore della collega , e questa è una cosa bella , ma ha il suo prezzo. Il carico di cui qui scrive, è il disagio che questo errore causa dentro di lei oltre che alla sua immagine. Il sapere che ha fatto una cosa giusta potrebbe aiutarla a sentire meno gravoso il peso che descrive , continui a lavorare bene , questo sarà il suo riscatto . Gli occhi puntati se li lasci scivolare addosso e punti i suoi sull'impegno e sulle soddisfazioni future che certo raccoglierà. in bocca al lupo. Maria Teresa Fiorentino
Salve. Quando dice di sentirsi tutti gli occhi puntati addosso sembra star parlando di come vive questo errore. Errore che non ha commesso lei, ma che rimanda e porta in evidenza una sua omissione, ad una sua mancanza. Da come lo introduce questo errore sembra, pur nella sua gravità, un errore possibile. Resta tuttavia inaccettabile di fronte alla sua coscienza, come se assumersene la responsabilità personale ora possa lenire il suo precedente eccesso di fiducia. Forse questa sua mancanza, questo carico che così tanto le pesa e che non accollerebbe mai a un'altra persona, potrebbe richiedere in una forma diversa e più adatta la sua attenzione. Dovrebbe però accettare la possibilità di poterlo condividere, almeno potendone parlare come già sta facendo, diversamente si sta condannando arbitrariamente a portarne il peso. Resto a disposizione per ogni approfondimento.
Buonasera, purtroppo spesso si viene giudicati per i propri errori più che per i successi e le competenza, però di fare errori capita un pò a tutti, ora è il suo turno poi toccherà a qualcun altro.
Spesso i piccoli contesti sociali sono intrisi di queste dinamiche, non si scoraggi e lavori con il sorriso cercando di dimostrare la sua competenza, presto dimenticheranno l'accaduto e le consiglio di farlo anche lei, ovviamente ha imparato una lezione e la sua crescita personale ne trarrà vantaggio.
Buon lavoro
Spesso i piccoli contesti sociali sono intrisi di queste dinamiche, non si scoraggi e lavori con il sorriso cercando di dimostrare la sua competenza, presto dimenticheranno l'accaduto e le consiglio di farlo anche lei, ovviamente ha imparato una lezione e la sua crescita personale ne trarrà vantaggio.
Buon lavoro
Buonasera, capisco perfettamente la tua frustrazione e il senso di responsabilità che stai provando. È un momento difficile, ma affrontarlo con onestà e trasparenza è la strada giusta per risolvere la situazione nel miglior modo possibile.
Ecco qualche consiglio che potrebbe aiutarti:
Accetta l'errore, ma senza farti travolgere: Ammettere l'errore è un segno di grande maturità e responsabilità. Non nascondere ciò che è successo, ma cerca di vederlo come un'opportunità per crescere. Tutti commettono errori, e spesso sono occasioni per migliorarsi e rafforzare le proprie competenze. Piuttosto che nasconderlo, prova a concentrarti su come rimediare.
Comunicazione trasparente: Può essere utile parlarne con il tuo superiore o con la tua squadra in modo aperto, spiegando la situazione in modo chiaro, senza accollare colpe agli altri, ma senza nemmeno cercare di minimizzare l'incidente. Spiegare che ti sei fidato della collega e che avresti dovuto fare un controllo più accurato dimostra autocritica, ma senza voler scaricare la responsabilità su qualcun altro. È importante che si capisca che sei consapevole dell'errore e stai lavorando per correggerlo.
Proporre soluzioni concrete: Mostra proattività proponendo delle azioni correttive. Se possibile, spiega come intendi monitorare meglio la situazione in futuro o come il processo di controllo potrà essere migliorato per evitare simili problemi. Questo mostrerà che stai imparando dall’esperienza e che sei impegnato a migliorare.
Cura della tua etica professionale: È molto lodevole che tu non voglia scaricare la responsabilità su qualcun altro. Però, se la situazione si complica, potrebbe essere utile spiegare che anche se non intendi incolpare la collega, non puoi assumerti l'intera responsabilità per l'errore che in parte coinvolge il suo lavoro. La chiarezza su questo punto, però, deve essere fatta in modo costruttivo e senza puntare il dito, per evitare fraintendimenti o conflitti.
Gestire lo stress e la pressione: È normale sentirsi sotto pressione in momenti come questo, ma cerca di non farti sopraffare. Prenditi del tempo per riflettere e rilassarti, per evitare che l’ansia interferisca con la tua capacità di affrontare la situazione. Se senti che la pressione è troppo alta, non esitare a parlare con qualcuno di fiducia, come un collega o un superiore, per ottenere supporto.
Concentrati sulle soluzioni e sulla crescita: In ogni campo complesso possono esserci errori, ma l’importante è come li affrontiamo. Se sarai in grado di risolvere il problema e migliorare il processo, dimostrerai di essere una persona competente e in grado di imparare dai propri sbagli.
Tutti noi facciamo errori, ma il modo in cui reagiamo è ciò che fa la differenza. Sii paziente con te stesso e usa questa esperienza per rafforzare il tuo approccio al lavoro.
Se hai bisogno di supporto, sono qui per aiutarti!
Ecco qualche consiglio che potrebbe aiutarti:
Accetta l'errore, ma senza farti travolgere: Ammettere l'errore è un segno di grande maturità e responsabilità. Non nascondere ciò che è successo, ma cerca di vederlo come un'opportunità per crescere. Tutti commettono errori, e spesso sono occasioni per migliorarsi e rafforzare le proprie competenze. Piuttosto che nasconderlo, prova a concentrarti su come rimediare.
Comunicazione trasparente: Può essere utile parlarne con il tuo superiore o con la tua squadra in modo aperto, spiegando la situazione in modo chiaro, senza accollare colpe agli altri, ma senza nemmeno cercare di minimizzare l'incidente. Spiegare che ti sei fidato della collega e che avresti dovuto fare un controllo più accurato dimostra autocritica, ma senza voler scaricare la responsabilità su qualcun altro. È importante che si capisca che sei consapevole dell'errore e stai lavorando per correggerlo.
Proporre soluzioni concrete: Mostra proattività proponendo delle azioni correttive. Se possibile, spiega come intendi monitorare meglio la situazione in futuro o come il processo di controllo potrà essere migliorato per evitare simili problemi. Questo mostrerà che stai imparando dall’esperienza e che sei impegnato a migliorare.
Cura della tua etica professionale: È molto lodevole che tu non voglia scaricare la responsabilità su qualcun altro. Però, se la situazione si complica, potrebbe essere utile spiegare che anche se non intendi incolpare la collega, non puoi assumerti l'intera responsabilità per l'errore che in parte coinvolge il suo lavoro. La chiarezza su questo punto, però, deve essere fatta in modo costruttivo e senza puntare il dito, per evitare fraintendimenti o conflitti.
Gestire lo stress e la pressione: È normale sentirsi sotto pressione in momenti come questo, ma cerca di non farti sopraffare. Prenditi del tempo per riflettere e rilassarti, per evitare che l’ansia interferisca con la tua capacità di affrontare la situazione. Se senti che la pressione è troppo alta, non esitare a parlare con qualcuno di fiducia, come un collega o un superiore, per ottenere supporto.
Concentrati sulle soluzioni e sulla crescita: In ogni campo complesso possono esserci errori, ma l’importante è come li affrontiamo. Se sarai in grado di risolvere il problema e migliorare il processo, dimostrerai di essere una persona competente e in grado di imparare dai propri sbagli.
Tutti noi facciamo errori, ma il modo in cui reagiamo è ciò che fa la differenza. Sii paziente con te stesso e usa questa esperienza per rafforzare il tuo approccio al lavoro.
Se hai bisogno di supporto, sono qui per aiutarti!
Gentile utente, mi dispiace molto per quello che sta attraversando e la ringrazio per la sua condivisione. È naturale sentirsi sopraffatti e preoccupati quando si commette o si è coinvolti in un errore, specialmente in un ambiente di lavoro complesso. Da un'altra prospettiva, gli errori, anche se dolorosi, rappresentano opportunità di crescita personale e professionale. Innanzitutto, è importante prendersi un momento per riflettere su cosa è andato storto e cosa è possibile imparare da questa esperienza. Non sempre gli sbagli si possono evitare, molte volte è difficile tenere sotto controllo tutte le variabili in gioco, ma ciò che conta è come reagiamo e impariamo da essi.
Vorrei anche invitarla a riflettere su un aspetto importante: quanto di questo peso che sta portando deriva dalle aspettative che gli altri hanno su di lei, e quanto, invece, da ciò che lei pretende da sé? A volte siamo i nostri giudici più severi ed è fondamentale essere comprensivi con sé stessi. L'autocolpevolizzazione è un processo automatico, che a volte nasce da un bisogno di protezione di sé e dell'altro, anche se quando è eccessivo può provocare turbamento. Riconoscere questa dinamica di colpa può essere difficoltoso poiché può portare ad imbattersi nelle proprie fragilità, mettendo in dubbio la propria efficacia e fiducia in sé. Per questo motivo, un'altra domanda importante da porsi è: chi sta mettendo in dubbio il senso di fiducia, lei o i suoi colleghi?
Spero che possa trovare il suo modo di poter gestire la situazione con i suoi colleghi e superiori, attraverso una comunicazione chiara e trasparente, e che riesca a raccontarsi quello che è successo con compassione e gratitudine verso se stesso.
Per qualsiasi cosa sono disponibile anche per un consulto online.
Un cordiale saluto,
Miriana Pipia
Vorrei anche invitarla a riflettere su un aspetto importante: quanto di questo peso che sta portando deriva dalle aspettative che gli altri hanno su di lei, e quanto, invece, da ciò che lei pretende da sé? A volte siamo i nostri giudici più severi ed è fondamentale essere comprensivi con sé stessi. L'autocolpevolizzazione è un processo automatico, che a volte nasce da un bisogno di protezione di sé e dell'altro, anche se quando è eccessivo può provocare turbamento. Riconoscere questa dinamica di colpa può essere difficoltoso poiché può portare ad imbattersi nelle proprie fragilità, mettendo in dubbio la propria efficacia e fiducia in sé. Per questo motivo, un'altra domanda importante da porsi è: chi sta mettendo in dubbio il senso di fiducia, lei o i suoi colleghi?
Spero che possa trovare il suo modo di poter gestire la situazione con i suoi colleghi e superiori, attraverso una comunicazione chiara e trasparente, e che riesca a raccontarsi quello che è successo con compassione e gratitudine verso se stesso.
Per qualsiasi cosa sono disponibile anche per un consulto online.
Un cordiale saluto,
Miriana Pipia
Gentilissimo
Capisco quanto questa situazione possa essere pesante per lei soprattutto se si sente osservato e teme di aver perso la fiducia dei colleghi.
L'errore, per quanto importante, è qualcosa che può capitare a chiunque specialmente in un contesto complesso come quello che descrive.
È naturale provare senso di colpa ma è importante distinguere tra la responsabilità oggettiva e il peso emotivo che sta caricando su di sé.
Il fatto che abbia scelto di assumersi la responsabilità senza “accollare” l’errore a un’altra persona dimostra il suo forte senso etico e professionale ed è un valore che a lungo termine le verrà riconosciuto.
Tuttavia, questo non significa che debba farsi carico del peso emotivo in modo eccessivo.
Le consiglio di provare a ridimensionare l’accaduto: ha sbagliato, come può capitare a chiunque, ma questo non cancella il valore del suo operato fino ad oggi.
Se si sente a disagio con i colleghi potrebbe essere utile affrontare la situazione con trasparenza, riconoscendo l’errore ma anche sottolineando quanto abbia imparato per il futuro. Questo può dimostrare maturità e ridurre l'eventuale diffidenza attorno a lei.
Si chieda: sta giudicando se stesso con maggiore severità di quanto farebbe con un collega nella sua stessa situazione? Spesso siamo i nostri critici più duri.
Accettare di essere umani e fallibili non significa giustificarsi ma permettersi di crescere senza farsi sopraffare dal peso degli errori.
Sono a disposizione nel caso volesse approfondire o lavorare su questa problematica.
Un caro saluto.
Dott.ssa Daniela Guzzi
Capisco quanto questa situazione possa essere pesante per lei soprattutto se si sente osservato e teme di aver perso la fiducia dei colleghi.
L'errore, per quanto importante, è qualcosa che può capitare a chiunque specialmente in un contesto complesso come quello che descrive.
È naturale provare senso di colpa ma è importante distinguere tra la responsabilità oggettiva e il peso emotivo che sta caricando su di sé.
Il fatto che abbia scelto di assumersi la responsabilità senza “accollare” l’errore a un’altra persona dimostra il suo forte senso etico e professionale ed è un valore che a lungo termine le verrà riconosciuto.
Tuttavia, questo non significa che debba farsi carico del peso emotivo in modo eccessivo.
Le consiglio di provare a ridimensionare l’accaduto: ha sbagliato, come può capitare a chiunque, ma questo non cancella il valore del suo operato fino ad oggi.
Se si sente a disagio con i colleghi potrebbe essere utile affrontare la situazione con trasparenza, riconoscendo l’errore ma anche sottolineando quanto abbia imparato per il futuro. Questo può dimostrare maturità e ridurre l'eventuale diffidenza attorno a lei.
Si chieda: sta giudicando se stesso con maggiore severità di quanto farebbe con un collega nella sua stessa situazione? Spesso siamo i nostri critici più duri.
Accettare di essere umani e fallibili non significa giustificarsi ma permettersi di crescere senza farsi sopraffare dal peso degli errori.
Sono a disposizione nel caso volesse approfondire o lavorare su questa problematica.
Un caro saluto.
Dott.ssa Daniela Guzzi
La paura di sbagliare, del giudizio delle persone è molto frequente. Sarebbe importante affrontare il problema con un terapeuta che la segua non tanto per la situazione presente ma nell'affrontare queste tipo di situazioni in cui si sente "incapace" , con un senso di mortificazione.
Rimango a disposizione,
dott.ssa Casumaro Giada
Rimango a disposizione,
dott.ssa Casumaro Giada
Grazie per aver raccontato questa situazione, perché chiunque abbia una forte etica del lavoro può capire cosa significa sentirsi sotto pressione dopo un errore, soprattutto quando si ha la sensazione di portarne tutto il peso da soli.
La cosa che ti fa più male non è tanto l’errore in sé, ma il senso di responsabilità che ti sei addossato. Non vuoi scaricare la colpa sulla collega, perché per te essere corretti è più importante che difenderti a tutti i costi. Il problema è che questo principio, per quanto nobile, ti sta schiacciando.
Gli errori succedono, specialmente in ambienti complessi dove il margine di sbaglio è alto. Il punto non è evitare qualsiasi errore (impossibile), ma capire come gestirne il peso senza che questo diventi un colpo alla tua autostima. Se nella tua testa ora gira il pensiero “tutti hanno perso fiducia in me”, prova a chiederti: è davvero così? O sei tu che stai proiettando su di loro il giudizio spietato che stai riservando a te stesso?
Il vero problema qui non è l’errore, ma la paura di essere visto in un certo modo. Il rischio è che questa paura ti spinga a chiuderti, a evitare situazioni in cui potresti sentirti di nuovo sotto esame, finendo per mettere ancora più distanza tra te e gli altri.
Se c’è una cosa che puoi fare subito, è cambiare prospettiva. Accettare di aver commesso un errore non significa metterti in croce, significa riconoscerlo, imparare quello che c’è da imparare e andare avanti. Le persone ti giudicheranno molto più da come affronti questa situazione che dall’errore in sé.
Se vuoi capire come non farti schiacciare da questa esperienza e ritrovare un po’ di leggerezza, potremmo parlarne insieme. A volte basta poco per rimettere le cose nella giusta prospettiva.
Un saluto,
Dott.ssa Lucia Violi
La cosa che ti fa più male non è tanto l’errore in sé, ma il senso di responsabilità che ti sei addossato. Non vuoi scaricare la colpa sulla collega, perché per te essere corretti è più importante che difenderti a tutti i costi. Il problema è che questo principio, per quanto nobile, ti sta schiacciando.
Gli errori succedono, specialmente in ambienti complessi dove il margine di sbaglio è alto. Il punto non è evitare qualsiasi errore (impossibile), ma capire come gestirne il peso senza che questo diventi un colpo alla tua autostima. Se nella tua testa ora gira il pensiero “tutti hanno perso fiducia in me”, prova a chiederti: è davvero così? O sei tu che stai proiettando su di loro il giudizio spietato che stai riservando a te stesso?
Il vero problema qui non è l’errore, ma la paura di essere visto in un certo modo. Il rischio è che questa paura ti spinga a chiuderti, a evitare situazioni in cui potresti sentirti di nuovo sotto esame, finendo per mettere ancora più distanza tra te e gli altri.
Se c’è una cosa che puoi fare subito, è cambiare prospettiva. Accettare di aver commesso un errore non significa metterti in croce, significa riconoscerlo, imparare quello che c’è da imparare e andare avanti. Le persone ti giudicheranno molto più da come affronti questa situazione che dall’errore in sé.
Se vuoi capire come non farti schiacciare da questa esperienza e ritrovare un po’ di leggerezza, potremmo parlarne insieme. A volte basta poco per rimettere le cose nella giusta prospettiva.
Un saluto,
Dott.ssa Lucia Violi
Ciao, capisco quanto questa situazione ti stia pesando. Commettere un errore sul lavoro, soprattutto in un ambiente complesso, può essere frustrante e minare la fiducia in sé stessi. È ammirevole che tu abbia deciso di assumerti la responsabilità senza scaricare la colpa su un’altra persona, dimostrando grande etica professionale. Tuttavia, è importante che questo senso di colpa non diventi un peso insostenibile per te.
Capisco la paura di aver perso la fiducia degli altri, ma le competenze e l’impegno che hai dimostrato fino ad oggi non spariscono per un singolo errore. Tutti sbagliano, e spesso siamo noi stessi a giudicarci più duramente di quanto facciano gli altri.
Inoltre, prendersi la responsabilità è un segno di maturità, ma questo non significa che devi punirti oltre misura. Hai commesso l’errore perché ti sei fidato della collega, non per negligenza o mancanza di competenza.
Anche i supervisori più attenti possono non accorgersi di qualcosa. Controllare non significa essere onniscienti, e il contesto complesso del tuo lavoro rende normale qualche svista.
Come affrontare la situazione?
Accetta l’errore senza alimentare sensi di colpa eccessivi. La chiave è imparare da questo episodio per evitare che si ripeta, senza farti travolgere dal peso emotivo.
Parla con il tuo responsabile. Se possibile, potresti spiegare che l’errore è stato involontario e che hai già individuato un modo per prevenirlo in futuro. Questo dimostra professionalità e problem-solving.
Concentrati su ciò che puoi controllare. Puoi migliorare i controlli e la comunicazione interna, ma non puoi cambiare il passato.
Infine, gli altri potrebbero non giudicarti come credi: quando siamo sotto pressione, tendiamo a credere che tutti ci stiano osservando e criticando. In realtà, la maggior parte delle persone è concentrata sui propri compiti e preoccupazioni. Non lasciare che la paura di ciò che pensano gli altri ti impedisca di andare avanti con serenità.
È giusto riflettere sugli errori, ma senza farti schiacciare dal peso della colpa. Questa esperienza può essere un'opportunità per crescere, migliorare il tuo metodo di controllo e sviluppare ancora di più la tua professionalità.
Cerca di essere gentile con te stesso: un errore non cancella tutto il tuo valore.
Capisco la paura di aver perso la fiducia degli altri, ma le competenze e l’impegno che hai dimostrato fino ad oggi non spariscono per un singolo errore. Tutti sbagliano, e spesso siamo noi stessi a giudicarci più duramente di quanto facciano gli altri.
Inoltre, prendersi la responsabilità è un segno di maturità, ma questo non significa che devi punirti oltre misura. Hai commesso l’errore perché ti sei fidato della collega, non per negligenza o mancanza di competenza.
Anche i supervisori più attenti possono non accorgersi di qualcosa. Controllare non significa essere onniscienti, e il contesto complesso del tuo lavoro rende normale qualche svista.
Come affrontare la situazione?
Accetta l’errore senza alimentare sensi di colpa eccessivi. La chiave è imparare da questo episodio per evitare che si ripeta, senza farti travolgere dal peso emotivo.
Parla con il tuo responsabile. Se possibile, potresti spiegare che l’errore è stato involontario e che hai già individuato un modo per prevenirlo in futuro. Questo dimostra professionalità e problem-solving.
Concentrati su ciò che puoi controllare. Puoi migliorare i controlli e la comunicazione interna, ma non puoi cambiare il passato.
Infine, gli altri potrebbero non giudicarti come credi: quando siamo sotto pressione, tendiamo a credere che tutti ci stiano osservando e criticando. In realtà, la maggior parte delle persone è concentrata sui propri compiti e preoccupazioni. Non lasciare che la paura di ciò che pensano gli altri ti impedisca di andare avanti con serenità.
È giusto riflettere sugli errori, ma senza farti schiacciare dal peso della colpa. Questa esperienza può essere un'opportunità per crescere, migliorare il tuo metodo di controllo e sviluppare ancora di più la tua professionalità.
Cerca di essere gentile con te stesso: un errore non cancella tutto il tuo valore.
Buongiorno, ho letto con attenzione il suo quesito e mi spiace si sia creata questa situazione spiacevole. Ha esposto la sua situazione in modo sintetico quindi non ho a disposizione tutti gli elementi per poterla consigliare al meglio (ambito in cui lavora, errore commesso, conseguenze effettive..).
Per affrontare al meglio la situazione potrebbe chiedersi se questo errore ha conseguenze negative su altre persone o sull'azienda, se queste conseguenze sono lievi o particolarmente gravi. Forse questo le potrebbe permettere di ridimensionare la situazione e gestire meglio la seccatura del momento. Commettere degli errori è comune, anche se quando capita di farne si generano preoccupazione e nervosismo. Per fortuna, molti errori non hanno conseguenze catastrofiche ed è possibile porvi rimedio :)
Potrebbe mantenere un approccio da problem solver e pensare a come risolvere la questione o minimizzare/contenere le conseguenze. Per quanto riguarda il timore di aver perso la fiducia, le direi che è qualcosa che si acquisisce nel tempo. Se lavora in questa organizzazione da tempo ha avuto modo di farsi conoscere e farsi apprezzare. Nella maggiorparte dei casi non basta un solo errore per perdere totalmente la fiducia in ambito professionale. Se desidera approfondire il discorso, mi può contattare. Sono disponibile per una consulenza psicologica online oppure in studio a Milano - Dott.ssa Sara Colnaghi, psicologa clinica.
Per affrontare al meglio la situazione potrebbe chiedersi se questo errore ha conseguenze negative su altre persone o sull'azienda, se queste conseguenze sono lievi o particolarmente gravi. Forse questo le potrebbe permettere di ridimensionare la situazione e gestire meglio la seccatura del momento. Commettere degli errori è comune, anche se quando capita di farne si generano preoccupazione e nervosismo. Per fortuna, molti errori non hanno conseguenze catastrofiche ed è possibile porvi rimedio :)
Potrebbe mantenere un approccio da problem solver e pensare a come risolvere la questione o minimizzare/contenere le conseguenze. Per quanto riguarda il timore di aver perso la fiducia, le direi che è qualcosa che si acquisisce nel tempo. Se lavora in questa organizzazione da tempo ha avuto modo di farsi conoscere e farsi apprezzare. Nella maggiorparte dei casi non basta un solo errore per perdere totalmente la fiducia in ambito professionale. Se desidera approfondire il discorso, mi può contattare. Sono disponibile per una consulenza psicologica online oppure in studio a Milano - Dott.ssa Sara Colnaghi, psicologa clinica.
Gentile,
il tema legato all'"Etica" è vasto ed ha un valore inestimabile.
Dal punto di vista dell'esperienza, l'errore ne fa parte, in quanto è ciò che contribuisce alla comprensione dei processi interiori ed esteriori (è grazie agli errori che possiamo imparare qualcosa di nuovo e che è utile a noi e agli altri).
L'errore comporta, consequenzialmente, un'assunzione di Responsabilità.
E' il Principio di Responsabilità ad essere veramente legato all'Etica e non alla morale (che è il dubbio che lei sente e, forse, ciò che la spinge a non dire la verità).
Come unire Responsabilità ed Etica?
Quando sentiamo ciò che è giusto per noi (non secondo un criterio lineare di "giustizia", ma secondo un Principio di Giustizia Riparativa), allora possiamo mettere in campo azioni che ristabiliscano la "Giustezza" per tutte le persone coinvolte.
Quando ci carichi di pesi non nostri, ci sentiamo schiacciare.
Restituire i pesi a chi sono di proprietà permette di ristabilire un Equilibrio Etico per tutti.
In bocca al lupo!
Dott. Ssa Scognamiglio Rita
Psicologa, Pedagogista
il tema legato all'"Etica" è vasto ed ha un valore inestimabile.
Dal punto di vista dell'esperienza, l'errore ne fa parte, in quanto è ciò che contribuisce alla comprensione dei processi interiori ed esteriori (è grazie agli errori che possiamo imparare qualcosa di nuovo e che è utile a noi e agli altri).
L'errore comporta, consequenzialmente, un'assunzione di Responsabilità.
E' il Principio di Responsabilità ad essere veramente legato all'Etica e non alla morale (che è il dubbio che lei sente e, forse, ciò che la spinge a non dire la verità).
Come unire Responsabilità ed Etica?
Quando sentiamo ciò che è giusto per noi (non secondo un criterio lineare di "giustizia", ma secondo un Principio di Giustizia Riparativa), allora possiamo mettere in campo azioni che ristabiliscano la "Giustezza" per tutte le persone coinvolte.
Quando ci carichi di pesi non nostri, ci sentiamo schiacciare.
Restituire i pesi a chi sono di proprietà permette di ristabilire un Equilibrio Etico per tutti.
In bocca al lupo!
Dott. Ssa Scognamiglio Rita
Psicologa, Pedagogista
Gentile utente, il fatto stesso di riconoscere l’errore e di sentirne il peso dimostra già da parte sua un’attenzione e una responsabilità importanti, risorse fondamentali nel suo percorso professionale e personale. Vorrei offrirle alcune riflessioni che potrebbero aiutarla a guardare la situazione da diverse prospettive.
Il suo lavoro, come lei giustamente sottolinea, è complesso e richiede grande attenzione. Sbagliare non è mai piacevole, ma è una possibilità intrinseca in ogni attività umana, soprattutto in ambiti che richiedono precisione e responsabilità. Prendersi carico dell’errore con onestà è una scelta etica importante e, rappresenta un segnale di maturità emotiva e integrità. Tuttavia, è utile anche considerare come questa scelta influenzi il suo benessere: portare un carico emotivo troppo pesante può diventare controproducente e impedire di vedere con chiarezza quali siano i passi concreti per prevenire errori futuri, oltre a limitare la possibilità di apprendere da quanto accaduto in modo costruttivo.
Inoltre, fidarsi delle capacità dei colleghi è fondamentale per lavorare in team, e questa fiducia può diventare un sostegno e una fonte di crescita reciproca. Allo stesso tempo, quando il lavoro è condiviso o controllato da più persone, è comprensibile desiderare di avere strumenti e accorgimenti per tutelarsi meglio in futuro. Questi pensieri possono indicare un bisogno di stabilire confini più chiari o di migliorare la comunicazione interna, ma anche di riconoscere che la responsabilità non è sempre un carico esclusivamente individuale, bensì spesso si distribuisce in modo più sfumato tra le persone coinvolte.
Infine, riguardo alla sensazione di essere osservato e giudicato dagli altri, può essere utile chiedersi quanto questa percezione sia effettivamente confermata da elementi esterni e quanto invece sia amplificata da un dialogo interno critico e severo. Spesso, infatti, si diventa senza accorgersene, i propri giudici più severi, e questo può far sentire inadeguati o esposti anche quando la realtà è meno severa. Diventare consapevoli di queste voci interiori, osservarle e metterle in discussione può aiutarla a sostituirle con un atteggiamento più gentile e realistico verso sé stessi. Riconoscere il valore della propria persona al di là degli errori compiuti è fondamentale per mantenere un equilibrio emotivo e professionale più sano.
L’errore non definisce chi è, ma rappresenta solo un momento della sua esperienza professionale e personale, da cui può continuare a imparare e crescere.
Il suo lavoro, come lei giustamente sottolinea, è complesso e richiede grande attenzione. Sbagliare non è mai piacevole, ma è una possibilità intrinseca in ogni attività umana, soprattutto in ambiti che richiedono precisione e responsabilità. Prendersi carico dell’errore con onestà è una scelta etica importante e, rappresenta un segnale di maturità emotiva e integrità. Tuttavia, è utile anche considerare come questa scelta influenzi il suo benessere: portare un carico emotivo troppo pesante può diventare controproducente e impedire di vedere con chiarezza quali siano i passi concreti per prevenire errori futuri, oltre a limitare la possibilità di apprendere da quanto accaduto in modo costruttivo.
Inoltre, fidarsi delle capacità dei colleghi è fondamentale per lavorare in team, e questa fiducia può diventare un sostegno e una fonte di crescita reciproca. Allo stesso tempo, quando il lavoro è condiviso o controllato da più persone, è comprensibile desiderare di avere strumenti e accorgimenti per tutelarsi meglio in futuro. Questi pensieri possono indicare un bisogno di stabilire confini più chiari o di migliorare la comunicazione interna, ma anche di riconoscere che la responsabilità non è sempre un carico esclusivamente individuale, bensì spesso si distribuisce in modo più sfumato tra le persone coinvolte.
Infine, riguardo alla sensazione di essere osservato e giudicato dagli altri, può essere utile chiedersi quanto questa percezione sia effettivamente confermata da elementi esterni e quanto invece sia amplificata da un dialogo interno critico e severo. Spesso, infatti, si diventa senza accorgersene, i propri giudici più severi, e questo può far sentire inadeguati o esposti anche quando la realtà è meno severa. Diventare consapevoli di queste voci interiori, osservarle e metterle in discussione può aiutarla a sostituirle con un atteggiamento più gentile e realistico verso sé stessi. Riconoscere il valore della propria persona al di là degli errori compiuti è fondamentale per mantenere un equilibrio emotivo e professionale più sano.
L’errore non definisce chi è, ma rappresenta solo un momento della sua esperienza professionale e personale, da cui può continuare a imparare e crescere.
Il mondo del lavoro è mlto complesso e molte volte i responsabili non s prendono la responsabilità dei loro errori.. semplicemente non lo voglono vedere! Nel tuo caso cercherei di capire da dove nasce il tuo senso del "dovere" che ti porta a fare carico di responsabilità non tue.
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