Ho 27 anni, mi chiamo Mattia, sono veneto di sangue e vivo nella medesima regione. Io putroppo non s
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Ho 27 anni, mi chiamo Mattia, sono veneto di sangue e vivo nella medesima regione. Io putroppo non sono alto al mattino presto sono 1.71, mentre nel resro della giornata sono 1.69 forse leggermente meno, questo a causa dei dischi intervertebrali che si disidratano, durante la giornata. Io ho valutato in maniera concreta un intervento chirurgico per diventare più alto di 8 cm, cosa che farò. Su questo volevo fare una domanda, io da piccolo non ero un mangione, so che le proteine sono necessarie per la crescita ossea, le assumevo, però non abbastanza forse, questo con il tempo a comportato ad una crescita ossea ridotta? Io ho il padre che è della mia stessa altezza più o meno, sono più alto di mia madre, però so anche che la nutrizione gioca comunque, un ruolo fondamentale e vorrei capire se non avendo assunto abbastanza nutrienti di questo tipo abbia compromesso la mia statura finale.(Ho rivolto la stessa domanda ai nutrizionisti qui chiedo anche sul fattore psicologico, perchè ho avuto un infanzia lurida, stress a casa e scuola(compagni e professori terribili) e vorrei capire se il fattore psicologico centra anche con lo sviluppo ormonale). Grazie.
Gentile Mattia,
rispondo dal punto di vista psicoterapeutico; per una valutazione specificamente medica degli aspetti legati alla crescita e alla statura, sarebbe più opportuno un confronto con un professionista sanitario di riferimento.
Dal punto di vista psicologico, emerge il racconto di un’infanzia vissuta come complessa e stressante. In questi contesti, un aspetto corporeo come l’altezza può diventare il punto su cui si concentra una sofferenza più ampia, legata al modo in cui nel tempo si è costruita l’immagine di sé.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a esplorare una visione di sé più complessa e gentile e ad accompagnarla in un lavoro di comprensione delle esperienze passate, utile anche per orientare in modo più consapevole le decisioni future.
Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento. Un caro saluto.
rispondo dal punto di vista psicoterapeutico; per una valutazione specificamente medica degli aspetti legati alla crescita e alla statura, sarebbe più opportuno un confronto con un professionista sanitario di riferimento.
Dal punto di vista psicologico, emerge il racconto di un’infanzia vissuta come complessa e stressante. In questi contesti, un aspetto corporeo come l’altezza può diventare il punto su cui si concentra una sofferenza più ampia, legata al modo in cui nel tempo si è costruita l’immagine di sé.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a esplorare una visione di sé più complessa e gentile e ad accompagnarla in un lavoro di comprensione delle esperienze passate, utile anche per orientare in modo più consapevole le decisioni future.
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Caro Mattia,
tu non sei basso perché hai sbagliato qualcosa: né per come hai mangiato, né per lo stress vissuto. Riconosci di essere cresciuto in un contesto difficile, e questo può lasciare segni profondi più nel modo in cui ci sentiamo nel corpo stesso. A volte cerchiamo nel corpo una soluzione a un dolore che viene da lontano. Questo non è debolezza, è umanità. Su tutto ciò si può lavorare con un percorso psicologico, per fare scelte davvero tue e più libere.
tu non sei basso perché hai sbagliato qualcosa: né per come hai mangiato, né per lo stress vissuto. Riconosci di essere cresciuto in un contesto difficile, e questo può lasciare segni profondi più nel modo in cui ci sentiamo nel corpo stesso. A volte cerchiamo nel corpo una soluzione a un dolore che viene da lontano. Questo non è debolezza, è umanità. Su tutto ciò si può lavorare con un percorso psicologico, per fare scelte davvero tue e più libere.
Caro Mattia,
la tua domanda arriva con molta più profondità di quanto possa sembrare a una prima lettura. Non stai chiedendo solo perché sei alto così, ma stai cercando di capire se qualcosa – nel corpo, nella nutrizione, nello stress, nella tua storia – ti abbia “tolto” qualcosa che avresti potuto avere. E questo merita rispetto, non una risposta frettolosa.
Parto da un punto importante: il fatto che tu senta il bisogno di interrogarti così a fondo sulla tua statura dice che l’altezza non è solo una misura fisica, ma è diventata nel tempo un simbolo. Forse di forza, forse di sicurezza, forse di riscatto dopo un’infanzia che tu stesso definisci “lurida”. Quando un vissuto è stato fatto di stress, svalutazione, difficoltà a casa e a scuola, il corpo spesso diventa il luogo dove si deposita una domanda silenziosa: “Sono abbastanza?”.
Venendo alla nutrizione, è vero che l’alimentazione ha un ruolo nello sviluppo, ma di solito parliamo di carenze importanti e protratte nel tempo, non del fatto di essere stati “poco mangioni”. Se non hai avuto malnutrizione severa, malattie endocrine diagnosticate o ritardi puberali evidenti, è meno probabile che una lieve riduzione proteica abbia inciso in modo determinante sulla tua statura finale. Il fatto che tuo padre abbia un’altezza simile alla tua suggerisce che la componente genetica abbia avuto un peso rilevante. Questo non annulla la tua domanda, ma forse la sposta: non tanto “cosa ho sbagliato”, quanto “perché oggi questa parte di me è così difficile da accettare”.
Sul piano psicologico, la questione è più sottile e delicata. Lo stress cronico nell’infanzia può influire sull’organismo, anche a livello ormonale, soprattutto quando è intenso, continuo e accompagnato da un senso di impotenza o di minaccia. Tuttavia non agisce mai in modo lineare o deterministico. Non è che “lo stress ti ha fatto diventare più basso”, ma può aver contribuito a un vissuto corporeo di contrazione, di allerta, di difesa. E a volte, crescendo, quel corpo viene sentito come “insufficiente” non perché lo sia oggettivamente, ma perché ha dovuto adattarsi troppo presto.
Mi colpisce che tu stia valutando un intervento chirurgico così importante. Non entro nel merito medico, perché immagino tu ti stia informando con specialisti. Ma sul piano psicologico una domanda può essere utile, non per scoraggiarti né per convincerti del contrario, solo per accompagnarti con più consapevolezza: che cosa immagini che cambierà dentro di te, non solo fuori, dopo quegli 8 cm?
Più sicurezza? Più rispetto? Meno vergogna? Meno rabbia verso il passato?
Non c’è una risposta giusta o sbagliata. Però se l’intervento diventa una risposta a una ferita antica, vale la pena almeno riconoscerlo. Perché anche se il corpo cambierà, la storia che hai vissuto resta, e chiede comunque uno spazio per essere pensata, elaborata, forse finalmente guardata con meno durezza verso te stesso.
Forse una parte di te sta cercando di dire: “Non voglio più sentirmi piccolo”. E questa è una richiesta profondamente umana.
Se vuoi, il lavoro psicologico può affiancare qualunque scelta tu faccia, non per dirti cosa fare, ma per aiutarti a capire da dove nasce questo bisogno e come prenderti cura di ciò che sta sotto, oltre alla superficie del corpo.
Ti ringrazio per la fiducia con cui hai posto una domanda così personale. È da lì che spesso comincia qualcosa di nuovo.
la tua domanda arriva con molta più profondità di quanto possa sembrare a una prima lettura. Non stai chiedendo solo perché sei alto così, ma stai cercando di capire se qualcosa – nel corpo, nella nutrizione, nello stress, nella tua storia – ti abbia “tolto” qualcosa che avresti potuto avere. E questo merita rispetto, non una risposta frettolosa.
Parto da un punto importante: il fatto che tu senta il bisogno di interrogarti così a fondo sulla tua statura dice che l’altezza non è solo una misura fisica, ma è diventata nel tempo un simbolo. Forse di forza, forse di sicurezza, forse di riscatto dopo un’infanzia che tu stesso definisci “lurida”. Quando un vissuto è stato fatto di stress, svalutazione, difficoltà a casa e a scuola, il corpo spesso diventa il luogo dove si deposita una domanda silenziosa: “Sono abbastanza?”.
Venendo alla nutrizione, è vero che l’alimentazione ha un ruolo nello sviluppo, ma di solito parliamo di carenze importanti e protratte nel tempo, non del fatto di essere stati “poco mangioni”. Se non hai avuto malnutrizione severa, malattie endocrine diagnosticate o ritardi puberali evidenti, è meno probabile che una lieve riduzione proteica abbia inciso in modo determinante sulla tua statura finale. Il fatto che tuo padre abbia un’altezza simile alla tua suggerisce che la componente genetica abbia avuto un peso rilevante. Questo non annulla la tua domanda, ma forse la sposta: non tanto “cosa ho sbagliato”, quanto “perché oggi questa parte di me è così difficile da accettare”.
Sul piano psicologico, la questione è più sottile e delicata. Lo stress cronico nell’infanzia può influire sull’organismo, anche a livello ormonale, soprattutto quando è intenso, continuo e accompagnato da un senso di impotenza o di minaccia. Tuttavia non agisce mai in modo lineare o deterministico. Non è che “lo stress ti ha fatto diventare più basso”, ma può aver contribuito a un vissuto corporeo di contrazione, di allerta, di difesa. E a volte, crescendo, quel corpo viene sentito come “insufficiente” non perché lo sia oggettivamente, ma perché ha dovuto adattarsi troppo presto.
Mi colpisce che tu stia valutando un intervento chirurgico così importante. Non entro nel merito medico, perché immagino tu ti stia informando con specialisti. Ma sul piano psicologico una domanda può essere utile, non per scoraggiarti né per convincerti del contrario, solo per accompagnarti con più consapevolezza: che cosa immagini che cambierà dentro di te, non solo fuori, dopo quegli 8 cm?
Più sicurezza? Più rispetto? Meno vergogna? Meno rabbia verso il passato?
Non c’è una risposta giusta o sbagliata. Però se l’intervento diventa una risposta a una ferita antica, vale la pena almeno riconoscerlo. Perché anche se il corpo cambierà, la storia che hai vissuto resta, e chiede comunque uno spazio per essere pensata, elaborata, forse finalmente guardata con meno durezza verso te stesso.
Forse una parte di te sta cercando di dire: “Non voglio più sentirmi piccolo”. E questa è una richiesta profondamente umana.
Se vuoi, il lavoro psicologico può affiancare qualunque scelta tu faccia, non per dirti cosa fare, ma per aiutarti a capire da dove nasce questo bisogno e come prenderti cura di ciò che sta sotto, oltre alla superficie del corpo.
Ti ringrazio per la fiducia con cui hai posto una domanda così personale. È da lì che spesso comincia qualcosa di nuovo.
Caro Mattia, credo che la genetica influenzi per la massima parte la nostra statura e che altri fattori in misura trascurabile. Tu parli di un incremento staturale come di un risarcimento di un'infanzia traumatica. Sei sicuro di questo e che essere più alto risolverebbe la tua percezione di valore?
Forse sarebbe meglio lavorare sull'autostrada. Prova a riflettere su questo, magari parlane con uno psicologo per mettere a fuoco le tue convinzioni. Un caro saluto, dr.ssa Daniela Benvenuti
Forse sarebbe meglio lavorare sull'autostrada. Prova a riflettere su questo, magari parlane con uno psicologo per mettere a fuoco le tue convinzioni. Un caro saluto, dr.ssa Daniela Benvenuti
Anche se fosse come dici tu, nutrizione scorretta e ambiente sfavorevole, la tua situazione non cambierebbe. Invece di cercare le cause, cerca soluzioni, ovvero cerca, con quello che hai, di rendere la migliore versione di te stesso (ad esempio curando il tuo fisico è educando la tua persona). Ben presto troverai che comincerai a piacerti, ed anche altri lo faranno.
Al lavoro!
Al lavoro!
Buongiorno,
in merito allo sviluppo della sua altezza, non credo che i fattori psicologici possano aver svolto un ruolo cruciale. Nella crescita corporea la genetica ha un enorme valore.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
in merito allo sviluppo della sua altezza, non credo che i fattori psicologici possano aver svolto un ruolo cruciale. Nella crescita corporea la genetica ha un enorme valore.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Gentile Mattia,
la variazione di statura che descrive nell’arco della giornata è del tutto fisiologica: durante il giorno i dischi intervertebrali si comprimono e si “disidratano”, mentre durante la notte si reidratano, con una differenza che può arrivare anche a 1–2 cm.
Per quanto riguarda la statura finale, i fattori principali sono soprattutto genetici: l’altezza dei genitori rappresenta il determinante più importante. La nutrizione ha certamente un ruolo, ma solo in caso di carenze significative e prolungate (malnutrizione, carenze proteiche importanti, deficit vitaminico-minerali gravi) può influenzare in modo rilevante la crescita. Se durante l’infanzia e l’adolescenza ha seguito un’alimentazione complessivamente adeguata, anche se non “abbondante”, è improbabile che questo abbia compromesso in modo sostanziale la sua statura adulta.
Sul piano psicologico, la letteratura scientifica mostra che stress cronico intenso e prolungato (come ambienti familiari molto conflittuali, trascuratezza, traumi, bullismo grave) può interferire indirettamente con lo sviluppo, attraverso l’asse dello stress (cortisolo) e il funzionamento ormonale. Tuttavia, anche in questo caso, l’impatto sulla statura è generalmente modesto e si osserva soprattutto in situazioni estreme. È invece molto più frequente che esperienze infantili difficili incidano sull’immagine corporea, sull’autostima e sul modo in cui il proprio corpo viene percepito e vissuto.
Rispetto all’intervento chirurgico di allungamento degli arti, si tratta di una procedura molto invasiva, con tempi lunghi, dolore, riabilitazione complessa e possibili complicanze fisiche e psicologiche. Proprio per questo, oltre alla valutazione ortopedica, è fortemente raccomandata anche una valutazione psicologica, per esplorare le motivazioni profonde, le aspettative e l’impatto emotivo che la statura ha sulla sua vita e sul suo benessere.
In sintesi: è poco probabile che una minore assunzione proteica o lo stress psicologico abbiano determinato in modo decisivo la sua altezza finale; molto più rilevante è comprendere come questa caratteristica corporea venga vissuta oggi. Per questo motivo, le suggerisco di approfondire la situazione con uno specialista, integrando l’aspetto medico con un supporto psicologico mirato.
Un cordiale saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
la variazione di statura che descrive nell’arco della giornata è del tutto fisiologica: durante il giorno i dischi intervertebrali si comprimono e si “disidratano”, mentre durante la notte si reidratano, con una differenza che può arrivare anche a 1–2 cm.
Per quanto riguarda la statura finale, i fattori principali sono soprattutto genetici: l’altezza dei genitori rappresenta il determinante più importante. La nutrizione ha certamente un ruolo, ma solo in caso di carenze significative e prolungate (malnutrizione, carenze proteiche importanti, deficit vitaminico-minerali gravi) può influenzare in modo rilevante la crescita. Se durante l’infanzia e l’adolescenza ha seguito un’alimentazione complessivamente adeguata, anche se non “abbondante”, è improbabile che questo abbia compromesso in modo sostanziale la sua statura adulta.
Sul piano psicologico, la letteratura scientifica mostra che stress cronico intenso e prolungato (come ambienti familiari molto conflittuali, trascuratezza, traumi, bullismo grave) può interferire indirettamente con lo sviluppo, attraverso l’asse dello stress (cortisolo) e il funzionamento ormonale. Tuttavia, anche in questo caso, l’impatto sulla statura è generalmente modesto e si osserva soprattutto in situazioni estreme. È invece molto più frequente che esperienze infantili difficili incidano sull’immagine corporea, sull’autostima e sul modo in cui il proprio corpo viene percepito e vissuto.
Rispetto all’intervento chirurgico di allungamento degli arti, si tratta di una procedura molto invasiva, con tempi lunghi, dolore, riabilitazione complessa e possibili complicanze fisiche e psicologiche. Proprio per questo, oltre alla valutazione ortopedica, è fortemente raccomandata anche una valutazione psicologica, per esplorare le motivazioni profonde, le aspettative e l’impatto emotivo che la statura ha sulla sua vita e sul suo benessere.
In sintesi: è poco probabile che una minore assunzione proteica o lo stress psicologico abbiano determinato in modo decisivo la sua altezza finale; molto più rilevante è comprendere come questa caratteristica corporea venga vissuta oggi. Per questo motivo, le suggerisco di approfondire la situazione con uno specialista, integrando l’aspetto medico con un supporto psicologico mirato.
Un cordiale saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
Ci sono persone che crescono come alberi nati vicino a un muro: non mancano di forza, ma imparano a piegarsi per adattarsi. Quando il muro si allontana, scoprono che possono ancora scegliere la direzione dei propri rami. A volte il lavoro non è diventare più alti, ma capire verso quale luce vogliono crescere.
Se riconosci qualcosa della tua storia in questa immagine dell’albero che cerca la sua luce, possiamo lavorare insieme per capire quali spazi oggi sono disponibili per te. Se lo desideri, puoi contattarmi per approfondire.
Se riconosci qualcosa della tua storia in questa immagine dell’albero che cerca la sua luce, possiamo lavorare insieme per capire quali spazi oggi sono disponibili per te. Se lo desideri, puoi contattarmi per approfondire.
Buongiorno Mattia, dal punto di vista psicologico l’elemento che appare più evidente è il suo bisogno di aumentare l’altezza. Lei chiede se fattori psicologici possono aver influenzato in passato lo sviluppo ormonale e fisico; invece io le chiedo: ci sono fattori psicologici che stanno influenzando la sua percezione dell’altezza oggi? Può valere la pena esplorarli?
Un caro saluto,
Umberto
Un caro saluto,
Umberto
Ciao Mattia. Da psicoterapeuta, capisco perfettamente la tua ricerca di una causa concreta — biochimica o psicologica — per quello che oggi senti come un limite invalicabile.
Dal punto di vista della Terapia Breve Strategica, non ci concentriamo sul "perché" il passato sia andato così, ma su come questa ricerca di risposte e la decisione dell'intervento stiano influenzando la tua vita oggi.
Ecco i punti chiave per rispondere alla tua domanda:
Nutrizione e Genetica: La biologia ci dice che la statura è un mix di genetica (e con un padre della tua altezza, sei perfettamente in linea con il tuo target genetico) e fattori ambientali. Tuttavia, continuare a chiedersi "e se avessi mangiato più proteine?" è una tentata soluzione che non cambia il passato, ma alimenta l'insoddisfazione nel presente.
Fattore Psicologico e Ormonale: È vero, lo stress cronico in età evolutiva può influenzare il sistema endocrino (attraverso il cortisolo), ma raramente in modo così drastico da alterare significativamente la statura finale se la genetica ha già tracciato un percorso.
La percezione della "Statura": Il vero tema psicologico qui non è l'altezza reale, ma la statura interiore. Spesso, quando abbiamo vissuto un'infanzia "lurida" e siamo stati umiliati, cerchiamo un cambiamento fisico radicale (come un intervento chirurgico complesso) sperando che questo "cancelli" il senso di inadeguatezza provato a scuola o in famiglia.
Il mio consiglio da professionista: L'intervento che stai pianificando è un percorso molto impegnativo fisicamente e psicologicamente. È fondamentale che tu arrivi a quel momento non per "riparare" un passato di sofferenza, ma con una mente solida. Altrimenti, il rischio è che anche con 8 cm in più, la ferita lasciata dai bulli o dallo stress familiare rimanga della stessa dimensione.
Nel mio studio (o online), aiuto giovani uomini della nostra regione a trasformare quel senso di "piccolezza" emotiva in una forza d'urto reale, lavorando sulla sicurezza interiore che nessun intervento chirurgico può regalare.
Dal punto di vista della Terapia Breve Strategica, non ci concentriamo sul "perché" il passato sia andato così, ma su come questa ricerca di risposte e la decisione dell'intervento stiano influenzando la tua vita oggi.
Ecco i punti chiave per rispondere alla tua domanda:
Nutrizione e Genetica: La biologia ci dice che la statura è un mix di genetica (e con un padre della tua altezza, sei perfettamente in linea con il tuo target genetico) e fattori ambientali. Tuttavia, continuare a chiedersi "e se avessi mangiato più proteine?" è una tentata soluzione che non cambia il passato, ma alimenta l'insoddisfazione nel presente.
Fattore Psicologico e Ormonale: È vero, lo stress cronico in età evolutiva può influenzare il sistema endocrino (attraverso il cortisolo), ma raramente in modo così drastico da alterare significativamente la statura finale se la genetica ha già tracciato un percorso.
La percezione della "Statura": Il vero tema psicologico qui non è l'altezza reale, ma la statura interiore. Spesso, quando abbiamo vissuto un'infanzia "lurida" e siamo stati umiliati, cerchiamo un cambiamento fisico radicale (come un intervento chirurgico complesso) sperando che questo "cancelli" il senso di inadeguatezza provato a scuola o in famiglia.
Il mio consiglio da professionista: L'intervento che stai pianificando è un percorso molto impegnativo fisicamente e psicologicamente. È fondamentale che tu arrivi a quel momento non per "riparare" un passato di sofferenza, ma con una mente solida. Altrimenti, il rischio è che anche con 8 cm in più, la ferita lasciata dai bulli o dallo stress familiare rimanga della stessa dimensione.
Nel mio studio (o online), aiuto giovani uomini della nostra regione a trasformare quel senso di "piccolezza" emotiva in una forza d'urto reale, lavorando sulla sicurezza interiore che nessun intervento chirurgico può regalare.
Buongiorno, ritengo che il fattore psicologico sia determinante nella percezione che lei ha del suo sviluppo ormonale, piuttosto che sullo sviluppo ormonale in sé. Pertanto, la invito a focalizzarsi su quanto la sua altezza possa incidere sulla sua identità e sul modo in cui gli altri potrebbero percepirla sulla base delle sue caratteristiche estetiche. Se questa domanda è oggetto di interesse per lei, allora la questione può essere di natura psicologica e pertanto affrontabile.
Dott. Simone Festa
Dott. Simone Festa
Gentile Mattia,
è comprensibile il bisogno di capire se alimentazione, stress o vissuti infantili abbiano influito sulla sua statura.
Dal punto di vista psicologico, più che il “perché biologico”, sembra centrale quanto questo tema oggi occupi spazio nella sua vita. Quando l’attenzione si concentra in modo molto intenso su un aspetto corporeo, il rischio è che la sofferenza non si risolva nemmeno trovando tutte le spiegazioni o apportando cambiamenti fisici.
Può essere utile spostare leggermente lo sguardo e chiedersi: se questa preoccupazione fosse un po’ meno dominante, cosa avrebbe più spazio nella mia vita? Che tipo di uomo vorrei essere, al di là dei centimetri?
Lavorare su queste domande non significa rinunciare alle sue scelte, ma fare in modo che siano guidate da ciò che per lei conta davvero, e non solo dal tentativo di mettere a tacere un disagio.
Se sente che questo pensiero è molto pervasivo, confrontarsi con un professionista potrebbe aiutarla a ritrovare una prospettiva più ampia e una vita più allineata ai suoi valori.
è comprensibile il bisogno di capire se alimentazione, stress o vissuti infantili abbiano influito sulla sua statura.
Dal punto di vista psicologico, più che il “perché biologico”, sembra centrale quanto questo tema oggi occupi spazio nella sua vita. Quando l’attenzione si concentra in modo molto intenso su un aspetto corporeo, il rischio è che la sofferenza non si risolva nemmeno trovando tutte le spiegazioni o apportando cambiamenti fisici.
Può essere utile spostare leggermente lo sguardo e chiedersi: se questa preoccupazione fosse un po’ meno dominante, cosa avrebbe più spazio nella mia vita? Che tipo di uomo vorrei essere, al di là dei centimetri?
Lavorare su queste domande non significa rinunciare alle sue scelte, ma fare in modo che siano guidate da ciò che per lei conta davvero, e non solo dal tentativo di mettere a tacere un disagio.
Se sente che questo pensiero è molto pervasivo, confrontarsi con un professionista potrebbe aiutarla a ritrovare una prospettiva più ampia e una vita più allineata ai suoi valori.
Gentile Mattia,
così come le proteine favoriscono la crescita ossea, i nutrimenti affettivi che riceviamo nella prima infanzia sono essenziali per la crescita emotiva e per stare bene con noi stessi, accettandoci per come siamo. Se questi vengono a mancare il rapporto con noi stessi può risentirne,
L’infanzia “lurida” di cui parla mi fa pensare che i nutrienti che le sono mancati siano proprio di quest’ultimo tipo e che, per poter vivere una vita pienamente soddisfacente, sia necessario vedere e “ripulire” certe ferite. Un percorso di psicoterapia può rappresentare uno spazio prezioso per costruire una maggiore serenità e un rapporto più accettante e accogliente con se stesso
Cordiali saluti, dottoressa Campadello
così come le proteine favoriscono la crescita ossea, i nutrimenti affettivi che riceviamo nella prima infanzia sono essenziali per la crescita emotiva e per stare bene con noi stessi, accettandoci per come siamo. Se questi vengono a mancare il rapporto con noi stessi può risentirne,
L’infanzia “lurida” di cui parla mi fa pensare che i nutrienti che le sono mancati siano proprio di quest’ultimo tipo e che, per poter vivere una vita pienamente soddisfacente, sia necessario vedere e “ripulire” certe ferite. Un percorso di psicoterapia può rappresentare uno spazio prezioso per costruire una maggiore serenità e un rapporto più accettante e accogliente con se stesso
Cordiali saluti, dottoressa Campadello
Buonasera, lo stress ha un impatto sugli ormoni ma la domanda che dovrebbe porsi è come mai cerca questa relazione causale fra ciò che ha mangiato (e atro) e l'altezza che ha? Quale obiettivo realizzerebbe? L'attenzione nei confronti dell'altezza, per come ha scritto, sembrerebbe avere degli aspetti ossessivi di cui sarebbe necessario, eventualmente , prendersi cura.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Gentilissimo Mattia, credo che sia importante per lei avere una risposta al suo quesito data l'entità di domande che le suggerisce. Potrebbe rivolgere questa domanda al suo medico curante, o in ogni caso ad uno specialista del settore. Saluti,
AV
AV
Gentile Mattia,
rispetto alle cause biologiche e ormonali della statura è corretto confrontarsi con medici e nutrizionisti. Dal punto di vista psicologico, però, è importante considerare che un’infanzia caratterizzata da forte stress, svalutazione e sofferenza può lasciare effetti profondi sul modo in cui oggi vive il suo corpo, la sua immagine e le scelte che sente necessarie per stare meglio.
Per questo le consiglierei di intraprendere un percorso di psicoterapia, non tanto per “spiegare” l’altezza in sé, quanto per lavorare sugli effetti psicologici di ciò che ha vissuto, sul rapporto con il corpo e sul peso emotivo che questa tematica sembra avere oggi nella sua vita. Può essere uno spazio utile per fare chiarezza e prendere decisioni più consapevoli e tutelanti per sé.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Dott.ssa Veronica Savio
rispetto alle cause biologiche e ormonali della statura è corretto confrontarsi con medici e nutrizionisti. Dal punto di vista psicologico, però, è importante considerare che un’infanzia caratterizzata da forte stress, svalutazione e sofferenza può lasciare effetti profondi sul modo in cui oggi vive il suo corpo, la sua immagine e le scelte che sente necessarie per stare meglio.
Per questo le consiglierei di intraprendere un percorso di psicoterapia, non tanto per “spiegare” l’altezza in sé, quanto per lavorare sugli effetti psicologici di ciò che ha vissuto, sul rapporto con il corpo e sul peso emotivo che questa tematica sembra avere oggi nella sua vita. Può essere uno spazio utile per fare chiarezza e prendere decisioni più consapevoli e tutelanti per sé.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Dott.ssa Veronica Savio
Tutto incide sulla crescita e sullo sviluppo di una persona! E l'ambiente più che mai! Lei è rimasto soffocato in un contesto modesto, umiliante ed avvilente in cui non ha potuto sviluppare le proprie potenzialità. Si tratta di crescere e recuperare la fiducia in se stesso ed una psicoterapia potrebbe aiutarLa a ricostruire il senso di Sé e della propria esistenza. Le faccio i miei più sinceri auguri per le scelte che farà Cordiali saluti dott.ssa G.Elmo
Gentile, capisco quanto questa domanda la accompagni da tempo: quando si vive con un forte senso di inadeguatezza rispetto al proprio corpo, è naturale tornare indietro a chiedersi “dove si è deciso tutto”, se sia dipeso dall’alimentazione, dall’ambiente o dallo stress vissuto da piccolo. È un modo per dare un ordine a qualcosa che oggi le crea fatica. Da un punto di vista generale, la statura è il risultato di più fattori: genetici, ambientali, nutrizionali e ormonali. L’alimentazione e lo stress possono avere un ruolo nello sviluppo, ma non in modo lineare o deterministico. Nel suo racconto emerge un altro elemento importante: un’infanzia vissuta in un clima difficile, con tensioni e giudizi che possono aver inciso più sulla percezione di sé che sulla crescita fisica. A volte è proprio questa esperienza – più che i centimetri in sé – a lasciare un segno più profondo.
Il fatto che oggi stia valutando un intervento chirurgico indica quanto il tema dell’altezza sia diventato per lei un punto identitario, qualcosa che sente di dover “correggere” per stare meglio. È comprensibile, ma è altrettanto importante esplorare cosa rappresentano per lei quegli 8 cm: sicurezza, riconoscimento, protezione da vecchie ferite. L’intervento può modificare il corpo, ma il significato che lei attribuisce alla sua statura nasce da una storia più ampia.
Un percorso psicologico può aiutarla proprio a distinguere questi piani: ciò che appartiene al corpo, ciò che appartiene alla sua storia familiare e scolastica, e ciò che oggi sente di dover riparare. Non per scoraggiarla, ma per permetterle di prendere decisioni più libere e meno condizionate da ferite antiche
Il fatto che oggi stia valutando un intervento chirurgico indica quanto il tema dell’altezza sia diventato per lei un punto identitario, qualcosa che sente di dover “correggere” per stare meglio. È comprensibile, ma è altrettanto importante esplorare cosa rappresentano per lei quegli 8 cm: sicurezza, riconoscimento, protezione da vecchie ferite. L’intervento può modificare il corpo, ma il significato che lei attribuisce alla sua statura nasce da una storia più ampia.
Un percorso psicologico può aiutarla proprio a distinguere questi piani: ciò che appartiene al corpo, ciò che appartiene alla sua storia familiare e scolastica, e ciò che oggi sente di dover riparare. Non per scoraggiarla, ma per permetterle di prendere decisioni più libere e meno condizionate da ferite antiche
Gentile Mattia, la sua riflessione tocca un punto molto profondo del rapporto tra mente e corpo, portando alla luce come la statura fisica possa diventare il luogo in cui si concentrano memorie di un passato doloroso.
In un'ottica psicodinamica, il corpo non è solo un insieme di ossa e tessuti, ma il "contenitore" della nostra storia emotiva. Lei descrive un'infanzia segnata da tensioni forti, sia in famiglia che a scuola; questo tipo di stress cronico può avere un impatto sul sistema endocrino, poiché il corpo, quando è in costante stato di allerta, produce alti livelli di cortisolo, che può interferire con i processi di crescita. Tuttavia, il fatto che lei abbia raggiunto l'altezza di suo padre suggerisce che il suo potenziale genetico sia stato sostanzialmente rispettato.
L'aspetto forse più significativo non è però quanto il passato abbia influenzato i suoi centimetri, ma come lei percepisca oggi la sua altezza. Spesso, quando viviamo un'infanzia "lurida" come la definisce lei, in cui ci sentiamo piccoli, indifesi o schiacciati da figure autoritarie terribili, quel senso di impotenza e rimpicciolimento rischia di cristallizzarsi nell'immagine che abbiamo di noi stessi. I 1.69 metri possono diventare, nella sua mente, il simbolo di quel bambino che non è stato protetto o nutrito abbastanza, non solo fisicamente ma anche emotivamente.
La decisione di sottoporsi a un intervento così invasivo per guadagnare 8 centimetri sembra indicare il desiderio di compiere un atto di "riparazione" definitiva: diventare più alto per non sentirsi mai più quel bambino vulnerabile e per reclamare uno spazio nel mondo che sente le sia stato negato. È come se cercasse nella chirurgia la crescita che l'ambiente circostante le ha reso difficile da ragazzo.
Tuttavia, è importante considerare che l'altezza fisica e il senso di valore interno viaggiano su binari diversi. Il rischio di un intervento così radicale è che, pur cambiando la misura del corpo, quel senso di insicurezza legato al passato rimanga intatto. Cordialità. Dott.ssa Antonietta di Renzo
In un'ottica psicodinamica, il corpo non è solo un insieme di ossa e tessuti, ma il "contenitore" della nostra storia emotiva. Lei descrive un'infanzia segnata da tensioni forti, sia in famiglia che a scuola; questo tipo di stress cronico può avere un impatto sul sistema endocrino, poiché il corpo, quando è in costante stato di allerta, produce alti livelli di cortisolo, che può interferire con i processi di crescita. Tuttavia, il fatto che lei abbia raggiunto l'altezza di suo padre suggerisce che il suo potenziale genetico sia stato sostanzialmente rispettato.
L'aspetto forse più significativo non è però quanto il passato abbia influenzato i suoi centimetri, ma come lei percepisca oggi la sua altezza. Spesso, quando viviamo un'infanzia "lurida" come la definisce lei, in cui ci sentiamo piccoli, indifesi o schiacciati da figure autoritarie terribili, quel senso di impotenza e rimpicciolimento rischia di cristallizzarsi nell'immagine che abbiamo di noi stessi. I 1.69 metri possono diventare, nella sua mente, il simbolo di quel bambino che non è stato protetto o nutrito abbastanza, non solo fisicamente ma anche emotivamente.
La decisione di sottoporsi a un intervento così invasivo per guadagnare 8 centimetri sembra indicare il desiderio di compiere un atto di "riparazione" definitiva: diventare più alto per non sentirsi mai più quel bambino vulnerabile e per reclamare uno spazio nel mondo che sente le sia stato negato. È come se cercasse nella chirurgia la crescita che l'ambiente circostante le ha reso difficile da ragazzo.
Tuttavia, è importante considerare che l'altezza fisica e il senso di valore interno viaggiano su binari diversi. Il rischio di un intervento così radicale è che, pur cambiando la misura del corpo, quel senso di insicurezza legato al passato rimanga intatto. Cordialità. Dott.ssa Antonietta di Renzo
Ciao Mattia,
provo a tenere insieme le due parti della tua domanda, quella più “biologica” e quella psicologica, perché in realtà si intrecciano ma non sempre nel modo in cui immaginiamo.
Parto dall’altezza. Nella maggior parte dei casi la statura finale è determinata soprattutto da fattori genetici. Il fatto che tuo padre sia più o meno della tua altezza va proprio in questa direzione. La nutrizione ha certamente un ruolo, ma diventa davvero determinante quando ci sono carenze importanti e prolungate nel tempo, situazioni di malnutrizione significativa. Da quello che descrivi (“non ero un mangione”), è difficile pensare che questo, da solo, abbia inciso in modo rilevante sulla tua crescita, a meno che non ci siano stati veri e propri deficit nutrizionali marcati, cosa che di solito viene intercettata anche a livello medico durante lo sviluppo.
Anche il fattore psicologico e lo stress possono avere un’influenza sul corpo e sul sistema ormonale, soprattutto in condizioni estreme e croniche. Ma di nuovo, parliamo di effetti più sottili, non così diretti o “misurabili” da spiegare in modo lineare qualche centimetro in meno. È comprensibile cercare una causa precisa, quasi una spiegazione che dia un senso, ma spesso su questi aspetti il corpo segue traiettorie più complesse e meno controllabili.
Mi sembra però che la parte più importante della tua domanda non sia tanto “perché sono alto così”, ma che significato ha per te questa altezza.
Il fatto che tu stia valutando un intervento chirurgico importante per guadagnare 8 cm dice qualcosa di quanto questo tema sia centrale nella tua percezione di te. E qui entra davvero il piano psicologico: non tanto nello sviluppo passato, ma nel modo in cui oggi guardi il tuo corpo.
Quando una caratteristica fisica diventa così carica, spesso non è solo quella caratteristica in sé, ma quello che rappresenta: come ti vedi, come pensi di essere visto dagli altri, quanto senti di “valere” o di essere adeguato.
Mi colpisce anche il riferimento alla tua infanzia, che descrivi come molto difficile, con stress in famiglia e a scuola. A volte esperienze così possono lasciare una traccia nel modo in cui una persona costruisce la propria immagine di sé. Il corpo può diventare il luogo su cui si concentra qualcosa di più profondo: senso di inadeguatezza, confronto, bisogno di riscatto o di sentirsi finalmente “a posto”.
L’intervento che stai valutando è una scelta molto seria, con implicazioni fisiche e psicologiche importanti. Più che dirti cosa fare o non fare, forse la domanda che vale la pena tenere aperta è questa:
se domani fossi più alto di 8 cm, cosa cambierebbe davvero dentro di te?
Non tanto nelle situazioni esterne, ma nel modo in cui ti senti, nel rapporto con te stesso. Ti immagini una sensazione di sollievo stabile, oppure pensi che potrebbe emergere qualcos’altro su cui spostare l’insoddisfazione?
provo a tenere insieme le due parti della tua domanda, quella più “biologica” e quella psicologica, perché in realtà si intrecciano ma non sempre nel modo in cui immaginiamo.
Parto dall’altezza. Nella maggior parte dei casi la statura finale è determinata soprattutto da fattori genetici. Il fatto che tuo padre sia più o meno della tua altezza va proprio in questa direzione. La nutrizione ha certamente un ruolo, ma diventa davvero determinante quando ci sono carenze importanti e prolungate nel tempo, situazioni di malnutrizione significativa. Da quello che descrivi (“non ero un mangione”), è difficile pensare che questo, da solo, abbia inciso in modo rilevante sulla tua crescita, a meno che non ci siano stati veri e propri deficit nutrizionali marcati, cosa che di solito viene intercettata anche a livello medico durante lo sviluppo.
Anche il fattore psicologico e lo stress possono avere un’influenza sul corpo e sul sistema ormonale, soprattutto in condizioni estreme e croniche. Ma di nuovo, parliamo di effetti più sottili, non così diretti o “misurabili” da spiegare in modo lineare qualche centimetro in meno. È comprensibile cercare una causa precisa, quasi una spiegazione che dia un senso, ma spesso su questi aspetti il corpo segue traiettorie più complesse e meno controllabili.
Mi sembra però che la parte più importante della tua domanda non sia tanto “perché sono alto così”, ma che significato ha per te questa altezza.
Il fatto che tu stia valutando un intervento chirurgico importante per guadagnare 8 cm dice qualcosa di quanto questo tema sia centrale nella tua percezione di te. E qui entra davvero il piano psicologico: non tanto nello sviluppo passato, ma nel modo in cui oggi guardi il tuo corpo.
Quando una caratteristica fisica diventa così carica, spesso non è solo quella caratteristica in sé, ma quello che rappresenta: come ti vedi, come pensi di essere visto dagli altri, quanto senti di “valere” o di essere adeguato.
Mi colpisce anche il riferimento alla tua infanzia, che descrivi come molto difficile, con stress in famiglia e a scuola. A volte esperienze così possono lasciare una traccia nel modo in cui una persona costruisce la propria immagine di sé. Il corpo può diventare il luogo su cui si concentra qualcosa di più profondo: senso di inadeguatezza, confronto, bisogno di riscatto o di sentirsi finalmente “a posto”.
L’intervento che stai valutando è una scelta molto seria, con implicazioni fisiche e psicologiche importanti. Più che dirti cosa fare o non fare, forse la domanda che vale la pena tenere aperta è questa:
se domani fossi più alto di 8 cm, cosa cambierebbe davvero dentro di te?
Non tanto nelle situazioni esterne, ma nel modo in cui ti senti, nel rapporto con te stesso. Ti immagini una sensazione di sollievo stabile, oppure pensi che potrebbe emergere qualcos’altro su cui spostare l’insoddisfazione?
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