Buongiorno, sono una ragazzi di 29 anni e da 4 anni e mezzo sono in una relazione con un ragazzo di
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Buongiorno, sono una ragazzi di 29 anni e da 4 anni e mezzo sono in una relazione con un ragazzo di 33 anni. La nostra relazione è sempre andata bene, già dal primo appuntamento fino alla passione per i viaggi che abbiamo condiviso, inoltre conviviamo nella sua casa da 3 anni (ci dividiamo quasi equamente i compiti anche se io a volte mi ritrovo ad essere più casalinga). Ho sempre faticato a trovare un lavoro di cui fossi soddisfatta quindi per 3 anni me avevo due ed ero anche in partita iva ma comunque guadagnavo poco, per questo quando incontrai una vecchia amica che avevo conosciuto negli USA e mi disse che lei era tornata e l’era piaciuto ancora di più, ciò riaccese in me la voglia di rifare quel lavoro su suolo americano ma significava andare via per un anno intero. Ad ogni modo andai, dopo diversi ripensamenti, pianti, avvicinamenti… tutto il 2025 l’ho passato all’estero mantenendo una relazione a distanza con il mio partner. Non è stato facile ma nemmeno molto difficile, inizialmente, sia perchè ci siamo visti una volta durante l’anno (dovevano essere due ma lui voleva che io lasciassi il mio lavoro ad agosto ma io non volevo sia perchè tenevo al lavoro sia perchè avevo finalmente molti amici). Era il suo sogno fare un road trip in Texas e mi sento in colpa per non averlo assecondato, però ormai quel posto di lavoro era diventato importante per me e non volevo rinunciarci. Poi negli ultimi due mesi tutto é cambiato quando ho iniziato ad avere interesse per un collega. Non c’è mai stato nulla di esplicito ma chiaramente ci cercavamo a vicenda anche se lui inizialmente non pensava che a me lui potesse interessare. Fatto sta che fosse stato proprio lui ad accompagnarmi all'aereoporto e lì ho sentito la stessa sensazione di quando il mio ragazzo mi aveva lasciato all’aereoporto un anno prima, ossia amore (penso). Be io sono tornata da più di 2 mesi ed ho creato scompiglio perchè non ho potuto non dire questo al mio partner, che mi ha ovviamente chiesto di non sentire mai più quest’altra persona… cosa che ho provato a fare ma il mio desiderio nei confronti del collega è tanto. Tuttavia c’è anche da dire che il mio partner mi ama moltissimo ed io mi sento in colpa a non provare lo stesso in questo momento, in più so che dovessi lasciarlo per sempre poi me ne pentirei perchè comunque con il collega non ci vedo la possibilità di una storia duratura. Ora mi sono isolata, ho chiesto del tempo al mio partner, tempo che però ho erroneamente utilizzato per passare del tempo con il collega (che non si trova qua ma all’estero per molto tempo). So che la cosa giusta da fare sarebbe dimenticarmi del collega e tornare coi piedi per terra, però forse non ero pienamente felice con il mio partner o non pienamente me stessa mentre con il collega sono riuscita subito ad avere una connessione forte in pochissimo tempo. Ora mi trovo immobile, letteralmente, a pensare a cosa dovrei fare e se mai riuscissi a perdonarmi o sopportare il colpo di perdere il mio partner perchè lui è stata una delle prime persone nella mia vita a trattarmi bene. E tuttora mi ama e mi chiede di tornare a casa, ma so che se tornassi a casa sarei triste perchè non potrei più sentire il collega, il quale tra l’altro inizia a chiedere di decidere se lo voglio nella mia vita oppure no (anche se lui é anche 5 anni più giovane).
Grazie…
Grazie…
Buonasera,
è comprensibile sentirsi confusa e in colpa in una situazione come la sua, ma è importante ricordare che non è colpa sua se i suoi sentimenti sono cambiati. A volte, durante periodi di cambiamento o lontananza dal partner, emergono parti di sé che prima erano meno presenti, desideri o bisogni che non erano stati pienamente riconosciuti. Questo può far sentire emozioni nuove e attrazioni inattese, ma non significa tradire se stessi né essere cattivi verso il partner. Prendersi del tempo per riflettere, anche con il supporto di uno psicologo, può aiutare a capire quali di questi sentimenti rispecchiano davvero chi è oggi e quali scelte siano più coerenti con se stessa, senza farsi travolgere dal senso di colpa o dall’urgenza di una decisione immediata.
è comprensibile sentirsi confusa e in colpa in una situazione come la sua, ma è importante ricordare che non è colpa sua se i suoi sentimenti sono cambiati. A volte, durante periodi di cambiamento o lontananza dal partner, emergono parti di sé che prima erano meno presenti, desideri o bisogni che non erano stati pienamente riconosciuti. Questo può far sentire emozioni nuove e attrazioni inattese, ma non significa tradire se stessi né essere cattivi verso il partner. Prendersi del tempo per riflettere, anche con il supporto di uno psicologo, può aiutare a capire quali di questi sentimenti rispecchiano davvero chi è oggi e quali scelte siano più coerenti con se stessa, senza farsi travolgere dal senso di colpa o dall’urgenza di una decisione immediata.
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Buongiorno,
la situazione che descrive è complessa e comprensibilmente molto faticosa sul piano emotivo. Emergono diversi livelli intrecciati: il legame stabile e significativo con il suo partner, il percorso di crescita personale e professionale che ha vissuto all’estero, e l’esperienza intensa e nuova della connessione con il collega.
È importante chiarire che ciò che ha provato per il collega non è di per sé “sbagliato”: spesso, in momenti di cambiamento, distanza o ridefinizione di sé, può emergere un interesse che parla più di bisogni interni (sentirsi viste, vitali, libere, riconosciute) che necessariamente di un reale progetto di coppia. Lei stessa riconosce infatti che con questa persona non immagina una relazione duratura, mentre con il suo partner c’è una storia, un investimento affettivo e una base solida, anche se oggi attraversata da dubbi.
Allo stesso tempo, il senso di colpa che prova verso il suo compagno e la paura del rimpianto indicano quanto questo legame sia ancora emotivamente rilevante per lei. La “paralisi” che descrive è tipica quando si è divisi tra il desiderio e la sicurezza, tra ciò che accende e ciò che rassicura. Non si tratta tanto di scegliere “chi”, ma di comprendere meglio “cosa” sta cercando in questo momento della sua vita: più autonomia? più riconoscimento? più passione? o una relazione che possa evolvere insieme a lei?
Forzarsi a “tornare coi piedi per terra” o, al contrario, prendere decisioni spinte dall’urgenza rischia di aumentare confusione e sofferenza. In questo momento potrebbe essere utile fermarsi non per isolarsi, ma per ascoltarsi in modo più profondo e guidato, distinguendo l’innamoramento, il bisogno, la paura di perdere e l’amore.
Proprio per questo, le consiglierei di approfondire quanto sta vivendo con uno specialista, che possa aiutarla a fare chiarezza sui suoi bisogni, sui sentimenti verso il partner e sul significato di questa nuova connessione, senza giudizio ma con maggiore consapevolezza.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
la situazione che descrive è complessa e comprensibilmente molto faticosa sul piano emotivo. Emergono diversi livelli intrecciati: il legame stabile e significativo con il suo partner, il percorso di crescita personale e professionale che ha vissuto all’estero, e l’esperienza intensa e nuova della connessione con il collega.
È importante chiarire che ciò che ha provato per il collega non è di per sé “sbagliato”: spesso, in momenti di cambiamento, distanza o ridefinizione di sé, può emergere un interesse che parla più di bisogni interni (sentirsi viste, vitali, libere, riconosciute) che necessariamente di un reale progetto di coppia. Lei stessa riconosce infatti che con questa persona non immagina una relazione duratura, mentre con il suo partner c’è una storia, un investimento affettivo e una base solida, anche se oggi attraversata da dubbi.
Allo stesso tempo, il senso di colpa che prova verso il suo compagno e la paura del rimpianto indicano quanto questo legame sia ancora emotivamente rilevante per lei. La “paralisi” che descrive è tipica quando si è divisi tra il desiderio e la sicurezza, tra ciò che accende e ciò che rassicura. Non si tratta tanto di scegliere “chi”, ma di comprendere meglio “cosa” sta cercando in questo momento della sua vita: più autonomia? più riconoscimento? più passione? o una relazione che possa evolvere insieme a lei?
Forzarsi a “tornare coi piedi per terra” o, al contrario, prendere decisioni spinte dall’urgenza rischia di aumentare confusione e sofferenza. In questo momento potrebbe essere utile fermarsi non per isolarsi, ma per ascoltarsi in modo più profondo e guidato, distinguendo l’innamoramento, il bisogno, la paura di perdere e l’amore.
Proprio per questo, le consiglierei di approfondire quanto sta vivendo con uno specialista, che possa aiutarla a fare chiarezza sui suoi bisogni, sui sentimenti verso il partner e sul significato di questa nuova connessione, senza giudizio ma con maggiore consapevolezza.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
La consapevolezza di ciò che si desidera o di ciò che non vogliamo è molto importante e non sempre è facile da comprendere.
Potrebbe essere utile un percorso. Qualora volessi iniziare sono disponibile anche online.
Dott.ssa Rosella Mastropietro
Potrebbe essere utile un percorso. Qualora volessi iniziare sono disponibile anche online.
Dott.ssa Rosella Mastropietro
Buonasera, credo che sarebbe molto importante chiedersi, come mi sembra stia facendo, che funzione ha per lei questa seconda persona: se le "serve" a mettere in luce un'infelicità o dei problemi con il suo fidanzato, in questo caso, avrebbe una funzione buona per lei, oppure se ha una funzione non costruttiva, evidenziando, ad esempio, una sua difficoltà ad impegnarsi in una relazione che potrebbe funzionare e potrebbe farla stare bene). Buona riflessione.... e un saluto, Ilaria Innocenti
Cara ragazza, grazie per la condivisione. Immagino quanto sia difficile per lei questo periodo di vita in balia di 2 correnti entrambe importanti per lei. Non è facile nè possibile darle un suggerimento su una possibile scelta. Quello che sento di dirle è di non colpevolizzarsi perchè sono momenti di vita importanti anche per lei ed evidentemente dovrà emergere nel tempo la sua possibile scelta. Immagino che non ci sarà una scelta senza dolore, ogni separazione crea dolore ma anche possibilità di crescita. Abbia fiducia in lei. Se desidera approfondire può contattarmi come vuole.
Cordialità Dott.ssa Alessandra Domigno
Cordialità Dott.ssa Alessandra Domigno
Buongiorno. Questa è una situazione complessa, sembra essere molto tormentato dal conflitto interno che sta vivendo.
Sembra che lei viva un conflitto tra il desiderio verso un collega e l’amore (o la percezione di esso) per il partner. Questo è un tema ricorrente nelle relazioni di lungo periodo, soprattutto quando le persone si sentono insoddisfatte o insicure di sé stesse. Può essere utile esplorare cosa la spinge a sentirsi più connessa al collega, se è la novità, l'eccitazione o una vera connessione emotiva che non riusciva a trovare con il partner. In alcuni casi, l'attrazione per una persona esterna può riflettere una ricerca di se stessi o una fuga dalla routine. Un percorso di psicoterapia breve potrebbe esserle di supporto nel fare chiarezza rispetto ai suoi sentimenti e vissuti interiori.
Sperando di esserle stata d'aiuto,
Dott.ssa Elisa Folliero
Sembra che lei viva un conflitto tra il desiderio verso un collega e l’amore (o la percezione di esso) per il partner. Questo è un tema ricorrente nelle relazioni di lungo periodo, soprattutto quando le persone si sentono insoddisfatte o insicure di sé stesse. Può essere utile esplorare cosa la spinge a sentirsi più connessa al collega, se è la novità, l'eccitazione o una vera connessione emotiva che non riusciva a trovare con il partner. In alcuni casi, l'attrazione per una persona esterna può riflettere una ricerca di se stessi o una fuga dalla routine. Un percorso di psicoterapia breve potrebbe esserle di supporto nel fare chiarezza rispetto ai suoi sentimenti e vissuti interiori.
Sperando di esserle stata d'aiuto,
Dott.ssa Elisa Folliero
Buon pomeriggio. È tempo di decidere e scegliere quale situazione e persona potrebbe far parte della sua vita, se vuole stare in relazione.
È bello che lei si sia sentita trattata bene dal suo partner, è importante in una relazione. Lei lo ama, è la persona che vuole ancora accanto a sé, c'è un sentimento corrisposto da parte sua?
Decidere e scegliere implicano un sacrificio che vale la pena fare per un motivo importante e sensato che, può portare benefici a breve, medio o lungo termine.
Dottoressa Teresita Forlano.
È bello che lei si sia sentita trattata bene dal suo partner, è importante in una relazione. Lei lo ama, è la persona che vuole ancora accanto a sé, c'è un sentimento corrisposto da parte sua?
Decidere e scegliere implicano un sacrificio che vale la pena fare per un motivo importante e sensato che, può portare benefici a breve, medio o lungo termine.
Dottoressa Teresita Forlano.
Buongiorno,
da ciò che racconta emerge una grande confusione emotiva, comprensibile dopo un periodo così intenso di cambiamenti, distanza e riscoperta di sé. Non sta sbagliando a provare sentimenti contrastanti: spesso il desiderio per una nuova persona parla anche di bisogni personali rimasti inascoltati, non solo della relazione attuale. Allo stesso tempo il senso di colpa e la paura di perdere una relazione significativa la tengono bloccata. In questo momento più che “scegliere chi”, sembra importante capire chi è Lei oggi e cosa desidera davvero, al di là delle aspettative e delle paure.
Se lo desidera, possiamo approfondire insieme questi vissuti in un colloquio conoscitivo, per aiutarla a fare chiarezza con maggiore serenità.
Un caro saluto,
dott.ssa Greta Pisano
da ciò che racconta emerge una grande confusione emotiva, comprensibile dopo un periodo così intenso di cambiamenti, distanza e riscoperta di sé. Non sta sbagliando a provare sentimenti contrastanti: spesso il desiderio per una nuova persona parla anche di bisogni personali rimasti inascoltati, non solo della relazione attuale. Allo stesso tempo il senso di colpa e la paura di perdere una relazione significativa la tengono bloccata. In questo momento più che “scegliere chi”, sembra importante capire chi è Lei oggi e cosa desidera davvero, al di là delle aspettative e delle paure.
Se lo desidera, possiamo approfondire insieme questi vissuti in un colloquio conoscitivo, per aiutarla a fare chiarezza con maggiore serenità.
Un caro saluto,
dott.ssa Greta Pisano
Grazie per aver condiviso un momento così delicato. Quando ci si trova divisi tra emozioni diverse, non è semplice sentire la propria voce. In questo periodo può essere utile fermarti e chiederti cosa rimarrebbe del tuo sentire se togliessi per un attimo il peso del senso di colpa e delle aspettative.
Prova ad ascoltare quale relazione ti avvicina di più alla persona che stai diventando, e cosa nasce davvero dal tuo desiderio, non dalla paura o dal bisogno. Non serve una risposta immediata: la chiarezza arriva quando ci si concede tempo e gentilezza.
Il fatto che tu abbia posto questa domanda pubblicamente mostra una ricerca autentica di aiuto e la consapevolezza di aver bisogno di uno spazio sicuro in cui esplorare ciò che senti. Condividere questo percorso con un professionista può offrirti il sostegno necessario per trovare, con calma, la risposta che stai cercando.
Prendersi questo spazio è un atto di cura verso te stessa e verso chi ti vuole bene, per poter essere autentica.
Ti auguro il tempo e lo spazio di cui hai bisogno
Prova ad ascoltare quale relazione ti avvicina di più alla persona che stai diventando, e cosa nasce davvero dal tuo desiderio, non dalla paura o dal bisogno. Non serve una risposta immediata: la chiarezza arriva quando ci si concede tempo e gentilezza.
Il fatto che tu abbia posto questa domanda pubblicamente mostra una ricerca autentica di aiuto e la consapevolezza di aver bisogno di uno spazio sicuro in cui esplorare ciò che senti. Condividere questo percorso con un professionista può offrirti il sostegno necessario per trovare, con calma, la risposta che stai cercando.
Prendersi questo spazio è un atto di cura verso te stessa e verso chi ti vuole bene, per poter essere autentica.
Ti auguro il tempo e lo spazio di cui hai bisogno
Buongiorno, capisco perfettamente il suo senso di immobilità. Si trova in un conflitto profondo tra la sicurezza di un legame che l'ha protetta e la scoperta di una parte di sé più libera e autentica, emersa durante l'anno all'estero.
È comprensibile sentirsi divise: non sta solo scegliendo tra due persone, ma tra chi era prima di partire e chi è diventata oggi. Il senso di colpa che prova è legittimo, ma rischia di oscurare il vero tema: questa crisi non riguarda solo il suo collega, ma ciò di cui lei ha bisogno per sentirsi pienamente se stessa.
Tornare a casa per puro senso del dovere o gratitudine, sentendosi però spenta, non sarebbe rispettoso né per lei né per il suo partner. Invece di forzarsi a decidere subito, provi a chiedersi: cosa di quella donna 'americana' le manca così tanto nella sua vita di prima?
È un passaggio faticoso e la sua difficoltà merita di essere accolta!
Un caro saluto.
È comprensibile sentirsi divise: non sta solo scegliendo tra due persone, ma tra chi era prima di partire e chi è diventata oggi. Il senso di colpa che prova è legittimo, ma rischia di oscurare il vero tema: questa crisi non riguarda solo il suo collega, ma ciò di cui lei ha bisogno per sentirsi pienamente se stessa.
Tornare a casa per puro senso del dovere o gratitudine, sentendosi però spenta, non sarebbe rispettoso né per lei né per il suo partner. Invece di forzarsi a decidere subito, provi a chiedersi: cosa di quella donna 'americana' le manca così tanto nella sua vita di prima?
È un passaggio faticoso e la sua difficoltà merita di essere accolta!
Un caro saluto.
Buongiorno,
lei è portatrice di una istanza di coppia ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui descritte. Ne parli anche con il suo compagno, a volte una buona terapia di coppia può aiutare due persone a separarsi serenamente.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
lei è portatrice di una istanza di coppia ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui descritte. Ne parli anche con il suo compagno, a volte una buona terapia di coppia può aiutare due persone a separarsi serenamente.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Salve, sembra vivere un momento di grande difficoltà. Vivere dei sentimenti per due persone differenti sembra le crei un blocco decisionale che non le permette di andare avanti facendo una scelta. Rifletta sui sentimenti che prova per entrambi e su come immagina la relazione con loro oggi e a distanza di tempo.
Sarebbe importante vedere uno specialista cosi da poter affrontare il suo vissuto in maniera adeguata. Il rischio è quello di vivere in uno stato di colpa, ansia, tristezza. Non prendendo una decisione questi sentimenti potrebbe diventare sempre più presenti ed opprimenti.
Se vuole può contattarmi in privato.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello
Sarebbe importante vedere uno specialista cosi da poter affrontare il suo vissuto in maniera adeguata. Il rischio è quello di vivere in uno stato di colpa, ansia, tristezza. Non prendendo una decisione questi sentimenti potrebbe diventare sempre più presenti ed opprimenti.
Se vuole può contattarmi in privato.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello
E' una situazione molto tipica quella che sta vivendo.
se non riesce a far chiarezza dentro di si rivolga ad uno psicologo per una
breve consulenza
se non riesce a far chiarezza dentro di si rivolga ad uno psicologo per una
breve consulenza
Buongiorno,
da quello che racconta sembra che questa crisi non nasca solo dall’incontro con il collega, ma da un grande cambiamento che lei ha vissuto nell’ultimo anno. L’esperienza all’estero non è stata solo lavorativa: è stata una fase di crescita, autonomia, nuove relazioni e scoperta di parti nuove di sé.
Nella coppia, prima, c’era un equilibrio che funzionava. Con la distanza e il suo cambiamento personale, però, questo equilibrio si è spostato e probabilmente oggi lei sente bisogni diversi rispetto a qualche anno fa. Il collega sembra rappresentare proprio questa parte nuova di sé: sentirsi vista, viva, scelta, più libera.
Il senso di colpa nasce dallo scontro tra due poli importanti: da una parte l’amore stabile e sicuro del partner, dall’altra il desiderio di evolvere e ritrovarsi. Quando una coppia non riesce ancora a integrare questi cambiamenti, spesso compare una “terza persona” che porta ciò che in quel momento manca.
Forse la domanda non è tanto chi scegliere, ma capire che cosa sta cambiando in lei e che tipo di relazione sente oggi più vicina a ciò che è diventata. Le crisi, spesso, non sono fallimenti ma passaggi di crescita che chiedono una trasformazione del legame.
Un confronto terapeutico potrebbe aiutarla molto a fare chiarezza in questo suo momento di vita.
saluti
Dott.ssa Eleonora Cambi
da quello che racconta sembra che questa crisi non nasca solo dall’incontro con il collega, ma da un grande cambiamento che lei ha vissuto nell’ultimo anno. L’esperienza all’estero non è stata solo lavorativa: è stata una fase di crescita, autonomia, nuove relazioni e scoperta di parti nuove di sé.
Nella coppia, prima, c’era un equilibrio che funzionava. Con la distanza e il suo cambiamento personale, però, questo equilibrio si è spostato e probabilmente oggi lei sente bisogni diversi rispetto a qualche anno fa. Il collega sembra rappresentare proprio questa parte nuova di sé: sentirsi vista, viva, scelta, più libera.
Il senso di colpa nasce dallo scontro tra due poli importanti: da una parte l’amore stabile e sicuro del partner, dall’altra il desiderio di evolvere e ritrovarsi. Quando una coppia non riesce ancora a integrare questi cambiamenti, spesso compare una “terza persona” che porta ciò che in quel momento manca.
Forse la domanda non è tanto chi scegliere, ma capire che cosa sta cambiando in lei e che tipo di relazione sente oggi più vicina a ciò che è diventata. Le crisi, spesso, non sono fallimenti ma passaggi di crescita che chiedono una trasformazione del legame.
Un confronto terapeutico potrebbe aiutarla molto a fare chiarezza in questo suo momento di vita.
saluti
Dott.ssa Eleonora Cambi
Buongiorno,
comprendo la sua difficoltà e anche la frustrazione di non sapere cosa fare e cosa è meglio per lei. Leggendo le sue parole ho subito pensato che entrambe le relazioni, per motivi diversi, hanno la loro importanza nella sua storia e che sarebbe importante per lei far emergere i bisogni profondi ai quali queste relazione rispondono. Mi spiego meglio. Alla base di ogni relazione c'è un incastro di desideri, aspettative e bisogni che rispecchiamo nell'altro e che l'altro ci aiuta a soddisfare. Sarebbe importante per lei comprendere quale incastro c'è stato sia con uno che con l'altro. Questo probabilmente l'aiuterebbe ad entrare in contatto con se stessa, a scegliere le emozioni che vuole vivere e che la fanno stare bene e di conseguenza anche la persona che vuole al suo fianco.
In entrambe le situazioni, prima di essere coppia, ci sono due identità che si sono incontrate e sarebbe importante capire perché si sono incontrate.
Dott.ssa Arianna Aschelter
comprendo la sua difficoltà e anche la frustrazione di non sapere cosa fare e cosa è meglio per lei. Leggendo le sue parole ho subito pensato che entrambe le relazioni, per motivi diversi, hanno la loro importanza nella sua storia e che sarebbe importante per lei far emergere i bisogni profondi ai quali queste relazione rispondono. Mi spiego meglio. Alla base di ogni relazione c'è un incastro di desideri, aspettative e bisogni che rispecchiamo nell'altro e che l'altro ci aiuta a soddisfare. Sarebbe importante per lei comprendere quale incastro c'è stato sia con uno che con l'altro. Questo probabilmente l'aiuterebbe ad entrare in contatto con se stessa, a scegliere le emozioni che vuole vivere e che la fanno stare bene e di conseguenza anche la persona che vuole al suo fianco.
In entrambe le situazioni, prima di essere coppia, ci sono due identità che si sono incontrate e sarebbe importante capire perché si sono incontrate.
Dott.ssa Arianna Aschelter
Buonasera,
Non ha pensato che potrebbe esserle utile prendere una pausa da entrambi?
Non ha pensato che potrebbe esserle utile prendere una pausa da entrambi?
Gentile, capisco quanto questa situazione la stia facendo sentire bloccata. Quando una relazione importante attraversa un periodo di distanza fisica e di cambiamenti personali, può succedere che emergano dubbi, sensazioni nuove, o legami imprevisti con altre persone. Non è necessariamente un segnale che la sua storia “non vale”, ma che lei sta vivendo un momento di forte trasformazione.
Dalle sue parole emerge un conflitto tra due parti di sé: una parte legata al suo partner, alla stabilità, al modo in cui lui l’ha trattata e alla storia costruita insieme; una parte che all’estero si è sentita più libera, più spontanea, forse più vicina a un’immagine di sé che non aveva ancora potuto esplorare.
Il collega non è “la soluzione”, ma il simbolo di qualcosa che dentro di lei si è mosso: un bisogno di leggerezza, di novità, di sentirsi vista in un modo diverso. È comprensibile che questo la confonda, soprattutto se il suo partner rappresenta invece sicurezza, affetto e continuità.
Il senso di colpa che prova è umano, ma rischia di impedirle di ascoltare davvero cosa sta succedendo dentro di lei. Non si tratta di scegliere “chi è meglio”, ma di capire che cosa desidera lei, quali parti di sé vuole portare nella relazione e quali invece sente di aver messo da parte.
Anche il tempo che ha chiesto al suo partner può essere utile, ma solo se diventa uno spazio per chiarirsi, non per alimentare ulteriormente la confusione. A volte, quando ci si sente divisi, si tende a cercare risposte fuori, mentre il punto centrale è comprendere cosa sta accadendo dentro.
Un percorso psicologico può aiutarla proprio in questo: a distinguere il desiderio dall’impulso, a capire se il legame con il collega rappresenta un bisogno momentaneo o qualcosa di più profondo, a valutare con lucidità cosa può costruire con il suo partner e cosa invece oggi la fa sentire distante.
Non c’è una scelta “giusta” in assoluto, ma c’è una scelta che le permetterà di essere onesta con se stessa e con chi le sta accanto. E questo è il punto da cui può ripartire
Dalle sue parole emerge un conflitto tra due parti di sé: una parte legata al suo partner, alla stabilità, al modo in cui lui l’ha trattata e alla storia costruita insieme; una parte che all’estero si è sentita più libera, più spontanea, forse più vicina a un’immagine di sé che non aveva ancora potuto esplorare.
Il collega non è “la soluzione”, ma il simbolo di qualcosa che dentro di lei si è mosso: un bisogno di leggerezza, di novità, di sentirsi vista in un modo diverso. È comprensibile che questo la confonda, soprattutto se il suo partner rappresenta invece sicurezza, affetto e continuità.
Il senso di colpa che prova è umano, ma rischia di impedirle di ascoltare davvero cosa sta succedendo dentro di lei. Non si tratta di scegliere “chi è meglio”, ma di capire che cosa desidera lei, quali parti di sé vuole portare nella relazione e quali invece sente di aver messo da parte.
Anche il tempo che ha chiesto al suo partner può essere utile, ma solo se diventa uno spazio per chiarirsi, non per alimentare ulteriormente la confusione. A volte, quando ci si sente divisi, si tende a cercare risposte fuori, mentre il punto centrale è comprendere cosa sta accadendo dentro.
Un percorso psicologico può aiutarla proprio in questo: a distinguere il desiderio dall’impulso, a capire se il legame con il collega rappresenta un bisogno momentaneo o qualcosa di più profondo, a valutare con lucidità cosa può costruire con il suo partner e cosa invece oggi la fa sentire distante.
Non c’è una scelta “giusta” in assoluto, ma c’è una scelta che le permetterà di essere onesta con se stessa e con chi le sta accanto. E questo è il punto da cui può ripartire
Buongiorno giovane sconsolata,
credo che le gioverebbe conoscere di più delle cose dell'amore ...
Faccio consulenze online anche con chi vive all'estero da almeno 5 anni, se vuole contattarmi possiamo parlarne.
Un saluto cordiale
dott.ssa Marzia Sellini
credo che le gioverebbe conoscere di più delle cose dell'amore ...
Faccio consulenze online anche con chi vive all'estero da almeno 5 anni, se vuole contattarmi possiamo parlarne.
Un saluto cordiale
dott.ssa Marzia Sellini
Buongiorno. Quello che sta vivendo è un conflitto profondo tra il bisogno di sicurezza e il desiderio di novità e affermazione personale.
L'esperienza all'estero non le ha dato solo un interesse per un collega, ma le ha fatto scoprire una versione di se stessa più indipendente e vitale, che ora fatica a rientrare nei vecchi schemi della convivenza. Il collega rappresenta probabilmente quella libertà e quell'entusiasmo che sente di aver messo da parte.
Il punto non è scegliere tra due uomini, ma capire quale donna vuole essere oggi. Restare per senso di colpa o gratitudine verso il partner rischia di spegnere entrambi. Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a fare chiarezza su ciò che manca davvero nel suo rapporto attuale, permettendole di prendere una decisione basata sui suoi bisogni autentici e non solo sulla paura di sbagliare o di ferire gli altri. Si conceda la possibilità di ascoltarsi senza giudizio. Un caro saluto.
L'esperienza all'estero non le ha dato solo un interesse per un collega, ma le ha fatto scoprire una versione di se stessa più indipendente e vitale, che ora fatica a rientrare nei vecchi schemi della convivenza. Il collega rappresenta probabilmente quella libertà e quell'entusiasmo che sente di aver messo da parte.
Il punto non è scegliere tra due uomini, ma capire quale donna vuole essere oggi. Restare per senso di colpa o gratitudine verso il partner rischia di spegnere entrambi. Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a fare chiarezza su ciò che manca davvero nel suo rapporto attuale, permettendole di prendere una decisione basata sui suoi bisogni autentici e non solo sulla paura di sbagliare o di ferire gli altri. Si conceda la possibilità di ascoltarsi senza giudizio. Un caro saluto.
Buongiorno, la situazione che descrive è molto delicata e comprendo quanto possa sentirsi confusa, in colpa e allo stesso tempo divisa tra emozioni diverse. Quando ci si trova tra due legami, o tra due parti di sé, la sensazione più frequente è proprio quella che lei descrive: immobilità, senso di colpa e paura di fare la scelta sbagliata.
Vorrei partire da un punto importante: quello che le sta succedendo non significa necessariamente che lei sia una persona incoerente o ingrata, come forse teme. Piuttosto sembra che l’esperienza dell’ultimo anno abbia attivato una parte di lei che aveva bisogno di spazio, autonomia e scoperta personale.
Il periodo trascorso negli Stati Uniti non è stato solo un lavoro: è stato un momento di crescita, di nuove amicizie, di indipendenza. In molti casi, quando una persona vive un cambiamento così forte, può iniziare a guardare la propria relazione con occhi diversi. Non perché la relazione fosse necessariamente sbagliata, ma perché lei stessa sta cambiando.
L’incontro con il collega sembra aver funzionato come un “acceleratore emotivo”. Con lui ha sentito connessione immediata, leggerezza, novità. Questo tipo di attrazione è spesso molto intensa proprio perché nasce in un contesto nuovo e carico di stimoli. Tuttavia lei stessa riconosce un elemento importante: non riesce a immaginare con lui una relazione stabile nel lungo periodo.
Dall’altra parte c’è il suo partner, con cui ha costruito una storia di anni, convivenza, progetti e affetto reale. Lei stessa sottolinea che è una delle prime persone che l’ha trattata bene. Questo però crea un conflitto interno: gratitudine e affetto non sono sempre la stessa cosa dell’innamoramento.
Il rischio in questo momento è che lei si senta spinta a scegliere per alleviare il senso di colpa o la pressione degli altri (il partner che chiede di tornare, il collega che chiede di decidere). Ma una decisione presa solo per ridurre la tensione raramente porta chiarezza.
Le propongo una riflessione che spesso aiuta in situazioni simili: provi per un momento a togliere dal quadro entrambi gli uomini e a chiedersi qualcosa su di sé. Come immagina la sua vita nei prossimi anni? Che tipo di relazione desidera davvero in questo momento della sua vita? Si vede in una relazione stabile e progettuale, oppure sente ancora bisogno di esplorare e capire chi è?
Perché a volte il vero conflitto non è tra due persone, ma tra due versioni di sé: la parte che desidera stabilità, sicurezza e continuità, e la parte che vuole libertà, novità e scoperta.
Un altro aspetto importante è il tempo che lei ha chiesto al suo partner. Se quel tempo viene utilizzato mentre si continua a coltivare l’altra relazione, il rischio è che il conflitto si intensifichi e che la fiducia diventi ancora più fragile. Non è una critica, ma una dinamica che spesso aumenta il senso di colpa e la confusione.
In molti casi, quando si è così divisi emotivamente, una pausa reale da entrambe le relazioni può aiutare molto più di una scelta immediata. Una pausa che non sia isolamento, ma uno spazio per capire cosa sente davvero senza dover rispondere alle aspettative di qualcuno.
Un ultimo punto che mi sembra importante: lei teme molto di pentirsi. Ma le scelte affettive raramente offrono garanzie assolute. L’obiettivo non è trovare la decisione perfetta, bensì una decisione coerente con ciò che sente di essere oggi, non con ciò che pensa di dover essere.
A volte la vera domanda non è “chi scegliere”, ma “chi sto diventando e quale relazione è compatibile con questa nuova versione di me”.
Cordiali saluti
Vorrei partire da un punto importante: quello che le sta succedendo non significa necessariamente che lei sia una persona incoerente o ingrata, come forse teme. Piuttosto sembra che l’esperienza dell’ultimo anno abbia attivato una parte di lei che aveva bisogno di spazio, autonomia e scoperta personale.
Il periodo trascorso negli Stati Uniti non è stato solo un lavoro: è stato un momento di crescita, di nuove amicizie, di indipendenza. In molti casi, quando una persona vive un cambiamento così forte, può iniziare a guardare la propria relazione con occhi diversi. Non perché la relazione fosse necessariamente sbagliata, ma perché lei stessa sta cambiando.
L’incontro con il collega sembra aver funzionato come un “acceleratore emotivo”. Con lui ha sentito connessione immediata, leggerezza, novità. Questo tipo di attrazione è spesso molto intensa proprio perché nasce in un contesto nuovo e carico di stimoli. Tuttavia lei stessa riconosce un elemento importante: non riesce a immaginare con lui una relazione stabile nel lungo periodo.
Dall’altra parte c’è il suo partner, con cui ha costruito una storia di anni, convivenza, progetti e affetto reale. Lei stessa sottolinea che è una delle prime persone che l’ha trattata bene. Questo però crea un conflitto interno: gratitudine e affetto non sono sempre la stessa cosa dell’innamoramento.
Il rischio in questo momento è che lei si senta spinta a scegliere per alleviare il senso di colpa o la pressione degli altri (il partner che chiede di tornare, il collega che chiede di decidere). Ma una decisione presa solo per ridurre la tensione raramente porta chiarezza.
Le propongo una riflessione che spesso aiuta in situazioni simili: provi per un momento a togliere dal quadro entrambi gli uomini e a chiedersi qualcosa su di sé. Come immagina la sua vita nei prossimi anni? Che tipo di relazione desidera davvero in questo momento della sua vita? Si vede in una relazione stabile e progettuale, oppure sente ancora bisogno di esplorare e capire chi è?
Perché a volte il vero conflitto non è tra due persone, ma tra due versioni di sé: la parte che desidera stabilità, sicurezza e continuità, e la parte che vuole libertà, novità e scoperta.
Un altro aspetto importante è il tempo che lei ha chiesto al suo partner. Se quel tempo viene utilizzato mentre si continua a coltivare l’altra relazione, il rischio è che il conflitto si intensifichi e che la fiducia diventi ancora più fragile. Non è una critica, ma una dinamica che spesso aumenta il senso di colpa e la confusione.
In molti casi, quando si è così divisi emotivamente, una pausa reale da entrambe le relazioni può aiutare molto più di una scelta immediata. Una pausa che non sia isolamento, ma uno spazio per capire cosa sente davvero senza dover rispondere alle aspettative di qualcuno.
Un ultimo punto che mi sembra importante: lei teme molto di pentirsi. Ma le scelte affettive raramente offrono garanzie assolute. L’obiettivo non è trovare la decisione perfetta, bensì una decisione coerente con ciò che sente di essere oggi, non con ciò che pensa di dover essere.
A volte la vera domanda non è “chi scegliere”, ma “chi sto diventando e quale relazione è compatibile con questa nuova versione di me”.
Cordiali saluti
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