Sono sempre nervosa. Non ho dialogo con nessuno ma solo con la mia famiglia (rivolgendomi a loro s
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risposte
Sono sempre nervosa.
Non ho dialogo con nessuno ma solo con la mia famiglia (rivolgendomi a loro sempre urlando) e con il mio fidanzato.
Mi sento una bipolare perché cambio umore velocemente.
A volte capita di sentirmi il nulla.
Ci sono giorni in cui vorrei trovare un modo indolore per uccidermi poi ci ripenso (grazie al mio fidanzato che mi da tanta forza interiore).
Non ho una famiglia compatta e unita.
Da quando sono nata ho portato solo disgrazie; mi capita di sentirmi in colpa per tante e tante cose.
Non ho dialogo con nessuno ma solo con la mia famiglia (rivolgendomi a loro sempre urlando) e con il mio fidanzato.
Mi sento una bipolare perché cambio umore velocemente.
A volte capita di sentirmi il nulla.
Ci sono giorni in cui vorrei trovare un modo indolore per uccidermi poi ci ripenso (grazie al mio fidanzato che mi da tanta forza interiore).
Non ho una famiglia compatta e unita.
Da quando sono nata ho portato solo disgrazie; mi capita di sentirmi in colpa per tante e tante cose.
Sentirsi una persona che porta disgrazie è molto triste e pesante, è come portare una cappa nera che rende tutto molto difficile e senza speranza.
Provare un forte senso di colpa, non significa affatto essere colpevoli di qualcosa, sono complessi i meccanismi della mente e le deformazioni che le emozioni possono produrre.
Quando il senso di frustrazione, di insofferenza e angoscia diventano molto intensi , è difficile uscire da questo meccanismo da soli o con il solo l'aiuto del fidanzato, per quanto ben disposto.
E' invece importate dare senso e valore a questa crisi e rivolgersi ad uno psicoterapeuta che l'aiuterà a dare valore e senso alla sua sofferenza di oggi.
Provare un forte senso di colpa, non significa affatto essere colpevoli di qualcosa, sono complessi i meccanismi della mente e le deformazioni che le emozioni possono produrre.
Quando il senso di frustrazione, di insofferenza e angoscia diventano molto intensi , è difficile uscire da questo meccanismo da soli o con il solo l'aiuto del fidanzato, per quanto ben disposto.
E' invece importate dare senso e valore a questa crisi e rivolgersi ad uno psicoterapeuta che l'aiuterà a dare valore e senso alla sua sofferenza di oggi.
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Buongiorno. La sua modalità di relazione è sicuramente fonte di stress, fonte di svalutazione del se', quasi ad odiarsi. È possibile che tutto ciò abbia una pluralità di fattori scatenanti e che sia complesso iniziare la cura dal verso giusto. Difficile darle un consiglio buono per tutto ciò che traspare del suo vissuto. Provi a rivolgersi ad un terapeuta, forse sarebbe utile un consulto anche medico psichiatrico, ai fini di utilizzare al meglio tutte le sue risorse. Ricordi che la consapevolezza è sempre un punto a favore nell'approcciarsi alla PROPRIA interiorita'
Buonasera. Lei non ha portato disgrazie fin da quando è nata. Forse piuttosto non è stata amata come avrebbe dovuto, forse i suoi genitori non sono stati amorevoli con lei, e forse non è cresciuta in un contesto sereno. Faccia tesoro del supporto che ha dal suo fidanzato, e inizi un percorso psicoterapeutico (magari successivo ad una valutazione psichiatrica) in modo da poter stare bene: sembra impossibile ma non è così. In ogni caso noi ci siamo. Un caro saluto.
Salve, non ci racconta molto su di lei e da quando ha iniziato a pensare che tutto ciò che succede è causa sua e che può arrecare a sè stessa ed agli altri delle cose negative. Lei già si è fatta una diagnosi, disturbo bipolare, forse sarebbe bene che lei si recasse a fare una visita psichiatrica per avere una conferma della sua supposizione. Inoltre potrebbe iniziare un percorso psicologico e cercare di lavorare sulla sua rabbia che è un sintomo e cercare con l'aiuto della psicoterapeuta capire qual'è la causa dei suoi disturbi, la saluto cordialmente, dott.Eugenia Cardilli.
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Salve. nella sua lettera ci da poche informazioni sulla sua età, contesto sociale, attività lavorativa. in realtà sembra non essere specificamente contenuta una esplicita richiesta di aiuto. Tuttavia il suo "sfogo" contiene lo stesso preziose informazioni su di sè. il suo meccanismo di autosvalutazione, assieme ad una "fluttuazione" del suo umore sembra sottrarle energie preziose e non le fa apprezzare gli aspetti positivi della sua vita.
le suggerisco, come del resto hanno fatto alcuni dei miei colleghi, di rivolgersi ad uno psicoterapeuta. ne trarrà certamente sollievo. Cordiali Saluti.Dottor Emanuele Grilli
le suggerisco, come del resto hanno fatto alcuni dei miei colleghi, di rivolgersi ad uno psicoterapeuta. ne trarrà certamente sollievo. Cordiali Saluti.Dottor Emanuele Grilli
Buongiorno, mi sembra che nell'inviare questa domanda al portale lei stia mandando un SOS e pertanto stia già realizzando che ha bisogno di essere aiutata. Questo mi sembra un passo molto importante: chiedere in qualche modo aiuto è l'inizio della possibilità di prendersi cura di sé e del proprio malessere per stare meglio, perché meglio si può stare! Penso anche io, come i miei colleghi che le hanno risposto in precedenza, che sarebbe opportuno un consulto psichiatrico per avere un eventuale supporto farmaceutico che la sostenga anche nel corpo in questo momento difficile e contemporaneamente intraprendere un percorso psicoterapeutico per superare le cause del suo sentirsi nulla, del suo senso di colpa, del suo nervosismo e del suo umore altalenante e per poter arrivare ad avere una relazione con sé e con gli altri più piena e sodisfacente. La saluto cordialmente.
Salve signora le etichette non ci piacciono, né tantomeno dovrebbero piacere a lei. Ciò che noto dal suo racconto é che l'instabilità del suo umore le genera un forte disagio. Lei stessa identifica delle difficoltà presenti nel suo nucleo familiare. È chiaro che ritagliando uno spazio per sé in un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla. Si coglie il dolore che prova leggendo quanto scrive, il senso di vuoto, il senso di colpa.. A volte una figura significativa a lei vicina può esserle di sostegno, ma credo che un aiuto professionale le permetta di fronteggiare le situazioni identificando le strategie di trattamento più adeguate
Posso solo aggiungere a quanto le hanno già suggerito e indicato, che la sua instabilità familiare e i legami che in essa ha sperimentato hanno un effetto sul suo senso di sicurezza, nonché sulla stabilità dell'umore. Il disturbo bipolare è in realtà un disturbo molto specifico, diagnosticabile tramite test e non solo correlato all'andamento umorale. Sicuramente lei sperimenta momenti di tristezza, di cui si deve prendere cura, anche tenendo conto che ha fatto spazio dentro di sé a una relazione di amore positiva, che la supporta, e questo dimostra la presenza di risorse e di possibile amore per se stessa. La convinzione negativa di essere portatrice di disgrazie è un modo di pensare a se stessa che può alleggerire o cambiare. Non può aver colpa di nulla, soprattutto un bambino piccolo non porta colpe solo per nascita.
Cordialmente
Mara Gallo
Cordialmente
Mara Gallo
Salve, sono poche le informazioni che da. Più che una domanda o un consiglio questa è una ricerca di aiuto concreto. Allora lo chieda, perchè i sintomi di cui parli sono dolorosi e non permettono una vita serena. Contatti uno psicoterapeuta ed in sua compagnia si permetta di aiutarsi.
Buonasera, purtroppo ci da poche informazioni per aiutarla. Ma mi auguro che cerchi un aiuto concreto affinche' il suo "grido di aiuto" non resti solo su questo portale. Un caro saluto
Carissima,
Dalle Sue parole sento un mix di rabbia, dolore, senso di impotenza e di colpa. Sento anche, però, una forte spinta verso la vita e una grande voglia di cambiamento. Queste ultime sono le Sue risorse in questo momento difficile, le tenga sempre a mente anche quando le capita di sentirsi “persa” e raggiunge il picco dello sconforto.
Non si faccia autodiagnosi, in questo momento non le occorre un’ennesima etichetta da attaccarsi addosso, non si attribuisca colpe e responsabilità che non le competono. Quello che Le occorre è un professionista che la ascolti, la comprenda e la aiuti a rimettere pace e armonia nelle sue emozioni e nelle sue relazioni.
Le consiglio vivamente di rivolgersi ad uno psicoterapeuta della Sua zona, al più presto!
In bocca al lupo!
GF
Dalle Sue parole sento un mix di rabbia, dolore, senso di impotenza e di colpa. Sento anche, però, una forte spinta verso la vita e una grande voglia di cambiamento. Queste ultime sono le Sue risorse in questo momento difficile, le tenga sempre a mente anche quando le capita di sentirsi “persa” e raggiunge il picco dello sconforto.
Non si faccia autodiagnosi, in questo momento non le occorre un’ennesima etichetta da attaccarsi addosso, non si attribuisca colpe e responsabilità che non le competono. Quello che Le occorre è un professionista che la ascolti, la comprenda e la aiuti a rimettere pace e armonia nelle sue emozioni e nelle sue relazioni.
Le consiglio vivamente di rivolgersi ad uno psicoterapeuta della Sua zona, al più presto!
In bocca al lupo!
GF
Buongiorno, dal suo scritto emergono dolore e rabbia. Si vedono pero' anche valide risorse come una buona consapevolezza del proprio malessere e un fidanzato che la ama e allora parta da qui. Provi a contattare uno psicoterapeuta per un approfondimento potrebbe esserle molto utile lavorare su di se e sulle relazioni
Si sottoponga a esami psicometrici e a seconda della diagnosi emergente potrà valutare se le siano più utili degli incontri psicologici individuali o familiari.
Gentile signora,
si avverte dalle sue parole il profondo sentimento di solitudine
e di sofferenza soggettiva che sta vivendo ora; d'altronde riesce a chiedere aiuto almeno al suo fidanzato che è certamente una risorsa ed un sostegno emotivo. Tuttavia non è più sufficiente il solo sostegno del suo compagno. Fissi alcuni incontri di consultazione psicologica con una psicoterapeuta e valuti assieme a lei quale possa essere il percorso che la aiuti ad affrontare le sue preoccupazioni di vita.
Un caro saluto, dottoressa Margherita Maggioni.
si avverte dalle sue parole il profondo sentimento di solitudine
e di sofferenza soggettiva che sta vivendo ora; d'altronde riesce a chiedere aiuto almeno al suo fidanzato che è certamente una risorsa ed un sostegno emotivo. Tuttavia non è più sufficiente il solo sostegno del suo compagno. Fissi alcuni incontri di consultazione psicologica con una psicoterapeuta e valuti assieme a lei quale possa essere il percorso che la aiuti ad affrontare le sue preoccupazioni di vita.
Un caro saluto, dottoressa Margherita Maggioni.
Salve, al di là dei nomi con cui cerca di definirsi, e che non è detto che siano corretti, quello che arriva dal suo messaggio è la consapevolezza di star male. Cerchi un aiuto, senza troppa paura.
In bocca al lupo
Marta Calderaro
In bocca al lupo
Marta Calderaro
Buongiorno, provi a rivolgersi ad uno psicoterapeuta, vedrà che l'aiuterà a comprendere bene la sua situazione e a comprendere meglio se stessa.
Ottime cose, Andrea De Simone
Ottime cose, Andrea De Simone
Lensuggereindi cominciare un percorso Per poterla accompagnare nel vivere meglio la sua vita
Buongiorno. Da quello che lei scrive, ho la sensazione che il suo. Stato d animo sia pervaso da tristezza.
Probabilmente la scarsità delle relazioni sociali e la sua modalità litigiosa possono essere indice di una deflessione del tono dell'umore. Un colloquio di psicoterapia potrebbe aiutarla a comprendere come mai ha queste modalità relazionali poco serene e cosa faeee per risolvere queste problematiche
Probabilmente la scarsità delle relazioni sociali e la sua modalità litigiosa possono essere indice di una deflessione del tono dell'umore. Un colloquio di psicoterapia potrebbe aiutarla a comprendere come mai ha queste modalità relazionali poco serene e cosa faeee per risolvere queste problematiche
Salve, da ciò che scrive emerge un forte disagio e dolore ma anche aver fatto un auto diagnosi che certamente non aiuta. Chieda consiglio ad uno psicoterapeuta che potrà aiutarla a rivedere queste idee e affrontare con più serenità le sue relazioni cercando strategie . Cordiali saluti Dott. Clorinda Cantarini
Salve, un percorso terapeutico è la strada che dovrebbe intraprendere. Il mio consiglio è di non auto-etichettarsi in una categoria.
Saluti
Saluti
Buongiorno, credo che sia importanti confrontarsi su questi temi con uno specialista; a volte il nostro vissuto su quello che stiamo vivendo non ci permette di cogliere altri aspetti ugualmente significativi; è bene che una sofferenza così forte venga accolta ed affrontata.
Salve, da quello che scrive sembra consapevole del disagio che sta vivendo.
Chieda aiuto ad uno psicoterapeuta ed inizi un percorso di psicoterapia per essere accompagnata e supportata a gestire il suo malessere.
Un saluto
Chieda aiuto ad uno psicoterapeuta ed inizi un percorso di psicoterapia per essere accompagnata e supportata a gestire il suo malessere.
Un saluto
Salve Signorina, sentirsi potatrice di disgrazie dalle persone che ci hanno messo al mondo, probabile faccia sentire vuoti. E un pò come cercare acqua nel deserto. se è vero che di relazioni ci si ammala è anche vero che di relazioni si guarisce. Quanto è importante per lei trovare qualcuno che l'accetti così com'è?
Salve, dalla sua lettera si evince chiaramente una rabbia notevole, rivolta essenzialmente verso se stessa, che fa risalire tanto ad una "autodiagnosi di bipolarismo" quanto ad un "potere di portasfortuna"; da questo mix fatale sembra non esserci via d'uscita. NON E' COSI'.
Cara amica si rivolga con fiducia ad un bravo psicoterapeuta, le insegnerà a rivedere sè stessa con uno sguardo più attendibile, inoltre le insegnerà a fare leva sui suoi punti di forza, che sono certa ne ha; costruirà in tal modo un'impalcatura alla sua personalità più forte, ciò la proietterà verso un futuro più gioioso e soddisfacente. Auguri.
Cara amica si rivolga con fiducia ad un bravo psicoterapeuta, le insegnerà a rivedere sè stessa con uno sguardo più attendibile, inoltre le insegnerà a fare leva sui suoi punti di forza, che sono certa ne ha; costruirà in tal modo un'impalcatura alla sua personalità più forte, ciò la proietterà verso un futuro più gioioso e soddisfacente. Auguri.
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Dalle sue parole posso intendere che è vivo il suo dolore per sentirsi non importante, non riconosciuta. Fortunatamente ha trovato un compagno, così deduco dalle sue parole, che la aiuta a non sentirsi così giù di morale. Il senso di colpa che prova e la mancanza di dialogo probabilmente l'hanno portata a scrivere su questo portale, per cui non si fermi ma cerchi un'aiuto da uno psicoterapeuta e, se necessario, anche una consulenza da uno psichiatra. La saluto
Gentile utente, mi dispiace per la difficoltà che sta attraversando.
Il suo fidanzato indubbiamente la sta aiutando, tuttavia le suggerisco di rivolgersi ad un professionista. L'aver pensato a dei modi per togliersi la vita è un campanello da non sottovalutare. Penserà sempre al suo fidanzato ogni volta che si sentirà male?
Lei si dipinge in modo del tutto negativo, ma tutti abbiamo delle risorse, bisogna solo farle emergere!
resto a disposizione
saluti
dott.ssa Diana
Il suo fidanzato indubbiamente la sta aiutando, tuttavia le suggerisco di rivolgersi ad un professionista. L'aver pensato a dei modi per togliersi la vita è un campanello da non sottovalutare. Penserà sempre al suo fidanzato ogni volta che si sentirà male?
Lei si dipinge in modo del tutto negativo, ma tutti abbiamo delle risorse, bisogna solo farle emergere!
resto a disposizione
saluti
dott.ssa Diana
Buonasera, mi rendo conto che ciascuno di noi ha una storia di vita difficilmente riassumibile in poche righe, e poichè ci sono troppi elementi mancanti non so se una risposta approssimativa Le possa essere utile in questo momento. Comunque Le consiglierei di darsi la possibilità di iniziare, eventualmente , un percorso di psicoterapia che possa aiutarLa a comprendere le radici di questi suoi disturbi. Credo che come ogni emozione, anche il suo timore va compreso e trasformato più che fenato o allontanato. Un caro saluto, D.ssa Cristina Sinno
Salve , essendoci pensieri suicidari che lei chieda aiuto ad uno psicoterapeuta è estremamente urgente.
Gli elementi che ha riportato possono essere un buon punto di partenza per trovare nuovamente se stessa e la sua serenità .
Gli elementi che ha riportato possono essere un buon punto di partenza per trovare nuovamente se stessa e la sua serenità .
Salve dalle sue parole emerge dolore ma anche consapevolezza del proprio malessere. Nonostante sia consapevole delle sue difficoltà ed abbia accanto una persona che la sostiene e le da forza questo non basta, anche perchè sono presenti pensieri suicidi. Le consiglio di contattare uno psicoterapeuta per iniziare n percorso che l' aiuti a comprendere l' origine delle se difficoltà e raggiungere cosi una condizione di maggiore serenità. Cordiali Saluti, dott.ssa Francesca Gruosso.
Gentile signora,
dal suo racconto emerge stanchezza, ma anche consapevolezza del disagio che prova.
Si identifica inoltre come 'bipolare", immagino in risposta al desiderio di avere una comprensione maggiore di quanto vive e di dargli un nome; l'aderenza ad una categoria psichiatrica però non le può fornire questo e anzi rischia di appiattire una sofferenza fortemente soggettiva che potrà esplorare solo addentrandosi nelle pagine della sua storia personale.
Un percorso psicologico, soprattutto se in integrazione ad un trattamento farmacologico, consente di esplorare le dinamiche relazionali della propria storia passata e, nel qui ed ora, anche di stabilizzare il tono dell'umore - qualora ce ne sia la necessità.
Le auguro di prendersi cura di questa sofferenza e di mettersi in ascolto della sua storia: la sua serenità merita tutto il suo impegno.
Resto disponibile per qualsiasi ulteriore domanda o chiarimento, nel frattempo le mando un forte in bocca al lupo!
dal suo racconto emerge stanchezza, ma anche consapevolezza del disagio che prova.
Si identifica inoltre come 'bipolare", immagino in risposta al desiderio di avere una comprensione maggiore di quanto vive e di dargli un nome; l'aderenza ad una categoria psichiatrica però non le può fornire questo e anzi rischia di appiattire una sofferenza fortemente soggettiva che potrà esplorare solo addentrandosi nelle pagine della sua storia personale.
Un percorso psicologico, soprattutto se in integrazione ad un trattamento farmacologico, consente di esplorare le dinamiche relazionali della propria storia passata e, nel qui ed ora, anche di stabilizzare il tono dell'umore - qualora ce ne sia la necessità.
Le auguro di prendersi cura di questa sofferenza e di mettersi in ascolto della sua storia: la sua serenità merita tutto il suo impegno.
Resto disponibile per qualsiasi ulteriore domanda o chiarimento, nel frattempo le mando un forte in bocca al lupo!
La tua famiglia e il tuo fidanzato sembrano gli unici testimoni di come tu ti senti. Non è chiaro se il tuo nervosismo però abbia a che vedere col resto del mondo, purtroppo non abbiamo queste informazioni sulla tua vita al di fuori di quello che ci hai scritto. Potrebbe però essere utile, nonchè una chiave di lettura più idonea a capire il tuo vissuto, sapere anche di quello che ti capita o ti è capitato.
Chiedere aiuto ad uno psicologo potrebbe aiutarti, ad esempio quello che racconti nel messaggio mi fa pensare che nello specifico un percorso di gruppo potrebbe andare ancora meglio nello sperimentarti allo stesso tempo con gli altri, e farlo in un luogo e un tempo dedicati.
Chiedere aiuto ad uno psicologo potrebbe aiutarti, ad esempio quello che racconti nel messaggio mi fa pensare che nello specifico un percorso di gruppo potrebbe andare ancora meglio nello sperimentarti allo stesso tempo con gli altri, e farlo in un luogo e un tempo dedicati.
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza dalla quale riesco a sentire la sua difficoltà a relazionarsi e come il suo umore impatti con la sua vita in questo senso. Le consiglio di rivolgersi ad un terapeuta per provare ad acquisire maggiore consapevolezza rispetto alle sue emozioni e trovare uno spazio e un tempo dedicato, in cui possa prendersi cura di sè. resto a disposizione, dott.ssa amelia capezio
Buon pomeriggio.
Seppur questo nervosismo e i pensieri negativi la assalgono, si comprende chiaramente che ha delle risorse ancora attive che la conducono a chiedere aiuto e ad individuare un modo per poter stare meglio.
In questo momento credo sia utile per lei intraprendere un percorso di sostegno psicologico, che potrebbe scegliere di fare sia privatamente sia rivolgendosi ai contesti pubblici come consultori o asl di appartenenza. Deve solo comprendere quale è al caso suo.
Con l'aiuto di uno specialista, unitamente al suo fidanzato, può gestire meglio i suoi vissuti rabbiosi, trovare delle risposte alle sue domande e dare un senso diverso alle sue credenze (come quella di essere responsabile della sofferenza altrui).
Ci sono momenti bui ma sicuramente anche quelli meno oscuri, si lasci trascinare dai secondi e provi ad intraprendere un percorso.
Seppur questo nervosismo e i pensieri negativi la assalgono, si comprende chiaramente che ha delle risorse ancora attive che la conducono a chiedere aiuto e ad individuare un modo per poter stare meglio.
In questo momento credo sia utile per lei intraprendere un percorso di sostegno psicologico, che potrebbe scegliere di fare sia privatamente sia rivolgendosi ai contesti pubblici come consultori o asl di appartenenza. Deve solo comprendere quale è al caso suo.
Con l'aiuto di uno specialista, unitamente al suo fidanzato, può gestire meglio i suoi vissuti rabbiosi, trovare delle risposte alle sue domande e dare un senso diverso alle sue credenze (come quella di essere responsabile della sofferenza altrui).
Ci sono momenti bui ma sicuramente anche quelli meno oscuri, si lasci trascinare dai secondi e provi ad intraprendere un percorso.
Salve dia una svolta alla sua vita mediante un percorso di psicoterapia.Potrebbe trovare molto beneficio in questo processo di crescita, saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Buongiorno, da quanto leggo percepisco che ha una grande sofferenza dentro di sè che le impedisce di avere consapevolezza del suo valore. Ognuno di noi attraverso la propria storia costruisce la sua identità. Nel suo percorso probabilmente non ha sentito di ricevere il contenimento ed il supporto necessario a costruire un amore incondizionato verso se stessa e per questo mi viene da pensare che ha quest'immagine di sè estremamente negativa in cui si riconosce addirittura essere portatrice di disgrazie. Al di là di ciò che le sue esperienze familiari e relazionali siano state fino ad oggi ha la possibilità di lavorare su se stessa con un percorso di psicoterapia con cui ripulire la sua immagine e scoprire le sue risorse ed i suoi aspetti positivi.
Grazie per aver condiviso le sue emozioni profonde. So che sta attraversando un momento difficile e voglio dirle che non è la sola. Cambiare umore non significa essere bipolare, ma spesso è legato al periodo che stai attraversando, potrei definirli sbalzi repentini di umore.
Probabilmente si lascia condizionare dalle persone del suo nucleo familiare, non sentendosi all'altezza delle situazioni che affronta e dando un'idea di sé differente da quello che in realtà lei è. Se ha bisogno di supporto o di iniziare un percorso, non esiti a chiedere.
Probabilmente si lascia condizionare dalle persone del suo nucleo familiare, non sentendosi all'altezza delle situazioni che affronta e dando un'idea di sé differente da quello che in realtà lei è. Se ha bisogno di supporto o di iniziare un percorso, non esiti a chiedere.
Salve paziente anonima nervosa! La chiamo così perché sembra che nella sua presentazione ci sia abbastanza consapevolezza di ciò che sente e di cosa non vorrebbe sentire più. Avere una famiglia intorno, sebbene lei gli parla urlando, ed un fidanzato che la sostiene non è poco e soprattutto le può far comprendere che non è solo "nervosa". La amano le sono accanto e questo è un buon punto dipartenza per incominciare a prendersi cura di sé e di quegli aspetti che attendono di uscire, di essere visti e accolti. Potrebbe sorprendersi di come non sia lei a generare disgrazie!
Si rivolga ai servizi territoriali, lasciando che sia uno specialista a fare una diagnosi e, se del caso, le prescriva una terapia, intraprendendo contestualmente un percorso psicoterapico! Saluti
Si rivolga ai servizi territoriali, lasciando che sia uno specialista a fare una diagnosi e, se del caso, le prescriva una terapia, intraprendendo contestualmente un percorso psicoterapico! Saluti
Gentile utente, innanzitutto la ringrazio per quanto ha condiviso. Certo questo momento che sta vivendo deve essere davvero faticoso da affrontare! Lo so che probabilmente non sarà facile attualmente, ma provi a soffermarsi sulla bellezza di avere persone accanto a lei, come il suo fidanzato, che le vogliono bene e che glielo dimostrano ogni giorno! Provi a pensare a tutto ciò che di bello ha...Nessuna vita porta solo disgrazie! Si dia la possibilità di riflettere su questo e, se ne sente il bisogno, chieda aiuto, chieda di essere ascoltata, accolta nel suo dolore. Si riservi un posto per pensare al suo dolore, per starci insieme, per attraversarlo. Vedrà che le sarà di grande aiuto. Coraggio!
Per qualsiasi dubbio e/o chiarimento in merito resto a sua completa disposizione.
Le auguro di stare bene!
Dott.ssa Daniela Ammendola
Per qualsiasi dubbio e/o chiarimento in merito resto a sua completa disposizione.
Le auguro di stare bene!
Dott.ssa Daniela Ammendola
Gentilissima, grazie per la sua condivisione. Mi dispiace molto per ciò che sta vivendo. Le consiglierei di intraprendere un percorso con un professionista, al fine di comprendere e gestire al meglio le sue difficoltà, ne troverà giovamento.
Cordiali saluti Dott.ssa Di Gennaro Laura
Cordiali saluti Dott.ssa Di Gennaro Laura
Gentile Utente,
la vita, con i suoi ritmi e le sue complessità, talvolta ci conduce a momenti in cui sentiamo il bisogno di fermarci e riflettere su ciò che stiamo vivendo. Un percorso di psicoterapia può rappresentare un’opportunità unica per esplorare queste sensazioni, comprendere meglio le dinamiche che ci accompagnano e aprire nuove strade verso il benessere.
La psicoterapia non è solo una risposta a un disagio, ma uno spazio prezioso di ascolto e dialogo, dove ogni pensiero, emozione e vissuto trovano accoglienza senza giudizio. È un’occasione per riscoprire la propria voce interiore, per decifrare i segnali del proprio corpo e della propria mente, e per orientarsi verso una maggiore armonia con sé stessi e con il mondo circostante.
Affidarsi a un professionista significa concedersi il tempo e la cura che meritano le questioni più intime e profonde. Ogni percorso è unico e costruito su misura, rispettando i suoi tempi, le sue necessità e i suoi desideri.
Le suggerisco di considerare questa possibilità come un dono che si concede, un passo verso un’autentica consapevolezza di sé, capace di arricchire ogni aspetto della sua vita. Qualunque sia il suo punto di partenza, un dialogo aperto e professionale potrà accompagnarla verso una nuova visione, fatta di forza, serenità e nuove prospettive.
Resto a sua completa disposizione per ulteriori chiarimenti o per aiutarla a intraprendere questo percorso. Sia fiduciosa: ogni viaggio inizia con un piccolo, ma significativo, passo.
Cordiali saluti
Dottor Mauro Vargiu
la vita, con i suoi ritmi e le sue complessità, talvolta ci conduce a momenti in cui sentiamo il bisogno di fermarci e riflettere su ciò che stiamo vivendo. Un percorso di psicoterapia può rappresentare un’opportunità unica per esplorare queste sensazioni, comprendere meglio le dinamiche che ci accompagnano e aprire nuove strade verso il benessere.
La psicoterapia non è solo una risposta a un disagio, ma uno spazio prezioso di ascolto e dialogo, dove ogni pensiero, emozione e vissuto trovano accoglienza senza giudizio. È un’occasione per riscoprire la propria voce interiore, per decifrare i segnali del proprio corpo e della propria mente, e per orientarsi verso una maggiore armonia con sé stessi e con il mondo circostante.
Affidarsi a un professionista significa concedersi il tempo e la cura che meritano le questioni più intime e profonde. Ogni percorso è unico e costruito su misura, rispettando i suoi tempi, le sue necessità e i suoi desideri.
Le suggerisco di considerare questa possibilità come un dono che si concede, un passo verso un’autentica consapevolezza di sé, capace di arricchire ogni aspetto della sua vita. Qualunque sia il suo punto di partenza, un dialogo aperto e professionale potrà accompagnarla verso una nuova visione, fatta di forza, serenità e nuove prospettive.
Resto a sua completa disposizione per ulteriori chiarimenti o per aiutarla a intraprendere questo percorso. Sia fiduciosa: ogni viaggio inizia con un piccolo, ma significativo, passo.
Cordiali saluti
Dottor Mauro Vargiu
Gentile utente le consiglio di effettuare una visita psichiatrica per risolvere con un trattamento farmacologico questo suo stato depressivo.
Buongiorno, mi dispiace molto che lei provi queste sensazioni. Se questi pensieri persistono e interferisco il suo normale svolgimento della vita, le consiglio di rivolgersi ad uno specialista che la posso aiutare in modo concreto. buona giornata
Comprendo la sua sofferenza, avere la sensazione di non sentirsi compresi e accolti dal proprio nucleo familiare alla lunga può diventare insostenibile. Sarebbe davvero importante poter lavorare su questo sentimento di nervosismo/rabbia, comprendere e dare spazio a questi vissuti di sofferenza forte. Il senso di colpa può nascondere tanto altro e sarebbe utile esplorare questo in uno spazio protetto e senza giudizio, quale lo spazio di terapia.
La invito a poterci lavorare, sulla propria parte più viscerale e profonda, al fine di comprendere questi vissuti ed emozioni, ed ottenere una qualità di vita migliore.
Resto a disposizione per il futuro, un abbraccio.
Dott.ssa Maria De Masis
La invito a poterci lavorare, sulla propria parte più viscerale e profonda, al fine di comprendere questi vissuti ed emozioni, ed ottenere una qualità di vita migliore.
Resto a disposizione per il futuro, un abbraccio.
Dott.ssa Maria De Masis
Cara paziente
la tua sofferenza si percepisce bene dalle tue parole..
Mi dispiace che tu, nei momenti di difficoltà abbia dei pensieri tanto angoscianti, ma come da sola riesci a notare, ci sono persone supporti e nella tua vita e questo non è poco.
Sicuramente una situazione familiare instabile o compromessa può avere un certo peso, ma trovo difficile pensare che qualcuno possa portare solo disgrazie.. è possibile che tu senta molte più colpe di quante effettivamente ne abbia.. o ingabbiata in esse.
Potresti chiedere aiuto ad uno specialista, che sicuramente potrebbe aiutarti a vedere le cose sotto una prospettiva diversa. Un abbraccio
la tua sofferenza si percepisce bene dalle tue parole..
Mi dispiace che tu, nei momenti di difficoltà abbia dei pensieri tanto angoscianti, ma come da sola riesci a notare, ci sono persone supporti e nella tua vita e questo non è poco.
Sicuramente una situazione familiare instabile o compromessa può avere un certo peso, ma trovo difficile pensare che qualcuno possa portare solo disgrazie.. è possibile che tu senta molte più colpe di quante effettivamente ne abbia.. o ingabbiata in esse.
Potresti chiedere aiuto ad uno specialista, che sicuramente potrebbe aiutarti a vedere le cose sotto una prospettiva diversa. Un abbraccio
Dalle tue parole sento molta rabbia e tristezza.
Sono emozioni di forte intensità che non sai ancora gestire.
Quando parli del tuo desiderio di morte ne comprendo perfettamente la tua sofferenza. Però sai bene che i problemi non si risolvono uccidendosi.
Credo tu sia una persona intelligente. Dunque lasciati aiutare da un professionista del settore.
Saluti
Dott.ssa CANTONE STEFANIA
Sono emozioni di forte intensità che non sai ancora gestire.
Quando parli del tuo desiderio di morte ne comprendo perfettamente la tua sofferenza. Però sai bene che i problemi non si risolvono uccidendosi.
Credo tu sia una persona intelligente. Dunque lasciati aiutare da un professionista del settore.
Saluti
Dott.ssa CANTONE STEFANIA
Buongiorno e grazie per aver trovato il coraggio di scrivere. Quello che racconti parla di un dolore profondo, che sembra accompagnarti da molto tempo, e che oggi si esprime con nervosismo, umore altalenante, senso di colpa e momenti in cui tutto sembra perdere di significato. Il fatto che tu senta il bisogno di urlare, che non riesca a comunicare in modo sereno con chi ti sta intorno, non significa che tu sia “sbagliata” o “bipolare”, ma che stai probabilmente vivendo una grande fatica interna, che ha bisogno di essere vista, ascoltata e accolta. Non sei sola, anche se può sembrarlo. E soprattutto: non sei il nulla, come ti capita di pensare. Le emozioni che descrivi sono il segnale che c’è una parte viva dentro di te, che forse si sente ferita, trascurata o incompresa, ma che sta ancora cercando un modo per farsi sentire. Il legame con il tuo fidanzato sembra essere un punto di forza, una risorsa preziosa che ti dà un motivo per restare. È importante riconoscerlo. Ma è altrettanto importante che tu possa avere anche uno spazio tutto tuo, protetto e non giudicante, dove poter dare un senso a ciò che provi, alla tua storia, alle ferite che ti porti dentro. Spesso, quando cresciamo in famiglie che non riescono a sostenerci emotivamente, impariamo a tenerci tutto dentro, a colpevolizzarci, a sentirci “la causa” dei problemi. Ma la verità è che nessun bambino porta disgrazie. Le storie familiari sono complesse, e a volte ci si ritrova a portare pesi che non ci appartengono. Se stai pensando alla possibilità di chiedere aiuto a uno psicoterapeuta (magari proprio sistemico), sappi che è un passo importante, e che può davvero fare la differenza. Non per cancellare ciò che hai vissuto, ma per dargli finalmente un senso, e per riscoprire chi sei davvero al di là del dolore. Quando e se vorrai non esitare a scrivermi.
Un caro saluto,
Ilva Salerno
Un caro saluto,
Ilva Salerno
Salve, mi dispiace per lo stato di disagio che sta vivendo e che traspare da questo messaggio.
Ciò che mi sento vivamente di consigliarle è effettuare dei colloqui per valutare la possibilità di intraprendere un percorso di psicoterapia che le consenta di ottenere uno stato di benessere ed equilibrio con se stessa e poi con gli altri.
In bocca al lupo!
Ciò che mi sento vivamente di consigliarle è effettuare dei colloqui per valutare la possibilità di intraprendere un percorso di psicoterapia che le consenta di ottenere uno stato di benessere ed equilibrio con se stessa e poi con gli altri.
In bocca al lupo!
Parli di nervosismo, di solitudine, di una comunicazione fatta più di urla che di ascolto, e di emozioni che cambiano all’improvviso, lasciandoti spesso in balia di sensi di colpa e pensieri molto bui.
Hai usato una frase che colpisce profondamente: “Mi sento il nulla.”
Eppure, proprio scrivendo questo messaggio, stai compiendo un gesto importante: stai cercando di dare forma e voce a quello che provi. E questo non è mai “nulla”. Anzi, è il primo passo per cominciare a trasformarlo.
Molte delle emozioni che descrivi – i cambi di umore, il senso di colpa costante, la fatica nelle relazioni familiari, la disperazione improvvisa – possono essere segnali di un malessere psicologico profondo che merita attenzione. Non perché tu sia “bipolare” (un termine che spesso si usa per provare a dare un nome a qualcosa che fa paura), ma perché stai soffrendo. E la sofferenza, quando resta chiusa dentro, può farsi davvero pesante.
Scrivi che il tuo fidanzato ti dà forza, e questo è qualcosa di prezioso. Ma la forza da sola non basta. Serve anche un luogo sicuro dove poter raccontare queste sensazioni senza paura di essere giudicata o “aggiustata”. Un luogo in cui essere ascoltata, capita, e aiutata a rimettere insieme i pezzi di te che ora sembrano confusi o distanti.
Questo luogo può essere la psicoterapia.
Se ti capita di pensare alla morte, anche solo come via di fuga dal dolore, ti invito con tutta la delicatezza possibile a parlarne subito con un professionista. Non devi affrontare tutto da sola. Esistono modi per tornare a sentire un senso nelle cose, per trovare spazio dentro di te anche per la calma, per la fiducia, per la vita.
Tu non sei una “disgrazia”. Sei una persona che ha sofferto e che sta chiedendo aiuto. Questo è un atto di coraggio. E può essere l’inizio di un cambiamento vero.
Hai usato una frase che colpisce profondamente: “Mi sento il nulla.”
Eppure, proprio scrivendo questo messaggio, stai compiendo un gesto importante: stai cercando di dare forma e voce a quello che provi. E questo non è mai “nulla”. Anzi, è il primo passo per cominciare a trasformarlo.
Molte delle emozioni che descrivi – i cambi di umore, il senso di colpa costante, la fatica nelle relazioni familiari, la disperazione improvvisa – possono essere segnali di un malessere psicologico profondo che merita attenzione. Non perché tu sia “bipolare” (un termine che spesso si usa per provare a dare un nome a qualcosa che fa paura), ma perché stai soffrendo. E la sofferenza, quando resta chiusa dentro, può farsi davvero pesante.
Scrivi che il tuo fidanzato ti dà forza, e questo è qualcosa di prezioso. Ma la forza da sola non basta. Serve anche un luogo sicuro dove poter raccontare queste sensazioni senza paura di essere giudicata o “aggiustata”. Un luogo in cui essere ascoltata, capita, e aiutata a rimettere insieme i pezzi di te che ora sembrano confusi o distanti.
Questo luogo può essere la psicoterapia.
Se ti capita di pensare alla morte, anche solo come via di fuga dal dolore, ti invito con tutta la delicatezza possibile a parlarne subito con un professionista. Non devi affrontare tutto da sola. Esistono modi per tornare a sentire un senso nelle cose, per trovare spazio dentro di te anche per la calma, per la fiducia, per la vita.
Tu non sei una “disgrazia”. Sei una persona che ha sofferto e che sta chiedendo aiuto. Questo è un atto di coraggio. E può essere l’inizio di un cambiamento vero.
Cara ti ringrazio per aver condiviso con così tanta onestà e coraggio il tuo sentire. Le parole che hai usato parlano di una sofferenza profonda, ma anche di una grande forza: quella di cercare aiuto, di non voler restare sola con tutto questo.
Nell’approccio sistemico-relazionale, che è quello in cui lavoro, il malessere che una persona esprime non viene mai visto come qualcosa da “etichettare”, ma come un segnale prezioso, un modo che il tuo mondo interiore ha trovato per farsi sentire, spesso dopo tanto tempo passato in silenzio. I tuoi vissuti – il senso di colpa, l’alternanza di emozioni, la fatica nel dialogo con gli altri e quel sentirti “il nulla” – parlano di un bisogno di essere riconosciuta, ascoltata, accolta in uno spazio che sia veramente tuo.
A volte, quando le relazioni primarie (come quella con la famiglia) non riescono a offrire sostegno e contenimento, può diventare difficile distinguere le emozioni, regolare la rabbia o ritrovare un senso stabile di sé. Ma tutto questo può essere affrontato e trasformato, non da sola, ma accompagnata da qualcuno che ti aiuti a dare significato a ciò che vivi e a costruire nuove modalità per stare in relazione con gli altri e con te stessa.
Per questo, se lo desideri, ti invito a ritagliarti uno spazio terapeutico tutto tuo, presso il mio studio. Un luogo sicuro dove non devi spiegare tutto subito, dove si può partire da dove sei, anche dal caos, e lentamente cominciare a mettere ordine. L’obiettivo non è “aggiustarti”, ma aiutarti a ritrovare un equilibrio che oggi senti lontano, ma che è possibile ricostruire.
Il fatto che tu abbia un legame affettivo che ti sostiene è prezioso, ma a volte non basta l’amore di chi ci sta accanto, serve anche uno spazio professionale dove poter elaborare ciò che ci blocca o ci ferisce in profondità.
Se vuoi, sono qui per accoglierti e accompagnarti in questo percorso. Possiamo cominciare con un primo incontro conoscitivo per ascoltare insieme da dove partire.
Ti mando un caro saluto
Roberta Ravolo
psicologa psicoterapeuta sistemico e relazionale ad orientamento comunitario
Nell’approccio sistemico-relazionale, che è quello in cui lavoro, il malessere che una persona esprime non viene mai visto come qualcosa da “etichettare”, ma come un segnale prezioso, un modo che il tuo mondo interiore ha trovato per farsi sentire, spesso dopo tanto tempo passato in silenzio. I tuoi vissuti – il senso di colpa, l’alternanza di emozioni, la fatica nel dialogo con gli altri e quel sentirti “il nulla” – parlano di un bisogno di essere riconosciuta, ascoltata, accolta in uno spazio che sia veramente tuo.
A volte, quando le relazioni primarie (come quella con la famiglia) non riescono a offrire sostegno e contenimento, può diventare difficile distinguere le emozioni, regolare la rabbia o ritrovare un senso stabile di sé. Ma tutto questo può essere affrontato e trasformato, non da sola, ma accompagnata da qualcuno che ti aiuti a dare significato a ciò che vivi e a costruire nuove modalità per stare in relazione con gli altri e con te stessa.
Per questo, se lo desideri, ti invito a ritagliarti uno spazio terapeutico tutto tuo, presso il mio studio. Un luogo sicuro dove non devi spiegare tutto subito, dove si può partire da dove sei, anche dal caos, e lentamente cominciare a mettere ordine. L’obiettivo non è “aggiustarti”, ma aiutarti a ritrovare un equilibrio che oggi senti lontano, ma che è possibile ricostruire.
Il fatto che tu abbia un legame affettivo che ti sostiene è prezioso, ma a volte non basta l’amore di chi ci sta accanto, serve anche uno spazio professionale dove poter elaborare ciò che ci blocca o ci ferisce in profondità.
Se vuoi, sono qui per accoglierti e accompagnarti in questo percorso. Possiamo cominciare con un primo incontro conoscitivo per ascoltare insieme da dove partire.
Ti mando un caro saluto
Roberta Ravolo
psicologa psicoterapeuta sistemico e relazionale ad orientamento comunitario
Le emozioni che descrivi sono intense e dolorose, ma il fatto che tu riesca a metterle in parole è un passo importante. Il senso di colpa, l’oscillazione d’umore e il desiderio di scomparire parlano di un malessere che merita ascolto profondo, non giudizio. Il tuo fidanzato è una risorsa, ma non può bastare da solo: cercare un aiuto psicoterapeutico è un atto di cura verso te stessa. Non sei “sbagliata”, stai solo chiedendo di essere accolta.
Salve,
le sue parole trasmettono un grande carico di dolore e confusione, che immagino non sia semplice portare ogni giorno. Il fatto che abbia trovato il coraggio di scrivere e raccontare tutto questo è un passo importante: significa che, nonostante tutto, c’è una parte di lei che desidera comprendersi e stare meglio.
Quando ci si sente “sempre nervosi”, con sbalzi d’umore, sensi di colpa continui e pensieri così bui da arrivare a desiderare di sparire, è comprensibile cercare una spiegazione — come ad esempio pensare di essere "bipolare". Ma è importante ricordare che una diagnosi non può e non deve essere fatta da soli: servono tempo, ascolto attento e competenze specifiche per comprendere davvero che cosa sta succedendo dentro di sé.
Detto questo, c’è un aspetto che vale la pena osservare con attenzione: il ruolo che la sua storia familiare ha avuto nella costruzione della sua identità e nel modo in cui oggi si relaziona agli altri. Quando si cresce in un ambiente poco contenitivo, conflittuale o in cui ci si è sentiti inadeguati, è facile interiorizzare l’idea di “portare disgrazie” o di essere sbagliati. Ma queste convinzioni non sono verità assolute: sono ferite emotive, che meritano di essere viste, accolte e comprese.
Mi colpisce il fatto che il suo fidanzato le dia forza: è importante sapere che, anche nei momenti più bui, esiste almeno una relazione in cui riesce a trovare un appiglio. E da lì si può partire.
Le auguro di trovare uno spazio sicuro dove potersi raccontare senza paura e iniziare a ricostruire una relazione diversa, prima di tutto con sé stessa.
Un caro saluto,
Dott.ssa Federica Franco
Psicoterapeuta
le sue parole trasmettono un grande carico di dolore e confusione, che immagino non sia semplice portare ogni giorno. Il fatto che abbia trovato il coraggio di scrivere e raccontare tutto questo è un passo importante: significa che, nonostante tutto, c’è una parte di lei che desidera comprendersi e stare meglio.
Quando ci si sente “sempre nervosi”, con sbalzi d’umore, sensi di colpa continui e pensieri così bui da arrivare a desiderare di sparire, è comprensibile cercare una spiegazione — come ad esempio pensare di essere "bipolare". Ma è importante ricordare che una diagnosi non può e non deve essere fatta da soli: servono tempo, ascolto attento e competenze specifiche per comprendere davvero che cosa sta succedendo dentro di sé.
Detto questo, c’è un aspetto che vale la pena osservare con attenzione: il ruolo che la sua storia familiare ha avuto nella costruzione della sua identità e nel modo in cui oggi si relaziona agli altri. Quando si cresce in un ambiente poco contenitivo, conflittuale o in cui ci si è sentiti inadeguati, è facile interiorizzare l’idea di “portare disgrazie” o di essere sbagliati. Ma queste convinzioni non sono verità assolute: sono ferite emotive, che meritano di essere viste, accolte e comprese.
Mi colpisce il fatto che il suo fidanzato le dia forza: è importante sapere che, anche nei momenti più bui, esiste almeno una relazione in cui riesce a trovare un appiglio. E da lì si può partire.
Le auguro di trovare uno spazio sicuro dove potersi raccontare senza paura e iniziare a ricostruire una relazione diversa, prima di tutto con sé stessa.
Un caro saluto,
Dott.ssa Federica Franco
Psicoterapeuta
Buon pomeriggio, da ciò che scrive emerge una sofferenza profonda e tanta stanchezza emotiva. È comprensibile sentirsi così quando mancano relazioni sicure e quando le emozioni sembrano cambiare rapidamente. Non è “sbagliata”: sta attraversando un momento difficile che merita ascolto e cura.
Ha già fatto un passo molto significativo nel riconoscere ciò che prova e nel parlarne: questo è un segnale di forza, non di debolezza. La invito a non restare sola..un supporto psicologico può aiutarla a comprendere meglio ciò che prova e a ritrovare equilibrio.
Ha già fatto un passo molto significativo nel riconoscere ciò che prova e nel parlarne: questo è un segnale di forza, non di debolezza. La invito a non restare sola..un supporto psicologico può aiutarla a comprendere meglio ciò che prova e a ritrovare equilibrio.
Ciao prova ad intraprendere un percorso di psicoterapia che possa insegnarti a gestire i pensieri negativi e la gestione delle emozioni conseguenti. La vita è un dono meraviglioso, impara ad assaporarne la freschezza, in bocca al lupo.
Prima di autodiagnosticarsi qualsivoglia disturbo le consiglio di rivolgersi ad un professionista della salute mentale. Dott.ssa Alessia Eris Cimmino
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