Salve. Sto assumendo da una decina di giorni delle gocce di ansiolitici prescritti dal mio dottore d
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Salve. Sto assumendo da una decina di giorni delle gocce di ansiolitici prescritti dal mio dottore dopo un anno da dimenticare. A luglio 2017 ho avuto una congestione e per il forte spavento ho avuto un forte attacco di panico, da allora ho combattuto con tutte le mie forze per tenere a bada le mie paure ma da sempre l’ipocondria ha fatto parte di me. È da un anno che ho dolori migranti, formicolii e bruciori e sporadicamente problemi di deglutizione ( solo per cibi secchi, tipo sushi -che adoro- e pane fresco/pizza), il medico sospetta sia fibromialgia ma ovviamente il mio cervello crede sia sclerosi multipla anche se non ho né problemi alla vista e né problemi di deambulazione. Gli ansiolitici e la mia terapeuta stanno facendo qualcosa ma c’è sempre dentro di me quel pallino.
Spero qualcuno mi aiuti a comprendere il mio disagio. Grazie mille
Spero qualcuno mi aiuti a comprendere il mio disagio. Grazie mille
Gentile utente, purtroppo non sono poche le informazioni mancanti, utili a fornirle un'indicazione scientificamente adeguata. Continui a lavorare con la sua terapeuta sul fattore precipitante del sintomo, sui fattori che ne hanno predisposto l'esordio e su quelli che lo mantengono ancora oggi.
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Salve,
comprendo profondamente il forte impatto che può avere sul benessere mentale, una complessa situazione medica o presunta tale.
Mi pare di comprendere che sta già seguendo un percorso combinato psicoterapeuta-medico di riferimento e credo che, in queste circostanze, non ci sia nulla di migliore di questa associazione.
Un caro augurio.
comprendo profondamente il forte impatto che può avere sul benessere mentale, una complessa situazione medica o presunta tale.
Mi pare di comprendere che sta già seguendo un percorso combinato psicoterapeuta-medico di riferimento e credo che, in queste circostanze, non ci sia nulla di migliore di questa associazione.
Un caro augurio.
Buonasera, lei stessa parla di ipocondria..probabilmente sente che le sue paure sono eccessive rispetto alla diagnosi medica e che la componente ansiosa è prevalente. Continui con il percorso che ha intrapreso, solo tramite quello potrà davvero capire meglio l'origine dei suoi disturbi e i fattori concomitanti..
Salve, come dicono le mie colleghe, ha fatto benissimo a rivolgersi sia ad un medico che a una psicoterapeuta. Forse potrebbe rivedere la cura farmacologica, si rivolga nuovamente al suo medico e spieghi che forse dovrebbe rivedere la cura prescritta. Inoltre si confidi e si lasci andare con la sua psicoterapeuta, chi meglio di lei la potrebbe aiutare, dato che conoscerà la sua storia a fondo, cordiali saluti, dott. Eugenia Cardilli
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Buongiorno,
È importante che rivolga i suoi dubbi al suo attuale terapeuta e al medico che la segue dal punto di vista farmacologico.
Io le suggerirei di interrompere le ricerche di informazioni o confronto sul web perché potrebbero essere parte del problema in quanto lo possono alimentare.
Buona vita
È importante che rivolga i suoi dubbi al suo attuale terapeuta e al medico che la segue dal punto di vista farmacologico.
Io le suggerirei di interrompere le ricerche di informazioni o confronto sul web perché potrebbero essere parte del problema in quanto lo possono alimentare.
Buona vita
Posso solo aggiungere che il problema e’ tollerare che quei sintomi possano essere una malattia. Tutti noi potremmo avere una malattia. Quindi, le direi che quando le viene in mente: “sarà una malattia? Sarà sclerosi?” Ecco, credo che il segreto sia trovare la forza di stare in questa angoscia e superarla . Quindi, a livello cognitivo e affettivo dovrà tollerare questo tipo di angoscia se ne vuole uscire ed evitando il ricorso a svariati professionisti medici. Questo il percorso che posso indicarle ..
Gentile utente, da dieci anni lavoro nel centro Sclerosi Multipla di Barletta quindi conosco molto bene questa malattia. Non dice quanto durano i suoi sintomi, se sono continui o se passano con antiinfiammatori. Se non durano almeno 48 ore continuativamente o con antinfiammatori si attendant é molto improbabile che si tratti di Sclerosi Multipla, considerando anche la aspecificitá dei sintomi che elenca. Facendo una risonanza magnetica potrá averne una prova. Credo invece che possa trattarsi di ansia e ipocondria come giá da lei anticipato. In questo caso sarebbe utile conoscere la sua storia per poterla aiutare a gestire questi sintomi. Continui il lavoro con la psicoterapeuta ma un consulto medico certamente non potrá farle male e la aiuterá a capire quale é il problema da affrontare. Un grande in bocca al lupo. Cordialmente. N.A. Losignore.
Buonasera . Il percorso terapeutico l'aiuterà certamente a fare chiarezza e a capire qual è la causa di quel "pallino" che la tormenta .
Anche L EMDR e' un'itilissima tecnica che permette di accedere alle radici dei malesseri .
Anche L EMDR e' un'itilissima tecnica che permette di accedere alle radici dei malesseri .
Salve, comprendo la sua angoscia legata alla preoccupazione di avere una malattia "importante". SI sta prendendo cura del suo disagio affiancata da dei professionisti e questo è quanto di meglio possa fare. Si dia il tempo di esplorare nel suo percorso psicologico le dinamiche che la portano a sviluppare dei sintomi fisici. Continui così, un caloroso saluto. Francesca Argiolas
Salve, lei sta facendo il possibile per uscire dal "tunnel" dei suoi molti disagi che sono al confine tra il psichico ed il somatico. se fosse confermata la diagnosi di fibromialgia (e non quella importante di Sclerosi ) ha davanti a sè molte soluzioni. sta anche facendo psicoterapia oltre ad essere monitorato dal suo medico.
Molto probabilmente quel suo "pallino" ,che rappresenta il "dubbio" sistematico è il nemico da combattere. sta dentro di lei. si allei con il suo psicoterapeuta e riuscirà a vedere luce.
Cordiali Saluti.
Molto probabilmente quel suo "pallino" ,che rappresenta il "dubbio" sistematico è il nemico da combattere. sta dentro di lei. si allei con il suo psicoterapeuta e riuscirà a vedere luce.
Cordiali Saluti.
Le consiglio di avvalersi di approfondimenti neurologici e un supporto psicologico per affrontare al meglio l'attesa dell'esito diagnostico e lo stress associato al problema medico.
Buonasera, sarebbe necessario conoscere ulteriori informazioni soprattutto in relazione a questa sua ipocondria e ai disagi nel mangiare certi cibi. Certamente ha fatto bene a rivolgersi a un professionista e al suo medico. Deve lavorare sul suo disagio e sulla relativa insicurezza e ansia. Le consiglio senz'altro di proseguire il suo percorso.
Cordialmente, dott.ssa Paola De Martino
Cordialmente, dott.ssa Paola De Martino
Gentile utente, da quello che dice sembrerebbe trattarsi di un quadro ansioso le cui cause però andrebbero cercate all'interno di un contesto adeguato come una psicoterapia. Sono inoltre, molte le cose che andrebbero approfondite: cosa è successo nell'ultimo anno, cosa intende per congestione e , soprattutto, l'ipocondria di cui parla e che a quanto pare è una sintomatologia presente da molto tempo. Sarebbe utile, pertanto, prima capire se sia presente o meno una problematica fisica come la fibromialgia e , in seguito, contattare uno psicoterapeuta per poter vedere insieme quanto detto fin'ora. Rimango disponibile per qualsiasi chiarimento.
Un saluto
D.ssa gemma bosco
Un saluto
D.ssa gemma bosco
Da quello che scrive è evidente che lei ha una grande consapevolezza della sua condizione, questo è un punto di forza che non deve sottovalutare. Inoltre ha preso una decisione molto importante per la sua vita iniziando un percorso terapeutico. Si affidi al professionista che ha scelto, associato eventualmente ad una cura farmacologica è ciò che le da le migliori prospettive!
Gentile utente, la presenza di una condizione organica (come, ad es, una Sclerosi Multipla) può essere opportunamente indagata nelle sedi adatte se il medico lo ritiene opportuno. Se questo non avviene (o fornisce esito negativo) è assai legittimo orientarsi verso una diagnosi di tipo psicologico - Lei stessa parla di "iponcondria" come tratto a Lei familiare. Non si tratta di una "convinzione del nostro cervello" ma di una difficoltà a riconfigurare correttamente segnali corporei viscerali poco noti, che vengono significati secondo le risorse disponibili. Parrebbe chiara la presenza di una situazione ansiosa caratterizzata da arousal che per Lei non è spiegabile se non nei termini di malattia; comprenderne i motivi è possibile solo tramite l'analisi dei modi di essere nel mondo a Lei propri e del contesto attuale di vita. È necessario raccogliere dati anamnestici che riguardano: macrocontesto esistenziale, storia di vita, progettualità, modi di emozionarsi, e accadimenti che hanno caratterizzato l'esordio sintomatologico. Alla luce di queste considerazioni viene formulata una ipotesi diagnostica e un percorso di risoluzione. Parli con il medico che La segue e concordi un consulto psicoterapeutico. Ne trarrà certo beneficio. In bocca al lupo, cordialmente. DMP
Buongiorno, sicuramente mi sento di dirle che l'alleanza con il suo attuale terapeuta è basilare per una buona terapia, le consiglio di rivolgere a quest'ultimo dubbi e pensieri. Non sono a conoscenza del tipo di terapia che sta effettuando. Mi sento però di parlarle dell' EMDR. Una terapia che nei casi che ha appena descritto desensibilizza e integra vissuti stressanti, traumatici passati per riuscire poi a gestire in modo ottimale il presente. Cordiali saluti Dott.ssa Messori
Salve,
intanto prima di farsi pendere dal panico immotivatamente credo sia il caso di effettuare tutte le analisi per escludere o meno una reale patologia, in seguito si rivolga ad uno psicoterapeuta in modo da lavorare su questo suo stato ansioso, in quanto la sola terapia farmacologica non risulterebbe efficace.
Saluti.
intanto prima di farsi pendere dal panico immotivatamente credo sia il caso di effettuare tutte le analisi per escludere o meno una reale patologia, in seguito si rivolga ad uno psicoterapeuta in modo da lavorare su questo suo stato ansioso, in quanto la sola terapia farmacologica non risulterebbe efficace.
Saluti.
Buonasera, il consiglio che le do è di fare gli accertamenti necessari ad escludere una condizione patologica medica. Nel frattempo porti le sue perplessità, anche riguardanti la terapia, all'interno della terapia, di modo che il suo terapeuta possa esserle di aiuto e affrontarle con lei. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Salve, le consiglio di rivolgere questa domanda al suo medico di fiducia, il quale potrà aiutarla.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buona giornata.
Dott. Fiori
Salve,
lei stessa parla di ansia e ipocondria che la portano ad amplificare il problema creando un circolo vizioso. Credo che sia buona la scelta di farsi seguire dal medico e da una psicoterapeuta. Prosegua per questa strada, dia fiducia ad entrambi, comunicando anche le sue paure e le sue ansie e vedrà che piano piano riuscirà a meglio "governare" le sue emozioni. Un caro saluto
lei stessa parla di ansia e ipocondria che la portano ad amplificare il problema creando un circolo vizioso. Credo che sia buona la scelta di farsi seguire dal medico e da una psicoterapeuta. Prosegua per questa strada, dia fiducia ad entrambi, comunicando anche le sue paure e le sue ansie e vedrà che piano piano riuscirà a meglio "governare" le sue emozioni. Un caro saluto
Salve, mi spiace per la situazione ed il disagio espresso. Per quanto riguarda i farmaci, ritengo che la soluzione migliore sia esporre la questione al medico prescrivente.
A mio avviso, oltre al farmaco, è essenziale intraprendere un percorso psicologico volto a indentificare cause e fattori di mantenimento dei suoi sintomi, aspetti che il farmaco, da solo, non può trattare.
Cordialmente, dott. FDL
A mio avviso, oltre al farmaco, è essenziale intraprendere un percorso psicologico volto a indentificare cause e fattori di mantenimento dei suoi sintomi, aspetti che il farmaco, da solo, non può trattare.
Cordialmente, dott. FDL
Salve, di ascolto al suo medico curante e si affianchi ad un terapista che possa aiutarla in questa particolare situazione. MMM
Gentile utente, le suggerisco di effettuare i dovuti accertamenti, tenendo conto della descrizione che fa rispetto ad una forte ansia, panico, paura e dubbi, aspetti che possono incidere sulla qualità del lavoro terapeutico e meritevoli di essere osservati con il professionista che la segue. Cordiali saluti
Buongiorno, il quadro che riferisce è complesso ed entrano in gioco, secondo la sua percezione, diversi elementi rispetto ai quali ha già preso iniziativa per fronteggiarli. L'azione e la consapevolezza di essa sono un passo fondamentale verso la guarigione soprattutto in ambito psicologico. Ho usato con successo l'approccio breve strategico su questo tipo di problematiche. Se vuole sono a sua disposizione per approfondire.
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Salve,
attraversare un periodo difficile come quello che descrive è un'esperienza che lascia dei segni. Se da un lato la incoraggio ad approfondire se i suoi disturbi fisici sono dovuti alla fibromialgia (un disturbo che purtroppo ho incontrato nella mia esperienza clinica, e che peggiora molto la qualità della vita dei pazienti), dall'altro è importante ricordare che questo disturbo sembra avere una forte componente psicosomatica.
Per questo, la invito intanto a fare una visita psichiatrica, per verificare se gli psicofarmaci che sta prendendo siano adeguati (gli ansiolitici lenisco ma non risolvono, e per la fibromialgia sembra siano più adatti alcuni antidepressivi, che peraltro hanno anche un effetto sull'ansia). Dopo questo passaggio, credo che sia opportuno un percorso psicologico, sia per sostenerla e aiutarla a riacquistare una accettabile qualità della vita, sia per approfondire le cause di questo suo disagio.
con i migliori auguri
dr. Ventura
attraversare un periodo difficile come quello che descrive è un'esperienza che lascia dei segni. Se da un lato la incoraggio ad approfondire se i suoi disturbi fisici sono dovuti alla fibromialgia (un disturbo che purtroppo ho incontrato nella mia esperienza clinica, e che peggiora molto la qualità della vita dei pazienti), dall'altro è importante ricordare che questo disturbo sembra avere una forte componente psicosomatica.
Per questo, la invito intanto a fare una visita psichiatrica, per verificare se gli psicofarmaci che sta prendendo siano adeguati (gli ansiolitici lenisco ma non risolvono, e per la fibromialgia sembra siano più adatti alcuni antidepressivi, che peraltro hanno anche un effetto sull'ansia). Dopo questo passaggio, credo che sia opportuno un percorso psicologico, sia per sostenerla e aiutarla a riacquistare una accettabile qualità della vita, sia per approfondire le cause di questo suo disagio.
con i migliori auguri
dr. Ventura
Salve, la sua reazione è più che comprensibile, sarebbe utile portarla in seduta con la sua terapeuta per rendere ancora più proficuo il lavoro che svolgete insieme e che, come afferma, anche lei attualmente percepisce efficace. Senza alcun giudizio da parte mia, questi pensieri e la ricerca di altri pareri professionali sono buon materiale di lavoro in psicoterapia, e da una loro elaborazione in seduta lei potrà trarre ulteriore giovamento.
Buongiorno, è importante che rivolga i suoi dubbi al suo attuale terapeuta e al medico. Io le suggerirei di interrompere le ricerche di informazioni sul web perché potrebbero essere parte del problema in quanto possono alimentare i dubbi invece di dissiparli. Il "dubbio" sistematico è il nemico da combattere. Sono certo che con il suo psicoterapeuta riuscirà a vedere luce. Cordiali Saluti.
Buongiorno, il suo disagio nel vivere questa situazione è chiaro, da quel che racconta ha dei professionisti che la seguono, ed è importante che continui i percorsi con delle persone che la conoscono, raccontare e raccontarsi è comunque una strategia per prendere sempre più consapevolezza di sè.
Salve, comprendo tutte le sue ansie e paure che in questo momento sta vivendo e immagino come questa condizione la spinga irrefrenabilmente a trovare subito una soluzione. Credo, inoltre, che lei abbia già fatto tutte le ricerche del caso, si sia informato che diversi specialisti e che abbia già ricevuto una risposta al suo problema. Mi sento quindi di dirle che forse questa domanda sia più opportuno e giusto porla al tuo terapeuta poichè sono certa che saprà interpretare e dare la risposta che cerca.
Giulia Angelici
Giulia Angelici
Salve,
comprendo la criticità che sta attraversando. Dubbi e paura in questa fase sono parte del percorso di presa di consapevolezza di ciò che la sta attraversa. Le consiglio un consulto medico per poter comprendere ed avere risposte ai suoi dubbi.
comprendo la criticità che sta attraversando. Dubbi e paura in questa fase sono parte del percorso di presa di consapevolezza di ciò che la sta attraversa. Le consiglio un consulto medico per poter comprendere ed avere risposte ai suoi dubbi.
Nonostante le poche informazione traspare più che bene il peso che lei stia portando in questo momento. La esorto però, visti i professionisti che la stanno aiutando a far fronte al problema, di potersi aprire con loro anche su questi piccoli dubbi che la attanagliano. già fatto un passo importante nel rivolgersi ad un terapeuta, provi a sentirsi libero di parlare dei dubbi che coinvolgono anche lui stesso. Non farà che rafforzare la vostra relazione terapeutica e rendere migliore il vostro lavoro. Un caro saluto
Ciao, capisco che stai vivendo un periodo difficile e sono qui per offrirti supporto e comprensione. È positivo che tu abbia cercato l'aiuto di un medico e che stia assumendo gocce di ansiolitici prescritti per affrontare l'ansia e gli attacchi di panico.
L'esperienza di un attacco di panico può avere un impatto significativo sulla tua salute mentale e sul benessere generale. È comprensibile che tu abbia sviluppato preoccupazioni riguardo alla tua salute, specialmente considerando i sintomi fisici che hai descritto come dolori migranti, formicolii, bruciori e occasionali problemi di deglutizione. L'ipocondria può portare a una percezione esagerata dei sintomi fisici e alla paura di avere condizioni più gravi, come la sclerosi multipla.
È importante sottolineare che non sono in grado di fornire una diagnosi o un parere medico online, ma posso consigliarti di continuare a lavorare in collaborazione con il tuo medico. Se il medico sospetta che potresti avere fibromialgia, potrebbe essere utile sottoporsi a ulteriori esami o consultare uno specialista per una valutazione più approfondita.
Nel frattempo, continuare il trattamento con gli ansiolitici prescritti e lavorare con la tua terapeuta possono essere passi importanti per gestire l'ansia e il tuo disagio emotivo. La terapia può aiutarti ad esplorare le cause sottostanti dell'ansia, come l'ipocondria, e fornirti strumenti e strategie per affrontarla in modo più efficace. La terapeuta può anche supportarti nel comprendere meglio il tuo disagio e fornirti un ambiente sicuro in cui esprimere le tue preoccupazioni.
Ricorda che il percorso di guarigione può richiedere tempo e pazienza. È normale avere alti e bassi durante il processo, ma con l'aiuto adeguato e un impegno personale continuo, puoi fare progressi significativi. Cerca di concentrarti sui progressi che hai fatto finora e sulla ricerca di modi per promuovere il tuo benessere complessivo.
Infine, se senti che il tuo disagio diventa opprimente o che hai bisogno di ulteriori supporto, considera la possibilità di cercare un professionista specializzato in disturbi d'ansia o in salute mentale. Saranno in grado di valutare la tua situazione in modo più dettagliato e offrirti un supporto mirato.
Ti auguro il meglio nel tuo percorso di comprensione e guarigione. Spero che tu possa trovare il supporto di cui hai bisogno per affrontare il tuo disagio emotivo e migliorare il tuo benessere complessivo.
L'esperienza di un attacco di panico può avere un impatto significativo sulla tua salute mentale e sul benessere generale. È comprensibile che tu abbia sviluppato preoccupazioni riguardo alla tua salute, specialmente considerando i sintomi fisici che hai descritto come dolori migranti, formicolii, bruciori e occasionali problemi di deglutizione. L'ipocondria può portare a una percezione esagerata dei sintomi fisici e alla paura di avere condizioni più gravi, come la sclerosi multipla.
È importante sottolineare che non sono in grado di fornire una diagnosi o un parere medico online, ma posso consigliarti di continuare a lavorare in collaborazione con il tuo medico. Se il medico sospetta che potresti avere fibromialgia, potrebbe essere utile sottoporsi a ulteriori esami o consultare uno specialista per una valutazione più approfondita.
Nel frattempo, continuare il trattamento con gli ansiolitici prescritti e lavorare con la tua terapeuta possono essere passi importanti per gestire l'ansia e il tuo disagio emotivo. La terapia può aiutarti ad esplorare le cause sottostanti dell'ansia, come l'ipocondria, e fornirti strumenti e strategie per affrontarla in modo più efficace. La terapeuta può anche supportarti nel comprendere meglio il tuo disagio e fornirti un ambiente sicuro in cui esprimere le tue preoccupazioni.
Ricorda che il percorso di guarigione può richiedere tempo e pazienza. È normale avere alti e bassi durante il processo, ma con l'aiuto adeguato e un impegno personale continuo, puoi fare progressi significativi. Cerca di concentrarti sui progressi che hai fatto finora e sulla ricerca di modi per promuovere il tuo benessere complessivo.
Infine, se senti che il tuo disagio diventa opprimente o che hai bisogno di ulteriori supporto, considera la possibilità di cercare un professionista specializzato in disturbi d'ansia o in salute mentale. Saranno in grado di valutare la tua situazione in modo più dettagliato e offrirti un supporto mirato.
Ti auguro il meglio nel tuo percorso di comprensione e guarigione. Spero che tu possa trovare il supporto di cui hai bisogno per affrontare il tuo disagio emotivo e migliorare il tuo benessere complessivo.
Buonasera a lei e grazie per questa condivisone importante. Siamo un dualismo perfetto tra mente corpo, una comunicazione costante tra i nostri pensieri, le nostre emozioni, le nostre percezioni del mondo esterno ed interno, i significati che attribuiamo a quanto esperiamo.
Una terapia integrata di tipo medico e psicologico, come da lei già intrapresa, è il percorso adatto ad approfondire la conoscenza dei suoi sintomi, per risalire alla loro origine, per affrontarli in modo costruttivo.
Da psicologa istruttrice Mindfulness le consiglio di iniziare a praticare degli esercizi di meditazione consapevole per migliorare la qualità della propria vita e favorire il benessere psicofisico, attraverso lo stato mentale del "qui" ed "ora". Sono a disposizione per eventuali chiarimenti. Effettuo sedute on-line.
Un cordiale saluto
dott.ssa Anna Sara Botteri
Una terapia integrata di tipo medico e psicologico, come da lei già intrapresa, è il percorso adatto ad approfondire la conoscenza dei suoi sintomi, per risalire alla loro origine, per affrontarli in modo costruttivo.
Da psicologa istruttrice Mindfulness le consiglio di iniziare a praticare degli esercizi di meditazione consapevole per migliorare la qualità della propria vita e favorire il benessere psicofisico, attraverso lo stato mentale del "qui" ed "ora". Sono a disposizione per eventuali chiarimenti. Effettuo sedute on-line.
Un cordiale saluto
dott.ssa Anna Sara Botteri
Salve,mi spiace per la situazione che sta vivendo da qualche anno e immagino dunque la sua paura,nonchè la sofferenza.
Voglio dirle che fa bene sia ad essere seguita sia da un medico che da uno psicoterapeuta.
Sappia che la nostra mente crea..
Questo vuole essere solo un punto su cui riflettere.
A volte cambiando i nostri pensieri e le nostre convinzioni possiamo trasformare la nostra realtà.
Saluti
Voglio dirle che fa bene sia ad essere seguita sia da un medico che da uno psicoterapeuta.
Sappia che la nostra mente crea..
Questo vuole essere solo un punto su cui riflettere.
A volte cambiando i nostri pensieri e le nostre convinzioni possiamo trasformare la nostra realtà.
Saluti
Gentilissima,
mi permetta solo di dirle che già quello che sta facendo, e cioè chiedere aiuto a dei professionisti qualificati, è già un notevole passo avanti verso la strada della risoluzione del suo problema. Si affidi a chi la segue con sincerità e senza paura di essere giudicata matta o sbagliata in qualche modo. La sua esperienza sarà certamente d'aiuto ed incoraggiamento per altri accanto a lei che ancora non hanno fatto quel passo così indispensabile: tendere la mano per essere aiutati. Auguri di cuore. Dott. Andrea Pappaccogli
mi permetta solo di dirle che già quello che sta facendo, e cioè chiedere aiuto a dei professionisti qualificati, è già un notevole passo avanti verso la strada della risoluzione del suo problema. Si affidi a chi la segue con sincerità e senza paura di essere giudicata matta o sbagliata in qualche modo. La sua esperienza sarà certamente d'aiuto ed incoraggiamento per altri accanto a lei che ancora non hanno fatto quel passo così indispensabile: tendere la mano per essere aiutati. Auguri di cuore. Dott. Andrea Pappaccogli
Gentile Utente, la strada che la porterà a comprendere il suo disagio la sta già precorrendo con il suo terapeuta. Quello che mi sento di consigliarLe è di continuare il suo percorso e di consentire agli specialisti che la seguono di fare rete dandogli la possibilità di confrontarsi. Di fondamentale importanza anche l'esecuzione di tutti gli esami specialistici necessari per una corretta diagnosi differenziale.
Un caro saluto.
Dott.ssa Demetra Piccardo
Un caro saluto.
Dott.ssa Demetra Piccardo
Grazie per aver condiviso la tua esperienza, che è certamente complessa e ricca di emozioni e pensieri. Da una prospettiva psicologica sistemico-relazionale, possiamo considerare il tuo disagio non solo come qualcosa di isolato e interno, ma anche come parte di una rete più ampia di relazioni e significati che influiscono sulla tua vita.
Il tuo percorso di ansia e ipocondria potrebbe riflettere non solo eventi individuali, ma anche dinamiche relazionali. Talvolta, le esperienze di vita, come quella che hai vissuto nell'estate del 2017, possono innescare reazioni emotive che si manifestano attraverso il corpo. Il panico e le preoccupazioni per la salute possono essere interpretati come modi in cui il tuo sistema di relazioni e il tuo corpo cercano di comunicare un disagio più profondo.
La fibromialgia, oltre agli aspetti fisici, ha anche implicazioni psicologiche e relazionali. È naturale che ci siano delle preoccupazioni riguardo al significato di questi sintomi, soprattutto in un contesto di ansia preesistente. Quando il corpo manifesta dolore o disagio, può essere utile esplorare quali emozioni o situazioni relazionali potrebbero essere correlate a questi sintomi. Potrebbero esserci esperienze passate, stress attuali o persino paure future che influenzano il tuo benessere psicologico e fisico.
L'uso di ansiolitici e la terapia sono passi importanti verso la comprensione e la gestione del tuo disagio. È essenziale continuare a esplorare insieme alla tua terapeuta il contesto relazionale delle tue paure. Potresti anche riflettere su eventuali modelli familiari o storie di salute nella tua famiglia che potrebbero influenzare il tuo modo di vivere l’ansia e la malattia.
Inoltre, pratiche di consapevolezza e tecniche di rilassamento possono aiutarti a riconnetterti con il tuo corpo in modo diverso, riducendo la tensione e permettendo una maggiore apertura a esperienze positive. In questo processo, il supporto di amici, familiari o gruppi di sostegno può rivelarsi prezioso per esplorare le tue ansie in un ambiente sicuro e accogliente.
Infine, ricorda che il percorso verso il benessere è unico per ciascuno di noi ed è fondamentale avere pazienza con se stessi. La comprensione di ciò che provi richiede tempo e riflessione, ma ogni passo avanti è un passo verso una maggiore consapevolezza e pace interiore. Ti auguro tutto il meglio nel tuo cammino di guarigione. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo.
Dott. Cordoba
Il tuo percorso di ansia e ipocondria potrebbe riflettere non solo eventi individuali, ma anche dinamiche relazionali. Talvolta, le esperienze di vita, come quella che hai vissuto nell'estate del 2017, possono innescare reazioni emotive che si manifestano attraverso il corpo. Il panico e le preoccupazioni per la salute possono essere interpretati come modi in cui il tuo sistema di relazioni e il tuo corpo cercano di comunicare un disagio più profondo.
La fibromialgia, oltre agli aspetti fisici, ha anche implicazioni psicologiche e relazionali. È naturale che ci siano delle preoccupazioni riguardo al significato di questi sintomi, soprattutto in un contesto di ansia preesistente. Quando il corpo manifesta dolore o disagio, può essere utile esplorare quali emozioni o situazioni relazionali potrebbero essere correlate a questi sintomi. Potrebbero esserci esperienze passate, stress attuali o persino paure future che influenzano il tuo benessere psicologico e fisico.
L'uso di ansiolitici e la terapia sono passi importanti verso la comprensione e la gestione del tuo disagio. È essenziale continuare a esplorare insieme alla tua terapeuta il contesto relazionale delle tue paure. Potresti anche riflettere su eventuali modelli familiari o storie di salute nella tua famiglia che potrebbero influenzare il tuo modo di vivere l’ansia e la malattia.
Inoltre, pratiche di consapevolezza e tecniche di rilassamento possono aiutarti a riconnetterti con il tuo corpo in modo diverso, riducendo la tensione e permettendo una maggiore apertura a esperienze positive. In questo processo, il supporto di amici, familiari o gruppi di sostegno può rivelarsi prezioso per esplorare le tue ansie in un ambiente sicuro e accogliente.
Infine, ricorda che il percorso verso il benessere è unico per ciascuno di noi ed è fondamentale avere pazienza con se stessi. La comprensione di ciò che provi richiede tempo e riflessione, ma ogni passo avanti è un passo verso una maggiore consapevolezza e pace interiore. Ti auguro tutto il meglio nel tuo cammino di guarigione. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo.
Dott. Cordoba
Salve, nella nostra vita psichica entrano una serie di fattori spesso imponderabili e che rapprwsentano forme difensive estreme.
Nel suo caso c’è intanto da arrivare ad una conclusione diagnostica di tipo medico e solo dopo aggiungere ipotesi diagnostiche di tipo psicologico.
Continui il suo percorso in terapia e i frutti arriveranno.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Nel suo caso c’è intanto da arrivare ad una conclusione diagnostica di tipo medico e solo dopo aggiungere ipotesi diagnostiche di tipo psicologico.
Continui il suo percorso in terapia e i frutti arriveranno.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Capisco quanto possa essere difficile convivere con l’ansia e l’ipocondria, soprattutto quando i sintomi fisici sembrano confonderti. È positivo che tu stia seguendo un trattamento con il medico e la terapeuta, e anche se i timori persistono, è importante concentrarsi sui segnali positivi, come l’assenza di problemi visivi o di deambulazione. La paura spesso amplifica i sintomi, ma con il tempo e il supporto giusto, è possibile migliorare.
concordo con i colleghi
I sintomi che descrive – dolori migranti, formicolii, bruciori, difficoltà nella deglutizione, uniti alla paura costante di avere una malattia grave come la sclerosi multipla – possono essere legati all’ansia e all’ipocondria, che influenzano la percezione del corpo e amplificano i segnali fisici. Una valutazione neuropsicologica può essere di grande aiuto per comprendere meglio l’origine di questi sintomi e sviluppare strategie personalizzate per affrontarli.
Perché una visita neuropsicologica può essere utile?
Analisi approfondita dei sintomi:
Durante la visita si esamina il funzionamento cognitivo, emotivo e fisico per individuare il legame tra ansia, somatizzazioni e i sintomi che percepisce.
Questo approccio consente di distinguere tra sintomi legati all’ansia somatica e altre condizioni neurologiche (sclerosi multipla ecc), aiutandola a comprendere con chiarezza la loro origine e ridurre il peso del dubbio.
Gestione dell’ipocondria:
L’ipocondria può intensificare la percezione dei sintomi fisici, creando un circolo vizioso di ansia e preoccupazione. La visita neuropsicologica permette di identificare questi meccanismi e lavorare per interromperli.
Piano di intervento personalizzato:
Dopo la valutazione, si sviluppano tecniche pratiche e personalizzate per gestire i sintomi fisici ed emotivi. Questo include strategie per affrontare pensieri intrusivi, migliorare la gestione dello stress e alleviare il disagio legato alle somatizzazioni.
Cosa possiamo fare insieme durante la visita:
Valutazione dettagliata: Esploreremo i suoi sintomi e il loro impatto sulla vita quotidiana, per comprendere come ansia e ipocondria influenzano il suo benessere fisico e mentale.
Interventi pratici: Lavoreremo su tecniche per gestire i pensieri ipocondriaci, ridurre l’ansia e spezzare il circolo ansia-sintomi. Approcci come il rilassamento, la mindfulness e la terapia cognitivo-comportamentale possono essere molto efficaci.
Supporto per il benessere emotivo e fisico: Le forniremo strumenti utili per migliorare il rapporto con il suo corpo, ridurre la tensione muscolare e affrontare le sue paure in modo costruttivo.
Perché prenotare una visita neuropsicologica?
Le permetterà di comprendere meglio i suoi sintomi e di affrontarli con maggiore serenità.
Lavoreremo insieme per sviluppare un percorso mirato a migliorare la sua qualità della vita, liberandola dal peso dell’ansia e della paura di malattie.
È un passo concreto verso il benessere, aiutandola a ritrovare equilibrio e fiducia in sé stessa.
Non esiti a contattarmi per fissare un appuntamento: sono qui per ascoltarla, comprenderla e guidarla in questo percorso. Con il giusto supporto, è possibile superare queste difficoltà e vivere con maggiore serenità!
Perché una visita neuropsicologica può essere utile?
Analisi approfondita dei sintomi:
Durante la visita si esamina il funzionamento cognitivo, emotivo e fisico per individuare il legame tra ansia, somatizzazioni e i sintomi che percepisce.
Questo approccio consente di distinguere tra sintomi legati all’ansia somatica e altre condizioni neurologiche (sclerosi multipla ecc), aiutandola a comprendere con chiarezza la loro origine e ridurre il peso del dubbio.
Gestione dell’ipocondria:
L’ipocondria può intensificare la percezione dei sintomi fisici, creando un circolo vizioso di ansia e preoccupazione. La visita neuropsicologica permette di identificare questi meccanismi e lavorare per interromperli.
Piano di intervento personalizzato:
Dopo la valutazione, si sviluppano tecniche pratiche e personalizzate per gestire i sintomi fisici ed emotivi. Questo include strategie per affrontare pensieri intrusivi, migliorare la gestione dello stress e alleviare il disagio legato alle somatizzazioni.
Cosa possiamo fare insieme durante la visita:
Valutazione dettagliata: Esploreremo i suoi sintomi e il loro impatto sulla vita quotidiana, per comprendere come ansia e ipocondria influenzano il suo benessere fisico e mentale.
Interventi pratici: Lavoreremo su tecniche per gestire i pensieri ipocondriaci, ridurre l’ansia e spezzare il circolo ansia-sintomi. Approcci come il rilassamento, la mindfulness e la terapia cognitivo-comportamentale possono essere molto efficaci.
Supporto per il benessere emotivo e fisico: Le forniremo strumenti utili per migliorare il rapporto con il suo corpo, ridurre la tensione muscolare e affrontare le sue paure in modo costruttivo.
Perché prenotare una visita neuropsicologica?
Le permetterà di comprendere meglio i suoi sintomi e di affrontarli con maggiore serenità.
Lavoreremo insieme per sviluppare un percorso mirato a migliorare la sua qualità della vita, liberandola dal peso dell’ansia e della paura di malattie.
È un passo concreto verso il benessere, aiutandola a ritrovare equilibrio e fiducia in sé stessa.
Non esiti a contattarmi per fissare un appuntamento: sono qui per ascoltarla, comprenderla e guidarla in questo percorso. Con il giusto supporto, è possibile superare queste difficoltà e vivere con maggiore serenità!
Salve, grazie per aver condiviso la sua esperienza. È comprensibile che, dopo un evento così spaventoso, l’ansia possa aver preso il sopravvento, soprattutto se l’ipocondria è sempre stata una sua vulnerabilità. I sintomi che descrive possono essere influenzati dall’ansia, ma è importante continuare a confrontarti con un medico per approfondire eventuali cause fisiche.
Se non lo ha già fatto, potrebbe essere utile intraprendere un percorso di supporto psicologico per imparare a gestire i pensieri ricorrenti legati alla salute e l’ansia che ne deriva. Esistono strategie efficaci per ridurre il peso di queste preoccupazioni e migliorare il benessere generale.
Nel frattempo, potrebbe osservare se ci sono momenti in cui l’ansia diminuisce o strategie che l'aiutano a sentirsi più tranquill*. Con il giusto supporto, è possibile trovare un equilibrio e ridurre l’impatto che queste paure hanno sulla sua vita quotidiana.
Un caro saluto. Dott.ssa Fabiana Galetta
Se non lo ha già fatto, potrebbe essere utile intraprendere un percorso di supporto psicologico per imparare a gestire i pensieri ricorrenti legati alla salute e l’ansia che ne deriva. Esistono strategie efficaci per ridurre il peso di queste preoccupazioni e migliorare il benessere generale.
Nel frattempo, potrebbe osservare se ci sono momenti in cui l’ansia diminuisce o strategie che l'aiutano a sentirsi più tranquill*. Con il giusto supporto, è possibile trovare un equilibrio e ridurre l’impatto che queste paure hanno sulla sua vita quotidiana.
Un caro saluto. Dott.ssa Fabiana Galetta
Gentile,
comprendo il disagio che sta vivendo e apprezzo la sua apertura nel condividere la sua esperienza. L'ansia e l'ipocondria possono essere estremamente difficili da gestire, e il suo percorso di affrontarle è certamente degno di considerazione.
È positivo sapere che sta seguendo una terapia e assumendo ansiolitici prescritti dal suo medico. Il fatto che senta un lieve miglioramento è un segnale incoraggiante. La somatizzazione dei sintomi fisici, come i dolori migranti e i problemi di deglutizione, è comune in situazioni di forte stress e ansia.
Il timore di malattie gravi come la sclerosi multipla è comprensibile, specialmente quando i sintomi fisici persistono. È importante continuare a lavorare con il suo medico e la sua terapeuta per monitorare e gestire questi sintomi.
Mi auguro che il suo percorso terapeutico possa continuare a portarle benefici e che riesca a trovare un maggior senso di serenità e chiarezza.
Cordialmente
Dott.ssa Gloria Giacomin
comprendo il disagio che sta vivendo e apprezzo la sua apertura nel condividere la sua esperienza. L'ansia e l'ipocondria possono essere estremamente difficili da gestire, e il suo percorso di affrontarle è certamente degno di considerazione.
È positivo sapere che sta seguendo una terapia e assumendo ansiolitici prescritti dal suo medico. Il fatto che senta un lieve miglioramento è un segnale incoraggiante. La somatizzazione dei sintomi fisici, come i dolori migranti e i problemi di deglutizione, è comune in situazioni di forte stress e ansia.
Il timore di malattie gravi come la sclerosi multipla è comprensibile, specialmente quando i sintomi fisici persistono. È importante continuare a lavorare con il suo medico e la sua terapeuta per monitorare e gestire questi sintomi.
Mi auguro che il suo percorso terapeutico possa continuare a portarle benefici e che riesca a trovare un maggior senso di serenità e chiarezza.
Cordialmente
Dott.ssa Gloria Giacomin
Salve, mi spiace per il suo disagio che comprendo essere profondo e radicato nel corpo e nella mente. Quel che mi sento di dirle per esperienza è di provare, oltre ciò che sta già facendo, delle sessioni di esercizi di bioenergetica. Si tratta di esercizi corporei per: approfondire il respiro, contattare le tensioni muscolari e scioglierle gradualmente, aumentare nel tempo la vitalità della persona e l'equilibrio psicofisico, rilassare il sistema nervoso simpatico e parasimpatico (inclusi i benefici sul sistema vagale che ha collegamenti un pò con tutto il corpo). Mente, corpo, sistema nervoso e sistema muscolare sono in stretta connessione ed influenza reciproca. Partecipando a sessioni di esercizi di bioenergetica l'intera persona ne troverà graduale giovamento e sollievo dai propri sintomi che impattano su diversi livelli, superficiali e profondi, l'energia vitale, il corpo e la mente. Si possono eseguire senza interrompere il percorso terapeutico che già sta svolgendo. Ho personalmente verificato su me stesso e sui miei clienti che hanno effetti di giovamento verso gli stati di ansia e di allerta psicologica ed emotiva; non hanno alcun effetto controproducente, sono stati ideati ed ottimizzati da Alexander Lowen proprio per aumentare il benessere psicofisico della persona in totale sicurezza. Se desidera possiamo accordarci per un incontro gratuito di prova nel quale introdurrò l'argomento con esempi pratici e semplici e risponderò a tutti i suoi dubbi e domande. Cordialmente, dr. Stefano Angeletti : )
Buonasera,
il disagio che descrive è comprensibile e frequente in chi convive con ansia e ipocondria. I sintomi fisici possono essere amplificati dalla tensione emotiva, rendendo più difficile distinguere tra segnali reali e paure. La terapia e gli ansiolitici sono strumenti importanti per aiutarla a gestire queste preoccupazioni. La invito a continuare a lavorare con la sua terapeuta su strategie che le permettano di riconoscere e ridurre i pensieri catastrofici, migliorando così la qualità della sua vita. Ricordi che il percorso è graduale, ma con il giusto supporto è possibile migliorare.
Un cordiale saluto,
dott.ssa Greta Pisano
il disagio che descrive è comprensibile e frequente in chi convive con ansia e ipocondria. I sintomi fisici possono essere amplificati dalla tensione emotiva, rendendo più difficile distinguere tra segnali reali e paure. La terapia e gli ansiolitici sono strumenti importanti per aiutarla a gestire queste preoccupazioni. La invito a continuare a lavorare con la sua terapeuta su strategie che le permettano di riconoscere e ridurre i pensieri catastrofici, migliorando così la qualità della sua vita. Ricordi che il percorso è graduale, ma con il giusto supporto è possibile migliorare.
Un cordiale saluto,
dott.ssa Greta Pisano
Buonasera,
grazie per aver condiviso la sua esperienza in modo così autentico e profondo. Ciò che descrive è molto comune tra le persone che convivono da tempo con l’ansia e l’ipocondria: un costante stato di ipervigilanza verso il corpo, accompagnato da una tendenza a interpretare ogni sensazione fisica come segnale di una patologia grave.
Il percorso che ha intrapreso, farmacologico e psicoterapeutico, è ala via corretta e dimostra una forte motivazione al cambiamento. Gli ansiolitici possono aiutare a ridurre i sintomi acuti dell’ansia, ma è attraverso la psicoterapia che si lavora più in profondità sul nucleo della sofferenza emotiva, come la paura della malattia, il bisogno di controllo e le insicurezze legate al corpo.
Il “pallino” che sente dentro di sé, ovvero il pensiero fisso di avere una malattia grave nonostante le rassicurazioni mediche, è tipico del disturbo d’ansia legato alla salute. Spesso, il corpo diventa il luogo dove si manifestano emozioni non espresse o eventi traumatici non elaborati, come quello che ha vissuto nell’estate del 2017.
La fibromialgia stessa, quando diagnosticata, è spesso collegata a una forte componente psicosomatica, e il dolore migrante o i disturbi nella deglutizione che descrive possono essere interpretati anche in quest’ottica. Naturalmente, è fondamentale continuare il confronto con il medico curante per escludere eventuali cause organiche, ma il lavoro psicoterapico è altrettanto essenziale per rielaborare il vissuto emotivo alla base del disagio.
Continui con fiducia il suo percorso, è un processo che richiede tempo, ma può condurre a una comprensione più autentica di sé e a una maggiore libertà interiore.
Un caro saluto.
grazie per aver condiviso la sua esperienza in modo così autentico e profondo. Ciò che descrive è molto comune tra le persone che convivono da tempo con l’ansia e l’ipocondria: un costante stato di ipervigilanza verso il corpo, accompagnato da una tendenza a interpretare ogni sensazione fisica come segnale di una patologia grave.
Il percorso che ha intrapreso, farmacologico e psicoterapeutico, è ala via corretta e dimostra una forte motivazione al cambiamento. Gli ansiolitici possono aiutare a ridurre i sintomi acuti dell’ansia, ma è attraverso la psicoterapia che si lavora più in profondità sul nucleo della sofferenza emotiva, come la paura della malattia, il bisogno di controllo e le insicurezze legate al corpo.
Il “pallino” che sente dentro di sé, ovvero il pensiero fisso di avere una malattia grave nonostante le rassicurazioni mediche, è tipico del disturbo d’ansia legato alla salute. Spesso, il corpo diventa il luogo dove si manifestano emozioni non espresse o eventi traumatici non elaborati, come quello che ha vissuto nell’estate del 2017.
La fibromialgia stessa, quando diagnosticata, è spesso collegata a una forte componente psicosomatica, e il dolore migrante o i disturbi nella deglutizione che descrive possono essere interpretati anche in quest’ottica. Naturalmente, è fondamentale continuare il confronto con il medico curante per escludere eventuali cause organiche, ma il lavoro psicoterapico è altrettanto essenziale per rielaborare il vissuto emotivo alla base del disagio.
Continui con fiducia il suo percorso, è un processo che richiede tempo, ma può condurre a una comprensione più autentica di sé e a una maggiore libertà interiore.
Un caro saluto.
Gentile utente, comprendo la difficoltà del vivere con così tanta paura da tanto tempo. Ha fatto bene a chiedere aiuto sia al medico che alla psicoterapeuta, con la quale il percorso è tuttora in essere, se capisco bene dalle sue parole. Dal momento che sembra stia giovando di tale percorso, mi permetto di suggerirle di portare ciò che sente alla sua terapeuta cercando di non avere riserve. Voler comprendere il suo disagio è un bisogno del tutto legittimo e chiedere il parere di altri professionisti è possibile, se lei ritiene, ma la invito a considerare il fatto che questo bisogno non possa che auspicabilmente essere soddisfatto come parte di un processo fatto di tempo, pazienza e fiducia, all'interno di una relazione terapeutica alla quale potersi affidare e della quale potersi sentire parte attiva e integrante. Mi permetto anche di invitarla a considerare che la prescrizione di psicofarmaci possa essere senza dubbio più adeguata alle sue specifiche necessità se fatta da uno specialista psichiatra. Mi auguro di averle dato degli spunti di riflessione utili. Cordialmente, dott.ssa Caterina Mammone
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