Salve io sono un uomo di 42 anni 2 mesi fa ho fatto venire qui da me una ragazza ucraina e sua figli
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Salve io sono un uomo di 42 anni 2 mesi fa ho fatto venire qui da me una ragazza ucraina e sua figlia.
Adesso ho un serio problema lei è diventata sempre più arrabbiata con me perché dice che io sono un leone nei suoi confronti e non si fida di nessuno neanche dei medici qui nella mia città Alessandria.
In questo momento stiamo affrontando una settimana difficile perché abbiamo scoperto che lei è incinta e ha voluto interrompere la gravidanza ieri ha preso la prima pillola ed oggi ha avuto un attacco di rabbia nei miei confronti dicendomi che sono uno stupido un leone che con me nessuno sarà mai felice....io non le ho mai fatto mancare niente ma è da molti giorni che non parliamo più stiamo in silenzio tutto il giorno gli unici momenti che parliamo è quando lei ha questi attacchi di rabbia ...ieri si è arrabbiata perché le ho chiesto come si sentiva fisicamente dopo aver preso la prima pastiglia...
Vi prego aiutatemi a capire come comportarmi e come aiutarla
Adesso ho un serio problema lei è diventata sempre più arrabbiata con me perché dice che io sono un leone nei suoi confronti e non si fida di nessuno neanche dei medici qui nella mia città Alessandria.
In questo momento stiamo affrontando una settimana difficile perché abbiamo scoperto che lei è incinta e ha voluto interrompere la gravidanza ieri ha preso la prima pillola ed oggi ha avuto un attacco di rabbia nei miei confronti dicendomi che sono uno stupido un leone che con me nessuno sarà mai felice....io non le ho mai fatto mancare niente ma è da molti giorni che non parliamo più stiamo in silenzio tutto il giorno gli unici momenti che parliamo è quando lei ha questi attacchi di rabbia ...ieri si è arrabbiata perché le ho chiesto come si sentiva fisicamente dopo aver preso la prima pastiglia...
Vi prego aiutatemi a capire come comportarmi e come aiutarla
uonasera,
la situazione che mi descrive è molto delicata e comprensibilmente stressante per entrambi. È evidente che la sua partner sta vivendo forti emozioni legate alla gravidanza, alla decisione di interromperla e al contesto nuovo in cui vi trovate, e queste emozioni si manifestano con rabbia e sfiducia. Non si tratta di qualcosa che lei abbia fatto “di sbagliato”, ma di un momento in cui lei sta reagendo a paure e stress profondi.
In questo frangente, il modo migliore per supportarla non è cercare di convincerla o di correggere i suoi comportamenti, ma offrire presenza calma, ascolto empatico e rispetto dei suoi tempi. Eviti discussioni o rimproveri quando lei è arrabbiata: rispondere con rabbia o con difesa rischierebbe solo di alimentare ulteriormente il conflitto. Può invece rassicurarla con frasi semplici, tipo “Capisco che tu stia attraversando un momento difficile, io sono qui per ascoltarti quando vuoi parlare”.
Visto il livello di tensione e le decisioni delicate in corso, sarebbe molto utile cercare un supporto psicologico professionale per lei, che le permetta di affrontare le emozioni intense legate alla gravidanza, alla rabbia e alla sfiducia, e contemporaneamente anche per lei, così da ricevere strumenti per gestire il conflitto e sostenere la situazione senza sentirsi sopraffatto.
Se vuole, possiamo organizzare uno spazio sicuro di colloquio online, dove possiamo parlare con entrambi o separatamente, così da avere indicazioni concrete su come gestire la comunicazione e il sostegno in questo periodo. Questo tipo di supporto spesso aiuta molto a far sentire entrambe le persone più comprese e meno sole di fronte alla difficoltà.
Può serenamente contattarmi quando preferisce. Cordialmente
la situazione che mi descrive è molto delicata e comprensibilmente stressante per entrambi. È evidente che la sua partner sta vivendo forti emozioni legate alla gravidanza, alla decisione di interromperla e al contesto nuovo in cui vi trovate, e queste emozioni si manifestano con rabbia e sfiducia. Non si tratta di qualcosa che lei abbia fatto “di sbagliato”, ma di un momento in cui lei sta reagendo a paure e stress profondi.
In questo frangente, il modo migliore per supportarla non è cercare di convincerla o di correggere i suoi comportamenti, ma offrire presenza calma, ascolto empatico e rispetto dei suoi tempi. Eviti discussioni o rimproveri quando lei è arrabbiata: rispondere con rabbia o con difesa rischierebbe solo di alimentare ulteriormente il conflitto. Può invece rassicurarla con frasi semplici, tipo “Capisco che tu stia attraversando un momento difficile, io sono qui per ascoltarti quando vuoi parlare”.
Visto il livello di tensione e le decisioni delicate in corso, sarebbe molto utile cercare un supporto psicologico professionale per lei, che le permetta di affrontare le emozioni intense legate alla gravidanza, alla rabbia e alla sfiducia, e contemporaneamente anche per lei, così da ricevere strumenti per gestire il conflitto e sostenere la situazione senza sentirsi sopraffatto.
Se vuole, possiamo organizzare uno spazio sicuro di colloquio online, dove possiamo parlare con entrambi o separatamente, così da avere indicazioni concrete su come gestire la comunicazione e il sostegno in questo periodo. Questo tipo di supporto spesso aiuta molto a far sentire entrambe le persone più comprese e meno sole di fronte alla difficoltà.
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Salve gentile utente, dalle sue parole emerge quanto questa situazione sia diventata difficile e dolorosa per lei. Sta cercando di capire cosa stia succedendo e come comportarsi, e questo mostra quanto tenga al benessere di entrambi, visto il momento delicato che state attraversando.
Comprendo il suo desiderio di sentirsi aiutato. In situazioni così complesse, infatti, può essere utile considerare la possibilità di parlarne con uno psicologo, al fine di condividere ciò che sta vivendo e ricevere un sostegno. Se lei lo desiderasse, potrebbe essere un aiuto prezioso anche per la signora. Questa è l'indicazione più concreta che mi sento di darle leggendo il suo messaggio.
Un saluto. Dott.ssa Camilla Centanni
Comprendo il suo desiderio di sentirsi aiutato. In situazioni così complesse, infatti, può essere utile considerare la possibilità di parlarne con uno psicologo, al fine di condividere ciò che sta vivendo e ricevere un sostegno. Se lei lo desiderasse, potrebbe essere un aiuto prezioso anche per la signora. Questa è l'indicazione più concreta che mi sento di darle leggendo il suo messaggio.
Un saluto. Dott.ssa Camilla Centanni
Buonasera,
si percepisce quanto questa situazione sia per lei dolorosa e confusa, soprattutto perché sta cercando di esserci e di aiutare, ma si trova invece davanti a distanza, rabbia e chiusura.
Il momento che state vivendo è molto delicato: la sua compagna sta affrontando non solo un grande cambiamento (trasferimento, adattamento, fiducia in un contesto nuovo), ma anche un evento emotivamente e fisicamente intenso come l’interruzione di gravidanza. Tutto questo può generare reazioni forti, come rabbia, sfiducia e difficoltà a comunicare.
Questo però non significa che lei sia davvero “il problema”, ma che in questo momento la sua compagna potrebbe non avere le risorse emotive per gestire ciò che sta vivendo.
Può essere utile cercare di mantenere un atteggiamento calmo e non difensivo, evitando di incalzare con domande quando percepisce chiusura, ma restando disponibile e presente in modo discreto.
Allo stesso tempo, è importante che anche lei si protegga: una relazione non può reggersi solo su accuse e silenzi. Se la situazione non migliora, potrebbe essere utile coinvolgere un supporto esterno.
Un caro saluto.
si percepisce quanto questa situazione sia per lei dolorosa e confusa, soprattutto perché sta cercando di esserci e di aiutare, ma si trova invece davanti a distanza, rabbia e chiusura.
Il momento che state vivendo è molto delicato: la sua compagna sta affrontando non solo un grande cambiamento (trasferimento, adattamento, fiducia in un contesto nuovo), ma anche un evento emotivamente e fisicamente intenso come l’interruzione di gravidanza. Tutto questo può generare reazioni forti, come rabbia, sfiducia e difficoltà a comunicare.
Questo però non significa che lei sia davvero “il problema”, ma che in questo momento la sua compagna potrebbe non avere le risorse emotive per gestire ciò che sta vivendo.
Può essere utile cercare di mantenere un atteggiamento calmo e non difensivo, evitando di incalzare con domande quando percepisce chiusura, ma restando disponibile e presente in modo discreto.
Allo stesso tempo, è importante che anche lei si protegga: una relazione non può reggersi solo su accuse e silenzi. Se la situazione non migliora, potrebbe essere utile coinvolgere un supporto esterno.
Un caro saluto.
Questa rabbia può avere diverse cause.
Anche il suo disorientamento può essere più complesso di quello che appare da quanto ci scrive.
Occorre approfondire.
Anche il suo disorientamento può essere più complesso di quello che appare da quanto ci scrive.
Occorre approfondire.
Buongiorno,
quello che descrive è una situazione complessa e molto delicata, in cui si intrecciano diversi fattori emotivi, relazionali e anche legati allo stress del momento.
Da quello che racconta, la sua compagna sta attraversando un periodo di forte vulnerabilità psicologica. Ci sono alcuni elementi importanti da considerare:
Il cambiamento di vita recente: trasferirsi in un altro Paese, con una figlia, significa lasciare punti di riferimento, affetti, lingua e sicurezza. Questo può generare ansia, diffidenza e senso di perdita di controllo.
La gravidanza e l’interruzione: sono eventi molto intensi dal punto di vista emotivo e fisico. Anche quando la scelta è consapevole, possono emergere rabbia, tristezza, senso di colpa o confusione. Inoltre, i farmaci utilizzati possono accentuare temporaneamente l’instabilità emotiva.
La sfiducia verso gli altri: il fatto che dica di non fidarsi di nessuno (nemmeno dei medici) può indicare un vissuto di insicurezza profonda o esperienze pregresse difficili.
La rabbia che lei esprime nei suoi confronti, quindi, potrebbe non essere realmente “contro di lei”, ma piuttosto un modo (seppur faticoso) di esprimere un forte disagio interno.
Come può comportarsi lei
In una situazione così delicata, il suo atteggiamento può fare la differenza:
Eviti di reagire agli attacchi di rabbia sullo stesso piano: rispondere con calma, senza difendersi o contrattaccare, aiuta a non alimentare il conflitto.
Non prenda sul personale le offese, per quanto sia difficile: in questo momento sono probabilmente espressione del suo dolore.
Mantenga una presenza stabile e rassicurante: anche il silenzio può essere carico di tensione, ma una presenza calma e non invadente può trasmettere sicurezza.
Faccia domande con delicatezza, senza insistere: ad esempio “Se vuoi parlare, io ci sono”, lasciando a lei la scelta.
Riconosca le sue emozioni, senza cercare subito di risolverle: frasi come “Capisco che sei molto arrabbiata/stanca” possono aiutare più di consigli pratici.
Un aspetto importante
Il fatto che lei percepisca questa escalation di rabbia e distanza è un segnale da non sottovalutare. Da solo, per quanto animato da buone intenzioni, potrebbe fare fatica a gestire una situazione così carica emotivamente.
Sarebbe molto utile che la sua compagna potesse avere un supporto psicologico, soprattutto in questo momento. Tuttavia, vista la sua diffidenza, potrebbe essere necessario un approccio graduale. Anche per lei potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista per capire come muoversi al meglio.
In conclusione, ciò che sta vivendo la sua compagna sembra legato a un insieme di fattori di stress e sofferenza, e la sua reazione, pur difficile, ha un senso nel contesto. Lei può aiutarla mantenendo calma, ascolto e presenza, ma è importante non affrontare tutto questo da soli.
È consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, per avere un supporto adeguato sia per lei che per la sua compagna.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che descrive è una situazione complessa e molto delicata, in cui si intrecciano diversi fattori emotivi, relazionali e anche legati allo stress del momento.
Da quello che racconta, la sua compagna sta attraversando un periodo di forte vulnerabilità psicologica. Ci sono alcuni elementi importanti da considerare:
Il cambiamento di vita recente: trasferirsi in un altro Paese, con una figlia, significa lasciare punti di riferimento, affetti, lingua e sicurezza. Questo può generare ansia, diffidenza e senso di perdita di controllo.
La gravidanza e l’interruzione: sono eventi molto intensi dal punto di vista emotivo e fisico. Anche quando la scelta è consapevole, possono emergere rabbia, tristezza, senso di colpa o confusione. Inoltre, i farmaci utilizzati possono accentuare temporaneamente l’instabilità emotiva.
La sfiducia verso gli altri: il fatto che dica di non fidarsi di nessuno (nemmeno dei medici) può indicare un vissuto di insicurezza profonda o esperienze pregresse difficili.
La rabbia che lei esprime nei suoi confronti, quindi, potrebbe non essere realmente “contro di lei”, ma piuttosto un modo (seppur faticoso) di esprimere un forte disagio interno.
Come può comportarsi lei
In una situazione così delicata, il suo atteggiamento può fare la differenza:
Eviti di reagire agli attacchi di rabbia sullo stesso piano: rispondere con calma, senza difendersi o contrattaccare, aiuta a non alimentare il conflitto.
Non prenda sul personale le offese, per quanto sia difficile: in questo momento sono probabilmente espressione del suo dolore.
Mantenga una presenza stabile e rassicurante: anche il silenzio può essere carico di tensione, ma una presenza calma e non invadente può trasmettere sicurezza.
Faccia domande con delicatezza, senza insistere: ad esempio “Se vuoi parlare, io ci sono”, lasciando a lei la scelta.
Riconosca le sue emozioni, senza cercare subito di risolverle: frasi come “Capisco che sei molto arrabbiata/stanca” possono aiutare più di consigli pratici.
Un aspetto importante
Il fatto che lei percepisca questa escalation di rabbia e distanza è un segnale da non sottovalutare. Da solo, per quanto animato da buone intenzioni, potrebbe fare fatica a gestire una situazione così carica emotivamente.
Sarebbe molto utile che la sua compagna potesse avere un supporto psicologico, soprattutto in questo momento. Tuttavia, vista la sua diffidenza, potrebbe essere necessario un approccio graduale. Anche per lei potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista per capire come muoversi al meglio.
In conclusione, ciò che sta vivendo la sua compagna sembra legato a un insieme di fattori di stress e sofferenza, e la sua reazione, pur difficile, ha un senso nel contesto. Lei può aiutarla mantenendo calma, ascolto e presenza, ma è importante non affrontare tutto questo da soli.
È consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, per avere un supporto adeguato sia per lei che per la sua compagna.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Gentile utente, Quello che sta vivendo è un momento di grande peso emotivo, sia per Lei che per la sua compagna. Trovarsi a fianco di qualcuno che soffre — e sentirsi al tempo stesso incompresi o allontanati — è profondamente doloroso. Gli attacchi di rabbia che descrive non sono necessariamente diretti contro di Lei in modo personale: molto spesso, in momenti di dolore intenso, chi soffre scarica su chi ha più vicino. La cosa più preziosa che può offrirle è la sua presenza silenziosa e non giudicante: non cercare di spiegare, non difendersi, ma semplicemente esserci. Nello stesso tempo, la situazione che descrive richiede anche il supporto di un professionista per entrambi. Spero caldamente che la situazione difficile rientri presto, in caso contrario potrebbe essere opportuno richiedere un supporto psicologico di coppia oppure individuale. Un sentito saluto, Dott. Boscolo
Buongiorno, immagino sia difficile la situazione in cui state vivendo, prima come era il vostro rapporto?
Salve!
Che cosa si intende per leone?
Bisognerebbe comprendere a fondo la dinamica che state vivendo e che avete vissuto in precedenza separatamente per dare una risposta concreta a questo messaggio.
Le consiglio di rivolgersi ad uno specialista, magari prima individualmente.
Resto a disposizione, saluti!
Che cosa si intende per leone?
Bisognerebbe comprendere a fondo la dinamica che state vivendo e che avete vissuto in precedenza separatamente per dare una risposta concreta a questo messaggio.
Le consiglio di rivolgersi ad uno specialista, magari prima individualmente.
Resto a disposizione, saluti!
Buongiorno,
la situazione che descrive è molto delicata e carica di tensione emotiva, soprattutto per ciò che la sua compagna sta vivendo tra gravidanza, interruzione e distanza dal suo Paese. La sua rabbia può essere una reazione a questo stato interno, non necessariamente un attacco personale verso di lei. In questo momento è utile mantenere calma, non forzare il dialogo e offrire presenza senza pressione. Allo stesso tempo, è importante che lei mantenga dei confini e non accetti di essere svalutato. Potrebbe essere utile anche per lei confrontarsi con un professionista per gestire al meglio la situazione.
Le auguro di trovare equilibrio e chiarezza in questo momento difficile.
la situazione che descrive è molto delicata e carica di tensione emotiva, soprattutto per ciò che la sua compagna sta vivendo tra gravidanza, interruzione e distanza dal suo Paese. La sua rabbia può essere una reazione a questo stato interno, non necessariamente un attacco personale verso di lei. In questo momento è utile mantenere calma, non forzare il dialogo e offrire presenza senza pressione. Allo stesso tempo, è importante che lei mantenga dei confini e non accetti di essere svalutato. Potrebbe essere utile anche per lei confrontarsi con un professionista per gestire al meglio la situazione.
Le auguro di trovare equilibrio e chiarezza in questo momento difficile.
Buongiorno,
Da ciò che descrive, state attraversando un momento molto intenso, caratterizzato da un cambiamento importante come la gravidanza e la sua interruzione, vissuto in un contesto già fragile, lontano dal proprio paese e con un carico emotivo elevato. In questi casi, la rabbia può diventare un modo per esprimere paura, sfiducia e senso di perdita di controllo, più che un attacco personale diretto.
Dal punto di vista relazionale, sembra che tra voi si sia creato un circolo in cui lei si chiude o reagisce con rabbia e lei, comprensibilmente, cerca di avvicinarsi o capire, ma questo viene percepito da lei come pressione o invasione. Questo può aumentare la distanza e il silenzio.
Può essere utile, in questa fase, ridurre il tentativo di “risolvere” o spiegare e concentrarsi invece su una presenza più calma e non intrusiva, comunicando in modo semplice che lei c’è, senza forzare il dialogo. Frasi brevi, senza domande incalzanti, possono aiutarla a non sentirsi sotto pressione.
Allo stesso tempo, è importante che lei non resti solo in questa situazione, valutare un supporto professionale sul territorio, anche come spazio per lei, potrebbe aiutarla a orientarsi meglio e a gestire le emozioni che sta vivendo.
Se la situazione dovesse diventare troppo carica o conflittuale, potrebbe essere utile anche creare momentaneamente un po’ di distanza, per proteggere entrambi e abbassare la tensione.
Spero di esserle stato di supporto e le auguro una buona giornata.
Da ciò che descrive, state attraversando un momento molto intenso, caratterizzato da un cambiamento importante come la gravidanza e la sua interruzione, vissuto in un contesto già fragile, lontano dal proprio paese e con un carico emotivo elevato. In questi casi, la rabbia può diventare un modo per esprimere paura, sfiducia e senso di perdita di controllo, più che un attacco personale diretto.
Dal punto di vista relazionale, sembra che tra voi si sia creato un circolo in cui lei si chiude o reagisce con rabbia e lei, comprensibilmente, cerca di avvicinarsi o capire, ma questo viene percepito da lei come pressione o invasione. Questo può aumentare la distanza e il silenzio.
Può essere utile, in questa fase, ridurre il tentativo di “risolvere” o spiegare e concentrarsi invece su una presenza più calma e non intrusiva, comunicando in modo semplice che lei c’è, senza forzare il dialogo. Frasi brevi, senza domande incalzanti, possono aiutarla a non sentirsi sotto pressione.
Allo stesso tempo, è importante che lei non resti solo in questa situazione, valutare un supporto professionale sul territorio, anche come spazio per lei, potrebbe aiutarla a orientarsi meglio e a gestire le emozioni che sta vivendo.
Se la situazione dovesse diventare troppo carica o conflittuale, potrebbe essere utile anche creare momentaneamente un po’ di distanza, per proteggere entrambi e abbassare la tensione.
Spero di esserle stato di supporto e le auguro una buona giornata.
Gentile Utente
grazie per aver condiviso questo momento così difficile. Mi sembra, dalle sue parole, che Lei tenga a questa relazione e quanto la situazione stia facendo soffrire tutti e due. Quello che Lei sta vivendo è un incrocio di tensioni emotive molto forti che richiedono lucidità e, soprattutto, molta pazienza.
Ecco alcuni punti per aiutarla a capire credo stia sta succedendo e come muoversi:
Comprendere il "carico" di lei: questa donna non ha solo affrontato una gravidanza difficile e la sua interruzione, già di per sé esperienza traumatica. È anche una persona che è fuggita da un Paese in guerra, ora vive in un Paese straniero e pertanto credo stia portando un carico psicologico pesante... La rabbia che scarica su di Lei non è necessariamente un giudizio sulla sua persona (non capisco cosa significa il paragone con il “leone”…) ma può essere un’esplosione di dolore e di impotenza: forse quando alla sua compagna la realtà appare fuori controllo, attacca chi le è più vicino perché è l'unico modo che ha per "sentire" di avere ancora una voce.
Il peso dell'interruzione di gravidanza: Il percorso farmacologico che ha appena iniziato è fisicamente ed emotivamente devastante. Gli sbalzi ormonali possono causare irritabilità estrema e crisi di pianto o rabbia. In questo momento lei si sente vulnerabile e probabilmente sola nel suo dolore, anche se Lei le è accanto.
Come comportarsi nei prossimi giorni. Non cerchi di difendersi: non risponda alle sue aggressioni verbali cercando di elencare tutto ciò che ha fatto per lei. Questo alimenterebbe solo lo scontro. Risponda con calma: "Capisco che sei molto arrabbiata e che stai soffrendo. Io sono qui se hai bisogno di qualunque cosa".
Rispetti il silenzio: Se lei non vuole parlare, non la forzi. A volte la presenza silenziosa è più rassicurante di mille domande. Invece di chiedere "come stai?", provi a compiere piccoli gesti pratici: portarle un tè, preparare la cena, occuparsi della bambina.
La sfiducia verso i medici: È comune in chi ha vissuto soprattutto traumi bellici non fidarsi delle autorità o delle istituzioni straniere. Non cerchi di convincerla razionalmente, ma le stia vicino con dolcezza durante le visite, senza sovrastarla.
Infine un consiglio per Lei: si ricordi che Lei non può essere il suo unico psicologo o mediatore. Ad Alessandria penso ci siano consultori e associazioni che si occupano di supporto anche ai profughi ucraini. Spesso parlare con una connazionale o con un mediatore culturale che conosce la sua lingua e la sua cultura può far superare muri che Lei, da solo, non può abbattere.
In questo momento il suo ruolo non è "risolvere il problema", ma essere un porto sicuro. È una tempesta, e come tutte le tempeste, col tempo tenderà a placarsi, ma ora serve solo resistere senza spezzarsi.
Rimango a Sua disposizione se avesse bisogno di approfondire altri aspetti.
Un cordiale saluto.
Dr Claudio Puliatti, psicologo online e in presenza (Roma)
grazie per aver condiviso questo momento così difficile. Mi sembra, dalle sue parole, che Lei tenga a questa relazione e quanto la situazione stia facendo soffrire tutti e due. Quello che Lei sta vivendo è un incrocio di tensioni emotive molto forti che richiedono lucidità e, soprattutto, molta pazienza.
Ecco alcuni punti per aiutarla a capire credo stia sta succedendo e come muoversi:
Comprendere il "carico" di lei: questa donna non ha solo affrontato una gravidanza difficile e la sua interruzione, già di per sé esperienza traumatica. È anche una persona che è fuggita da un Paese in guerra, ora vive in un Paese straniero e pertanto credo stia portando un carico psicologico pesante... La rabbia che scarica su di Lei non è necessariamente un giudizio sulla sua persona (non capisco cosa significa il paragone con il “leone”…) ma può essere un’esplosione di dolore e di impotenza: forse quando alla sua compagna la realtà appare fuori controllo, attacca chi le è più vicino perché è l'unico modo che ha per "sentire" di avere ancora una voce.
Il peso dell'interruzione di gravidanza: Il percorso farmacologico che ha appena iniziato è fisicamente ed emotivamente devastante. Gli sbalzi ormonali possono causare irritabilità estrema e crisi di pianto o rabbia. In questo momento lei si sente vulnerabile e probabilmente sola nel suo dolore, anche se Lei le è accanto.
Come comportarsi nei prossimi giorni. Non cerchi di difendersi: non risponda alle sue aggressioni verbali cercando di elencare tutto ciò che ha fatto per lei. Questo alimenterebbe solo lo scontro. Risponda con calma: "Capisco che sei molto arrabbiata e che stai soffrendo. Io sono qui se hai bisogno di qualunque cosa".
Rispetti il silenzio: Se lei non vuole parlare, non la forzi. A volte la presenza silenziosa è più rassicurante di mille domande. Invece di chiedere "come stai?", provi a compiere piccoli gesti pratici: portarle un tè, preparare la cena, occuparsi della bambina.
La sfiducia verso i medici: È comune in chi ha vissuto soprattutto traumi bellici non fidarsi delle autorità o delle istituzioni straniere. Non cerchi di convincerla razionalmente, ma le stia vicino con dolcezza durante le visite, senza sovrastarla.
Infine un consiglio per Lei: si ricordi che Lei non può essere il suo unico psicologo o mediatore. Ad Alessandria penso ci siano consultori e associazioni che si occupano di supporto anche ai profughi ucraini. Spesso parlare con una connazionale o con un mediatore culturale che conosce la sua lingua e la sua cultura può far superare muri che Lei, da solo, non può abbattere.
In questo momento il suo ruolo non è "risolvere il problema", ma essere un porto sicuro. È una tempesta, e come tutte le tempeste, col tempo tenderà a placarsi, ma ora serve solo resistere senza spezzarsi.
Rimango a Sua disposizione se avesse bisogno di approfondire altri aspetti.
Un cordiale saluto.
Dr Claudio Puliatti, psicologo online e in presenza (Roma)
Buongiorno, capisco bene quanto questa situazione possa essere emotivamente travolgente per lei. Quello che descrive sembra essere un contesto in cui le emozioni, sia sue che della ragazza che ha ospitato, sono molto intense e in parte difficili da gestire. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, ciò che emerge è come i pensieri e le interpretazioni rispetto ai comportamenti dell’altro possano alimentare ansia, frustrazione e reazioni emotive forti, creando un circolo difficile da interrompere. Quando qualcuno vive una condizione di stress o di paura profonda, come può essere il timore di trovarsi sola in un paese nuovo o la preoccupazione legata a una gravidanza, spesso le emozioni esplodono in modi che sembrano sproporzionati rispetto alla situazione reale, ma che hanno senso se osservate come espressione di schemi di pensiero e di paura pregressi. Per lei, in questo momento, può essere utile cercare di mantenere uno spazio di osservazione rispetto alle proprie reazioni. È naturale sentirsi frustrati, arrabbiati o impotenti, ma è importante cercare di non farsi trascinare dall’onda emotiva dell’altro, perché rispondere con la stessa intensità spesso alimenta solo ulteriori conflitti. Strategie di regolazione emotiva come respirazione profonda, piccoli momenti di pausa, e pensieri mirati a distinguere ciò che può controllare da ciò che non può, possono aiutarla a ridurre il senso di sopraffazione e a reagire in maniera più calma e ponderata. Allo stesso tempo, un percorso di supporto psicologico può essere molto utile per esplorare i propri schemi di funzionamento emotivo, capire perché certi comportamenti dell’altro attivano determinate reazioni e sviluppare strategie efficaci per gestire conflitti così intensi. Questo tipo di lavoro permette di osservare le dinamiche relazionali in modo più chiaro, ridurre l’ansia legata all’incertezza e trovare modalità di comunicazione più efficaci, senza sentirsi sopraffatti dai sentimenti dell’altro. Può anche aiutare a definire limiti chiari e salutari all’interno della relazione, a tutela del proprio benessere e della propria serenità, evitando di rimanere intrappolati in un circolo di tensione continua. Considerare questo tipo di supporto non è un segno di debolezza, ma un modo per comprendere e gestire le proprie emozioni e le dinamiche relazionali complesse, imparando a rispondere invece di reagire, e a creare spazi di calma anche in situazioni particolarmente tese. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile utente di mio dottore,
lei è portatore di una istanza di coppia, ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate. Ne parli anche con la sua compagna, sarebbe una occasione di crescita per entrambi.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
lei è portatore di una istanza di coppia, ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate. Ne parli anche con la sua compagna, sarebbe una occasione di crescita per entrambi.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Gentilissimo,
non conosco la vostra situazione nello specifico però immagino che possa essere un momento difficile e delicato per lei e la sua compagna. Racconta diversi episodi in cui la sua compagna esprime rabbia nei suoi confronti, lei in questo momento invece cosa sta provando? L'interruzione di gravidanza è una procedura medica, potrebbero insorgere confusione e paura causate dalle barriere linguistiche. Immagino inoltre che la sua compagna stia attraversando questo momento lontano dalla sua famiglia. Che significato ha per lei essere andata via dal proprio paese e cosa prova a riguardo? Cosa significa per la sua compagna affrontare l'interruzione di gravidanza lontano dai suoi famigliari? Rimango a disposizione per qualsiasi domanda.
Dott.ssa Allieri Valentina
non conosco la vostra situazione nello specifico però immagino che possa essere un momento difficile e delicato per lei e la sua compagna. Racconta diversi episodi in cui la sua compagna esprime rabbia nei suoi confronti, lei in questo momento invece cosa sta provando? L'interruzione di gravidanza è una procedura medica, potrebbero insorgere confusione e paura causate dalle barriere linguistiche. Immagino inoltre che la sua compagna stia attraversando questo momento lontano dalla sua famiglia. Che significato ha per lei essere andata via dal proprio paese e cosa prova a riguardo? Cosa significa per la sua compagna affrontare l'interruzione di gravidanza lontano dai suoi famigliari? Rimango a disposizione per qualsiasi domanda.
Dott.ssa Allieri Valentina
Grazie per aver scritto, si percepisce che stai cercando genuinamente di fare la cosa giusta in una situazione molto difficile.
Prima di tutto: il contesto di lei. Una donna che ha lasciato il suo paese in guerra, si trova in una città straniera, non si fida del sistema medico locale, e sta affrontando un'interruzione di gravidanza, è sotto un peso emotivo enorme. La rabbia che esprime, anche se ti fa male, è quasi certamente l'unico canale che ha in questo momento per scaricare una sofferenza che non riesce a gestire altrimenti. Non giustifica le parole offensive, ma le spiega.
Sul tuo comportamento concreto adesso:
La cosa più utile che puoi fare è ridurre al minimo le richieste e le domande, anche quelle premurosi come "come ti senti fisicamente" possono essere vissute come pressione quando si è in uno stato di sopraffazione emotiva. Presenza silenziosa e disponibilità senza aspettative è spesso più efficace delle parole.
Evita di difenderti o spiegare durante gli attacchi di rabbia, non è il momento in cui può ascoltarti. Puoi dire con calma "capisco che stai soffrendo, sono qui" e non aggiungere altro.
Un punto importante per te: stai assorbendo molta ostilità e probabilmente ti senti solo e incompreso in questa situazione. Anche il tuo benessere conta, non puoi sostenere qualcuno a lungo se tu stesso sei esausto emotivamente.
Guardando avanti: quando il momento acuto sarà passato, una mediazione con uno psicologo o uno spazio di coppia strutturato potrebbe aiutarvi a costruire una comunicazione più funzionale, specialmente con la barriera culturale e linguistica che avete.
Hai fatto bene a chiedere aiuto.
Un caro saluto, Dr. Vittorio Penzo.
Prima di tutto: il contesto di lei. Una donna che ha lasciato il suo paese in guerra, si trova in una città straniera, non si fida del sistema medico locale, e sta affrontando un'interruzione di gravidanza, è sotto un peso emotivo enorme. La rabbia che esprime, anche se ti fa male, è quasi certamente l'unico canale che ha in questo momento per scaricare una sofferenza che non riesce a gestire altrimenti. Non giustifica le parole offensive, ma le spiega.
Sul tuo comportamento concreto adesso:
La cosa più utile che puoi fare è ridurre al minimo le richieste e le domande, anche quelle premurosi come "come ti senti fisicamente" possono essere vissute come pressione quando si è in uno stato di sopraffazione emotiva. Presenza silenziosa e disponibilità senza aspettative è spesso più efficace delle parole.
Evita di difenderti o spiegare durante gli attacchi di rabbia, non è il momento in cui può ascoltarti. Puoi dire con calma "capisco che stai soffrendo, sono qui" e non aggiungere altro.
Un punto importante per te: stai assorbendo molta ostilità e probabilmente ti senti solo e incompreso in questa situazione. Anche il tuo benessere conta, non puoi sostenere qualcuno a lungo se tu stesso sei esausto emotivamente.
Guardando avanti: quando il momento acuto sarà passato, una mediazione con uno psicologo o uno spazio di coppia strutturato potrebbe aiutarvi a costruire una comunicazione più funzionale, specialmente con la barriera culturale e linguistica che avete.
Hai fatto bene a chiedere aiuto.
Un caro saluto, Dr. Vittorio Penzo.
Gentile utente,
la situazione che state vivendo è di estrema fragilità emotiva. L'esperienza di un'interruzione di gravidanza, unito a tutto ciò che ha scritto non deve essere semplice.
E' fondamentale che lei non cerchi di risolvere questo conflitto in solitaria. In un momento così critico un supporto psicologico può essere fondamentale per aiutarla a comprendere come stare vicino a una persona in crisi.
Le consiglio vivamente di rivolgersi a un professionista, anche per un consulto individuale iniziale.
la situazione che state vivendo è di estrema fragilità emotiva. L'esperienza di un'interruzione di gravidanza, unito a tutto ciò che ha scritto non deve essere semplice.
E' fondamentale che lei non cerchi di risolvere questo conflitto in solitaria. In un momento così critico un supporto psicologico può essere fondamentale per aiutarla a comprendere come stare vicino a una persona in crisi.
Le consiglio vivamente di rivolgersi a un professionista, anche per un consulto individuale iniziale.
Caro utente, si sente quanto tu sia coinvolto e anche disorientato: stai cercando di aiutare una persona in un momento molto delicato, ma ti trovi davanti rabbia, distanza e silenzi difficili da gestire. Lei probabilmente sta vivendo più livelli di stress insieme — cambiamento di vita, difficoltà di fiducia e soprattutto l’interruzione di gravidanza (ad esempio con Mifepristone), che può avere un impatto emotivo e ormonale intenso — e la rabbia può essere un modo per esprimere dolore e paura più che un giudizio reale su di te. In concreto, può aiutare essere presente senza pressioni (“ci sono se hai bisogno”), evitare troppe domande nei momenti di tensione, darle spazio ma anche, quando è più calma, mettere limiti con rispetto per non subire solo gli attacchi; allo stesso tempo potrebbe essere molto utile proporle con delicatezza un supporto psicologico, che possa aiutarla a elaborare questo momento così complesso. Ricorda che puoi sostenerla, ma non controllare le sue reazioni. Rimango a disposizione per dubbi e domande un caro saluto. Dott.ssa Valentina Mestici
Sembrerebbe che l'immagine del "leone" che le viene cucita addosso la collochi in una posizione di minaccia proprio laddove lei sente di offrire protezione. Forse la sua soggettività si trova oggi smarrita di fronte a questa ferocia che trasforma il suo dono in un'arma. Questo nome che lei riceve parrebbe interrogare un nodo del legame che le sfugge e che si manifesta solo nell'urto della rabbia. Forse, in un luogo deputato all'ascolto, questo enigma che ora la ferisce potrebbe iniziare a parlare un'altra lingua. Lavorare questo interrogativo con un professionista potrebbe essere una strada utile.
Buongiorno, con le informazioni a disposizione fatico a fare ipotesi legate al funzionamento sia della ragazza sia della dinamica di coppia. Avrei bisogno di comprendere la storia, come è nata la decisioni di vivere insieme ecc... Gli eventi che però coinvolgono il popolo Ucraino sono certamente noti e credo che migrare in un altro Paese quando il tuo è in guerra sia qualcosa di terribile emotivamente: non sai cosa accadrà a chi resta là, alla tua casa. ai tuoi amici, ecc...Inoltre, larecente interruzione di gravidanza, per quanto scelta, credo sia un ulteriore aggravio alla situazione.
Credo che possa esservi utile trovare un momento tranquillo, magari concordato, nel quale confrontarvi con calma su questi temi: cosa si prova in questo momento, la complessità del comunicare, le aspettative di ognuno di voi. Confrontarsi e non bloccare il flusso comunicativo è importante per evitare che ognuno si irrigidisca nel suo silenzio provando rabbia, rancore e impotenza.
Credo che possa esservi utile trovare un momento tranquillo, magari concordato, nel quale confrontarvi con calma su questi temi: cosa si prova in questo momento, la complessità del comunicare, le aspettative di ognuno di voi. Confrontarsi e non bloccare il flusso comunicativo è importante per evitare che ognuno si irrigidisca nel suo silenzio provando rabbia, rancore e impotenza.
Salve, in questi casi sarebbe opportuno cominciare il prima possibile un percorso psicologico di coppia con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta, sia per gestire il dolore e la rabbia legati alla interruzione di gravidanza che per affrontare le problematiche comunicative che generano incomprensioni e rabbia all'interno delle vostre dinamiche di coppia.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Buongiorno,
capisco quanto questa situazione possa essere faticosa e anche dolorosa per Lei. Sta cercando di prendersi cura di qualcuno in un momento molto delicato, ma si trova invece dentro a distanza, silenzi e scoppi di rabbia che la disorientano.
Quello che descrive ha diversi livelli. Da una parte c’è un evento molto intenso sul piano fisico ed emotivo: l’interruzione di gravidanza, che può portare sbalzi ormonali importanti e reazioni emotive forti, anche improvvise. Dall’altra c’è la storia personale di questa donna, il fatto di essere in un Paese diverso, con una figlia, probabilmente con vissuti di insicurezza o sfiducia che emergono proprio ora. Quando dice che “non si fida di nessuno” e che La percepisce come “un leone”, sta comunicando qualcosa del suo mondo interno, più che facendo una valutazione oggettiva di Lei.
È importante dirLe con chiarezza una cosa: il fatto che Lei “non le abbia fatto mancare niente” sul piano pratico non sempre è ciò che l’altra persona riesce a sentire o riconoscere, soprattutto se è in uno stato emotivo alterato o difensivo. In questo momento, probabilmente, lei non riesce a leggere le Sue intenzioni come di cura, ma le vive come pressione o come qualcosa di cui diffidare.
Sul piano concreto, può esserLe utile spostare leggermente il modo in cui si pone. Più che fare domande dirette su come sta, che in questo momento possono essere percepite come intrusive, può provare a comunicare presenza in modo più semplice e non invadente. Qualcosa come: “Se ha bisogno, io ci sono”, senza insistere né aspettarsi una risposta. Questo riduce la tensione e lascia a lei uno spazio di controllo che forse in questo momento sente di non avere.
Allo stesso tempo, è fondamentale che Lei non diventi il bersaglio passivo della sua rabbia. Può mantenere un atteggiamento calmo, ma anche porre un limite rispettoso: ad esempio, se parte un attacco verbale, può dire con tono fermo che è disposto ad ascoltarla, ma non ad essere insultato. Questo non è allontanarla, è proteggere la relazione da una dinamica che altrimenti rischia di peggiorare.
Un altro punto delicato è la fiducia nei medici. La sua diffidenza potrebbe essere legata a paura, esperienze pregresse o alla difficoltà di affidarsi in un contesto straniero. Forzarla difficilmente funzionerà; può invece offrirsi di accompagnarla, lasciandole però la libertà di scegliere.
Infine, Le restituisco anche questo: Lei è molto coinvolto e sembra voler “aggiustare” la situazione, ma non tutto è nelle Sue possibilità. In questo momento aiutare lei significa anche tollerare di non poterla calmare o rassicurare completamente.
Se vuole, possiamo approfondire insieme come gestire concretamente i momenti in cui esplode la rabbia, o come leggere meglio i segnali che manda prima che accada.
un caro saluto,
Dott.ssa Susanna Brandolini
capisco quanto questa situazione possa essere faticosa e anche dolorosa per Lei. Sta cercando di prendersi cura di qualcuno in un momento molto delicato, ma si trova invece dentro a distanza, silenzi e scoppi di rabbia che la disorientano.
Quello che descrive ha diversi livelli. Da una parte c’è un evento molto intenso sul piano fisico ed emotivo: l’interruzione di gravidanza, che può portare sbalzi ormonali importanti e reazioni emotive forti, anche improvvise. Dall’altra c’è la storia personale di questa donna, il fatto di essere in un Paese diverso, con una figlia, probabilmente con vissuti di insicurezza o sfiducia che emergono proprio ora. Quando dice che “non si fida di nessuno” e che La percepisce come “un leone”, sta comunicando qualcosa del suo mondo interno, più che facendo una valutazione oggettiva di Lei.
È importante dirLe con chiarezza una cosa: il fatto che Lei “non le abbia fatto mancare niente” sul piano pratico non sempre è ciò che l’altra persona riesce a sentire o riconoscere, soprattutto se è in uno stato emotivo alterato o difensivo. In questo momento, probabilmente, lei non riesce a leggere le Sue intenzioni come di cura, ma le vive come pressione o come qualcosa di cui diffidare.
Sul piano concreto, può esserLe utile spostare leggermente il modo in cui si pone. Più che fare domande dirette su come sta, che in questo momento possono essere percepite come intrusive, può provare a comunicare presenza in modo più semplice e non invadente. Qualcosa come: “Se ha bisogno, io ci sono”, senza insistere né aspettarsi una risposta. Questo riduce la tensione e lascia a lei uno spazio di controllo che forse in questo momento sente di non avere.
Allo stesso tempo, è fondamentale che Lei non diventi il bersaglio passivo della sua rabbia. Può mantenere un atteggiamento calmo, ma anche porre un limite rispettoso: ad esempio, se parte un attacco verbale, può dire con tono fermo che è disposto ad ascoltarla, ma non ad essere insultato. Questo non è allontanarla, è proteggere la relazione da una dinamica che altrimenti rischia di peggiorare.
Un altro punto delicato è la fiducia nei medici. La sua diffidenza potrebbe essere legata a paura, esperienze pregresse o alla difficoltà di affidarsi in un contesto straniero. Forzarla difficilmente funzionerà; può invece offrirsi di accompagnarla, lasciandole però la libertà di scegliere.
Infine, Le restituisco anche questo: Lei è molto coinvolto e sembra voler “aggiustare” la situazione, ma non tutto è nelle Sue possibilità. In questo momento aiutare lei significa anche tollerare di non poterla calmare o rassicurare completamente.
Se vuole, possiamo approfondire insieme come gestire concretamente i momenti in cui esplode la rabbia, o come leggere meglio i segnali che manda prima che accada.
un caro saluto,
Dott.ssa Susanna Brandolini
La situazione che descrive è complessa e carica di tensione emotiva per entrambi.
La sua compagna sta affrontando più eventi molto stressanti insieme: un trasferimento in un altro Paese, la distanza dal suo contesto di origine, una possibile difficoltà di fiducia, e ora anche un’interruzione di gravidanza, che può avere un impatto emotivo e fisico significativo. Reazioni di rabbia, chiusura o irritabilità possono emergere in momenti così delicati.
Allo stesso tempo, è importante riconoscere anche il suo vissuto: il silenzio, gli attacchi verbali e la distanza possono farla sentire confuso e ferito.
In questi casi può essere utile evitare di insistere con domande quando percepisce chiusura, lasciando spazio; comunicare in modo calmo e semplice la sua disponibilità (“se hai bisogno ci sono”) e non prendere sul personale, per quanto possibile, le reazioni più intense.
Tuttavia, questo non significa accettare tutto, il rispetto reciproco è fondamentale. Se la comunicazione resta bloccata, potrebbe essere utile un supporto esterno, anche per lei, considerando il momento che sta vivendo.
Un caro saluto :)
La sua compagna sta affrontando più eventi molto stressanti insieme: un trasferimento in un altro Paese, la distanza dal suo contesto di origine, una possibile difficoltà di fiducia, e ora anche un’interruzione di gravidanza, che può avere un impatto emotivo e fisico significativo. Reazioni di rabbia, chiusura o irritabilità possono emergere in momenti così delicati.
Allo stesso tempo, è importante riconoscere anche il suo vissuto: il silenzio, gli attacchi verbali e la distanza possono farla sentire confuso e ferito.
In questi casi può essere utile evitare di insistere con domande quando percepisce chiusura, lasciando spazio; comunicare in modo calmo e semplice la sua disponibilità (“se hai bisogno ci sono”) e non prendere sul personale, per quanto possibile, le reazioni più intense.
Tuttavia, questo non significa accettare tutto, il rispetto reciproco è fondamentale. Se la comunicazione resta bloccata, potrebbe essere utile un supporto esterno, anche per lei, considerando il momento che sta vivendo.
Un caro saluto :)
Cosa intende lei con "leone"?
Quand'è che ha notato questo cambiamento in lei? Si ricorda cos'è successo?
Quand'è che ha notato questo cambiamento in lei? Si ricorda cos'è successo?
La situazione che descrive è molto delicata e carica di stress per entrambi.
Due mesi sono un tempo molto breve per costruire fiducia e conoscenza reciproca, soprattutto in un contesto così complesso: cambiamento di paese, una figlia, una gravidanza e un’interruzione appena avvenuta. È comprensibile che lei possa essere spaesata, diffidente e molto reattiva.
Detto questo, la sua rabbia è sua e il modo in cui la esprime (offese, attacchi) non è qualcosa che lei può controllare o “aggiustare” da solo.
Più che cercare di aiutarla a tutti i costi, in questo momento è importante che lei:
mantenga calma e distanza quando ci sono attacchi di rabbia
non entri in discussioni durante quei momenti
provi a comunicare solo nei momenti di maggiore tranquillità
si protegga emotivamente, riconoscendo che si tratta di una persona che conosce ancora poco
Se possibile, può essere utile proporre un supporto esterno (medico o psicologico), ma senza forzare.
Aiutare qualcuno non significa farsi carico dei suoi comportamenti: prima di tutto è importante mantenere un equilibrio e dei confini chiari.
Due mesi sono un tempo molto breve per costruire fiducia e conoscenza reciproca, soprattutto in un contesto così complesso: cambiamento di paese, una figlia, una gravidanza e un’interruzione appena avvenuta. È comprensibile che lei possa essere spaesata, diffidente e molto reattiva.
Detto questo, la sua rabbia è sua e il modo in cui la esprime (offese, attacchi) non è qualcosa che lei può controllare o “aggiustare” da solo.
Più che cercare di aiutarla a tutti i costi, in questo momento è importante che lei:
mantenga calma e distanza quando ci sono attacchi di rabbia
non entri in discussioni durante quei momenti
provi a comunicare solo nei momenti di maggiore tranquillità
si protegga emotivamente, riconoscendo che si tratta di una persona che conosce ancora poco
Se possibile, può essere utile proporre un supporto esterno (medico o psicologico), ma senza forzare.
Aiutare qualcuno non significa farsi carico dei suoi comportamenti: prima di tutto è importante mantenere un equilibrio e dei confini chiari.
Salve, non si comprende bene se lei e la ragazza avete una relazione. La rabbia nei suoi confronti potrebbe essere causata dal trasferimento qui in Italia e l'aborto aver peggiorato la situazione. Non è sicuramente facile per entrambi. In questi casi ci vuole molta cautela e pazienza.
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp oppure utilizzando i recapiti indicati sulla piattaforma miodottore.it.
Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri.
Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp oppure utilizzando i recapiti indicati sulla piattaforma miodottore.it.
Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri.
Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
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