Buongiorno mi chiamo Mattia, ho 27 anni, e ho un altezza compresa tra 1.68 e 1.71 al mattino presto(
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Buongiorno mi chiamo Mattia, ho 27 anni, e ho un altezza compresa tra 1.68 e 1.71 al mattino presto(per via dei dischi intervertebrali idratati) io ho prenotato una intervento chirurgico per arrivare a 8 cm in modo tale da essere perfettamente nella media(non fatemi domande o giri di parole sul fatto che debba prendermi cura di me, perchè già lo faccio, quindi evitate) vorrei chiedere solo un'informazione dal punto di vista psicologico. Durante l'infanzia, quindi compresa anche l'adolescenza io ho avuto stress cronico per motivi familiari scolastici e adhd, volevo solo sapere, per via di questo fattore, la mia crescita staturale si è fortemente limitata? Anche perchè di solito i figli maschi diventano più alti dei genitori io per esempio non sono più alto del padre, solo della madre.
Caro Mattia,
tcercherò di rispondere in modo semplice:
È vero, uno stress cronico nell’infanzia e nell’adolescenza può incidere sul corpo. Quando un bambino cresce in uno stato prolungato di tensione, il sistema neuroendocrino si organizza intorno alla sopravvivenza. Il cortisolo può interferire, in parte, con l’ormone della crescita e con i processi di sviluppo.
Detto questo, la statura finale è determinata in larga misura dalla genetica. Non è una legge universale che un figlio maschio debba superare il padre: è una possibilità, non una regola inscritta nel destino biologico.
Da una prospettiva più ampia, il corpo non è mai in errore. È il risultato intelligente di un adattamento. Se sei cresciuto in un campo di stress, il tuo organismo ha fatto ciò che era necessario per attraversarlo. Non si tratta tanto di “quanto ho perso”, ma di comprendere in quale clima interiore ed esteriore si è formato il tuo corpo.
La vera domanda, a volte, non riguarda solo i centimetri, ma il senso di misura, di posto, di riconoscimento nel mondo.
Se senti che può avere valore, possiamo esplorare insieme questo livello più profondo, dove biologia, storia personale ed esperienza interiore si incontrano.
Un caro saluto.
Ubaldo
tcercherò di rispondere in modo semplice:
È vero, uno stress cronico nell’infanzia e nell’adolescenza può incidere sul corpo. Quando un bambino cresce in uno stato prolungato di tensione, il sistema neuroendocrino si organizza intorno alla sopravvivenza. Il cortisolo può interferire, in parte, con l’ormone della crescita e con i processi di sviluppo.
Detto questo, la statura finale è determinata in larga misura dalla genetica. Non è una legge universale che un figlio maschio debba superare il padre: è una possibilità, non una regola inscritta nel destino biologico.
Da una prospettiva più ampia, il corpo non è mai in errore. È il risultato intelligente di un adattamento. Se sei cresciuto in un campo di stress, il tuo organismo ha fatto ciò che era necessario per attraversarlo. Non si tratta tanto di “quanto ho perso”, ma di comprendere in quale clima interiore ed esteriore si è formato il tuo corpo.
La vera domanda, a volte, non riguarda solo i centimetri, ma il senso di misura, di posto, di riconoscimento nel mondo.
Se senti che può avere valore, possiamo esplorare insieme questo livello più profondo, dove biologia, storia personale ed esperienza interiore si incontrano.
Un caro saluto.
Ubaldo
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Buongiorno Mattia,
la crescita staturale è influenzata principalmente da fattori genetici (cioè l’altezza dei genitori e del patrimonio familiare), ma anche da elementi ormonali, nutrizionali e ambientali.
Lo stress cronico in età evolutiva, soprattutto se intenso e prolungato, può effettivamente avere un impatto sul corpo. In particolare, livelli elevati e persistenti di cortisolo (l’ormone dello stress) possono interferire con l’asse della crescita (GH – ormone della crescita) e con alcuni processi fisiologici. Tuttavia, questo accade in genere in situazioni di stress grave, trascuratezza o condizioni ambientali molto compromesse. Nella maggior parte dei casi, lo stress psicologico, pur avendo effetti importanti sul benessere emotivo, non determina da solo una marcata riduzione dell’altezza finale.
Inoltre, non è una regola che i figli maschi debbano necessariamente superare l’altezza del padre. L’altezza finale è il risultato di una combinazione genetica complessa e può collocarsi all’interno del range familiare senza seguire uno schema “automatico”.
Nel suo caso, con un’altezza tra 1.68 e 1.71, rientra pienamente nei valori comuni della popolazione maschile italiana. Se desidera una valutazione più precisa sull’eventuale impatto biologico dello stress sulla crescita, la figura di riferimento è l’endocrinologo, che può valutare retrospettivamente parametri clinici e familiari.
Dal punto di vista psicologico, invece, può essere utile esplorare quanto il tema dell’altezza incida sulla percezione di sé, sull’autostima e sulle scelte importanti (come un intervento chirurgico così invasivo). Non per metterla in discussione, ma per aiutarla a prendere una decisione il più possibile consapevole e serena.
Per questo motivo, le consiglierei un approfondimento con uno specialista, sia medico che psicologico, prima dell’intervento.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
la crescita staturale è influenzata principalmente da fattori genetici (cioè l’altezza dei genitori e del patrimonio familiare), ma anche da elementi ormonali, nutrizionali e ambientali.
Lo stress cronico in età evolutiva, soprattutto se intenso e prolungato, può effettivamente avere un impatto sul corpo. In particolare, livelli elevati e persistenti di cortisolo (l’ormone dello stress) possono interferire con l’asse della crescita (GH – ormone della crescita) e con alcuni processi fisiologici. Tuttavia, questo accade in genere in situazioni di stress grave, trascuratezza o condizioni ambientali molto compromesse. Nella maggior parte dei casi, lo stress psicologico, pur avendo effetti importanti sul benessere emotivo, non determina da solo una marcata riduzione dell’altezza finale.
Inoltre, non è una regola che i figli maschi debbano necessariamente superare l’altezza del padre. L’altezza finale è il risultato di una combinazione genetica complessa e può collocarsi all’interno del range familiare senza seguire uno schema “automatico”.
Nel suo caso, con un’altezza tra 1.68 e 1.71, rientra pienamente nei valori comuni della popolazione maschile italiana. Se desidera una valutazione più precisa sull’eventuale impatto biologico dello stress sulla crescita, la figura di riferimento è l’endocrinologo, che può valutare retrospettivamente parametri clinici e familiari.
Dal punto di vista psicologico, invece, può essere utile esplorare quanto il tema dell’altezza incida sulla percezione di sé, sull’autostima e sulle scelte importanti (come un intervento chirurgico così invasivo). Non per metterla in discussione, ma per aiutarla a prendere una decisione il più possibile consapevole e serena.
Per questo motivo, le consiglierei un approfondimento con uno specialista, sia medico che psicologico, prima dell’intervento.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno,
solitamente lo sviluppo della altezza di una persona è strettamente collegata all'altezza dei propri familiari. Il fattore genetico in molti casi ha un valore determinante. Comunque per confutare ogni dubbio la inviterei a confrontarsi con un genetista, figura più adatta ad accogliere ed orientare la sua richiesta.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
solitamente lo sviluppo della altezza di una persona è strettamente collegata all'altezza dei propri familiari. Il fattore genetico in molti casi ha un valore determinante. Comunque per confutare ogni dubbio la inviterei a confrontarsi con un genetista, figura più adatta ad accogliere ed orientare la sua richiesta.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno Mattia,
ti rispondo in modo diretto, come hai chiesto.
Sì, **lo stress cronico durante infanzia e adolescenza può influire sulla crescita**, soprattutto se è stato intenso e prolungato. Livelli elevati e costanti di cortisolo possono interferire con l’ormone della crescita e con il sonno profondo (che è fondamentale per lo sviluppo staturale). Anche l’ADHD, indirettamente — per via di disregolazione del sonno, alimentazione irregolare o eventuali terapie — può avere un impatto.
Detto questo, nella maggior parte dei casi **l’altezza è determinata principalmente dalla genetica**. Non è una regola che i figli maschi superino il padre: è una probabilità statistica, non una legge biologica. Il fatto che tu sia più alto di tua madre e non di tuo padre rientra pienamente nella variabilità normale.
Capisco che per te questo tema non sia solo “misurazione in centimetri”, ma qualcosa che tocca identità, percezione di sé, senso di posizione nel mondo. Da un punto di vista umanistico, la domanda che sento sotto la tua è: *“Mi è stato tolto qualcosa?”*.
È una domanda legittima. E merita uno spazio dove poterla esplorare senza giudizio, al di là dei numeri.
Se ti va, potremmo fare un breve colloquio conoscitivo per capire insieme quanto questa scelta sia solo funzionale e quanto invece stia rispondendo a una storia più profonda. Non per metterla in discussione, ma per accompagnarla in modo consapevole.
Resto qui.
ti rispondo in modo diretto, come hai chiesto.
Sì, **lo stress cronico durante infanzia e adolescenza può influire sulla crescita**, soprattutto se è stato intenso e prolungato. Livelli elevati e costanti di cortisolo possono interferire con l’ormone della crescita e con il sonno profondo (che è fondamentale per lo sviluppo staturale). Anche l’ADHD, indirettamente — per via di disregolazione del sonno, alimentazione irregolare o eventuali terapie — può avere un impatto.
Detto questo, nella maggior parte dei casi **l’altezza è determinata principalmente dalla genetica**. Non è una regola che i figli maschi superino il padre: è una probabilità statistica, non una legge biologica. Il fatto che tu sia più alto di tua madre e non di tuo padre rientra pienamente nella variabilità normale.
Capisco che per te questo tema non sia solo “misurazione in centimetri”, ma qualcosa che tocca identità, percezione di sé, senso di posizione nel mondo. Da un punto di vista umanistico, la domanda che sento sotto la tua è: *“Mi è stato tolto qualcosa?”*.
È una domanda legittima. E merita uno spazio dove poterla esplorare senza giudizio, al di là dei numeri.
Se ti va, potremmo fare un breve colloquio conoscitivo per capire insieme quanto questa scelta sia solo funzionale e quanto invece stia rispondendo a una storia più profonda. Non per metterla in discussione, ma per accompagnarla in modo consapevole.
Resto qui.
Buongiorno Mattia, fermo restando che come dottore ho il piacere nonché l'obbligo di formazione professionale continua certificata detta ECM, le ricordo che sta ponendo quesiti medici a psicologi, ancorché psicoterapeuti, e non ad ortopedici o fisiatri, ciò detto per quanto possa sapere, i fattori di crescita e di sviluppo osseo, oltre che essere ereditari fino a tre quattro generazioni precedenti alla sua, e dunque non direttamente acquisiti dai suoi genitori, ma appunto ereditati dai suoi avi, hanno perlopiù a che fare con la nutrizione, l'alimentazione che ha ricevuto e condotto negli anni in cui era piccolo, per quanto concerne l'aumento di altezza, ne ha facoltà, si lasci supportare da quelle figure psicologiche, che solitamente precedono gli interventi chirurgici, giusto per non avere false aspettative a fronte di seri interventi fisici.
Cordiali saluti,
Dr. Cristian Sardelli
Cordiali saluti,
Dr. Cristian Sardelli
Buongiorno Mattia, è difficile dare una risposta precisa. Gli studi non mostrano una correlazione diretta tra ADHD e crescita in altezza; eventuali differenze legate a farmaci sono generalmente limitate a 0–2 cm. Non si può escludere che lo stress cronico abbia avuto qualche effetto, ma per valutarlo sarebbe necessario considerare alcune variabili implicate. Tuttavia l'altezza tra suo padre e madre suggeriscono nel caso un ruolo marginale. Dal punto di vista scientifico, la sua crescita è stata probabilmente determinata soprattutto dalla componente genetica, il fattore più importante. L’altezza dei genitori predice in gran parte quella dei figli, e un’altezza compresa tra madre e padre è considerata perfettamente nella norma. È importante anche ricordare che i figli maschi non diventano necessariamente sempre più alti dei padri: si tratta di statistiche e medie, non di regole assolute. Mi chiedo quale effetto possa avere questa mia risposta su di lei, se la rassicura, la delude, la infastidisce o altro; potrebbe essere un utile spunto di riflessione, senza sentirsi obbligato a intraprendere nulla, ma semplicemente per comprendere meglio se stesso. Un caro saluto, Chiara
Buongiorno Anonimo, non so da dove ha preso questa informazione che di solito i figii maschi diventano più alti dei genitori ma non è proprio cosi. L'altezza dipende da tanti fattori ma se lei ha intenzione di fare un intervento chi sono io per vietarglielo? ognuno deve essere libero di fare quello che vuole nella vita se questo comporterà anche ad un aumento che riguarda la sua autostima o l'immagine che ha di sè. potrebbero aver contribuito a un blocco della crescita tanti fattori ma non la conosco. comunque indipendentemente dalle cause che possono aver contribuito a questo fermo di sicuro ormai non crescerà più se non con un intervento.
se vuole può contattarmi per spiegare meglio come si sente
Barbara Lolli Bologna e online
se vuole può contattarmi per spiegare meglio come si sente
Barbara Lolli Bologna e online
Buongiorno Mattia,
ti rispondo in modo diretto rispetto alla tua domanda. Dal punto di vista scientifico non possiamo stabilire con certezza che lo stress cronico vissuto durante l’infanzia e l’adolescenza abbia limitato in modo significativo la tua crescita staturale. È vero che situazioni di stress molto intenso e prolungato possono influenzare alcuni meccanismi ormonali, ma dimostrare un nesso chiaro e diretto nel singolo caso è estremamente difficile.
La statura finale dipende soprattutto da fattori genetici e costituzionali, e non è affatto una regola che un figlio maschio debba essere più alto del padre: ogni combinazione genetica è unica.
Quello che però mi sento di dirti, con molta sincerità, è che la parte più importante della tua domanda non riguarda tanto i centimetri, quanto il peso emotivo che questi centimetri hanno avuto nella tua storia. Crescere con stress familiare, difficoltà scolastiche e ADHD può lasciare un senso profondo di fatica, di confronto costante, di “non essere abbastanza”. A volte il corpo diventa il luogo su cui si concentra quella sensazione.
Il fatto che tu abbia scelto un intervento importante per guadagnare 8 cm non è qualcosa da giudicare, ma racconta quanto questa tematica abbia inciso su di te. E questo merita rispetto. Allo stesso tempo, è importante essere consapevoli che un intervento chirurgico può modificare l’altezza, ma non sempre scioglie automaticamente i vissuti più profondi legati all’autostima o all’immagine di sé.
In sintesi: non possiamo dire che lo stress abbia determinato la tua statura. Possiamo però riconoscere che la sofferenza che descrivi è reale e comprensibile. Ed è su quella che vale sempre la pena prendersi cura, con la stessa determinazione con cui ti stai occupando del resto.
Rimango a disposizione
Un caro saluto.
ti rispondo in modo diretto rispetto alla tua domanda. Dal punto di vista scientifico non possiamo stabilire con certezza che lo stress cronico vissuto durante l’infanzia e l’adolescenza abbia limitato in modo significativo la tua crescita staturale. È vero che situazioni di stress molto intenso e prolungato possono influenzare alcuni meccanismi ormonali, ma dimostrare un nesso chiaro e diretto nel singolo caso è estremamente difficile.
La statura finale dipende soprattutto da fattori genetici e costituzionali, e non è affatto una regola che un figlio maschio debba essere più alto del padre: ogni combinazione genetica è unica.
Quello che però mi sento di dirti, con molta sincerità, è che la parte più importante della tua domanda non riguarda tanto i centimetri, quanto il peso emotivo che questi centimetri hanno avuto nella tua storia. Crescere con stress familiare, difficoltà scolastiche e ADHD può lasciare un senso profondo di fatica, di confronto costante, di “non essere abbastanza”. A volte il corpo diventa il luogo su cui si concentra quella sensazione.
Il fatto che tu abbia scelto un intervento importante per guadagnare 8 cm non è qualcosa da giudicare, ma racconta quanto questa tematica abbia inciso su di te. E questo merita rispetto. Allo stesso tempo, è importante essere consapevoli che un intervento chirurgico può modificare l’altezza, ma non sempre scioglie automaticamente i vissuti più profondi legati all’autostima o all’immagine di sé.
In sintesi: non possiamo dire che lo stress abbia determinato la tua statura. Possiamo però riconoscere che la sofferenza che descrivi è reale e comprensibile. Ed è su quella che vale sempre la pena prendersi cura, con la stessa determinazione con cui ti stai occupando del resto.
Rimango a disposizione
Un caro saluto.
Buongiorno Mattia. L'espressione fenomenologica dei fattori genetici dipende da tanti tipi di influenze. In parte anche l'aspetto psicologico può avere un'incidenza.
Credo che concentrarsi sul corpo potrebbe non risolvere il vero problema che causa il tuo disagio. Credo che un percorso psicoterapico che prenda in considerazione anche la tua valutazione emotiva di quello che hai vissuto in passato e il tuo tipo di funzionamento che ne risulta, possa innanzitutto portarti ad una maggiore consapevolezza e poi ad una decisione responsabile delle priorità della tua vita.
Per qualsiasi chiarimento non esitare dí contattarmi
Cordiali saluti
Dottoressa Monika Elisabeth Ronge
Credo che concentrarsi sul corpo potrebbe non risolvere il vero problema che causa il tuo disagio. Credo che un percorso psicoterapico che prenda in considerazione anche la tua valutazione emotiva di quello che hai vissuto in passato e il tuo tipo di funzionamento che ne risulta, possa innanzitutto portarti ad una maggiore consapevolezza e poi ad una decisione responsabile delle priorità della tua vita.
Per qualsiasi chiarimento non esitare dí contattarmi
Cordiali saluti
Dottoressa Monika Elisabeth Ronge
Ciao Mattia,
quando un aspetto fisico diventa così centrale nei pensieri, spesso non riguarda solo il corpo in sé, ma il significato emotivo che gli attribuiamo. Dal punto di vista psicologico, ciò che influisce davvero sul benessere non è solo l’altezza o l’aspetto in sé, ma come ci sentiamo rispetto al nostro corpo e alla nostra immagine. Le esperienze di stress cronico che citi, possono avere un' influenza in questo ambito dello sviluppo psicologico.
A volte l’attenzione all’altezza e all’aspetto fisico può diventare fonte di preoccupazione. L'altezza diventa così un simbolo che racconta dei bisogni emotivi più profondi, come ad es. il desiderio di sentirsi più sicuri, riconosciuti, competenti o all’altezza delle aspettative degli altri o di sé stessi.
La domanda importante quindi non è tanto quanto sei alto, ma quanto questa caratteristica incide sulla tua autostima e sul modo in cui ti percepisci nelle relazioni e nella vita quotidiana. Se il pensiero è ricorrente, fonte di stress o insoddisfazione, legato ad esperienze traumatiche del passato, vale la pena esplorarlo più a fondo. Affrontare questi vissuti in un percorso di psicoterapia può aiutarti a distinguere ciò che è sotto il tuo controllo (cura di te stesso, stile di vita, obiettivi,...) da ciò che dipende da fattori biologici inevitabili, riducendo lo stress emotivo. Sentirsi adeguati e accettati, sviluppare autostima e sicurezza, imparare a gestire l’ansia che queste preoccupazioni generano, sono passi importanti per sentirsi sereni e liberi, indipendentemente dai centimetri.
Lavorare su questi temi con un terapeuta può aiutarti a comprendere cosa c’è dietro l’ansia legata all’aspetto fisico, ridurre il peso emotivo delle preoccupazioni quotidiane, aumentare la fiducia in te stesso e nella tua capacità di vivere serenamente, a prescindere da ciò che puoi modificare fisicamente, per distinguere tra un desiderio legittimo di migliorarti e un bisogno più profondo di sentirti riconosciuto, accettato e sicuro di te. La serenità personale e relazionale raramente dipende da qualche centimetro in più, ma molto di più dal rapporto che costruisci con te stesso.
quando un aspetto fisico diventa così centrale nei pensieri, spesso non riguarda solo il corpo in sé, ma il significato emotivo che gli attribuiamo. Dal punto di vista psicologico, ciò che influisce davvero sul benessere non è solo l’altezza o l’aspetto in sé, ma come ci sentiamo rispetto al nostro corpo e alla nostra immagine. Le esperienze di stress cronico che citi, possono avere un' influenza in questo ambito dello sviluppo psicologico.
A volte l’attenzione all’altezza e all’aspetto fisico può diventare fonte di preoccupazione. L'altezza diventa così un simbolo che racconta dei bisogni emotivi più profondi, come ad es. il desiderio di sentirsi più sicuri, riconosciuti, competenti o all’altezza delle aspettative degli altri o di sé stessi.
La domanda importante quindi non è tanto quanto sei alto, ma quanto questa caratteristica incide sulla tua autostima e sul modo in cui ti percepisci nelle relazioni e nella vita quotidiana. Se il pensiero è ricorrente, fonte di stress o insoddisfazione, legato ad esperienze traumatiche del passato, vale la pena esplorarlo più a fondo. Affrontare questi vissuti in un percorso di psicoterapia può aiutarti a distinguere ciò che è sotto il tuo controllo (cura di te stesso, stile di vita, obiettivi,...) da ciò che dipende da fattori biologici inevitabili, riducendo lo stress emotivo. Sentirsi adeguati e accettati, sviluppare autostima e sicurezza, imparare a gestire l’ansia che queste preoccupazioni generano, sono passi importanti per sentirsi sereni e liberi, indipendentemente dai centimetri.
Lavorare su questi temi con un terapeuta può aiutarti a comprendere cosa c’è dietro l’ansia legata all’aspetto fisico, ridurre il peso emotivo delle preoccupazioni quotidiane, aumentare la fiducia in te stesso e nella tua capacità di vivere serenamente, a prescindere da ciò che puoi modificare fisicamente, per distinguere tra un desiderio legittimo di migliorarti e un bisogno più profondo di sentirti riconosciuto, accettato e sicuro di te. La serenità personale e relazionale raramente dipende da qualche centimetro in più, ma molto di più dal rapporto che costruisci con te stesso.
Salve Mattia, lo stress psicologico durante l’infanzia e l’adolescenza può influire sul benessere generale, ma nella maggior parte dei casi l’altezza finale è determinata prevalentemente da fattori genetici e ormonali. Situazioni di stress intenso e prolungato possono incidere indirettamente sulla crescita, ma non sono di solito la causa principale di una statura leggermente inferiore alle aspettative familiari.
Nel suo caso, considerando che rientra comunque in un range di normalità, è probabile che la componente genetica abbia avuto un ruolo predominante.
Dal punto di vista psicologico, più che la statura in sé, può essere utile comprendere che significato ha assunto per lei nel tempo e quanto incida oggi sulla percezione di sé.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Nel suo caso, considerando che rientra comunque in un range di normalità, è probabile che la componente genetica abbia avuto un ruolo predominante.
Dal punto di vista psicologico, più che la statura in sé, può essere utile comprendere che significato ha assunto per lei nel tempo e quanto incida oggi sulla percezione di sé.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buonasera, credo che sia importante approfondire la percezione che ha di sé e come la sua altezza influisca su questo aspetto. Cercare una causa nasconde, probabilmente altro, emotivamente parlando. Ne parli con uno psicoterapeuta.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
buonasera Mattia
le rispondo attenendomi alla sua domanda in modo diretto e tecnico.
La crescita staturale è determinata principalmente da fattori genetici (circa 70–80%), regolazione ormonale (soprattutto ormone della crescita, IGF-1, ormoni tiroidei e puberali) e condizioni nutrizionali generali. Lo stress cronico in età evolutiva può influenzare la crescita, ma in modo significativo solo in condizioni di stress grave e prolungato, associato a trascuratezza, malnutrizione o quadri di deprivazione importanti. In quei casi si parla di “ritardo di crescita psicosociale” o “failure to thrive” di origine ambientale.
Uno stress scolastico, familiare o legato all’ADHD, per quanto intenso sul piano soggettivo, difficilmente determina una riduzione marcata e permanente della statura in assenza di compromissioni organiche rilevanti. Il cortisolo elevato per lunghi periodi può teoricamente interferire con l’asse GH-IGF-1, ma nei contesti occidentali, con adeguata nutrizione e cure mediche di base, l’impatto sulla statura finale è generalmente modesto.
Un altro punto importante: non è affatto vero che i figli maschi diventino “di solito” più alti del padre. L’altezza segue una distribuzione genetica probabilistica. Esiste una formula orientativa (altezza bersaglio familiare), ma prevede sempre una variabilità di diversi centimetri. Essere leggermente più bassi del padre rientra pienamente nella normalità biologica.
Un’altezza tra 1.68 e 1.71 rientra nelle fasce comuni della popolazione maschile europea. Non indica di per sé una limitazione patologica della crescita.
Dal punto di vista strettamente psicologico, la questione che emerge non è tanto “quanto lo stress abbia inciso biologicamente”, quanto il significato che oggi attribuisce a quei centimetri. Quando una persona investe in modo così deciso su un intervento di allungamento degli arti, spesso l’altezza assume un valore identitario, non solo corporeo: rappresenta accesso alla “media”, normalità, accettabilità, forse anche sicurezza sociale.
Non le sto facendo domande sulla scelta chirurgica, come ha richiesto. Le segnalo solo un aspetto tecnico: se la motivazione è legata alla percezione di essere “fuori standard”, è utile assicurarsi che l’aspettativa psicologica sia realistica. Gli 8 cm modificano il corpo, ma non necessariamente il modo in cui la mente ha costruito il senso di sé.
In sintesi, sulla sua domanda specifica: è poco probabile che uno stress cronico di tipo familiare/scolastico/ADHD abbia “fortemente limitato” la sua crescita in modo significativo se non erano presenti condizioni mediche severe associate.
Se desidera, possiamo approfondire solo sul piano scientifico o solo sul piano psicologico, in modo separato.
le rispondo attenendomi alla sua domanda in modo diretto e tecnico.
La crescita staturale è determinata principalmente da fattori genetici (circa 70–80%), regolazione ormonale (soprattutto ormone della crescita, IGF-1, ormoni tiroidei e puberali) e condizioni nutrizionali generali. Lo stress cronico in età evolutiva può influenzare la crescita, ma in modo significativo solo in condizioni di stress grave e prolungato, associato a trascuratezza, malnutrizione o quadri di deprivazione importanti. In quei casi si parla di “ritardo di crescita psicosociale” o “failure to thrive” di origine ambientale.
Uno stress scolastico, familiare o legato all’ADHD, per quanto intenso sul piano soggettivo, difficilmente determina una riduzione marcata e permanente della statura in assenza di compromissioni organiche rilevanti. Il cortisolo elevato per lunghi periodi può teoricamente interferire con l’asse GH-IGF-1, ma nei contesti occidentali, con adeguata nutrizione e cure mediche di base, l’impatto sulla statura finale è generalmente modesto.
Un altro punto importante: non è affatto vero che i figli maschi diventino “di solito” più alti del padre. L’altezza segue una distribuzione genetica probabilistica. Esiste una formula orientativa (altezza bersaglio familiare), ma prevede sempre una variabilità di diversi centimetri. Essere leggermente più bassi del padre rientra pienamente nella normalità biologica.
Un’altezza tra 1.68 e 1.71 rientra nelle fasce comuni della popolazione maschile europea. Non indica di per sé una limitazione patologica della crescita.
Dal punto di vista strettamente psicologico, la questione che emerge non è tanto “quanto lo stress abbia inciso biologicamente”, quanto il significato che oggi attribuisce a quei centimetri. Quando una persona investe in modo così deciso su un intervento di allungamento degli arti, spesso l’altezza assume un valore identitario, non solo corporeo: rappresenta accesso alla “media”, normalità, accettabilità, forse anche sicurezza sociale.
Non le sto facendo domande sulla scelta chirurgica, come ha richiesto. Le segnalo solo un aspetto tecnico: se la motivazione è legata alla percezione di essere “fuori standard”, è utile assicurarsi che l’aspettativa psicologica sia realistica. Gli 8 cm modificano il corpo, ma non necessariamente il modo in cui la mente ha costruito il senso di sé.
In sintesi, sulla sua domanda specifica: è poco probabile che uno stress cronico di tipo familiare/scolastico/ADHD abbia “fortemente limitato” la sua crescita in modo significativo se non erano presenti condizioni mediche severe associate.
Se desidera, possiamo approfondire solo sul piano scientifico o solo sul piano psicologico, in modo separato.
La invito a considerare fortemente una visita psichiatrica. Può fare tutte le psicoterapie del mondo, ma da come scrive, credo che il suo disturbo potrebbe avere radici ben più profonde di una semplice "mancanza di cura di sé".
Potrebbe essere fuori dal suo potere prendersi cura di sè da solo (o peggio) con uno psicologo che di fronte ad un disturbo di tipo psicotipo può poco o nulla.
Buona giornata
Potrebbe essere fuori dal suo potere prendersi cura di sè da solo (o peggio) con uno psicologo che di fronte ad un disturbo di tipo psicotipo può poco o nulla.
Buona giornata
Caro Mattia,
rispondo alla tua domanda così come l'hai posta, con la precisione che merita.
La letteratura scientifica documenta che stress cronico estremo durante l'infanzia - situazioni di grave abuso, deprivazione emotiva severa, trascuratezza prolungata - può sopprimere l'ormone della crescita producendo una condizione clinica riconosciuta. Quello che la scienza non ha invece dimostrato con altrettanta chiarezza è che stress cronico di intensità moderata, come tensioni familiari o difficoltà scolastiche pur prolungate, produca un effetto misurabile sulla statura finale. Il meccanismo biologico esiste, ma la soglia a partire dalla quale diventa clinicamente rilevante non è stabilita, e la variabilità individuale è molto ampia.
Riguardo all'ADHD e ai farmaci stimolanti: se sei stato trattato farmacologicamente in età evolutiva, gli studi mostrano un rallentamento della crescita durante il trattamento, nell'ordine di circa 1 cm all'anno nei primi due anni. Gli studi di follow-up sull'altezza adulta finale però danno risultati contraddittori: molti studi non trovano differenze significative a crescita completata.
In sintesi: la tua ipotesi è biologicamente plausibile, ma la letteratura non permette di affermarla con certezza nel tuo caso specifico, soprattutto senza conoscere l'intensità dello stress che hai vissuto e se sei stato trattato farmacologicamente.
Un saluto, dott.ssa Elin Miroddi
rispondo alla tua domanda così come l'hai posta, con la precisione che merita.
La letteratura scientifica documenta che stress cronico estremo durante l'infanzia - situazioni di grave abuso, deprivazione emotiva severa, trascuratezza prolungata - può sopprimere l'ormone della crescita producendo una condizione clinica riconosciuta. Quello che la scienza non ha invece dimostrato con altrettanta chiarezza è che stress cronico di intensità moderata, come tensioni familiari o difficoltà scolastiche pur prolungate, produca un effetto misurabile sulla statura finale. Il meccanismo biologico esiste, ma la soglia a partire dalla quale diventa clinicamente rilevante non è stabilita, e la variabilità individuale è molto ampia.
Riguardo all'ADHD e ai farmaci stimolanti: se sei stato trattato farmacologicamente in età evolutiva, gli studi mostrano un rallentamento della crescita durante il trattamento, nell'ordine di circa 1 cm all'anno nei primi due anni. Gli studi di follow-up sull'altezza adulta finale però danno risultati contraddittori: molti studi non trovano differenze significative a crescita completata.
In sintesi: la tua ipotesi è biologicamente plausibile, ma la letteratura non permette di affermarla con certezza nel tuo caso specifico, soprattutto senza conoscere l'intensità dello stress che hai vissuto e se sei stato trattato farmacologicamente.
Un saluto, dott.ssa Elin Miroddi
Non sempre i figli sono più alti dei genitori dello stesso sesso, le combinazioni genetiche in gioco sono diverse per ogni figlio/a e potrebbero prevalere geni del genitore e dei nonni che comportano o favoriscono una bassa statura.
Esiste comunque la possibilità di una scarsa crescita fisica per grave deprivazione affettiva.
Esiste comunque la possibilità di una scarsa crescita fisica per grave deprivazione affettiva.
Lo stress cronico può influire su molti aspetti dello sviluppo, ma l’altezza è determinata in larga parte da fattori genetici. Non esiste un rapporto diretto e semplice tra “ho avuto stress” e “sono più basso”.
La crescita è come una ricetta: genetica, nutrizione, salute generale e ormoni sono gli ingredienti principali. Lo stress può essere una spezia che modifica qualcosa, ma raramente è l’ingrediente dominante.
Inoltre, non è automatico che un figlio maschio superi il padre in altezza: le variabili genetiche sono complesse.
Al di là della questione biologica, la scelta di un intervento chirurgico così importante meriterebbe una valutazione psicologica approfondita, non per giudicare la decisione, ma per assicurarsi che le aspettative siano realistiche e che non venga caricata su quei centimetri una soluzione a disagi più profondi.
Spesso il punto non è “quanto sono alto”, ma “quanto valore attribuisco a quel dato”. E questo è un aspetto su cui si può lavorare.
La crescita è come una ricetta: genetica, nutrizione, salute generale e ormoni sono gli ingredienti principali. Lo stress può essere una spezia che modifica qualcosa, ma raramente è l’ingrediente dominante.
Inoltre, non è automatico che un figlio maschio superi il padre in altezza: le variabili genetiche sono complesse.
Al di là della questione biologica, la scelta di un intervento chirurgico così importante meriterebbe una valutazione psicologica approfondita, non per giudicare la decisione, ma per assicurarsi che le aspettative siano realistiche e che non venga caricata su quei centimetri una soluzione a disagi più profondi.
Spesso il punto non è “quanto sono alto”, ma “quanto valore attribuisco a quel dato”. E questo è un aspetto su cui si può lavorare.
Buonasera Mattia,
lo stress può influire sulla crescita solo nei casi molto gravi e prolungati; nella maggior parte delle situazioni l’altezza dipende soprattutto dalla genetica. Non è una regola che un figlio debba superare il padre in statura.
Se sta valutando un intervento, è importante riflettere bene anche sugli aspetti psicologici e sulle aspettative.
Se desidera, possiamo approfondirne insieme in un colloquio.
lo stress può influire sulla crescita solo nei casi molto gravi e prolungati; nella maggior parte delle situazioni l’altezza dipende soprattutto dalla genetica. Non è una regola che un figlio debba superare il padre in statura.
Se sta valutando un intervento, è importante riflettere bene anche sugli aspetti psicologici e sulle aspettative.
Se desidera, possiamo approfondirne insieme in un colloquio.
Buongiorno. La risposta secca alla sua domanda è si, principalmente in quanto lo stress cronico nell'età dello sviluppo altera i meccanismi ormonali alla base della crescita, causando una condizione clinica specifica chiamata nanismo psicosociale, mentre l'adhd può causare inappetenza (a causa di alcuni farmaci utilizzati per trattarla) ed eccessivo dispendio calorico, inducendo l'organismo a innescare meccanismi di sopravvivenza che danno priorità al movimento piuttosto che alla crescita. Detto questo mi permetta di farle presente che se pensa che il disagio psichico che lei attribuisce al fatto di essere di statura un po' sotto la media scomparirà quando sarà di altezza "normale" (che parola orribile!), probabilmente andrà incontro a una delusione. Il senso di inadeguatezza che prova si sposterà su un altro oggetto, interno o esterno, almeno che non decida di occuparsene attraverso un bel percorso psicoterapico. In bocca al lupo per l'intervento e per tutto il resto!
Mi sento di poter escludere che la sua altezza sia collegata allo stress subito in passato. Vi sono diversi fattori che intervengono nello sviluppo in altezza dell'individuo, ma non di carattere psicologico
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