Buongiorno mi chiamo Mattia, ho 27 anni, e ho un altezza compresa tra 1.68 e 1.71 al mattino presto(
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Buongiorno mi chiamo Mattia, ho 27 anni, e ho un altezza compresa tra 1.68 e 1.71 al mattino presto(per via dei dischi intervertebrali idratati) io ho prenotato una intervento chirurgico per arrivare a 8 cm in modo tale da essere perfettamente nella media(non fatemi domande o giri di parole sul fatto che debba prendermi cura di me, perchè già lo faccio, quindi evitate) vorrei chiedere solo un'informazione dal punto di vista psicologico. Durante l'infanzia, quindi compresa anche l'adolescenza io ho avuto stress cronico per motivi familiari scolastici e adhd, volevo solo sapere, per via di questo fattore, la mia crescita staturale si è fortemente limitata? Anche perchè di solito i figli maschi diventano più alti dei genitori io per esempio non sono più alto del padre, solo della madre.
Caro Mattia,
tcercherò di rispondere in modo semplice:
È vero, uno stress cronico nell’infanzia e nell’adolescenza può incidere sul corpo. Quando un bambino cresce in uno stato prolungato di tensione, il sistema neuroendocrino si organizza intorno alla sopravvivenza. Il cortisolo può interferire, in parte, con l’ormone della crescita e con i processi di sviluppo.
Detto questo, la statura finale è determinata in larga misura dalla genetica. Non è una legge universale che un figlio maschio debba superare il padre: è una possibilità, non una regola inscritta nel destino biologico.
Da una prospettiva più ampia, il corpo non è mai in errore. È il risultato intelligente di un adattamento. Se sei cresciuto in un campo di stress, il tuo organismo ha fatto ciò che era necessario per attraversarlo. Non si tratta tanto di “quanto ho perso”, ma di comprendere in quale clima interiore ed esteriore si è formato il tuo corpo.
La vera domanda, a volte, non riguarda solo i centimetri, ma il senso di misura, di posto, di riconoscimento nel mondo.
Se senti che può avere valore, possiamo esplorare insieme questo livello più profondo, dove biologia, storia personale ed esperienza interiore si incontrano.
Un caro saluto.
Ubaldo
tcercherò di rispondere in modo semplice:
È vero, uno stress cronico nell’infanzia e nell’adolescenza può incidere sul corpo. Quando un bambino cresce in uno stato prolungato di tensione, il sistema neuroendocrino si organizza intorno alla sopravvivenza. Il cortisolo può interferire, in parte, con l’ormone della crescita e con i processi di sviluppo.
Detto questo, la statura finale è determinata in larga misura dalla genetica. Non è una legge universale che un figlio maschio debba superare il padre: è una possibilità, non una regola inscritta nel destino biologico.
Da una prospettiva più ampia, il corpo non è mai in errore. È il risultato intelligente di un adattamento. Se sei cresciuto in un campo di stress, il tuo organismo ha fatto ciò che era necessario per attraversarlo. Non si tratta tanto di “quanto ho perso”, ma di comprendere in quale clima interiore ed esteriore si è formato il tuo corpo.
La vera domanda, a volte, non riguarda solo i centimetri, ma il senso di misura, di posto, di riconoscimento nel mondo.
Se senti che può avere valore, possiamo esplorare insieme questo livello più profondo, dove biologia, storia personale ed esperienza interiore si incontrano.
Un caro saluto.
Ubaldo
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Buongiorno Mattia,
la crescita staturale è influenzata principalmente da fattori genetici (cioè l’altezza dei genitori e del patrimonio familiare), ma anche da elementi ormonali, nutrizionali e ambientali.
Lo stress cronico in età evolutiva, soprattutto se intenso e prolungato, può effettivamente avere un impatto sul corpo. In particolare, livelli elevati e persistenti di cortisolo (l’ormone dello stress) possono interferire con l’asse della crescita (GH – ormone della crescita) e con alcuni processi fisiologici. Tuttavia, questo accade in genere in situazioni di stress grave, trascuratezza o condizioni ambientali molto compromesse. Nella maggior parte dei casi, lo stress psicologico, pur avendo effetti importanti sul benessere emotivo, non determina da solo una marcata riduzione dell’altezza finale.
Inoltre, non è una regola che i figli maschi debbano necessariamente superare l’altezza del padre. L’altezza finale è il risultato di una combinazione genetica complessa e può collocarsi all’interno del range familiare senza seguire uno schema “automatico”.
Nel suo caso, con un’altezza tra 1.68 e 1.71, rientra pienamente nei valori comuni della popolazione maschile italiana. Se desidera una valutazione più precisa sull’eventuale impatto biologico dello stress sulla crescita, la figura di riferimento è l’endocrinologo, che può valutare retrospettivamente parametri clinici e familiari.
Dal punto di vista psicologico, invece, può essere utile esplorare quanto il tema dell’altezza incida sulla percezione di sé, sull’autostima e sulle scelte importanti (come un intervento chirurgico così invasivo). Non per metterla in discussione, ma per aiutarla a prendere una decisione il più possibile consapevole e serena.
Per questo motivo, le consiglierei un approfondimento con uno specialista, sia medico che psicologico, prima dell’intervento.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
la crescita staturale è influenzata principalmente da fattori genetici (cioè l’altezza dei genitori e del patrimonio familiare), ma anche da elementi ormonali, nutrizionali e ambientali.
Lo stress cronico in età evolutiva, soprattutto se intenso e prolungato, può effettivamente avere un impatto sul corpo. In particolare, livelli elevati e persistenti di cortisolo (l’ormone dello stress) possono interferire con l’asse della crescita (GH – ormone della crescita) e con alcuni processi fisiologici. Tuttavia, questo accade in genere in situazioni di stress grave, trascuratezza o condizioni ambientali molto compromesse. Nella maggior parte dei casi, lo stress psicologico, pur avendo effetti importanti sul benessere emotivo, non determina da solo una marcata riduzione dell’altezza finale.
Inoltre, non è una regola che i figli maschi debbano necessariamente superare l’altezza del padre. L’altezza finale è il risultato di una combinazione genetica complessa e può collocarsi all’interno del range familiare senza seguire uno schema “automatico”.
Nel suo caso, con un’altezza tra 1.68 e 1.71, rientra pienamente nei valori comuni della popolazione maschile italiana. Se desidera una valutazione più precisa sull’eventuale impatto biologico dello stress sulla crescita, la figura di riferimento è l’endocrinologo, che può valutare retrospettivamente parametri clinici e familiari.
Dal punto di vista psicologico, invece, può essere utile esplorare quanto il tema dell’altezza incida sulla percezione di sé, sull’autostima e sulle scelte importanti (come un intervento chirurgico così invasivo). Non per metterla in discussione, ma per aiutarla a prendere una decisione il più possibile consapevole e serena.
Per questo motivo, le consiglierei un approfondimento con uno specialista, sia medico che psicologico, prima dell’intervento.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno,
solitamente lo sviluppo della altezza di una persona è strettamente collegata all'altezza dei propri familiari. Il fattore genetico in molti casi ha un valore determinante. Comunque per confutare ogni dubbio la inviterei a confrontarsi con un genetista, figura più adatta ad accogliere ed orientare la sua richiesta.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
solitamente lo sviluppo della altezza di una persona è strettamente collegata all'altezza dei propri familiari. Il fattore genetico in molti casi ha un valore determinante. Comunque per confutare ogni dubbio la inviterei a confrontarsi con un genetista, figura più adatta ad accogliere ed orientare la sua richiesta.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno Mattia,
ti rispondo in modo diretto, come hai chiesto.
Sì, **lo stress cronico durante infanzia e adolescenza può influire sulla crescita**, soprattutto se è stato intenso e prolungato. Livelli elevati e costanti di cortisolo possono interferire con l’ormone della crescita e con il sonno profondo (che è fondamentale per lo sviluppo staturale). Anche l’ADHD, indirettamente — per via di disregolazione del sonno, alimentazione irregolare o eventuali terapie — può avere un impatto.
Detto questo, nella maggior parte dei casi **l’altezza è determinata principalmente dalla genetica**. Non è una regola che i figli maschi superino il padre: è una probabilità statistica, non una legge biologica. Il fatto che tu sia più alto di tua madre e non di tuo padre rientra pienamente nella variabilità normale.
Capisco che per te questo tema non sia solo “misurazione in centimetri”, ma qualcosa che tocca identità, percezione di sé, senso di posizione nel mondo. Da un punto di vista umanistico, la domanda che sento sotto la tua è: *“Mi è stato tolto qualcosa?”*.
È una domanda legittima. E merita uno spazio dove poterla esplorare senza giudizio, al di là dei numeri.
Se ti va, potremmo fare un breve colloquio conoscitivo per capire insieme quanto questa scelta sia solo funzionale e quanto invece stia rispondendo a una storia più profonda. Non per metterla in discussione, ma per accompagnarla in modo consapevole.
Resto qui.
ti rispondo in modo diretto, come hai chiesto.
Sì, **lo stress cronico durante infanzia e adolescenza può influire sulla crescita**, soprattutto se è stato intenso e prolungato. Livelli elevati e costanti di cortisolo possono interferire con l’ormone della crescita e con il sonno profondo (che è fondamentale per lo sviluppo staturale). Anche l’ADHD, indirettamente — per via di disregolazione del sonno, alimentazione irregolare o eventuali terapie — può avere un impatto.
Detto questo, nella maggior parte dei casi **l’altezza è determinata principalmente dalla genetica**. Non è una regola che i figli maschi superino il padre: è una probabilità statistica, non una legge biologica. Il fatto che tu sia più alto di tua madre e non di tuo padre rientra pienamente nella variabilità normale.
Capisco che per te questo tema non sia solo “misurazione in centimetri”, ma qualcosa che tocca identità, percezione di sé, senso di posizione nel mondo. Da un punto di vista umanistico, la domanda che sento sotto la tua è: *“Mi è stato tolto qualcosa?”*.
È una domanda legittima. E merita uno spazio dove poterla esplorare senza giudizio, al di là dei numeri.
Se ti va, potremmo fare un breve colloquio conoscitivo per capire insieme quanto questa scelta sia solo funzionale e quanto invece stia rispondendo a una storia più profonda. Non per metterla in discussione, ma per accompagnarla in modo consapevole.
Resto qui.
Buongiorno Mattia, fermo restando che come dottore ho il piacere nonché l'obbligo di formazione professionale continua certificata detta ECM, le ricordo che sta ponendo quesiti medici a psicologi, ancorché psicoterapeuti, e non ad ortopedici o fisiatri, ciò detto per quanto possa sapere, i fattori di crescita e di sviluppo osseo, oltre che essere ereditari fino a tre quattro generazioni precedenti alla sua, e dunque non direttamente acquisiti dai suoi genitori, ma appunto ereditati dai suoi avi, hanno perlopiù a che fare con la nutrizione, l'alimentazione che ha ricevuto e condotto negli anni in cui era piccolo, per quanto concerne l'aumento di altezza, ne ha facoltà, si lasci supportare da quelle figure psicologiche, che solitamente precedono gli interventi chirurgici, giusto per non avere false aspettative a fronte di seri interventi fisici.
Cordiali saluti,
Dr. Cristian Sardelli
Cordiali saluti,
Dr. Cristian Sardelli
Buongiorno Mattia, è difficile dare una risposta precisa. Gli studi non mostrano una correlazione diretta tra ADHD e crescita in altezza; eventuali differenze legate a farmaci sono generalmente limitate a 0–2 cm. Non si può escludere che lo stress cronico abbia avuto qualche effetto, ma per valutarlo sarebbe necessario considerare alcune variabili implicate. Tuttavia l'altezza tra suo padre e madre suggeriscono nel caso un ruolo marginale. Dal punto di vista scientifico, la sua crescita è stata probabilmente determinata soprattutto dalla componente genetica, il fattore più importante. L’altezza dei genitori predice in gran parte quella dei figli, e un’altezza compresa tra madre e padre è considerata perfettamente nella norma. È importante anche ricordare che i figli maschi non diventano necessariamente sempre più alti dei padri: si tratta di statistiche e medie, non di regole assolute. Mi chiedo quale effetto possa avere questa mia risposta su di lei, se la rassicura, la delude, la infastidisce o altro; potrebbe essere un utile spunto di riflessione, senza sentirsi obbligato a intraprendere nulla, ma semplicemente per comprendere meglio se stesso. Un caro saluto, Chiara
Buongiorno Anonimo, non so da dove ha preso questa informazione che di solito i figii maschi diventano più alti dei genitori ma non è proprio cosi. L'altezza dipende da tanti fattori ma se lei ha intenzione di fare un intervento chi sono io per vietarglielo? ognuno deve essere libero di fare quello che vuole nella vita se questo comporterà anche ad un aumento che riguarda la sua autostima o l'immagine che ha di sè. potrebbero aver contribuito a un blocco della crescita tanti fattori ma non la conosco. comunque indipendentemente dalle cause che possono aver contribuito a questo fermo di sicuro ormai non crescerà più se non con un intervento.
se vuole può contattarmi per spiegare meglio come si sente
Barbara Lolli Bologna e online
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