sono una mamma di 55 anni di due ragazzi di 29 e 30 anni Soffro tremendamente il distacco soprattu

11 risposte
sono una mamma di 55 anni di due ragazzi di 29 e 30 anni
Soffro tremendamente il distacco soprattutto di uno dei due, hanno una grande considerazione e amore verso il padre che non riconosco verso di me .... anzi ..siamo sposati da 32 anni
Razionalmente dico che mi spiace non c'è l'abbiano verso di me questo amore. stima , considerazione Percepisco un idea diversa nei mie confronti , e non lo trovo giusto credevo di aver fatto un buon lavoro
chi mi puoi aiutare ?? sono della provincia di Milano - Saronno. Grazie.
Dott.ssa Marzia Sellini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno mamma delusa,
meriterebbe un pò di approfondimento quanto scrive, alcune dinamiche possono essere tipiche ad una certa età ed anche in base alle differenze di genere, tuttavia possono esserci anche delle peculiarità nel rapporto che se esplicitate possono risollevare e consolidare la trama di rapporti affievoliti di tono.
Un saluto cordiale
Dott.ssa Marzia Sellini

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Dott.ssa Simona Santoni
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile Signora, grazie, innanzitutto per la condivisione di questo vissuto che percepisco come molto doloroso, che merita ascolto. Da ciò che esprime, non sembra trattarsi solo di “gelosia” o di una percezione superficiale ma di un senso di esclusione e di mancato riconoscimento che tocca profondamente il suo ruolo di madre e la storia che ha costruito, nel tempo, con i suoi figli.
Sembrano esserci due elementi su cui riflettere: da un lato sembra esserci ciò che lei percepisce oggi nella relazione con i suoi figli adulti; dall’altro c’è il valore reale del percorso che ha fatto come madre. Il fatto che loro esprimano maggiore stima o vicinanza al padre non significa automaticamente che lei abbia “sbagliato” o che non sia stata una buona madre: le relazioni familiari, soprattutto in età adulta, non sempre sono "distribuite" in modo perfettamente equilibrato.
Una riflessione che mi viene in mente, mentre leggo il suo messaggio, è questa: che tipo di posizione, ruolo ha avuto lei nella famiglia nel corso degli anni? Più normativa, più presente nelle regole e nella gestione, oppure più affettiva? Delle volte il genitore che si è occupato maggiormente della parte educativa e organizzativa viene percepito, nel tempo, come un pò più “esigente”, mentre l’altro appare più facile da "avvicinare". Questo non è un giudizio di valore ma delle modalità di stare in relazione che avvengono molto frequentemente.
Allo stesso tempo, il bisogno che lei esprime, quindi il sentirsi vista, riconosciuta e amata dai suoi figli, è assolutamente legittimo anche ora che i suoi figli sono adulti. Il punto diventa come poterlo portare nella relazione senza che si trasformi in una richiesta implicita o in un confronto (“perché con papà sì e con me no”), che rischierebbe di aumentare la distanza tra voi...
Qui potrebbe essere più utile provare, gradualmente, a costruire dei piccoli momenti di relazione tra voi in cui lei possa mostrarsi non solo nel ruolo di madre, ma anche come persona, con i suoi bisogni e le sue emozioni: questo potrebbe essere un modo per creare uno spazio non di distacco ma di vicinanza tra voi... Se, però, sente che questa sofferenza è molto intensa, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio queste dinamiche familiari e a trovare modalità più soddisfacenti di stare in relazione con i suoi figli, senza sentirsi continuamente messa a confronto con suo marito o a sentirsi inadeguata nel suo ruolo di madre.

Un caro saluto,
Dottoressa Simona Santoni - Psicologa
Buongiorno,
Quello che descrive è un dolore molto comprensibile, anche se spesso difficile da dire ad alta voce. Quando i figli crescono e diventano adulti, il legame cambia, e a volte può capitare di percepire una distanza o una differenza nel modo in cui si rapportano ai genitori. Questo non significa necessariamente che l’amore sia minore, ma può essere vissuto così, e fa male.
Nel suo racconto si sente non solo la sofferenza per il distacco, ma anche un senso di ingiustizia e delusione, l’idea di aver dato tanto e di non sentirsi riconosciuta come si aspetterebbe. È un vissuto molto umano, soprattutto dopo tanti anni di impegno come madre.
A volte i figli sviluppano modalità diverse di relazione con i genitori, legate a tanti fattori (carattere, dinamiche familiari, ruoli costruiti nel tempo), e questo può portare a esprimere affetto e stima in modi meno visibili o diversi da quelli che ci aspettiamo. Tuttavia, ciò non toglie valore a quello che lei ha fatto.
Più che chiedersi se ha “sbagliato”, potrebbe essere utile provare a capire come vive oggi questa relazione e cosa desidererebbe ricevere, magari trovando anche un modo per comunicarlo, se possibile, in maniera aperta.
Se sente che questa sofferenza è molto intensa o persistente, un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio per dare senso a questi vissuti, rielaborare il ruolo di madre in questa fase della vita e ritrovare un equilibrio emotivo più sereno.
Un caro saluto,
Dott. Alessandro Ocera
Dott.ssa Ylenia De Fusco
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso un vissuto così delicato.
Quello che esprime è un dolore profondo e comprensibile: il distacco dei figli, soprattutto in età adulta, può essere vissuto come una perdita, e il fatto di percepire una differenza nel loro modo di relazionarsi con lei rispetto al padre può far nascere sentimenti di tristezza, ingiustizia e anche di messa in discussione come madre.

È importante ricordare che il modo in cui i figli esprimono affetto, stima e vicinanza non sempre è uguale con entrambi i genitori e non necessariamente riflette il valore o “la qualità” del legame. A volte entrano in gioco dinamiche relazionali costruite nel tempo, ruoli familiari, modalità diverse di comunicare l’affetto, che possono far percepire una distanza anche quando il legame c’è.

Il fatto che lei si interroghi sul proprio ruolo e sul “lavoro fatto” come madre parla di una grande attenzione e investimento affettivo. Allo stesso tempo, può essere utile spostare gradualmente lo sguardo da una ricerca di conferme esterne a una maggiore comprensione di ciò che lei prova oggi: il senso di esclusione, il bisogno di riconoscimento, il timore di aver perso qualcosa nel rapporto con i suoi figli.

Se questo vissuto è molto intenso e doloroso, potrebbe essere davvero utile uno spazio psicologico in cui poterlo elaborare, comprendere meglio le dinamiche relazionali e trovare modalità nuove e più serene di stare nel rapporto con loro, senza sentirsi costantemente in confronto.

Non è sola in quello che prova, ed è possibile lavorare su questi sentimenti per ritrovare un maggiore equilibrio emotivo.

Un caro saluto!
Dott. Antonio Fumagalli
Psicoterapeuta, Psicologo
Milano
Gentile signora,
quello che descrive è una sofferenza profonda e comprensibile. Quando i figli diventano adulti, il distacco può essere doloroso, soprattutto se si vive la sensazione di non sentirsi riconosciuti nell’amore, nella stima e nella considerazione che si desidererebbe ricevere.
Da ciò che scrive, oltre al dolore per la distanza, emerge anche una ferita legata al sentirsi poco vista come madre, nonostante tutto ciò che ha dato. Questo però non significa che lei non abbia fatto abbastanza o che non abbia avuto valore nel suo ruolo.
Un percorso psicoterapeutico può aiutarla a comprendere meglio questi vissuti, ad accogliere questa fatica e a ritrovare maggiore serenità.
Le mando un caro saluto.
Dott.ssa Adriana Gaspari
Psicologo clinico, Psicologo
Chieti
Gentilissima comprendo la sua situazione . Per poter dare una risposta esauriente bisognerebbe conoscere la sua situazione familiare : il rapporto con suo marito e che tipo di relazione affettiva si era creata tra lei e i suoi figli ,nel corso degli anni. Le posso dire comunque con certezza due cose: a volte non riusciamo a vedere il bene nei nostri confronti ed anche a volte, non riusciamo a vedere i nostri errori . La sua situazione andrebbe studiata , esaminata e poi le si potrebbe restituire una lettura diversa ( da quella che ha dato lei), con qualche suggerimento.
Resto a disposizione e la saluto cordialmente
Dott.ssa Adriana Gaspari
Buonasera signora, da quello che racconta emerge quanto lei tenga al rapporto con i suoi figli e quanto sia doloroso percepire una distanza soprattutto dopo tanti anni di impegno come genitore. Il fatto che lei si stia interrogando è già un importante segno di attenzione e cura. Potrebbe essere utile prendersi uno spazio per sè per affrontare il suo vissuto e la sua sofferenza. Con l'aiuto di un professionista potrebbero emergere nuovi significati e nuove modalità di stare in relazione con loro. Rimango a disposizione qualora volesse approfondire insieme.
Dott.ssa Gaia Evangelisti
Psicologo, Psicologo clinico
Genzano di Roma
Gentile Signora, la ringrazio per aver condiviso un vissuto così delicato: si sente quanto questo tema la tocchi profondamente, sia come madre sia come donna. Il dolore che descrive rispetto alla percezione di una distanza o di una diversa considerazione da parte dei suoi figli è comprensibile e merita ascolto.

Ciò che accade nelle relazioni familiari non è mai il risultato del valore di una singola persona o del “buon lavoro” fatto o meno, ma di dinamiche costruite nel tempo tra tutti i membri della famiglia. Il legame che i suoi figli esprimono con il padre non toglie valore al suo ruolo, né definisce ciò che lei ha rappresentato per loro.

A volte, nella fase adulta dei figli, possono emergere modalità diverse di esprimere affetto e riconoscimento, oppure equilibri relazionali che possono far sentire uno dei genitori più distante. Questo non significa necessariamente mancanza di amore, ma può riguardare forme e linguaggi diversi nel rapporto.

Può essere utile, se se la sente, aprire uno spazio di dialogo con i suoi figli, cercando di condividere il suo vissuto emotivo più che una richiesta di “riconoscimento”, oppure valutare un percorso di supporto psicologico che la aiuti a rileggere queste dinamiche e a ritrovare una posizione più serena all’interno della relazione.

Resto a disposizione se desidera approfondire.

Un caro saluto.

Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buonasera,
da quello che condividi emerge una sofferenza molto profonda, legata non solo al distacco dei tuoi figli, ma anche al bisogno di sentirti riconosciuta, amata e considerata da loro. È un bisogno umano, comprensibile e legittimo, soprattutto dopo tanti anni dedicati alla famiglia.

Quando i figli diventano adulti, le relazioni cambiano e a volte possono attivare vissuti di ingiustizia, esclusione o confronto, anche all’interno della coppia genitoriale. Questo però non significa che il tuo valore come madre sia minore o che ciò che hai dato non abbia avuto importanza.

Potrebbe essere utile fermarsi insieme a comprendere meglio cosa stai vivendo: le emozioni che emergono, i significati che attribuisci a questi comportamenti e le modalità relazionali che si sono costruite nel tempo. In uno spazio di ascolto potresti trovare un modo più leggero e sostenibile di stare in questa fase, senza sentirti così sola o ferita.

Chiedere aiuto, come stai facendo ora, è già un passo importante.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Gentile Signora,
da quello che scrive si sente quanto questa situazione la faccia soffrire. È una sensazione molto comprensibile: quando i figli crescono e diventano adulti, il loro modo di stare in relazione cambia, e per un genitore può essere difficile non viverlo come una distanza. Il fatto che lei percepisca più vicinanza tra loro e il padre non significa per forza che la amino o la stimino meno. Spesso i figli hanno modi diversi di esprimere l’affetto con ciascun genitore, e questo a volte può essere frainteso.
Si sente anche una grande delusione, come se tutto quello che ha dato non fosse riconosciuto come si aspetterebbe. Questo è un punto importante, perché tocca il bisogno di sentirsi vista e apprezzata come madre.
Parlarne con un professionista potrebbe aiutarla a mettere a fuoco meglio queste emozioni e a capire come ritrovare un equilibrio nel rapporto con i suoi figli, senza sentirsi così ferita.
Un caro saluto,
Giacomo Mones
Gentile utente, Capisco quanto possa essere doloroso sentirsi meno riconosciuta proprio dai propri figli, soprattutto dopo tanti anni dedicati a loro. Le suggerirei di prendersi uno spazio per sé: un confronto con una/un collega nella sua zona (anche a Saronno o dintorni) potrebbe aiutarla a elaborare questo senso di ingiustizia e a ritrovare equilibrio emotivo.

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