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Esperienze

Sono la Dott.ssa Roberta Torre, psicologa iscritta all’Ordine degli Psicologi della Campania con n. 12293. Mi sono laureata in Psicologia con il massimo dei voti.

Durante la mia formazione ho maturato esperienza clinica nell’ambito dei Disturbi del Comportamento Alimentare, partecipando alle attività di un centro ambulatoriale dedicato della ASL, dove ho preso parte a colloqui individuali, familiari e di gruppo, oltre ad attività psicoeducative e momenti di lavoro in équipe.

Ho inoltre una formazione anche nell’ambito della psicologia del lavoro, che mi porta a prestare particolare attenzione al rapporto tra benessere psicologico, contesto lavorativo, ruoli e dinamiche organizzative.

Attualmente lavoro come coordinatrice in una residenza per anziani. Questo ruolo mi permette di confrontarmi quotidianamente con situazioni di fragilità, con persone affette da demenza e con i loro familiari. Questa esperienza mi ha insegnato quanto il benessere psicologico sia profondamente intrecciato alle relazioni, ai contesti di vita e al ruolo spesso complesso dei caregiver.

Sono inoltre in formazione come psicoterapeuta ad orientamento sistemico-relazionale. Questo approccio guarda alla persona non in modo isolato, ma all’interno delle relazioni significative e dei sistemi familiari in cui vive. Per questo nel mio lavoro mantengo sempre uno sguardo attento ai legami, alla comunicazione e alle dinamiche che influenzano il benessere emotivo.

Accompagno le persone in percorsi di maggiore consapevolezza, offrendo uno spazio di ascolto e supporto nei momenti di difficoltà e nei passaggi di vita che possono generare disagio o confusione.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia del lavoro

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Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    45 €

  • Consulenza online

    45 €

  • Colloquio individuale

    45 €

  • Colloquio psicologico online

    45 €

  • Colloquio psicologico telefonico

    45 €

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Studio Privato Dott.ssa Roberta Torre

Via Achille Loria, 8, Lo studio si trova a Nocera Inferiore, in Via Achi, Nocera Inferiore 84014

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Telefono

334 538...
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28 recensioni

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  • G

    Dottoressa paziente,empatica,preparata e molto professionale.

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  • D

    Buongiorno, avendo avuto bisogno per un disagio psicologico relativo alla mia condizione di terza età, ho trovato finalmente la persona giusta per il mio problema, la dr.ssa Torre, a cui esprimo tutta la mia gratitudine. Gentile, dolce, paziente e non invasiva.

     • Studio Privato Dott.ssa Roberta Torre colloquio psicologico  • 

  • R

    La dottoressa è la mia terapeuta e sento il desiderio di scrivere questa recensione perché ritengo davvero prezioso il lavoro che sta facendo con me. Prima di iniziare il percorso avevo molti dubbi e incertezze, ma oggi posso dire di essere stata molto fortunata ad aver incontrato una professionista come lei.

     • Studio Online Dott.ssa Roberta Torre colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Roberta Torre

    Grazie per il feedback


  • B

    Ho iniziato il percorso da poco per difficoltà legate alle relazioni e già dalle prime sedute sto iniziando a notare alcune cose che prima mi sfuggivano. Stiamo lavorando molto sui meccanismi che tendo a ripetere senza accorgermene e su come questi influenzano i miei rapporti. Non è sempre semplice, anzi a volte è anche un po’ scomodo mettersi in discussione, però ho la sensazione che sia un lavoro reale, non superficiale. È presto per tirare conclusioni, ma per ora mi sembra che qualcosa si stia muovendo davvero.

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    Dott.ssa Roberta Torre

    L’obiettivo della terapia è proprio rendere la persona più consapevole e sono contenta che stia avvenendo nel percorso insieme. Grazie per la condivisione


  • C

    Consiglio vivamente la dott.ssa Torre: mi ha aiutato tantissimo in un momento davvero difficile della mia vita. Con grande professionalità, empatia e attenzione, è riuscita a farmi sentire ascoltato e compreso, accompagnandomi passo dopo passo verso un maggiore benessere. Le sono davvero grato.

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    Dott.ssa Roberta Torre

    Grazie mille per la condivisione


  • G

    Ho intrapreso un percorso con la dottoressa e l’esperienza è stata estremamente positiva. Fin dal primo incontro si è dimostrata empatica, professionale e capace di mettere a proprio agio.

    La sua capacità di ascolto è autentica e le sue osservazioni sono sempre puntuali e utili, aiutando a riflettere in modo profondo ma naturale. Ogni seduta lascia qualcosa di concreto, rendendo il percorso davvero efficace.

    La consiglio a chi cerca una professionista preparata, umana e capace di guidare con sensibilità e competenza.

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    Dott.ssa Roberta Torre

    Come dico spesso, l’obiettivo della terapia è creare spunti di riflessione alternativi. Grazie per la condivisione


  • R

    La dottoressa Torre è una professionista esemplare. Attenta, empatica, diretta, sensibile. Capace di cogliere le fragilità e trattarle con delicatezza.

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    Dott.ssa Roberta Torre

    Grazie mille per il feedback


  • M

    Ho avuto la fortuna di intraprendere un percorso con una psicologa davvero eccezionale. Fin dal primo incontro mi sono sentito/a ascoltato/a senza giudizio, accolto/a con empatia e grande professionalità. La sua capacità di comprendere a fondo le situazioni, unita a strumenti concreti e mirati, mi ha aiutato a fare chiarezza dentro di me e a crescere passo dopo passo.

    È una professionista competente, attenta e umanamente straordinaria. Consiglio vivamente il suo supporto a chiunque senta il bisogno di ritrovare equilibrio e benessere.

     • Studio Privato Dott.ssa Roberta Torre colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Roberta Torre

    Grazie mille per la condivisione e ti auguro che gli strumenti acquisiti ti siano d’aiuto ancora nell’eventuale futuro.


  • A

    Non è facile trovare qualcuno con cui sentirsi davvero a proprio agio, ma con la Dott.ssa Torre è successo quasi subito. Mi ha aiutato a vedere alcune cose con più lucidità, senza mai forzare. Un percorso che rifarei.

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    Dott.ssa Roberta Torre

    Offrire punti di vista alternativi utili è un aspetto prezioso del lavoro psicologico.
    Grazie per la parole e un saluto


  • E

    Dottoressa estremamente accogliente e disponibile fin dal primo momento. Mi sono sentita davvero ascoltata e compresa. Ha dimostrato grande attenzione e professionalità, mettendomi a mio agio. Consiglio vivamente a chi cerca un professionista umano e competente.

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    Dott.ssa Roberta Torre

    È fondamentale per me unire umanità con competenza. Sono contenta di esserci riuscita. Grazie e un saluto


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 13 domande da parte di pazienti di MioDottore

Ciao, sono un ragazzo di 21 anni. Ultimamente stavo cercando amicizie e nuove conoscenze in generale e ho scoperto che una ragazza di 17 anni che ha tante passioni in comune con me. Sembra che però entrambi cerchiamo una relazione seria, però lei ha 17 anni (non 17 e mezzo ma proprio 17) e io 21 e mezzo. Potrebbe essere problematica questa differenza di età, quindi per le relazioni serie o rapporti sessuali sono più sul no che sul sì. Per quanto riguarda l'amicizia penso (poi se posso sapere anche da voi sarebbe top) che non ci sia nulla di sbagliato nel fare amicizia con lei. Anzi, ultimamente ho rifiutato di fare amicizia con un altra ragazza proprio per l'età e mi sento in colpa, perché per il resto aveva tante cose positive. Però con quest'altra ragazza nuova che sto conoscendo abbiamo talmente tante cose in comune e esteticamente la trovo talmente carina che sto mettendo in dubbio se il poterci avere una relazione seria sia giusto o sbagliato e soprattutto non so se è giusto avere rapporti sessuali con lei. Inoltre lei è molto affettuosa, cosa che io adoro. Però nell'andare oltre l'amicizia avrei paura, non tanto da un punto di vista legale perché è legale. Avrei un po' più paura per tutto il resto. Cosa dovrei fare per voi? Sarebbe giusto avere una relazione seria (e di conseguenza anche rapporti sessuali) con questa ragazza? O dovrei evitare o aspettare la sua maggiore età? E soprattutto, cosa dovrei fare per assicurarmi che magari lei sa quello che fa? Insomma, fatemi sapere. Vi ringrazio in anticipo per il vostro meraviglioso lavoro

Da quello che descrivi, il primo elemento che emerge è che ti stai ponendo domande importanti e questo è già indice di consapevolezza e responsabilità.
La differenza di età tra 17 e 21 anni, sia sul piano relazionale che su quello evolutivo, non rappresenta di per sé uno scarto particolarmente significativo. Anche sul piano legale, in Italia, i rapporti consensuali con una persona di 17 anni rientrano nella liceità, salvo situazioni specifiche di abuso di posizione o coercizione.
Più che l’età in sé, mi colpisce la rigidità con cui stai cercando di definire in anticipo ciò che “dovrebbe” essere giusto o sbagliato. Le relazioni non si comprendono tutta in teoria, ma anche nell’esperienza concreta.
Se senti sintonia, interessi condivisi e piacere nello stare insieme, forse il punto non è proiettarti troppo avanti (“sarà una relazione seria?”, “saprà quello che fa?”), ma restare più nel presente e nel breve termine: conoscervi, frequentarvi, osservare come vi sentite reciprocamente.
Sapere se una persona “sa quello che fa” non è qualcosa che puoi stabilire a priori, né dipende esclusivamente dall’età anagrafica. È qualcosa che si comprende nel tempo, attraverso il dialogo, la reciprocità, la capacità di esprimere desideri, limiti e consenso.
A volte pensare troppo rischia di bloccare esperienze che potrebbero chiarirsi proprio vivendole. Più che restare nel dubbio, potrebbe esserti utile spostarti dal piano del pensiero a quello dell’esperienza: procedere con gradualità, ascoltando ciò che accade tra voi, senza forzare né anticipare troppo.

Dott.ssa Roberta Torre

Ho 29 anni e mi sento una fallita. Nessun aspetto della mia vita sta andando come speravo. Non sono riuscita ancora a laurearmi perché ogni qualvolta io debba preparare un esame e mi trovi a dover approcciare lo studio vengo letteralmente assalita da un'ansia micidiale e inarrestabile. Avrei dovuto avere il coraggio di rinunciare agli studi già da qualche anno ma al tempo stesso, se avessi preso questa decisione, avrei pensato di aver perso sia tempo che soldi e la paura di deludere i miei genitori è stata più forte, anche se per loro non avrebbe importato niente, solo la mia felicità. Non ho ancora un lavoro stabile perché da una parte ho procrastinato a causa dello studio e poi perché ho paura di dovermi accontentare di un lavoro che non mi appaghi o che non mi faccia sentire all’altezza e, ciliegina sulla torta, il mio ragazzo mi ha lasciata dopo 10 anni perché già da qualche anno sarebbe voluto andare a convivere per “scappare” da una situazione familiare complicata (premetto che lui sarebbe potuto andare intanto a vivere da solo avendo un lavoro a tempo indeterminato e ben retribuito) ma non lavorando non avrei potuto ancora assecondarlo in questo passo e sostiene che non abbia fatto abbastanza per cambiare questa situazione e in qualche modo a “salvarlo” facendomi sentire sbagliata e la causa della nostra rottura, anche se gli ho espresso più volte che anch’io sentivo questo desiderio, tanto che stavo mandando curriculum su curriculum per trovare un qualsiasi lavoro… forse avrei dovuto farlo prima per fargli capire che era davvero la persona con cui immaginavo il mio futuro, ma avrei voluto da parte sua un po’ più di comprensione e di sostenimento. Non ho mai avuto un briciolo di autostima, anzi, ho sempre denigrato me stessa e le mie capacità, e mi sento costantemente inadeguata e frustrata, non riesco a capire cosa fare per prendere davvero in mano la mia vita. Sono davvero stanca di tutto questo perché, non avendo mai avuto il coraggio di andare da un* psicolog*, non so cosa mi stia succedendo, qualcuno potrebbe aiutarmi a vederci più chiaro? Grazie mille!

Ciao, nelle tue parole c’è molta sofferenza, ma anche molta lucidità. Riesci a vedere il nodo, anche se in questo momento ti sembra impossibile scioglierlo.

Mi colpisce il modo in cui definisci te stessa: “fallita”. Ma il fallimento è spesso una categoria che nasce dal confronto — con i tempi degli altri, con i traguardi degli altri, con l’idea di dove “dovremmo” essere a una certa età. In realtà si è “falliti” solo se si assume che la propria storia sia già chiusa, definitiva. Ma finché si è dentro la vita, finché c’è possibilità di movimento, ridefinizione e scelta, non si è fermi in un esito: si è in un processo.

Quello che descrivi rispetto allo studio non sembra pigrizia né mancanza di capacità: quell’ansia così intensa è un sintomo, e il sintomo non arriva mai per caso. Spesso è un segnale che indica qualcosa di più profondo, qualcosa che ancora non riesce a essere visto chiaramente: paura del giudizio, paura di non essere all’altezza, paura di scegliere e quindi di rinunciare ad altre possibilità, paura di deludere.

Il punto non è combattere l’ansia o spaventarsene, ma iniziare a guardarla come un messaggio da decifrare. Perché a volte ciò che blocca non è l’esame, il lavoro o la relazione, ma il significato profondo che quelle esperienze assumono per noi.

Anche nella relazione che racconti sembra emergere un tema importante: il peso delle aspettative. Quelle dell’altro, quelle che immagini dei tuoi genitori, e soprattutto quelle che hai interiorizzato su di te. Quando si vive cercando di rispondere a ciò che ci si aspetta, spesso si perde il contatto con ciò che si desidera davvero.

Forse la domanda centrale non è “come faccio a prendere in mano la mia vita?”, ma: di cosa ho davvero paura, se mi muovo? E anche: di cosa ho paura, se resto ferma?

Queste domande raramente trovano risposta da sole, soprattutto quando da tanto tempo l’autostima è fragile e l’autocritica occupa tutto lo spazio. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un modo per avere più strumenti, più forza e più chiarezza nel capire in quale direzione andare, distinguendo ciò che vuoi tu da ciò che senti di dover essere per gli altri.

Il mio consiglio è di non aspettare di “stare peggio” per iniziare un percorso psicologico. A volte il primo passo non serve a risolvere tutto, ma a iniziare finalmente a capirsi. E spesso è proprio da lì che il movimento riparte.

Dott.ssa Roberta Torre
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