Buongiorno, qualche giorno fa io e il mio ex compagno abbiamo comunicato ai nostri due figli che ci
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Buongiorno, qualche giorno fa io e il mio ex compagno abbiamo comunicato ai nostri due figli che ci siamo separati, e che tra un mese il papà andrà a vivere in un'altra casa. Il maschio, quasi 16 anni, molto chiuso, non in grado di esprimere a parole i suoi sentimenti, le sue emozioni, i suoi stati d'animo, a parte gloi occhi pieni di lacrime inizialmente, poi ha cominciato a fare domande di carattere pratico(dov'è la casa, c'è il giardino, etc...) e adesso sono un paio di giorni che mi è sempre attaccato ad abbracciarmi e cercarmi (cosa che ha sempre rifiutato). La piccola appena 12 anni, che è sempre stata molto affettuosa disicamente (baci abbracci anche senza motivo) adesso non riesce più a toccarci, ci rifiuta fisicamente e so che lei se ne rende conto perchè l'ha confidato ad un'amichetta. So che è presto e devo dargli il tempo di elaborare questo lutto, ma posso fare qualcosa nel frattempo?
Grazie mille
Grazie mille
Buongiorno,
le reazioni dei suoi figli sono molto comuni dopo una separazione: stanno vivendo lo stesso cambiamento ma lo esprimono in modi opposti. Suo figlio grande, che prima era più chiuso, ora cerca vicinanza fisica per ritrovare sicurezza; le domande pratiche lo aiutano a dare ordine a qualcosa che emotivamente è difficile. Sua figlia invece sembra reagire con un momentaneo ritiro affettivo, una forma di protezione davanti al dolore e alla confusione.
Non c’è una reazione giusta o sbagliata: entrambe sono normali.
In questa fase aiuta soprattutto mantenere stabilità, routine e messaggi chiari sul fatto che, anche se la coppia si separa, la squadra genitoriale resta unita. Vedere mamma e papà capaci di collaborare, rispettarsi e parlare in modo coerente li rassicura molto più di tante spiegazioni.
Accogliete le emozioni come vengono, senza forzarli a parlare o a “tornare come prima”. Col tempo il nuovo equilibrio familiare diventerà più comprensibile anche per loro.
Se dovessero emergere segnali di forte sofferenza che non si attenuano, allora un supporto professionale può essere utile. Per ora, la presenza affettuosa e l’alleanza tra voi genitori sono la base migliore per aiutarli a attraversare questo passaggio.
Saluti Dott.ssa Eleonora Cambi
le reazioni dei suoi figli sono molto comuni dopo una separazione: stanno vivendo lo stesso cambiamento ma lo esprimono in modi opposti. Suo figlio grande, che prima era più chiuso, ora cerca vicinanza fisica per ritrovare sicurezza; le domande pratiche lo aiutano a dare ordine a qualcosa che emotivamente è difficile. Sua figlia invece sembra reagire con un momentaneo ritiro affettivo, una forma di protezione davanti al dolore e alla confusione.
Non c’è una reazione giusta o sbagliata: entrambe sono normali.
In questa fase aiuta soprattutto mantenere stabilità, routine e messaggi chiari sul fatto che, anche se la coppia si separa, la squadra genitoriale resta unita. Vedere mamma e papà capaci di collaborare, rispettarsi e parlare in modo coerente li rassicura molto più di tante spiegazioni.
Accogliete le emozioni come vengono, senza forzarli a parlare o a “tornare come prima”. Col tempo il nuovo equilibrio familiare diventerà più comprensibile anche per loro.
Se dovessero emergere segnali di forte sofferenza che non si attenuano, allora un supporto professionale può essere utile. Per ora, la presenza affettuosa e l’alleanza tra voi genitori sono la base migliore per aiutarli a attraversare questo passaggio.
Saluti Dott.ssa Eleonora Cambi
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Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso una situazione così delicata. Le reazioni che descrive nei suoi figli, pur molto diverse tra loro, rientrano in modalità frequenti di risposta a un evento di separazione, che per i ragazzi rappresenta un cambiamento significativo e un processo di elaborazione.
Nel figlio più grande, la difficoltà a esprimere verbalmente le emozioni e il passaggio a domande pratiche, così come la recente ricerca di maggiore vicinanza, possono essere letti come bisogni di rassicurazione e contenimento. Nella figlia più piccola, il ritiro dal contatto fisico può indicare una modalità diversa di esprimere il disagio, soprattutto in una fase iniziale.
In questa fase è importante mantenere una presenza stabile e rassicurante, normalizzando le emozioni e rispettando i tempi di ciascuno, senza forzare il contatto o il dialogo. Qualora sentisse il bisogno di un confronto o di un supporto più strutturato, resto disponibile per valutare insieme come procedere.
Cordiali saluti
D.ssa Elena Cuomo
la ringrazio per aver condiviso una situazione così delicata. Le reazioni che descrive nei suoi figli, pur molto diverse tra loro, rientrano in modalità frequenti di risposta a un evento di separazione, che per i ragazzi rappresenta un cambiamento significativo e un processo di elaborazione.
Nel figlio più grande, la difficoltà a esprimere verbalmente le emozioni e il passaggio a domande pratiche, così come la recente ricerca di maggiore vicinanza, possono essere letti come bisogni di rassicurazione e contenimento. Nella figlia più piccola, il ritiro dal contatto fisico può indicare una modalità diversa di esprimere il disagio, soprattutto in una fase iniziale.
In questa fase è importante mantenere una presenza stabile e rassicurante, normalizzando le emozioni e rispettando i tempi di ciascuno, senza forzare il contatto o il dialogo. Qualora sentisse il bisogno di un confronto o di un supporto più strutturato, resto disponibile per valutare insieme come procedere.
Cordiali saluti
D.ssa Elena Cuomo
Buongiorno, grazie per la condivisione.
Ognuno, come ha già constatato personalmente, elabora le situazioni a proprio modo e con i propri tempi.
In questo caso la situazione da elaborare è proprio una sorta di lutto per cui è normale che ci voglia del tempo (molti mesi probabilmente) per elaborare questo cambiamento.
Io focalizzerei la mia attenzione su ognuno dei suoi figli, dando loro più attenzione del solito e cercando di comunicare il più possibile.
Sarebbe opportuno accogliere tutte le loro emozioni e parlare della loro eventuale tristezza e/o rabbia.
Inoltre insisterei sul fatto che la mamma e il papa' prendono strade diverse ma questo non cambierà per niente ciò che provate per loro e che ci sarete sempre per loro.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Monia Michelini
Ognuno, come ha già constatato personalmente, elabora le situazioni a proprio modo e con i propri tempi.
In questo caso la situazione da elaborare è proprio una sorta di lutto per cui è normale che ci voglia del tempo (molti mesi probabilmente) per elaborare questo cambiamento.
Io focalizzerei la mia attenzione su ognuno dei suoi figli, dando loro più attenzione del solito e cercando di comunicare il più possibile.
Sarebbe opportuno accogliere tutte le loro emozioni e parlare della loro eventuale tristezza e/o rabbia.
Inoltre insisterei sul fatto che la mamma e il papa' prendono strade diverse ma questo non cambierà per niente ciò che provate per loro e che ci sarete sempre per loro.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Monia Michelini
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