salve dottori, ho un problema con la mia attuale ragazza che non mi fa vivere bene la relazione, sia

25 risposte
salve dottori, ho un problema con la mia attuale ragazza che non mi fa vivere bene la relazione, siamo io e 2 miei amici a una serata in discoteca e noto questa ragazza la serata finisce lì, solo che il mio amico manda la richiesta su instagram a lei senza però scriverle, passano 4 giorni e il mio amico letteralmente le scrive un messaggio rispondendo a una nota di vederci in gruppo una sera, la sera stessa appena conosciuti tutti e presentati lei però si bacia con lui si frequentano 1 settimana finiscono anche in macchina insieme post serata però senza avere rapporti perché a detta sua lei non voleva, (anche se per me per andarci in macchina l’intenzione c’è) fatto sta che dopo io e lei ci avviciniamo inizialmente in amicizia ma poi scatta qualcosa in ambito sentimentale e lei diventa pazza di me arrivando pure a venire sotto casa mia più volte nonostante i miei rifiuti, ora io non so che fare perché ci sto benissimo con questa ragazza ma l’idea che non mi abbia scelto inizialmente mi logora dentro e mi fa stare male, poi aggiungo anche il fatto che per me lei è una facile perché si è baciata con lui appena conosciuti e ha avuto rapporti con uno dopo solo 2 uscite e non è quello che cerco in una ragazza ma ormai ci tengo troppo, io ne ho parlato con lei di tutto e dice che inizialmente preferiva me al mio amico, ma la sua amica era interessa a me e quindi non ha voluto interferire, anche se non ha molto senso perché mi ha sempre dato versioni diverse e in più non c’era motivo di lasciarmi alla sua amica, lei dice che ha sempre puntato me e che tuttora vuole solo me e me lo dimostra sinceramente, non so che fare perché io ci sto male perché non è quello che cerco in una ragazza, il fatto che sia stata facile lei lo giustifica dicendo che era appena uscita da un ex tossico e voleva divertirsi, ma per me ha poca differenza perché non siamo animali e si pensa prima di agire
Dott.ssa Alessia Mariosa
Psicologo, Psicologo clinico
Settimo Milanese
Buongiorno,
grazie per aver condiviso con tanta sincerità quello che sta vivendo.

Da ciò che racconta, emerge un conflitto interiore molto forte: da una parte il benessere che prova quando è con questa ragazza, dall’altra pensieri e giudizi che la fanno stare male e le impediscono di vivere serenamente la relazione. È comprensibile sentirsi confusi in una situazione così.

Mi sembra importante aiutarla a distinguere tra ciò che riguarda il presente e ciò che appartiene al passato. Oggi lei descrive una ragazza coinvolta, che le dimostra interesse e vicinanza. Allo stesso tempo, però, fa fatica ad accettare alcuni suoi comportamenti iniziali, che sembrano entrare in conflitto con i suoi valori e con l’idea di relazione che desidera.

Provi a chiedersi con onestà: ciò che mi fa stare male è davvero ciò che lei è oggi, oppure l’immagine che mi sono costruito di lei? E ancora: riesco ad accettare la persona che ho davanti per quella che è, con la sua storia, oppure sento il bisogno che sia diversa?

Un altro aspetto delicato riguarda i giudizi che utilizza (come definirla “facile”): spesso queste etichette, più che aiutarci a capire, aumentano il disagio e creano distanza emotiva. Dietro i comportamenti dell’altro possono esserci vissuti, bisogni o momenti personali complessi, che non sempre coincidono con le nostre aspettative.

Non esiste una scelta giusta in assoluto, ma una scelta che sia coerente con ciò che lei sente e con ciò che desidera davvero in una relazione. Se questa situazione continua a farla soffrire, potrebbe essere utile prendersi uno spazio per riflettere più a fondo su di sé, anche con un supporto professionale.

Resto a disposizione, anche per consulenze online, se desidera approfondire questi aspetti in modo più personale e guidato.

Un caro saluto,
Psicologa Alessia Mariosa
(ricevo anche online)

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
Dott.ssa Claudia Pica
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buon pomeriggio, grazie per la condivisione. Io mi domanderei come mai sente questo dolore logorante per non essere stato il primo e come mai questo la porta a non sentirsi "scelto" e desiderato, neanche ora che la sua ragazza lo ha scelto. Mi chiederei anche se desidera stare con una persona libera o che assomigli ad una sua aspettativa di "come dovrebbe essere".
Resto disponibile per un eventuale consulto.
Dott.ssa Claudia Pica
Dott.ssa Francesca Spano
Psicologo, Professional counselor, Psicologo clinico
Roma
Quello che la sta facendo stare male non è tanto ciò che è successo all’inizio, ma il significato che oggi lei attribuisce a quei comportamenti.

Da una parte dice di stare bene con lei, dall’altra la percepisce come “non adatta” e questo crea una frattura interna che la logora. Più che il suo passato, è il suo giudizio su di lei (“facile”, “non è quello che cerco”) che mantiene vivo il disagio.

Il punto centrale è questo:
riesce ad accettarla per quella che è oggi, oppure resta agganciato a un’idea di come “dovrebbe essere” una partner?

Se resta in questa ambivalenza, rischia di vivere la relazione con sospetto, controllo e malessere, indipendentemente da ciò che lei fa ora.

Un lavoro utile potrebbe aiutarla a chiarire:

cosa rappresenta per lei una relazione “giusta”
quanto il bisogno di sicurezza si scontra con ciò che prova davvero
se questa relazione può essere scelta nel presente, non nel confronto con il passato

Se vuole, possiamo approfondire insieme questi aspetti e aiutarla a prendere una posizione più chiara e serena.

Un caro saluto
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buonasera,
da ciò che racconti sembra che dentro di te ci siano sentimenti contrastanti: da una parte stai bene con questa ragazza e senti che ti importa di lei, dall’altra alcuni pensieri legati a come è iniziata la vostra conoscenza ti fanno stare male e ti creano dubbio e fatica nel vivere la relazione serenamente.

Quando succede qualcosa di simile, spesso il punto centrale non è solo ciò che è accaduto all’inizio, ma il significato che quell’evento ha assunto per te oggi e come questo si intreccia con i tuoi valori, le tue aspettative e l’idea di relazione che desideri.

Può essere utile provare a chiederti con calma che cosa ti fa soffrire davvero in questa situazione: il timore di non essere stato scelto, la fiducia, oppure il modo in cui immagini dovrebbe iniziare una relazione. Comprendere meglio questi aspetti può aiutarti a prendere decisioni più consapevoli e a capire cosa è davvero importante per te.

Se senti che questi pensieri continuano a logorarti, parlarne con un professionista potrebbe offrirti uno spazio sicuro per fare chiarezza, ascoltare ciò che provi e trovare un modo più sereno di orientarti nelle tue scelte affettive.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott.ssa Matilde Quagliotti
Psicologo, Psicologo clinico
Parma
Buonasera,
da quello che racconta sembra che la difficoltà principale non riguardi tanto il presente della relazione quanto il significato che lei attribuisce a ciò che è accaduto all’inizio tra la sua ragazza e il suo amico.
Anche se ora dice di stare bene con lei e di percepire il suo interesse, il pensiero di non essere stato scelto inizialmente e il modo in cui interpreta quei comportamenti continuano a generarle disagio.
È comprensibile che quando iniziamo una relazione alcune informazioni sul passato dell’altra persona possano attivare dubbi o confronti tuttavia è importante distinguere tra ciò che è accaduto prima che tra voi nascesse un legame e ciò che invece caratterizza la relazione nel presente.
Nelle fasi iniziali di conoscenza è abbastanza comune che le persone possano frequentarsi o conoscersi in modo più libero, senza che questo definisca necessariamente il loro modo di vivere una relazione stabile successivamente.
Dal suo racconto sembra anche emergere una certa tensione tra due aspetti: da una parte il fatto che con questa ragazza si trova bene e percepisce il suo interesse, dall’altra l’idea che alcuni suoi comportamenti passati non corrispondano all’immagine di partner che lei vorrebbe accanto: quando queste due dimensioni restano in conflitto, può diventare difficile vivere la relazione con serenità.
Potrebbe essere utile chiedersi cosa la ferisce maggiormente in questa situazione: il sentirsi “seconda scelta”, il modo in cui interpreta i comportamenti della sua ragazza o la difficoltà a fidarsi pienamente delle spiegazioni che ha ricevuto.
Comprendere meglio questo aspetto può aiutarla a capire se il disagio è qualcosa che può essere elaborato nel tempo oppure se riguarda valori e aspettative relazionali per lei molto importanti.
Una relazione, per poter essere vissuta in modo sereno, richiede una certa disponibilità a riconoscere l’altro per ciò che è oggi, non solo per ciò che è accaduto prima che il rapporto iniziasse. Allo stesso tempo è legittimo interrogarsi su ciò che per lei è davvero fondamentale in una relazione e su quanto riesca a sentirsi in pace con questa situazione.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Mirea Micciché
Psicologo clinico, Psicologo
Palermo
Ciao,
da quello che racconti emerge un conflitto interno piuttosto forte: da una parte stai bene con questa ragazza e riconosci che lei oggi ti dimostra interesse e coinvolgimento; dall’altra fai fatica a tollerare ciò che è successo all’inizio tra lei e il tuo amico e questo ti porta a giudicarla e a stare male.

Ti invito a soffermarti su alcuni aspetti.

Prima di tutto, quello che è accaduto all’inizio della conoscenza rientra in una fase in cui tra voi non c’era ancora un legame definito. È comprensibile che possa darti fastidio, ma è importante distinguere tra ciò che appartiene al presente della relazione e ciò che riguarda una fase precedente, in cui entrambi eravate liberi.

In secondo luogo, le parole che usi (“facile”, “non è quello che cerco”) sembrano riflettere dei tuoi valori e delle tue aspettative rispetto alla partner. Non sono “sbagliati” in sé, ma è importante chiederti quanto questi giudizi stiano influenzando il modo in cui vivi la relazione, rischiando di farti perdere di vista come lei si comporta oggi con te.

Un altro punto centrale è il tema della scelta: il fatto di non sentirti “scelto per primo” sembra toccare qualcosa di più profondo, legato forse al bisogno di sentirti speciale, preferito, o al timore di non essere abbastanza. Questo aspetto merita attenzione, perché può incidere anche in relazioni future.

Infine, prova a porti una domanda chiara: riesci ad accettare la persona che è oggi, con la sua storia e le sue scelte passate, oppure questo rimane per te un limite non superabile? Non esiste una risposta giusta in assoluto, ma è importante essere onesti con se stessi.

Se senti che questo pensiero continua a farti stare male, potrebbe essere utile approfondirlo con qualcuno, per capire meglio da dove nasce e come gestirlo.

Un saluto

Dott. Dario Martelli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
buonasera, in questa relazione sembra diviso in due. Da una parte sembra coinvolto emtivamente e sentimentalmente con lei ma dall'altra l'episodio che lei racconta le ha scatenato interiormente una serie di convinzioni negative e anche di pensieri preventivi. Le si potrebbe dire di cercare comunque di viversi questa relazione per ciò che succede veramente nel momento presente fra voi due. Ma se ha difficoltà ad uscxire da questo conflitto interiore una consulenza psicologica le potrebbe servire. Se ha bisogno sono disponibile anche online. Saluti Dario Martelli
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, comprendo molto bene il suo turbamento e quanto questa situazione stia generando confusione e disagio dentro di lei. Ciò che descrive è un intreccio di emozioni molto intense: attrazione, affetto, ma anche sensazioni di gelosia, sfiducia e disagio rispetto al passato della sua ragazza. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, quello che sta vivendo è frequente quando schemi di pensiero legati al giudizio, al controllo o all’idea di ciò che “dovrebbe essere” nelle relazioni entrano in conflitto con la realtà dei fatti e con le emozioni del momento. La mente tende a rielaborare continuamente le situazioni passate, a fare confronti e a generare scenari ipotetici che spesso aumentano ansia e frustrazione, senza che questo porti a un reale chiarimento o a un cambiamento nella relazione. Può essere molto utile iniziare a osservare con maggiore consapevolezza quali sono i pensieri automatici che la portano a sentirsi ferito o insicuro e quali interpretazioni date al comportamento della sua ragazza stanno alimentando la sofferenza. In un percorso cognitivo-comportamentale, si lavora proprio su questo: imparare a distinguere ciò che è effettivamente reale da ciò che la mente costruisce, a valutare le prove oggettive rispetto alle convinzioni che ci generano malessere, e a sviluppare strategie per gestire emozioni come gelosia, rabbia o senso di tradimento. Questo non significa ignorare ciò che sente o fingere che non esista, ma piuttosto imparare a riconoscere e modulare questi stati, così da poter vivere la relazione con più chiarezza e serenità. Parallelamente, può essere molto utile riflettere sui propri valori e desideri rispetto a una relazione: cosa è davvero importante per lei in termini di fiducia, rispetto e compatibilità emotiva. Questo tipo di consapevolezza può aiutarla a capire se il legame che sta vivendo risponde a ciò che lei cerca, o se invece è alimentato più dalla difficoltà a lasciar andare e dalla paura di perdere qualcuno che le piace. Lavorare con un terapeuta può accompagnarla a esplorare questi schemi, a gestire il malessere emotivo e a prendere decisioni più allineate a ciò che le fa stare bene, senza sentirsi intrappolata da giudizi o da interpretazioni confuse del passato della persona che ama. Affrontare la situazione con strumenti concreti e consapevolezza può farle comprendere i motivi del suo disagio, ridurre l’ansia e permetterle di vivere la relazione in modo più sereno e centrato su ciò che conta davvero per lei, senza sentirsi sopraffatto dai pensieri o dalle emozioni. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Maria Grazia Nuzzo
Psicoterapeuta, Psicologo
Maddaloni
Buongiorno. È comprensibile che tu ti senta ferito: l'idea di essere stato una "seconda scelta" scuote la tua autostima e si scontra con i tuoi valori. Tuttavia, tieni presente che il comportamento impulsivo di lei in discoteca era probabilmente una reazione sregolata a una storia passata dolorosa, non un giudizio sul tuo valore. Il punto non è se lei sia stata "facile", ma se tu riesca a guardare a chi è lei oggi con te. Se continui a misurare il suo amore con il metro del passato, rischi di distruggere un rapporto in cui lei ti sta dimostrando massima dedizione. Prova a spostare il focus: non hai bisogno di rassicurazioni su ieri, ma di costruire fiducia per domani.
Dr. Vittorio Penzo
Psicologo, Psicologo clinico
Parma
Grazie per aver condiviso una situazione così personale. Provo a darti una lettura clinica utile.
Quello che stai vivendo ha un nome preciso: stai sperimentando una combinazione di gelosia retrospettiva e pensieri intrusivi legati al passato della tua ragazza. Non è raro, ma quando diventa logorante al punto da non farti vivere bene la relazione, merita attenzione.
Dal punto di vista CBT, ci sono due livelli da distinguere:
Il primo riguarda i pensieri automatici , "è facile", "non mi ha scelto subito", "le sue intenzioni erano chiare". Questi pensieri hanno una loro logica emotiva, ma contengono distorsioni cognitive come il giudizio globale di una persona da episodi isolati e il confronto con il passato come misura del presente.
Il secondo riguarda i valori personali, hai un'idea chiara di cosa cerchi in una partner, ed è legittimo. La domanda clinicamente rilevante non è se hai torto o ragione, ma se questa ragazza, così com'è, è compatibile con quello che vuoi davvero. Questo è separato dal quanto ci tieni.
Un punto diretto: il disagio che senti non si risolve cercando versioni coerenti del passato da lei, probabilmente non arriverai mai a una risposta che ti soddisfi pienamente, perché il problema non è la sua spiegazione, ma il tuo schema di elaborazione della situazione.
Cosa può aiutare: un percorso breve di psicoterapia CBT focalizzato su gelosia e schemi relazionali può darti strumenti concreti per decidere con più chiarezza, non se restare o andare, ma da dove stai prendendo questa decisione.
Un caro saluto, Dr. Vittorio Penzo.
Gentile utente, il conflitto che descrive è molto profondo: Da una parte c'è il benessere che vive nel presente, dall'altra parte il peso del passato di lei che alimenta i suoi dubbi e ferisce la sua autostima.
Le suggerisco di spostare il focus da "cosa ha fatto le" a "cosa prova" oggi e perché questo la fa stare male.
Un breve percorso di consulenza potrebbe aiutarla a fare chiarezza e capire se questa relazione può avere un futuro sereno.
Dott. Giovanni Noè
Psicologo
Corigliano Scalo
Buongiorno,
da ciò che descrive emerge una situazione piuttosto comune nelle relazioni: un conflitto tra ciò che si prova emotivamente nel presente e ciò che si fatica ad accettare a livello razionale, soprattutto rispetto al passato dell’altra persona.

Il punto centrale non sembra essere tanto il comportamento della sua partner in sé, quanto il significato che lei gli attribuisce oggi. Il fatto di non essere stato “la prima scelta” e il giudizio su come lei si è comportata inizialmente stanno alimentando pensieri ricorrenti che, comprensibilmente, le impediscono di vivere serenamente la relazione.

È importante considerare che, nelle relazioni, il passato non sempre segue logiche lineari o coerenti, e cercare di ricostruirlo o “farlo tornare” perfettamente spesso porta ad aumentare i dubbi invece che ridurli.

Potrebbe esserle utile chiedersi:

quanto il suo disagio dipende da ciò che lei prova oggi con questa persona
e quanto invece da un’idea di come “dovrebbe essere” una partner o una relazione

Questa distinzione può aiutarla a capire meglio se la difficoltà è legata alla relazione in sé oppure al modo in cui sta interpretando alcuni aspetti della storia.

Se il disagio persiste, un confronto con un professionista potrebbe aiutarla ad approfondire questi vissuti e a trovare una posizione più chiara e serena.
Un caro saluto.
Buon pomeriggio.
È comprensibile che lei si senta logorato da questo groviglio di emozioni; il contrasto tra il benessere che prova oggi con questa ragazza e il peso del suo passato recente crea un conflitto interiore molto faticoso da gestire. Quando l'immagine ideale che abbiamo del partner si scontra con la realtà dei fatti, nasce un senso di precarietà che rende difficile investire totalmente nel legame, alimentando il dubbio di essere stati una "seconda scelta" o di stare con qualcuno che non rispecchia i propri valori profondi.
Tuttavia, è interessante osservare come le versioni contrastanti e le dinamiche di quella prima sera possano essere lette non solo come mancanze, ma come il riflesso di una confusione emotiva che spesso segue la fine di storie difficili. Il timore che lei sia stata "facile" sembra nascondere una ferita più profonda legata al bisogno di esclusività e di sentirsi scelti fin dal primo istante. Spesso giudichiamo con severità i comportamenti altrui per proteggerci dal rischio di soffrire ancora, ma questo rischia di soffocare ciò che di autentico state costruendo ora.
Riuscire a distinguere tra chi lei era in quel momento di "evasione" e chi è oggi nel rapporto con lei è il passaggio cruciale per capire se questa relazione ha le basi per proseguire. Comprendere se il suo malessere derivi da un reale disallineamento di valori o da una gelosia retroattiva che le impedisce di godersi il presente richiede un’analisi attenta dei propri vissuti. Confrontarsi su questi temi in uno spazio protetto permette di trasformare il sospetto in una chiarezza necessaria per decidere, con onestà verso se stessi, se il sentimento che prova sia sufficiente a superare il peso del passato.
Prima di tutto, credo sia importante chiarire qual è la vera domanda qui: cosa stai cercando di capire o risolvere? Vuoi capire se puoi fidarsi di lei? Se riuscirai a stare bene nella relazione? Oppure se la sua storia passata la rende ‘incompatibile’ con te? Spesso ci si confonde tra sentimenti, giudizi morali e aspettative personali. Capire esattamente quale problema ti fa stare male ti aiuta a decidere cosa fare, invece di rimanere bloccato in dubbi e rimuginazioni.
In secondo luogo, è utile chiedersi cosa si desidera davvero e orientare le proprie scelte verso ciò che fa stare bene, perché anche quando si tiene a qualcuno, una situazione che logora rischia di non essere sostenibile.
Lei porta un conflitto tra ciò che prova e ciò che pensa dovrebbe desiderare in una relazione.
Questo contrasto la fa stare male più dei fatti in sé.
Non sembrerebbe essere tanto la ragazza, ma il modo in cui lei vive questa situazione che merita attenzione.
Restare solo su un giudizio rischia di non farle cogliere qualcosa di più profondo.
Un confronto con uno specialista potrebbe aiutarla a orientarsi meglio in ciò che prova.
Spero di esserle stato d’aiuto
Cordiali Saluti
Dott.ssa Antonella Abate
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
grazie per aver condiviso tutto questo, si sente quanto ci tieni e quanto stai soffrendo.
Quello che mi colpisce è questa contraddizione che porti dentro: da un lato ci stai bene, lei ti dimostra di tenerti; dall'altro non riesci a smettere di giudicarla per come è andata all'inizio. E questo conflitto ti logora.
Una riflessione onesta: il problema non è tanto lei ma è il significato che dai a quello che è successo. Parole come "facile" rivelano un giudizio molto rigido, che probabilmente ti impedisce di vivere serenamente qualcosa che potrebbe essere bello.
La domanda vera non è "cosa ha fatto lei?", ma "riesco ad accettarla per quello che è oggi, o continuerò a punirla per il passato?"
Se la risposta non ti è chiara, potrebbe valere la pena esplorarlo con un professionista, non perché tu abbia qualcosa che non va, ma perché certi schemi di pensiero e certi standard rigidi spesso nascondono qualcosa di più profondo che vale la pena capire.
Caro ragazzo, immagino di giovane età. Se senti di volere vivere questa storia è importante correre il rischio che non sarà la ragazza per sempre. Vivere è come giocare una partita e sapere che la si può vincere ma anche no. Ciò che conta è la passione, la determinazione, la dedizione, la cura di come ci giochiamo quella partita. Faremo di tutto per vincerla, per ottenere tutto quello in cui abbiamo creduto per aver deciso di esserci messi in gioco e alla fine, se vinciamo è sicuramente meglio ma se perdiamo, torneremo a casa sconfitti ma con il gusto che abbiamo vissuto, che abbiamo provato emozioni, che siamo VIVI! Vale la pena di rischiare se da come racconti, hai perso la testa per lei. Auguri.
Gentile utente, si percepisce chiaramente dalle sue parole il conflitto profondo che sta vivendo: da un lato c’è il sentimento e il benessere che prova stando con questa ragazza, dall'altro un senso di amarezza legato a come la vostra storia è iniziata e ai valori che lei cerca in una compagna.
Quello che lei descrive come un "logorio interno" sembra nascere da una ferita alla sua autostima e al suo bisogno di sentirsi "scelto" in modo esclusivo fin dal primo istante. È comprensibile che il confronto con l’amico e la velocità con cui certi eventi si sono susseguiti le provochino disagio; tuttavia, è utile fermarsi a riflettere su alcuni punti:
- Spesso le persone attraversano momenti di fragilità o ribellione (come la fine di una relazione difficile) che le portano a comportarsi in modi che non definiscono necessariamente la loro intera personalità o i loro sentimenti futuri. La ragazza le sta mostrando oggi un volto diverso, molto più coinvolto e presente.
- Lei menziona che ciò che è accaduto non rispecchia quello che "cerca in una ragazza". È importante capire se questo ideale è una barriera che sta impedendo a entrambi di costruire un presente solido, o se per lei è un valore non negoziabile che comprometterebbe la fiducia a lungo termine.
- Il fatto che lei si senta "secondo" rispetto all'amico sembra oscurare il fatto che lei è, effettivamente, la persona con cui lei vuole stare ora. Potrebbe pertanto chiedersi "Perché ho bisogno di essere stato l'unico o il primo per sentirmi valorizzato?"in modo da aiutarla a spostare il focus dalla "competizione con l'amico" alla "qualità del vostro legame attuale".

Continuare a rimproverarle il passato rischia di creare un circolo vizioso di colpa e risentimento che logorerà la relazione. Se sente che l'affetto è reale, potrebbe essere utile intraprendere un breve percorso di consulenza psicologica per elaborare questi sentimenti di inadeguatezza e capire se è possibile trasformare questo "fatto" in un capitolo chiuso, dando spazio a ciò che state costruendo oggi.
La scelta è tra il restare ancorati a una dinamica di giudizio o aprirsi alla possibilità che le persone possano cambiare e scegliere, finalmente, con consapevolezza.
Un cordiale saluto.
Dott. Davide Martinelli
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Salve,
quello che sta vivendo è un conflitto molto forte tra ciò che prova emotivamente e ciò che pensa a livello razionale, ed è proprio questo contrasto che la sta facendo stare male.

Da una parte c’è il fatto che con questa ragazza sta bene, sente coinvolgimento, vede interesse reale da parte sua e probabilmente si sta creando anche un legame. Dall’altra parte però c’è un’immagine che lei si è costruito di come “dovrebbe essere” una ragazza per poterle stare accanto, e il comportamento iniziale di lei non coincide con questa sua idea. Il problema non è tanto ciò che è successo, ma il significato che lei gli attribuisce oggi.

Il punto centrale è proprio quando lei la definisce “facile”. Questo pensiero, anche se può sembrarle spontaneo, è ciò che alimenta il suo disagio. Perché ogni volta che sta bene con lei, questa etichetta entra in contrasto con quello che sente, e le rovina la serenità. Non è tanto il passato di lei a pesare, ma il giudizio che lei continua a darle nel presente.

È importante anche considerare un aspetto: all’inizio tra voi non c’era ancora nulla. Lei era libera, lei stesso inizialmente l’ha rifiutata, e in quel contesto si è comportata come una persona single che conosce qualcuno e si lascia andare. Questo non definisce il suo valore come persona né la sua capacità di avere una relazione seria oggi.

Il fatto che lei dica di essere stata presa da lei fin dall’inizio può essere vero o può essere una ricostruzione successiva, ma in questo momento ha un peso relativo. Ciò che conta davvero è come si comporta adesso con lei, e lei stesso riconosce che le dimostra interesse e coinvolgimento.

Quindi la domanda che dovrebbe iniziare a farsi non è tanto “lei è la ragazza giusta secondo i miei criteri iniziali?”, ma “riesco ad accettare la sua storia e a vederla per quella che è oggi?”. Perché se la risposta è no, anche continuando la relazione questo pensiero continuerà a tornare e a farla stare male. Se invece la risposta è sì, allora è necessario lasciare andare quel giudizio e smettere di usarlo contro di lei.

Non si tratta di giusto o sbagliato, ma di compatibilità tra i suoi valori e la realtà. Lei ha tutto il diritto di avere dei criteri, ma deve anche chiedersi se questi criteri la stanno aiutando a costruire qualcosa o la stanno bloccando.

In questo momento lei è molto agganciato a un’idea di “come doveva andare all’inizio”, ma le relazioni reali spesso non seguono schemi lineari. Il rischio è di perdere qualcosa che oggi funziona per qualcosa che appartiene al passato e che non può più cambiare.

Se vuole essere onesto fino in fondo con sé stesso, provi a guardare una cosa: il dolore che sente nasce davvero da quello che lei ha fatto, o dal fatto che non si è sentito scelto subito? Perché spesso è questa la ferita più profonda, più che il comportamento in sé.

Da lì può iniziare a capire se il problema è lei… o quello che questa situazione ha toccato dentro di lei.
Dott. Giulio Blasilli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, da ciò che descrive il punto centrale non sembra tanto ciò che è accaduto all’inizio, quanto il fatto che oggi questa storia continui a farLa stare male e a entrare in conflitto con la Sua idea di relazione. Quando un legame nasce in un contesto che si è vissuto con dubbio, gelosia o sfiducia, può diventare difficile sentirsi davvero sereni anche se l’altra persona, nel presente, appare coinvolta e sincera. Più che cercare di stabilire chi abbia “ragione”, potrebbe essere utile chiedersi se riesce davvero ad accettare questa ragazza per ciò che è e per la storia con cui la relazione è iniziata, oppure se questo vissuto continuerà a pesare nel tempo. Se sente che il disagio, la gelosia o il giudizio restano molto forti, un supporto psicologico potrebbe aiutarLa a comprendere meglio ciò che prova e a capire se questa relazione può davvero farLa stare bene.
Le auguro una buona giornata.
buongiorno.
quello che descrive non riguarderebbe tanto il comportamento della sua ragazza in sé, quanto il significato che lei gli attribuisce e l’effetto emotivo che questo ha su di lei.
Da un punto di vista psicologico, sembra esserci un conflitto interno: da una parte riconosce di stare bene con questa persona e di tenerci, dall’altra fatica ad accettare ciò che è successo all’inizio e continua a giudicarla sulla base di quei comportamenti. Questo la porta a vivere la relazione con tensione e risentimento.
È importante sottolineare che il fatto che lei inizialmente si sia avvicinata a un suo amico o abbia avuto un atteggiamento più libero non definisce necessariamente il suo valore o la sua capacità di costruire una relazione stabile oggi. Le persone, soprattutto in fasi particolari della vita (come dopo una relazione difficile), possono comportarsi in modi che non le rappresentano pienamente nel lungo periodo.
Il punto centrale, quindi, non è stabilire se lei sia “giusta” o “sbagliata”, ma chiedersi:
riesce ad accettare la sua storia senza che questo la faccia stare male?
Se la risposta è no, è difficile costruire una relazione serena, perché il rischio è di continuare a rimuginare, giudicare e non fidarsi, anche se lei nel presente si comporta in modo coerente e coinvolto.
Potrebbe esserle utile spostare l’attenzione dal passato al presente:
come si comporta con lei oggi?
è sincera, rispettosa, coinvolta?
Allo stesso tempo, è importante essere onesti con sé stessi: se i suoi valori e le sue aspettative sono molto diversi da ciò che percepisce in lei, forzarsi a restare potrebbe far stare male entrambi.
Un saluto.
Dott.ssa Valentina Dernini
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Salve, il vecchio dilemma fra mente e cuore. Si è innamorato di una ragazza che non è come vuole lei? Dovrà decidere se correre il rischio o meno, nessuno può dirle cosa fare.
Dott.ssa Elisa Fiora
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno,
la situazione che descrive evidenzia un conflitto interno tra ciò che prova emotivamente per questa ragazza e le rappresentazioni che ha costruito su di lei e sui suoi comportamenti iniziali. Questo contrasto può generare disagio e pensieri ricorrenti che rendono difficile vivere serenamente la relazione.
Può essere indicato avviare un percorso psicologico, utile per esplorare in modo più approfondito i significati che attribuisce alla relazione, alle aspettative verso il partner e al modo in cui questi elementi influenzano il suo benessere emotivo.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Buon pomeriggio,
più che il comportamento iniziale della sua ragazza, sembra che la difficoltà sia legata a come lei lo vive oggi. Il fatto che non si senta “scelto” e il giudizio che attribuisce a ciò che è successo stanno influenzando il suo modo di stare nella relazione.

È importante distinguere tra ciò che lei desidera in una partner e ciò che sta realmente vivendo: se questi due aspetti sono in conflitto, è comprensibile il disagio.

Più che cercare una spiegazione definitiva su quanto accaduto, può essere utile chiedersi se riesce ad accettare questa storia così com’è, senza che il passato continui a pesare nel presente.

Se questo non è possibile, rischia di restare in una relazione che la fa stare male.

Cordiali saluti.
Dott.ssa Janett Aruta
Psicologa
Dott.ssa Gloria Odogwu
Psicologo, Psicologo clinico
Caselle di Sommacampagna
Gentile utente,
quello che descrive è un conflitto interno molto chiaro: da una parte il benessere che prova con questa ragazza, dall’altra un pensiero che continua a tornare e che le impedisce di viverla serenamente.
Il punto centrale non sembra tanto ciò che è accaduto all’inizio tra lei, il suo amico e questa ragazza, ma il significato che lei attribuisce a quell’episodio oggi.
L’idea di “non essere stato scelto subito” e il giudizio che formula su di lei (“è una facile”, “non è ciò che cerco”) stanno diventando elementi che intaccano la relazione nel presente, anche se riconosce che ora lei è coinvolta e le dimostra interesse.
È importante considerare che le persone, soprattutto in alcune fasi della vita o dopo relazioni difficili, possono avere comportamenti iniziali più leggeri o meno definiti, senza che questo rappresenti necessariamente il loro modo di vivere i legami nel tempo. Tuttavia, al di là di questo, la domanda più utile è un’altra:
Lei riesce davvero a vedere questa persona per come è oggi, oppure resta agganciato a ciò che è successo all’inizio?
Perché se quel pensiero continua a “logorarla”, il rischio è che la relazione diventi progressivamente fonte di disagio, indipendentemente da quanto lei si comporti bene ora.
C’è anche un altro aspetto: il fatto che lei dica “non è quello che cerco in una ragazza” indica che esiste un suo sistema di valori e aspettative che in questo momento entra in contrasto con la realtà della relazione. Quando questo scarto è forte, difficilmente si riesce a stare bene a lungo, anche se il coinvolgimento emotivo è presente.
In questi casi non esiste una scelta “giusta” in assoluto, ma una scelta coerente con ciò che lei sente e con ciò che è disposto ad accettare.
Può essere utile chiedersi con sincerità:
questo è qualcosa che nel tempo riuscirei a lasciare andare?
oppure continuerà a tornare e a farmi stare male?
Se la seconda ipotesi è quella più vicina alla sua esperienza, forzarsi a restare nella relazione rischia di alimentare frustrazione sia per lei che per l’altra persona.
Se invece sente che il legame che state costruendo oggi ha valore, può essere necessario lavorare su quel pensiero iniziale, riconoscendolo ma senza lasciargli il controllo della relazione.
Se la confusione resta elevata o il disagio persiste, un confronto psicologico può aiutarla a chiarire meglio questo conflitto tra emozione e giudizio, e a prendere una decisione più consapevole.
Un cordiale saluto

Domande correlate

Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda

  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.

Il tuo caso è simile? Questi specialisti possono aiutarti:

Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.