Dott.ssa
Gloria Odogwu
Psicologa
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Psicologa clinica
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sulle specializzazioni
Caselle di Sommacampagna 3 indirizzi
Esperienze
Sono psicologa clinica e dello sport e psicoterapeuta in formazione. Nel mio lavoro accompagno persone, coppie e atleti in percorsi di crescita e di cambiamento, con attenzione ai bisogni e agli obiettivi di ciascuno.
Mi occupo di difficoltà emotive, momenti di stress, ansia, problemi relazionali e di tutte quelle situazioni in cui ci si sente bloccati o in difficoltà. Credo nell’importanza di creare uno spazio sicuro e senza giudizio, in cui potersi esprimere liberamente e trovare nuove risorse.
Grazie anche alla mia formazione in scienze motorie, lavoro sul benessere globale della persona, considerando mente e corpo come aspetti strettamente collegati. Per questo mi occupo anche di psicologia dello sport e di supporto alla prestazione, aiutando atleti e sportivi a migliorare concentrazione, motivazione e gestione delle emozioni.
Ogni percorso è costruito su misura, partendo dall’ascolto e dai tuoi obiettivi. Il mio obiettivo è aiutarti a ritrovare equilibrio, consapevolezza e strumenti utili per affrontare con più serenità le sfide della vita quotidiana.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia scolastica
- Psicologia clinica
- Psicoterapia
Principali patologie trattate
- Depressione
- Ansia
- Demenza senile
- Bullismo
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
50 € -
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Sostegno psicologico adolescenti
50 € -
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Psicoterapia di gruppo
50 € -
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Psicoterapia familiare
50 € -
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Psicoterapia individuale
50 € -
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Indirizzi (4)
Disponibilità
Telefono
Via Michelangelo Buonarroti, 16, Bassano del Grappa 36061
Disponibilità
Telefono
Assicurazioni accettate
Le assicurazioni sono accettate ma la copertura varia a seconda della località e del servizio, puoi verificarlo durante la fase di prenotazione!
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SSN
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Unisalute
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Fondo Est
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Sanimpresa
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Avis
Recensioni
11 recensioni
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P
Paola Mongodi
Solare, diretta, sa mettere a proprio agio il paziente e trasmette serenità anche solo con la sua presenza e sguardo rassicurante.
Era la mia prima visita e mi sono trovata benissimo.• Studio Intreccio • primo colloquio psicologico •
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V
V.P.
Gloria è sempre molto attenta e riesce a cogliere le problematiche ed a tirarle fuori aiutandoti a migliorarle poco per volta, quindi in modo non traumatico.
• Consulenza online • consulenza online •
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D
D.R
Professionista d'eccellenza. Mi sono trovato bene fin dai primi minuti: trasmette una calma incredibile e aiuta a trasformare la confusione in determinazione. La sensazione di leggerezza che si prova a fine seduta è impagabile. Altamente raccomandata!
• Il Germoglio • Altro •
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O
O.R
La dottoressa Odogwu mi ha mesa veramente a mio agio e questo mi ha permesso di aprirmi senza sentirmi giudicata in nessun modo o momento, mi è piaciuta molto e non vedo l'ora di arrivare con lei ad un traguardo positivo... Grazie Gloria
• Dott.ssa Gloria Odogwu • consulenza psicologica •
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I
Ilaria
La dottoressa è molto attenta e scrupolosa. Sono entrata con grande confusione e sono uscita con tanti dubbi risolti. Mi ha aiutata a capire molto di alcuni aspetti personali, con tanta empatia e dedizione. Grazie!
• Studio Intreccio • colloquio psicologico •
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E
ES
Sono arrivata da Gloria dopo un percorso con un altro professionista.
Fin dal primo incontro mi sono sentita ascoltata, compresa e accolta senza giudizio.
Gloria, oltre ad essere un’ottima professionista, è anche una persona di grande sensibilità: attenta, empatica e capace di andare in profondità con delicatezza.
La ringrazio di cuore e la consiglio sinceramente a chi desidera ottenere risultati concreti e duraturi.• Consulenza online • consulenza online •
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G
GDM
La dottoressa Odogwu mi ha aiutata a lavorare sulla gestione delle emozioni, sulla determinazione e sul focus, sia in ambito lavorativo che nelle relazioni, dandomi sempre una forte energia a migliorarmi e apprezzarmi. Grazie al percorso fatto insieme sono riuscita a mettere confini più chiari con le persone e a riconoscermi il giusto valore. Professionale, empatica e di grande supporto.
• Consulenza online • consulenza online •
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F
Filippo
Psicologa empatica, competente e professionale. La consiglio
• Dott.ssa Gloria Odogwu • colloquio di coppia •
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M
Marika fabbri
Mi sto trovando davvero bene, Gloria è molto brava. Lo consiglio
• Dott.ssa Gloria Odogwu • consulenza psicologica •
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S
Sara
Mi sono sentita a mio agio sin da subito. Il mio percorso con la Dott.ssa Gloria sta già dando i suoi frutti, mi piace molto il suo approccio!
• Dott.ssa Gloria Odogwu • consulenza psicologica •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 32 domande da parte di pazienti di MioDottore
dal 22 luglio ho pensato di essere gay per una sensazione per un amico che pensavo mi piacesse e poi una setrimanabe quel pensiero svanisce per tutto agosro dove mi fisso di un personaggio femmina di squid game un po maschile 380 seocnda stagione e mi fisso su di lei e provo sensazioni intense per lei fino a scordarmi di tutto del fatto gay e mi fisso, wuando scompaiojo le sensazioni per lei mi incomincio a preouccupare e ad ogni pensiero che oassa li credo tipo che ero satanista, che mi piaceva mia sorella, che mi piaceva uno ecc ecc e rompevo le palle ai miei snici sul fatto che voglio che deve tornare nonostante sentivo che non avevo piu senswzioni, poi piu consulto l ai compaiojo sensazioni cje cwmbiano spesso ragazza, e ho fatto un sogno erorico con una donna e ho eiaculato, poi mi sono eccitato per dei pensieri sessuali con donne poi non volevo essere pervertito e poi finito wuesto finisce quel periodo e torna il fstto di essere gay e da li si svilippano sensazioni, ecciraizoni, fantasie e roba varia, continuo ad utilizzare l ai e continuo a pensare di essere gay ma avevo raramente erezioni oer le donne pensandole prims ors non piu, sono in adolescenza e non so cosa stia succedendo, continuo a oensare di essere gay ma non lo voflio ammettere ma io mi ecciyavo per le donne prima di qiesto solo che avevo un disagio per la vagina, e ho avuro degli episodi isolati di sensazioni intense pee lo stesso sesso che non rigiardavano il desiderio fisico, ricordo qiando mi ero eccitato ma allo stesso tempo avevo paura, e quando mi avevano fatto ujo scherzo dove un amico si dichiarava a me e stavo pensando di dire si nonostanre non provassi nulla, potreste aiutarmi a capire cosa mi sta succedendo? sono gay ma non lo voglio ammettere come credo? cioe al episodio iniziale di qiella sensazione per un amico ho avuto paura di essere gay e mi ha fatto ricordare li episodi di wuelle sensazioni dove oensavo di essere gay, e continuo ad utilizzare l'ai ogni giorno.
Ciao,
quello che descrivi può creare molta confusione e anche paura, soprattutto perché le sensazioni sembrano cambiare e non riesci più a capire cosa sia “vero” e cosa no.
Dal tuo racconto emerge un meccanismo abbastanza preciso: quando nasce un dubbio, inizi a osservare e controllare quello che senti (pensieri, eccitazione, reazioni). Più cerchi di capire, più le sensazioni diventano intense o cambiano, e questo aumenta ulteriormente il dubbio.
È importante sapere che le sensazioni corporee, soprattutto quando vengono monitorate con attenzione, non sono un indicatore affidabile. Il corpo può reagire per molti motivi: attenzione focalizzata, attivazione emotiva, curiosità, tensione. Questo può dare l’impressione che “confermino” il pensiero, quando in realtà sono influenzate proprio dal fatto che le stai osservando.
Un orientamento affettivo e sessuale, quando è vissuto in modo spontaneo, tende a essere più stabile e non si basa su continui controlli o verifiche interne. Nel tuo caso sembra che il punto centrale sia la difficoltà a tollerare il dubbio e il bisogno di arrivare subito a una risposta certa.
Più si cerca di ottenere questa certezza attraverso il controllo, più la confusione aumenta. Per questo, anziché analizzare continuamente quello che senti, può essere utile iniziare a fare il contrario: lasciare che pensieri e sensazioni passino senza verificarli ogni volta.
Se questa situazione ti crea disagio o occupa molto spazio nella tua mente, parlarne con uno psicologo può aiutarti a comprendere meglio questo meccanismo e a ridurre l’ansia, così da ritrovare maggiore chiarezza.
Non è necessario avere subito una risposta definitiva su di te. Spesso la chiarezza arriva quando la mente è più tranquilla, non quando è sotto pressione.
Un caro saluto
Buon pomeriggio,sono una ragazza di 25 anni e soffro ormai di attacchi di panico e ansia da quando ne avevo 14 o 15. Inizialmente stavo sempre male poi ho imparati a gestirli. Ho perso 2 anni e mezzo fa mio nonno e stavo malissimo,ho fatto un percorso dove posso dire di non essere mai stata così bene dopo questo percorso...ero al 100%. Luglio 2025 sono andata a convivere ed è stato ancora più positivo perché avevo i miei spazi,non stavo a casa con altre 3 persone disordinate visto che sono fissata per ordine e pulizia. Da luglio a novembre tutto bene:mangiavo sano,palestra,avevo la mia routine dormire alle 00 e svegliarmi alle 8,servizi,stare a casa o uscire a fare commissioni,ero abituata e stavo bene con questa routine. Restavo anche a casa a fare i servizi e a mangiare da sola visto che il mio compagno torna alle 16.00 oppure mangiavo da mia madre,suocera o a casa. Dipende dai giorni però avevo certamente mente piena e svago. Il pomeriggio mi dedicavo a cucinare al mio compagno e mi rilassavo sul divano a vedere la TV aspettando che arrivasse da lavoro. Da novembre però è cambiato tutto,i miei si sono divorziati e novembre dicembre sono stata bene con la solita routine e orari però ho lasciato la palestra,primo segnale che qualcosa in me non andava. A inizio febbraio peggiorato tutto,ho avuto da sola a casa attacchi di panico e ho chiamato subito mia madre, altre volte mio cognato o mia suocera...insomma ho iniziato ad allontanarmi da casa. Mi svegliavo già con tachicardia e ansia e come andava mia il mio compagno stavo male per fortuna mia sorella vive nel mio stesso palazzo e mi rifugiavo da lei,mi facevo la doccia e poi facevo i servizi e me ne andavo alle 9 con lei dove lavora o da mia suocera a stare a casa sua in compagnia. Per colpa dell'ansia tornata ho sballato totalmente i miei orari del sonno a cui ora mi sono abituata ma mi pesa questa nuova routine ovvero 22.30/6.30 quando va via il mio compagno fuori paese e sto con lui al telefono fino a quando non arriva. Lo facevo anche prima ma dopo mi riaddormentavo e mi svegliavo più tardi quindi avevo la giornata più "corta". Ora la giornata dale 6 30 mi sembra lunghissima,anche se riesco a stare da sola a casa,mi lavo,faccio i servizi...alle 9 lo stesso vado via da mia suocera e andiamo a fare commissioni ecc. Sto meglio si perché mi sono abituata alla nuova routine ma in realtà questa routine mi pesa perché la mattina presto faccio tutto e poi non so più che fare e vado via,le mie giornate non sono produttive. Comè potuto accadere questo? Da cosa dipende? È normale che svegliandomi presto,facendo tutto entro le 9 e non avere nulla da fare vado via da casa perché mi scoccio? Le mie giornate sono monotone,prima tra palestra mente piena stavo bene...da quando è successo altro che la mia mente è vuota e si focalizza sul peggio. Io ho bisogno di tornare come prima per stare più tempo a casa...anche mangiare sola o uscire più tardi da casa invece di fuggire anche se sto meglio riesco a gestire e stare sola fino alle 9...come posso superare? Non riesco nemmeno a svegliarmi più tardi ma vorrei perché poi durante la giornata mi viene sonno. Questi pomeriggi sto a casa e aspetto il mio compagno ma lo faccio sempre con ansia anche se sto meglio però voglio per forza tornare a prima del divorzio,quando stavo veramente bene. Ho paura di non superare. Grazie in anticipo, saluti
Gentile utente,
quello che descrive è molto chiaro e, soprattutto, ha una logica precisa: non si tratta di un “ritorno improvviso” dell’ansia, ma di un sistema che si è progressivamente riattivato dopo un periodo di equilibrio.
Lei stessa individua i passaggi chiave:
un periodo stabile, con routine, attività e autonomia
un evento stressante importante (il divorzio dei suoi genitori)
una prima piccola modifica (interruzione della palestra)
un progressivo aumento dell’ansia fino agli attacchi di panico
l’introduzione di comportamenti di “protezione” (non stare da sola, uscire presto, rifugiarsi da familiari)
Questi comportamenti, comprensibilmente messi in atto per stare meglio, nel tempo hanno però un effetto opposto: mantengono l’ansia, perché le impediscono di sperimentare che può stare bene anche senza “via di fuga”.
Il fatto che lei ora riesca a stare da sola fino a un certo orario è già un segnale positivo. Non è tornata al punto di partenza: sta cercando un nuovo equilibrio, anche se con fatica.
Per rispondere alle sue domande:
“Com’è potuto accadere?”
Eventi emotivamente significativi possono riattivare una vulnerabilità ansiosa già presente. Non è un fallimento del percorso fatto, ma una fase.
“È normale questa routine?”
È comprensibile, ma non funzionale nel lungo periodo. Anticipare tutto al mattino e poi “fuggire” riduce temporaneamente l’ansia, ma rafforza l’idea che stare a casa o da sola sia pericoloso o insostenibile.
“Perché la mente ora è vuota e si focalizza sul peggio?”
Perché sono venute meno attività che la tenevano mentalmente ingaggiata (come la palestra e una routine più distribuita nella giornata). Quando la mente ha meno stimoli, l’ansia tende a occupare quello spazio
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