Buongiorno dottori, volevo chiedere un consiglio. Sono sempre stata una persona timida e riservata.

Buongiorno dottori, volevo chiedere un consiglio. Sono sempre stata una persona timida e riservata. Ho incontrato un uomo di cui mi sono innamorata poi, per il fatto che lui non si confidava con me e per il fatto che non voleva confrontarsi con me riguardo al suo progetto precostituito su me, io l’ho lasciato. Ho passato un brutto periodo e lui non ha mai smesso di scrivermi. Io cercavo di tenere i miei spazi e limiti. Ho fatto un percorso psicologico per riprendere coscienza di me e di chi sono con limiti e pregi e desideri e man mano ho preso fiducia in me. Ho ripetuto più volte al mio ex di lasciarmi stare, ma lui insiste che ha imparato a confrontarsi ed esprimersi. Io non ho permesso incontri ma solo mail. Via mail non si è mai confidato se non per dirmi qualche sparuto esempio di confidenza. Ora, io non mi fido di lui e ho paura di essere ricattabile e di tornare a stare male, perché mi sentivo e mi sento ingabbiata nel suo progetto. Mi vuole donare tutto di sé, ma di fatto non mi accoglie e non mi dà fiducia. Inoltre nel percorso psicologico ho imparato a conoscere cosa mi fa stare bene e questo, nello stare con lui, scomparirebbe. Quindi devo assolutamente chiudere con lui. Ho provato a dirglielo ma lui non ne vuole sapere e insiste a dire che ha imparato a confidarsi e vuole mostrarmelo. Cosa posso fare? Grazie

2 risposte


Lei non deve convincerlo che la relazione non può funzionare, né dimostrare che lui non sia davvero cambiato. Per chiudere una relazione è sufficiente che uno dei due non voglia continuarla. Il suo “no” non è una proposta da discutere fino a quando lui troverà l’argomento giusto. Da quanto scrive, lei ha già spiegato più volte la propria decisione. Continuare a rispondere alle sue mail, anche per ribadire il rifiuto, rischia però di mantenere aperto proprio lo scambio che desidera interrompere. Potrebbe inviargli un ultimo messaggio breve e non negoziabile: “Ho deciso di non riprendere la nostra relazione e non desidero incontri, dimostrazioni o ulteriori spiegazioni. Ti chiedo di non contattarmi più, né direttamente né attraverso altre persone. Non risponderò ad altri messaggi.” Dopo averlo inviato, eviti nuove spiegazioni e non entri nel merito delle promesse che lui farà. Bloccare i contatti non è una punizione: è rendere concreto un limite già comunicato. Conservi comunque le mail e gli eventuali messaggi, informi una persona fidata e non accetti incontri da sola soltanto per “chiarire definitivamente”. Anche la Polizia di Stato, nelle indicazioni rivolte a chi subisce contatti persecutori, consiglia di non alimentare lo scambio e di informare le persone vicine. Non posso stabilire da una domanda se il comportamento configuri atti persecutori. Tuttavia, se i contatti continuassero nonostante una richiesta esplicita di cessare, se lui si presentasse nei luoghi che frequenta, la minacciasse o le provocasse paura e cambiamenti nelle abitudini, sarebbe opportuno chiedere subito un consiglio qualificato. Il 1522 è il servizio pubblico antiviolenza e antistalking, gratuito e attivo 24 ore su 24, contattabile anche tramite chat. In una situazione di pericolo immediato chiami il 112. Il percorso psicologico sembra averla aiutata a riconoscere ciò che le fa bene e ciò che la fa sentire ingabbiata. Ora il passaggio difficile non è capire ancora meglio la relazione, ma tollerare il disagio di mantenere una decisione anche quando l’altro non la accetta. Può dispiacerle che lui soffra senza assumersi il compito di convincerlo o rassicurarlo. Un caro saluto.

Dott. Roberto Barbieri

Dott. Roberto Barbieri

psicologo

Montecchio Precalcino

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Buongiorno, dal suo racconto emerge che durante il percorso psicologico che ha intrapreso ha imparato a riconoscere meglio i propri bisogni, i propri limiti e ciò che la fa stare bene. Oggi sembra avere una consapevolezza piuttosto chiara rispetto al non voler riprendere questa relazione. Il fatto che il suo ex sostenga di essere cambiato e voglia dimostrarle di aver imparato a confrontarsi e a confidarsi non obbliga lei a concedergli un'altra possibilità. Anche qualora il suo cambiamento fosse reale, lei ha comunque il diritto di decidere che non vuole più quella relazione. Mi sembra inoltre significativo che lei abbia già comunicato più volte di voler mantenere le distanze e che lui continui a insistere. Il punto, quindi, non è necessariamente trovare le parole giuste per convincerlo a comprendere la sua decisione, poiché la sua decisione non ha bisogno di essere approvata dall'altra persona per essere valida. Potrebbe essere utile, pertanto, interrompere il tentativo di spiegargli ulteriormente perché non vuole tornare con lui; Più si entra nel merito delle motivazioni, più l'altro può trasformare ogni motivazione in qualcosa da discutere o da confutare. Dopodiché, se l'insistenza continua, può essere necessario interrompere anche il canale delle mail e non rispondere ulteriormente. La sua paura di sentirsi nuovamente "ingabbiata" merita attenzione, così come il timore di stare nuovamente male. Forse il passaggio più importante del suo percorso non è imparare a spiegarsi meglio affinché l'altro la comprenda, ma arrivare a tollerare che l'altro possa non essere d'accordo con lei senza che questo la costringa a rinunciare ai propri confini. Se sente che questa situazione riattiva paure o difficoltà che aveva già affrontato nel percorso psicologico, potrebbe essere utile riportarla proprio al professionista che l'ha accompagnata per essere sostenuta nel mantenere una decisione che sente coerente con il benessere che ha conquistato. Cordiali saluti.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.