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Esperienze

Sono Psicologo, Istruttore Mindfulness MBSR, insegnante di sostegno in una scuola elementare, conduttore di un gruppo di psicoterapia in Asl, psicologo scolastico, abilitato all'insegnamento nelle scuole superiori. Per me la Psicologia non è la cura delle persone disturbate, ma un prezioso strumento offerto alle anime coraggiose, che ricercano autonomia e consapevolezza. Nei percorsi di crescita, sia in Italia che all'estero, ho appreso che le persone raggiungono la felicità, la soddisfazione e l'equilibrio dando molta importanza alle relazioni, al rapporto con il corpo e le emozioni. Trovo molto gratificante come tutto questo si possa raggiungere, attraverso le Tecniche Attive e la Mindfulness. Questi metodi danno la possibilità di essere più creativo e spontaneo nell'osservare il presente, ciò fa esprimere in modo chiaro e aperto i bisogni e i desideri, favorendo una maggiore espressione di sè e degli altri. Offro ciò che mi contraddistingue: accoglienza e determinazione, per accompagnare chi ha voglia di cambiare, dare un senso ai propri disagi. Mutare le sofferenze in saggezze. Iscritto nell'Albo del Piemonte, numero iscrizione : 11117

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Approccio terapeutico

Psicoterapia

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  • Psicologia clinica
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51 recensioni

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  • C

    Mi ha spiegato in modo semplice concetti complessi. Non mi ha mai fatto sentire fuori posto. La ringrazio per la sua professionalità.
    Il lavoro fatto in seduta continua anche fuori con benefici concreti. La ringrazio per le meditazioni che mi ha insegnato a fare.

     • Studio di Psicomotricità Altro  • 

  • M

    La ringrazio dottore. Per tutte le volte che mi ha riservato un posto con poco preavviso e anche per tutte le volte che mi ha ricevuto di sabato o di domenica. Se mi sento meglio, molto lo devo a lei.

     • Altro Altro  • 

  • K

    Mi ha spiegato molto bene il percorso che faremo. La ringrazio per la professionalità, ne sono uscito più tranquillo.

     • Studio di Psicomotricità Altro  • 

  • C

    Consigliato. Professionale e sempre molto puntuale.

    La ringrazio per i consigli anche riguardo a figlio.

     • Studio di Psicomotricità Altro  • 

  • C

    Ho concluso con il Dottore un percorso sia online che di persona. Mi ha aiutato nelle relazioni in famiglia e a scoprire la meditazione. Lo consiglio

     • Studio di Psicomotricità Altro  • 

  • M

    Lo consiglio senza ombra di dubbio.

    La ringrazio Dottore. A nome mio e del mio compagno.

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  • A

    Sono stata accolta ogni volta. Anche durante delle emergenze importanti.
    La ringrazio di tutto.

    Lo consiglio.

     • Luca Leone Consulenza Online primo colloquio psicologico  • 

  • G

    Mi ha aiutato sia a lavoro che nel personale. Consigliato e professionale.

     • Luca Leone Consulenza Online Altro  • 

  • L

    Ho avuto modo di essere seguito dal Dott.Leone e ne ho apprezzato la grande competenza e professionalità. Dimostra attenzione ai dettagli, capacità di ascolto e chiarezza nelle spiegazioni, instaurando un rapporto di fiducia con i pazienti. Lo consiglio senza esitazioni a chi cerca un medico preparato, affidabile e attento.

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  • S

    Ti ringrazio della vicinanza e del tatto, specie nei momenti in cui non riuscivo neanche a piangere.

     • Luca Leone Consulenza Online Altro  • 

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 73 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buonasera, scrivo per chiedervi se un episodio d'ansia forte della durata di 6 mesi circa vissuto oltre 10 anni fa possa avere generato dei danni, al punto di non riuscire più a studiare perché non riesco a ricordare. Mi rivolsi a uno specialista tempo fa che inizialmente credeva che fosse un episodio psicotico perché avevo dei pensieri di rovina e catastrofici per poi correggere la diagnosi dicendomi che era solo un episodio di ansia ed il disturbo ossessivo compulsivo. Assumo ancora oggi dei farmaci che però non interferiscono con la cognizione. Malgrado ciò io penso che sia stato quell'episodio vissuto molti anni fa a avermi rovinato dato che prima ero notevolmente più veloce nell'apprendimento scolastico ed universitario. É possibile che un episodio d'ansia forte durato circa 6 mesi possa avere cambiato qualcosa nella mia testa?
Cordialmente,

Gentile utente, grazie per il messaggio.
Potrebbe essere poco prudente affermare che sia tutto dovuto a quell’episodio di ansia. L’incapacità di studiare come un tempo, è dovuta a numerosi fattori.
Per quanto riguarda un periodo di forte ansia, può capitare di avere la sensazione di uscirne danneggiati nelle capacità lavorative, relazionali o sportive. Se così fosse, con l’utilizzo delle tecniche attive potremmo lavorare su queste sensazioni.
Nel caso dello studio invece, questa pratica, come tutte le attività, è necessario mantenerla in allenamento. Nel senso che se prima -quando la sua professione era quella di studente- si allenava ogni giorno a leggere e memorizzare nuove informazioni, è fisiologico che ora si percepisca come meno allenato. Quindi se è passato diverso tempo e lei non si sta esercitando più come prima, è fisiologico che lei si percepisca come meno allenato.
Con l’utilizzo di tecniche di mindfulness possiamo osservare il suo grado di concentrazione e comprendere i punti in cui ha maggiore difficoltà.

Come tanti altri psicologi e psicoterapeuti, la mia prima seduta è gratuita (anche online) e possiamo comprendere insieme di che tipo di percorso ha bisogno, non è obbligato a un successivo appuntamento, né ad alcun altro impegno successivo.
Rimango a disposizione e le auguro un sereno proseguimento di giornata.

Dott. Luca Leone

Gentili Dottori, vorrei chiedere un parere psicologico su una situazione familiare che mi sta causando molta ansia e confusione.

Mio padre vuole donarmi una casa di famiglia, con l’idea che debba “restare in famiglia” e che io debba vivere vicino a mia sorella. Mia sorella stessa mi dice che non vorrebbe “estranei accanto” e che per lei è importante che io rimanga lì.

Il problema è che mi sento profondamente combattuta. Razionalmente so che ricevere una casa è un enorme privilegio, soprattutto perché al momento non sono economicamente stabile, sto attraversando un periodo difficile e realisticamente oggi non posso permettermi di vivere altrove in modo indipendente. Quindi questa donazione mi darebbe concretamente un posto dove vivere e una sicurezza materiale importante che in questo momento non riuscirei ad avere da sola.

Allo stesso tempo, però, emotivamente vivo questa situazione come una possibile perdita di libertà. Dopo una recente discussione con mia sorella, ho iniziato a stare molto male: nausea, mal di stomaco, pianto, una sensazione di soffocamento e pensieri come “la mia vita è rovinata” oppure “rimarrò intrappolata per sempre”.

Mi sono resa conto di una cosa importante: se non ci fossero aspettative familiari legate a questa situazione e se avessi abbastanza indipendenza economica, probabilmente sceglierei di vivere altrove. La mia paura principale non è la casa in sé, ma l’idea di dover sopportare per anni dinamiche familiari emotivamente pesanti, sentendomi senza spazio personale e senza una reale possibilità di scegliere la mia vita.

La pressione che sento è sia burocratica che emotiva.

Burocratica perché mio padre mi dice che sarebbe molto difficile vendere la casa in futuro a causa di complicazioni burocratiche/legali.

Emotiva perché vuole donarmi questa casa con l’aspettativa implicita che io non la venda mai a estranei e che la casa resti “all’interno della famiglia”. Anche mia sorella insiste molto sul fatto che non vuole estranei accanto.

Nella mia famiglia, ogni volta che provo a esprimere bisogni o dubbi che escono dal “percorso” già deciso da loro, vengo spesso accusata di creare problemi, complicare la vita agli altri, essere egoista o destabilizzare la famiglia. Questo mi fa sentire estremamente in colpa anche solo per il fatto di desiderare autonomia.

Sono anche terrorizzata dall’idea che accettare la casa significhi moralmente perdere il diritto di cambiare vita in futuro, anche se razionalmente so che le situazioni possono evolvere nel tempo.

L’unica possibile via d’uscita che riesco a immaginare in questo momento sarebbe accettare la donazione, ma chiedere a mio padre di fare un accordo privato in cui si stabilisce che, se un giorno volessi trasferirmi altrove e lui volesse davvero che la casa restasse solo nella famiglia, allora la proprietà della casa potrebbe tornare a lui invece di essere venduta a estranei.

Tuttavia, so già che anche solo proporre questa idea probabilmente porterebbe a discussioni e a una forte pressione emotiva da parte sua, ed è questo che mi paralizza.

Vorrei capire:

- Come posso costruire la sensazione che i miei bisogni siano legittimi quando la famiglia reagisce con senso di colpa o pressione;
- Come prendere decisioni importanti nella mia vita senza sentirsi responsabili della felicità emotiva degli altri.

Grazie a chi risponderà.

Buongiorno e grazie per la condivisione così intima.
La mia specializzazione riguarda le relazioni. In molti percorsi emergono tematiche legate alla famiglia ed è importante che venga considerata come un laboratorio di conflittualità in cui esercitarsi a esprimere i propri bisogni e a negoziarli con quelli altrui.
A mio avviso, per ciò che ha descritto, le tecniche attive che utilizzo potranno aiutarla a chiarire meglio priorità e bisogni, comprendendo anche quali sono le soluzioni a lei più congeniali nel breve e nel lungo periodo. Le permetteranno inoltre di prepararsi e definire con maggiore chiarezza cosa desidera ottenere in una eventuale negoziazione nel breve e nel lungo periodo.
Come tanti altri psicologi e psicoterapeuti, la mia prima seduta è gratuita (anche online) e possiamo comprendere insieme, e in modo più dettagliato, di che tipo di percorso ha bisogno. Non c’è obbligo di un successivo appuntamento, né ad alcun altro impegno successivo.
Rimango a disposizione e le auguro un sereno proseguimento di giornata.

Dott. Luca Leone
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