Dott.ssa Nunzia Sasso

Psicologa · Altro

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Esperienze

Sono la Dott.ssa Nunzia Sasso, Psicologa e specializzanda in Psicoterapia con approccio integrato Gestalt -sistemico relazionale Neuropsicologico . Accolgo bambini adolescenti e adulti colloquii individuali o coppie in difficoltà che, in momenti di crisi o confusione, cercano un cambiamento autentico che vada oltre la semplice comprensione intellettuale. Il mio impegno è offrirti gli strumenti per trasformare i momenti di vulnerabilità in una forza propulsiva per la tua vita.

Il cuore del mio lavoro è aiutarti a fare esperienza del tuo cambiamento nel qui e ora, non solo a parlarne. Ti guido a ripristinare la consapevolezza dei tuoi bisogni e a integrare mente, emozioni e corpo. Utilizzo un approccio integrato Sistemico-Relazionale, che considera sempre come le tue dinamiche si manifestano nelle relazioni e nei tuoi sistemi di appartenenza, per migliorare la qualità della tua vita interattiva. Lavoro per sciogliere le tensioni che bloccano il flusso emotivo e per garantirti un sostegno completo: emotivo, mentale e fisico. In sintesi, con il mio approccio, non sarai semplicemente compreso/a; sarai messo/a in condizione di sentire, sperimentare e agire il tuo cambiamento.

Mi occupo del trattamento di un'ampia gamma di problematiche, tra cui: Ansia, Stress, Depressione, Attacchi di panico, Disturbo d'ansia generalizzato, Disturbi dell'umore, Disturbo post traumatico da stress, Fobie, Difficoltà di Autostima, Disturbo ossessivo-compulsivo, Dipendenza affettiva, Disturbi relazionali, Disturbi psicosomatici, Sindrome di abbandono, Violenza psicologica, Narcisismo, Stress lavoro correlato e Burnout. Inoltre, offro supporto per condizioni legate all'età avanzata o allo sviluppo, come Demenza senile, Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA).

Svolgo anche attività di consulenza tecnica di parte (CTP) in ambito peritale, in particolare per supportare e fornire un'analisi specialistica in problematiche familiari o di altra natura.

Ricevo sia in presenza che online. Se sei pronto/a a smettere di parlare dei tuoi problemi per iniziare a viverti pienamente, contattami. Iniziamo a costruire la tua vita completa e soddisfacente.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia del lavoro
  • Psicologia scolastica
  • Psicologia della salute
  • Psicologia nutrizionale

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Dott.ssa Nunzia Sasso

Via Mignogna, 2, Piano terra, Taranto 74123

"Credo fermamente che la base di ogni percorso terapeutico di successo sia la relazione di fiducia che si instaura tra professionista e paziente. Per questo motivo, offro il primo colloquio conoscitivo gratuitamente.
Questo spazio ci permetterà di inquadrare insieme la tua problematica, ma soprattutto servirà a te per valutare, senza impegno, se ti senti a tuo agio e se scatta la giusta empatia per iniziare un cammino insieme."

07/01/2026

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    60 €

  • Colloquio psicologico clinico

    60 €

  • Consulenza online

    60 €

  • Colloquio psicologico di coppia

    100 €

  • Colloquio psicologico individuale

    60 €

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Studio Medico di Psicologia e Psicoterapia KAIROS

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ha risposto a 12 domande da parte di pazienti di MioDottore

ciao , sono un ragazzo di 31 anni , ero fidanzato da 6 anni , di cui ultimo anno di convivenza , io e la mia ragazza eravamo una cosa sola , nel ultimo e primo anno di convivenza , la mia ragazza , ha fatto venire a casa nostra piu' persone in questi mesi , ha ospitato sorella e amiche per mesi , ultima volta per due mesi ha ospitato l'amica 25 enne con un figlio di 2 anni a casa .
tutto andava bene quando ad un certo punto la nostra sfera sessuale si e' spenta , o se c'era era poca roba , questa amica dopo che se n'e andata via da casa mi ha cercato per amicizia ed io mi sono fidato , mi ha invitato a prendere un caffe a casa ed è proprio li che sono caduto nelle sue braccia , ha cosi insistito che non riuscivo a dire di no , cosi ogni volta che vedevo questa amica e volevo chiudere , lei ci provava e io ci cascavo , prima di natale questa amica premetto che è molto bella ma sola , ha riferito tutto alla mia ragazza dicendo che voleva salvarla da me , ma lei ci ha provato ed io ci sono caduto , prometto che io amo la mia ragazza ci stavo costruendo una famiglia , ma in quei momenti e come se avessi il cervello staccato.
questa ragazza ci provò anche con mio fratello gemello , dice che ha fatto un transfer da me , io per una pazza ho perso la persona piu' importante della mia vita , ho perso sogni di figli e matrimonio , perche mi ha fatto cadere ed e stata cosi cattiva a raccontare tutto
aiuto , sono disperato la mia ragazza sta malissimo ma e' molto fredda , io ho pensato a brutte cose
che devo fare? mi manca la mia vita di prima. Grazie per i vostri consigli

Gentile ragazzo, sono la dottoressa Nunzia Sasso e accolgo il suo grido di aiuto con la serietà che merita. Quello che lei sta vivendo è un momento di profonda crisi esistenziale, dove il senso di colpa e la perdita di controllo sembrano aver oscurato ogni prospettiva futura. Tuttavia, proprio per la delicatezza del suo stato emotivo, è fondamentale fermarsi e analizzare la situazione con una lente psicologica più ampia.
Dalle sue parole emerge una dinamica che va oltre il semplice tradimento. Lei descrive un periodo di convivenza in cui la vostra "bolla" di coppia è stata invasa da presenze esterne per mesi. In psicologia, questo può portare a una saturazione dello spazio vitale e a uno spegnimento della sfera intima: quando la casa smette di essere il santuario della coppia e diventa un luogo di accoglienza per terzi, l'eros spesso ne risente. Lei si è trovato in una condizione di vulnerabilità emotiva e sessuale, un "terreno fertile" in cui questa persona si è inserita.
Il fatto che lei descriva quei momenti come se avesse il "cervello staccato" suggerisce una forma di dissociazione temporanea. Quando i bisogni emotivi o istintuali sono repressi o insoddisfatti per troppo tempo, può accadere che la persona agisca in modo totalmente incoerente con i propri valori e i propri progetti di vita, come se una parte di sé prendesse il sopravvento. Questo non cancella la responsabilità dell'azione, ma aiuta a capire che non è stata una scelta razionale contro la sua fidanzata, quanto piuttosto un cedimento impulsivo in un momento di fragilità.
Il comportamento di questa amica, che ha cercato anche suo fratello e ha poi rivelato tutto definendosi una "salvatrice", indica una personalità manipolatoria e probabilmente narcisistica. Il suo obiettivo non era l'amore, ma la distruzione di un legame o la conferma del proprio potere seduttivo. Lei è caduto in una trappola relazionale orchestrata da una persona che cercava di colmare i propri vuoti attraverso la destabilizzazione degli altri.
In questo momento lei è giustamente disperato, ma i pensieri "brutti" a cui accenna sono il segnale che il suo dolore ha superato la sua attuale capacità di gestione. La prego di comprendere che, per quanto la situazione appaia irrimediabile, il valore della sua vita non coincide con questo errore. La freddezza della sua ragazza è una difesa necessaria per lei in questo istante; il trauma del tradimento, aggravato dal fatto che sia avvenuto con una persona che lei aveva accolto in casa, richiede tempo per essere processato.
Il primo passo per recuperare se stesso è accettare l'accaduto senza cercare di cancellarlo o di giustificarlo eccessivamente, ma riconoscendo la propria fragilità umana. Non può controllare le reazioni della sua ex fidanzata, ma può controllare come lei decide di affrontare questa crisi. Ha bisogno di un supporto professionale immediato per gestire questo senso di colpa schiacciante e per elaborare il lutto della vita che aveva progettato.
Si dia il permesso di essere imperfetto. Questo errore è una cicatrice terribile, ma non deve essere la fine della sua storia. Si affidi a qualcuno, un professionista o un centro di ascolto, per trasformare questa disperazione in una comprensione più profonda di se stesso.
Desidera che approfondiamo come poter gestire il dialogo con la sua ragazza in questa fase di freddezza, o preferisce parlare di come arginare questi pensieri oscuri che la stanno tormentando? La saluto cordialmente sono la dottoressa Nunzia Sasso psicologa

Dott.ssa Nunzia Sasso

Salve mi sento in crisi. Sono sposata da 18 anni con un marito che mi ha sempre offeso nelle discussioni, anche se sporadicamente anche davanti ai figli.
Ora la grande quasi diciottenne ha un disturbo alimentare (abbuffate) e stiamo andando da uno psicologo di coppia parallelamente alla psicologa per lei. Lui ha sempre detto che è colpa mia, che da ragazza ero anoressica (vero), della mia famiglia di origine disfunzionale (vero) ecc.. sembrava avesse smesso con la terapia a dare solo la colpa a me e non mi offendeva più...
Ora due giorni fa a distanza di 24 ore mi sono morti i due genitori. Mio padre era malato, c'è lo aspettavamo, poi dopo essere stato presente come padre fino ai 20 anni (io lo adoravo ma mi rendo conto ora che era molto offensivo e prepotente con mamma, che ha sempre teso invece alla depressione) quindi è stato molto meno il dolore , anche perché sinceramente per come era arrivato a stare fisicamente è stato una liberazione ,ormai era quasi un vegetale
Mamma invece la ho trovata io il giorno dopo in terra morta di infarto e per me è stato uno shock enorme:non aveva patologie gravi, e nonostante i suoi mille difetti era mia mamma e c'è sempre stata a differenza di papà...
Poi mi sento anche in colpa perchè non riuscivo ad andarla tanto a trovare, perché non lavoro ed è costoso, perchè ho tre figli anche se adolescenti, perché ho due sorelle che abitano vicino a mamma...
Insomma stavo e sto ancora male, essendo successo da così pochi giorni.
Ecco:li mio marito ha svelato il vero volto..mia figlia grande, quella col disturbo alimentare, continuava a dire che era grassa (il giorno del funerale)che non sarebbe voluta venire, e io sicuramente sbagliando ma non ne potevo più mi sembrava un insulto alla nonna che comunque le aveva sempre voluto bene e che c'è sempre stata per loro da quando erano piccoli e verso di me che stavo cosí ho sbottato, dicendole di vergognarsi ecc..
Ecco mio marito che la difende sempre in questo periodo perché dice che non va contraddetta, perché sta male ecc mi ha trattato malissimo e poi durante il viaggio di ritorno dal funerale ha continuato a rinfacciarmi eventi passati anche del fidanzamento davanti ai figli anzi cercandolo come spettatori..
Insomma oltre a non sentirmi supportata affatto nel dolore in questo giorni ha cercato di mettere o figli in mezzo nel litigio ..
Tra i figli c erano due fazioni separate, una cosa patetica e orrenda...
Ha smesso solo all ennesima insistenza della piccola tredicenne ..
Io sto male, ora lui dopo varie litigate perché non capiva neanche di aver fatto una cosa grave in auto e che io mi sento non supportata nel dolore e ho perso la fiducia(cavolo, sono passati tre giorni dalla morte di mamma e non sento di avere una spalla su cui piangere), finalmente mi ha chiesto scusa dicendomi i motivi per cui non si sentiva emotivamente coinvolto ma io non riesco a fidarmi
Lo lascerei sinceramente ma non posso economicamente per entrambi.
Vorrei sapere come recuperare il rapporto?come conquistare almeno la pace per i ragazzi?io sinceramente non mi sento amata ma vorrei riacquistare almeno la pace in famiglia.
Sono sincera,non vivo il rapporto ma sopravvivo....

Gentile Signora,
sono la dottoressa Nunzia Sasso. Accolgo il Suo sfogo e la profondità del Suo dolore in questo momento di estrema fragilità. La perdita simultanea di entrambi i genitori, unita allo shock del ritrovamento di Sua madre, rappresenta un trauma che richiederebbe silenzio, rispetto e protezione; purtroppo, da quanto descrive, Lei si ritrova invece a dover gestire un conflitto familiare che aggrava ulteriormente il Suo stato di prostrazione.
In ambito psicologico, la dinamica che Lei riporta — ovvero l'attacco di Suo marito durante un momento di lutto e il coinvolgimento dei figli nella disputa — è definita triangolazione. Si tratta di un meccanismo disfunzionale in cui un genitore cerca l'alleanza dei figli per svalutare l'altro coniuge. Questo non solo ferisce Lei, ma pone i ragazzi in un "conflitto di lealtà" estremamente dannoso per la loro crescita, specialmente per Sua figlia che sta già combattendo contro un disturbo alimentare.
È fondamentale che Lei si autorizzi a vivere il Suo dolore a prescindere dal riconoscimento di Suo marito. Il senso di colpa per non essere stata presente quanto avrebbe voluto è un sentimento comune, ma spesso amplificato da una storia familiare in cui Lei ha dovuto farsi carico di equilibri precari (un padre prepotente e una madre depressa). Non permetta che le critiche di Suo marito diventino la Sua verità: Lei ha fatto ciò che era possibile con le risorse economiche ed emotive che aveva a disposizione.
Se in questo momento la separazione non è un'opzione percorribile, l'obiettivo deve diventare la "de-escalation" del conflitto. Per conquistare la pace per i Suoi figli, potrebbe essere necessario un approccio di distacco emotivo verso le provocazioni di Suo marito. Quando lui riporta a galla il passato o tenta di coinvolgere i ragazzi, provi a non entrare nel merito della discussione. Può utilizzare frasi come: "Non è questo il momento né il modo di parlarne, i nostri figli non devono assistere a questo".
Il disturbo alimentare di Sua figlia è un grido di aiuto che si inserisce in un clima di tensione cronica. Il fatto che Suo marito la difenda "contro" di Lei crea una scissione educativa pericolosa. In sede di terapia di coppia, è prioritario far emergere come questo comportamento stia, di fatto, alimentando il sintomo della ragazza invece di curarlo. La ragazza ha bisogno di una madre che possa essere anche fragile nel suo lutto, senza essere per questo ridicolizzata o attaccata.
Lei scrive di non sentirsi amata e di aver perso la fiducia. La fiducia è una base che si ricostruisce solo se c'è un reale riconoscimento del danno arrecato. Le scuse di Suo marito sono un primo passo, ma la strada è lunga. Per ora, non si forzi a "recuperare" il sentimento; si concentri sulla costruzione di una tregua armata. Cerchi di stabilire con lui delle regole di convivenza che proteggano i ragazzi dai vostri conflitti, rendendo la casa un luogo neutrale.
Gentile Signora, in questo momento Lei ha bisogno di uno spazio individuale per elaborare il trauma della perdita dei suoi genitori. La terapia di coppia è utile, ma non dimentichi di preservare uno spazio tutto Suo dove poter piangere senza sentirsi giudicata o accusata di "colpe" passate.
Qualora lo ritenesse opportuno, vorrebbe che analizzassimo insieme come comunicare questi confini in modo più fermo durante i prossimi momenti di tensione in famiglia? La saluto cordialmente

Dott.ssa Nunzia Sasso
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