Buongiorno, se su grandi linee potrebbe essere l'apiprizarolo che è un antipsicotico quale altro far

2 risposte
Buongiorno, se su grandi linee potrebbe essere l'apiprizarolo che è un antipsicotico quale altro farmaco è simile. So che tratta anche la schizofrenia, premetto che non sono schizofrenico. Vorrei solo dei suggerimenti per poterne discutere con il nuovo psichiatra che ho appena cambiato, il precedente parlava poco si limitava a darmi delle ricette con poche spiegazioni, prenda questi farmaci dose e orario. Spererei che almeno col nuovo riesco ad instaurare un rapporto con più comunicazione sui farmaci che mi vengono assegnati ei loro obbiettivi per farmi star meglio.
Sono prossimo alla pensione, mi piace molto fare delle lunghe camminate in città, in campagna al mare, camminare è il mio piacere giornaliero, Leggendo qua e la, sembra che il mio declino nella mobilità sia dovuto proprio all'apiprizarolo. Confermo che non intendo sospendere o cambiare arbitrariamente da solo i farmaci attuali, solo essere informato. Grazie
Dott. Stefano Bonora
Psichiatra, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, tendenzialmente parliamo di un farmaco che comunque ha un impatto motorio basso. Alcune alternative con minor impatto potrebbero essere Brexpiprazolo, cariprazina oppure olanzapina o quetiapina. Dipende un po' dalla dose assunta e anche dalla sua sensibilità che è chiaramente individuale. In ogni caso conta molto il fine con cui viene assunta una certa terapia, quindi ridiscuta di tutto con un curante di fiducia!

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Dott. Ferdinando Elia
Psichiatra, Psicoterapeuta
Firenze
Buongiorno,
è corretto che la valutazione vada sempre contestualizzata, tenendo conto da quanto tempo assume l’aripiprazolo e a quale dosaggio. In genere l’aripiprazolo è ben tollerato; tuttavia, soprattutto nelle fasi iniziali, può associarsi a effetti come ipotensione ortostatica o, più raramente, ad acatisia, ovvero una sensazione di irrequietezza interna con bisogno impellente di muoversi, che può interessare prevalentemente gli arti inferiori.
Non è possibile stabilire a distanza se i disturbi da lei descritti siano correlati al farmaco o ad altri fattori. Fa quindi molto bene a voler affrontare l’argomento con il nuovo psichiatra, così da valutare insieme la situazione clinica ed eventuali alternative terapeutiche, se indicate.

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