Buona sera prendo citalopram aripriprazolo e Alprazolam da circa quattro an

Buona sera prendo citalopram aripriprazolo e Alprazolam da circa quattro anni senza nessuna sospensione. Ultimamente ( circa 5 mesi) ho attacchi di catatonia davanti a persone ,luigi affollati e non ... Non riesco a tenere gli occhi aperti! Cado quasi in un sonno profondo. Cosa posso fare? Il mio psichiatra del Cad ( centro alcolismo dipendenze) mi dice che va tutto bene e solo stanchezza. Cosa ne pensate? Grazie.

4 risposte


Gentile utente, il termine "catatonia" che lei utilizza per descrivere questi episodi è molto forte e clinicamente indica solitamente una condizione di immobilità motoria e rigidità, mentre quello che lei descrive sembrerebbe assomigliare di più a una forma severa di ipersonnia diurna o a veri e propri episodi di "addormentamento involontario". Nonostante la rassicurazione del suo psichiatra, comprendere la sua preoccupazione è doveroso, perché non riuscire a tenere gli occhi aperti in pubblico o in luoghi affollati non può essere considerato semplicemente come "stanchezza ordinaria", specialmente se impatta così tanto sulla sua vita sociale e sulla sua sicurezza. Bisogna considerare che lei sta assumendo un cocktail farmacologico che ha un potenziale sedativo cumulativo non indifferente. L'Aripiprazolo, sebbene sia un antipsicotico atipico spesso ben tollerato, può dare sonnolenza, e l'Alprazolam è una benzodiazepina con effetto sedativo e ipnoinducente; l'associazione di queste molecole, protratta per quattro anni, potrebbe aver saturato la sua capacità di smaltimento epatico o aver creato un effetto "sommatorio" che ora si manifesta con questi crolli improvvisi dell'attenzione. Il fatto che il sintomo sia comparso da circa 5 mesi, dopo anni di terapia stabile, impone di indagare non solo la sfera psichiatrica, ma anche quella metabolica e internistica. Sarebbe prudente verificare, tramite esami del sangue, la funzionalità epatica e renale per capire se il suo corpo sta metabolizzando i farmaci con la stessa velocità di prima, e controllare anche la funzionalità tiroidea. Se il suo psichiatra del CAD ritiene che vada tutto bene dal punto di vista della dipendenza o della stabilità dell'umore, potrebbe essere utile sentire il parere di un neurologo o di un esperto di medicina del sonno per escludere che questi "attacchi" non siano di natura neurologica o legati a un disturbo del sonno non diagnosticato. Nel frattempo, la invito alla massima prudenza in attività che richiedono attenzione, come la guida, perché questi episodi sembrano arrivare senza un preavviso sufficiente per mettersi in sicurezza. Resto a disposizione per eventuali necessità, un caro saluto.

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Buongiorno, chiaramente non osservando direttamente i sintomi riferiti è difficile pronunciarsi. Potrebbe trattarsi di una riacutizzazione di sintomi agorafobici, magari occorre un piccolo aggiustamento della terapia dopo questi 4 anni. Leggo anche che è seguito in un CAD, chiaramente è fondamentale che la problematica di dipendenza sia sotto controllo perchè dovrebbe incidere. Rivaluti col suo curante se è possibile effettuare qualche piccolo aggiustamento di terapia che potrebbe ottimizzare la copertura da questi parossismi

Dott. Stefano Bonora

Dott. Stefano Bonora

psichiatra

Peschiera Borromeo

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Da quanto descrive sembra più una risposta dissociativa o ansiosa intensa che una vera catatonia. Se il suo curante minimizza ma il sintomo persiste, è opportuno chiedere una seconda valutazione.


Salve. Accertato che non assuma alcolici e/o altre sostanze psicoattive, le consiglio di rivolgersi al suo medico di base per effettuare un profilo completo degli esami del sangue, un elettrocardiogramma, eventualmente altro nel caso soffra di altre patologie concomitanti. Poi consiglio, con gli esami eseguiti, una visita neurologica per valutare il quadro clinico complessivo (nel caso può indicare controlli specifici come la polisonnografia). Auguri,dr.sa Curzi

Dott.ssa Patrizia Curzi

Dott.ssa Patrizia Curzi

psicoterapeuta

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Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.