Buongiorno, io purtroppo da una settimana sono stato lasciato dal oggi al domani dalla mia ragazza d
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Buongiorno, io purtroppo da una settimana sono stato lasciato dal oggi al domani dalla mia ragazza dopo 5 anni e mezzo di relazione e 1 anno di convivenza.
Sono rimasto sorpreso e sotto shock perché non me l’aspettavo minimamente non c’erano grossi segnali del fatto che lei stesse così male con se stessa come mi ha riferito e che questa cosa le facesse valutare la nostra relazione finita perché anche i sentimenti per me erano terminati.
Devo dire che purtroppo io ho un carattere molto chiuso e ho sempre fatto fatica ad esternare i miei sentimenti con lei e mi sono reso conto di averla trascurata in moltissime cose e di averla soprattutto data per scontata.
Lei quando mi ha parlato mi ha anche detto che è arrivata a questa decisione perché non riesce a dimenticare quello che le ho fatto per anni in passato dove non l’ho mai tradita fisicamente ma ho scaricato applicazioni per chattare con altre ragazze e questa cosa non riesce a dimenticarla anche se a settembre dopo avermi scoperto mi aveva detto che mi avrebbe dato un’altra possibilità per dimostrarle che potevo cambiare e io mi sono concentrato molto su questo aspetto e ho dato una tagliata con il passato perché ho capito che stavo sbagliando io lei non se lo meritava.
Questo mio comportamento era dovuto a un problema che avevamo nella coppia sulla sfera sessuale , problema che ho capito essere più mio che suo , che però doveva essere risolto in un’altra maniera , magari parlandone con qualcuno e non come mi sono comportato io.
Ho paura che però questa sua decisione in parte ovviamente sia dovuta al male che le ho causato in passato e al fatto di darla per scontata in moltissime cose , però in parte sia dettata dal fatto che da settembre lei ha vissuto la fine della relazione di due sue care amiche e in più ha subito la perdita del padre per una malattia che ci ha tenuto in ballo da ottobre a dicembre e quindi ho paura che veda tutto nero anche nel nostro rapporto per questo motivo , io so benissimo che ho degli aspetti da migliorare e per questo settimana prossima ho preso appuntamento da un vostro collega per aprirmi e parlare un po’ di quello che sento , però per quello che è successo questa settimana sto veramente male perché io amo questa ragazza pensavo di avere un futuro con lei e invece dal oggi al domani mi sono trovato da solo senza di lei.
Adesso é un paio di giorni che non ci sentiamo e l’ultimo confronto che abbiamo avuto io alla fine quando ho capito che era netta nella sua presa di posizione non ho più cercato di convincerla di farci seguire per una terapia di coppia ma le ho detto che sarei stato malissimo ma accettavo il suo bisogno di spazio e di riscoprire se stessa senza di me .
In questo momento io sono rimasto nella nostra casa con i nostri gatti e lei è andata a casa di suo papà, però per forza di cose come mi ha detto dovrà tornare per prendere le sue cose e in più mi ha detto che ogni tanto vorrebbe venire per stare un po’ con i nostri animali a cui lei é molto affezionata.
Non so come andranno in futuro le cose, so solo che al momento sto veramente male però capisco che devo lasciarle il suo spazio , sperando che capisca da sola che forse ha affrettato la sua decisione per tanti fattori anche esterni senza prima provare magari una terapia di coppia e senza darmi il giusto tempo per dimostrarle che potevo cambiare e smussare in qualche lati negativi del mio carattere
Sono rimasto sorpreso e sotto shock perché non me l’aspettavo minimamente non c’erano grossi segnali del fatto che lei stesse così male con se stessa come mi ha riferito e che questa cosa le facesse valutare la nostra relazione finita perché anche i sentimenti per me erano terminati.
Devo dire che purtroppo io ho un carattere molto chiuso e ho sempre fatto fatica ad esternare i miei sentimenti con lei e mi sono reso conto di averla trascurata in moltissime cose e di averla soprattutto data per scontata.
Lei quando mi ha parlato mi ha anche detto che è arrivata a questa decisione perché non riesce a dimenticare quello che le ho fatto per anni in passato dove non l’ho mai tradita fisicamente ma ho scaricato applicazioni per chattare con altre ragazze e questa cosa non riesce a dimenticarla anche se a settembre dopo avermi scoperto mi aveva detto che mi avrebbe dato un’altra possibilità per dimostrarle che potevo cambiare e io mi sono concentrato molto su questo aspetto e ho dato una tagliata con il passato perché ho capito che stavo sbagliando io lei non se lo meritava.
Questo mio comportamento era dovuto a un problema che avevamo nella coppia sulla sfera sessuale , problema che ho capito essere più mio che suo , che però doveva essere risolto in un’altra maniera , magari parlandone con qualcuno e non come mi sono comportato io.
Ho paura che però questa sua decisione in parte ovviamente sia dovuta al male che le ho causato in passato e al fatto di darla per scontata in moltissime cose , però in parte sia dettata dal fatto che da settembre lei ha vissuto la fine della relazione di due sue care amiche e in più ha subito la perdita del padre per una malattia che ci ha tenuto in ballo da ottobre a dicembre e quindi ho paura che veda tutto nero anche nel nostro rapporto per questo motivo , io so benissimo che ho degli aspetti da migliorare e per questo settimana prossima ho preso appuntamento da un vostro collega per aprirmi e parlare un po’ di quello che sento , però per quello che è successo questa settimana sto veramente male perché io amo questa ragazza pensavo di avere un futuro con lei e invece dal oggi al domani mi sono trovato da solo senza di lei.
Adesso é un paio di giorni che non ci sentiamo e l’ultimo confronto che abbiamo avuto io alla fine quando ho capito che era netta nella sua presa di posizione non ho più cercato di convincerla di farci seguire per una terapia di coppia ma le ho detto che sarei stato malissimo ma accettavo il suo bisogno di spazio e di riscoprire se stessa senza di me .
In questo momento io sono rimasto nella nostra casa con i nostri gatti e lei è andata a casa di suo papà, però per forza di cose come mi ha detto dovrà tornare per prendere le sue cose e in più mi ha detto che ogni tanto vorrebbe venire per stare un po’ con i nostri animali a cui lei é molto affezionata.
Non so come andranno in futuro le cose, so solo che al momento sto veramente male però capisco che devo lasciarle il suo spazio , sperando che capisca da sola che forse ha affrettato la sua decisione per tanti fattori anche esterni senza prima provare magari una terapia di coppia e senza darmi il giusto tempo per dimostrarle che potevo cambiare e smussare in qualche lati negativi del mio carattere
Capisco quanto possa essere destabilizzante una rottura così improvvisa dopo anni di relazione e di vita condivisa: oltre al dolore per la perdita c’è lo shock, il senso di colpa e la speranza che tutto possa ancora cambiare. È normale che la mente cerchi spiegazioni e che una parte di lei pensi che i fattori esterni, il lutto e il periodo difficile abbiano influito: probabilmente hanno pesato, ma questo non toglie che la decisione della sua ex arrivi anche da ferite accumulate nel tempo e da emozioni che lei, dentro di sé, ha già elaborato da un po’.
Il fatto che oggi lei riconosca i propri limiti e abbia deciso di iniziare un percorso è molto importante, ma non è qualcosa che può convincere l’altro a tornare: è piuttosto un lavoro per sé, indipendentemente dall’esito della relazione. In questa fase il gesto più rispettoso e paradossalmente anche quello che lascia aperta qualsiasi possibilità futura, è davvero permetterle spazio reale, senza usare la casa, i gatti o gli incontri come occasioni per riaprire continuamente il confronto emotivo. Il dolore che sente ora non significa che abbia perso per sempre il suo futuro, ma che sta attraversando un lutto affettivo: la mente tende a restare agganciata alla speranza perché protegge dall’impatto della perdita, ma gradualmente sarà importante spostarsi dal “come farla tornare” al “come stare io dentro questa esperienza”. Il percorso che inizierà può aiutarla proprio a questo, e anche a comprendere più a fondo quei comportamenti passati senza ridurli solo a colpa ma trasformandoli in consapevolezza.
Si dia tempo: le relazioni non si chiudono davvero in una settimana, ma anche la loro eventuale ripresa non nasce dall’attesa o dall’insistenza, bensì da cambiamenti autentici che maturano separatamente. Nel frattempo provi a non affrontare tutto da solo e si appoggi a qualcuno, amici, familiari o il professionista che incontrerà, perché questo tipo di dolore, condiviso, diventa più attraversabile.
Il fatto che oggi lei riconosca i propri limiti e abbia deciso di iniziare un percorso è molto importante, ma non è qualcosa che può convincere l’altro a tornare: è piuttosto un lavoro per sé, indipendentemente dall’esito della relazione. In questa fase il gesto più rispettoso e paradossalmente anche quello che lascia aperta qualsiasi possibilità futura, è davvero permetterle spazio reale, senza usare la casa, i gatti o gli incontri come occasioni per riaprire continuamente il confronto emotivo. Il dolore che sente ora non significa che abbia perso per sempre il suo futuro, ma che sta attraversando un lutto affettivo: la mente tende a restare agganciata alla speranza perché protegge dall’impatto della perdita, ma gradualmente sarà importante spostarsi dal “come farla tornare” al “come stare io dentro questa esperienza”. Il percorso che inizierà può aiutarla proprio a questo, e anche a comprendere più a fondo quei comportamenti passati senza ridurli solo a colpa ma trasformandoli in consapevolezza.
Si dia tempo: le relazioni non si chiudono davvero in una settimana, ma anche la loro eventuale ripresa non nasce dall’attesa o dall’insistenza, bensì da cambiamenti autentici che maturano separatamente. Nel frattempo provi a non affrontare tutto da solo e si appoggi a qualcuno, amici, familiari o il professionista che incontrerà, perché questo tipo di dolore, condiviso, diventa più attraversabile.
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Buona sera, la rottura che stai vivendo è traumatica: una lunga relazione, la convivenza, un progetto di vita e la fine improvvisa. Il tuo shock e il dolore sono normali.
Ti prendi delle responsabilità reali (chiusura emotiva, averla data per scontata, le chat con altre ragazze). Le stai riconoscendo con lucidità e stai iniziando un percorso per cambiare. Questo è importante, ma non cancella automaticamente il passato né garantisce un ritorno.
La sua decisione probabilmente è influenzata anche da un carico emotivo enorme (lutto del padre, crisi personali, separazioni intorno a lei). In momenti così alcune persone tagliano anche relazioni ancora riparabili, per mancanza di energie.
Stai facendo la cosa giusta rispettando il suo bisogno di spazio e non forzando. Non è una garanzia che torni, ma è l’unico modo per non peggiorare la situazione e per proteggere la tua dignità.
Attenzione alla gestione di casa, gatti e contatti: il contatto intermittente può alimentare false speranze e farti stare peggio. Meglio, quando possibile, dare confini chiari.
Il tuo compito ora non è convincerla, ma reggere il dolore, lavorare su di te e non colpevolizzarti fino ad annullarti.
Fai bene a rivolgerti ad uno psicologo, parlarne ti farà sicuramente bene.
A presto.
Dott. Pompilio Greco
Ti prendi delle responsabilità reali (chiusura emotiva, averla data per scontata, le chat con altre ragazze). Le stai riconoscendo con lucidità e stai iniziando un percorso per cambiare. Questo è importante, ma non cancella automaticamente il passato né garantisce un ritorno.
La sua decisione probabilmente è influenzata anche da un carico emotivo enorme (lutto del padre, crisi personali, separazioni intorno a lei). In momenti così alcune persone tagliano anche relazioni ancora riparabili, per mancanza di energie.
Stai facendo la cosa giusta rispettando il suo bisogno di spazio e non forzando. Non è una garanzia che torni, ma è l’unico modo per non peggiorare la situazione e per proteggere la tua dignità.
Attenzione alla gestione di casa, gatti e contatti: il contatto intermittente può alimentare false speranze e farti stare peggio. Meglio, quando possibile, dare confini chiari.
Il tuo compito ora non è convincerla, ma reggere il dolore, lavorare su di te e non colpevolizzarti fino ad annullarti.
Fai bene a rivolgerti ad uno psicologo, parlarne ti farà sicuramente bene.
A presto.
Dott. Pompilio Greco
Quello che sta vivendo è un evento profondamente doloroso e destabilizzante, ed è comprensibile che si senta sotto shock. Una separazione improvvisa, soprattutto dopo molti anni di relazione e un periodo di convivenza, può far crollare certezze, progetti e persino il senso della propria identità. Il suo smarrimento e la sua sofferenza non sono un segno di debolezza, ma una reazione naturale a una perdita affettiva importante. È significativo riconoscere che sta già compiendo un primo passo fondamentale assumendosi la responsabilità dei suoi comportamenti, senza negarli né minimizzarli. La capacità di riconoscere la sua difficoltà nell’esprimere le emozioni, la tendenza a dare per scontata la relazione e quei comportamenti che hanno compromesso la fiducia della sua compagna dimostra consapevolezza e capacità di riflessione. Questo non annulla il dolore vissuto, ma rappresenta una base concreta su cui poter lavorare per un reale cambiamento. È però importante ricordare che il cambiamento personale, anche quando è sincero, richiede tempo e continuità. Il modo in cui si è posto nell’ultimo confronto ( rispettando il bisogno di spazio della sua compagna nonostante la sofferenza) è stato emotivamente maturo. Per quanto doloroso, lasciare spazio può consentire a entrambi di ascoltare ciò che sentite davvero, senza pressioni o tentativi di convincimento. Il percorso psicologico che ha deciso di intraprendere potrà aiutarla a prendersi cura di se stesso, ad affrontare il dolore attuale e a lavorare su quegli aspetti personali e relazionali che desidera migliorare, indipendentemente da come evolverà la relazione.
Buongiorno, posso immaginare la sua sofferenza, le separazioni sono spesso molto dolorose, soprattutto quando, come è successo a lei, arrivano in modi inaspettati. Fa bene a rivolgersi a un/una psicologo/a: avere uno spazio dove portare il suo dolore e affidarsi una persona che la comprenda e la aiuti a ritrovare le sue risorse per riprendersi e uscire da questo momento difficile è importante. Sono sicura che la aiuterà a ritrovarsi, a rimettere insieme i pezzi, per così dire, del suo mondo interno e a ritrovare serenità.
Le mando un caro saluto
Le mando un caro saluto
Buonasera. Se in futuro lei dovesse essere disponibile a un confronto più strutturato, una terapia di coppia potrebbe avere senso, ma solo se entrambi lo desiderano. Nel frattempo, continui il percorso intrapreso: può aiutarla a elaborare questa perdita e a costruire relazioni più sicure in futuro.
Se lo desidera, può rivolgersi nuovamente a me per un ulteriore confronto.
Se lo desidera, può rivolgersi nuovamente a me per un ulteriore confronto.
Il senso di disorientamento e il dolore acuto sono comprensibili in questo momento; affrontare una rottura così netta dopo oltre cinque anni di vita condivisa è un evento traumatico che scuote le fondamenta della propria identità e della routine quotidiana. È del tutto naturale sentirsi sotto shock, specialmente quando la fine di un rapporto arriva come un fulmine a ciel sereno, privando del tempo necessario per elaborare gradualmente il distacco. Il fatto di riuscire già a riflettere con onestà sulle proprie responsabilità, come la tendenza a dare per scontata la compagna o le difficoltà nella sfera comunicativa e sessuale, è un segnale di grande consapevolezza, ma è fondamentale non cadere nella trappola di un eccessivo senso di colpa che finirebbe per paralizzare. La mente umana, davanti a un dolore così grande, cerca disperatamente spiegazioni e soluzioni rapide, ma dobbiamo considerare che la decisione della partner sembra essere il risultato di un accumulo di ferite passate non rimarginate e di un carico emotivo estremamente pesante dovuto ai recenti lutti e ai cambiamenti nelle sue cerchie amicali. Quando viviamo eventi stressanti come la perdita di un genitore, il proprio "serbatoio" di resilienza si svuota e si tende a rivalutare ogni aspetto della vita, cercando spesso di tagliare tutto ciò che viene percepito come fonte di ulteriore fatica o sofferenza. È possibile che lei non abbia più le energie emotive per investire in una riparazione del rapporto, sentendosi forse sfinita dal tentativo di perdonare gli errori del passato. La scelta di iniziare un percorso terapeutico individuale è la mossa più saggia e coraggiosa possibile, perché permetterà di lavorare su quei tratti del carattere che si desidera migliorare indipendentemente dal destino di questa relazione. In questo momento, rispettare il suo bisogno di spazio e di silenzio non è solo un atto di amore verso di lei, ma anche una strategia necessaria per permettere a entrambi di far posare la polvere del conflitto e del dolore. Cercare di convincerla ora, mentre è immersa nel bisogno di "riscoprire se stessa", rischierebbe solo di farla allontanare ulteriormente, poiché verrebbe percepito come una pressione anziché come un sostegno. Anche se la speranza di un ritorno è un sentimento umano e comprensibile, il compito più importante oggi è quello di prendersi cura della propria sofferenza e del percorso personale, accettando che la guarigione richiede tempo e che non tutto è sotto il nostro diretto controllo.
rimango a disposizione,
saluti.
rimango a disposizione,
saluti.
Buongiorno,
mi dispiace per il momento così doloroso che sta attraversando. Una separazione improvvisa, soprattutto dopo una relazione lunga e significativa, può lasciare un senso di shock, vuoto e smarrimento molto intensi. È comprensibile che si senta confuso, triste e ancora molto legato a lei.
Dalle sue parole emerge però anche una forte capacità di mettersi in discussione e di riflettere su di sé. Il fatto che abbia deciso di iniziare un percorso con un professionista è un passo importante: troverà sicuramente uno spazio in cui potersi raccontare, sentirsi accolto e iniziare a dare un senso a ciò che sta provando.
In questa fase è naturale sperare che le cose possano cambiare, ma è altrettanto importante rispettare il bisogno di spazio che la sua ex compagna ha espresso e, allo stesso tempo, prendersi cura di sé. Lavorare su ciò che sente, sui suoi bisogni affettivi e sul modo in cui esprime le emozioni le sarà utile indipendentemente da come evolverà la situazione.
Il dolore che sente ora è molto intenso, ma non resterà così per sempre. Con il tempo e con il supporto giusto, questo momento può diventare anche un’occasione per conoscersi più a fondo e costruire relazioni più consapevoli.
Un caro saluto!
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
mi dispiace per il momento così doloroso che sta attraversando. Una separazione improvvisa, soprattutto dopo una relazione lunga e significativa, può lasciare un senso di shock, vuoto e smarrimento molto intensi. È comprensibile che si senta confuso, triste e ancora molto legato a lei.
Dalle sue parole emerge però anche una forte capacità di mettersi in discussione e di riflettere su di sé. Il fatto che abbia deciso di iniziare un percorso con un professionista è un passo importante: troverà sicuramente uno spazio in cui potersi raccontare, sentirsi accolto e iniziare a dare un senso a ciò che sta provando.
In questa fase è naturale sperare che le cose possano cambiare, ma è altrettanto importante rispettare il bisogno di spazio che la sua ex compagna ha espresso e, allo stesso tempo, prendersi cura di sé. Lavorare su ciò che sente, sui suoi bisogni affettivi e sul modo in cui esprime le emozioni le sarà utile indipendentemente da come evolverà la situazione.
Il dolore che sente ora è molto intenso, ma non resterà così per sempre. Con il tempo e con il supporto giusto, questo momento può diventare anche un’occasione per conoscersi più a fondo e costruire relazioni più consapevoli.
Un caro saluto!
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Buongiorno, dalle sue parole si percepisce con molta intensità il dolore, la sorpresa e il senso di smarrimento che sta vivendo. Dopo una relazione così lunga e significativa, conclusa in modo improvviso, è assolutamente comprensibile sentirsi sotto shock, confusi e profondamente tristi. Quando una storia importante finisce senza che si fossero colti segnali chiari, spesso la mente prova a ricostruire ciò che è accaduto, tornando sugli episodi passati e cercando spiegazioni che possano dare un senso a ciò che sembra inspiegabile. Sta mostrando una grande capacità di riflessione nel riconoscere alcune difficoltà che sente di aver avuto nella relazione, come la fatica a esprimere i sentimenti o il rendersi conto di aver dato per scontata la presenza della sua compagna. Questa consapevolezza, anche se ora può portare con sé sensi di colpa o rimpianti, rappresenta un passaggio importante perché indica il desiderio di comprendere e crescere. Nelle relazioni affettive capita spesso che alcuni comportamenti emergano come tentativi, talvolta poco funzionali, di gestire difficoltà personali o di coppia. Il fatto che oggi riesca a rileggere quelle scelte con maggiore lucidità suggerisce che sta già facendo un lavoro interiore significativo. È altrettanto comprensibile che si interroghi su quanto il dolore vissuto dalla sua ex compagna negli ultimi mesi possa aver influenzato la sua decisione. Eventi come lutti o cambiamenti importanti nella vita di una persona possono portare a rivedere molte aree della propria esistenza, comprese le relazioni affettive. Tuttavia, è importante considerare che, anche quando fattori esterni possono contribuire a una decisione, ogni persona compie le proprie scelte in base a un insieme complesso di emozioni, bisogni e vissuti personali. Cercare di individuare tutte le cause della rottura è una reazione naturale, ma può diventare dolorosa se porta a caricarsi completamente di responsabilità o a rimanere bloccati nell’idea che esistesse un modo per evitare ciò che è accaduto. Il fatto che abbia scelto di iniziare un percorso personale è un segnale di grande attenzione verso se stesso. In momenti come questo può essere molto utile avere uno spazio in cui comprendere meglio le proprie emozioni, i propri bisogni affettivi e il modo in cui si entra nelle relazioni. Questo tipo di lavoro non serve soltanto in funzione di una possibile riconciliazione, ma soprattutto per costruire un equilibrio personale che possa accompagnarla in qualunque direzione prenderà la sua vita affettiva. Il dolore che sta vivendo ora è probabilmente amplificato anche dalla perdita improvvisa di abitudini, progetti e quotidianità condivise. Continuare a vivere nella casa che rappresentava la vostra vita insieme e occuparsi degli animali che erano parte del vostro legame può rendere tutto ancora più intenso. È naturale che la presenza di elementi che ricordano la relazione mantenga viva la speranza di un possibile ritorno, ma allo stesso tempo può rendere più difficile elaborare la separazione. Accettare di concedere spazio alla sua ex compagna, come ha scelto di fare, è un gesto di rispetto importante, ma è altrettanto fondamentale che riesca a prendersi cura del suo benessere emotivo e della sua stabilità quotidiana. In queste situazioni può essere utile provare a distinguere ciò che dipende da lei e ciò che invece appartiene alle scelte e ai tempi dell’altra persona. Concentrarsi su ciò che può comprendere e modificare dentro di sé permette spesso di ridurre la sensazione di impotenza che accompagna le separazioni. Il desiderio che lei possa ripensare alla decisione è comprensibile e umano, ma cercare di restare sospeso nell’attesa può prolungare la sofferenza. Darsi il permesso di vivere il dolore, senza negarlo e senza accelerare i tempi di guarigione, rappresenta spesso un passaggio necessario per ritrovare gradualmente un senso di stabilità. Il fatto che abbia riconosciuto l’amore che prova, insieme alla capacità di assumersi le proprie responsabilità, racconta di una persona che attribuisce grande valore alle relazioni. Anche se ora la sofferenza può farle percepire questa esperienza come una perdita totale, con il tempo ciò che sta comprendendo di sé potrebbe diventare una risorsa preziosa per il suo futuro affettivo e personale. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso la sua storia. Dalle sue parole emerge un dolore molto intenso e profondo: dopo una separazione così improvvisa, al termine di una relazione lunga e significativa, è naturale sentirsi confusi, sotto shock e con la sensazione di non aver avuto il tempo di capire o di provare a rimettere insieme i pezzi.
Si coglie anche una grande consapevolezza rispetto ai suoi vissuti, ai limiti che riconosce e al dispiacere per aspetti del passato che oggi sente come pesanti, così come il peso degli eventi dolorosi che la sua ex compagna ha attraversato negli ultimi mesi e che possono aver reso la situazione ancora più complessa.
Il fatto che abbia deciso di chiedere uno spazio di ascolto per sé è un segnale di attenzione verso ciò che sta vivendo e verso i suoi bisogni emotivi, indipendentemente da come evolverà la relazione.
Ora sembra soprattutto il tempo di prendersi cura di quello che sente, senza forzare risposte o decisioni immediate.
Resto a disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Elena Dati
la ringrazio per aver condiviso la sua storia. Dalle sue parole emerge un dolore molto intenso e profondo: dopo una separazione così improvvisa, al termine di una relazione lunga e significativa, è naturale sentirsi confusi, sotto shock e con la sensazione di non aver avuto il tempo di capire o di provare a rimettere insieme i pezzi.
Si coglie anche una grande consapevolezza rispetto ai suoi vissuti, ai limiti che riconosce e al dispiacere per aspetti del passato che oggi sente come pesanti, così come il peso degli eventi dolorosi che la sua ex compagna ha attraversato negli ultimi mesi e che possono aver reso la situazione ancora più complessa.
Il fatto che abbia deciso di chiedere uno spazio di ascolto per sé è un segnale di attenzione verso ciò che sta vivendo e verso i suoi bisogni emotivi, indipendentemente da come evolverà la relazione.
Ora sembra soprattutto il tempo di prendersi cura di quello che sente, senza forzare risposte o decisioni immediate.
Resto a disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Elena Dati
Gentile utente,
la ringrazio per aver condiviso con tanta profondità e onestà un momento così doloroso della sua vita. Da quello che racconta emerge con chiarezza quanto questa separazione sia stata improvvisa, destabilizzante e carica di shock emotivo: dopo più di cinque anni di relazione e un anno di convivenza, trovarsi “da un giorno all’altro” senza la persona amata può lasciare un senso di vuoto, smarrimento e incredulità che è comprensibile e umano.
Mi colpisce molto la sua capacità, pur nel dolore intenso che sta vivendo, di guardare con lucidità anche alle sue responsabilità nella relazione. Riconoscere di essersi chiuso emotivamente, di aver dato per scontata la partner e di aver gestito in modo disfunzionale una difficoltà sessuale cercando altrove conferme, è un passaggio tutt’altro che scontato. Questo non serve a colpevolizzarsi, ma è un segnale importante di consapevolezza e di possibilità di cambiamento reale.
Allo stesso tempo, è fondamentale tenere insieme più livelli di lettura, come giustamente lei stesso intuisce. In un’ottica sistemico-relazionale, le decisioni di coppia non nascono mai nel vuoto: la sua ex compagna ha attraversato, in un arco di tempo molto ravvicinato, eventi profondamente traumatici come la perdita del padre e la rottura di legami significativi intorno a sé. In queste fasi, il dolore può “contaminare” anche il modo in cui si guarda alla relazione, ai sentimenti e al futuro, portando a scelte drastiche vissute come l’unica via per sopravvivere emotivamente. Questo non significa che la sua decisione sia sbagliata o giusta, ma che probabilmente è maturata dentro un sovraccarico emotivo molto intenso.
Il fatto che lei abbia rispettato il suo bisogno di spazio, senza forzare né implorare, pur dicendole chiaramente quanto sarebbe stato male, è un atto di grande maturità emotiva. In questo momento, più che cercare di “convincerla”, è importante che lei si prenda cura di sé e del dolore che sta attraversando. La sofferenza che descrive è quella di un vero e proprio lutto: non solo per la persona, ma per il progetto di vita, per la quotidianità condivisa, per l’idea di futuro che aveva costruito.
La scelta di iniziare un percorso terapeutico è, a mio avviso, un passo molto prezioso. Non tanto (o non solo) per “recuperare” la relazione, ma per comprendere più a fondo i suoi funzionamenti emotivi, le difficoltà nell’esprimere i sentimenti, il bisogno di conferme e il modo in cui affronta l’intimità e il conflitto. Questo lavoro, indipendentemente da come evolverà la situazione di coppia, potrà aiutarla a diventare una versione più consapevole e presente di sé, nelle relazioni future e con se stesso.
Rispetto ai contatti pratici legati alla casa e ai gatti, capisco quanto possano essere emotivamente complessi. Può essere utile, per quanto possibile, mantenere confini chiari e tempi concordati, per evitare una continua riattivazione del dolore e della speranza. Anche questo potrà essere un tema importante da portare in terapia.
In questo momento non ha risposte definitive né certezze sul futuro, ed è normale. L’unica cosa che può fare ora è attraversare questo dolore, senza giudicarsi per come sta, e concedersi il tempo necessario. Il cambiamento autentico richiede tempo, ascolto e accompagnamento: lei ha già fatto il primo passo, che è quello di fermarsi e chiedere aiuto.
Resto fiduciosa nel fatto che, lavorando su di sé, potrà ritrovare un senso e una direzione, qualunque forma prenderanno. Non è solo in questo passaggio, e il fatto che stia cercando uno spazio di comprensione è già un segnale di grande forza
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
la ringrazio per aver condiviso con tanta profondità e onestà un momento così doloroso della sua vita. Da quello che racconta emerge con chiarezza quanto questa separazione sia stata improvvisa, destabilizzante e carica di shock emotivo: dopo più di cinque anni di relazione e un anno di convivenza, trovarsi “da un giorno all’altro” senza la persona amata può lasciare un senso di vuoto, smarrimento e incredulità che è comprensibile e umano.
Mi colpisce molto la sua capacità, pur nel dolore intenso che sta vivendo, di guardare con lucidità anche alle sue responsabilità nella relazione. Riconoscere di essersi chiuso emotivamente, di aver dato per scontata la partner e di aver gestito in modo disfunzionale una difficoltà sessuale cercando altrove conferme, è un passaggio tutt’altro che scontato. Questo non serve a colpevolizzarsi, ma è un segnale importante di consapevolezza e di possibilità di cambiamento reale.
Allo stesso tempo, è fondamentale tenere insieme più livelli di lettura, come giustamente lei stesso intuisce. In un’ottica sistemico-relazionale, le decisioni di coppia non nascono mai nel vuoto: la sua ex compagna ha attraversato, in un arco di tempo molto ravvicinato, eventi profondamente traumatici come la perdita del padre e la rottura di legami significativi intorno a sé. In queste fasi, il dolore può “contaminare” anche il modo in cui si guarda alla relazione, ai sentimenti e al futuro, portando a scelte drastiche vissute come l’unica via per sopravvivere emotivamente. Questo non significa che la sua decisione sia sbagliata o giusta, ma che probabilmente è maturata dentro un sovraccarico emotivo molto intenso.
Il fatto che lei abbia rispettato il suo bisogno di spazio, senza forzare né implorare, pur dicendole chiaramente quanto sarebbe stato male, è un atto di grande maturità emotiva. In questo momento, più che cercare di “convincerla”, è importante che lei si prenda cura di sé e del dolore che sta attraversando. La sofferenza che descrive è quella di un vero e proprio lutto: non solo per la persona, ma per il progetto di vita, per la quotidianità condivisa, per l’idea di futuro che aveva costruito.
La scelta di iniziare un percorso terapeutico è, a mio avviso, un passo molto prezioso. Non tanto (o non solo) per “recuperare” la relazione, ma per comprendere più a fondo i suoi funzionamenti emotivi, le difficoltà nell’esprimere i sentimenti, il bisogno di conferme e il modo in cui affronta l’intimità e il conflitto. Questo lavoro, indipendentemente da come evolverà la situazione di coppia, potrà aiutarla a diventare una versione più consapevole e presente di sé, nelle relazioni future e con se stesso.
Rispetto ai contatti pratici legati alla casa e ai gatti, capisco quanto possano essere emotivamente complessi. Può essere utile, per quanto possibile, mantenere confini chiari e tempi concordati, per evitare una continua riattivazione del dolore e della speranza. Anche questo potrà essere un tema importante da portare in terapia.
In questo momento non ha risposte definitive né certezze sul futuro, ed è normale. L’unica cosa che può fare ora è attraversare questo dolore, senza giudicarsi per come sta, e concedersi il tempo necessario. Il cambiamento autentico richiede tempo, ascolto e accompagnamento: lei ha già fatto il primo passo, che è quello di fermarsi e chiedere aiuto.
Resto fiduciosa nel fatto che, lavorando su di sé, potrà ritrovare un senso e una direzione, qualunque forma prenderanno. Non è solo in questo passaggio, e il fatto che stia cercando uno spazio di comprensione è già un segnale di grande forza
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Buongiorno, mi spiace molto per la fine della sua relazione avvenuta in modo improvviso. Dal modo in cui descrive l'accaduto si percepisce una sua presa di coscienza legata alle problematiche del passato e all'aver trascurato la comunicazione all'interno della coppia. Probabilmente la sua compagna ha risentito molto del tradimento avvenuto in chat e dopo la morte del padre è probabile che sia sia sentita molto sola e che abbia iniziato a dubitare della solidità di questa relazione. Ritengo che lei abbia fatto benissimo a rivolgersi ad uno psicologo e vedrà che questo percorso l'aiuterà a comprendere ancora meglio ciò che è accaduto. Non è escluso che in futuro la sua ex compagna sentendo il suo cambiamento e vedendo l'impegno che mette nel lavorare su se stesso vorrà riavvicinarsi.
Un caro saluto
Un caro saluto
Buongiorno,
quello che sta vivendo è un evento molto destabilizzante: quando una relazione lunga termina in modo improvviso, la mente cerca immediatamente spiegazioni, collegamenti, responsabilità. È un modo naturale per provare a dare ordine a qualcosa che, in questo momento, appare incomprensibile e doloroso.
Dalle sue parole emerge con chiarezza quanto lei abbia riflettuto su di sé, sui propri comportamenti e sulle dinamiche della coppia. È importante riconoscere questo movimento interno, ma allo stesso tempo ricordare che una relazione non si interrompe mai per un solo motivo: spesso è l’intreccio tra fatiche personali, eventi esterni, vulnerabilità emotive e bisogni non espressi da entrambe le parti.
Il dolore che la sua compagna ha vissuto negli ultimi mesi, insieme alle difficoltà pregresse nella vostra storia, può aver reso più difficile per lei mantenere la stessa disponibilità emotiva di prima. Quando una persona arriva a dire che ha bisogno di spazio, non sta necessariamente cancellando ciò che c’è stato, ma sta cercando un modo per respirare e rimettere ordine dentro di sé.
In questo momento, più che cercare di capire cosa potrebbe accadere in futuro, può essere utile concentrarsi su di lei: sulle emozioni che sta attraversando, sul senso di perdita, sulla paura, ma anche sul desiderio di cambiare alcuni aspetti del suo modo di stare in relazione. Il fatto che abbia deciso di iniziare un percorso psicologico è un passo molto importante: le permetterà di elaborare ciò che è accaduto e di costruire un modo più stabile e sicuro di esprimersi e di stare con l’altro.
Rispettare lo spazio che la sua ex compagna ha chiesto non significa rinunciare ai suoi sentimenti, ma riconoscere che in questo momento entrambe le persone hanno bisogno di tempo per elaborare. È un passaggio difficile, ma spesso necessario per capire davvero cosa si muove dentro di sé e quali parti della relazione meritano di essere comprese e trasformate.
Si dia il permesso di sentire ciò che sente, senza giudicarsi. È un momento doloroso, ma può diventare anche un’occasione di crescita personale profonda
quello che sta vivendo è un evento molto destabilizzante: quando una relazione lunga termina in modo improvviso, la mente cerca immediatamente spiegazioni, collegamenti, responsabilità. È un modo naturale per provare a dare ordine a qualcosa che, in questo momento, appare incomprensibile e doloroso.
Dalle sue parole emerge con chiarezza quanto lei abbia riflettuto su di sé, sui propri comportamenti e sulle dinamiche della coppia. È importante riconoscere questo movimento interno, ma allo stesso tempo ricordare che una relazione non si interrompe mai per un solo motivo: spesso è l’intreccio tra fatiche personali, eventi esterni, vulnerabilità emotive e bisogni non espressi da entrambe le parti.
Il dolore che la sua compagna ha vissuto negli ultimi mesi, insieme alle difficoltà pregresse nella vostra storia, può aver reso più difficile per lei mantenere la stessa disponibilità emotiva di prima. Quando una persona arriva a dire che ha bisogno di spazio, non sta necessariamente cancellando ciò che c’è stato, ma sta cercando un modo per respirare e rimettere ordine dentro di sé.
In questo momento, più che cercare di capire cosa potrebbe accadere in futuro, può essere utile concentrarsi su di lei: sulle emozioni che sta attraversando, sul senso di perdita, sulla paura, ma anche sul desiderio di cambiare alcuni aspetti del suo modo di stare in relazione. Il fatto che abbia deciso di iniziare un percorso psicologico è un passo molto importante: le permetterà di elaborare ciò che è accaduto e di costruire un modo più stabile e sicuro di esprimersi e di stare con l’altro.
Rispettare lo spazio che la sua ex compagna ha chiesto non significa rinunciare ai suoi sentimenti, ma riconoscere che in questo momento entrambe le persone hanno bisogno di tempo per elaborare. È un passaggio difficile, ma spesso necessario per capire davvero cosa si muove dentro di sé e quali parti della relazione meritano di essere comprese e trasformate.
Si dia il permesso di sentire ciò che sente, senza giudicarsi. È un momento doloroso, ma può diventare anche un’occasione di crescita personale profonda
Buongiorno,
da quanto descrive emerge un momento di sofferenza molto intensa, legato a una separazione improvvisa che arriva dopo una relazione lunga e significativa. È comprensibile sentirsi sotto shock, confusi e profondamente addolorati quando il legame si interrompe senza che ci si senta preparati, soprattutto se restano aperti sentimenti, domande e sensi di colpa.
Sta mostrando però una buona capacità di riflessione su di sé, riconoscendo aspetti del suo modo di stare nella relazione che oggi vede con maggiore chiarezza, così come il peso che alcune ferite del passato possono aver avuto. Allo stesso tempo, la sua ex compagna sembra attraversare un periodo complesso della propria vita, segnato da lutti e cambiamenti importanti, che possono rendere più difficile orientarsi emotivamente e prendere decisioni serene.
In situazioni come questa, il lavoro psicologico può essere uno spazio prezioso per dare voce al dolore, elaborare la perdita, comprendere meglio i propri bisogni affettivi e trasformare questa esperienza, per quanto dolorosa, in un’occasione di crescita personale. Il fatto che abbia già deciso di intraprendere un percorso è un passo significativo di cura verso se stesso.
Rispettare i tempi e i confini dell’altro, come sta cercando di fare, non significa rinunciare ai propri sentimenti, ma prendersi la responsabilità di attraversare questo momento con maggiore consapevolezza e sostegno.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
da quanto descrive emerge un momento di sofferenza molto intensa, legato a una separazione improvvisa che arriva dopo una relazione lunga e significativa. È comprensibile sentirsi sotto shock, confusi e profondamente addolorati quando il legame si interrompe senza che ci si senta preparati, soprattutto se restano aperti sentimenti, domande e sensi di colpa.
Sta mostrando però una buona capacità di riflessione su di sé, riconoscendo aspetti del suo modo di stare nella relazione che oggi vede con maggiore chiarezza, così come il peso che alcune ferite del passato possono aver avuto. Allo stesso tempo, la sua ex compagna sembra attraversare un periodo complesso della propria vita, segnato da lutti e cambiamenti importanti, che possono rendere più difficile orientarsi emotivamente e prendere decisioni serene.
In situazioni come questa, il lavoro psicologico può essere uno spazio prezioso per dare voce al dolore, elaborare la perdita, comprendere meglio i propri bisogni affettivi e trasformare questa esperienza, per quanto dolorosa, in un’occasione di crescita personale. Il fatto che abbia già deciso di intraprendere un percorso è un passo significativo di cura verso se stesso.
Rispettare i tempi e i confini dell’altro, come sta cercando di fare, non significa rinunciare ai propri sentimenti, ma prendersi la responsabilità di attraversare questo momento con maggiore consapevolezza e sostegno.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Gentile Utente, la ringrazio per aver condiviso il suo pensiero. Immagino che stia attraversando un momento molto difficile considerando il rapporto profondo e duraturo che aveva stabilito con la sua compagna. Da quello che racconta, la vostra storia ha incontrato degli alti e bassi e sento che si fa molta autocritica per quello che è successo. E' normale, però, che possano accadere situazioni simili in storie così durature, credo che la cosa più importante sia parlarne e cercare di uscirne insieme, e mi sembra che questo lei lo abbia a mente. Probabilmente la sua compagna ha attraversato un periodo difficile, in cui ha dovuto affrontare anche il lutto del padre, ed è possibile che tutte queste cose abbiano accresciuto la necessità di ritrovare dei suoi spazi, di riscoprirsi da sola. Da parte sua sento la consapevolezza di quello che è accaduto nel passato e il desiderio di poter riparare e mettersi in gioco e questi sono aspetti fondamentali per dare un significato a ciò che avete vissuto. Iniziare un percorso di psicoterapia, inoltre, credo che avvalori ancora di più queste sensazioni: è importante che si conceda uno spazio, in un momento così difficile, per poter portare questi vissuti e poterli elaborare in uno spazio sicuro e non giudicante. Così come adesso sta lasciando lo spazio alla sua compagna, si conceda anche lei un suo spazio per sé, così da ritrovare un equilibrio e lavorare su quello che sta attraversando.
Le auguro il meglio,
Dott. Alessandro Rigutti
Le auguro il meglio,
Dott. Alessandro Rigutti
Buongiorno,
quello che sta vivendo è un momento molto doloroso e destabilizzante. Una separazione improvvisa, soprattutto dopo tanti anni di relazione e di convivenza, può lasciare un senso di vuoto, shock e smarrimento profondi. È comprensibile che lei si senta così e che stia ripensando a ciò che è successo, ai suoi errori e a ciò che avrebbe voluto fare diversamente.
Dal suo racconto emerge anche una grande consapevolezza e la capacità di mettersi in discussione, qualità importanti quando si attraversano passaggi difficili come questo. Allo stesso tempo, il dolore che prova ora merita uno spazio in cui essere accolto e compreso, senza giudizio.
Se lo desidera, sono disponibile ad accompagnarla in un percorso per esplorare quello che sta vivendo, darle un significato e aiutarla a ritrovare un equilibrio emotivo in questo momento così delicato.
Un caro saluto
Dott.ssa Barcella
quello che sta vivendo è un momento molto doloroso e destabilizzante. Una separazione improvvisa, soprattutto dopo tanti anni di relazione e di convivenza, può lasciare un senso di vuoto, shock e smarrimento profondi. È comprensibile che lei si senta così e che stia ripensando a ciò che è successo, ai suoi errori e a ciò che avrebbe voluto fare diversamente.
Dal suo racconto emerge anche una grande consapevolezza e la capacità di mettersi in discussione, qualità importanti quando si attraversano passaggi difficili come questo. Allo stesso tempo, il dolore che prova ora merita uno spazio in cui essere accolto e compreso, senza giudizio.
Se lo desidera, sono disponibile ad accompagnarla in un percorso per esplorare quello che sta vivendo, darle un significato e aiutarla a ritrovare un equilibrio emotivo in questo momento così delicato.
Un caro saluto
Dott.ssa Barcella
Gentile paziente,quello che descrive è uno shock emotivo molto intenso e comprensibile. Essere lasciati all’improvviso, dopo anni di relazione e un periodo di convivenza, genera spesso una frattura profonda, fatta di incredulità, dolore e senso di perdita improvvisa del futuro immaginato. Non è solo la fine di una relazione, ma il crollo di una continuità affettiva che dava struttura e identità.
Dalle sue parole emerge però anche un aspetto importante. Lei non si sottrae alle sue responsabilità. Riconosce di essere stato chiuso emotivamente, di aver dato per scontata la relazione e di aver ferito la sua compagna in passato. Questo livello di consapevolezza non è scontato e rappresenta già un primo passo di cambiamento reale, non solo dichiarato.
È possibile che la decisione della sua compagna non sia legata a un solo fattore, ma a una stratificazione di eventi. Le ferite pregresse mai del tutto elaborate, unite ai lutti e alle difficoltà vissute negli ultimi mesi, possono aver reso per lei insostenibile continuare a reggere anche il peso della relazione. In questi casi, spesso non si tratta di una scelta lucida e fredda, ma di una risposta di sopravvivenza emotiva. Quando il dolore interno supera una certa soglia, anche il legame più importante può essere percepito come troppo.
Il fatto che lei abbia rispettato la sua richiesta di spazio, senza forzarla né insistere, è un gesto maturo, anche se estremamente doloroso. Accettare di non convincere l’altro, pur soffrendo, è una forma di rispetto che non passa inosservata, anche se oggi non produce effetti visibili. Allo stesso tempo, è importante che lei non viva questo tempo come un’attesa passiva o come una prova da superare per essere riaccolto.
Il percorso che ha deciso di intraprendere con un professionista è una scelta molto significativa. Non deve essere finalizzato a riconquistarla, ma a comprendere meglio il suo modo di stare in relazione, di esprimere i bisogni e di gestire le difficoltà emotive. Questo lavoro avrà valore indipendentemente dall’esito della relazione.
Rispetto ai contatti futuri legati alla casa e agli animali, sarà fondamentale proteggere il suo equilibrio. Ogni incontro riapre ferite ancora molto vive. Darsi dei confini chiari, anche temporanei, non è freddezza ma cura di sé.
In questo momento il dolore è inevitabile. Non può essere aggirato né accelerato. Ma il modo in cui sta affrontando questa crisi, assumendosi responsabilità e cercando aiuto, è il modo più sano possibile per attraversarla. Che questa relazione possa riprendere o meno, ciò che conta ora è non perdere se stesso nel tentativo di salvare qualcosa che oggi non è sotto il suo controllo.
Un caro saluto
Dottoressa Alina Mustatea
Dalle sue parole emerge però anche un aspetto importante. Lei non si sottrae alle sue responsabilità. Riconosce di essere stato chiuso emotivamente, di aver dato per scontata la relazione e di aver ferito la sua compagna in passato. Questo livello di consapevolezza non è scontato e rappresenta già un primo passo di cambiamento reale, non solo dichiarato.
È possibile che la decisione della sua compagna non sia legata a un solo fattore, ma a una stratificazione di eventi. Le ferite pregresse mai del tutto elaborate, unite ai lutti e alle difficoltà vissute negli ultimi mesi, possono aver reso per lei insostenibile continuare a reggere anche il peso della relazione. In questi casi, spesso non si tratta di una scelta lucida e fredda, ma di una risposta di sopravvivenza emotiva. Quando il dolore interno supera una certa soglia, anche il legame più importante può essere percepito come troppo.
Il fatto che lei abbia rispettato la sua richiesta di spazio, senza forzarla né insistere, è un gesto maturo, anche se estremamente doloroso. Accettare di non convincere l’altro, pur soffrendo, è una forma di rispetto che non passa inosservata, anche se oggi non produce effetti visibili. Allo stesso tempo, è importante che lei non viva questo tempo come un’attesa passiva o come una prova da superare per essere riaccolto.
Il percorso che ha deciso di intraprendere con un professionista è una scelta molto significativa. Non deve essere finalizzato a riconquistarla, ma a comprendere meglio il suo modo di stare in relazione, di esprimere i bisogni e di gestire le difficoltà emotive. Questo lavoro avrà valore indipendentemente dall’esito della relazione.
Rispetto ai contatti futuri legati alla casa e agli animali, sarà fondamentale proteggere il suo equilibrio. Ogni incontro riapre ferite ancora molto vive. Darsi dei confini chiari, anche temporanei, non è freddezza ma cura di sé.
In questo momento il dolore è inevitabile. Non può essere aggirato né accelerato. Ma il modo in cui sta affrontando questa crisi, assumendosi responsabilità e cercando aiuto, è il modo più sano possibile per attraversarla. Che questa relazione possa riprendere o meno, ciò che conta ora è non perdere se stesso nel tentativo di salvare qualcosa che oggi non è sotto il suo controllo.
Un caro saluto
Dottoressa Alina Mustatea
Buongiorno, sono la psicologa Marika e mi occupo anche di relazione di coppia.
La ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità e profondità ciò che sta vivendo. Da quello che scrive emerge chiaramente quanto questa separazione sia stata improvvisa, dolorosa e destabilizzante per lei. È comprensibile sentirsi sotto shock, confusi e travolti quando una relazione così lunga e significativa si interrompe senza segnali che, almeno dal suo punto di vista, erano chiari e leggibili.
Mi colpisce la sua capacità di riflettere su se stesso anche in un momento di grande sofferenza: riconoscere i propri limiti, le difficoltà nell’esprimere le emozioni, il senso di aver dato la relazione per scontata e il peso delle ferite causate in passato non è affatto scontato. Questo indica una disponibilità al cambiamento e una consapevolezza che meritano rispetto e attenzione.
Allo stesso tempo, è importante ricordare che la decisione della sua compagna sembra maturare all’interno di un periodo emotivamente molto complesso per lei: il lutto per la perdita del padre, la sofferenza vissuta osservando la fine di relazioni significative attorno a sé e un accumulo di dolore non completamente elaborato. In questi momenti può accadere che tutto venga percepito come “troppo”, e che il bisogno di allontanarsi diventi un modo per provare a respirare e ritrovare se stessi. Questo non significa necessariamente che la sua decisione sia definitiva, ma significa che oggi va rispettata per quello che è: un bisogno di spazio e di protezione.
Inoltre, anche se un'idea sensata la sua, ha fatto un gesto molto maturo nel non forzare una terapia di coppia e nel riconoscere il suo bisogno di distanza, nonostante il dolore che questo comporta per lei. In questo momento, più che cercare risposte o certezze sul futuro, può essere utile concentrarsi su di sé, sul dolore che sta provando e sul percorso personale che ha già deciso di intraprendere con un collega. Questo spazio terapeutico potrà aiutarla non solo a elaborare la perdita, ma anche a comprendere più a fondo i suoi bisogni affettivi, relazionali e le difficoltà che ha incontrato nella sfera intima ed emotiva.
Rispetto ai contatti futuri con la sua ex compagna (per la casa e per i gatti), può essere utile mantenere confini chiari e rispettosi, cercando di proteggere anche il suo equilibrio emotivo. Ogni incontro riattiva speranze, paure e dolore: prendersi cura di sé significa anche dosare queste esposizioni, per quanto possibile.
Il tempo che ora le sembra insopportabile è, in realtà, una fase necessaria. Non può sapere oggi come evolverà questa situazione, ma può usare questo momento per crescere, elaborare e rafforzarsi come persona, indipendentemente dall’esito della relazione. Questo non cancella l’amore che prova, ma le permette di non perdersi mentre attende.
Resto a disposizione se desidera approfondire o se sente il bisogno di un ulteriore confronto.
Un caro saluto.
Dott.ssa Marika
La ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità e profondità ciò che sta vivendo. Da quello che scrive emerge chiaramente quanto questa separazione sia stata improvvisa, dolorosa e destabilizzante per lei. È comprensibile sentirsi sotto shock, confusi e travolti quando una relazione così lunga e significativa si interrompe senza segnali che, almeno dal suo punto di vista, erano chiari e leggibili.
Mi colpisce la sua capacità di riflettere su se stesso anche in un momento di grande sofferenza: riconoscere i propri limiti, le difficoltà nell’esprimere le emozioni, il senso di aver dato la relazione per scontata e il peso delle ferite causate in passato non è affatto scontato. Questo indica una disponibilità al cambiamento e una consapevolezza che meritano rispetto e attenzione.
Allo stesso tempo, è importante ricordare che la decisione della sua compagna sembra maturare all’interno di un periodo emotivamente molto complesso per lei: il lutto per la perdita del padre, la sofferenza vissuta osservando la fine di relazioni significative attorno a sé e un accumulo di dolore non completamente elaborato. In questi momenti può accadere che tutto venga percepito come “troppo”, e che il bisogno di allontanarsi diventi un modo per provare a respirare e ritrovare se stessi. Questo non significa necessariamente che la sua decisione sia definitiva, ma significa che oggi va rispettata per quello che è: un bisogno di spazio e di protezione.
Inoltre, anche se un'idea sensata la sua, ha fatto un gesto molto maturo nel non forzare una terapia di coppia e nel riconoscere il suo bisogno di distanza, nonostante il dolore che questo comporta per lei. In questo momento, più che cercare risposte o certezze sul futuro, può essere utile concentrarsi su di sé, sul dolore che sta provando e sul percorso personale che ha già deciso di intraprendere con un collega. Questo spazio terapeutico potrà aiutarla non solo a elaborare la perdita, ma anche a comprendere più a fondo i suoi bisogni affettivi, relazionali e le difficoltà che ha incontrato nella sfera intima ed emotiva.
Rispetto ai contatti futuri con la sua ex compagna (per la casa e per i gatti), può essere utile mantenere confini chiari e rispettosi, cercando di proteggere anche il suo equilibrio emotivo. Ogni incontro riattiva speranze, paure e dolore: prendersi cura di sé significa anche dosare queste esposizioni, per quanto possibile.
Il tempo che ora le sembra insopportabile è, in realtà, una fase necessaria. Non può sapere oggi come evolverà questa situazione, ma può usare questo momento per crescere, elaborare e rafforzarsi come persona, indipendentemente dall’esito della relazione. Questo non cancella l’amore che prova, ma le permette di non perdersi mentre attende.
Resto a disposizione se desidera approfondire o se sente il bisogno di un ulteriore confronto.
Un caro saluto.
Dott.ssa Marika
Buongiorno, il dolore e lo shock che descrive sono reazioni del tutto naturali di fronte a un lutto relazionale così improvviso, ma è fondamentale che lei non si lasci schiacciare dal senso di colpa. E' importante distinguere tra la responsabilità dei propri errori passati e l’autoflagellazione: riconoscere di aver trascurato la partner o di aver agito in modo poco trasparente è il primo passo per un cambiamento reale, ma ruminare sul "senno di poi" rischia solo di bloccarla. Cerchi di fare attenzione a non cadere nella distorsione del "leggere nel pensiero", ipotizzando che la scelta di lei sia solo frutto di stress esterni come il lutto del padre; per quanto quegli eventi pesino, la sua decisione attuale è un dato di realtà che richiede di essere accettato per poter iniziare a guarire. Il fatto che lei abbia già fissato un appuntamento con un collega è un segnale di grande forza: utilizzi quello spazio per lavorare su se stesso e sulla sua capacità di comunicare, non come strategia per riaverla indietro, ma come investimento sulla sua persona. Riguardo ai gatti e alle visite future, faccia attenzione a proteggere il proprio equilibrio emotivo: i contatti frequenti possono agire come un "rinforzo intermittente" che rende più lungo e doloroso il distacco. Si conceda il tempo di stare male, ma provi a spostare l'attenzione da ciò che non può più controllare alle azioni concrete che può compiere oggi per la sua ricostruzione.
Resto a disposizione.
Dott. Matteo Acquati
Resto a disposizione.
Dott. Matteo Acquati
Il dolore che stai provando è comprensibile e proporzionato alla perdita. Stai riconoscendo le tue responsabilità e questo è un passaggio importante, ma la decisione di lei nasce da un accumulo di ferite e da un momento emotivamente molto carico. In questa fase non è utile cercare di convincerla: il focus deve essere su di te, sull’elaborazione della separazione e sulla comprensione dei tuoi schemi relazionali. Il percorso che stai iniziando è una risorsa, indipendentemente da come evolverà la relazione
Gent.mo paziente,
immagino quanto questa situazione sia dolorosa e destabilizzante, ed è comprensibile che ora lei si senta sotto shock e pieno di rimpianti.
Da ciò che descrive, la decisione della sua compagna non nasce all’improvviso, ma probabilmente è il risultato di un accumulo di sofferenze nel tempo, legate sia a ciò che è accaduto in passato tra voi sia al periodo molto difficile che lei ha attraversato con il lutto e altre crisi intorno a sé.
In questo momento è importante che lei continui a rispettare il suo bisogno di spazio, senza cercare di convincerla o di forzare un chiarimento, perché questo rischierebbe solo di allontanarla di più.
Il fatto che abbia accettato la sua scelta e stia cercando un supporto psicologico è un passo maturo e significativo, che va fatto prima di tutto per se stesso e non come tentativo di dimostrare qualcosa a lei.
Se in futuro ci sarà un ripensamento, potrà nascere solo da un clima di calma, rispetto e cambiamento concreto nel tempo.
Ora si concentri sul reggere il dolore giorno per giorno e sul prendersi cura di sé, perché questa è l’unica cosa che davvero dipende da lei in questo momento.
Forza!!!!
dott.ssa Federica Ripamonti
immagino quanto questa situazione sia dolorosa e destabilizzante, ed è comprensibile che ora lei si senta sotto shock e pieno di rimpianti.
Da ciò che descrive, la decisione della sua compagna non nasce all’improvviso, ma probabilmente è il risultato di un accumulo di sofferenze nel tempo, legate sia a ciò che è accaduto in passato tra voi sia al periodo molto difficile che lei ha attraversato con il lutto e altre crisi intorno a sé.
In questo momento è importante che lei continui a rispettare il suo bisogno di spazio, senza cercare di convincerla o di forzare un chiarimento, perché questo rischierebbe solo di allontanarla di più.
Il fatto che abbia accettato la sua scelta e stia cercando un supporto psicologico è un passo maturo e significativo, che va fatto prima di tutto per se stesso e non come tentativo di dimostrare qualcosa a lei.
Se in futuro ci sarà un ripensamento, potrà nascere solo da un clima di calma, rispetto e cambiamento concreto nel tempo.
Ora si concentri sul reggere il dolore giorno per giorno e sul prendersi cura di sé, perché questa è l’unica cosa che davvero dipende da lei in questo momento.
Forza!!!!
dott.ssa Federica Ripamonti
Buongiorno, da ciò che scrive emerge uno stato di shock e di dolore molto intenso. Una separazione improvvisa, dopo cinque anni e mezzo di relazione e un anno di convivenza, rappresenta una rottura profonda non solo affettiva ma anche progettuale e quotidiana. È comprensibile che lei si senta disorientato, soprattutto se non aveva colto segnali chiari di una crisi così definitiva.
Nel suo racconto convivono più livelli: il senso di colpa per alcuni comportamenti passati, la consapevolezza di aspetti del suo carattere su cui vuole lavorare, il dolore per la perdita e la speranza che la decisione di lei possa essere stata influenzata da fattori esterni molto pesanti, come il lutto e le difficoltà vissute negli ultimi mesi. È possibile che tutti questi elementi abbiano avuto un ruolo, ma al momento ciò che appare centrale è che lei si trova a fare i conti con una decisione che non dipende più da lei.
È significativo che abbia riconosciuto le sue responsabilità e che abbia scelto di iniziare un percorso psicologico. Questo è un passaggio importante, ma è utile che lo faccia prima di tutto per sé stesso, non solo come tentativo di “dimostrare” qualcosa a lei. I cambiamenti autentici richiedono tempo e continuità, e non possono essere garantiti come condizione per il ritorno di qualcuno.
Rispetto alla speranza che lei possa ripensarci, è umano averla. Tuttavia, restare sospeso nell’attesa che l’altra persona torni può prolungare la sofferenza. In questa fase può essere più utile concentrarsi su come attraversare il dolore, regolare i contatti in modo chiaro (anche rispetto alla gestione della casa e degli animali) e costruire uno spazio personale che non sia definito esclusivamente dalla possibilità di un ritorno.
Il fatto che lei abbia accettato il suo bisogno di spazio, pur stando male, indica maturità emotiva. Ora la priorità è contenere l’impatto di questa perdita e comprendere più a fondo i suoi modelli relazionali, inclusi gli aspetti legati alla difficoltà di esprimere emozioni e alla gestione della sfera sessuale.
Se lo desidera, può contattarmi per approfondire insieme questo momento, lavorare sul senso di colpa e trovare strumenti concreti per affrontare la separazione in modo più stabile, indipendentemente da come evolverà la situazione con lei.
Nel suo racconto convivono più livelli: il senso di colpa per alcuni comportamenti passati, la consapevolezza di aspetti del suo carattere su cui vuole lavorare, il dolore per la perdita e la speranza che la decisione di lei possa essere stata influenzata da fattori esterni molto pesanti, come il lutto e le difficoltà vissute negli ultimi mesi. È possibile che tutti questi elementi abbiano avuto un ruolo, ma al momento ciò che appare centrale è che lei si trova a fare i conti con una decisione che non dipende più da lei.
È significativo che abbia riconosciuto le sue responsabilità e che abbia scelto di iniziare un percorso psicologico. Questo è un passaggio importante, ma è utile che lo faccia prima di tutto per sé stesso, non solo come tentativo di “dimostrare” qualcosa a lei. I cambiamenti autentici richiedono tempo e continuità, e non possono essere garantiti come condizione per il ritorno di qualcuno.
Rispetto alla speranza che lei possa ripensarci, è umano averla. Tuttavia, restare sospeso nell’attesa che l’altra persona torni può prolungare la sofferenza. In questa fase può essere più utile concentrarsi su come attraversare il dolore, regolare i contatti in modo chiaro (anche rispetto alla gestione della casa e degli animali) e costruire uno spazio personale che non sia definito esclusivamente dalla possibilità di un ritorno.
Il fatto che lei abbia accettato il suo bisogno di spazio, pur stando male, indica maturità emotiva. Ora la priorità è contenere l’impatto di questa perdita e comprendere più a fondo i suoi modelli relazionali, inclusi gli aspetti legati alla difficoltà di esprimere emozioni e alla gestione della sfera sessuale.
Se lo desidera, può contattarmi per approfondire insieme questo momento, lavorare sul senso di colpa e trovare strumenti concreti per affrontare la separazione in modo più stabile, indipendentemente da come evolverà la situazione con lei.
Buongiorno,
quello che sta vivendo è un vero e proprio lutto affettivo. La fine improvvisa di una relazione così lunga, con convivenza e progetti condivisi, può generare shock, incredulità, senso di vuoto, colpa e paura. È normale che in questo momento si senta destabilizzato e molto sofferente.
Dal suo racconto emergono diversi elementi importanti:
Il senso di colpa per alcuni comportamenti passati (le chat, il sentirsi distante, l’averla data per scontata). È positivo che lei stia riconoscendo le sue responsabilità: questo non serve a colpevolizzarsi, ma a comprendere e crescere.
La difficoltà ad esprimere i sentimenti, che spesso nelle relazioni crea distanza emotiva anche quando l’amore c’è.
Il peso degli eventi traumatici vissuti da lei (la malattia e la perdita del padre, le separazioni delle amiche). Un lutto importante può portare a rimettere in discussione tutto, compresa la relazione di coppia. Tuttavia, questo non significa necessariamente che la sua decisione sia solo “un momento nero”: potrebbe essere l’esito di un processo interno che andava avanti da tempo.
È comprensibile che lei speri che abbia affrettato la decisione e che possa ripensarci. Ma in questa fase è fondamentale spostare il focus da “come farla tornare” a “come stare io dentro a tutto questo”.
Ha fatto una scelta molto sana: iniziare un percorso psicologico. Questo le permetterà di:
elaborare il dolore della separazione;
lavorare sulla gestione delle emozioni e sull’espressione affettiva;
comprendere più a fondo cosa l’ha portata a cercare altrove conferme;
affrontare la sfera sessuale e relazionale in modo più consapevole.
Rispetto ai contatti futuri (casa, gatti, oggetti), sarà importante mantenere un atteggiamento rispettoso e coerente con ciò che ha detto: darle spazio. Eviti di usare questi momenti come tentativi indiretti di convincerla. La pressione, anche se mossa dall’amore, rischia di allontanare ulteriormente.
In questo momento il dolore è molto intenso perché la ferita è fresca. Non cerchi di “risolvere” tutto subito. Si conceda di stare nel dolore senza giudicarsi. Il fatto che lei stia riflettendo così profondamente su se stesso è già un segnale di maturità.
Non possiamo sapere come andrà tra voi. Ma possiamo dire che, indipendentemente dall’esito, un lavoro su di sé non sarà mai tempo perso: o rafforzerà la relazione (se ci sarà una riapertura), oppure la renderà più consapevole e solida nelle relazioni future.
Vista la complessità emotiva della situazione, è assolutamente consigliabile approfondire tutto questo con uno specialista, come ha già deciso di fare, per essere accompagnato in modo strutturato nell’elaborazione di questa fase così delicata.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che sta vivendo è un vero e proprio lutto affettivo. La fine improvvisa di una relazione così lunga, con convivenza e progetti condivisi, può generare shock, incredulità, senso di vuoto, colpa e paura. È normale che in questo momento si senta destabilizzato e molto sofferente.
Dal suo racconto emergono diversi elementi importanti:
Il senso di colpa per alcuni comportamenti passati (le chat, il sentirsi distante, l’averla data per scontata). È positivo che lei stia riconoscendo le sue responsabilità: questo non serve a colpevolizzarsi, ma a comprendere e crescere.
La difficoltà ad esprimere i sentimenti, che spesso nelle relazioni crea distanza emotiva anche quando l’amore c’è.
Il peso degli eventi traumatici vissuti da lei (la malattia e la perdita del padre, le separazioni delle amiche). Un lutto importante può portare a rimettere in discussione tutto, compresa la relazione di coppia. Tuttavia, questo non significa necessariamente che la sua decisione sia solo “un momento nero”: potrebbe essere l’esito di un processo interno che andava avanti da tempo.
È comprensibile che lei speri che abbia affrettato la decisione e che possa ripensarci. Ma in questa fase è fondamentale spostare il focus da “come farla tornare” a “come stare io dentro a tutto questo”.
Ha fatto una scelta molto sana: iniziare un percorso psicologico. Questo le permetterà di:
elaborare il dolore della separazione;
lavorare sulla gestione delle emozioni e sull’espressione affettiva;
comprendere più a fondo cosa l’ha portata a cercare altrove conferme;
affrontare la sfera sessuale e relazionale in modo più consapevole.
Rispetto ai contatti futuri (casa, gatti, oggetti), sarà importante mantenere un atteggiamento rispettoso e coerente con ciò che ha detto: darle spazio. Eviti di usare questi momenti come tentativi indiretti di convincerla. La pressione, anche se mossa dall’amore, rischia di allontanare ulteriormente.
In questo momento il dolore è molto intenso perché la ferita è fresca. Non cerchi di “risolvere” tutto subito. Si conceda di stare nel dolore senza giudicarsi. Il fatto che lei stia riflettendo così profondamente su se stesso è già un segnale di maturità.
Non possiamo sapere come andrà tra voi. Ma possiamo dire che, indipendentemente dall’esito, un lavoro su di sé non sarà mai tempo perso: o rafforzerà la relazione (se ci sarà una riapertura), oppure la renderà più consapevole e solida nelle relazioni future.
Vista la complessità emotiva della situazione, è assolutamente consigliabile approfondire tutto questo con uno specialista, come ha già deciso di fare, per essere accompagnato in modo strutturato nell’elaborazione di questa fase così delicata.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno,
quello che racconta ha il sapore molto tipico delle rotture improvvise: non è solo la fine di una relazione, è la fine di una continuità mentale. Fino a pochi giorni fa la sua vita aveva una forma precisa: abitudini, casa, progetti, presenza dell’altra persona e ora quella forma si è spezzata senza un tempo di preparazione. Il cervello e il cuore non fanno in tempo a “capire”, e infatti lei usa parole molto chiare: sorpresa, shock. Non sono esagerazioni: dal punto di vista emotivo, una separazione inattesa attiva una vera e propria reazione di perdita, molto simile a un lutto.
In questo momento il dolore che sente non è proporzionato solo alla fine della relazione, ma anche all’assenza di spiegazioni che riescano a darle un senso completo. La sua mente infatti sta cercando un ordine: “quanto è colpa mia?”, “quanto è il periodo che sta vivendo lei?”, “ho fatto troppo tardi?”, “tornerà?”. È un tentativo naturale: quando non possiamo cambiare la realtà, la psiche prova almeno a renderla prevedibile.
Lei fa un’operazione molto onesta: riconosce i suoi errori. Il suo carattere chiuso, il dare per scontata la partner, il bisogno di conferme cercate fuori dalla relazione tramite chat con altre ragazze. È importante dirle una cosa con chiarezza: per chi subisce, quello non è percepito come un comportamento secondario solo perché non c’è stato un tradimento fisico. È vissuto come una ferita di fiducia profonda. Non perché lei non l’amasse, ma perché l’idea implicita diventa: “non sono abbastanza per lui”.
E le ferite di fiducia hanno una caratteristica molto dura: possono essere perdonate razionalmente, ma continuare a lavorare emotivamente nel tempo.
Questo non significa che la decisione della sua ex compagna sia nata solo da questo. Anzi, probabilmente è l’opposto: gli eventi che lei descrive, la malattia e la perdita del padre, le separazioni delle amiche, non hanno creato il problema, ma hanno tolto le energie per continuare a reggere un dolore interno che era già presente. Quando una persona attraversa un lutto importante succede spesso qualcosa di psicologicamente specifico: diventa intollerabile restare in situazioni emotivamente ambivalenti. Si sviluppa un bisogno di semplificazione della vita. Non perché veda “tutto nero”, ma perché non ha più la forza di tenere insieme anche la fatica della relazione.
E qui arriva il punto più difficile da accettare per lei: il fatto che oggi lei sia disposto a cambiare non cancella automaticamente il tempo emotivo dell’altra persona. Lei è arrivato ora alla consapevolezza; probabilmente lei ci è arrivata mesi prima, ma in silenzio. Spesso chi lascia non decide all’improvviso: comunica all’improvviso una decisione maturata lentamente dentro di sé. Per questo la percezione è così asimmetrica , per lei è un trauma immediato, per lei può essere la conclusione di un processo già elaborato.
Sta facendo però una cosa molto giusta: ha smesso di convincerla. Può sembrare controintuitivo, ma insistere in questa fase quasi sempre peggiora la situazione, perché l’altro vive pressione proprio quando sta cercando autonomia emotiva. Accettare lo spazio non è una strategia per farla tornare: è l’unico modo per non trasformare la separazione in conflitto e per permettere, eventualmente, che un pensiero su di lei riemerga spontaneamente. Ma soprattutto serve a lei.
Infatti ora il rischio più grande non è perderla definitivamente. È fermarsi psicologicamente in una posizione sospesa: vivere nell’attesa del suo ritorno. L’attesa è molto seducente perché attenua il dolore (“non è davvero finita”), ma blocca l’elaborazione. Lei si troverebbe a non lasciarla andare dentro di sé, pur non avendola più nella realtà. E questo prolunga enormemente la sofferenza.
Quando tornerà a prendere le sue cose o a vedere i gatti, sarà un momento delicato. Provi a tenere una linea molto semplice: gentilezza, calma, niente discussioni sulla relazione, niente bilanci, niente tentativi di convincimento. Non perché non abbia diritto a spiegazioni, ma perché quelle spiegazioni oggi non la aiuterebbero davvero: servirebbero solo ad alimentare la speranza o il senso di colpa. Le conversazioni profonde sulla relazione si possono avere solo quando entrambe le persone non sono più nel pieno della separazione emotiva. Adesso siete ancora dentro.
Il percorso che inizierà con il collega sarà importante soprattutto per un motivo che forse ora le sfugge: non serve a farla tornare, serve a non perdere sé stesso dentro questa rottura. Il rischio, quando si riconoscono errori reali, è trasformare la consapevolezza in colpa permanente. La colpa immobilizza; la responsabilità invece fa crescere. Lei oggi sta vedendo parti di sé che prima evitava: la difficoltà a esprimere bisogni, la gestione della sessualità, la ricerca di conferme esterne. Questo lavoro resta prezioso indipendentemente da come andrà la relazione.
È comprensibile che lei speri che sia una decisione affrettata. Può anche accadere che in futuro ci sia un riavvicinamento, ma non nascerà dal dimostrarle quanto soffre né dal restare fermo ad aspettarla. Nascerà solo se entrambi diventerete persone un po’ diverse rispetto a quelle che erano nella relazione. Paradossalmente, l’unica cosa che oggi può mantenere una possibilità aperta è proprio smettere di vivere in funzione di quella possibilità.
Quello che sta provando: pensieri continui, mancanza, vuoto in casa, i gatti che ricordano la vita insieme, la sera che pesa è la fase acuta di una separazione affettiva. Non è un segno che non riuscirà a superarla: è esattamente il modo in cui la mente prova a riordinare un legame importante. Nei primi tempi la sofferenza è molto intensa perché l’abitudine relazionale è ancora attiva dentro di lei, mentre la realtà non la conferma più.
Le suggerisco una cosa semplice ma fondamentale: in questi giorni non prenda decisioni definitive (né dichiarazioni irrevocabili, né gesti eclatanti, né promesse di cambiamento rivolte a lei). Le decisioni prese sotto dolore servono a calmare l’ansia immediata, ma raramente aiutano davvero.
Si dia il permesso di stare male senza interpretarlo come la prova che la relazione fosse l’unico modo per stare bene. Sta attraversando una perdita significativa e il suo sistema emotivo sta reagendo in modo coerente. Il lavoro che inizierà la aiuterà a capire non solo cosa non ha funzionato nella coppia, ma soprattutto cosa succede dentro di lei quando teme di non essere abbastanza o di poter perdere qualcuno.
Con il tempo, e non è una frase di circostanza il dolore cambierà forma. Non sparisce all’improvviso: diventa meno invasivo, poi più pensabile, poi integrato nella storia personale. Che la vostra strada si riavvicini o meno, questa esperienza può diventare un passaggio di maturazione affettiva importante, non solo la storia di una perdita.
Per ora provi a fare una cosa sola: attraversare questo momento un giorno alla volta, senza dover già sapere come finirà. In questo momento non le è chiesto di risolvere il futuro, ma di reggere il presente. E non è poco.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello
quello che racconta ha il sapore molto tipico delle rotture improvvise: non è solo la fine di una relazione, è la fine di una continuità mentale. Fino a pochi giorni fa la sua vita aveva una forma precisa: abitudini, casa, progetti, presenza dell’altra persona e ora quella forma si è spezzata senza un tempo di preparazione. Il cervello e il cuore non fanno in tempo a “capire”, e infatti lei usa parole molto chiare: sorpresa, shock. Non sono esagerazioni: dal punto di vista emotivo, una separazione inattesa attiva una vera e propria reazione di perdita, molto simile a un lutto.
In questo momento il dolore che sente non è proporzionato solo alla fine della relazione, ma anche all’assenza di spiegazioni che riescano a darle un senso completo. La sua mente infatti sta cercando un ordine: “quanto è colpa mia?”, “quanto è il periodo che sta vivendo lei?”, “ho fatto troppo tardi?”, “tornerà?”. È un tentativo naturale: quando non possiamo cambiare la realtà, la psiche prova almeno a renderla prevedibile.
Lei fa un’operazione molto onesta: riconosce i suoi errori. Il suo carattere chiuso, il dare per scontata la partner, il bisogno di conferme cercate fuori dalla relazione tramite chat con altre ragazze. È importante dirle una cosa con chiarezza: per chi subisce, quello non è percepito come un comportamento secondario solo perché non c’è stato un tradimento fisico. È vissuto come una ferita di fiducia profonda. Non perché lei non l’amasse, ma perché l’idea implicita diventa: “non sono abbastanza per lui”.
E le ferite di fiducia hanno una caratteristica molto dura: possono essere perdonate razionalmente, ma continuare a lavorare emotivamente nel tempo.
Questo non significa che la decisione della sua ex compagna sia nata solo da questo. Anzi, probabilmente è l’opposto: gli eventi che lei descrive, la malattia e la perdita del padre, le separazioni delle amiche, non hanno creato il problema, ma hanno tolto le energie per continuare a reggere un dolore interno che era già presente. Quando una persona attraversa un lutto importante succede spesso qualcosa di psicologicamente specifico: diventa intollerabile restare in situazioni emotivamente ambivalenti. Si sviluppa un bisogno di semplificazione della vita. Non perché veda “tutto nero”, ma perché non ha più la forza di tenere insieme anche la fatica della relazione.
E qui arriva il punto più difficile da accettare per lei: il fatto che oggi lei sia disposto a cambiare non cancella automaticamente il tempo emotivo dell’altra persona. Lei è arrivato ora alla consapevolezza; probabilmente lei ci è arrivata mesi prima, ma in silenzio. Spesso chi lascia non decide all’improvviso: comunica all’improvviso una decisione maturata lentamente dentro di sé. Per questo la percezione è così asimmetrica , per lei è un trauma immediato, per lei può essere la conclusione di un processo già elaborato.
Sta facendo però una cosa molto giusta: ha smesso di convincerla. Può sembrare controintuitivo, ma insistere in questa fase quasi sempre peggiora la situazione, perché l’altro vive pressione proprio quando sta cercando autonomia emotiva. Accettare lo spazio non è una strategia per farla tornare: è l’unico modo per non trasformare la separazione in conflitto e per permettere, eventualmente, che un pensiero su di lei riemerga spontaneamente. Ma soprattutto serve a lei.
Infatti ora il rischio più grande non è perderla definitivamente. È fermarsi psicologicamente in una posizione sospesa: vivere nell’attesa del suo ritorno. L’attesa è molto seducente perché attenua il dolore (“non è davvero finita”), ma blocca l’elaborazione. Lei si troverebbe a non lasciarla andare dentro di sé, pur non avendola più nella realtà. E questo prolunga enormemente la sofferenza.
Quando tornerà a prendere le sue cose o a vedere i gatti, sarà un momento delicato. Provi a tenere una linea molto semplice: gentilezza, calma, niente discussioni sulla relazione, niente bilanci, niente tentativi di convincimento. Non perché non abbia diritto a spiegazioni, ma perché quelle spiegazioni oggi non la aiuterebbero davvero: servirebbero solo ad alimentare la speranza o il senso di colpa. Le conversazioni profonde sulla relazione si possono avere solo quando entrambe le persone non sono più nel pieno della separazione emotiva. Adesso siete ancora dentro.
Il percorso che inizierà con il collega sarà importante soprattutto per un motivo che forse ora le sfugge: non serve a farla tornare, serve a non perdere sé stesso dentro questa rottura. Il rischio, quando si riconoscono errori reali, è trasformare la consapevolezza in colpa permanente. La colpa immobilizza; la responsabilità invece fa crescere. Lei oggi sta vedendo parti di sé che prima evitava: la difficoltà a esprimere bisogni, la gestione della sessualità, la ricerca di conferme esterne. Questo lavoro resta prezioso indipendentemente da come andrà la relazione.
È comprensibile che lei speri che sia una decisione affrettata. Può anche accadere che in futuro ci sia un riavvicinamento, ma non nascerà dal dimostrarle quanto soffre né dal restare fermo ad aspettarla. Nascerà solo se entrambi diventerete persone un po’ diverse rispetto a quelle che erano nella relazione. Paradossalmente, l’unica cosa che oggi può mantenere una possibilità aperta è proprio smettere di vivere in funzione di quella possibilità.
Quello che sta provando: pensieri continui, mancanza, vuoto in casa, i gatti che ricordano la vita insieme, la sera che pesa è la fase acuta di una separazione affettiva. Non è un segno che non riuscirà a superarla: è esattamente il modo in cui la mente prova a riordinare un legame importante. Nei primi tempi la sofferenza è molto intensa perché l’abitudine relazionale è ancora attiva dentro di lei, mentre la realtà non la conferma più.
Le suggerisco una cosa semplice ma fondamentale: in questi giorni non prenda decisioni definitive (né dichiarazioni irrevocabili, né gesti eclatanti, né promesse di cambiamento rivolte a lei). Le decisioni prese sotto dolore servono a calmare l’ansia immediata, ma raramente aiutano davvero.
Si dia il permesso di stare male senza interpretarlo come la prova che la relazione fosse l’unico modo per stare bene. Sta attraversando una perdita significativa e il suo sistema emotivo sta reagendo in modo coerente. Il lavoro che inizierà la aiuterà a capire non solo cosa non ha funzionato nella coppia, ma soprattutto cosa succede dentro di lei quando teme di non essere abbastanza o di poter perdere qualcuno.
Con il tempo, e non è una frase di circostanza il dolore cambierà forma. Non sparisce all’improvviso: diventa meno invasivo, poi più pensabile, poi integrato nella storia personale. Che la vostra strada si riavvicini o meno, questa esperienza può diventare un passaggio di maturazione affettiva importante, non solo la storia di una perdita.
Per ora provi a fare una cosa sola: attraversare questo momento un giorno alla volta, senza dover già sapere come finirà. In questo momento non le è chiesto di risolvere il futuro, ma di reggere il presente. E non è poco.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello
Buongiorno,
quello che stai provando è il dolore sordo di chi si ritrova tra le macerie di un progetto di vita senza aver avuto il tempo di mettersi al riparo. Essere lasciati "dall'oggi al domani" dopo una convivenza è un trauma, ma dobbiamo guardare con onestà a quello che è successo per non restare intrappolati in una speranza che rischia di logorarti.
Tu dici che non c’erano grossi segnali, ma poi elenchi una serie di ferite profonde: la tua chiusura emotiva, l'averla data per scontata e, soprattutto, quelle chat con altre ragazze che per una donna non sono "solo messaggi", ma una crepa insanabile nella fiducia. Quando lei a settembre ti ha dato un'altra possibilità, probabilmente era già sfinita. Spesso le donne iniziano a lasciarti mesi prima di dirlo: restano fisicamente, ma emotivamente stanno già facendo i bagagli.
Il lutto per la perdita del padre è stato l'acceleratore finale. Di fronte alla morte, le persone cambiano priorità: la vita diventa troppo breve per passarla in una relazione dove non ci si sente viste o dove il peso del passato è troppo ingombrante. Non è che lei "vede tutto nero", è che probabilmente ha sentito il bisogno di una pulizia totale per sopravvivere al suo dolore.
Hai fatto bene a rispettare il suo spazio e a non forzarla verso la terapia di coppia. In questo momento lei non ha bisogno di "lavorare sulla relazione", ha bisogno di respirare fuori dalla relazione. L'appuntamento che hai preso con il mio collega è la mossa più giusta che tu possa fare, ma vacci per te, per capire perché avevi bisogno di quelle chat e perché ti chiudi, non andarci con l'unico obiettivo di riprenderti lei.
La speranza che lei "abbia affrettato la decisione" è comprensibile, ma attenzione: continuare a vederla quando tornerà per i gatti o per le sue cose sarà un'arma a doppio taglio. Ti terrà in un limbo che alimenterà la tua agonia. Se lei ha deciso che il sentimento è finito, restare a guardarla mentre entra e esce da casa tua senza essere più il suo compagno ti impedirà di elaborare il lutto.
Usa questo silenzio non per aspettare un suo ritorno, ma per ricostruire te stesso. Solo se diventerai un uomo diverso — non perché "devi cambiare per lei", ma perché vuoi essere integro per te — potrai, forse, un domani, incrociare di nuovo il suo sguardo con dignità. Ma oggi, accetta il vuoto.
Un caro saluto,
Dott.ssa Maria Pandolfo
Psicologa Clinica e della Riabilitazione ad orientamento Umanista-Bioenergetico
(Disponibile anche per consulenze online)
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