Esperienze

Nel lavoro individuale accompagno persone che vivono ansia, stress, stress correlato al lavoro, difficoltà emotive, momenti di crisi o cambiamento, aiutandole a comprendere ciò che stanno attraversando e a trovare modalità più funzionali per affrontarlo.

Nel lavoro di coppia offro uno spazio di ascolto e confronto per migliorare la comunicazione, gestire i conflitti e comprendere le dinamiche relazionali, favorendo una relazione più consapevole e soddisfacente. 

Il mio approccio è empatico, non giudicante. 

Sono una psicologa clinica con un approccio centrato, anche, sulla MindfulEating,

un percorso che aiuta a migliorare il rapporto con il cibo, con il corpo, e con se stessi.

La Mindfuleating non è una dieta, ma un modo per ritrovare consapevolezza nell'alimentazione, ascoltando i propri segnali di fame e sazietà, riconoscendo le emozioni legate al cibo e riducendo i comportamenti automatici come restrizioni, senso di colpa e abbuffate.

Nel mio percorso accompagno la persona a:

  • sviluppare un rapporto sereno e rispettoso con il cibo;

  • aumentare la consapevolezza corporea ed emotiva;

  • ridurre il mangiare emotivo e lo stress legato all'alimentazione;

  • migliorare l'autostima e l'ascolto dei propri bisogni.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia nutrizionale

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Dott.ssa Marika Mangiaracina

Via A. dell' Acqua, 55c, Uboldo 21040

L'amor proprio è fondamentale per affrontare la propria quotidianità con più serenità.
Coltivare la propria autostima è un passo importante verso l'autonomia emotiva.
Dà a te stessa la possibilità di amarti e ricominciare.
Promo San Valentino: TRE SEDUTE a prezzo calmierato.

05/02/2026

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    60 €

  • Consulenza online

    55 €

  • Colloquio psicologico di coppia

    120 €

  • Primo colloquio psicologico

    60 €

  • Sostegno psicologico adolescenti

    70 €

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Studio Dr.ssa Marika Mangiaracina

Via A. dell' Acqua, 55c, Uboldo 21040

Disponibilità

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02 8126...
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15 recensioni

Tutte le recensioni contano e non possono essere rimosse o modificate dai dottori a proprio piacimento. Scopri come funziona il processo di moderazione delle recensioni. Per saperne di più sulle opinioni
  • M

    Professionista empatica, preparata e sempre attenta.
    Grandi capacità comunicative e di attenzione alle esigenze esposte, centrando sempre il focus del problema, fornendo strumenti adeguati e proponendo valide e variegate soluzioni.

     • Consulenza online consulenza online  • 

    Dott.ssa Marika Mangiaracina

    Grazie mille, gentilissimo!


  • R

    Mi trovavo in un periodo della mia vita chiuso. E mi sentivo dentro una bolla , grazie all aiuto della dottoressa sono riuscita a superare questo limite e a migliorarmi ogni giorno di più .

     • Consulenza online Altro  • 

    Dott.ssa Marika Mangiaracina

    Grazie mille, gentilissima.


  • M

    Ottima esperienza, ha aiutato tanto la nostra coppia. Adesso stiamo bene. La consiglio vivamente!

     • Studio Dr.ssa Marika Mangiaracina colloquio psicologico di coppia  • 

    Dott.ssa Marika Mangiaracina

    Grazie mille a voi per aver riposto fiducia nel percorso insieme.


  • F

    La sua capacità di ascolto senza giudizio, la creazione di un ambiente sicuro e l'efficacia nel fornire strumenti pratici per affrontare le difficoltà mi hanno aiutato molto in questo percorso. Le sarò per sempre grato dottoressa.

     • Studio Dr.ssa Marika Mangiaracina colloquio psicologico di coppia  • 

    Dott.ssa Marika Mangiaracina

    Grazie mille Francesco, gentilissimo.


  • C

    Marika è la mia ancora in questa tempesta, mi prende per mano e mi accompagna con delicatezza dentro me stessa

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    Dott.ssa Marika Mangiaracina

    Gentilissima, la tua consapevolezza ti porterà dove vorrai. Piano piano.


  • C

    La Dottoressa è molto empatica è bravissima! Mi han fatto sentire subito a mio agio è soprattutto mi sta aiutando nel mio difficile percorso!

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    Dott.ssa Marika Mangiaracina

    Grazie mille Cinzia, il percorso come hai detto non è semplice…ma è la tua consapevolezza a renderlo ogni giorno profondo e vero. Riuscirai a risolvere quello che ti sta destabilizzando.


  • F

    Dottoressa, molto disponibile e professionale. Il suo supporto è stato fondamentale per il mio percorso. Le devo molto!

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    Dott.ssa Marika Mangiaracina

    Grazie mille Francesca


  • M

    Essere seguita dalla dottoressa è uno dei regali più preziosi che mi sia concessa. Fin dal primo incontro mi sono sentita accolta, ascoltata davvero e mai giudicata. La sua professionalità è evidente in ogni parola, ma ciò che la rende speciale è la sua profonda umanità, sa entrare in punta di piedi, con rispetto e sensibilità, anche negli spazi più delicati. Grazie a lei sto imparando a conoscermi, a capirmi e a volermi bene per davvero, rispettandomi e trovando dentro di me un coraggio che non credevo di avere. Il percorso è lungo, ma grazie ai nostri incontri ho già fatto molti passi in avanti. La mia gratitudine è immensa, così come la felicità di avere una professionista così competente, attenta e autentica al mio fianco.

     • Altro Altro  • 

    Dott.ssa Marika Mangiaracina

    Marianna sei una ragazza dolcissima, grazie davvero per le bellissime tue parole. So che vengono dal cuore perché me lo dici spesso, ma oggi devo ringraziare te perché è un regalo immenso per noi professionisti leggere queste bellissime parole. Grazie.


  • P

    Ogni seduta è un regalo che mi faccio.
    Non ho iniziato il percorso da molto tempo, ma mi sono sentita da subito a mio agio e compresa. Imparo sempre qualcosa in più su me stessa e chi mi sta intorno. I suoi consigli sono preziosi e sopratutto concreti.

     • Consulenza online consulenza online  • 

    Dott.ssa Marika Mangiaracina

    Grazie Perla, sono felice che tu possa imparare dai nostri incontri. E soprattutto che ti senti a tuo agio e compresa… per me è fondamentale nel rapporto con ognuno di voi.


  • A

    Un percorso eccezionale, ti ringrazio infinitamente per tutto.

     • Consulenza online consulenza online  • 

    Dott.ssa Marika Mangiaracina

    Grazie Asia, sono contenta che sei soddisfatta del percorso fatto insieme. E grazie per la fiducia.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 31 domande da parte di pazienti di MioDottore

Ciao,
scrivo perché ho bisogno di sfogarmi e magari ricevere qualche parere. Ho 27 anni (quasi 28) e mi sono laureata alla triennale circa 3 mesi e mezzo fa, con fatica. Per molti anni sono rimasta bloccata a tre esami dalla fine, che mi sembravano insormontabili e avevo perso completamente la motivazione. Eppure, alla fine, ce l’ho fatta.

Dopo la laurea ho avuto alti e bassi: momenti in cui il futuro mi sembrava roseo e pieno di opportunità, in cui mi sentivo molto vitale e momenti in cui mi sembrava impossibile trovare un lavoro e mi sentivo prosciugata. Ho mandato tanti CV ma ho ricevuto pochi riscontri, e mi sono scontrata con la realtà del lavoro e con una grande confusione su cosa voglio fare. Nel frattempo ho fatto una breve supplenza fuori regione. Poi sono tornata a casa… e da lì ho iniziato di nuovo a stare male. Ho la testa piena di pensieri, tutti confusi e in contraddizione tra loro.
Quando dovevo finire la triennale mi sentivo spenta, non pensavo nemmeno alla magistrale (anche se in verità ogni tanto ci fantasticavo), ero proprio stanca. E oggi mi ritrovo a sentirmi ancora molto insoddisfatta, a parlarmi in modo molto duro, a pensare sempre che avrei dovuto finire molto prima questo percorso. Che sono fuori tempo massimo.
Eppure, dentro di me, sono anche fiera di essere riuscita a laurearmi, anche se mi sembra che nessuno in famiglia abbia capito i sacrifici e le difficoltà che ho affrontato e che mi sembravano insormontabili. E questo è un altro tema caldo..
Ad oggi mi sento molto confusa: perché se ce l’ho fatta, mi sento comunque così triste? Perché mi sento sempre come se avessi un enorme peso addosso? A volte penso persino che stessi meglio tra tante virgolette quando studiavo.. forse perché pensavo che se fossi riuscita a laurearmi avrei cambiato vita.
Dopo quella supplenza, la scuola mi ha ricontattata più volte, ma inizialmente non avevo un posto dove stare (gli hotel costavano troppo). Quando finalmente ho trovato una stanza in casa condivisa, però, sono andata in crisi: non sapevo più se trasferirmi oppure no, perché nel frattempo avevo deciso di studiare seriamente per un concorso. All’inizio l’avevo preso alla leggera, poi ho iniziato a vederlo come una possibilità concreta, capendo anche la situazione lavorativa nel mio ambito..
Alla fine ho deciso di non trasferirmi e di dedicarmi allo studio per il concorso. Però da tempo ho questo pensiero fisso della magistrale. Devo farla o no? E se poi non sono all’altezza? E se torno nello stesso loop mentale di prima? E se la faccio solo per dimostrare qualcosa a me o agli altri? Per rivendicare la mia autostima e l'immagine minata che ho di me e se la faccio solo per zittire tutti i giudizi che ho ricevuto e che ancora ricevo?
La magistrale che sto considerando è in un’università privata dove studia anche una mia ex compagna della triennale. È molto diversa dalla triennale e dalla mia vecchia università. È molto più dinamica, con tanti lavori di gruppo e laboratori, molte prove intercorso e penso che potrebbe piacermi… forse potrebbe aiutarmi a ritrovare un po’ di motivazione e a riaccendere una scintilla..Ma allo stesso tempo mi vengono mille dubbi. Dovrei tornare nella stessa città della triennale, che da un lato mi ha dato tanto (le amicizie, l’esperienza da fuorisede), ma dall’altro mi riporta anche a momenti molto difficili e bui. Ho paura di rivivere quelle sensazioni, di trovarmi di nuovo punto e a capo.

Avrei voluto cambiare città, iniziare da zero in un posto nuovo, ma non ho trovato corsi che mi interessano altrove. In più mi sento in colpa verso i miei genitori, perché dovrebbero sostenere altre spese (temo la loro reazione e i loro giudizi), e mi pesa l’idea di arrivare a 30 anni e più ancora a studiare senza essere indipendente. Ho anche pensato a una telematica per poter lavorare, ma ho paura di non essere abbastanza stimolata e anche del giudizio degli altri.
Mi sento in ritardo su tutto: studio, lavoro, vita sociale… tutto.
Allo stesso tempo sento moltissimo l'esigenza di cambiare aria, vorrei anche iscrivermi al servizio civile all'estero (data la mia età sarebbe l'ultimo anno per parteciparvi) fare un'esperienza all'estero, dimenticare per quanto possibile questi anni così bui, conoscere una nuova cultura, una nuova lingua e lavorare nel sociale... Prendere una grande boccata d'aria..
Quindi nella mia testa ci sono: concorso, magistrale, servizio civile estero..tutte cose che cozzano tra loro....
Negli ultimi anni sono rimasta nel mio paesino molto piccolo, lavorando ogni tanto e studiando. Sono stati anni molto pesanti. Non avevo e non ho praticamente vita sociale, le poche amiche che avevo sono andate via, non ho una relazione, esco pochissimo e mi sento molto sola, soprattutto ora che ho finito di studiare. È come se non avessi seminato nulla... come se mi fossi chiusa completamente in me stessa, quasi come una punizione.
È come se avessi lottato e resistito così tanto in modalità sopravvivenza che adesso non riesco più a sopportare niente.
Sono una persona molto sensibile e abbastanza introversa e tutto questo lo sento ancora di più. Ho sempre di più la sensazione di spegnermi, come se mi mancassero le energie. Vorrei riprendere in mano la mia vita, ricostruirla, cambiarla, ma non so da dove iniziare né che direzione prendere. Vorrei riuscire a stare meglio e capire cosa fare. Vorrei sentire che questo dolore che mi porto dietro come una zavorra, prima o poi se ne andrà… o almeno diventerà più leggero...

Ciao, sono la psicologa Marika, piacere.
Intanto, grazie per aver condiviso la tua situazione con tanta sincerità.
Quello che racconti non è affatto “strano” o incoerente: è molto umano. Dopo un traguardo importante come la laurea, soprattutto arrivata dopo tanta fatica, può emergere un vuoto, una stanchezza profonda e anche una sorta di smarrimento. Per anni avevi un obiettivo chiaro; ora che l’hai raggiunto, è normale sentirsi senza direzione e più esposti.
Dentro quello che scrivi ci sono due parti che convivono: una che è fiera di te (e ne ha tutte le ragioni) e una che ti giudica duramente. Quel dialogo interno così severo pesa tantissimo e può alimentare proprio quella sensazione di “zavorra” che descrivi. Non significa che hai sbagliato qualcosa, ma che probabilmente hai attraversato un periodo molto lungo in modalità resistenza, e ora le energie sono basse.
Anche la confusione tra magistrale, concorso e servizio civile non è un segno di incapacità, ma di apertura: hai più possibilità davanti e stai cercando di capire quale risuona davvero con te, al di là delle aspettative e delle paure. La domanda più utile, più che “qual è la scelta giusta?”, potrebbe diventare: "quale esperienza, in questo momento della mia vita, può nutrirmi un po’ di più e ridarmi energia?"
La tristezza, la solitudine e il senso di ritardo che senti meritano ascolto, non giudizio. E sì, quel peso può diventare più leggero, ma spesso non succede da soli: parlarne in uno spazio sicuro può aiutarti a mettere ordine tra i pensieri, riconnetterti con ciò che desideri davvero e ricostruire un senso di direzione passo dopo passo.

Se ti va, potresti considerare una consulenza psicologica: non perché “c’è qualcosa che non va”, ma perché stai attraversando un passaggio delicato e importante della tua vita. Avere qualcuno accanto in questo momento può fare davvero la differenza.

Rimango a sua disposizione

Dott.ssa Marika

Dott.ssa Marika Mangiaracina

Salve, sto attraversando un periodo “buio” nella relazione di convivenza con la mia compagna.
Conviviamo da 13 anni, abbiamo un figlio di 6 anni ed abbiamo fatto i nostri sbagli e avuto i nostri alti e bassi nella relazione, ma recentemente la mia compagna mi ha comunicato di non essere felice ed avere dubbi sui sentimenti nei miei confronti.
Questo pare sia dovuto a tante piccole cose che nel tempo le hanno dato fastidio, non riesce ad essere se stessa per paura di non so cosa e ora è arrivata ad essere “piena” e forse anche un pochino chiusa in se stessa.
Per me è stato un fulmine a ciel sereno, arrivato cosi dal niente e invece a quanto pare è una situazione che si porta avanti da tempo, senza che io mi accorgessi di niente e senza che lei ne parlasse con me per cercare una soluzione. Ovviamente mi sento vuoto, sconfitto, ma anche speranzoso che la situazione possa risolversi positivamente per poter tornare ad essere la famiglia che eravamo, anzi forse anche migliore andando a correggere quelli aspetti che potrebbero aver portato a questa situazione.
La mia più grande paura è ovviamente la sofferenza che potrebbe avere il bimbo, ma anche il fatto di “buttar via” quello che è stato costruito con fatica e impegno in tutti questi anni.
Non credo di averle mai fatto mancare niente, anzi è sempre stata libera di fare le sue cose, anche se alcune mi creavano delle preoccupazioni/perplessità che non ho mai nascosto, ma lei spesso ignorato.
Io mi sono reso più che disponibile a cercare di trovare una soluzione, a lavorare su noi per cercare di migliorare sugli aspetti che hanno portato a questo e ho teso la mano, ma da parte sua non capisco se questa volontà ci sia o meno, come se fosse intrappolata in un limbo e non riesco a comprendere come sia possibile questa freddezza dopo 13 anni e una famiglia costruita.
Sto cominciando ad avere grandi dubbi, tipo che sia stata con me fino ad oggi, nonostante questo suo “disagio”, solo per comodità e per paura di non restare sola, visto che i genitori vivono in un altro stato e quindi di essere stato utilizzato e preso in giro.
Come dovrei comportarmi adesso? Potremmo provare ad intraprendere inizialmente un percorso di coppia insieme ed eventualmente, se reputato necessario, in seguito anche singolarmente per poter affrontare questa problematica che stiamo vivendo?
Grazie

Gentilissimo, sono la psicologa Marika e da ciò che descrive emerge un momento di grande dolore, ma anche di forte attivazione emotiva e desiderio di comprendere e “riparare”. È importante riconoscere questo aspetto: la sua disponibilità a mettersi in discussione e a lavorare sulla relazione è una risorsa preziosa.
Quello che sta vivendo è spesso molto destabilizzante: quando uno dei partner esprime un malessere che si è costruito nel tempo senza essere condiviso, l’altro può sentirsi spiazzato, escluso e persino tradito nella fiducia (“perché non me ne sono accorto?”, “perché non me lo ha detto prima?”). Le sue reazioni – senso di vuoto, paura, ma anche speranza – sono comprensibili e umanamente coerenti.
Allo stesso tempo, è utile provare a leggere anche il vissuto della sua compagna non come un attacco o un inganno, ma come il possibile esito di difficoltà nel comunicare bisogni, paure o insoddisfazioni. Alcune persone, per timore del conflitto o per difficoltà a riconoscere ciò che provano, tendono ad accumulare nel tempo piccoli disagi fino a sentirsi “piene”, come lei stessa ha detto.
Rispetto ai dubbi che sta sviluppando (ad esempio l’idea di essere stato “usato”), è importante trattarli con cautela: in momenti di forte incertezza emotiva la mente cerca spiegazioni nette, ma spesso queste ipotesi rischiano di aumentare la distanza e la sofferenza, senza necessariamente essere aderenti alla realtà.
Venendo alla sua domanda su come comportarsi, le propongo alcuni punti di lavoro in chiave terapeutica:
1. Creare uno spazio di dialogo sicuro:
Più che cercare subito soluzioni, può essere utile aprire uno spazio in cui entrambi possiate parlare senza sentirvi giudicati o messi sotto pressione. Ad esempio, provando a comunicare ciò che sente (“mi sono sentito spiazzato e triste”) piuttosto che chiedere spiegazioni o rassicurazioni immediate.
2. Accogliere l’incertezza senza forzarla:
La sua compagna sembra essere in una fase di ambivalenza (“limbo”). Forzarla a prendere una posizione rischia di irrigidire ancora di più la situazione. A volte è necessario tollerare temporaneamente questa incertezza per permettere all’altro di chiarirsi.
3. Distinguere tra responsabilità e colpa:
In una relazione lunga, le dinamiche si costruiscono insieme. Più che cercare “chi ha sbagliato”, può essere utile chiedersi: “quali dinamiche abbiamo creato nel tempo che oggi non funzionano più?”
4. Considerare seriamente un percorso di coppia:
Sì, la terapia di coppia è assolutamente indicata in situazioni come questa. Può offrire uno spazio mediato in cui:
* dare voce ai vissuti di entrambi
* comprendere i bisogni non espressi
* ricostruire modalità comunicative più efficaci
Eventualmente, come giustamente intuisce, un percorso individuale può affiancarsi per lavorare sui vissuti personali.
5. Tenere presente il benessere di suo figlio, ma senza usarlo come unica guida:
Il desiderio di proteggere vostro figlio è molto importante. Tuttavia, i bambini stanno meglio in contesti emotivamente autentici: non necessariamente in famiglie “intatte”, ma in relazioni (anche separate) in cui gli adulti sono consapevoli e rispettosi.
In sintesi, la situazione che descrive non è necessariamente la fine della relazione, ma è chiaramente un punto di crisi che richiede un cambiamento. Le crisi, se affrontate, possono diventare momenti di trasformazione profonda della coppia.
Il passo che ha già fatto – fermarsi, chiedere aiuto e interrogarsi – è un segnale importante. Ora il lavoro sarà capire se questo percorso può essere condiviso anche dalla sua compagna.
Rimango a sua disposizione.

Dott.ssa Marika

Dott.ssa Marika Mangiaracina
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