Via Agostino Gaetano Riboldi 11, Paderno Dugnano 20037
Per ulteriori informazioni, puoi consultare il mio sito web al seguente link:
https://www.liberamentepsicologa.it/
10/02/2026
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31 recensioni
Più menzionato dai pazienti
Ormai sono due anni che frequento lo studio della Dottoressa Federica, è stato un bellissimo percorso che mi ha portato a credere in me stesso e tornare ad amare la vita e tutti quelli che ti sono vicino , e devo ringraziarla di cuore è stata un Angelo non so come avrei fatto senza di lei , a volte una sola frase racchiude un profondo ringraziamento : grazie di esserci .
La Dottoressa è gentile e mi ha messa sin da subito a mio agio. Consiglio di affidarvi a lei!
La Dottoressa mi ha fatto sentire fin da subito a mio agio e accolta. Sono andata da lei per una problema di fame nervosa e mi ha aiutato molto nel capire le mie emozioni e perché compensavo attraverso il cibo. Il percorso con lei mi ha permesso di accettarmi e imparare ad ascoltarmi. Grazie a questo percorso sono riuscita ad affrontare anche le relazioni in maniera diversa, a partire dal mio compagno che ora mi dice “ben tornata!”. Non ero più io, ma grazie alla dottoressa mi sono ritrovata!
Ero un po' scettico prima di consultate la dottoressa, ma lei si è dimostrata fin da subito molto accogliente ed empatica..
A distanza di un anno, mi sento molto più sereno e in pace con me stesso, la mia autostima è senza dubbio migliorata di tanto... La dottoressa mi sta insegnando a volermi bene e ad accettarmi per quello che sono, con pregi e difetti.. anche la mia relazione sentimentale va meglio..
Non ho dubbi a consigliare la dottoressa a tutti coloro che ne hanno bisogno!
Ho avuto il privilegio di essere seguita dalla Dott.ssa Ripamonti per un periodo di tempo significativo, e posso dire con sincerità che la sua professionalità, empatia e dedizione mi hanno permesso di fare passi avanti enormi nel mio percorso di crescita personale.
Fin dal primo incontro, mi ha colpito la sua capacità di ascolto attento e senza giudizio, mi sono sentita libera di esprimere le mie difficoltà senza paura di essere fraintesa. Il suo approccio è stato equilibrato e rispettoso.
La Dott.ssa Ripamonti è una professionista che, oltre ad avere una solida preparazione teorica, sa mettere in pratica un metodo empatico che porta a risultati concreti. È sempre stata disponibile a venirmi incontro, con i miei orari lavorativi. Ogni incontro è stato un passo importante per il mio benessere. Consiglio vivamente questa specialista a tutti coloro che sono alla ricerca di un supporto psicologico valido.
Ho fatto la prima visita..lo studio è stupendo ..mette a proprio agio,curato e rilassante la dottoressa ha un bellissimo sorriso ed è molto dolce sorridente,molto empatica e molto gentile,ho di nuovo l appuntamento con lei prossima settimana mi sono trovata molto bene e sono felice di questo e sono molto positiva sul fatto che lei possa aiutarmi
Soddisfatta della seduta,buoni consigli grande attenzione
Conosco la dottoressa ormai da anni e mi ha aiutato sotto diversi aspetti e problematiche. È competente, esaustiva ed empatica. È un appuntamento fisso al quale vado con piacere sapendo che mi darà sempre nupvi spunti su cui riflettere.
Professionista attenta e disponibile, molto empatica.
Io mi sono trovata bene brava la Dottoressa cortese disponible
ha risposto a 29 domande da parte di pazienti di MioDottore
Non so più cosa fare....
Sono una donna di 30 anni e sono stanca....
Voi penserete che mi stia riferendo ad un determinato periodo della mia vita, ebbene qui si parla di anni. Dall'età di 14 anni soffro d'ansia che si manifesta nel corpo con sudorazioni fredde, nausea, borborigmi, meteorismo, tremori e forte senso di vergogna. Nel corso del tempo ho fatto 4 anni di psicoterapia di tipo psicodinamico, 2 anni di psicoterapia sistemico-relazionale, 3 anni di psicoterapia della gestalt, 1 anno di psicoterapia cognitivo comportamentale. Ho provato la mindfullness, ho provato a scrivere un diario, ho provato infiniti psicofarmaci (si, di mia spontanea volontà mi sono rivolta ad uno psichiatra), ho provato a stare a contatto con le mie paure ma sono finita per ammalarmi ancora di più. Sono seguiti pensieri suicidi (da quando avevo 14 anni), nel 2025 ingerisco un bel po di pillole, volevo solo spegnere il cervello, al mio risveglio sento scosse in tutto il corpo e spasmi muscolari, lo riferisco a mia madre, la corsa in ospedale e il primo ricovero (in sicilia), il secondo a distanza di qualche mese (Milano). Infinite diagnosi ricevute ed io che ho sempre più voglia di sparire, mollare tutto e stare da sola.
Il mio corpo e la mia mente si rifiutano di sopportare altro dolore, sono satura, avete presente quando si fa un trapianto e il corpo lo rigetta?
Ecco, io credo di essere diventata intollerante e allergica ad ogni forma di dolore, la solitudine è il mio rifugio ma anche la mia condanna.
Credevo che l'amore potesse curarmi ma mi sbagliavo, da mesi ho intrapreso una relazione con il ragazzo più buono di questo mondo ma ho commesso un grosso errore, per la prima volta mi sono lasciata andare all'amore e adesso ne pago le conseguenze......
Non ho i soldi a sufficienza per permettermi un altro percorso di psicoterapia, ma devo assolutamente andare dallo psichiatra e aiutarmi con i farmaci, l'unica mia vera salvezza, lo so che è triste dirlo, ma solo così riconosco di poter andare avanti.
Vi chiederete come mai tutti questi anni di psicoterapia non hanno sortito alcun effetto positivo su di me? Ho preso consapevolezza che io non voglio cambiare (mi è stato detto più volte in terapia), è questa trappola mentale che mi porta ad avere pensieri suicidi: Non vuoi cambiare, ti piace soffrire, tanto vale morire e cancellare tutto, porre fine a tutto questo schifo.
La cosa che più di tutte mi fa male è che in 30 anni di vita non sono mai riuscita a fidarmi davvero di nessuno, e non lo dico tanto per ma è la verità.
Non ce la faccio a ri-raccontarmi da capo, fa troppo male.....per questo non ce la faccio più ad andare avanti.
Sono davvero stanca.....non ce la faccio....è tutto così pesante e difficile nella mia testa. Non me la sento di continuare ad andare avanti, io non riesco a reagire, ad essere costante, ad avere forza di volontà, quello in cui sono brava è riuscire ad annientarmi, a fare la vittima come tutti mi hanno sempre detto.
Gentilissima Paziente,
mi colpisce davvero molto la fatica che sta descrivendo.
Da quello che racconta, non sembra una persona che “non vuole cambiare”: sembra piuttosto una persona che da più di metà della sua vita sta lottando senza sosta, fino a sentirsi esaurita. Lei ha cercato aiuto in molti modi, ha affrontato terapie diverse, si è esposta alle sue paure, si è affidata a specialisti, ha provato farmaci, tecniche, percorsi. Una persona che non vuole vivere o non vuole stare meglio, di solito non combatte così a lungo.
Quando si soffre da tanti anni, soprattutto con ansia intensa, vergogna, paura del giudizio e pensieri suicidi, può succedere che la mente trasformi la stanchezza in autocondanna: “mi piace soffrire”, “sono una vittima”, “non cambio perché non voglio”. Ma queste frasi spesso diventano il linguaggio della disperazione, non la verità sulla persona.
E c’è un’altra cosa importante: il fatto che i farmaci siano stati per lei un aiuto non è triste, né un fallimento. Se una sofferenza ha anche una componente biologica e nervosa così forte, usare uno strumento farmacologico per ridurre il dolore mentale può essere necessario, esattamente come accade per tante altre condizioni mediche. Non invalida tutto il resto.
Quello che invece mi preoccupa è quando dice che non se la sente di continuare ad andare avanti. Dopo un tentativo nel 2025 e con pensieri suicidi presenti da anni, non dovrebbe restare sola dentro questo peso. Anche se l’idea di ricominciare da capo con qualcuno le sembra insopportabile, in questo momento il punto non è “raccontarsi bene” o fare la paziente perfetta: il punto è mettere in sicurezza una parte di lei che è esausta.
Le suggerirei di contattare quanto prima uno psichiatra o il centro di salute mentale della sua zona, anche pubblico, senza aspettare di stare “peggio abbastanza”. E soprattutto, non interpreti questa stanchezza come una prova del fatto che lei sia sbagliata. Un organismo sotto stress continuo per sedici anni non reagisce con lucidità e forza: reagisce cercando di sopravvivere.
Mi sembra anche significativo che lei dica di non essersi mai fidata davvero di nessuno e che proprio ora, lasciandosi andare a un legame affettivo, il dolore sia aumentato. A volte l’amore non peggiora le persone: rende solo più visibili ferite che prima erano anestetizzate dalla distanza emotiva.
In questo momento non ha bisogno di diventare forte, perfetta o “guarita”. Ha bisogno di alleggerire il carico un passo alla volta e di non affrontare tutto questo completamente da sola.
Coraggio!
dott.ssa Federica Ripamonti
Buongiorno, è molto tempo che sogno una persona che per me è stata importante in passato ma tra noi non c'è stato nulla se non un'amicizia. Nei sogni alle volte siamo felici, altre c'è nostalgia, altre ancora mi consola/mi da affetto e in altre provo a dire che mi dispiace non averci dato una possibilità nel passato. Quando mi sveglio poi non ho una buona giornata e alle volte sento una sensazione di vuoto.
Questa persona non fa più parte della mia vita da molti anni. Mi date un parere in merito? Grazie.
Gent.mo Paziente,
quello che descrive è molto umano. I sogni spesso non parlano soltanto della persona in sé, ma di ciò che quella persona rappresentava per noi: un periodo della vita, una possibilità non vissuta, un tipo di legame emotivo o persino una versione di noi stessi che oggi sentiamo lontana. Il fatto che nei sogni compaiano affetto, nostalgia e il desiderio di “averci provato” fa pensare più a un’elaborazione emotiva rimasta in sospeso che a un semplice ricordo casuale.
La sensazione di vuoto al risveglio nasce perché il sogno riattiva emozioni intense e, tornando alla realtà, si ripresenta il senso di assenza. Non necessariamente l’assenza di quella persona concreta, ma di ciò che avrebbe voluto vivere, sentire o condividere in quel periodo della sua vita.
Questo non significa automaticamente che debba ricontattarla o che abbia commesso un errore in passato. A volte la mente torna su certe figure perché rappresentano possibilità rimaste aperte dentro di noi, anche se nella realtà non c’è mai stata una vera relazione. Potrebbe esserle utile chiedersi non tanto “mi manca quella persona?”, quanto “che cosa provo nei sogni con lei che oggi sento mancare nella mia vita?”. Spesso è lì che si trova il significato più profondo di questi sogni!
Un caro saluto,
dott.ssa Federica Ripamonti
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