Viale della Regione Siciliana Nord Ovest 2629, Palermo 90145
Il mio cellulare è 320/7862490.
Leggi di più11/11/2025
Palermo 1 indirizzo
Sono la Dott.ssa Caterina Lo Bianco, psicologa.
Mi occupo da anni di benessere psicologico con un approccio terapeutico sistemico relazionale fondato su ascolto, empatia e professionalità.
Offro percorsi personalizzati per affrontare ansia, depressione, disturbi alimentari, problemi relazionali, dipendenze, stress, lutto, disturbo post traumatico, depressione post parto e difficoltà scolastiche o lavorative.
Seguo adulti, adolescenti, coppie e famiglie, sia in studio che online, garantendo flessibilità e continuità. Ogni percorso è costruito su misura, rispettando tempi e bisogni individuali, all’interno di uno spazio sicuro dove sviluppare nuove risorse e consapevolezze.
Ricevo a Palermo, in Viale Regione Siciliana N.O. 2629.
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Accettato
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Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che accetti la tua assicurazione
8 recensioni
Ci siamo trovati bene durante il primo, difficile incontro. La dottoressa è molto attenta, paziente e imparziale.
Dott.ssa Caterina Lo Bianco
La ringrazio sinceramente per le sue parole e per la fiducia che ha scelto di accordarmi sin dal primo incontro, che spesso rappresenta un momento delicato e carico di emozioni. Sono lieta che si sia sentita accolta e ascoltata: considero l’attenzione, l’imparzialità e il rispetto dei vissuti di ciascun partner elementi fondamentali per costruire uno spazio sicuro in cui poter lavorare insieme.
Il percorso di coppia è un cammino che richiede tempo, collaborazione e la disponibilità a mettersi in gioco, ma può offrire preziose opportunità di comprensione reciproca, crescita e cambiamento. Il mio obiettivo è accompagnarvi con competenza e cura, aiutandovi a dare significato alle dinamiche relazionali e a individuare risorse e nuove modalità di comunicazione più funzionali al vostro benessere.
Vi ringrazio per la fiducia e per l’impegno che state dimostrando nell’iniziare questo percorso insieme.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Ieri ho fatto la mia prima visita. Ero molto agitata e carica di ansia, ma la dottoressa è riuscita fin da subito a mettermi a mio agio. Mi ha ascoltata con attenzione, senza alcun giudizio, parlandomi con delicatezza, empatia e molta sincerità. Mi ha aiutata a snodare i miei pensieri, a fare chiarezza e ad alleggerire un peso che portavo dentro da un pò.
È stato come parlare con un’amica di sempre, tra qualche lacrima, un sorriso e una sensazione profonda di sollievo. Consiglio davvero a chiunque senta il bisogno di stare meglio con se stesso di intraprendere questo percorso e, se trovate la persona giusta come è successo a me, capirete di aver fatto la scelta migliore.
Grazie di cuore Caterina. Credo che questo sia solo l’inizio. A presto
Dott.ssa Caterina Lo Bianco
Cara Annarita,
ti ringrazio di cuore per le tue parole e per la fiducia che hai scelto di riporre in questo primo incontro. Sono felice che tu ti sia sentita accolta, ascoltata e libera di esprimerti senza giudizio: creare uno spazio sicuro e autentico è per me un elemento fondamentale del lavoro terapeutico.
Il sollievo che descrivi è spesso il primo passo di un percorso di maggiore consapevolezza e cura di sé, che costruiremo insieme con rispetto dei tuoi tempi e dei tuoi bisogni.
Ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza e per la sensibilità con cui l’hai raccontata. A presto.
Sento di consigliare la dottoressa Lo Bianco in quanto si è mostrata da subito un'ottima professionista. Ci ha incoraggiati e rassicurati sul percorso da intraprendere. Siamo sicuri di raggiungere tutti gli obiettivi!
Dott.ssa Caterina Lo Bianco
Caro Marco,
ti ringrazio sinceramente per le tue parole e per la fiducia che state riponendo in me. Il percorso che stiamo iniziando insieme è uno spazio in cui poter esplorare, comprendere e ricostruire — con calma e rispetto — le dinamiche della vostra relazione.
Il fatto che vi sentiate incoraggiati e pronti è già un segnale importante: la motivazione e la collaborazione di entrambi sono la base su cui potremo costruire un lavoro profondo e significativo. Sarà un cammino condiviso, dove ciascuno potrà sentirsi ascoltato, accolto e valorizzato.
A presto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco
Psicologa clinica ad orientamento Sistemico-Relazionale
Primo impatto assolutamente positivo. La Dottoressa ci ha messo subito a proprio agio e spiegato dettagliatamente cosa aspettarci essendo la prima esperienza con una professionista. Siamo felici di poter iniziare questo percorso con lei!
Dott.ssa Caterina Lo Bianco
Carissima,
ti ringrazio di cuore per le tue parole. Sono felice che tu abbia percepito un clima di accoglienza e fiducia già dal primo incontro. E' un passo molto importante.
Ogni percorso di coppia rappresenta un viaggio che si costruisce insieme, passo dopo passo, attraverso l’ascolto reciproco, la comprensione e la scoperta di nuove modalità di stare in relazione. Il mio impegno sarà quello di accompagnarvi con attenzione, rispetto ed empatia, aiutandovi a dare voce ai vostri bisogni e a ritrovare quella connessione che oggi sentite più distante.
A presto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco
Psicologa clinica ad orientamento Sistemico-Relazionale
La Dottoressa Lo Bianco unisce empatia e professionalità in modo unico. In poche sedute sono riuscita a fare chiarezza dentro di me e a ritrovare serenità. Consigliatissima!
Dott.ssa Caterina Lo Bianco
La ringrazio sinceramente per le sue parole. Sono felice che il percorso intrapreso le abbia permesso di ritrovare serenità: la fiducia dei pazienti è per me un valore fondamentale.
La Dr. ssa Lo Bianco è una professionista straordinaria. Con grande sensibilità ed esperienza riesce a create un clima di fiducia che permette di aprirsi senza paura. La consiglio vivamente a chi cerca non solo un sostegno psicologico, ma anche un percorso di autentico cambiamento personale.
Dott.ssa Caterina Lo Bianco
La ringrazio di cuore per la sua recensione. Sapere che ha percepito un clima di fiducia e apertura è per me molto importante. Accompagnare le persone in un percorso di cambiamento autentico è il centro del mio lavoro, e la sua fiducia ne è la conferma più preziosa.
Consiglio di cuore la Dr. ssa Lo Bianco per la sua capacità di ascoltare senza giudizio, con empatia e professionalità, mi ha dato la forza di aprirmi e lavorare su me stesso. Mi ha guidato con delicatezza ma anche con grande competenza. La consigliò a chiunque sente il bisogno di un sostegno vero e di una guida preziosa.
Dott.ssa Caterina Lo Bianco
La ringrazio sinceramente per le sue parole. Sapere che ha trovato uno spazio di ascolto autentico e di sostegno è per me molto significativo. Il percorso intrapreso è un cammino importante e ogni passo che compie è un investimento prezioso su sé stesso: continui a prendersi cura di sé con la stessa determinazione.
Dottoressa molto cordiale e simpatica, preparata e professionale! Dona sicurezza e tranquillità con il suo sorriso
Dott.ssa Caterina Lo Bianco
Grazie di cuore per le sue parole così preziose . Sapere che si è sentita accolta, rassicurata e a suo agio per me è molto importante: il sorriso e l’ascolto sono il primo passo per costruire insieme uno spazio sicuro, dove sentirsi liberi di esprimersi senza timore. Sono felice che abbia percepito fiducia e serenità, perché è proprio da lì che può nascere un percorso di crescita e benessere. Il fatto che abbia percepito sicurezza e tranquillità è un segno prezioso, che rende ancora più speciale il percorso che abbiamo iniziato insieme.
ha risposto a 215 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera, sono una ragazza e vi scrivo per chiedervi un aiuto. Da quasi 2 anni sto con un ragazzo, dolce e innamoratissimo di me. Solo che agli inizi mi ha tenuto nascosto che aveva avuto delle relazioni sessuali con due persone della comitiva che frequenta lui, da queste due bugie io non mi sono più fidata, cerco di farmela passare ma non riesco, a volte litigo di brutto con lui anche senza apparente motivo e sono sempre arrabbiata, nervosa e sempre con il dubbio che lui possa nascondermi dell altro. Mi vergogno di questo ma continuo a farlo, mentre lui dorme controllo il suo telefono e non c'è nulla, stasera ho trovato un widget sul suo telefono che mostrava come nascondere persone dai suoi ricordi su Google foto. E tempo fa ho notato che nelle sue ricerche Facebook c'erano tante ragazze mentre lui ha continuato a dirmi che le stava eliminando. I suoi comportamenti mi mettono una forte crisi o forse sono io ad essere esagerata? Tempo fa mi diagnosticarono sindrome DOC da relazione. Per il resto con me lui è una persona molto comprensiva, solo che quando faccio presente che non sto bene minimizza dicendo che mi faccio le paranoie e che va tutto bene, quando ho quegli scatti dove litighiamo gliene dico di tutti i colori e sarei pronta anche a lasciarlo cosi da poter capire se starei meglio o no. Ho notato anche di essere cambiata da qualche anno, non faccio più il lavoro che ho sempre fatto e ho cambiato la mia vita radicalmente, ultimamente dormo e fumo di più come se non vedessi l ora che passasse la giornata. Mi da fastidio se lui è felice e coltiva i suoi hobby, lo so è una cosa bruttissima ma non so che mi prende, non riesco ad essere positiva in questa relazione.
Gentile utente,
la ringrazio per la sincerità e la profondità con cui ha raccontato ciò che sta vivendo. Nelle sue parole si sente chiaramente quanto questa relazione sia importante per lei… e quanto, allo stesso tempo, la stia facendo soffrire.
Provo a restituirle alcuni punti che mi sembrano centrali.
Quando all’inizio di una relazione emergono delle bugie, soprattutto su aspetti che riguardano la sessualità e persone ancora presenti nella quotidianità, la fiducia subisce una ferita. Anche se “oggettivamente” può sembrare un fatto del passato, emotivamente non lo è. Il suo sistema di sicurezza si è attivato e da allora è come se fosse sempre in allerta.
Il controllo del telefono, l’attenzione ai dettagli (widget, ricerche, eliminazioni), i dubbi ricorrenti… non parlano di cattiveria o di esagerazione. Parlano di un bisogno di rassicurazione che non riesce a trovare stabilità.
Lei stessa cita una diagnosi di DOC da relazione. Il dubbio ossessivo, in questi casi, non si spegne con le prove. Anche quando “non trova nulla”, la mente produce un nuovo scenario. È un meccanismo molto faticoso perché più si cerca certezza, più l’incertezza cresce.
Ma c’è un altro aspetto che mi colpisce molto, e va oltre la gelosia:
• il cambiamento radicale di vita
• il fatto di dormire e fumare di più
• il senso di apatia, come se aspettasse che le giornate passino
• il fastidio quando lui è felice
Questi elementi mi fanno pensare che il tema non sia solo “mi posso fidare o no?”, ma “cosa sta succedendo a me in questo periodo della mia vita?”.
A volte la relazione diventa il contenitore in cui finiamo per mettere un malessere più ampio. Il partner diventa il bersaglio della frustrazione, della paura, della perdita di direzione personale.
Dal punto di vista sistemico, una coppia non è fatta solo da due individui ma da un equilibrio relazionale: quando uno dei due entra in una fase di vulnerabilità, l’intero sistema si destabilizza. I suoi scatti di rabbia, il desiderio di lasciarlo “per vedere se starebbe meglio”, la sensazione di non riuscire a essere positiva… sembrano tentativi, forse un po’ disperati, di ritrovare controllo su qualcosa che sente sfuggirle.
Un altro punto delicato è la minimizzazione che percepisce da parte sua. Quando lei dice “non sto bene” e si sente rispondere “ti fai paranoie”, il rischio è che si senta sola dentro la relazione. E la solitudine, in coppia, amplifica tutto.
Non credo che la domanda sia “sono esagerata o ha ragione lui?”.
La domanda forse più utile è:
In questa relazione io mi sento al sicuro emotivamente?
Sto vivendo un momento personale di fatica che sto esprimendo attraverso la gelosia?
La buona notizia è che il fatto che lei si interroghi, si vergogni dei controlli, riconosca i suoi scatti e chieda aiuto, indica una grande consapevolezza. Non c’è nulla di “bruttissimo” in quello che prova. C’è sofferenza, e la sofferenza chiede di essere capita, non giudicata.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a:
• distinguere ciò che appartiene al passato reale della coppia da ciò che è alimentato dal circuito ossessivo;
• comprendere cosa rappresenta per lei il tradimento e la trasparenza;
• lavorare sulla regolazione emotiva nei momenti di attivazione;
• ritrovare un centro personale che oggi sembra un po’ smarrito.
A volte non è la relazione a essere “sbagliata”, ma il modo in cui il nostro sistema emotivo si è organizzato per proteggerci.
Se sente che questa situazione sta incidendo sulla qualità della sua vita (e dai segnali che descrive sembra così), non resti sola con questo peso. Chiedere un supporto non significa decretare la fine della relazione, ma darle la possibilità di viverla in modo più libero e meno tormentato.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Salve a tutti, sono una ragazza di 29 anni, da quasi due anni sto con un ragazzo 4 anni più piccolo di me, vi scrivo per chiedere un parere su quello che mi sta succedendo.Ho paura che il mio ragazzo mi nasconda sempre qualcosa, mi spiego meglio: all'inizio della nostra relazione mi ha nascosto il fatto che avesse avuto due relazioni sessuali con due ragazze che fanno parte delle sue comitive, di cui una migliore amica della sorella. Qualche tempo fa ho scoperto che nelle ricerche del suo Facebook aveva cercato delle ragazze, ma lui mi ha detto che lo ha fatto per poterle eliminare, poi aveva il vizio di fare il piacione con le mie amiche ai quali faceva delle battute un po' fuori luogo, ho sempre spiegato e cercato di fargli capire che in una relazione vanno rispettate determinate cose e posso dire che lui è cambiato e si è impegnato veramente. Il problema sono io che non riesco più a fidarmi, anche se non c'è stato un tradimento fisico che io sappia ma solo queste cose che mi hanno allertata. Purtroppo ho controllato più e più volte il suo telefono ma senza trovare particolari cose e me ne vergogno abbastanza, ma sento che sono costantemente in ansia, preoccupata e costantemente con dubbi che mi lacerano dentro. A volte mi prendono scatti di ira e comincio a litigare in maniera incontrollata dicendo anche cose brutte, vado via di casa, gli dico che lo lascio, poi dinuovo la quiete, non so più come fare, io amo il mio ragazzo ma vorrei vivere la nostra relazione serenamente perché cosi io non sto vivendo più, delle volte quando lui si organizza per fare qualcosa hobby, sport, non lo tollero, é come se fossi morbosamente attaccata a lui, oltre anche al fatto che ho continuamente voglia di avere rapporti con lui, non sono mai stata cosi e questa situazione mi preoccupa tanto. Grazie in anticipo.
Gentile utente,
la ringrazio per la fiducia e per la profondità con cui ha raccontato ciò che sta vivendo. Dalle sue parole si sente chiaramente quanto lei ami il suo compagno e, allo stesso tempo, quanto questa relazione stia diventando per lei fonte di sofferenza, ansia e senso di perdita di controllo.
Vorrei dirle prima di tutto una cosa importante: quello che prova ha un senso, anche se oggi le sembra eccessivo o “sbagliato”.
All’inizio della relazione ci sono stati degli episodi che hanno incrinato la fiducia: informazioni omesse, atteggiamenti ambigui, comportamenti che l’hanno fatta sentire poco tutelata. Anche se non c’è stato un tradimento fisico, la fiducia non si rompe solo con un tradimento concreto, ma anche quando ci si sente esclusi, non rassicurati, o non pienamente rispettati. Il suo sistema emotivo ha registrato una “ferita”, e ora rimane in stato di allerta.
Da un punto di vista sistemico-relazionale, la gelosia e il controllo non nascono mai dal nulla: sono spesso tentativi – faticosi e dolorosi – di proteggere il legame. Controllare il telefono, arrabbiarsi, minacciare di andare via… sono strategie che cercano di ridurre l’ansia, ma purtroppo nel tempo la alimentano. Più controlla, più il dubbio si rafforza. Più teme di perderlo, più si aggrappa.
Mi colpiscono due aspetti che lei stessa ha notato con grande lucidità:
• la difficoltà a tollerare che lui abbia spazi personali (sport, hobby, uscite)
• l’aumento del desiderio sessuale, quasi come bisogno di conferma e fusione
Entrambi possono essere modi – inconsapevoli – per sentirsi rassicurata, scelta, “al sicuro”. Non parlano di morbosità, ma di un forte bisogno di sicurezza affettiva.
Il punto centrale, però, non è solo cosa fa lui. È cosa si attiva dentro di lei.
Questa paura di essere esclusa o tradita le è familiare? Ha già sperimentato in passato relazioni in cui si è sentita non scelta, sostituibile o poco protetta? Spesso le reazioni intense nel presente affondano le radici in esperienze precedenti, anche molto più antiche.
Lei descrive anche scatti di ira, minacce di rottura, allontanamenti improvvisi. Questo alternarsi tra attaccamento intenso e fuga può essere estremamente logorante per entrambi e, soprattutto, per lei. È come vivere in una costante oscillazione emotiva.
La buona notizia è che il suo compagno, da quanto racconta, sembra aver accolto le sue richieste e aver modificato alcuni comportamenti. Questo è un elemento prezioso. Ma la fiducia, una volta incrinata, non si ricostruisce solo con i comportamenti dell’altro: richiede un lavoro interno.
Non si tratta di “fidarsi e basta”, ma di comprendere:
• cosa attiva la sua ansia
• quali pensieri automatici la travolgono
• quali paure profonde stanno sotto la rabbia
• come imparare a regolare l’intensità emotiva prima che esploda
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla molto, non perché lei abbia qualcosa che “non va”, ma perché oggi sta vivendo una modalità relazionale che la fa soffrire e che rischia di compromettere qualcosa a cui tiene.
L’obiettivo non sarebbe toglierle la gelosia, ma trasformarla da emozione distruttiva a segnale comprensibile e gestibile. Ritrovare una posizione più solida dentro di sé le permetterebbe di amare senza sentirsi costantemente in pericolo.
Lei scrive: “così io non sto vivendo più”. Questa frase è molto significativa. Significa che una parte di lei desidera serenità, equilibrio, libertà emotiva.
E questo è già un punto di partenza potente.
Se lo desidera, può essere utile iniziare uno spazio di riflessione personale (ed eventualmente anche di coppia) per comprendere insieme le dinamiche che si sono create e costruire un modo di stare nella relazione più sicuro e meno doloroso per entrambi.
La relazione non dovrebbe essere un luogo di allerta continua, ma uno spazio in cui sentirsi scelti e sufficientemente al sicuro.
Le auguro di potersi dare l’opportunità di lavorare su questo, perché dalla sua consapevolezza emerge una grande capacità di introspezione.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
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