Via Clemente X 14, Roma 00167
effettuo pacchetto di 5 sedute con scontistiche
Leggi di più11/02/2026
Sono una psicologa, con un approccio clinico caratterizzato da pazienza, tenacia e una profonda capacità di ascolto. Nel lavoro terapeutico attribuisco grande valore all’ascolto autentico della persona, inteso non solo sul piano verbale ma anche emotivo e corporeo.
Nella mia pratica il corpo occupa un ruolo centrale: considero l’esperienza corporea una figura fondamentale del processo terapeutico, uno spazio attraverso cui leggere, comprendere e integrare vissuti emotivi e relazionali. Questo mi porta a lavorare in modo attento ai segnali somatici, al ritmo della persona e alla sua esperienza incarnata.
Il mio approccio è fortemente integrato. Non mi riconosco in schemi rigidi o modelli univoci, ma costruisco il percorso terapeutico insieme alla persona, adattando strumenti e prospettive ai suoi bisogni specifici. Credo in una clinica flessibile, aperta e rispettosa dell’unicità di ogni storia.
Mi considero una professionista open-minded, orientata alla crescita continua e alla creazione di uno spazio terapeutico sicuro, accogliente e non giudicante, in cui la persona possa esplorare se stessa con gradualità e profondità.
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Accettato
3 recensioni
Nuovo profilo su MioDottore
I pazienti hanno appena iniziato a rilasciare recensioni.
La dottoressa Claudia Midei mi ha accolto con sensibilità e competenza in un momento difficile della mia vita. La sua professionalità è evidente sin dal primo incontro, ma ciò che più mi ha colpito è la sua capacità di unire empatia e dolcezza, creando un ambiente sereno e accogliente in cui è stato naturale lasciarsi andare e aprirsi. Grazie
Ho effettuato il primo colloquio con la Dottoressa e parlare con lei ha riacceso un po' in me il mio spirito. Bravissima ragazza e bravissima psicologa molto preparata. È riuscita a darmi delle risposte subito a qualche mio dubbio. Rinnoverò la recensione più avanti conoscendo il suo approccio e il suo metodo terapeutico.
Quella mano che risplende nel buio per aiutarti, la mano che riesci a sentire e a percepire.
Seguire una serie di sedute con Claudia mi sta rivoluzionando e facendo evolvere nella migliore versione di me.
Ci credo io e ci crede lei. Forza d'animo e comprensione al massimo.
Così come disponibilità e gentilezza.
Consigliatissima
ha risposto a 43 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve ho 23 anni lavoravo in un supermercato e ho iniziato ad avere piccole vertigini di qualche secondo fino ad avere vertigini da stress e non uscire più di casa perché da lì ho iniziato ad avere paura di qualsiasi cosa sono ipocondriaca sono andata in terapia ho iniziato per una settimana a prendere Zoloft la settimana dopo Zoloft più Xanax mattina e pomeriggio e la settimana ancora dopo inizio lo stesso giorno co mirtazapina mezza pasticca e Zoloft questo per tre giorni perché avevo forte mal di testa così ho diminuito e ripreso Zoloft mezza mirtazapina e gocce Xanax mattina e pomeriggio e per 20 giorni iniziavo a stare bene poi ho dovuto aumentare la mirtazapina ad una pasticca intera sempre Zoloft e Xanax mattina e sera sempre 10 gocce e da lì per otto giorni sono stata male vuoti di testa bocca secca paure che ricominciavano a venire fino a quando ho dovuto riscendere con la mirtazapina ma ancora non riuscivo a stare tranquilla sono andata in visita e mi ha spiegato che così la cura non mi sarebbe partita ma era troppo lenta e quindi magari provare a aumentare almeno lo Zoloft sono 42 giorni che lo prendo oggi sono al nono giorno che ho riaumentato la dose e quindi sono andata a mezza mirtazapina Zoloft e gocce mattina pomeriggio e vedo che mi fa male la testa spesso mi sento tutta elettrica quando sto allungata mi sento tremare e quando mi alzo ho spesso vertigini come se fosse pressione bassa non so spiegarlo aumento dell ansia bocca asciutta e passo molte ore al telefono per non pensare questi sintomi sono una cosa normale che devo aspettare ancora qualche giorno è il telefono oppure sto tornando indietro?
Buonasera,
dal Suo racconto emerge che sta attraversando un periodo di forte ansia e che il percorso farmacologico è stato modificato più volte nelle ultime settimane. In queste fasi di inizio o variazione del dosaggio degli antidepressivi, come lo Zoloft (sertralina) o la Mirtazapina, è possibile sperimentare temporaneamente alcuni effetti come mal di testa, agitazione interna, sensazione di “elettricità”, bocca secca, aumento dell’ansia o sensazioni di instabilità. Anche farmaci ansiolitici come lo Xanax (alprazolam) possono influenzare la percezione corporea quando vengono modulati nel dosaggio. Questi effetti iniziali sono descritti nella letteratura clinica e spesso tendono a ridursi con l’adattamento dell’organismo, ma la durata e l’intensità possono variare da persona a persona.
Un elemento importante è che negli antidepressivi l’effetto terapeutico pieno non è immediato: generalmente possono essere necessarie diverse settimane di stabilità nel dosaggio prima di valutarne realmente l’efficacia. Tuttavia non posso stabilire a distanza se i sintomi che descrive rientrino completamente nell’adattamento al farmaco oppure se richiedano un ulteriore aggiustamento: questo può valutarlo solo lo psichiatra che La sta seguendo e che conosce la Sua storia clinica.
Le sensazioni di vertigine, tremore o “vuoto alla testa” possono essere amplificate anche dallo stato ansioso e dall’attenzione costante ai segnali corporei, cosa che spesso accade nei momenti in cui la paura della salute (ipocondria o ansia per la salute) è molto attiva. Restare molte ore al telefono per distrarsi può dare un sollievo momentaneo, ma non sempre aiuta il sistema nervoso a stabilizzarsi. In questa fase può essere utile alternare momenti di distrazione a attività più regolanti come pause dal telefono, respirazione lenta, brevi passeggiate o routine di sonno più regolare.
Dato che ha recentemente aumentato il dosaggio, la cosa più prudente è riferire con precisione questi sintomi allo psichiatra che La segue, soprattutto se persistono o peggiorano. Solo lui può valutare se proseguire con l’attesa dell’adattamento, modificare la terapia o rassicurarLa rispetto agli effetti che sta sperimentando.
Se sente che l’ansia aumenta molto o che i sintomi diventano difficili da gestire, contattare direttamente il medico che ha prescritto la terapia è la scelta più indicata. Un monitoraggio ravvicinato nelle prime fasi del trattamento è una pratica clinica normale.
Durante un rapporto avevo sul dito del liquido preseminale/ sperma mi sono pulito di corsa sulla mutanda E poi ho fatto un ditolino alla mia ragazza c'è il rischio che lei sia incinta.
Buonasera,
il rischio di gravidanza in una situazione come quella che descrive è considerato molto basso. Perché avvenga una gravidanza è necessario che una quantità sufficiente di spermatozoi vitali entri nella vagina e raggiunga il collo dell’utero. Gli spermatozoi, una volta esposti all’aria o trasferiti su tessuti come la biancheria, perdono rapidamente vitalità e difficilmente restano in quantità tale da poter causare una gravidanza.
Nel Suo caso riferisce inoltre di essersi pulito prima sulla mutanda, cosa che riduce ulteriormente la probabilità che sul dito fosse rimasta una quantità significativa di liquido seminale vitale. Per questo motivo il rischio è generalmente ritenuto estremamente improbabile.
Se tuttavia il rapporto è avvenuto nei giorni fertili del ciclo e il dubbio genera molta ansia, può essere utile monitorare il ciclo mestruale. In caso di ritardo, un test di gravidanza (eseguibile circa 14 giorni dopo il rapporto a rischio) può chiarire la situazione.
Se desiderate maggiore sicurezza per il futuro, può essere utile parlare insieme di metodi contraccettivi affidabili o confrontarsi con un medico o un consultorio, così da vivere la sessualità con maggiore tranquillità.
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