Domande del paziente (101)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso con tanta chiarezza e sensibilità la situazione di sua figlia. Dalle sue parole emerge una ragazza con molte risorse, brava a scuola, con amici e interessi,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
sarebbe utile approfondire la situazione per comprende la dinamica accaduta e poterla supportare. Un percorso psicologico può essere funzionale per riordinare quanto accaduto e comprendere...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, grazie per aver condiviso una situazione che sembra davvero faticosa da vivere ogni giorno. Da quello che racconti emergono diversi elementi che possono mettere sotto pressione chiunque: stai... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la tua domanda è molto comprensibile e tocca qualcosa che molte persone si chiedono dopo la fine di una relazione importante: com’è possibile che due persone vivano la stessa rottura in tempi... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
le cause sottostanti a questa situazione potrebbero essere molteplici e variabili; ci possono essere degli eventi che possono accentuare o ridurre un vissuto di questo tipo.
Un percorso di...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buon pomeriggio,
un elemento principale in tutta questa situazione riguarda quali bisogni senti di avere, questo è un aspetto centrale e di fondamentale importanza proprio per poter fare chiarezza su...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, quello che descrivi è comprensibilmente confuso, perché c’è una discrepanza tra quello che dice e quello che fa. È normale che questo ti faccia nascere dubbi e anche aspettative.
La domanda...
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Mia moglie è molto pessimista,emana molta negatività e si mette molto spesso,quasi sempre contro le mie idee,i miei pensieri e alle mie realizzazioni,riuscendo a demoralizzarmi e non farmi più essere di pensiero positivo. Come posso gestire questa situazione?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quella descritta è una situazione che richiederebbe ulteriori approfondimenti, ad esempio se ci sono delle dinamiche particolari in cui si verifica questo aspetto, o comprendere se è sempre stato così e altri aspetti ancora.
Intraprendere un percorso di supporto psicologico in questa situazione potrebbe essere di supporto ad approfondire la sfera emotiva sottostante.
Rimango a disposizione, anche in modalità online.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Angelica Venanzetti
Buonasera mia figlia di 13 anni soffre di autolesionismo.adesso è la terza volta che vedo sulle braccia dei piccoli graffi ,ho sempre chiesto spiegazioni e lei mi dice che lo fa solo quando litiga con il suo fidanzatino.Ho paura di parlarne con il padre perché non capirebbe e la potrebbe rinchiudere in casa e togliere completamente in cell.Ho paura di come si possa evolvere questa situazione e non so come gestirla.E’ una ragazza bellissima ,ha amici,esce e sempre ben vestita non le facciamo mancare niente ma evidentemente le manca qualcosa.sSpero di avere una risposta grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buon pomeriggio, grazie per la sua condivisione; è lecita la sua preoccupazione, a 13 anni alcune cose potrebbero evolvere in modo incontrollato senza potersene accorgere. Il consiglio è di intraprendere un percorso psicologico così che la ragazza possa far emergere il vissuto personale di fronte a questa situazione.
Un elemento importante è agire in anticipo proprio per evitare che ci sia un peggioramento.
Rimango a disposizione, anche in modalità online, se volesse un ulteriore confronto o intraprendere il percorso per la ragazza.
Cordiali saluti, Dott.ssa Angelica Venanzetti
Ho 18 anni, sono completamente perso, a livello lavorativo, relazionare, familiare, insomma diciamo tutto.
Però è da un po’ di tempo che ho un peso dentro che non so come risolvere e cioè che non so cosa fare della mia vita, so che se trovassi la mia passione farei di tutto per eccellere però purtroppo tutto mi annoia, mi sembra brutto, inutile, limitante, privo di possibilità di crescita.
Cerco questa scintilla per dare un senso alla mia vita, per trasformarla in una attività, che è una cosa che sogno da parecchio tempo, ma comunque niente da fare.
Ora sono in una fase molto brutta anche con il mio attuale lavoro, c’è un bruttissimo rapporto tra me, i colleghi e il capo. Non so veramente cosa fare, sembra un periodo infinito e dove non ho scelta, anche per le strette opportunità che ho date dal fatto che non ho conseguito il diploma ma bensì ho una qualifica professionale.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, capisco quello che stai provando. A 18 anni ci si aspetta che tu abbia il mondo in mano, ma la verità è che sentirsi "dispersi" è una condizione molto più comune di quanto non si dica, specialmente quando l'ambiente circostante (lavoro, famiglia, studi) sembra chiuderti ogni porta in faccia.
Per dare ordine a quanto accade, il consiglio è di intraprendere un percorso di supporto psicologico, nel quale poter comprendere chi sei, proteggerti nelle situazioni relazionali più complesse, come potrebbero essere quelle con il capo o con i colleghi, capire che cosa è questa apatia.
Resto a disposizione, anche in modalità online.
Cordiali saluti, Dott.ssa Angelica Venanzetti
Il mio ragazzo fuma e lo facevamo anche insieme e io sono incinta di 26 settimane quindi dalla scoperta cambio vita lui diceva di volere il bambino e che era contento ma poi ha cominciato a vivere per strada e io sono stata con lui a causa di vari litigi con nostre famiglie fin che ho potuto poi sono tornata da mio padre e mi ha accusata di averlo lasciato solo e che se non fossi andata con lui mi avrebbe lasciata.. non si fa sentire per settimane e mi ha contattata dopo 15 giorni per chiedere della gravidanza alla mia risposta "stiamo bene" non ha risposto ed è scomparso di nuovo.. senza lui soffro ma dovrà capire in qualche modo gli errori che sta commettendo è che è lui a lasciarmi sola e a non aiutarmi su nulla.. l' unica cosa che ha fatto mi ha accompagnato una volta a una visita e poi si è messo anche ad urlare per poi andare via però poi dice che non vede l'ora di vedere il figlio e che ci ama e poi di nuovo scappa..mi confonde
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
grazie per la condivisione, sarebbe importante approfondire questi accaduti per comprendere in maniera più completa e approfondita la situazione descritta. Un colloquio psicologico potrebbe supportarla in questo momento delicato, sia rispetto a quelle che sono le necessità personale e i bisogni che sente di avere, sia in risposta ai comportamenti messi in atto da questo ragazzo.
Rimango a disposizione, anche in modalità online, se volesse intraprendere un percorso.
Cordialmente,
Dott.ssa Angelica Venanzetti
Sono al primo anno fuori corso di giurisprudenza. Ho sempre fatto tutti gli esami in regola ma da un anno quasi studio con difficoltà e lentezza. Amo la mia facoltà e non vedo l’ora di iniziare a lavorare, ma mi sento bloccata. Come posso risolvere questa situazione?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
grazie per la sua condivisione.
Le motivazioni sottostanti potrebbero essere tra le più variabili: sia riguardo delle difficoltà nello studio, che collegate ad altri fattori. Per tale ragione potrebbe essere utile intraprendere un percorso di supporto psicologico che possa sostenerla in questo momento e aiutarla a comprendere cosa sta accadendo.
Rimango a disposizione, anche in modalità online, se volesse intraprendere un percorso.
Cordialmente,
Dott.ssa Angelica Venanzetti
Salve,
scrivo per chiedere un consiglio su una situazione che sto vivendo da circa due settimane.
Sono stata per sei anni in una relazione importante: convivevamo, avevamo progetti comuni e anche un cane. Tuttavia, nel tempo ci sono stati molti litigi. Ho scoperto che durante la relazione lui utilizzava Tinder quando era in trasferta e usciva con altre donne. Inoltre, ho scoperto che si era risentito con la sua ex e aveva persino progettato di tornare con lei, facendole credere che tra noi fosse finita, cosa non vera. Successivamente ha interrotto anche quella relazione, dicendo di amarmi.
Dopo anni segnati da tradimenti e conflitti, a gennaio ha deciso di lasciarmi, sostenendo di non riuscire più a sostenere le continue discussioni. Questo è avvenuto poco dopo aver acquistato una casa, anche in prospettiva di costruire una famiglia insieme.
Nei tre mesi successivi ho cercato in tutti i modi di recuperare il rapporto, ma lui è sempre stato fermo nella sua decisione. Poi, improvvisamente, è tornato da me chiedendomi di ricominciare. Ho accettato, ma con molta esitazione, soprattutto per il cambiamento improvviso e apparentemente immotivato.
Da due settimane si comporta come una persona estremamente innamorata e presente. Tuttavia, non riesco a comprendere questa trasformazione così repentina. Gli ho chiesto sincerità e trasparenza, e mi ha promesso che non mi mentirà più. Nonostante ciò, continuo a provare un forte senso di dubbio e la sensazione che ci sia qualcosa di poco chiaro.
Non so se i miei dubbi siano autosabotaggio o un segnale sano di protezione.
Mi chiedo se dovrei lavorare sulla fiducia oppure ascoltare questo disagio come un campanello d’allarme, considerando ciò che è successo tra noi.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
a seguito delle situazioni vissute in passato, è normale che i dubbi permangono. A fronte di quanto da lei descritto, non c'è una scelta giusta o una sbagliata. Sarebbe opportuno approfondire la situazione da lei descritta, in modo da poterla sostenere; in tal senso un percorso di supporto psicologico le permettere di affrontare tali dinamiche in maniera più profonda.
Rimango a disposizione se volesse intraprendere un percorso, anche in modalità online.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Angelica Venanzetti
Buongiorno, sono una studentessa universitaria di 20 anni e vorrei chiedervi se un mio sospetto è fondato. Sto cercando di capire se ciò che sperimento possa rientrare in un profilo di neurodivergenza (come l'ADHD) o se sia riconducibile a una disregolazione emotiva e ansiosa. Ho provato a fare una lista di ciò che provo/che ho passato:
—Talvolta soffro di insonnia causata da pensieri stupidi che non riesco a fermare. Riesco ad addormentarmi solo se sono veramente esausta.
—In merito ai pensieri che non riesco a fermare, mi sento come se avessi una sottospecie di disco rotto nel cervello che non smette mai di suonare.
—Mi capita molte volte di sentirmi 'fuori luogo' e di ripensare a ciò che dico/faccio. Se commetto un errore ci rimurgino sopra per ore.
—Ho sempre avuto difficoltà a seguire le lezioni sia scolastiche che universitarie. Dopo un po' il mio cervello si disconnette, e perdo il filo. A tal proposito, mi capita di dimenticare le cose sul momento e di interrompere una conversazione prima che mi scordo qualcosa.
—Sotto forte stress tendo a dissociarmi.
—A causa di molti di questi punti mi è capitato di avere episodi depressivi.
Vorrei solo sapere se sia opportuno intraprendere un percorso diagnostico specifico o meno. Vi ringrazio per la disponibilità.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
grazie per la sua condivisione. Gli aspetti che lei ha notato sono sicuramenti importanti, sarebbe opportuno approfondire quanto spesso tali situazioni si presentano nella quotidianità e come questo inficia sulle proprie giornate.
Le consiglierei di intraprendere inizialmente un percorso psicologico che possa supportarla nell'approfondire tali dinamiche e poter valutare insieme la situazione.
Rimango a disposizione per ulteriori domande e se dovesse essere interessata ad approfondire attraverso una consulenza psicologica, anche in modalità online.
Le auguro una buona giornata.
Cordiali saluti, Dott.ssa Angelica Venanzetti
Buongiorno, sono turbata da una situazione che si è venuta a creare in casa. Mio figlio di 19 anni e suo padre hanno avuto una litigata tremenda. E' partita da una sciocchezza per la quale mio marito si è rivolto in tono sgradevole ai nostri figli. Mia figlia ha ignorato, mio figlio ha avuto uno scatto di rabbia sproporzionata e preteso scuse. Mio marito si è irrigidito e ha cominciato con attacchi personali molto cattivi nei confronti di mio figlio. Io cercavo di calmare entrambi senza riuscirci. E' intervenuta anche mia figlia per aiutarmi. Siamo riuscite a riportare mio figlio alla calma ma mio marito rilanciava di continuo, fino a quando mio figlio ha accettato che la sorella lo portasse fuori dalla stanza. Da allora sono passate 3 settimane e non si parlano più. Quando si trovano insieme si ignorano, fanno come se l'altro non fosse presente in stanza. Mio figlio è ancora pieno di rabbia e mio marito non vuole fare aperture, sembra preferire tagliare i ponti. Non so come aiutare alla ripresa del dialogo per ripartire e riparare il rapporto. Sarei grata se mi poteste dare suggerimenti in merito. vi ringrazio.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
un elemento funzionale in queste situazioni è una figura esterna, che possa fungere da supporto e da mediatore/mediatrice. Sicuramente ci sono degli aspetti che sono sottostanti che influenzano la quotidianità e, in una situazione particolare, dove è emersa una maggiore sensibilità si è arrivati ad un'esplosione.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Angelica Venanzetti
Da settembre ormai penso di avere un dca, ho perso 10kg, se mangio una volta al giorno e già tanto e ormai il cibo controlla tutta la mia vita. Vorrei spiegarlo ai miei genitori ma non voglio essere un peso per loro e in più non voglio curarmi: ho raggiunto il peso che mi piace e mi vedo bene, ho ancora energie, sono brava nel mio sport, esco sempre e sono circondata dalle mie amiche. Se spesso sento storie di persone che per il dca hanno smesso di vivere, io invece continuo la mia vita tranquillamente ma vedendomi anche meglio. Vorrei che i miei genitori non mi costringessero a riprendere peso o a mangiare, ma capissero il mio problema anche perché continuare a mentire sul cibo mi fa sentire molto in colpa. Si sono accorti che sono dimagrita tanto ma non immaginano sia per questo, anche perché con loro io mi fingo sempre entusiasta di mangiare. L’unica cosa che mi preoccupa è che non ho il ciclo da 8 mesi e so che non è sano. Da una parte io continuo ad amare il cibo ma un lato di me non vede altro che calorie da bruciare, e se mangio troppo riprenderei tutti i kili. So che ci vogliono 7000kcal per ingrassare, ma essendo in sottopeso (45kg, sono alta 1,65m) invece li riprenderei tutti dal primo all’ultimo e la cosa mi terrorizza. In più mi sento in colpa perché prima amavo mangiare e il cibo, non mi preoccupava l’estetica e anzi, mi vedevo benissimo e magra. So che ero magra, ma non abbastanza. Ora anche non sono magra abbastanza, ma il peso sulla bilancia mi piace di più e sono più felice. Mangio per mantenere quel peso, non voglio dimagrire né ingrassare. Il problema è che ora non riesco più a mangiare che ho tantissimo reflusso e per questa ragione i miei genitori mi hanno accompagnata anche da un medico, ma credo che questo reflusso sia dovuto al mio problema con il cibo. Comunque so che i dca sono malattie che solo un dottore può dirmi di avere dopo analisi ecc, ho scritto così solo perché il nome disturbo alimentare mi sembra esattamente quello che descrive il mio problema. Non ho più fame, posso non mangiare per due giorni interi e non sentire nulla, e questo da un lato mi spaventa. Non capisco vorrei solo che i miei genitori mi lasciassero continuare mangiare così ma so che vorranno che io torni come prima. So che gli altri non mi amano per come sono esteticamente né per quanto peso, ma io mi piaccio più magra e questo è il modo per essere più magra e a me va bene. Come posso spiegare tutto questo si miei genitori senza farli preoccupare?? non voglio essere un peso
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
grazie per la condivisione, non deve essere facile scrivere quello che si prova. Spesso dietro al tema alimentare si nasconde altro, un vissuto emotivo che può influenzare su tutti questi aspetti.
Un percorso di supporto psicologico potrebbe esserle d'aiuto proprio per affrontare quello che sta vivendo. Seppur il peso la renda felice, c'è il tema del nascondere ai genitori quel che si sta vivendo che rimane qualcosa che non le permettere di avere una completa serenità.
Se fosse interessata ad intraprendere un percorso di supporto psicologico, sono a disposizione, anche in modalità online.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Angelica Venanzetti
Sono una ragazza di 28 anni, studentessa fuori corso all'università e sto cercando lavoro (che non riesco a trovare). Mi sento emotivamente/mentalmente distrutta, ho problemi in famiglia, soprattutto con mio padre non vado per niente d'accordo, mi giudica su ogni cosa che faccio e che dico, specialmente sulla questione del cibo e sull'università, tanto che mi sono state dette frasi molto pesanti come ad esempio il fatto che sono un fallimento e che con me ha fallito e questo mi ha destabilizzato tanto, mi sento la pecora nera della famiglia poiché vengono fatti paragoni tra me e mio fratello e non mi sono mai sentita all'altezza proprio per questa differenza che viene fatta; mio fratello prova a difendermi ma con scarsi risultati, tanto che mio padre per ripicca usa il silenzio punitivo e ancora oggi è una settimana che non ci parliamo.
Inoltre ho subìto dei lutti ravvicinati che mi hanno portato a chiudermi molto in me stessa, soffro d'ansia e panico costante, e non riesco a gestire il tutto.
Provo costantemente una sensazione di vuoto e malessere dentro, non so cosa fare, mi sento inutile, non so come andare avanti, mi sento proprio impotente...
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
grazie per la condivisione, portare avanti una situazione così deve essere piuttosto difficile. Il mio consiglio è di intraprendere un percorso di supporto psicologico che possa aiutarla a riscoprire aspetti del passato e del presente che sottostanno a questi vissuti, e a mettere ordine a tutti questi vissuti.
Rimango a disposizione se volesse intraprendere un percorso, anche in modalità online.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Angelica Venanzetti
Ho un vissuto problematico con il cibo da quando ho memoria. Da quando ho 6 anni vivo un rapporto conflittuale tra desiderio e repulsione. Ho fatto diete, di tutti i tipi possibili, che ho sempre portato a termine con successo, ma vivendole come una privazione dalla mia “dipendenza” ne annullavo l’effetto non appena le terminavo, riprendendo tutti i chili che avevo perso. Sono pienamente consapevole delle mie difficoltà e dell’approccio adeguato per poter raggiungere il peso e la forma fisica che vorrei ma mi rendo conto che le mie emozioni, sempre di più, bloccano la mia parte razionale e prendono il sopravvento. Sono entrata in un circolo vizioso da cui non riesco ad uscire. Ho consultato specialisti che mi hanno sempre indirizzato su metodi pratici invece di lavorare sulle emozioni e sulla dipendenza per il cibo. Vorrei arrivare ad eliminare questa dipendenza e considerare il cibo come un mezzo di sussistenza e basta. Come posso fare?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, grazie per la condivisione. Spesso le nostre emozioni sono alla base di tanti comportamento e sensazioni che viviamo. Un percorso psicologico potrebbe essere di grande aiuto proprio per approfondire questi vissuti emotivi, in modo da prenderne maggiore consapevolezza, e da lì essere supportata nella gestione gestione delle stesse emozioni.
Rimango a disposizione se volesse intraprendere un percorso psicologico, anche in modalità online.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Angelica Venanzetti
Buongiorno, sono una ragazza di quasi 18 anni e scrivo perché vivo una situazione che non riesco a controllare. Premessa: il tutto è iniziato a 12 anni, poi a dai 14/15 ai 16 sembrava essere migliorata la situazione, ma adesso è peggio di prima.
A 12 anni ho iniziato ad avere l'impulso di strapparmi ciglia e sopracciglia, mentre adesso si sono aggiunti anche i capelli e il gesto è diventato molto più frequente e sistematico.
Inoltre, è dai 12 anni che penso di non avere un rapporto sano con il cibo: i primi anni era stata una cosa anche più o meno sopportabile, che si è risolta da sola (periodi di restrizione col cibo), invece nell'ultimo anno non fa che peggiorare (per farla breve abbuffate/restrizioni).
Non voglio dire che i due problemi siano collegati l'uno con l'altro perchè sono la prima che non riesce a darsi una risposta o controllarsi da sola, il che mi fa sentire come se non fossi cresciuta affatto, anzi avevo più autocontrollo a 12 anni.
Non so bene quale sia il mio obiettivo scrivendo tutto questo e non vorrei nemmeno essermi esposta troppo, ma lo considero un passo avanti piuttosto che continuare a parlare dei miei problemi con una AI.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Dietro alle situazioni da lei descritte possono evidenziarsi molti vissuti emotivi che rimangono nascosti.
Il mio suggerimento è di intraprendere un percorso di supporto psicologo che possa aiutarla a comprendere tutti questi vissuti.
Rimango a disposizione se volesse intraprendere un percorso, anche in modalità online.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Angelica Venanzetti
Buonasera dottori, volevo chiedervi un parere/consiglio. Secondo voi è utile fare sedute di psicoterapia con uno psicologo che sta terminando la scuola di specializzazione oppure è meglio rivolgersi a professionisti la cui formazione è già completa?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno
si tratta di due modalità di lavoro differenti, dunque non c'è un giusto e uno sbagliato. Lo psicologo che ancora non è psicoterapeuta potrebbe aver fatto corsi di formazione o master che lo portano ad avere una formazione adeguata alla sua situazione, quindi potrebbe cogliere in maniera precisa e puntuale quanto accade.
Lo psicologo psicoterapeuta ha concluso la scuola di specializzazione, quindi utilizza metodi e strumenti acquisiti lì.
Resto a disposizione,
cordiali saluti, Dott.ssa Angelica Venanzetti
Domande più frequenti
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…