Salve, da qualche mese quando sono in agitazione o non mi sento all'altezza mi si bagnano molto gli

23 risposte
Salve, da qualche mese quando sono in agitazione o non mi sento all'altezza mi si bagnano molto gli occhi di lacrime. Questo mi succede anche se sto vivendo dei bei momenti. Che significa?
Dr. Vincenzo Lucifora
Psicologo, Professional counselor
Torino
Gentile,
questa manifestazione che descrivi è un'esperienza molto intensa, ma ti rassicuro subito: non c'è nulla di strano o di "sbagliato" nel tuo corpo. Le lacrime che compaiono all'improvviso quando sei in agitazione, quando non ti senti all'altezza o, paradossalmente, anche durante i momenti belli, sono un potentissimo segnale neurobiologico.
Le lacrime non sono legate solo alla tristezza. Il pianto emotivo è una funzione biologica di regolazione dello stress.
Quando provi agitazione o la sensazione di "non essere all'altezza", il tuo sistema nervoso simpatico si attiva bruscamente (modalità "attacco o fuga"): il battito accelera, i muscoli si tendono e la pressione sale. Quando questo carico emotivo supera il livello di guardia, il tuo cervello applica un freno d'emergenza per proteggerti dal collasso energetico.
Attraverso le lacrime, viene attivato istantaneamente il sistema nervoso parasimpatico (quello del rilassamento). Il pianto biologico ha lo scopo di:
Abbassare la pressione sanguigna e il battito cardiaco.
Rilasciare ossitocina ed endorfine (antidolorifici naturali del corpo) per calmare l'ansia.
Scaricare l'eccesso di tensione accumulata nei muscoli del viso e degli occhi.
Quando vivi un momento molto bello, l'emozione è talmente intensa che, a livello cerebrale, viene registrata come un "picco di energia" quasi identico a quello dello stress o dell'agitazione. Il cervello si trova momentaneamente sopraffatto da troppa positività e, non riuscendo a contenerla, usa l'emozione opposta (le lacrime) per bilanciare il sistema e riportarti in equilibrio. È lo stesso motivo per cui si piange di gioia a un matrimonio o alla nascita di un figlio.

Invece di combattere le lacrime o vergognartene (cosa che aumenterebbe l'agitazione, creando un circolo vizioso), prova a cambiare approccio:
Non trattenerle: Trattenere il pianto mantiene il sistema nervoso in uno stato di iper-tensione muscolare e cardiaca. Se gli occhi si bagnano, lasciali fare. È il tuo corpo che si sta curando da solo.
Sposta l'attenzione sul respiro: Quando senti salire l'agitazione e gli occhi iniziano a inumidirsi, fai tre o quattro respiri diaframmatici profondi (gonfiando la pancia ed espirando lentamente dalla bocca). Questo aiuterà il parasimpatico a regolare lo stress prima che il corpo debba ricorrere al "freno d'emergenza" delle lacrime.
I tuoi occhi ti stanno solo dicendo che negli ultimi mesi stai accumulando più pressione di quella che riesci a smaltire a parole. Ascolta questa vulnerabilità: non è un difetto, è la tua naturale e bellissima bussola biologica.
Un caro e cordiale saluto.
Vincenzo Lucifora

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Buona sera,
sicuramente a questa domanda è difficile poter dare una risposta senza conoscere altro di lei.
Il tema dell'agitazione e del non sentirsi all'altezza è importante da affrontare, soprattutto nel caso in cui questo dovesse diventare un ostacolo la vita quotidiana.
Il mio consiglio è di approfondire con un/una professionista attraverso un percorso di supporto psicologico.
Rimango a disposizione, anche in modalità online, se volesse intraprendere un percorso.
Cordialmente,
Dott.ssa Angelica Venanzetti
Dott.ssa Valentina Brancato
Psicologo, Psicologo clinico
Savoca
Salve, quello che descrive sembra riconducibile a difficoltà nella regolazione delle emozioni. Probabilmente si trova in una situazione di sovraccarico emotivo e il pianto è spesso un modo con cui l'organismo cerca equilibrio. Può essere difficile anche regolare le emozioni in risposta a momenti positivi. Potrebbe esserle utile intraprendere un percorso psicologico per comprendere meglio l'origine di tali reazioni e apprendere strategie di regolazione emotiva.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Cernusco sul Naviglio
Gentile utente, quello che descrive non è necessariamente un segnale di tristezza. Le lacrime possono comparire in risposta a emozioni molto intense, sia spiacevoli (agitazione, senso di inadeguatezza, stress) sia piacevoli (gioia, commozione, sollievo). In alcune persone rappresentano una modalità naturale di esprimere e regolare l'attivazione emotiva.
Il fatto che questo fenomeno sia comparso da alcuni mesi potrebbe suggerire un periodo di maggiore sensibilità emotiva o di particolare carico psicologico, anche se non sempre ciò è immediatamente evidente. Per comprenderne meglio il significato sarebbe utile considerare il contesto in cui accade, la frequenza degli episodi e l'eventuale presenza di altri cambiamenti nel tono dell'umore, nei livelli di ansia o nella gestione dello stress.
Se il fenomeno le crea disagio, tende ad aumentare nel tempo o è accompagnato da altri sintomi emotivi, potrebbe essere utile un colloquio psicologico per approfondire la situazione. In caso di sintomi fisici agli occhi (bruciore, dolore, arrossamento persistente, alterazioni della vista), è consigliabile anche un confronto con il medico per escludere cause organiche.
Resto a disposizione
Dott. Luca Rochdi
Dott.ssa Ornella Izzo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Boscoreale
Buonasera, le informazioni che ha dato fanno pensare che arriva da un periodo molto carico emotivamente durante il quale non si è consentita di fermarsi e chiedersi cosa stesse succedendo. Oggi tutto il sospeso in qualche modo trova una piccola stradina per uscire fuori.
Dott.ssa Sabrina Germi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Castegnero
Gentile Utente,

quello che descrive è un meccanismo del tutto naturale: le lacrime fungono da "valvola di sfogo" biologica quando il Suo sistema nervoso va in sovraccarico per un’emozione troppo intensa. Il cervello, infatti, non distingue tra l'attivazione fisiologica di un momento bello e quella di un'agitazione legata al non sentirsi all'altezza; in entrambi i casi, quando la soglia emotiva viene superata, utilizza il pianto per scaricare l'energia in eccesso e riportarLa in equilibrio.

Spesso il problema si amplifica quando Cerca di controllare o nascondere queste lacrime per paura del giudizio, finendo paradossalmente per aumentare l'agitazione. Questo fenomeno Le sta semplicemente indicando che il Suo "termometro emotivo" è molto sensibile in questo periodo e che sotto la superficie vi è un forte bisogno di rassicurazione. Non combatta questa reazione: il Suo corpo sta solo cercando di proteggerLa e di ridarle stabilità.

Resto a Sua disposizione se desiderasse approfondire la natura di questa insicurezza.
Buonasera, le lacrime non sono legate esclusivamente alla tristezza, ma possono comparire anche in risposta a emozioni intense, sia positive sia negative. Nel suo caso, la lacrimazione sembra manifestarsi soprattutto nei momenti di agitazione o quando si sente non all’altezza, suggerendo una particolare sensibilità emotiva. Talvolta le lacrime rappresentano un modo attraverso cui l’organismo scarica tensioni e stati emotivi difficili da elaborare. Questo fenomeno è frequente in periodi di stress, cambiamento o maggiore vulnerabilità emotiva. Anche la commozione, la gratitudine e la gioia intensa possono favorirne la comparsa. Poiché si tratta di un cambiamento recente, potrebbe essere utile riflettere sugli eventi o sulle circostanze che hanno preceduto la sua comparsa. La conoscenza delle nostre emozioni è la chiave per la consapevolezza ed il cambiamento.
Dott. Stefano Zanetti
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Credo che lei abbia un problema di inadeguatezza causata da un deficit di autostima. Ci si può lavorare molto bene con vari approcci psicoterapeutici che danno ottimi risultati.
Dott.ssa Angela Borgese
Psicologo, Psicologo clinico
Gravina di Catania
Salve, non è detto che questo abbia un significato univoco o che indichi necessariamente un problema specifico. A volte le lacrime compaiono quando un'emozione, non solo la tristezza ma anche l'agitazione, la tensione o perfino la gioia, trova una via di espressione nel corpo.
Più che chiedersi "che cosa significa in generale", potrebbe essere utile domandarsi quando succede, con chi, e che cosa sta vivendo in quei momenti. È spesso da questi dettagli che emerge il senso che quel fenomeno ha per ciascuna persona.
Se questo le crea disagio o è un cambiamento recente che si ripete con frequenza, parlarne con uno psicologo può aiutarla a comprenderlo meglio nel contesto della sua storia personale.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, quello che descrive è un'esperienza più comune di quanto si possa pensare e, soprattutto, non significa necessariamente che ci sia qualcosa di "strano" nel suo modo di reagire. Le emozioni possono manifestarsi attraverso il corpo in modi diversi da persona a persona e, in alcune persone, gli occhi che si riempiono di lacrime rappresentano una delle modalità con cui il sistema emotivo esprime ciò che sta vivendo. Mi colpisce un particolare del suo racconto: questo fenomeno non si verifica soltanto quando è agitato o quando si sente non all'altezza, ma anche durante momenti piacevoli. Questo suggerisce che probabilmente non sono le emozioni negative in sé a provocare questa reazione, quanto piuttosto l'intensità dell'attivazione emotiva. A volte, infatti, anche emozioni positive, come la gioia, la soddisfazione o la commozione, possono essere vissute con una tale intensità da trovare nelle lacrime una forma di espressione spontanea. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, oltre a osservare il sintomo, è importante cercare di comprendere il contesto in cui compare. Ad esempio, potrebbe essere utile chiedersi cosa passa per la mente proprio in quei momenti. Quando scrive di sentirsi "non all'altezza", sembra emergere un tema che merita attenzione. Molte persone che vivono frequentemente questa sensazione tendono a giudicarsi con severità, a temere il giudizio degli altri o a sentirsi costantemente sotto pressione nel dover dimostrare qualcosa. Quando questi pensieri diventano abituali, l'organismo può reagire con una risposta emotiva molto intensa, anche in situazioni che dall'esterno potrebbero sembrare semplici. Le lacrime, quindi, non sono necessariamente il problema, ma possono rappresentare un segnale che invita a guardare più in profondità a ciò che sta accadendo dentro di sé. Non è raro che alcune emozioni rimangano trattenute per molto tempo e trovino poi espressione proprio attraverso manifestazioni fisiche apparentemente difficili da spiegare. Credo che la domanda più utile non sia tanto "che cosa significa piangere?", quanto "che cosa stanno cercando di comunicarmi queste emozioni?". Spesso, dietro una reazione come quella che descrive, possono esserci convinzioni profonde sul proprio valore, aspettative molto elevate verso se stessi oppure una particolare sensibilità emotiva che, se compresa, può diventare una risorsa piuttosto che un limite. Se questa modalità di reagire dovesse continuare nel tempo, provocarle disagio o limitarla nelle relazioni o nelle situazioni quotidiane, potrebbe essere utile concedersi uno spazio di approfondimento con uno psicologo. Un percorso ad orientamento cognitivo comportamentale potrebbe aiutarla a comprendere meglio i meccanismi che si attivano quando vive determinate emozioni, individuando gli schemi di pensiero e di funzionamento che contribuiscono a mantenere questa risposta emotiva così intensa. Comprendere il significato di ciò che accade rappresenta spesso il primo passo per vivere le proprie emozioni con maggiore serenità, senza sentirsi sopraffatti da esse. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Federica De Masi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Portici
Gentile utente,

quello che descrive può accadere quando il sistema emotivo è più “sensibile” del solito: le lacrime non indicano necessariamente tristezza, ma una sorta di scarico fisiologico dell’attivazione interna. In momenti di agitazione, senso di inadeguatezza o anche forte intensità positiva, il corpo può reagire allo stesso modo, perché è comunque in uno stato di arousal emotivo.

Può essere utile leggerlo non come un segnale “strano”, ma come un modo in cui il corpo sta esprimendo emozioni che in quel momento sono difficili da contenere o modulare verbalmente.

Se questo fenomeno dovesse aumentare o diventare fonte di disagio, può essere utile approfondirlo in uno spazio psicologico per capire cosa lo attiva e come si inserisce nella sua esperienza emotiva complessiva.

Un caro saluto.
Dott.ssa Tanita Nori
Psicoterapeuta, Psicologo
Paliano
Salve, da quello che descrive, sembra che lei stia vivendo un momento di forte pressione e stress, che poi esprime con il pianto. Accadendo anche nei momenti belli, sembra che in questo momento lei possa essere più sensibile alle emozioni, anche a quelle belle. Sicuramente è un momento, ma se dovesse protrarsi per più tempo magari si rivolga a qualche collega che la può aiutare.
Caro utente,
quella che provo in quel momento è probabilmente un'emozione che esprime attraverso il pianto: esso può essere di tristezza, rabbia, nervoso, felicità ect. Il pianto e le lacrime assumo quindi un significato diverso rispetto a quello che sente di star vivendo.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
Dott.ssa Chiara Buttazzo
Psicologo clinico, Psicologo
Lecce
Salve. Quello che descrive può avere diverse spiegazioni e, da solo, non è sufficiente per attribuirgli un significato preciso. Se questo fenomeno le crea disagio o si ripete con frequenza, potrebbe essere utile confrontarsi con uno psicologo per comprenderne meglio il significato e individuare eventuali strategie per gestirlo. Le auguro di trovare le risposte che cerca.
Dott. Fabian Gabriel Beneitez
Psicologo, Professional counselor
Fermo
Quello che descrivi può essere una risposta emotiva dell’organismo a stati di agitazione, valutazione personale o anche a momenti positivi intensi
Non è necessariamente un segnale negativo ma indica una maggiore attivazione emotiva
Per capire meglio significato e funzione nella tua esperienza è utile parlarne con uno psicologo o psicoterapeuta che possa approfondire la tua storia e il contesto in cui accade
In cordiale saluto
Fabián Gabriel Beneitez
CPBA
I significati potrebbero essere molti. Per una risposta più esaustiva e specifica la invito a contattarmi. Dott. Agostino Marotti - psicologo e coach di formazione breve strategica (Perugia)
Dott.ssa Simona Fresu
Psicologo clinico, Psicologo
Assemini
Gentile utente, la ringrazio per aver postato le sue perplessità rispetto a tale esperienza, che tende anche ad essere comune, ma che quando si presenta inaspettatamente può essere un po' destabilizzante. Il suo corpo sta svolgendo un prezioso lavoro di regolazione rispetto alle intense emozioni che probabilmente caratterizzano questo periodo della sua vita. Il fatto che questa modalità sia comparsa "da qualche mese" potrebbe indicare che nell'ultimo periodo il suo carico emotivo generale sia un po' più pesante del solito, rendendola più incline al "bagnarsi degli occhi" rispetto a diverse emozioni. Quando in momenti emotivamente intensi sentiamo le lacrime arrivare agli occhi, potrebbero comparire la paura di essere giudicati o di non riuscire a controllarsi, aumentando lo stress percepito. Un percorso potrebbe essere utile per esplorare cosa si sta smuovendo nella sua vita che la porta a vivere più intensamente le emozioni, ma anche comprendere cosa la porta a provare quella sensazione di non sentirsi all’altezza, e soprattutto per accogliere con maggiore consapevolezza e serenità queste risposte emotive del corpo. A tal proposito le lascio la mia disponibilità per delle consulenze insieme. Le auguro di accogliere queste lacrime con maggiore serenità.
Cordiali saluti, Dott.ssa Simona Fresu
Dott.ssa Geralda Vitale
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Oggiona con Santo Stefano
Buongiorno, quello che descrive può dire tutto e nulla, dovrebbe essere più chiaro, a parte una forte emotività creata forse da stress, non riesco a consigliare altro.
Dott.ssa Nicole Nanni
Psicologo, Psicologo clinico
Cagliari
Salve, quello che descrive può essere una risposta emotiva: in alcune persone le lacrime compaiono non solo per tristezza, ma anche in situazioni di agitazione, ansia, forte emozione o quando ci si sente sotto pressione. Di per sé non indica necessariamente un problema grave, ma se il fenomeno è comparso da poco, è frequente o le crea disagio, è consigliabile parlarne con il suo medico o con uno psicologo per comprenderne meglio le cause e valutare se sia legato a un periodo di particolare stress o ad altri fattori. Un caro saluto
Salve, grazie per la condivisione. Le lacrime non sono legate solo alla tristezza: possono comparire anche quando si prova un'intensa attivazione emotiva, positiva o negativa. Quando sei in agitazione o non ti senti all'altezza, gli occhi si riempiono di lacrime. Questo può essere una risposta del sistema nervoso allo stress o all'ansia. Alcune persone esprimono la tensione con tremore, altre con rossore, altre ancora con una forte lacrimazione.
Ti succede anche durante bei momenti. Anche emozioni positive molto intense (gioia, commozione, sollievo, gratitudine) possono provocare lacrime. Non è necessariamente un segno che ci sia qualcosa che non va.
Il fatto che questo fenomeno sia comparso da qualche mese potrebbe indicare che in questo periodo sei emotivamente più sensibile o sotto maggiore pressione rispetto al passato. A volte basta un periodo di stress prolungato, cambiamenti importanti o una maggiore vulnerabilità emotiva perché il cervello reagisca in questo modo. Resto a disposizione.
Dott.ssa Jessica Servidio
Psicologo, Psicologo clinico
Pesaro
Salve,
Non so quanto sarebbe eticamente poco corretto lanciare ipotesi sul significato di queste lacrime senza conoscere la sua storia. Mi colpisce però che lei le colleghi sia ai momenti di agitazione sia a momenti "belli".
Che cosa la sorprende, di queste lacrime? Quando hanno iniziato a comparire in modo tale da spingerla oggi a chiedere quale significato possano avere? Che cosa stava attraversando nel periodo in cui ha iniziato a percepirle come un fenomeno diverso, rispetto a come le aveva vissute fino a quel momento?
Resto disponibile anche per un consulto online, Dott.ssa Jessica Servidio.
Dott.ssa Ilaria Redivo
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Carissima/o,
Grazie di aver condiviso le sue emozioni, quello che descrive può capitare più spesso di quanto si pensi. Le lacrime non sono necessariamente espressione di tristezza: possono comparire anche quando si provano emozioni molto intense, come agitazione, senso di inadeguatezza, sollievo, gioia o commozione. In questi casi rappresentano una modalità con cui il nostro organismo esprime e regola un'attivazione emotiva particolarmente elevata. Dal suo racconto sembra che questo accada soprattutto quando si sente sotto pressione o teme di non essere all'altezza, ma anche durante momenti positivi. Potrebbe quindi essere utile chiedersi se il filo conduttore non sia il tipo di situazione, bensì l'intensità emotiva con cui la vive. Se questo fenomeno è comparso solo da qualche mese, vale la pena osservare se ci siano stati cambiamenti importanti nella sua vita, periodi di particolare stress o eventi che l'abbiano resa emotivamente più sensibile.
Se queste manifestazioni le causano disagio o sente il bisogno di comprenderne meglio il significato, un percorso psicologico può aiutarla a esplorare le emozioni che le accompagnano e a sviluppare modalità più consapevoli per gestirle.
Se lo desidera, rimango a disposizione per un colloquio e/o percorso di approfondimento. Può trovare il mio Profillo su Mio Dottore sono la dott.ssa Ilaria Redivo
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,
molto probabilmente si trova in un momento di grande sensibilità e fragilità. Provi ad affidarsi ad uno psicologo, ne potrebbe venire fuori con un lavoro su di se.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara

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