buonasera ,qualcuno mi saprebbe indirizzare alla valutazione di una neurodivergenza? Ho notato da al
buonasera ,qualcuno mi saprebbe indirizzare alla valutazione di una neurodivergenza? Ho notato da alcuni miei atteggiamenti di fare spesso stimming come strumento di regolazione emotiva ,faccio fatica a concentrami e ho spesso movimenti veloci e incontrollati
28 risposte
Grazie per la sua domanda. Per molte problematiche di carattere emotivo, psicologico e relazionale, ma anche per le difficoltà che possono accompagnare problemi di salute o periodi particolarmente stressanti della vita, può essere utile intraprendere un percorso psicologico. Attraverso un approccio orientato alla terapia breve, spesso è possibile ottenere un primo significativo miglioramento già dopo pochi incontri, per poi consolidare e risolvere stabilmente il problema in un percorso che mediamente richiede circa 10 sedute, sia in presenza sia online. Per informazioni o per prenotare una consulenza, può scrivermi tramite WhatsApp. Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri al costo di 75 euro a seduta anziché 97 euro. Cordiali saluti, Dott. Michele Scala
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Buonasera, quello che descrive è qualcosa che merita attenzione, ma anche un po’ di ordine per non arrivare subito a conclusioni che potrebbero confondere ancora di più. Alcuni comportamenti come lo stimming, la difficoltà di concentrazione o i movimenti rapidi possono rientrare in quadri di neurodivergenza, ma possono anche essere legati ad altri fattori, come ansia, stress, iperattivazione o difficoltà di regolazione emotiva. Il rischio è quello di riconoscersi in alcune caratteristiche e attribuire subito un’etichetta, senza un inquadramento completo. La cosa più utile che può fare è rivolgersi a un professionista che si occupi di valutazione clinica, come uno psicologo o uno psicoterapeuta con esperienza in questi ambiti. La valutazione non si basa solo su singoli comportamenti, ma su un’analisi più ampia: storia personale, funzionamento cognitivo, aspetti attentivi, emotivi e relazionali. Il fatto che lei abbia già notato questi aspetti è comunque un buon punto di partenza, perché significa che c’è consapevolezza. Però è importante che questa venga accompagnata da una valutazione strutturata, per capire davvero cosa c’è sotto e, soprattutto, cosa può aiutarla a stare meglio nella quotidianità. Io lavoro spesso anche con persone che si pongono questo tipo di domande, aiutandole sia a fare chiarezza sia a capire come gestire concretamente le difficoltà che vivono, al di là dell’etichetta. Se vuole, può scrivermi in privato. Possiamo approfondire meglio quello che sta osservando su di sé e capire insieme come muoversi, così da darle una direzione più chiara e non restare nel dubbio
Buonasera, sono una psicoterapeuta con esperienza nell’ambito della neurodivergenza. Mi occupo del supporto psicologico e psicoterapeutico di persone con disturbo dello spettro autistico e ADHD. Collaboro inoltre con un ambulatorio a Milano specializzato nella valutazione e nell’inquadramento diagnostico della neurodivergenza. Posso chiederle in quale zona si trova?
Buonasera, i comportamenti che descrivi (stimming, difficoltà di concentrazione, necessità di movimento o movimenti percepiti come difficili da controllare) possono avere diverse spiegazioni e non sono sufficienti, da soli, per identificare una specifica neurodivergenza. Se desideri approfondire, il percorso più indicato è una valutazione clinica specialistica che raccolga la tua storia di vita, le caratteristiche presenti fin dall'infanzia e il funzionamento attuale. A seconda dei casi, può essere utile rivolgersi a uno psicologo esperto in neurodivergenze nell'adulto, a un neuropsicologo o a uno psichiatra. Una valutazione accurata permette di comprendere se le caratteristiche osservate siano riconducibili, ad esempio, a condizioni del neurosviluppo come ADHD o autismo, oppure ad altri fattori che possono influenzare attenzione, regolazione emotiva e comportamento. Ti consiglio di non basarti esclusivamente sui contenuti trovati online, ma di confrontarti con un professionista che possa offrirti un inquadramento personalizzato.
Salve, la domanda che pone è molto interessante e, soprattutto, mostra una buona capacità di osservare il proprio funzionamento. Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di neurodivergenza e molte persone iniziano a riconoscere in sé alcune caratteristiche che le portano a interrogarsi sulla possibilità di appartenere a questo spettro di funzionamenti. Tuttavia, credo sia importante procedere con curiosità e apertura, ma anche con cautela, evitando di arrivare troppo rapidamente a conclusioni. Il fatto che lei noti comportamenti che definisce come stimming, difficoltà di concentrazione o movimenti rapidi e poco controllati non permette, da solo, di comprendere cosa ci sia alla base di queste esperienze. Molte caratteristiche psicologiche possono infatti comparire in contesti molto diversi tra loro e assumere significati differenti a seconda della storia della persona, del suo sviluppo, delle situazioni che vive e del modo in cui queste manifestazioni si presentano nella quotidianità. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, prima ancora di attribuire un'etichetta a un comportamento, è utile chiedersi quale funzione abbia. Ad esempio, sarebbe interessante capire quando compaiono questi movimenti, in quali situazioni aumentano o diminuiscono, che cosa accade emotivamente prima che si manifestino e quale effetto producono successivamente. Talvolta alcuni comportamenti possono rappresentare modalità spontanee di regolazione emotiva, altre volte possono essere collegati a stati di tensione, ansia, noia, sovraccarico cognitivo o semplicemente a caratteristiche temperamentali presenti da sempre. Per questo motivo, se sente che questi aspetti sono significativi nella sua vita e desidera comprenderli meglio, potrebbe essere utile rivolgersi a uno psicologo esperto nella valutazione del funzionamento neuropsicologico e dello sviluppo in età adulta. Una valutazione accurata non si basa sulla presenza di un singolo comportamento, ma considera l'intera storia personale, il modo di relazionarsi agli altri, l'attenzione, la gestione delle emozioni, le caratteristiche presenti fin dall'infanzia e il loro impatto concreto nella vita quotidiana. Al di là dell'eventuale esito di una valutazione, ciò che ritengo importante è non fermarsi alla domanda "ho o non ho una neurodivergenza?", ma utilizzare questa curiosità come occasione per conoscere meglio se stesso. Spesso dietro questi interrogativi vi è il desiderio di comprendere perché ci si sente diversi, perché alcune situazioni risultano più faticose rispetto ad altre o perché certi comportamenti sembrano così automatici e difficili da modificare. In questo senso, un percorso psicologico potrebbe rappresentare uno spazio utile non solo per approfondire questi aspetti, ma anche per esplorare il significato che assumono nella sua esperienza personale. Talvolta la ricerca di una spiegazione diventa il primo passo verso una comprensione più ampia del proprio modo di funzionare, delle proprie risorse e delle proprie difficoltà. Credo quindi che la strada più utile sia quella di mantenere uno sguardo curioso e non giudicante verso ciò che osserva in sé, senza avere fretta di trovare una definizione immediata. Comprendere i motivi e i meccanismi che stanno dietro a determinati comportamenti è spesso molto più importante dell'etichetta stessa. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buonasera, il fatto che abbia notato alcuni aspetti del suo funzionamento e desideri comprenderli meglio è un passo importante. Comportamenti come lo stimming, difficoltà di concentrazione, irrequietezza motoria o movimenti percepiti come difficili da controllare possono essere presenti in diverse condizioni e, da soli, non sono sufficienti per concludere che vi sia una neurodivergenza. Tuttavia, meritano certamente un approfondimento se incidono sul suo benessere o sulla vita quotidiana. Per una valutazione è consigliabile rivolgersi a uno psicologo o a un neuropsicologo esperto nella valutazione delle neurodivergenze in età adolescenziale o adulta, oppure a un'équipe multidisciplinare che possa esplorare in modo approfondito la sua storia di vita, il funzionamento cognitivo, attentivo, emotivo e relazionale. In alcuni casi può essere utile anche una valutazione psichiatrica, soprattutto per distinguere aspetti legati a condizioni come ADHD, disturbi d'ansia, tic o altre caratteristiche neuroevolutive. L'obiettivo della valutazione non è attribuire un'etichetta, ma comprendere meglio il proprio modo di funzionare, i punti di forza, le difficoltà e le strategie più utili per stare bene. Un caro saluto.
Ciao caro/a, di dove sei? Se hai bisogno contattami che ti posso indirizzare in qualche centro in base a dove abiti
Buonasera, la richiesta di una valutazione ha senso, soprattutto se questi comportamenti le creano disagio, fatica nella vita quotidiana o la sensazione di non riuscire a gestirsi. Stimming, difficoltà di concentrazione e movimenti rapidi o poco controllabili possono comparire in diversi funzionamenti: neurodivergenza, ADHD, spettro autistico, ansia, stress, sovraccarico emotivo, tic o altri aspetti da approfondire. Per questo è importante non partire subito dall’etichetta, ma dal funzionamento: da quando accade, in quali situazioni aumenta, cosa lo riduce, quanto interferisce con studio, lavoro, relazioni e regolazione emotiva. Può rivolgersi a uno psicologo o neuropsicologo con esperienza nella valutazione delle neurodivergenze. In alcuni casi può essere utile anche una valutazione psichiatrica, soprattutto se ci sono forte impulsività, insonnia, ansia intensa o difficoltà marcata nella gestione quotidiana. Se invece i movimenti sono comparsi all’improvviso, sono molto intensi o realmente incontrollabili, è prudente parlarne anche con il medico o con un neurologo. Un piccolo punto utile: non cerchi subito di eliminare lo stimming. Prima provi a osservarlo come un segnale: “che cosa sto cercando di regolare in quel momento?”. A volte il corpo trova una soluzione prima che la mente riesca a darle un nome. Una valutazione ben fatta non serve solo a dire “sono o non sono neurodivergente”, ma a capire meglio come funziona e quali strategie possono aiutarla davvero. Se vuole, può iniziare da un primo colloquio psicologico, anche online, per orientare il percorso più adatto. Un caro saluto.
Buongiorno, ciò che lei descrive potrebbe essere il segno che qualcosa la sta stressando particolarmente, oppure nota solo ora di avere tali difficoltà che, magari, sono sempre state presenti ma sono maggiormente frequenti in questo periodo. Le dico questo per "tranquillizzarla", non per forza di fronte a meccanismi di regolazione emotiva come lo stimming o la difficoltà di concentrazione è presente un funzionamento "neurodivergente" anche se sarebbe utile comprendere cosa intende lei con "neurodivergenza". Tuttavia, siamo in molti ad effettuare valutazioni ti questo tipo, io le consiglierei sicuramente la WAIS (se ha un'età maggiore di sedici anni) ed il Rorschach. Buona giornata :)
Buonasera a lei, È un passo molto importante e significativo che lei stia prestando attenzione a questi segnali e manifestazioni, che meritano accoglimento, ascolto e un approfondimento clinico adeguato. Per intraprendere un percorso di valutazione di eventuali neurodivergenze è possibile rivolgersi al SSN o a privati, con tempistiche e costi differenti. In linea generale in entrambi i casi verrà effettuato un colloquio clinico per conoscere la storia passata ed attuale, alcuni test e strumenti valutativi a discrezione del clinico ed infine un colloquio di restituzione. Può ricercare in autonomia un professionista privato/clinica nelle vicinanze oppure affidarsi al suo medico di medicina generale che potrebbe inviarla al SSN per una valutazione. Spero di esserle stata utile e buon proseguimento, Psicologa Giada Martorelli
Buongiorno, grazie per la sua domanda. Io mi occupo di area neuropsicologica, se le dovesse interessare approfondire il percorso possibile, mi contatti. In fase iniziale ci sarà una situazione di approfondimento della situazione, solo successivamente, se si ritiene opportuno, si procede con una valutazione. Rimango a disposizione, Cordiali saluti, Dott.ssa Angelica Venanzetti
Buonasera, i comportamenti che descrive (stimming, difficoltà attentive, bisogno di movimento, difficoltà di regolazione emotiva) possono certamente meritare un approfondimento clinico, ma da soli non sono sufficienti per parlare di una specifica neurodivergenza. Per i minori la valutazione viene generalmente effettuata presso i servizi di Neuropsichiatria Infantile. Per gli adulti, invece, è possibile rivolgersi ai servizi di Salute Mentale territoriali (Centro di Salute Mentale-CSM) o ad ambulatori specialistici per ADHD e autismo nell'età adulta presenti in alcune ASL e strutture ospedaliere. In molte realtà il percorso inizia proprio con una visita psichiatrica o psicologica presso il CSM di competenza territoriale, che può poi indirizzare verso una valutazione diagnostica specifica. Le suggerisco di confrontarsi con il suo medico di base, che potrà orientarla verso il servizio pubblico più appropriato della sua zona. Una valutazione accurata comprende generalmente colloqui clinici, raccolta della storia personale e familiare, questionari e test specifici. Un cordiale saluto, Dott.ssa Palma Maria Antonia.
La ringrazio per la condivisione. I segnali che descrive, ossia lo stimming come strategia di regolazione emotiva, le difficoltà di concentrazione e i movimenti involontari, possono effettivamente essere elementi da esplorare nell'ambito di una valutazione neuropsicologica. Il percorso più indicato è rivolgersi a uno psicologo o neuropsichiatra specializzato in neurodivergenze (autismo, ADHD e profili correlati), che possa effettuare una valutazione clinica strutturata attraverso colloqui e test standardizzati. Può rivolgersi ai servizi pubblici chiedendo al suo medico di base l'impegnativa per una valutazione neuropsicologica, oppure rivolgersi al privato.
Buongiorno, vi sono diversi professionisti su MioDottore che si occupano di questo. E, in base al territorio in cui vive, potrebbero essere presenti anche servizi locali. Qualora voglia sapere di più non esiti a contattare. Cordiali saluti
Grazie per aver condiviso la tua domanda. Quello che descrivi — difficoltà di concentrazione, movimenti ripetitivi o “stimming” percepito come strumento di regolazione emotiva, e sensazione di attivazione motoria — sono elementi che possono avere significati diversi e che, da soli, non permettono di trarre conclusioni diagnostiche. In generale, comportamenti di questo tipo possono essere presenti in diverse condizioni (ad esempio difficoltà attentive, stati di ansia, disregolazione emotiva, oppure caratteristiche neurodivergenti), ma è sempre necessaria una valutazione clinica approfondita per comprenderne la natura, la storia e il funzionamento nel tempo. Se senti il bisogno di approfondire, il primo passo utile è rivolgersi a uno/a psicologo/a o neuropsicologo/a che si occupi di valutazioni per adulti. In questi percorsi si raccolgono informazioni sulla storia personale, sulle modalità attentive, relazionali ed emotive, e — se necessario — si utilizzano strumenti standardizzati di assessment. Successivamente, quando indicato, può essere coinvolto anche un medico specialista (ad esempio neuropsichiatra o psichiatra) per completare l’inquadramento. Il fatto che tu ti stia osservando e porti queste domande è già un elemento importante di consapevolezza, che può essere un buon punto di partenza per un approfondimento strutturato. Se vuoi, puoi cercare professionisti che si occupano esplicitamente di “valutazione neuropsicologica dell’adulto” o “assessment ADHD/ASD in età adulta”, a seconda dell’area che desideri esplorare. Resto a disposizione. Filomena Guida
Ti consiglio di rivolgerti a uno psicologo o a uno psichiatra che si occupi di neurodivergenze e valutazioni neuropsicologiche. Potranno aiutarti a capire meglio l'origine di queste caratteristiche e, se necessario, indicarti il percorso più adatto.
Buonasera, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Gli aspetti che descrive meritano certamente un approfondimento, ma è importante evitare conclusioni affrettate. Comportamenti come lo stimming, le difficoltà di concentrazione o la necessità di autoregolarsi possono avere significati diversi e vanno compresi all’interno della storia personale e del funzionamento complessivo della persona. Una valutazione psicologica può essere un buon primo passo per esplorare questi aspetti ed eventualmente orientarla verso approfondimenti diagnostici specifici. Resto a disposizione. Dott.ssa Eleonora Rossini Psicologa Clinica e Psicodiagnosta
Buonasera, i comportamenti che descrive, come lo stimming, le difficoltà di concentrazione o alcuni movimenti percepiti come difficili da controllare, possono avere significati diversi e non sono di per sé sufficienti per identificare una specifica neurodivergenza. Se queste caratteristiche sono presenti da tempo e hanno un impatto sul suo benessere o sulla vita quotidiana, potrebbe essere utile rivolgersi a uno psicologo esperto in valutazione del neurosviluppo o a un'équipe multidisciplinare che si occupi di disturbi dello spettro autistico, ADHD e altre condizioni neuroevolutive nell'adulto. Un percorso di valutazione approfondito, basato sulla storia personale e su strumenti clinici specifici, può aiutare a comprendere meglio l'origine di queste esperienze e a individuare eventuali strategie di supporto adeguate. Un caro saluto.
Buonasera, gli elementi che descrive — difficoltà di concentrazione, necessità di ricorrere a comportamenti ripetitivi per gestire stati emotivi e sensazione di avere movimenti rapidi o difficili da controllare — possono certamente suscitare interrogativi sul proprio funzionamento. Tuttavia, è importante ricordare che singoli comportamenti o caratteristiche non sono sufficienti, da soli, per concludere di essere in presenza di una specifica neurodivergenza. Termini come "stimming", oggi molto diffusi anche sui social e in rete, possono aiutare alcune persone a riconoscersi in determinate esperienze, ma non sostituiscono una valutazione clinica approfondita. Se desidera approfondire questo dubbio, il percorso di valutazione dipende anche dalla sua età e dalla zona in cui vive. Esistono servizi pubblici e centri privati che si occupano di valutazioni diagnostiche nell'età evolutiva e nell'età adulta; una semplice ricerca online può aiutarla a individuare le strutture presenti sul suo territorio. Generalmente l'iter prevede uno o più colloqui clinici finalizzati a raccogliere informazioni sulla storia personale e sulle difficoltà riportate, eventualmente affiancati dalla somministrazione di test e strumenti standardizzati, scelti in base al quesito diagnostico. Al di là dell'eventuale etichetta diagnostica, può essere utile interrogarsi anche su quanto queste caratteristiche incidano concretamente sul suo benessere, sulle relazioni, sullo studio o sul lavoro, poiché è spesso da questa domanda che prende avvio un percorso di comprensione più approfondito della propria esperienza. Un cordiale saluto Elvira Cerullo Psicologa Psicoterapeuta
Buonasera, riconoscere certi pattern in sé stessi e cercare attivamente una risposta è già un passo importante - e ha senso volerci fare chiarezza. Per una valutazione della neurodivergenza il percorso più indicato è rivolgersi a uno psicologo o neuropsichiatra con formazione specifica in questo ambito, capace di condurre un assessment strutturato che tenga conto degli aspetti cognitivi, emotivi e comportamentali nel loro insieme. Può cercare professionisti specializzati direttamente su questa piattaforma, oppure fare riferimento al Servizio di Neuropsichiatria del suo territorio.
Gentile utente di mio dottore, potrebbe consultare uno specialista che si occupi di questo nella sua zona. Filtri la ricerca per città dal portale mio dottore, troverà sicuramente un professionista pronto ad accogliere ed orientare la sua richiesta. Cordiali saluti Dott. Diego Ferrara
Buonasera, gli aspetti che descrive meritano sicuramente attenzione, ma è importante ricordare che singoli comportamenti o difficoltà non sono sufficienti per identificare una condizione di neurodivergenza. Le chiederei di riflettere, al di là di un'ipotetica diagnosi, quali sono le ripercussioni che questi atteggiamenti hanno sulla sua vita quotidiana, perché un disturbo è definito tale quando e perché disturba noi o l'ambiente intorno a noi (ovvero le rende le attività quotidiane difficili da svolgere o si associa a sofferenza mentale e emotiva). Per comprendere meglio il significato delle sue esperienze sarebbe utile rivolgersi a uno psicologo esperto in valutazione del neurosviluppo nell'età adulta o a un'équipe multidisciplinare che possa effettuare un approfondimento diagnostico. Attraverso colloqui clinici, raccolta della storia personale ed eventuali test specifici sarà possibile comprendere se le difficoltà riportate siano riconducibili a un disturbo del neurosviluppo, ad altre condizioni o semplicemente a caratteristiche individuali. Un confronto professionale può aiutarla a fare chiarezza e a individuare eventuali strategie di supporto adeguate, perché al di là di un'ipotetica neurodivergenza in sé per sé è importante vedere quali strategie e percorsi sono più funzionali per il suo benessere. Non esiti a contattarmi se ha necessità.
Buonasera, ne parli con il medico di base e si faccia fare un'impegnativa per una valutazione in Asl.
Gentile Utente, buongiorno. Leggo con interesse le sue parole e le do alcune prime informazioni di rilievo. Per approfondire ciò che rileva e che riferisce qui vi sono principalmente due possibili strade di percorrenza, ovvero può far riferimento al sistema sanitario nazionale e confrontarsi con il medico di medicina generale che la segue, oppure rivolgersi ad un professionista in libera professione che si occupi di questo ambito specificatamente. Spero di averle dato informazioni utili per poter procedere con il primo passo. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Letizia Turchetto
Buon pomeriggio carissima/o, grazie per aver condiviso ciò che sta osservando di sé. È comprensibile che, notando alcuni comportamenti e difficoltà che si ripetono nel tempo, possa nascere il desiderio di capire meglio la loro origine. I comportamenti che descrive, come lo stimming, le difficoltà di concentrazione o i movimenti che percepisce come difficili da controllare, possono avere significati diversi e, da soli, non sono sufficienti per parlare di una neurodivergenza. Per questo motivo è importante una valutazione approfondita, svolta da professionisti esperti, che tenga conto della sua storia personale e del suo funzionamento nelle diverse aree della vita. Se desidera confrontarsi su questi aspetti e valutare insieme quale possa essere il percorso più indicato, sarò lieta di riceverla per un colloquio, in uno spazio dedicato potremo approfondire i suoi dubbi e orientarla verso la valutazione più appropriata, qualora fosse necessaria, sono la dott.ssa Ilaria Redivo può trovare il mio profilo su Mio dottore. Un caro saluto
Buonasera. Quello che descrivi (stimming, difficoltà di concentrazione, bisogno di movimento o movimenti rapidi) può essere presente in diverse condizioni e, da solo, non è sufficiente per parlare di neurodivergenza. Merita però un approfondimento clinico se questi aspetti sono presenti da tempo e hanno un impatto sulla tua vita quotidiana. Ti consiglierei di rivolgerti a uno psicologo o a un neuropsicologo che si occupi di valutazione dell'età adulta, oppure a uno psichiatra esperto in disturbi del neurosviluppo (come ADHD e disturbo dello spettro autistico). La valutazione comprende un colloquio approfondito sulla tua storia di vita, eventuali test standardizzati e, quando possibile, informazioni sul funzionamento durante l'infanzia. Nel frattempo evita di autodiagnosticarti basandoti solo sui contenuti che trovi online: possono essere utili per riconoscersi in alcune esperienze, ma non sostituiscono una valutazione professionale. Se ci dici la tua zona, possiamo provare a indicarti i servizi o i professionisti che si occupano di questo tipo di valutazione. Ti mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Perugia
Buonasera, quelli che descrive (stimming come regolazione emotiva, difficoltà di concentrazione, movimenti veloci e poco controllati) sono elementi che possono effettivamente rientrare in un quadro di neurodivergenza, ma per avere un'idea chiara serve una valutazione vera e propria, che guardi l'insieme e non i singoli segnali presi da soli. Mi occupo di questo tipo di percorsi diagnostici, quindi se le fa piacere può scrivermi in privato e possiamo insieme decidere come orientarci. Dott. Umberto Perrone
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