Ho 18 anni, sono completamente perso, a livello lavorativo, relazionare, familiare, insomma diciamo
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Ho 18 anni, sono completamente perso, a livello lavorativo, relazionare, familiare, insomma diciamo tutto.
Però è da un po’ di tempo che ho un peso dentro che non so come risolvere e cioè che non so cosa fare della mia vita, so che se trovassi la mia passione farei di tutto per eccellere però purtroppo tutto mi annoia, mi sembra brutto, inutile, limitante, privo di possibilità di crescita.
Cerco questa scintilla per dare un senso alla mia vita, per trasformarla in una attività, che è una cosa che sogno da parecchio tempo, ma comunque niente da fare.
Ora sono in una fase molto brutta anche con il mio attuale lavoro, c’è un bruttissimo rapporto tra me, i colleghi e il capo. Non so veramente cosa fare, sembra un periodo infinito e dove non ho scelta, anche per le strette opportunità che ho date dal fatto che non ho conseguito il diploma ma bensì ho una qualifica professionale.
Però è da un po’ di tempo che ho un peso dentro che non so come risolvere e cioè che non so cosa fare della mia vita, so che se trovassi la mia passione farei di tutto per eccellere però purtroppo tutto mi annoia, mi sembra brutto, inutile, limitante, privo di possibilità di crescita.
Cerco questa scintilla per dare un senso alla mia vita, per trasformarla in una attività, che è una cosa che sogno da parecchio tempo, ma comunque niente da fare.
Ora sono in una fase molto brutta anche con il mio attuale lavoro, c’è un bruttissimo rapporto tra me, i colleghi e il capo. Non so veramente cosa fare, sembra un periodo infinito e dove non ho scelta, anche per le strette opportunità che ho date dal fatto che non ho conseguito il diploma ma bensì ho una qualifica professionale.
Salve, da quanto tempo va avanti questa situazione che descrive?
Lei ha 18 anni e non è semplice sapere "che cosa farò da grande", ma ha tutto il tempo per scoprirlo.
Secondo lei, questo peso che sente dentro a cosa potrebbe essere dovuto?
Sarebbe utile approfondire ciò che ha descritto e capire come agire affinché questo blocco, anche emotivo, si possa dissolvere.
Il primo passo lei l'ha fatto e se ne dia il giusto merito. Ha condiviso qui ciò che lei sente come un problema, un blocco, qualcosa che non la fa stare bene.
E' un inizio, ma bisogna capire cosa fare per cambiare questa insoddisfazione generalizzata.
Rimango a disposizione, un caro saluto.
Lei ha 18 anni e non è semplice sapere "che cosa farò da grande", ma ha tutto il tempo per scoprirlo.
Secondo lei, questo peso che sente dentro a cosa potrebbe essere dovuto?
Sarebbe utile approfondire ciò che ha descritto e capire come agire affinché questo blocco, anche emotivo, si possa dissolvere.
Il primo passo lei l'ha fatto e se ne dia il giusto merito. Ha condiviso qui ciò che lei sente come un problema, un blocco, qualcosa che non la fa stare bene.
E' un inizio, ma bisogna capire cosa fare per cambiare questa insoddisfazione generalizzata.
Rimango a disposizione, un caro saluto.
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Buonasera
A 18 anni non sapere la propria direzione e ciò che ci piace è comune ma sicuramente avrai tutto il tempo per scoprire ciò in cui sei bravo e usare le competenze che possiedi ai fini lavorativi.
Datti tempo, comprensione e non giudicarti. Hai anche tempo per conseguire un diploma frequentando una scuola serale o altro.
Il momento che stai vivendo al lavoro è spiacevole e ti invio il mio sostegno.
Ma continua a Sperimentare e non esitare a vagliare altre soluzioni anche lontane dalle proprie inclinazioni.
Spesso, facendo cose nuove, si scopre di essere portati per qualcosa che ignoravamo.
Chiedi pure aiuto se ne senti il bisogno e non smettere di confrontarti con altre persone. Il supporto anche amicale aiuta.
Buon cammino.
Dott.ssa Maria Alpino
A 18 anni non sapere la propria direzione e ciò che ci piace è comune ma sicuramente avrai tutto il tempo per scoprire ciò in cui sei bravo e usare le competenze che possiedi ai fini lavorativi.
Datti tempo, comprensione e non giudicarti. Hai anche tempo per conseguire un diploma frequentando una scuola serale o altro.
Il momento che stai vivendo al lavoro è spiacevole e ti invio il mio sostegno.
Ma continua a Sperimentare e non esitare a vagliare altre soluzioni anche lontane dalle proprie inclinazioni.
Spesso, facendo cose nuove, si scopre di essere portati per qualcosa che ignoravamo.
Chiedi pure aiuto se ne senti il bisogno e non smettere di confrontarti con altre persone. Il supporto anche amicale aiuta.
Buon cammino.
Dott.ssa Maria Alpino
Ciao, capisco quanto sia pesante sentirsi così, soprattutto alla tua età, in un momento in cui sembra che tutti abbiano già una direzione. La sensazione di vuoto, di noia e di mancanza di senso fa davvero male, ma non significa che in te non ci sia qualcosa: anzi, il fatto che cerchi una passione dimostra che una parte viva in te c'è. Quello che stai vivendo è una fase di ricerca, anche se adesso la chiamo blocco. Non avere il diploma non determina il tuo valore né chi diventerai. Prova a partire da piccole cose: capire cosa, per esempio, ti incuriosisce o ti fa stare solo un po' meglio.
Gentile utente,
a 18 anni è molto comune sentirsi persi e non sapere quale direzione prendere, soprattutto quando si vive un periodo difficile anche sul lavoro e nelle relazioni. La sensazione che tutto sembri noioso, inutile o senza prospettive può essere molto scoraggiante, ma non significa che non esista una strada adatta a lei.
Spesso la “passione” non arriva come una scintilla improvvisa, ma si costruisce nel tempo, facendo esperienze diverse, anche piccole, e scoprendo gradualmente cosa suscita interesse o soddisfazione. Il fatto di avere una qualifica professionale è comunque una risorsa, non un limite definitivo, e nel tempo è sempre possibile ampliare le proprie competenze o valutare nuove opportunità formative.
Il momento difficile che sta vivendo nel lavoro, con rapporti tesi con colleghi e capo, può contribuire molto al senso di blocco e demotivazione che descrive. Quando ci si sente poco valorizzati o a disagio nell’ambiente lavorativo, è più facile perdere fiducia nelle proprie possibilità.
Potrebbe essere utile, in questa fase:
- provare a non cercare subito “la strada perfetta”, ma fare piccoli passi esplorativi
informarsi su eventuali percorsi formativi o professionali che possano ampliare le sue possibilità, anche partendo dalla qualifica che ha
- confrontarsi con qualcuno di fiducia o con un professionista, per chiarire meglio interessi, valori e possibili direzioni
Se questo senso di vuoto, noia e smarrimento dura da tempo e coinvolge più ambiti della sua vita, potrebbe essere molto utile anche un percorso di supporto psicologico, che la aiuti a orientarsi meglio e a ritrovare gradualmente motivazione e fiducia.
Il fatto che lei si stia ponendo queste domande a 18 anni non è un segnale di fallimento, ma piuttosto di ricerca e di desiderio di trovare il proprio posto, e questo è un punto di partenza importante.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
a 18 anni è molto comune sentirsi persi e non sapere quale direzione prendere, soprattutto quando si vive un periodo difficile anche sul lavoro e nelle relazioni. La sensazione che tutto sembri noioso, inutile o senza prospettive può essere molto scoraggiante, ma non significa che non esista una strada adatta a lei.
Spesso la “passione” non arriva come una scintilla improvvisa, ma si costruisce nel tempo, facendo esperienze diverse, anche piccole, e scoprendo gradualmente cosa suscita interesse o soddisfazione. Il fatto di avere una qualifica professionale è comunque una risorsa, non un limite definitivo, e nel tempo è sempre possibile ampliare le proprie competenze o valutare nuove opportunità formative.
Il momento difficile che sta vivendo nel lavoro, con rapporti tesi con colleghi e capo, può contribuire molto al senso di blocco e demotivazione che descrive. Quando ci si sente poco valorizzati o a disagio nell’ambiente lavorativo, è più facile perdere fiducia nelle proprie possibilità.
Potrebbe essere utile, in questa fase:
- provare a non cercare subito “la strada perfetta”, ma fare piccoli passi esplorativi
informarsi su eventuali percorsi formativi o professionali che possano ampliare le sue possibilità, anche partendo dalla qualifica che ha
- confrontarsi con qualcuno di fiducia o con un professionista, per chiarire meglio interessi, valori e possibili direzioni
Se questo senso di vuoto, noia e smarrimento dura da tempo e coinvolge più ambiti della sua vita, potrebbe essere molto utile anche un percorso di supporto psicologico, che la aiuti a orientarsi meglio e a ritrovare gradualmente motivazione e fiducia.
Il fatto che lei si stia ponendo queste domande a 18 anni non è un segnale di fallimento, ma piuttosto di ricerca e di desiderio di trovare il proprio posto, e questo è un punto di partenza importante.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Capisco bene quanto possa essere pesante trovarsi a 18 anni con la sensazione di essere “fermi”, senza una direzione chiara e con la percezione che tutto ciò che si prova a fare non abbia significato. Quello che descrivi – la difficoltà a trovare una passione, il senso di vuoto, la noia costante e la difficoltà a immaginare possibilità di crescita – è qualcosa che può comparire in fasi di forte disorientamento personale, soprattutto quando si è all’inizio della vita adulta e si avverte la pressione di “dover scegliere tutto subito”.
È importante però distinguere due livelli: da una parte c’è la ricerca della propria strada, che a 18 anni è assolutamente normale e spesso richiede tempo, esperienze e tentativi; dall’altra c’è uno stato emotivo che sembra rendere tutto “piatto”, privo di interesse o di valore. Quando tutto appare inutile o limitante, non è solo un problema di scelta, ma anche di energia psicologica, motivazione e visione del futuro, che possono essere temporaneamente appannate da stress, frustrazione o da un periodo di disagio emotivo.
Anche la situazione lavorativa che descrivi può contribuire molto: un ambiente conflittuale o poco accogliente tende a rafforzare il senso di blocco, di svalutazione e di mancanza di alternative. In queste condizioni è facile arrivare a pensare che “nulla abbia senso”, quando in realtà è il contesto attuale a non permettere di vedere chiaramente altre possibilità.
Un punto importante che emerge dalle tue parole è il desiderio di “trovare una scintilla” e di trasformare qualcosa in una passione. Questo è un bisogno molto sano, ma non sempre la passione arriva come un’illuminazione improvvisa: spesso si costruisce attraverso esperienze, piccoli interessi esplorati senza la pressione di dover diventare “la cosa giusta per sempre”.
Per questo motivo può essere utile, in questa fase, non concentrarsi subito sulla scelta definitiva della vita, ma piuttosto su un lavoro di esplorazione graduale e su un sostegno che ti aiuti a rimettere ordine nel caos che stai vivendo, sia a livello emotivo che pratico.
Vista la complessità della situazione che descrivi e il senso di blocco globale (lavoro, relazioni, direzione di vita), sarebbe consigliabile approfondire con uno specialista, per comprendere meglio cosa sta mantenendo questa sensazione di vuoto e aiutarti a costruire passi concreti e realistici per uscire da questa fase.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
È importante però distinguere due livelli: da una parte c’è la ricerca della propria strada, che a 18 anni è assolutamente normale e spesso richiede tempo, esperienze e tentativi; dall’altra c’è uno stato emotivo che sembra rendere tutto “piatto”, privo di interesse o di valore. Quando tutto appare inutile o limitante, non è solo un problema di scelta, ma anche di energia psicologica, motivazione e visione del futuro, che possono essere temporaneamente appannate da stress, frustrazione o da un periodo di disagio emotivo.
Anche la situazione lavorativa che descrivi può contribuire molto: un ambiente conflittuale o poco accogliente tende a rafforzare il senso di blocco, di svalutazione e di mancanza di alternative. In queste condizioni è facile arrivare a pensare che “nulla abbia senso”, quando in realtà è il contesto attuale a non permettere di vedere chiaramente altre possibilità.
Un punto importante che emerge dalle tue parole è il desiderio di “trovare una scintilla” e di trasformare qualcosa in una passione. Questo è un bisogno molto sano, ma non sempre la passione arriva come un’illuminazione improvvisa: spesso si costruisce attraverso esperienze, piccoli interessi esplorati senza la pressione di dover diventare “la cosa giusta per sempre”.
Per questo motivo può essere utile, in questa fase, non concentrarsi subito sulla scelta definitiva della vita, ma piuttosto su un lavoro di esplorazione graduale e su un sostegno che ti aiuti a rimettere ordine nel caos che stai vivendo, sia a livello emotivo che pratico.
Vista la complessità della situazione che descrivi e il senso di blocco globale (lavoro, relazioni, direzione di vita), sarebbe consigliabile approfondire con uno specialista, per comprendere meglio cosa sta mantenendo questa sensazione di vuoto e aiutarti a costruire passi concreti e realistici per uscire da questa fase.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Quello che descrivi è un vissuto molto comune alla tua età, ma non per questo meno pesante.
Ti dico una cosa importante: la “passione” raramente si trova prima.
Più spesso nasce facendo, non cercando.
Quando tutto sembra noioso o senza senso, spesso è perché l’energia che hai dentro non ha ancora trovato uno spazio dove esprimersi — non perché tu non abbia possibilità.
In questo momento può essere più utile smettere di cercare “la strada giusta” e iniziare da piccoli passi concreti, anche senza entusiasmo iniziale.
Anche il contesto lavorativo difficile che descrivi può amplificare molto questa sensazione di blocco.
Quel senso di peso e smarrimento merita di essere approfondito: un confronto psicologico può aiutarti a fare ordine e a costruire, passo dopo passo, una direzione più tua.
Non sei fermo: sei in una fase di costruzione, anche se oggi non sembra.
Ti dico una cosa importante: la “passione” raramente si trova prima.
Più spesso nasce facendo, non cercando.
Quando tutto sembra noioso o senza senso, spesso è perché l’energia che hai dentro non ha ancora trovato uno spazio dove esprimersi — non perché tu non abbia possibilità.
In questo momento può essere più utile smettere di cercare “la strada giusta” e iniziare da piccoli passi concreti, anche senza entusiasmo iniziale.
Anche il contesto lavorativo difficile che descrivi può amplificare molto questa sensazione di blocco.
Quel senso di peso e smarrimento merita di essere approfondito: un confronto psicologico può aiutarti a fare ordine e a costruire, passo dopo passo, una direzione più tua.
Non sei fermo: sei in una fase di costruzione, anche se oggi non sembra.
Buonasera, a 18 anni può accadere di vivere una fase di forte disorientamento, soprattutto quando si sente pressione sul lavoro, nelle relazioni e nel rapporto con il proprio futuro. Il fatto di non aver ancora trovato “la propria strada” non significa che non esista, né che ci sia qualcosa che non va in Lei: in molti casi, quando si attraversa un periodo di stress prolungato, è più difficile sentire motivazione, interesse e progettualità.
Da ciò che scrive, il tema non sembra essere solo “quale lavoro fare”, ma anche il peso emotivo con cui sta vivendo questa fase. Per questo motivo, più che cercare subito una soluzione definitiva, potrebbe esserLe utile fermarsi e comprendere meglio cosa La sta bloccando, quali risorse ha e quali possibilità concrete può costruire da qui. Quando il malessere dura nel tempo e si accompagna a senso di vuoto, fatica e demotivazione, è importante non restare soli.
Un supporto psicologico può aiutarLa a rimettere ordine, a leggere con maggiore chiarezza questo momento e a costruire passi realistici verso il Suo futuro, senza sentirsi definito solo dalle difficoltà attuali.
Le auguro una buona serata.
Da ciò che scrive, il tema non sembra essere solo “quale lavoro fare”, ma anche il peso emotivo con cui sta vivendo questa fase. Per questo motivo, più che cercare subito una soluzione definitiva, potrebbe esserLe utile fermarsi e comprendere meglio cosa La sta bloccando, quali risorse ha e quali possibilità concrete può costruire da qui. Quando il malessere dura nel tempo e si accompagna a senso di vuoto, fatica e demotivazione, è importante non restare soli.
Un supporto psicologico può aiutarLa a rimettere ordine, a leggere con maggiore chiarezza questo momento e a costruire passi realistici verso il Suo futuro, senza sentirsi definito solo dalle difficoltà attuali.
Le auguro una buona serata.
Avverto dalle tue parole un senso di smarrimento profondo ma vorrei rassicurarti dicendoti che quello che stai provando succede spesso ai ragazzi della tua età, è una tappa e non un fallimento. I 18 anni rappresentano una fase di transizione in cui è normale non avere una direzione chiara. Non sempre la passione si presenta come una scintilla ma nasce spesso facendo, sperimentando e molto più difficilmente aspettando che un qualcosa arrivi. Stai vivendo sicuramente un periodo buio e faticoso ma il segreto per non renderlo insostenibile è accettarlo senza cercare di lottarci ma accogliendolo per quello che è: una cosa passeggera. Quello che posso consigliarti è di concederti di sentirti perso, senza voler risolvere tutta la tua vita oggi ma iniziando a chiederti cosa potrebbe farti stare anche un briciolo meglio domani.
Buongiorno,
quello che descrive è una sensazione molto comune alla sua età, anche se quando la si vive sembra qualcosa di definitivo e senza uscita.
L’idea di dover trovare una “passione” che dia subito senso alla vita può diventare un peso. Spesso si immagina che esista qualcosa che, una volta trovato, chiarisca tutto. Nella realtà, per molte persone non funziona così: la direzione si costruisce nel tempo, attraverso esperienze concrete, tentativi ed errori.
Il fatto che oggi molte cose le sembrino inutili o senza possibilità può essere legato anche al momento che sta attraversando e al contesto in cui si trova, soprattutto se il lavoro attuale è vissuto in modo negativo.
Più che aspettare di “sentire qualcosa” per muoversi, può essere utile fare il contrario: iniziare a fare esperienze, anche senza particolare entusiasmo iniziale, e vedere cosa succede nel tempo.
Non è detto che la motivazione venga prima dell’azione: spesso arriva dopo.
Non avere una direzione chiara a 18 anni non significa essere indietro, ma essere nel mezzo di una fase in cui si stanno costruendo le basi.
Se questa sensazione di blocco diventa molto pesante, un confronto psicologico può aiutarla a fare ordine e a rimettere in movimento le cose.
A volte non è che manca una strada, ma che si sta cercando nel punto sbagliato: aspettando di sentirla, invece di iniziare a costruirla.
Un saluto
quello che descrive è una sensazione molto comune alla sua età, anche se quando la si vive sembra qualcosa di definitivo e senza uscita.
L’idea di dover trovare una “passione” che dia subito senso alla vita può diventare un peso. Spesso si immagina che esista qualcosa che, una volta trovato, chiarisca tutto. Nella realtà, per molte persone non funziona così: la direzione si costruisce nel tempo, attraverso esperienze concrete, tentativi ed errori.
Il fatto che oggi molte cose le sembrino inutili o senza possibilità può essere legato anche al momento che sta attraversando e al contesto in cui si trova, soprattutto se il lavoro attuale è vissuto in modo negativo.
Più che aspettare di “sentire qualcosa” per muoversi, può essere utile fare il contrario: iniziare a fare esperienze, anche senza particolare entusiasmo iniziale, e vedere cosa succede nel tempo.
Non è detto che la motivazione venga prima dell’azione: spesso arriva dopo.
Non avere una direzione chiara a 18 anni non significa essere indietro, ma essere nel mezzo di una fase in cui si stanno costruendo le basi.
Se questa sensazione di blocco diventa molto pesante, un confronto psicologico può aiutarla a fare ordine e a rimettere in movimento le cose.
A volte non è che manca una strada, ma che si sta cercando nel punto sbagliato: aspettando di sentirla, invece di iniziare a costruirla.
Un saluto
Buongiorno, le consiglio un percorso di supporto psicologico che l'auti anche nell'orientamento lavorativo e nella vita in generale. Cordiali saluti.
Buongiorno, quello che descrive è un vissuto molto intenso, fatto di confusione, frustrazione e anche di una certa stanchezza emotiva. Quando si ha la sensazione di essere “persi” in più ambiti della propria vita, come il lavoro, le relazioni e la direzione personale, è naturale sentire un peso interno difficile da spiegare e da sostenere. Nel suo racconto emerge un elemento importante: la ricerca di una scintilla, di qualcosa che dia senso e direzione. Questo desiderio è assolutamente comprensibile, soprattutto alla sua età, ma allo stesso tempo può diventare una trappola se vissuto come una condizione necessaria per iniziare a muoversi. In altre parole, più si aspetta di “sentire qualcosa di forte” per agire, più si rischia di restare bloccati, perché quella sensazione spesso non arriva prima dell’azione, ma dopo. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, ciò che sta accadendo può essere letto come un intreccio tra pensieri e comportamenti che si alimentano a vicenda. Pensieri come “niente mi interessa”, “non c’è nulla che valga la pena”, “non ho possibilità” possono portare a una riduzione dell’esplorazione e dell’impegno. Questo, a sua volta, riduce le occasioni di scoprire qualcosa di nuovo o di provare soddisfazione, confermando l’idea iniziale di essere bloccati. Si crea così un circolo che mantiene la sensazione di vuoto e di mancanza di direzione. Anche il contesto lavorativo che descrive sembra contribuire molto a questo stato. Quando si è immersi in un ambiente negativo, è facile che questo influenzi il modo in cui si percepisce se stessi e il proprio futuro, rendendo tutto più pesante e privo di prospettiva. Non è quindi solo una questione di “non sapere cosa fare”, ma anche di essere in una situazione che non facilita la chiarezza. Un altro aspetto rilevante è l’idea che tutto debba essere subito interessante, stimolante e pieno di possibilità. Questa aspettativa, seppur comprensibile, rischia di rendere ogni opzione insufficiente in partenza. A volte la direzione si costruisce facendo piccoli passi, anche in cose che inizialmente non entusiasmano, ma che permettono di capire meglio cosa si vuole e cosa no. Non è tanto una scoperta improvvisa, quanto un processo graduale. In momenti come questo, può essere molto utile spostare leggermente il focus: meno sulla ricerca immediata della passione e più sulla comprensione di come funziona il proprio modo di pensare, reagire e scegliere. Capire, ad esempio, cosa succede dentro quando qualcosa viene percepito come noioso o inutile, oppure quali sono i criteri con cui valuta le opportunità, può aprire spazi nuovi. In questo senso, l’idea di intraprendere un percorso di supporto potrebbe rivelarsi particolarmente preziosa. Non tanto per trovare risposte pronte, quanto per esplorare insieme questi meccanismi, dare un senso a ciò che sta vivendo e costruire passo dopo passo una direzione più personale e sostenibile. Un percorso ad orientamento cognitivo comportamentale, in particolare, può aiutare a rendere più chiari i collegamenti tra pensieri, emozioni e azioni, permettendo di uscire gradualmente da quella sensazione di blocco. Il fatto che senta questo disagio e che se lo stia ponendo come domanda è già un segnale importante. Non indica una mancanza, ma piuttosto una fase di passaggio, anche se ora può sembrare lunga e senza uscita. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno, La ringrazio per aver condiviso con tanta apertura ciò che sta vivendo. Dalle Sue parole emerge un senso di smarrimento profondo, come se in questo momento tutto risultasse poco significativo, distante, difficile da sentire come realmente “Suo”.
Colpisce la presenza, da una parte, di un desiderio intenso di trovare qualcosa che La appassioni e Le dia un senso di direzione, e dall’altra la sensazione che nulla riesca a rispondere a questo bisogno. Questa tensione può essere molto faticosa da sostenere e, a volte, può portare a percepire ogni possibilità come insufficiente o limitante.
In alcuni momenti della vita, soprattutto in fasi di passaggio come quella che sta attraversando, può accadere che non sia tanto assente una direzione, quanto piuttosto difficile entrare in contatto con ciò che si desidera davvero, oppure riconoscere valore a ciò che è possibile nel presente, anche se imperfetto. Quando il bisogno di trovare “qualcosa di giusto” è molto forte, il rischio è che tutto il resto perda significato.
Anche il contesto lavorativo che descrive sembra contribuire a questo vissuto: relazioni tese o poco soddisfacenti possono incidere profondamente sulla motivazione e sulla percezione delle proprie possibilità.
Potrebbe essere utile, in questa fase, provare a fare un passo leggermente diverso: invece di cercare subito “la strada giusta”, iniziare a fare piccole esperienze, anche temporanee o imperfette, osservando come si sente mentre le vive, senza la pressione di dover trovare subito qualcosa di definitivo. Allo stesso tempo, dedicare uno spazio per riflettere su ciò che prova — anche attraverso un confronto con un professionista — può aiutarLa a dare un significato più chiaro a questo senso di vuoto e a orientarsi con maggiore consapevolezza.
Concedersi questo tempo di esplorazione, senza aspettative troppo rigide, può essere già un primo passo importante per uscire dalla sensazione di blocco. A presto.
Colpisce la presenza, da una parte, di un desiderio intenso di trovare qualcosa che La appassioni e Le dia un senso di direzione, e dall’altra la sensazione che nulla riesca a rispondere a questo bisogno. Questa tensione può essere molto faticosa da sostenere e, a volte, può portare a percepire ogni possibilità come insufficiente o limitante.
In alcuni momenti della vita, soprattutto in fasi di passaggio come quella che sta attraversando, può accadere che non sia tanto assente una direzione, quanto piuttosto difficile entrare in contatto con ciò che si desidera davvero, oppure riconoscere valore a ciò che è possibile nel presente, anche se imperfetto. Quando il bisogno di trovare “qualcosa di giusto” è molto forte, il rischio è che tutto il resto perda significato.
Anche il contesto lavorativo che descrive sembra contribuire a questo vissuto: relazioni tese o poco soddisfacenti possono incidere profondamente sulla motivazione e sulla percezione delle proprie possibilità.
Potrebbe essere utile, in questa fase, provare a fare un passo leggermente diverso: invece di cercare subito “la strada giusta”, iniziare a fare piccole esperienze, anche temporanee o imperfette, osservando come si sente mentre le vive, senza la pressione di dover trovare subito qualcosa di definitivo. Allo stesso tempo, dedicare uno spazio per riflettere su ciò che prova — anche attraverso un confronto con un professionista — può aiutarLa a dare un significato più chiaro a questo senso di vuoto e a orientarsi con maggiore consapevolezza.
Concedersi questo tempo di esplorazione, senza aspettative troppo rigide, può essere già un primo passo importante per uscire dalla sensazione di blocco. A presto.
Gentile utente, dalle sue parole emerge tutta la fatica, il senso di smarrimento e anche il peso che sta portando dentro da tempo. Si trova in una fase della vita in cui sente il bisogno di dare una direzione, di trovare qualcosa che la rappresenti davvero, e allo stesso tempo sperimenta una forte difficoltà nel riconoscere ciò che potrebbe appassionarla e motivarla.
Il vissuto che descrive, quel senso di vuoto, di noia e di mancanza di significato, può risultare molto frustrante, soprattutto quando si accompagna al desiderio sincero di “trovare la propria strada” e di investirci energie. È comprensibile che, in questa condizione, anche le opportunità disponibili le appaiano limitate o poco stimolanti.
La situazione lavorativa che sta vivendo, inoltre, sembra contribuire ad aumentare il suo malessere, un clima relazionale difficile può incidere profondamente sulla percezione di sé e sulle proprie prospettive, rendendo ancora più complicato immaginare un cambiamento.
Spesso, la scintilla non si presenta in modo improvviso e chiaro, ma si costruisce nel tempo, attraverso esperienze, tentativi, e anche momenti di incertezza come quello che sta attraversando ora. Potrebbe essere utile, gradualmente, spostare l’attenzione dalla ricerca immediata di una passione definita, alla possibilità di esplorare piccoli passi, anche partendo da ciò che sente meno distante o meno sgradevole, dandosi il tempo di conoscersi meglio senza la pressione di dover trovare subito una risposta definitiva.
Un caro saluto.
Il vissuto che descrive, quel senso di vuoto, di noia e di mancanza di significato, può risultare molto frustrante, soprattutto quando si accompagna al desiderio sincero di “trovare la propria strada” e di investirci energie. È comprensibile che, in questa condizione, anche le opportunità disponibili le appaiano limitate o poco stimolanti.
La situazione lavorativa che sta vivendo, inoltre, sembra contribuire ad aumentare il suo malessere, un clima relazionale difficile può incidere profondamente sulla percezione di sé e sulle proprie prospettive, rendendo ancora più complicato immaginare un cambiamento.
Spesso, la scintilla non si presenta in modo improvviso e chiaro, ma si costruisce nel tempo, attraverso esperienze, tentativi, e anche momenti di incertezza come quello che sta attraversando ora. Potrebbe essere utile, gradualmente, spostare l’attenzione dalla ricerca immediata di una passione definita, alla possibilità di esplorare piccoli passi, anche partendo da ciò che sente meno distante o meno sgradevole, dandosi il tempo di conoscersi meglio senza la pressione di dover trovare subito una risposta definitiva.
Un caro saluto.
Quello che descrive — il senso di vuoto, la noia pervasiva, la difficoltà a trovare uno scopo — merita attenzione sia clinica che esistenziale. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, il pensiero "troverò la mia passione e poi agirò" è una trappola comune: si attende una motivazione interna che spesso non arriva spontaneamente. La ricerca compulsiva di una "scintilla" può diventare essa stessa fonte di paralisi.
In ottica ACT (Acceptance and Commitment Therapy), si lavora per identificare i propri valori profondi — non le passioni, ma ciò che conta davvero — e poi agire in modo coerente con essi, anche in assenza di entusiasmo. La motivazione spesso segue l'azione, non la precede.
Vale anche la pena esplorare se la noia e l'apatia generalizzata siano espressione di un malessere più profondo, come un episodio depressivo subclinico, che merita valutazione professionale.
Le consiglio un percorso psicologico per lavorare su direzione di vita, valori e motivazione.
Un caro saluto,
Dr. Vittorio Penzo
In ottica ACT (Acceptance and Commitment Therapy), si lavora per identificare i propri valori profondi — non le passioni, ma ciò che conta davvero — e poi agire in modo coerente con essi, anche in assenza di entusiasmo. La motivazione spesso segue l'azione, non la precede.
Vale anche la pena esplorare se la noia e l'apatia generalizzata siano espressione di un malessere più profondo, come un episodio depressivo subclinico, che merita valutazione professionale.
Le consiglio un percorso psicologico per lavorare su direzione di vita, valori e motivazione.
Un caro saluto,
Dr. Vittorio Penzo
Buongiorno, da ciò che scrive immagino sia un periodo piuttosto difficile e confuso per lei, un lavoro che non la soddisfa, rapporti relazionali e familiari poco proficui e un senso generale di tristezza e rassegnazione sembrano caratterizzare le sue parole. In queste situazioni può essere utile intraprendere un percorso terapeutico per comprendere meglio le cause di questa tristezza e ampliare la conoscenza sulle proprie risorse interne e sulle sue possibilità d'azione. Un percorso terapeutico può aiutarla a fare chiarezza e ampliare i suoi gradi di libertà aprendosi a nuove possibilità.
Buongiorno. Grazie per questa condivisione.
Le tue parole esprimono un profondo senso di smarrimento: il carico emotivo che senti, il tuo "peso dentro" sembra essere molto duro da sostenere, e questo senso di stallo quasi ti toglie il respiro. La tua età, 18 anni, può portare con sè disorientamento perché è inserita in una fase di transizione importante da un momento di vita (l'adolescenza che finisce) a un altro (la vita adulta che inizia) e merita molta attenzione e rispetto.
"Tutto mi annoia, mi sembra brutto, inutile, limitante, privo di possibilità di crescita": il senso di vuoto che provi potrebbe non dipendere da una mancanza di passione, quanto piuttosto dalla sofferenza attuale che stai vivendo, che assorbe tutte le tue energie e non ti lascia spazio per altro, nemmeno per sognare.
Sicuramente il contesto lavorativo attuale non ti aiuta: il rapporto così conflituale con capo e colleghi sembra essere un fattore di stress enorme, ed è comprensibile che tu ti senta "inutile" in un ambiente che non ti valorizza. Anche la qualifica professionale che hai conseguito, insieme a tutte le competenze che puoi aver appreso grazie ad essa, in questo momento viene percepita più come un limite che ti ostacola perché non ti apre a maggiori opportunità lavorative. Se invece fosse un importante elemento di valore?
Questa "scintilla" che tu cerchi per dare senso a tutto forse c'è, ma si trova sotto tutta la sofferenza e le difficoltà che stai attraversando. Questo "periodo infinito e dove non ho scelta" può essere interrotto: perchè il "non sapere cosa fare" è una condizione temporanea e non un tratto della tua identità. Non devi risolvere tutto, subito e da solo: potrebbe essere utile esplorare insieme cosa blocca questa tua energia, trovare il modo di dare voce alla tua passione e costruire un percorso che ti faccia sentire meno solo e pù padrone delle tue scelte.
Offro la disponibilità per un primo incontro conoscitivo, in studio e online, per approfondire questi vissuti.
Buona transizione!
Le tue parole esprimono un profondo senso di smarrimento: il carico emotivo che senti, il tuo "peso dentro" sembra essere molto duro da sostenere, e questo senso di stallo quasi ti toglie il respiro. La tua età, 18 anni, può portare con sè disorientamento perché è inserita in una fase di transizione importante da un momento di vita (l'adolescenza che finisce) a un altro (la vita adulta che inizia) e merita molta attenzione e rispetto.
"Tutto mi annoia, mi sembra brutto, inutile, limitante, privo di possibilità di crescita": il senso di vuoto che provi potrebbe non dipendere da una mancanza di passione, quanto piuttosto dalla sofferenza attuale che stai vivendo, che assorbe tutte le tue energie e non ti lascia spazio per altro, nemmeno per sognare.
Sicuramente il contesto lavorativo attuale non ti aiuta: il rapporto così conflituale con capo e colleghi sembra essere un fattore di stress enorme, ed è comprensibile che tu ti senta "inutile" in un ambiente che non ti valorizza. Anche la qualifica professionale che hai conseguito, insieme a tutte le competenze che puoi aver appreso grazie ad essa, in questo momento viene percepita più come un limite che ti ostacola perché non ti apre a maggiori opportunità lavorative. Se invece fosse un importante elemento di valore?
Questa "scintilla" che tu cerchi per dare senso a tutto forse c'è, ma si trova sotto tutta la sofferenza e le difficoltà che stai attraversando. Questo "periodo infinito e dove non ho scelta" può essere interrotto: perchè il "non sapere cosa fare" è una condizione temporanea e non un tratto della tua identità. Non devi risolvere tutto, subito e da solo: potrebbe essere utile esplorare insieme cosa blocca questa tua energia, trovare il modo di dare voce alla tua passione e costruire un percorso che ti faccia sentire meno solo e pù padrone delle tue scelte.
Offro la disponibilità per un primo incontro conoscitivo, in studio e online, per approfondire questi vissuti.
Buona transizione!
Ciao! Capisco quanto possa essere pesante sentirsi così, soprattutto alla tua età, quando sembra che tutti si aspettino che tu abbia già una direzione chiara. In realtà, quello che stai vivendo è più comune di quanto pensi: sentirsi “persi” non significa essere senza possibilità, ma essere in una fase di ricerca, anche se adesso fa male e sembra senza uscita.
Mi colpisce quello che dici sulla “scintilla”: spesso immaginiamo che la passione arrivi all’improvviso e ci illumini la strada, ma nella realtà, per molte persone non funziona così. La passione si costruisce nel tempo, facendo esperienze, anche piccole, anche imperfette. Non nasce sempre prima dell’azione, ma spesso dopo aver iniziato qualcosa.
Il fatto che ora tutto ti sembri noioso, inutile o limitante potrebbe essere legato anche al momento difficile che stai attraversando, sia sul lavoro che nelle relazioni. Quando stiamo male o ci sentiamo bloccati, è normale che anche le cose che potrebbero interessarci perdano significato.
Riguardo al lavoro attuale, se l’ambiente è così pesante, è comprensibile che tu ti senta ancora più demotivato. Non sempre possiamo cambiare subito situazione, ma possiamo iniziare a chiederci: qual è il prossimo passo piccolo e concreto che posso fare per stare un po’ meglio o per aprire una possibilità in più? Anche solo informarti su alternative, corsi, o lavori diversi può essere un inizio.
Sul tema del diploma: è vero che può sembrare un limite, ma non è una strada chiusa. Esistono modi per recuperarlo o per costruire comunque un percorso, magari più graduale. Non devi risolvere tutta la tua vita adesso: puoi iniziare da un passo alla volta.
Ti farei una domanda, se ti va di pensarci: c’è qualcosa, anche piccolo, che in passato ti ha fatto sentire anche solo un po’ coinvolto o meno annoiato? Non per forza una “passione”, ma un minimo segnale. Da lì si può iniziare.
Se questo senso di vuoto e di “peso dentro” va avanti da un po’, potrebbe essere davvero utile parlarne con qualcuno dal vivo, uno psicologo o un adulto di fiducia: non per avere risposte immediate, ma per non restare da solo in questa fase.
Non sei senza strada: sei in un momento in cui la strada va costruita, pezzo per pezzo. E anche se ora non sembra, è qualcosa che puoi fare.
un caro saluto
Mi colpisce quello che dici sulla “scintilla”: spesso immaginiamo che la passione arrivi all’improvviso e ci illumini la strada, ma nella realtà, per molte persone non funziona così. La passione si costruisce nel tempo, facendo esperienze, anche piccole, anche imperfette. Non nasce sempre prima dell’azione, ma spesso dopo aver iniziato qualcosa.
Il fatto che ora tutto ti sembri noioso, inutile o limitante potrebbe essere legato anche al momento difficile che stai attraversando, sia sul lavoro che nelle relazioni. Quando stiamo male o ci sentiamo bloccati, è normale che anche le cose che potrebbero interessarci perdano significato.
Riguardo al lavoro attuale, se l’ambiente è così pesante, è comprensibile che tu ti senta ancora più demotivato. Non sempre possiamo cambiare subito situazione, ma possiamo iniziare a chiederci: qual è il prossimo passo piccolo e concreto che posso fare per stare un po’ meglio o per aprire una possibilità in più? Anche solo informarti su alternative, corsi, o lavori diversi può essere un inizio.
Sul tema del diploma: è vero che può sembrare un limite, ma non è una strada chiusa. Esistono modi per recuperarlo o per costruire comunque un percorso, magari più graduale. Non devi risolvere tutta la tua vita adesso: puoi iniziare da un passo alla volta.
Ti farei una domanda, se ti va di pensarci: c’è qualcosa, anche piccolo, che in passato ti ha fatto sentire anche solo un po’ coinvolto o meno annoiato? Non per forza una “passione”, ma un minimo segnale. Da lì si può iniziare.
Se questo senso di vuoto e di “peso dentro” va avanti da un po’, potrebbe essere davvero utile parlarne con qualcuno dal vivo, uno psicologo o un adulto di fiducia: non per avere risposte immediate, ma per non restare da solo in questa fase.
Non sei senza strada: sei in un momento in cui la strada va costruita, pezzo per pezzo. E anche se ora non sembra, è qualcosa che puoi fare.
un caro saluto
Buongiorno,
grazie per aver condiviso la sua sofferenza. Penso che un percorso con un professionista potrebbe aiutarla a comprendere meglio quali sono le cause dietro a questo blocco esistenziale che comporta una chiusura di possibilità. Nel contesto in cui viviamo oggi, è comune che in quest'età emerga sempre più la necessità di rispondere implicitamente alla domanda "chi voglio essere" facendo emergere questa sensazione di blocco da cui non riusciamo a demarcarci. Il lavoro terapeutico si dovrebbe concentrare nell'aiutarla a trovare dei nuovi contesti in cui fare esperienze che possono aprire a nuove possibilità.
Spero di esserle stata d'aiuto,
cordiali saluti
grazie per aver condiviso la sua sofferenza. Penso che un percorso con un professionista potrebbe aiutarla a comprendere meglio quali sono le cause dietro a questo blocco esistenziale che comporta una chiusura di possibilità. Nel contesto in cui viviamo oggi, è comune che in quest'età emerga sempre più la necessità di rispondere implicitamente alla domanda "chi voglio essere" facendo emergere questa sensazione di blocco da cui non riusciamo a demarcarci. Il lavoro terapeutico si dovrebbe concentrare nell'aiutarla a trovare dei nuovi contesti in cui fare esperienze che possono aprire a nuove possibilità.
Spero di esserle stata d'aiuto,
cordiali saluti
Gentilissim*,
la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza.
Da ciò che descrive, sembra che questa situazione le provochi un certo livello di disagio e probabilmente anche una fatica nel comprenderne fino in fondo le cause. In questi casi è importante considerare che ciò che viviamo nel presente spesso non è solo legato all’evento attuale, ma può essere influenzato da modalità emotive e relazionali che si sono strutturate nel tempo.
Un primo passo che può provare a fare è osservare con maggiore attenzione quando questa difficoltà si presenta: in quali momenti, in relazione a quali situazioni o persone, e quali emozioni emergono più chiaramente (ad esempio ansia, frustrazione, senso di insicurezza o altro). Questo tipo di osservazione può aiutare a individuare eventuali ricorrenze o schemi.
Può essere utile anche chiedersi che tipo di significato assume per lei questa esperienza: cosa rappresenta, cosa teme possa accadere, o cosa sente che venga messo in gioco a livello personale. Spesso dietro una difficoltà specifica si muovono aspetti più profondi legati al proprio modo di percepirsi e di stare in relazione con gli altri.
Naturalmente, questi sono solo primi spunti di riflessione. Un percorso psicologico permette di approfondire con maggiore continuità e in uno spazio protetto questi aspetti, andando oltre ciò che è immediatamente visibile e favorendo una comprensione più ampia e duratura.
Resto a disposizione qualora desiderasse intraprendere questo tipo di approfondimento.
Un cordiale saluto.
Nicolas Piccolo
la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza.
Da ciò che descrive, sembra che questa situazione le provochi un certo livello di disagio e probabilmente anche una fatica nel comprenderne fino in fondo le cause. In questi casi è importante considerare che ciò che viviamo nel presente spesso non è solo legato all’evento attuale, ma può essere influenzato da modalità emotive e relazionali che si sono strutturate nel tempo.
Un primo passo che può provare a fare è osservare con maggiore attenzione quando questa difficoltà si presenta: in quali momenti, in relazione a quali situazioni o persone, e quali emozioni emergono più chiaramente (ad esempio ansia, frustrazione, senso di insicurezza o altro). Questo tipo di osservazione può aiutare a individuare eventuali ricorrenze o schemi.
Può essere utile anche chiedersi che tipo di significato assume per lei questa esperienza: cosa rappresenta, cosa teme possa accadere, o cosa sente che venga messo in gioco a livello personale. Spesso dietro una difficoltà specifica si muovono aspetti più profondi legati al proprio modo di percepirsi e di stare in relazione con gli altri.
Naturalmente, questi sono solo primi spunti di riflessione. Un percorso psicologico permette di approfondire con maggiore continuità e in uno spazio protetto questi aspetti, andando oltre ciò che è immediatamente visibile e favorendo una comprensione più ampia e duratura.
Resto a disposizione qualora desiderasse intraprendere questo tipo di approfondimento.
Un cordiale saluto.
Nicolas Piccolo
Buongiorno, capisco quanto ti senti bloccato... è pesante avere la sensazione di non avere una direzione e di non trovare qualcosa che ti accenda.
Ti dico però una cosa importante, non trovare “la propria passione” subito è molto più comune di quanto sembri. Spesso non arriva come una scintilla improvvisa, ma si costruisce facendo esperienze, anche piccole, e scoprendo passo dopo passo cosa ti piace e cosa no.
Il fatto che ora tutto ti sembri noioso o senza senso può essere legato anche al momento difficile che stai vivendo, soprattutto sul lavoro. Quando si sta male in un contesto, è facile perdere motivazione un po’ in tutto.
Più che cercare subito “la cosa giusta per la vita”, può aiutarti spostare il focus su piccoli passi concreti, come provare attività diverse senza pressione di doverle amare subito; capire cosa non ti piace (è già una direzione) e valutare nel tempo se completare la formazione o acquisire nuove competenze.
Non sei in ritardo né senza possibilità, sei in una fase di ricerca, anche se ora fa paura. Se senti che questo senso di vuoto è molto forte, parlarne con un professionista può aiutarti a fare chiarezza e a non affrontarlo da solo!
Un saluto.
Dott.ssa Martina Rocchetti
Ti dico però una cosa importante, non trovare “la propria passione” subito è molto più comune di quanto sembri. Spesso non arriva come una scintilla improvvisa, ma si costruisce facendo esperienze, anche piccole, e scoprendo passo dopo passo cosa ti piace e cosa no.
Il fatto che ora tutto ti sembri noioso o senza senso può essere legato anche al momento difficile che stai vivendo, soprattutto sul lavoro. Quando si sta male in un contesto, è facile perdere motivazione un po’ in tutto.
Più che cercare subito “la cosa giusta per la vita”, può aiutarti spostare il focus su piccoli passi concreti, come provare attività diverse senza pressione di doverle amare subito; capire cosa non ti piace (è già una direzione) e valutare nel tempo se completare la formazione o acquisire nuove competenze.
Non sei in ritardo né senza possibilità, sei in una fase di ricerca, anche se ora fa paura. Se senti che questo senso di vuoto è molto forte, parlarne con un professionista può aiutarti a fare chiarezza e a non affrontarlo da solo!
Un saluto.
Dott.ssa Martina Rocchetti
Buongiorno, intanto mi va di rimandarle il dispiacere per questa sua situazione che investe la sua vita sotto diversi aspetti. Le propongo un'idea di lavoro su di lei, non potendo approfondire la questione poiché non ho altre informazioni né su di lei né su ciò che sta affrontando. Prenda un foglio, una penna e si dedichi un momento in un luogo dove nessuno può disturbarla, scriva una serie di qualità che le appartengono (una serie di aggettivi: empatico, loquace, divertente etc..) poi accanto dei lavori, delle occupazione o dei corsi di studio che corrispondono a queste caratteristiche (ad esempio se sente di essere empatico può considerare tutti i lavori che premiano questa caratteristica: lo psicologo, il medico, l'infermiere, l'operatore sociale etc..; se ha capacità di gestione i lavori come l'ingegnere o il contabile o lavori di magazzino dove c'è da mettere mano a spedizioni di ordini per clienti; se è loquace e scopre di avere informazioni approfondite su alcuni argomenti allora forse è un buon venditore). una volta compilato il foglio prenda un respiro, lo guardi e veda che effetto le fa vederlo compilato con le sue qualità e le possibilità di vita che possono derivare. Le auguro il meglio e che esca da questa situazione. Saluti
Ciao, sei giovanissimo e mi permetto di facilitare la comunicazione con un "tu". Mi dispiace che porti il tuo peso e posso immaginare come stia. Sembra di leggere tra le righe che tu abbia una passione o che voglia trovarla e questo è indice di vitalità, di risorse che ci sono dentro di te e che potresti tirare fuori in ogni momento, così come potresti affinarle nel tempo. Ci sono diverse opportunità per poter prendere un altro diploma, o per trovare la tua passione, o per raggiungere un obiettivo e realizzare desideri. Il tutto un passo alla volta. Per ora il tuo lavoro, seppure non ti dia serenità, è comunque qualcosa che serve a te, è il tuo servitore per ora, con la prerogativa che ti consentirà pian piano di poter risparmiare per altre cose da fare per andare avanti. La frustrazione va anche vista come una fase e come qualcosa che indica che sei appunto pronto per una evoluzione. Chiedi aiuto a qualcuno che possa guidarti. Hai tanta strada davanti, ce la farai!
Buongiorno, capisco quello che stai provando. A 18 anni ci si aspetta che tu abbia il mondo in mano, ma la verità è che sentirsi "dispersi" è una condizione molto più comune di quanto non si dica, specialmente quando l'ambiente circostante (lavoro, famiglia, studi) sembra chiuderti ogni porta in faccia.
Per dare ordine a quanto accade, il consiglio è di intraprendere un percorso di supporto psicologico, nel quale poter comprendere chi sei, proteggerti nelle situazioni relazionali più complesse, come potrebbero essere quelle con il capo o con i colleghi, capire che cosa è questa apatia.
Resto a disposizione, anche in modalità online.
Cordiali saluti, Dott.ssa Angelica Venanzetti
Per dare ordine a quanto accade, il consiglio è di intraprendere un percorso di supporto psicologico, nel quale poter comprendere chi sei, proteggerti nelle situazioni relazionali più complesse, come potrebbero essere quelle con il capo o con i colleghi, capire che cosa è questa apatia.
Resto a disposizione, anche in modalità online.
Cordiali saluti, Dott.ssa Angelica Venanzetti
Buongiorno,
a 18 anni può capitare di sentirsi disorientati e senza una direzione chiara, soprattutto quando si attraversano difficoltà nel lavoro e nelle relazioni. Molti ragazzi vivono una fase in cui sembra di non avere una passione, una strada precisa o un obiettivo che dia senso a quello che si fa. Questo non significa però che non esista o che non arriverà.
Spesso si pensa che la propria strada debba nascere da una “scintilla improvvisa”, una passione fortissima che chiarisce tutto. In realtà, nella maggior parte dei casi il percorso si costruisce gradualmente, attraverso tentativi, esperienze diverse e anche momenti di frustrazione. A volte l’interesse nasce dopo aver iniziato qualcosa, non necessariamente prima.
Dal suo racconto emerge anche un altro elemento importante: il contesto lavorativo attuale sembra essere molto pesante dal punto di vista relazionale. Quando l’ambiente è conflittuale o poco accogliente, è facile che tutto sembri più difficile e che aumentino sentimenti di demotivazione e confusione.
Potrebbe essere utile provare a fare alcuni piccoli passi, senza pretendere subito di trovare “la strada della vita”. Ad esempio: esplorare interessi o attività diverse, anche solo per curiosità; informarsi su percorsi formativi o professionalizzanti che partano dalla qualifica che ha già; parlare con qualcuno di fiducia delle difficoltà che sta vivendo.
In alcuni casi può essere molto utile confrontarsi con uno psicologo o con un servizio di orientamento: avere uno spazio di dialogo permette di mettere ordine nei pensieri, comprendere meglio le proprie risorse e individuare possibili direzioni.
Il fatto che lei senta il desiderio di dare un senso alla propria vita e di impegnarsi per qualcosa in cui crede è già un segnale importante. Anche se ora tutto appare confuso, questa fase non definisce il suo futuro: a 18 anni c’è ancora molto spazio per sperimentare, cambiare e costruire il proprio percorso passo dopo passo.
a 18 anni può capitare di sentirsi disorientati e senza una direzione chiara, soprattutto quando si attraversano difficoltà nel lavoro e nelle relazioni. Molti ragazzi vivono una fase in cui sembra di non avere una passione, una strada precisa o un obiettivo che dia senso a quello che si fa. Questo non significa però che non esista o che non arriverà.
Spesso si pensa che la propria strada debba nascere da una “scintilla improvvisa”, una passione fortissima che chiarisce tutto. In realtà, nella maggior parte dei casi il percorso si costruisce gradualmente, attraverso tentativi, esperienze diverse e anche momenti di frustrazione. A volte l’interesse nasce dopo aver iniziato qualcosa, non necessariamente prima.
Dal suo racconto emerge anche un altro elemento importante: il contesto lavorativo attuale sembra essere molto pesante dal punto di vista relazionale. Quando l’ambiente è conflittuale o poco accogliente, è facile che tutto sembri più difficile e che aumentino sentimenti di demotivazione e confusione.
Potrebbe essere utile provare a fare alcuni piccoli passi, senza pretendere subito di trovare “la strada della vita”. Ad esempio: esplorare interessi o attività diverse, anche solo per curiosità; informarsi su percorsi formativi o professionalizzanti che partano dalla qualifica che ha già; parlare con qualcuno di fiducia delle difficoltà che sta vivendo.
In alcuni casi può essere molto utile confrontarsi con uno psicologo o con un servizio di orientamento: avere uno spazio di dialogo permette di mettere ordine nei pensieri, comprendere meglio le proprie risorse e individuare possibili direzioni.
Il fatto che lei senta il desiderio di dare un senso alla propria vita e di impegnarsi per qualcosa in cui crede è già un segnale importante. Anche se ora tutto appare confuso, questa fase non definisce il suo futuro: a 18 anni c’è ancora molto spazio per sperimentare, cambiare e costruire il proprio percorso passo dopo passo.
Capisco quanto possa essere pesante sentirsi così “bloccati” a 18 anni, soprattutto quando sembra che tutto intorno non risuoni con te. La sensazione di essere perso, senza una direzione chiara e senza qualcosa che accenda davvero interesse, è più comune di quanto si pensi in questa fase della vita, ma questo non la rende meno faticosa.
Quello che descrivi (il fatto che tutto appaia noioso, limitante o privo di senso) spesso non riguarda solo “trovare la passione giusta”, ma può avere a che fare anche con un momento di stanchezza emotiva, frustrazione o difficoltà nel riconoscere ciò che davvero ti rappresenta, al di là delle aspettative o delle esperienze fatte finora.
Inoltre, trovarsi in un ambiente lavorativo negativo può amplificare molto questo vissuto, facendoti percepire ancora meno possibilità e più senso di chiusura.
A volte la “scintilla” non arriva all’improvviso, ma si costruisce gradualmente, esplorando, anche per piccoli passi, ciò che incuriosisce un po’ di più, senza la pressione di dover trovare subito “la strada giusta”.
Potrebbe essere utile concederti uno spazio in cui fermarti a mettere ordine tra queste sensazioni, capire meglio cosa ti sta pesando davvero e iniziare a individuare direzioni più in linea con te, senza dover affrontare tutto da solo. Rimango quindi a disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo!
Quello che descrivi (il fatto che tutto appaia noioso, limitante o privo di senso) spesso non riguarda solo “trovare la passione giusta”, ma può avere a che fare anche con un momento di stanchezza emotiva, frustrazione o difficoltà nel riconoscere ciò che davvero ti rappresenta, al di là delle aspettative o delle esperienze fatte finora.
Inoltre, trovarsi in un ambiente lavorativo negativo può amplificare molto questo vissuto, facendoti percepire ancora meno possibilità e più senso di chiusura.
A volte la “scintilla” non arriva all’improvviso, ma si costruisce gradualmente, esplorando, anche per piccoli passi, ciò che incuriosisce un po’ di più, senza la pressione di dover trovare subito “la strada giusta”.
Potrebbe essere utile concederti uno spazio in cui fermarti a mettere ordine tra queste sensazioni, capire meglio cosa ti sta pesando davvero e iniziare a individuare direzioni più in linea con te, senza dover affrontare tutto da solo. Rimango quindi a disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo!
Buongiorno mi spiace per questo periodo, credo che un colloquio con uno psicologo le possa essere di aiuto
Gentilissimo,
stare in questa condizione per lungo tempo è deleterio e faticoso, immagino quanto si senta stanco e preoccupato.
Il fatto che lei al momento non senta nessuna passione che le consenta di "ricominciare" non significa necessariamente che lei non sia in grado di averne ma che forse al momento il mondo esterno le appare come poco stimolante.
L’idea di trovare “la scintilla” può tuttavia diventare un peso, se vissuta come qualcosa che deve arrivare prima di iniziare a muoversi. Spesso il percorso è inverso: è facendo esperienze, anche imperfette, che si costruisce gradualmente un senso.
Si conceda la possibilità di iniziare un percorso psicologico che la aiuti ad orientarsi in questo periodo così confuso e difficile.
Le auguro il meglio,
Dott. Daniele Migliore
stare in questa condizione per lungo tempo è deleterio e faticoso, immagino quanto si senta stanco e preoccupato.
Il fatto che lei al momento non senta nessuna passione che le consenta di "ricominciare" non significa necessariamente che lei non sia in grado di averne ma che forse al momento il mondo esterno le appare come poco stimolante.
L’idea di trovare “la scintilla” può tuttavia diventare un peso, se vissuta come qualcosa che deve arrivare prima di iniziare a muoversi. Spesso il percorso è inverso: è facendo esperienze, anche imperfette, che si costruisce gradualmente un senso.
Si conceda la possibilità di iniziare un percorso psicologico che la aiuti ad orientarsi in questo periodo così confuso e difficile.
Le auguro il meglio,
Dott. Daniele Migliore
Buona sera,
quello che racconta arriva in modo molto chiaro, soprattutto in quel senso di confusione e di “non direzione” che sembra attraversare più aspetti della sua vita.
Da come lo descrive, non emerge tanto una mancanza di impegno, quanto una fatica a trovare qualcosa che davvero lo agganci, come se tutto risultasse poco significativo o rapidamente spento.
In questa ricerca della “scintilla” può diventare facile sentire che niente abbia valore o possibilità, e da lì arrivare a percepirsi bloccato, senza alternative chiare davanti.
Più che forzarsi a trovare subito una risposta, può essere importante iniziare a restare un po’ dentro questa sensazione di blocco e insoddisfazione, per capire cosa sta cercando di dirle e cosa in questo momento non trova ancora spazio per emergere.
Può essere utile esplorare questi temi all’interno di un percorso psicologico di conoscenza di sé, proprio per dare un senso più profondo a ciò che si sta vivendo e non restare soli in questa ricerca.
Se sentirà il bisogno di approfondire, resto a disposizione.
Dott.ssa Elena Petitti
quello che racconta arriva in modo molto chiaro, soprattutto in quel senso di confusione e di “non direzione” che sembra attraversare più aspetti della sua vita.
Da come lo descrive, non emerge tanto una mancanza di impegno, quanto una fatica a trovare qualcosa che davvero lo agganci, come se tutto risultasse poco significativo o rapidamente spento.
In questa ricerca della “scintilla” può diventare facile sentire che niente abbia valore o possibilità, e da lì arrivare a percepirsi bloccato, senza alternative chiare davanti.
Più che forzarsi a trovare subito una risposta, può essere importante iniziare a restare un po’ dentro questa sensazione di blocco e insoddisfazione, per capire cosa sta cercando di dirle e cosa in questo momento non trova ancora spazio per emergere.
Può essere utile esplorare questi temi all’interno di un percorso psicologico di conoscenza di sé, proprio per dare un senso più profondo a ciò che si sta vivendo e non restare soli in questa ricerca.
Se sentirà il bisogno di approfondire, resto a disposizione.
Dott.ssa Elena Petitti
Salve,
dalle sue parole emerge un forte senso di smarrimento e di insoddisfazione, che la porta a sentirsi bloccato e senza direzione. È una condizione più comune di quanto si pensi, soprattutto in una fase della vita come la sua, in cui si è chiamati a costruire la propria identità e a scegliere la strada da percorrere. Quando tutto sembra “inutile” o “limitante”, spesso non è mancanza di capacità o di interesse, ma stanchezza emotiva e perdita di fiducia nel futuro. In questi momenti, la mente tende a chiudersi, a non trovare stimoli, e anche le cose che potrebbero appassionare sembrano prive di senso. È importante non interpretare questa fase come un fallimento, ma come un tempo di ricerca: un passaggio in cui sta cercando di capire chi è e cosa desidera davvero, anche se ora le sembra di non trovare risposte. Il conflitto sul lavoro e le difficoltà relazionali possono amplificare questo senso di vuoto, ma non definiscono il suo valore né le sue possibilità. La qualifica professionale che ha conseguito è comunque una base da cui ripartire, non un limite. Spesso la “scintilla” che si cerca non arriva all’improvviso: nasce da piccoli passi, da esperienze nuove, da incontri o attività che permettono di conoscersi meglio. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a dare voce a questo disagio, a comprendere le emozioni che lo accompagnano e a ritrovare fiducia nelle proprie risorse. Ritrovare un senso non significa sapere subito “cosa fare della vita”, ma iniziare a costruire un rapporto più gentile e autentico con sé stesso. Coraggio.
Un saluto,
Dott.ssa Giovanna Cardia
Psicologa della Salute
dalle sue parole emerge un forte senso di smarrimento e di insoddisfazione, che la porta a sentirsi bloccato e senza direzione. È una condizione più comune di quanto si pensi, soprattutto in una fase della vita come la sua, in cui si è chiamati a costruire la propria identità e a scegliere la strada da percorrere. Quando tutto sembra “inutile” o “limitante”, spesso non è mancanza di capacità o di interesse, ma stanchezza emotiva e perdita di fiducia nel futuro. In questi momenti, la mente tende a chiudersi, a non trovare stimoli, e anche le cose che potrebbero appassionare sembrano prive di senso. È importante non interpretare questa fase come un fallimento, ma come un tempo di ricerca: un passaggio in cui sta cercando di capire chi è e cosa desidera davvero, anche se ora le sembra di non trovare risposte. Il conflitto sul lavoro e le difficoltà relazionali possono amplificare questo senso di vuoto, ma non definiscono il suo valore né le sue possibilità. La qualifica professionale che ha conseguito è comunque una base da cui ripartire, non un limite. Spesso la “scintilla” che si cerca non arriva all’improvviso: nasce da piccoli passi, da esperienze nuove, da incontri o attività che permettono di conoscersi meglio. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a dare voce a questo disagio, a comprendere le emozioni che lo accompagnano e a ritrovare fiducia nelle proprie risorse. Ritrovare un senso non significa sapere subito “cosa fare della vita”, ma iniziare a costruire un rapporto più gentile e autentico con sé stesso. Coraggio.
Un saluto,
Dott.ssa Giovanna Cardia
Psicologa della Salute
Gentile utente,
quello che descrive è un vissuto molto intenso, ma allo stesso tempo piuttosto comune nella sua fase di vita. A 18 anni può capitare di sentirsi disorientati, senza una direzione chiara e con la sensazione che nulla riesca davvero a coinvolgerla o a darle significato. Questo non indica che “non c’è nulla per lei”, ma spesso che si trova in un momento di ricerca ancora aperta, che può richiedere tempo e accompagnamento.
La sensazione di noia, di mancanza di stimoli e di “assenza di una scintilla” può essere particolarmente frustrante, soprattutto quando si ha il desiderio di trovare qualcosa che dia senso e motivazione. Tuttavia, la passione raramente emerge in modo improvviso e definitivo: più spesso si costruisce gradualmente, attraverso esperienze, tentativi e anche errori.
Anche il disagio che sta vivendo nel contesto lavorativo può influire molto sul suo stato emotivo generale, amplificando il senso di blocco e di insoddisfazione. Quando più ambiti della vita risultano faticosi, è comprensibile sentirsi “senza via d’uscita”.
Proprio per questo, potrebbe esserle utile intraprendere un percorso di supporto psicologico. Uno spazio di questo tipo le permetterebbe di esplorare con maggiore chiarezza ciò che prova, comprendere meglio i suoi bisogni e iniziare a costruire, passo dopo passo, una direzione più personale e sostenibile. Non si tratta di avere subito tutte le risposte, ma di iniziare a porsi le domande giuste con il giusto sostegno.
Se se la sente, chiedere aiuto in questo momento può essere un primo passo concreto per uscire da questa sensazione di stallo.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
quello che descrive è un vissuto molto intenso, ma allo stesso tempo piuttosto comune nella sua fase di vita. A 18 anni può capitare di sentirsi disorientati, senza una direzione chiara e con la sensazione che nulla riesca davvero a coinvolgerla o a darle significato. Questo non indica che “non c’è nulla per lei”, ma spesso che si trova in un momento di ricerca ancora aperta, che può richiedere tempo e accompagnamento.
La sensazione di noia, di mancanza di stimoli e di “assenza di una scintilla” può essere particolarmente frustrante, soprattutto quando si ha il desiderio di trovare qualcosa che dia senso e motivazione. Tuttavia, la passione raramente emerge in modo improvviso e definitivo: più spesso si costruisce gradualmente, attraverso esperienze, tentativi e anche errori.
Anche il disagio che sta vivendo nel contesto lavorativo può influire molto sul suo stato emotivo generale, amplificando il senso di blocco e di insoddisfazione. Quando più ambiti della vita risultano faticosi, è comprensibile sentirsi “senza via d’uscita”.
Proprio per questo, potrebbe esserle utile intraprendere un percorso di supporto psicologico. Uno spazio di questo tipo le permetterebbe di esplorare con maggiore chiarezza ciò che prova, comprendere meglio i suoi bisogni e iniziare a costruire, passo dopo passo, una direzione più personale e sostenibile. Non si tratta di avere subito tutte le risposte, ma di iniziare a porsi le domande giuste con il giusto sostegno.
Se se la sente, chiedere aiuto in questo momento può essere un primo passo concreto per uscire da questa sensazione di stallo.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
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