Il mio ragazzo fuma e lo facevamo anche insieme e io sono incinta di 26 settimane quindi dalla
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Il mio ragazzo fuma e lo facevamo anche insieme e io sono incinta di 26 settimane quindi dalla scoperta cambio vita lui diceva di volere il bambino e che era contento ma poi ha cominciato a vivere per strada e io sono stata con lui a causa di vari litigi con nostre famiglie fin che ho potuto poi sono tornata da mio padre e mi ha accusata di averlo lasciato solo e che se non fossi andata con lui mi avrebbe lasciata.. non si fa sentire per settimane e mi ha contattata dopo 15 giorni per chiedere della gravidanza alla mia risposta "stiamo bene" non ha risposto ed è scomparso di nuovo.. senza lui soffro ma dovrà capire in qualche modo gli errori che sta commettendo è che è lui a lasciarmi sola e a non aiutarmi su nulla.. l' unica cosa che ha fatto mi ha accompagnato una volta a una visita e poi si è messo anche ad urlare per poi andare via però poi dice che non vede l'ora di vedere il figlio e che ci ama e poi di nuovo scappa..mi confonde
La ringrazio per aver condiviso una situazione così delicata e carica di emozioni. Si sente chiaramente quanto questa esperienza la faccia soffrire, soprattutto perché si trova a vivere tutto questo in un momento così importante come la gravidanza, in cui avrebbe bisogno di presenza, supporto e stabilità.
È comprensibile che i comportamenti del suo compagno la confondano: questa alternanza tra parole affettuose e allontanamenti, tra il dire di esserci e poi sparire, può generare una forte ambivalenza emotiva. Dinamiche di questo tipo, nel tempo, rischiano di diventare anche molto faticose e destabilizzanti, perché tengono agganciati alla speranza ma allo stesso tempo non offrono una base sicura su cui appoggiarsi.
Proprio per questo, diventa fondamentale riportare l’attenzione su di sé. La cura della sua salute, sia fisica che mentale, e la ricerca di una stabilità sono aspetti centrali, ancora di più in una fase così delicata della sua vita. Scegliere contesti e relazioni che possano offrirle sicurezza e continuità è un modo concreto per proteggersi.
Con molta delicatezza, potrebbe essere utile, nel tempo, anche provare a riflettere su quali caratteristiche cerca in un partner e su cosa per lei significa sentirsi davvero accompagnata e sostenuta in una relazione. Non come critica verso di sé, ma come un’opportunità per conoscersi meglio e orientarsi verso legami più solidi e rispettosi dei suoi bisogni.
Resto a disposizione se sente il bisogno di approfondire o di essere accompagnata in questo percorso.
È comprensibile che i comportamenti del suo compagno la confondano: questa alternanza tra parole affettuose e allontanamenti, tra il dire di esserci e poi sparire, può generare una forte ambivalenza emotiva. Dinamiche di questo tipo, nel tempo, rischiano di diventare anche molto faticose e destabilizzanti, perché tengono agganciati alla speranza ma allo stesso tempo non offrono una base sicura su cui appoggiarsi.
Proprio per questo, diventa fondamentale riportare l’attenzione su di sé. La cura della sua salute, sia fisica che mentale, e la ricerca di una stabilità sono aspetti centrali, ancora di più in una fase così delicata della sua vita. Scegliere contesti e relazioni che possano offrirle sicurezza e continuità è un modo concreto per proteggersi.
Con molta delicatezza, potrebbe essere utile, nel tempo, anche provare a riflettere su quali caratteristiche cerca in un partner e su cosa per lei significa sentirsi davvero accompagnata e sostenuta in una relazione. Non come critica verso di sé, ma come un’opportunità per conoscersi meglio e orientarsi verso legami più solidi e rispettosi dei suoi bisogni.
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Buongiorno, capisco quanto questa situazione possa farla stare male, soprattutto in un momento così delicato della gravidanza. Da ciò che racconta, il comportamento del suo compagno appare molto instabile e confusivo, e questo rischia di farla sentire continuamente sospesa tra speranza e delusione.
In questo momento la priorità è proteggere lei e il bambino, sia sul piano pratico sia su quello emotivo. Più che alle sue parole, provi a guardare ai fatti, perché al momento non sembra offrirle una presenza affidabile. Si faccia sostenere dalle persone che possono starle accanto davvero e, se sente di essere sotto pressione o manipolata, può essere utile anche un confronto con il consultorio o con un professionista del territorio.
In questo momento la priorità è proteggere lei e il bambino, sia sul piano pratico sia su quello emotivo. Più che alle sue parole, provi a guardare ai fatti, perché al momento non sembra offrirle una presenza affidabile. Si faccia sostenere dalle persone che possono starle accanto davvero e, se sente di essere sotto pressione o manipolata, può essere utile anche un confronto con il consultorio o con un professionista del territorio.
Salve, mi contatti in provato se lo desidera.
Cordiali Saluti,
dott.ssa Pisano
Cordiali Saluti,
dott.ssa Pisano
Buonasera, immagino quanto sia doloroso portare avanti una gravidanza in questa situazione. Si circondi di persone che la fanno stare serena e che non la confondano. Parli al suo compagno dei suoi bisogni e dii quelli del bambino. Dal suo racconto pare molto confuso anche lui.
E' in una situazione davvero difficile e dolorosa. Se la famiglia non l'aiuta si faccia aiutare dai servizi sociali. Auguri per tutto.
Buongiorno, prima di tutto voglio dirle una cosa importante: ha già fatto il primo passo più difficile, cioè riconoscere che c’è un problema e dare un nome a ciò che sta vivendo. Questo è un segnale di consapevolezza e di forza, non di debolezza.
Dal suo racconto emerge una situazione molto confusiva e dolorosa, fatta di presenze e assenze, promesse e comportamenti incoerenti. È comprensibile che questo la faccia stare male e la lasci in uno stato di incertezza. Allo stesso tempo, è importante partire da un dato concreto: oggi lei si trova spesso sola e non supportata in un momento della vita molto delicato.
Mi sembra di cogliere che sia una persona giovane, e in questa fase della vita sta accadendo qualcosa di molto grande: le priorità stanno cambiando. Non ci sono più solo i suoi bisogni, i dubbi o le emozioni legate alla relazione, ma anche la responsabilità e la cura di un bambino che sta arrivando. Questo non significa dimenticare se stessa, ma anzi proteggere entrambe le vostre esigenze.
Il comportamento del suo compagno, per come lo descrive, è altalenante e poco affidabile. Più che aspettare che lui “capisca”, può essere utile chiedersi:
di cosa ho bisogno io oggi per stare meglio e per prendermi cura di me e del mio bambino?
In questo momento è fondamentale non restare sola. Le suggerisco di rivolgersi ai servizi gratuiti del territorio, come il consultorio familiare:
1) può trovare supporto psicologico
2) confrontarsi con ostetriche
3) partecipare a corsi di accompagnamento alla nascita
4) avere uno spazio sicuro dove essere ascoltata senza giudizio
Questi servizi sono pensati proprio per accompagnare donne in gravidanza, soprattutto quando la situazione è complessa.
Dal suo messaggio emerge anche una risorsa molto importante:
è riuscita a tornare a casa di suo padre quando la situazione non era più sostenibile, fosse anche solo per il bisogno sacrosanto di un tetto dove stare
è consapevole di ciò che non le fa bene
Queste sono basi fondamentali per uscire da un possibile loop relazionale disfunzionale.
Con il giusto supporto, può davvero costruire un contesto più stabile e sicuro per sé e per il suo bambino. Non è semplice, ma è possibile.
Un caro saluto.
Dal suo racconto emerge una situazione molto confusiva e dolorosa, fatta di presenze e assenze, promesse e comportamenti incoerenti. È comprensibile che questo la faccia stare male e la lasci in uno stato di incertezza. Allo stesso tempo, è importante partire da un dato concreto: oggi lei si trova spesso sola e non supportata in un momento della vita molto delicato.
Mi sembra di cogliere che sia una persona giovane, e in questa fase della vita sta accadendo qualcosa di molto grande: le priorità stanno cambiando. Non ci sono più solo i suoi bisogni, i dubbi o le emozioni legate alla relazione, ma anche la responsabilità e la cura di un bambino che sta arrivando. Questo non significa dimenticare se stessa, ma anzi proteggere entrambe le vostre esigenze.
Il comportamento del suo compagno, per come lo descrive, è altalenante e poco affidabile. Più che aspettare che lui “capisca”, può essere utile chiedersi:
di cosa ho bisogno io oggi per stare meglio e per prendermi cura di me e del mio bambino?
In questo momento è fondamentale non restare sola. Le suggerisco di rivolgersi ai servizi gratuiti del territorio, come il consultorio familiare:
1) può trovare supporto psicologico
2) confrontarsi con ostetriche
3) partecipare a corsi di accompagnamento alla nascita
4) avere uno spazio sicuro dove essere ascoltata senza giudizio
Questi servizi sono pensati proprio per accompagnare donne in gravidanza, soprattutto quando la situazione è complessa.
Dal suo messaggio emerge anche una risorsa molto importante:
è riuscita a tornare a casa di suo padre quando la situazione non era più sostenibile, fosse anche solo per il bisogno sacrosanto di un tetto dove stare
è consapevole di ciò che non le fa bene
Queste sono basi fondamentali per uscire da un possibile loop relazionale disfunzionale.
Con il giusto supporto, può davvero costruire un contesto più stabile e sicuro per sé e per il suo bambino. Non è semplice, ma è possibile.
Un caro saluto.
Buonasera, la situazione che sta vivendo è molto delicata e comprensibilmente carica di emozioni contrastanti. Da una parte c’è il legame affettivo con il suo compagno, dall’altra ci sono comportamenti che la fanno sentire sola, confusa e poco sostenuta proprio in un momento così importante della sua vita. È naturale che questo crei sofferenza e anche un senso di disorientamento. Nel suo racconto emerge un’alternanza molto forte tra parole e comportamenti. Da un lato lui dice di voler esserci, di amare lei e il bambino, dall’altro però si allontana, sparisce, reagisce con rabbia o la mette di fronte a ricatti emotivi. Questo tipo di incoerenza è uno degli aspetti più difficili da gestire, perché tende a mantenere viva la speranza e allo stesso tempo genera instabilità. È proprio questa oscillazione che spesso porta a sentirsi confusi, come se non si riuscisse mai a capire davvero dove si è nella relazione. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, è importante distinguere tra ciò che viene detto e ciò che concretamente accade. La mente tende a dare molto peso alle parole, soprattutto quando rispondono a un bisogno affettivo forte, come quello di sentirsi amate e sostenute. Tuttavia, sono i comportamenti nel tempo a dare indicazioni più affidabili sulla direzione di una relazione. Quando questi sono discontinui o assenti, è comprensibile che si attivino pensieri come il dubbio, la speranza che cambi, o la paura di perderlo, e tutto questo può rendere ancora più difficile prendere una posizione chiara. In questo momento, però, c’è anche un altro elemento centrale che merita attenzione, ed è lei. Sta affrontando una gravidanza, con tutti i cambiamenti fisici ed emotivi che comporta, e avrebbe bisogno di stabilità, presenza e supporto. Il fatto che si trovi invece a dover gestire anche questa incertezza relazionale può aumentare molto il carico emotivo. Può essere utile iniziare a spostare gradualmente il focus da lui a se stessa, chiedendosi cosa le fa bene, cosa la fa stare al sicuro, quali sono i suoi bisogni in questa fase. Non è una scelta semplice, perché il legame affettivo continua a essere presente, ma è un passaggio importante per non restare intrappolata in una dinamica che la fa soffrire. Il fatto che lei dica che “dovrà capire i suoi errori” è comprensibile, ma allo stesso tempo la espone al rischio di restare in attesa di un cambiamento che, al momento, non dipende da lei. Questo può mantenere viva una speranza che la tiene legata alla situazione, senza darle però una reale stabilità. In momenti come questo, può essere davvero utile avere uno spazio in cui poter elaborare tutto ciò che sta vivendo, dare un senso alle emozioni e comprendere i meccanismi che la portano a restare così coinvolta nonostante la sofferenza. Un percorso di supporto può aiutarla a rafforzare il suo senso di sicurezza, a chiarire i suoi bisogni e a costruire scelte più protettive per sé e per il bambino. Un approccio cognitivo comportamentale, in particolare, può aiutarla a riconoscere i pensieri e le dinamiche che alimentano questa confusione e a trovare un modo più stabile di stare nella situazione. Non è semplice, ma è possibile uscire da questa sensazione di smarrimento e ritrovare una direzione più chiara e più rispettosa di ciò che lei sta vivendo. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Grazie per aver condiviso questa situazione così delicata, specialmente in un momento importante come la gravidanza. Quello che descrive è un pattern relazionale noto in psicologia come "rinforzo intermittente": il suo ragazzo alterna momenti di vicinanza e affetto a sparizioni improvvise, generando confusione e sofferenza. Questa imprevedibilità è emotivamente molto destabilizzante, perché mantiene alta l'aspettativa del ritorno e rende difficile prendere decisioni chiare.
In ottica cognitivo-comportamentale, è utile distinguere tra il dolore reale che prova e le credenze che ne derivano, come "senza di lui non sto bene" o "devo aspettarlo per stare meglio". Queste credenze, se non esplorate, possono rafforzare una dipendenza emotiva che la lascia in balia dei suoi comportamenti.
In questo periodo così importante per lei e per il bambino, sarebbe prezioso avere un sostegno psicologico dedicato: un percorso terapeutico potrebbe aiutarla a comprendere questa dinamica relazionale, a rafforzare le sue risorse e a prendere decisioni più consapevoli per il suo benessere.
Un caro saluto,
Dr. Vittorio Penzo
In ottica cognitivo-comportamentale, è utile distinguere tra il dolore reale che prova e le credenze che ne derivano, come "senza di lui non sto bene" o "devo aspettarlo per stare meglio". Queste credenze, se non esplorate, possono rafforzare una dipendenza emotiva che la lascia in balia dei suoi comportamenti.
In questo periodo così importante per lei e per il bambino, sarebbe prezioso avere un sostegno psicologico dedicato: un percorso terapeutico potrebbe aiutarla a comprendere questa dinamica relazionale, a rafforzare le sue risorse e a prendere decisioni più consapevoli per il suo benessere.
Un caro saluto,
Dr. Vittorio Penzo
Buongiorno,
quello che descrive è una situazione molto dolorosa e comprensibilmente confusiva: le parole del suo compagno e i suoi comportamenti sembrano andare in direzioni opposte.
Al di là di ciò che dice, è importante osservare ciò che fa: in questo momento lei sta affrontando una gravidanza e ha bisogno di stabilità, presenza e supporto concreti.
È comprensibile soffrire per la sua assenza, ma non è lei a lasciarlo sola: dai fatti emerge il contrario. Proteggere sé stessa e il suo bambino viene prima di tutto.
Se sente il bisogno di fare chiarezza e capire come gestire questa relazione senza farsi male, un confronto professionale può aiutarla.
Un caro saluto.
quello che descrive è una situazione molto dolorosa e comprensibilmente confusiva: le parole del suo compagno e i suoi comportamenti sembrano andare in direzioni opposte.
Al di là di ciò che dice, è importante osservare ciò che fa: in questo momento lei sta affrontando una gravidanza e ha bisogno di stabilità, presenza e supporto concreti.
È comprensibile soffrire per la sua assenza, ma non è lei a lasciarlo sola: dai fatti emerge il contrario. Proteggere sé stessa e il suo bambino viene prima di tutto.
Se sente il bisogno di fare chiarezza e capire come gestire questa relazione senza farsi male, un confronto professionale può aiutarla.
Un caro saluto.
Buongiorno, mi dispiace per questo suo vissuto e La ringrazio intanto di aver condiviso parte della Sua storia. Da ciò che descrive emerge una situazione molto faticosa e confusiva, in cui alle parole del Suo compagno non sembrano corrispondere comportamenti stabili e concreti. In gravidanza, essere lasciata sola, minacciata di abbandono, cercata a intermittenza e coinvolta in litigi può avere un impatto emotivo importante. La violenza nelle relazioni non è solo fisica: può includere anche controllo, minacce e instabilità emotiva.
Più che chiedersi se Lui La ami davvero, forse oggi è importante chiedersi quanto questa relazione La stia facendo stare male e quanto sia protettiva per Lei in questo momento. La gravidanza può essere anche una fase in cui dinamiche relazionali problematiche iniziano o peggiorano, ed è bene non sottovalutarlo.
Può essere utile parlarne quanto prima con persone di fiducia e con i professionisti che La seguono in gravidanza, oltre a valutare un sostegno psicologico. Se dovessero esserci minacce, aggressività o timore per la Sua sicurezza, è importante chiedere subito aiuto ai servizi competenti.
Le auguro una buona giornata.
Più che chiedersi se Lui La ami davvero, forse oggi è importante chiedersi quanto questa relazione La stia facendo stare male e quanto sia protettiva per Lei in questo momento. La gravidanza può essere anche una fase in cui dinamiche relazionali problematiche iniziano o peggiorano, ed è bene non sottovalutarlo.
Può essere utile parlarne quanto prima con persone di fiducia e con i professionisti che La seguono in gravidanza, oltre a valutare un sostegno psicologico. Se dovessero esserci minacce, aggressività o timore per la Sua sicurezza, è importante chiedere subito aiuto ai servizi competenti.
Le auguro una buona giornata.
Gentile Utente, grazie per la sua condivisione.
Capisco perché si senta così confusa, soprattutto in un momento delicato come la gravidanza. Da quello che racconta, il comportamento del suo compagno è molto altalenante: a volte si avvicina e dice cose importanti, altre volte sparisce o fa fatica a esserci in modo sereno. Questo può disorientare, perché manda segnali diversi e rende difficile capire come stanno davvero le cose.
In tutto questo, però, c’è anche un elemento molto concreto: lei oggi ha bisogno di stabilità e di sentirsi un po’ più al sicuro. Tornare da suo padre sembra essere stata una scelta in questa direzione, anche se non semplice. Più che dare un significato alle parole del suo ragazzo, può essere utile osservare ciò che accade nei fatti, per capire su cosa e su chi può contare davvero in questo momento. Non tanto per giudicare lui, quanto per orientarsi e proteggersi un po’ di più.
È comprensibile sentirsi così, un po’ divisa tra quello che prova e quello che sta vivendo. Proprio per questo può aiutarla tenere come riferimento ciò che la fa sentire anche solo un po’ più tranquilla adesso, e le persone che riescono a esserci in modo più stabile accanto a lei. Inoltre, se ne ha la possibilità, avere anche uno spazio per sé potrebbe aiutarla a mettere ordine in questa confusione e a non sentirsi sola nel gestirla.
Resto a disposizione e le faccio i miei migliori auguri per la sua gravidanza.
Un caro saluto,
Dott.ssa Maria Francesca Copani
Capisco perché si senta così confusa, soprattutto in un momento delicato come la gravidanza. Da quello che racconta, il comportamento del suo compagno è molto altalenante: a volte si avvicina e dice cose importanti, altre volte sparisce o fa fatica a esserci in modo sereno. Questo può disorientare, perché manda segnali diversi e rende difficile capire come stanno davvero le cose.
In tutto questo, però, c’è anche un elemento molto concreto: lei oggi ha bisogno di stabilità e di sentirsi un po’ più al sicuro. Tornare da suo padre sembra essere stata una scelta in questa direzione, anche se non semplice. Più che dare un significato alle parole del suo ragazzo, può essere utile osservare ciò che accade nei fatti, per capire su cosa e su chi può contare davvero in questo momento. Non tanto per giudicare lui, quanto per orientarsi e proteggersi un po’ di più.
È comprensibile sentirsi così, un po’ divisa tra quello che prova e quello che sta vivendo. Proprio per questo può aiutarla tenere come riferimento ciò che la fa sentire anche solo un po’ più tranquilla adesso, e le persone che riescono a esserci in modo più stabile accanto a lei. Inoltre, se ne ha la possibilità, avere anche uno spazio per sé potrebbe aiutarla a mettere ordine in questa confusione e a non sentirsi sola nel gestirla.
Resto a disposizione e le faccio i miei migliori auguri per la sua gravidanza.
Un caro saluto,
Dott.ssa Maria Francesca Copani
Buongiorno,
da quello che racconti stai vivendo una situazione molto faticosa e confusa, in un momento della vita in cui avresti invece bisogno di stabilità, presenza e sostegno. È comprensibile che tu provi sofferenza, smarrimento e anche ambivalenza verso di lui.
Il comportamento del tuo ragazzo appare altalenante: a momenti di vicinanza e parole affettuose seguono assenze, accuse e atteggiamenti che ti lasciano sola. Questa incoerenza può creare molta confusione emotiva e portarti a chiederti cosa sia giusto fare o aspettarsi. Tuttavia, è importante che tu possa guardare non solo a ciò che dice, ma soprattutto a ciò che concretamente fa.
In questo momento, la priorità sei tu e il tuo bambino: il tuo benessere fisico ed emotivo viene prima di tutto. Avere accanto figure affidabili, come tuo padre o altre persone di fiducia, è un elemento prezioso su cui puoi appoggiarti.
Può essere utile, anche con l’aiuto di un professionista, fermarti a riflettere su quali siano i tuoi bisogni, i tuoi limiti e ciò che desideri per te e per tuo figlio, senza aspettare che sia lui a cambiare o a “capire”. Non puoi controllare le sue scelte, ma puoi proteggere te stessa e costruire un contesto più sicuro per te.
Se senti che la sofferenza è intensa o che la situazione ti sovrasta, chiedere un supporto psicologico può offrirti uno spazio sicuro in cui mettere ordine tra le emozioni e trovare maggiore chiarezza.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
da quello che racconti stai vivendo una situazione molto faticosa e confusa, in un momento della vita in cui avresti invece bisogno di stabilità, presenza e sostegno. È comprensibile che tu provi sofferenza, smarrimento e anche ambivalenza verso di lui.
Il comportamento del tuo ragazzo appare altalenante: a momenti di vicinanza e parole affettuose seguono assenze, accuse e atteggiamenti che ti lasciano sola. Questa incoerenza può creare molta confusione emotiva e portarti a chiederti cosa sia giusto fare o aspettarsi. Tuttavia, è importante che tu possa guardare non solo a ciò che dice, ma soprattutto a ciò che concretamente fa.
In questo momento, la priorità sei tu e il tuo bambino: il tuo benessere fisico ed emotivo viene prima di tutto. Avere accanto figure affidabili, come tuo padre o altre persone di fiducia, è un elemento prezioso su cui puoi appoggiarti.
Può essere utile, anche con l’aiuto di un professionista, fermarti a riflettere su quali siano i tuoi bisogni, i tuoi limiti e ciò che desideri per te e per tuo figlio, senza aspettare che sia lui a cambiare o a “capire”. Non puoi controllare le sue scelte, ma puoi proteggere te stessa e costruire un contesto più sicuro per te.
Se senti che la sofferenza è intensa o che la situazione ti sovrasta, chiedere un supporto psicologico può offrirti uno spazio sicuro in cui mettere ordine tra le emozioni e trovare maggiore chiarezza.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Buonasera, credo sia importante per te intraprendere un percorso personale così da riflettere su quanto sta accadendo e valutare come poter agire a fronte di tale situazione. La sofferenza e il dolore vanno attraversati in modo funzionale per poter essere elaborati adeguatamente. Mi rendo disponibile per qualsiasi informazione e per un eventuale percorso.
Dr.ssa Jenny Pauselli
Dr.ssa Jenny Pauselli
Buongiorno,
grazie per la condivisione, sarebbe importante approfondire questi accaduti per comprendere in maniera più completa e approfondita la situazione descritta. Un colloquio psicologico potrebbe supportarla in questo momento delicato, sia rispetto a quelle che sono le necessità personale e i bisogni che sente di avere, sia in risposta ai comportamenti messi in atto da questo ragazzo.
Rimango a disposizione, anche in modalità online, se volesse intraprendere un percorso.
Cordialmente,
Dott.ssa Angelica Venanzetti
grazie per la condivisione, sarebbe importante approfondire questi accaduti per comprendere in maniera più completa e approfondita la situazione descritta. Un colloquio psicologico potrebbe supportarla in questo momento delicato, sia rispetto a quelle che sono le necessità personale e i bisogni che sente di avere, sia in risposta ai comportamenti messi in atto da questo ragazzo.
Rimango a disposizione, anche in modalità online, se volesse intraprendere un percorso.
Cordialmente,
Dott.ssa Angelica Venanzetti
Da quello che racconti, stai vivendo una situazione molto confusa e dolorosa, soprattutto in un momento delicato come la gravidanza. È comprensibile che tu ti senta ferita, delusa e disorientata dai suoi comportamenti contraddittori: da una parte dice di volere il bambino e di amarvi, dall’altra si allontana, non è presente e ti lascia sola.
Più che cercare di interpretare le sue intenzioni, può essere importante guardare ai fatti: in questo momento sembra non esserci continuità, supporto né affidabilità da parte sua. Tu hai bisogno prima di tutto di protezione, stabilità e sostegno, per te e per il bambino.
Se possibile, prova a concentrarti su ciò che puoi controllare tu: la tua rete di aiuto, il tuo benessere, i contatti pratici con lui solo se utili e rispettosi. Se i suoi atteggiamenti sono aggressivi o ti fanno sentire insicura, è importante mettere dei confini chiari. Non sei tu a dover reggere da sola l’instabilità di questa relazione.
Più che cercare di interpretare le sue intenzioni, può essere importante guardare ai fatti: in questo momento sembra non esserci continuità, supporto né affidabilità da parte sua. Tu hai bisogno prima di tutto di protezione, stabilità e sostegno, per te e per il bambino.
Se possibile, prova a concentrarti su ciò che puoi controllare tu: la tua rete di aiuto, il tuo benessere, i contatti pratici con lui solo se utili e rispettosi. Se i suoi atteggiamenti sono aggressivi o ti fanno sentire insicura, è importante mettere dei confini chiari. Non sei tu a dover reggere da sola l’instabilità di questa relazione.
Salve, intanto grazie di aver condiviso la sua esperienza e i suoi dubbi. Lei sta attraversando una fase della sua vita molto delicata ed è comprensibile sia la voglia di condividere questo momento con il padre del nascituro, sia il bisogno di proteggere lei e il suo bambino. I dubbi che lei esprime e il "sentirsi confusa" sono legittimi e vanno esplorati e accolti. Per uscire da questo momento di confusione e stallo il mio consiglio è di rivolgersi ad un esperto che possa aiutarla a decidere come vuole prendersi cura di sè e del suo bambino. E' già un importante passo quello di cercare un confronto ed esprimere le sue paure sul vostro futuro. L'attenzione che mette e il tentativo di mettere dei confini protettivi per lei e il bambino sono segnali del fatto che al momento quello che lei cerca è stabilità e sicurezza per far nascere e crescere al meglio il suo bimbo.
Le auguro di trovare la serenità di cui ha bisogno per vivere questo momento intenso nel modo più piacevole e gioioso.
Dott.ssa Francesca Manzella Psicologa-Psicoterapeuta
Le auguro di trovare la serenità di cui ha bisogno per vivere questo momento intenso nel modo più piacevole e gioioso.
Dott.ssa Francesca Manzella Psicologa-Psicoterapeuta
Quello che racconti ha un impatto emotivo molto forte, e la confusione che senti sembra nascere proprio dal fatto che lui si muove in modo molto incoerente. A momenti si avvicina, dice di amarvi, di voler il bambino, e poi subito dopo sparisce, non si fa sentire, oppure nei pochi momenti di presenza emerge rabbia, distanza, fatica a restare. È difficile orientarsi quando le parole e i comportamenti non vanno nella stessa direzione, e non è strano che tu ti senta disorientata.
Allo stesso tempo, dentro quello che dici si intravede una parte di te che vede con una certa lucidità la situazione. Quando dici che è lui a lasciarti sola e a non aiutarti, stai già mettendo a fuoco qualcosa di molto reale. Però accanto a questa consapevolezza c’è anche il legame con lui, il dolore per la sua assenza e forse una speranza che possa capire, cambiare, diventare più presente. È come se convivessero due movimenti diversi dentro di te, e questo può rendere tutto ancora più faticoso.
Mi colpisce anche il fatto che tu ti sia trovata a dover scegliere dove stare, tra lui e la tua famiglia, e che alla fine tu sia tornata da tuo padre. In un momento come questo, con una gravidanza in corso, quel movimento può avere a che fare anche con il bisogno di protezione e stabilità. Eppure lui lo trasforma in un’accusa, facendoti sentire come se fossi tu ad averlo abbandonato. Questo tipo di ribaltamento può aumentare molto il senso di colpa, anche quando le tue scelte vanno nella direzione di prenderti cura di te.
Forse una domanda che può iniziare ad aprire uno spazio diverso non riguarda tanto lui e se capirà o meno, ma cosa sta diventando per te questa relazione mentre la vivi. Che effetto ti fa, nel concreto, questa alternanza tra presenza e assenza? Come stai nei giorni in cui lui non c’è, e cosa succede dentro di te quando ritorna?
Non è necessario arrivare subito a una risposta o a una decisione, ma forse può essere utile iniziare a distinguere sempre di più tra quello che lui dice e quello che tu realmente sperimenti. A volte questa distinzione, anche se inizialmente fa male, aiuta a ritrovare un po’ di orientamento interno.
Allo stesso tempo, dentro quello che dici si intravede una parte di te che vede con una certa lucidità la situazione. Quando dici che è lui a lasciarti sola e a non aiutarti, stai già mettendo a fuoco qualcosa di molto reale. Però accanto a questa consapevolezza c’è anche il legame con lui, il dolore per la sua assenza e forse una speranza che possa capire, cambiare, diventare più presente. È come se convivessero due movimenti diversi dentro di te, e questo può rendere tutto ancora più faticoso.
Mi colpisce anche il fatto che tu ti sia trovata a dover scegliere dove stare, tra lui e la tua famiglia, e che alla fine tu sia tornata da tuo padre. In un momento come questo, con una gravidanza in corso, quel movimento può avere a che fare anche con il bisogno di protezione e stabilità. Eppure lui lo trasforma in un’accusa, facendoti sentire come se fossi tu ad averlo abbandonato. Questo tipo di ribaltamento può aumentare molto il senso di colpa, anche quando le tue scelte vanno nella direzione di prenderti cura di te.
Forse una domanda che può iniziare ad aprire uno spazio diverso non riguarda tanto lui e se capirà o meno, ma cosa sta diventando per te questa relazione mentre la vivi. Che effetto ti fa, nel concreto, questa alternanza tra presenza e assenza? Come stai nei giorni in cui lui non c’è, e cosa succede dentro di te quando ritorna?
Non è necessario arrivare subito a una risposta o a una decisione, ma forse può essere utile iniziare a distinguere sempre di più tra quello che lui dice e quello che tu realmente sperimenti. A volte questa distinzione, anche se inizialmente fa male, aiuta a ritrovare un po’ di orientamento interno.
Buonasera, da quello che racconta emerge una situazione molto dolorosa e anche molto confusiva, soprattutto in un momento delicato come la gravidanza.
Più che guardare a quello che lui dice, in casi come questo è importante osservare quello che fa. Le sue parole sembrano andare in una direzione, ma i suoi comportamenti ne mostrano un’altra: si avvicina, poi scompare; dice di tenere a lei e al bambino, ma nei fatti non riesce ad esserci in modo stabile, rispettoso e affidabile. È comprensibile che questo la confonda e la faccia soffrire.
Un altro punto importante è che lei non può farsi carico da sola del compito di “fargli capire” i suoi errori. A volte, quando si sta male, si resta agganciati alla speranza che l’altro cambi, ma intanto si rimane esposti a continue ferite. In questo momento la priorità dovrebbe essere proteggere lei e il bambino, sul piano emotivo, pratico e relazionale.
Non posso sapere da qui quali siano le sue difficoltà profonde, né fare valutazioni su di lui a distanza. Quello che però si vede chiaramente è un andamento instabile, che per lei rischia di diventare molto pesante. Per questo può essere utile chiedersi non tanto quanto lui la ami a parole, ma quanto oggi sia davvero capace di assumersi responsabilità concrete.
Le suggerirei di non affrontare tutto da sola: si appoggi a chi può esserle vicino davvero, e valuti anche un confronto con un professionista o con il consultorio, che in gravidanza può essere un riferimento importante. Se dovessero esserci pressioni, minacce, paura o comportamenti aggressivi, è bene cercare aiuto subito e tutelarsi con la massima attenzione.
Merita chiarezza, presenza e protezione, non una relazione fatta di continue sparizioni e ritorni che la lasciano nell’incertezza. Un cambiamento è possibile, ma non può dipendere solo dalla sua pazienza o dal suo dolore.
Un caro saluto.
Più che guardare a quello che lui dice, in casi come questo è importante osservare quello che fa. Le sue parole sembrano andare in una direzione, ma i suoi comportamenti ne mostrano un’altra: si avvicina, poi scompare; dice di tenere a lei e al bambino, ma nei fatti non riesce ad esserci in modo stabile, rispettoso e affidabile. È comprensibile che questo la confonda e la faccia soffrire.
Un altro punto importante è che lei non può farsi carico da sola del compito di “fargli capire” i suoi errori. A volte, quando si sta male, si resta agganciati alla speranza che l’altro cambi, ma intanto si rimane esposti a continue ferite. In questo momento la priorità dovrebbe essere proteggere lei e il bambino, sul piano emotivo, pratico e relazionale.
Non posso sapere da qui quali siano le sue difficoltà profonde, né fare valutazioni su di lui a distanza. Quello che però si vede chiaramente è un andamento instabile, che per lei rischia di diventare molto pesante. Per questo può essere utile chiedersi non tanto quanto lui la ami a parole, ma quanto oggi sia davvero capace di assumersi responsabilità concrete.
Le suggerirei di non affrontare tutto da sola: si appoggi a chi può esserle vicino davvero, e valuti anche un confronto con un professionista o con il consultorio, che in gravidanza può essere un riferimento importante. Se dovessero esserci pressioni, minacce, paura o comportamenti aggressivi, è bene cercare aiuto subito e tutelarsi con la massima attenzione.
Merita chiarezza, presenza e protezione, non una relazione fatta di continue sparizioni e ritorni che la lasciano nell’incertezza. Un cambiamento è possibile, ma non può dipendere solo dalla sua pazienza o dal suo dolore.
Un caro saluto.
Certo che confonde...
Il comportamento del suo ragazzo può avere diverse cause, ma sarebbe molto meglio se lui provasse a chiedere aiuto a professionisti competenti.
Il comportamento del suo ragazzo può avere diverse cause, ma sarebbe molto meglio se lui provasse a chiedere aiuto a professionisti competenti.
Ciao! Capisco la tua situazione, è sicuramente una di quelle in cui nessuna donna vorrebbe trovarsi. La condizione in cui si trova il tuo ragazzo però non è una di quelle in cui poter fare tranquillamente affidamento perchè fortemente instabile sia per l'evidente uso di droghe di cui parli, sia perchè essendo in strada non ha le risorse principali da poter dare al vostro bambino. Questo non significa che non lo desidera o che la soluzione è mettere un muro tra voi, ma ti consiglio di cercare supporto nelle persone che ti sono vicine che sembrano essere più presenti e sembrano dal tuo racconto avere un comportamento più coerente rispetto al tuo ragazzo, e poi di cercare un supporto psicologico per ragazze madri che magari possano incontrarsi con specialisti per affrontare questo nuovo percorso insieme. In bocca al lupo, ti saluto!
Quello che descrive è una situazione molto difficile e comprensibilmente confondente, soprattutto in un momento delicato come una gravidanza.
Il comportamento del suo compagno appare ambivalente: da una parte esprime affetto e il desiderio di essere presente (“non vede l’ora di vedere il figlio”), dall’altra mette in atto condotte di allontanamento, assenza e anche reazioni impulsive come l’urlare o il “sparire” per settimane. Questo tipo di alternanza può generare molta sofferenza emotiva, perché crea aspettative che poi vengono disattese.
È importante però fare una distinzione chiara: le sue azioni concrete (assenza, mancanza di supporto, instabilità) hanno un peso maggiore rispetto alle parole. In questo momento lei ha bisogno di stabilità, sicurezza e sostegno, sia per sé stessa sia per il bambino. Il fatto che lui la faccia sentire “colpevole” per essersi allontanata da una situazione difficile (come vivere per strada) è un segnale da non sottovalutare, perché rischia di farle mettere in secondo piano i suoi bisogni fondamentali.
Il suo vissuto è assolutamente legittimo: è possibile provare amore e mancanza verso una persona, ma allo stesso tempo riconoscere che i suoi comportamenti non sono adeguati o protettivi. Non è una contraddizione, è una realtà emotiva complessa.
Inoltre, in gravidanza è fondamentale circondarsi di un ambiente il più possibile stabile e supportivo. Il fatto che lei sia tornata da suo padre può essere letto come una scelta di tutela, non come un abbandono.
Più che cercare di far “capire” a lui i suoi errori (cosa che purtroppo non dipende da lei), può essere utile concentrarsi su ciò che è sotto il suo controllo: proteggere sé stessa, il suo benessere emotivo e quello del bambino, e valutare realisticamente quanto questa relazione, così com’è ora, possa offrirle sicurezza.
La confusione che sente nasce proprio da questa incoerenza tra parole e comportamenti: è una reazione comprensibile.
Vista la complessità della situazione e il momento di vita che sta attraversando, è consigliabile approfondire con uno specialista, che possa aiutarla a fare chiarezza, sostenere le sue risorse e accompagnarla nelle scelte più tutelanti per lei e per il bambino.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Il comportamento del suo compagno appare ambivalente: da una parte esprime affetto e il desiderio di essere presente (“non vede l’ora di vedere il figlio”), dall’altra mette in atto condotte di allontanamento, assenza e anche reazioni impulsive come l’urlare o il “sparire” per settimane. Questo tipo di alternanza può generare molta sofferenza emotiva, perché crea aspettative che poi vengono disattese.
È importante però fare una distinzione chiara: le sue azioni concrete (assenza, mancanza di supporto, instabilità) hanno un peso maggiore rispetto alle parole. In questo momento lei ha bisogno di stabilità, sicurezza e sostegno, sia per sé stessa sia per il bambino. Il fatto che lui la faccia sentire “colpevole” per essersi allontanata da una situazione difficile (come vivere per strada) è un segnale da non sottovalutare, perché rischia di farle mettere in secondo piano i suoi bisogni fondamentali.
Il suo vissuto è assolutamente legittimo: è possibile provare amore e mancanza verso una persona, ma allo stesso tempo riconoscere che i suoi comportamenti non sono adeguati o protettivi. Non è una contraddizione, è una realtà emotiva complessa.
Inoltre, in gravidanza è fondamentale circondarsi di un ambiente il più possibile stabile e supportivo. Il fatto che lei sia tornata da suo padre può essere letto come una scelta di tutela, non come un abbandono.
Più che cercare di far “capire” a lui i suoi errori (cosa che purtroppo non dipende da lei), può essere utile concentrarsi su ciò che è sotto il suo controllo: proteggere sé stessa, il suo benessere emotivo e quello del bambino, e valutare realisticamente quanto questa relazione, così com’è ora, possa offrirle sicurezza.
La confusione che sente nasce proprio da questa incoerenza tra parole e comportamenti: è una reazione comprensibile.
Vista la complessità della situazione e il momento di vita che sta attraversando, è consigliabile approfondire con uno specialista, che possa aiutarla a fare chiarezza, sostenere le sue risorse e accompagnarla nelle scelte più tutelanti per lei e per il bambino.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Salve,
da ciò che racconta emerge una situazione molto delicata, in cui si trova a vivere emozioni contrastanti: da un lato il desiderio di costruire qualcosa con il suo compagno, dall’altro la delusione e la confusione per i suoi comportamenti incoerenti. È comprensibile che si senta ferita e disorientata, soprattutto in un momento così importante come la gravidanza. La decisione di smettere di fumare da quando ha scoperto di essere incinta mostra che ha già iniziato a prendersi cura di sé e del bambino, riconoscendo quali siano le sue vere priorità. Questo è un segnale di consapevolezza e di forza, anche se forse non se ne rende pienamente conto. Il suo compagno sembra attraversare una fase di forte instabilità personale, che lo porta ad alternare momenti di vicinanza e di fuga. Tuttavia, questa instabilità non deve ricadere su di lei né compromettere il suo equilibrio emotivo e quello del piccolo. In questo momento la priorità è proteggere sé stessa e il bambino, cercando sostegno da persone affidabili — familiari, amici o professionisti — che possano offrirle aiuto concreto e presenza stabile. È importante che continui a coltivare la fiducia nelle proprie capacità e a costruire serenità dentro di sé. Un percorso psicologico potrebbe accompagnarla nel rafforzare la propria autostima, nel comprendere meglio le dinamiche relazionali che la fanno soffrire e nel prepararsi con maggiore sicurezza al suo futuro ruolo di madre. Ha già mostrato di saper scegliere la strada della responsabilità e del rispetto per la propria vita. Può continuare a farlo, passo dopo passo, con coraggio e gentilezza verso sé stessa.
Un saluto,
Dott.ssa Giovanna Cardia
Psicologa della Salute
da ciò che racconta emerge una situazione molto delicata, in cui si trova a vivere emozioni contrastanti: da un lato il desiderio di costruire qualcosa con il suo compagno, dall’altro la delusione e la confusione per i suoi comportamenti incoerenti. È comprensibile che si senta ferita e disorientata, soprattutto in un momento così importante come la gravidanza. La decisione di smettere di fumare da quando ha scoperto di essere incinta mostra che ha già iniziato a prendersi cura di sé e del bambino, riconoscendo quali siano le sue vere priorità. Questo è un segnale di consapevolezza e di forza, anche se forse non se ne rende pienamente conto. Il suo compagno sembra attraversare una fase di forte instabilità personale, che lo porta ad alternare momenti di vicinanza e di fuga. Tuttavia, questa instabilità non deve ricadere su di lei né compromettere il suo equilibrio emotivo e quello del piccolo. In questo momento la priorità è proteggere sé stessa e il bambino, cercando sostegno da persone affidabili — familiari, amici o professionisti — che possano offrirle aiuto concreto e presenza stabile. È importante che continui a coltivare la fiducia nelle proprie capacità e a costruire serenità dentro di sé. Un percorso psicologico potrebbe accompagnarla nel rafforzare la propria autostima, nel comprendere meglio le dinamiche relazionali che la fanno soffrire e nel prepararsi con maggiore sicurezza al suo futuro ruolo di madre. Ha già mostrato di saper scegliere la strada della responsabilità e del rispetto per la propria vita. Può continuare a farlo, passo dopo passo, con coraggio e gentilezza verso sé stessa.
Un saluto,
Dott.ssa Giovanna Cardia
Psicologa della Salute
Buongiorno, immagino la confusione, lei in tutto ciò come sta? cosa fa per la sua salute?
Capisco quanto questa situazione sia dolorosa e confusiva, soprattutto in un momento così delicato della gravidanza.
Da ciò che descrive, il comportamento del suo partner appare instabile e contraddittorio, e al momento non sembra offrirle il supporto di cui ha bisogno. È importante restare ancorata ai fatti: oggi è lei che si sta prendendo cura di sé e del bambino, mentre lui è discontinuo e assente.
Più che aspettare che lui cambi, può essere utile proteggere il suo benessere emotivo e costruire una rete stabile attorno a sé. Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza, gestire la sofferenza e prendere decisioni più tutelanti per lei e per suo figlio.
Se desidera, può contattarmi per un confronto o per iniziare un percorso di sostegno! la aspetto
Da ciò che descrive, il comportamento del suo partner appare instabile e contraddittorio, e al momento non sembra offrirle il supporto di cui ha bisogno. È importante restare ancorata ai fatti: oggi è lei che si sta prendendo cura di sé e del bambino, mentre lui è discontinuo e assente.
Più che aspettare che lui cambi, può essere utile proteggere il suo benessere emotivo e costruire una rete stabile attorno a sé. Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza, gestire la sofferenza e prendere decisioni più tutelanti per lei e per suo figlio.
Se desidera, può contattarmi per un confronto o per iniziare un percorso di sostegno! la aspetto
Buonasera,
la situazione che descrive è comprensibilmente molto dolorosa e confusiva, soprattutto considerando il momento delicato della gravidanza.
Il comportamento del suo partner appare ambivalente: da una parte esprime affetto e il desiderio di essere presente, dall’altra mette in atto condotte di allontanamento, assenza e scarsa responsabilità. Questo tipo di incoerenza può generare forte sofferenza emotiva e senso di instabilità.
È importante sottolineare che, in una fase come la gravidanza, il suo benessere e quello del bambino devono rappresentare la priorità. La presenza discontinua e i comportamenti poco affidabili del suo partner non dipendono da lei, né possono essere risolti esclusivamente attraverso i suoi sforzi o la sua attesa.
Il desiderio che lui comprenda i propri errori è comprensibile, ma questo tipo di consapevolezza può avvenire solo se nasce da un suo percorso personale, non può essere indotta o accelerata da lei.
In questo momento può essere utile concentrarsi su ciò che è sotto il suo controllo: costruire intorno a sé una rete di supporto stabile (familiari, figure di riferimento, professionisti) e tutelare la propria serenità.
Il suo dolore è legittimo, ma non deve affrontare questa situazione da sola.
Un cordiale saluto
la situazione che descrive è comprensibilmente molto dolorosa e confusiva, soprattutto considerando il momento delicato della gravidanza.
Il comportamento del suo partner appare ambivalente: da una parte esprime affetto e il desiderio di essere presente, dall’altra mette in atto condotte di allontanamento, assenza e scarsa responsabilità. Questo tipo di incoerenza può generare forte sofferenza emotiva e senso di instabilità.
È importante sottolineare che, in una fase come la gravidanza, il suo benessere e quello del bambino devono rappresentare la priorità. La presenza discontinua e i comportamenti poco affidabili del suo partner non dipendono da lei, né possono essere risolti esclusivamente attraverso i suoi sforzi o la sua attesa.
Il desiderio che lui comprenda i propri errori è comprensibile, ma questo tipo di consapevolezza può avvenire solo se nasce da un suo percorso personale, non può essere indotta o accelerata da lei.
In questo momento può essere utile concentrarsi su ciò che è sotto il suo controllo: costruire intorno a sé una rete di supporto stabile (familiari, figure di riferimento, professionisti) e tutelare la propria serenità.
Il suo dolore è legittimo, ma non deve affrontare questa situazione da sola.
Un cordiale saluto
Buongiorno,
grazie per aver condiviso una situazione così delicata.
È comprensibile che lei si senta confusa e sofferente: da una parte ci sono le parole e i momenti in cui il suo compagno dice di amarvi e di voler esserci, dall’altra però ci sono assenze, silenzi e comportamenti che la fanno sentire sola proprio in un momento in cui avrebbe più bisogno di sostegno.
Questa alternanza può creare molta instabilità emotiva e portare a chiedersi continuamente cosa sia giusto fare o pensare. I suoi dubbi, in questo senso, non sono sbagliati: stanno cercando di darle un segnale rispetto a ciò che sta vivendo.
Allo stesso tempo, è importante riconoscere che lei ha già fatto qualcosa di molto significativo per sé e per il suo bambino, tornando in un ambiente che le offre maggiore protezione e stabilità. In gravidanza, il suo benessere emotivo e fisico è fondamentale.
Capisco quanto possa essere doloroso il suo comportamento e quanto sia difficile tenere insieme ciò che lui dice e ciò che poi fa. Può essere utile, con molta calma, iniziare a dare più peso ai comportamenti nel tempo, senza sentirsi obbligata a dare subito un significato definitivo alla situazione.
Non è semplice affrontare tutto questo da sola: se ne sente il bisogno, un supporto psicologico potrebbe offrirle uno spazio sicuro in cui mettere ordine nei pensieri, nelle emozioni e nei bisogni, aiutandola a sentirsi più centrata e sostenuta.
Resto a disposizione se desidera approfondire.
Un caro saluto
Filomena Guida
grazie per aver condiviso una situazione così delicata.
È comprensibile che lei si senta confusa e sofferente: da una parte ci sono le parole e i momenti in cui il suo compagno dice di amarvi e di voler esserci, dall’altra però ci sono assenze, silenzi e comportamenti che la fanno sentire sola proprio in un momento in cui avrebbe più bisogno di sostegno.
Questa alternanza può creare molta instabilità emotiva e portare a chiedersi continuamente cosa sia giusto fare o pensare. I suoi dubbi, in questo senso, non sono sbagliati: stanno cercando di darle un segnale rispetto a ciò che sta vivendo.
Allo stesso tempo, è importante riconoscere che lei ha già fatto qualcosa di molto significativo per sé e per il suo bambino, tornando in un ambiente che le offre maggiore protezione e stabilità. In gravidanza, il suo benessere emotivo e fisico è fondamentale.
Capisco quanto possa essere doloroso il suo comportamento e quanto sia difficile tenere insieme ciò che lui dice e ciò che poi fa. Può essere utile, con molta calma, iniziare a dare più peso ai comportamenti nel tempo, senza sentirsi obbligata a dare subito un significato definitivo alla situazione.
Non è semplice affrontare tutto questo da sola: se ne sente il bisogno, un supporto psicologico potrebbe offrirle uno spazio sicuro in cui mettere ordine nei pensieri, nelle emozioni e nei bisogni, aiutandola a sentirsi più centrata e sostenuta.
Resto a disposizione se desidera approfondire.
Un caro saluto
Filomena Guida
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