Salve, scrivo per chiedere un consiglio su una situazione che sto vivendo da circa due settimane.
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Salve,
scrivo per chiedere un consiglio su una situazione che sto vivendo da circa due settimane.
Sono stata per sei anni in una relazione importante: convivevamo, avevamo progetti comuni e anche un cane. Tuttavia, nel tempo ci sono stati molti litigi. Ho scoperto che durante la relazione lui utilizzava Tinder quando era in trasferta e usciva con altre donne. Inoltre, ho scoperto che si era risentito con la sua ex e aveva persino progettato di tornare con lei, facendole credere che tra noi fosse finita, cosa non vera. Successivamente ha interrotto anche quella relazione, dicendo di amarmi.
Dopo anni segnati da tradimenti e conflitti, a gennaio ha deciso di lasciarmi, sostenendo di non riuscire più a sostenere le continue discussioni. Questo è avvenuto poco dopo aver acquistato una casa, anche in prospettiva di costruire una famiglia insieme.
Nei tre mesi successivi ho cercato in tutti i modi di recuperare il rapporto, ma lui è sempre stato fermo nella sua decisione. Poi, improvvisamente, è tornato da me chiedendomi di ricominciare. Ho accettato, ma con molta esitazione, soprattutto per il cambiamento improvviso e apparentemente immotivato.
Da due settimane si comporta come una persona estremamente innamorata e presente. Tuttavia, non riesco a comprendere questa trasformazione così repentina. Gli ho chiesto sincerità e trasparenza, e mi ha promesso che non mi mentirà più. Nonostante ciò, continuo a provare un forte senso di dubbio e la sensazione che ci sia qualcosa di poco chiaro.
Non so se i miei dubbi siano autosabotaggio o un segnale sano di protezione.
Mi chiedo se dovrei lavorare sulla fiducia oppure ascoltare questo disagio come un campanello d’allarme, considerando ciò che è successo tra noi.
scrivo per chiedere un consiglio su una situazione che sto vivendo da circa due settimane.
Sono stata per sei anni in una relazione importante: convivevamo, avevamo progetti comuni e anche un cane. Tuttavia, nel tempo ci sono stati molti litigi. Ho scoperto che durante la relazione lui utilizzava Tinder quando era in trasferta e usciva con altre donne. Inoltre, ho scoperto che si era risentito con la sua ex e aveva persino progettato di tornare con lei, facendole credere che tra noi fosse finita, cosa non vera. Successivamente ha interrotto anche quella relazione, dicendo di amarmi.
Dopo anni segnati da tradimenti e conflitti, a gennaio ha deciso di lasciarmi, sostenendo di non riuscire più a sostenere le continue discussioni. Questo è avvenuto poco dopo aver acquistato una casa, anche in prospettiva di costruire una famiglia insieme.
Nei tre mesi successivi ho cercato in tutti i modi di recuperare il rapporto, ma lui è sempre stato fermo nella sua decisione. Poi, improvvisamente, è tornato da me chiedendomi di ricominciare. Ho accettato, ma con molta esitazione, soprattutto per il cambiamento improvviso e apparentemente immotivato.
Da due settimane si comporta come una persona estremamente innamorata e presente. Tuttavia, non riesco a comprendere questa trasformazione così repentina. Gli ho chiesto sincerità e trasparenza, e mi ha promesso che non mi mentirà più. Nonostante ciò, continuo a provare un forte senso di dubbio e la sensazione che ci sia qualcosa di poco chiaro.
Non so se i miei dubbi siano autosabotaggio o un segnale sano di protezione.
Mi chiedo se dovrei lavorare sulla fiducia oppure ascoltare questo disagio come un campanello d’allarme, considerando ciò che è successo tra noi.
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Visto quello che racconta di aver vissuto negli scorsi 6 anni di relazione, la mia sensazione di pancia, senza conoscerla, è che il disagio e i dubbi che prova possano essere un campanello d'allarme e di protezione nei confronti di se stessa, anche visto quanto immagino possa aver sofferto in questa relazione. Credo che questo disagio possa essere sintomo del bisogno di acquisire maggiore consapevolezza di quello che ha vissuto e subito, prima di prendere una decisione che riguarda tanto il presente quanto il futuro. Mi colpisce anche molto che, nonostante la parte ferita e tradita sia lei, abbia cercato in ogni modo di recuperare il rapporto: forse i dubbi che ha in questo momento la potrebbero aiutare ad approfondire anche questo pezzo, legato ai confini (che cosa sono disposta ad accettare e subire pur di restare in quella relazione? quanto mi sento calpestata, e contemporaneamente persa però senza quella persona?). Il mio suggerimento è quello di ascoltare e approfondire quello che prova, con il supporto di un professionista esperto di relazioni che possa aiutarla a dipanare la matassa e fare chiarezza su quello che sente e che desidera. Se avesse dubbi o domande, o volesse approfondire la questione, mi trova a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
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Cara utente,
la situazione che riporta non è affatto banale. Le sue preoccupazioni e la sua esitazione mi sembrano perfettamente in linea con gli eventi che hanno segnato la vostra relazione. Sento che è confusa, disorientata dal comportamento contraddittorio del suo compagno.
Il tradimento dentro alle relazioni diventa a volte una ferita che non possiamo ignorare: se la lasciamo senza cure e bendaggi, finirà per infettarsi. Possiamo e dobbiamo prenderci cura della sua ferita, aprendo lo spazio ai suoi dubbi rispetto alla veridicità del possibile cambiamento del suo compagno.
Da quello che leggo, anche il suo compagno mi sembra aver avuto incertezza e confusione rispetto a quali fossero i suoi desideri reali; tuttavia, è lei che ha trovato il coraggio di scrivere qui e di lei ci possiamo occupare.
Desidera riprendere la sua relazione? Desidera un chiarimento rispetto ai fatti accaduti? Cosa vorrebbe per sé stessa?
Ci sono molti temi e molti nodi da sciogliere in quello che racconta, le consiglio di usare la sua apertura e il suo coraggio per affidarsi ad un professionista che la accompagni in questo momento di difficoltà, per cercare di focalizzarsi su sé stessa e i suoi bisogni.
La domanda che si fa, su se i suoi dubbi siano autosabotaggio o un segnale sano di protezione mi sembra buona, aggiungerei però: è autosabotaggio desiderare di proteggersi da qualcuno che mi ha ferito? Posso restare con qualcuno che mi ha ferito accettando quella ferita e prendendomene cura?
Resto a sua disposizione
Cordialmente
Dott.ssa Alice Tesi
Psicologa Clinica
Online e Pistoia
la situazione che riporta non è affatto banale. Le sue preoccupazioni e la sua esitazione mi sembrano perfettamente in linea con gli eventi che hanno segnato la vostra relazione. Sento che è confusa, disorientata dal comportamento contraddittorio del suo compagno.
Il tradimento dentro alle relazioni diventa a volte una ferita che non possiamo ignorare: se la lasciamo senza cure e bendaggi, finirà per infettarsi. Possiamo e dobbiamo prenderci cura della sua ferita, aprendo lo spazio ai suoi dubbi rispetto alla veridicità del possibile cambiamento del suo compagno.
Da quello che leggo, anche il suo compagno mi sembra aver avuto incertezza e confusione rispetto a quali fossero i suoi desideri reali; tuttavia, è lei che ha trovato il coraggio di scrivere qui e di lei ci possiamo occupare.
Desidera riprendere la sua relazione? Desidera un chiarimento rispetto ai fatti accaduti? Cosa vorrebbe per sé stessa?
Ci sono molti temi e molti nodi da sciogliere in quello che racconta, le consiglio di usare la sua apertura e il suo coraggio per affidarsi ad un professionista che la accompagni in questo momento di difficoltà, per cercare di focalizzarsi su sé stessa e i suoi bisogni.
La domanda che si fa, su se i suoi dubbi siano autosabotaggio o un segnale sano di protezione mi sembra buona, aggiungerei però: è autosabotaggio desiderare di proteggersi da qualcuno che mi ha ferito? Posso restare con qualcuno che mi ha ferito accettando quella ferita e prendendomene cura?
Resto a sua disposizione
Cordialmente
Dott.ssa Alice Tesi
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Buonasera, da ciò che descrive i Suoi dubbi non sembrano autosabotaggio, ma una reazione comprensibile dopo tradimenti, ambiguità e rotture ripetute. La fiducia non si ricostruisce perché l’altro torna improvvisamente molto presente: ha bisogno di tempo, coerenza e continuità nei comportamenti. Più che chiedersi se debba “fidarsi subito”, può osservare se nel tempo Lui riesce davvero a essere trasparente, stabile e responsabile. Il disagio che sente non va zittito: può essere un segnale di protezione, non un ostacolo. In una situazione così delicata, un sostegno psicologico individuale o di coppia potrebbe aiutarLa a capire se sta ricostruendo qualcosa di solido o solo tornando dentro una dinamica che l’ha già ferita.
Le auguro una buona serata.
Le auguro una buona serata.
Il tuo disagio è più che lecito.
Non è semplice ricominciare una relazione dopo un trascorso fatto di bugie e sotterfugi.
Costruire una relazione basata sulla fiducia, soprattutto dopo anni in cui ci sono stati diversi tradimenti, non è mai semplice ma non è impossibile.
è un lavoro che entrambi dovete fare affinchè la vostra relazione possa funzionare.
Sicuramente in questo momento hai bisogno di dimostrazioni e comportamenti concreti, il tuo stato d'animo è più che comprensibile.
Aspetta, osserva e prenditi il tuo tempo.
Non è semplice ricominciare una relazione dopo un trascorso fatto di bugie e sotterfugi.
Costruire una relazione basata sulla fiducia, soprattutto dopo anni in cui ci sono stati diversi tradimenti, non è mai semplice ma non è impossibile.
è un lavoro che entrambi dovete fare affinchè la vostra relazione possa funzionare.
Sicuramente in questo momento hai bisogno di dimostrazioni e comportamenti concreti, il tuo stato d'animo è più che comprensibile.
Aspetta, osserva e prenditi il tuo tempo.
Salve, i suoi dubbi non sembrano autosabotaggio, ma una reazione comprensibile a una storia in cui ci sono stati tradimenti, ambivalenze e rotture importanti. Quando la fiducia è stata ferita più volte, non basta un cambiamento improvviso dell’altro per farla tornare in tempi brevi.
Più che sforzarsi di fidarsi subito, potrebbe essere utile ascoltare il suo disagio e osservare se nel tempo alle parole seguono davvero coerenza, responsabilità e trasparenza. La fiducia non si decide, si ricostruisce lentamente. Se dentro di sé sente ancora allarme, è importante non ignorarlo.
Più che sforzarsi di fidarsi subito, potrebbe essere utile ascoltare il suo disagio e osservare se nel tempo alle parole seguono davvero coerenza, responsabilità e trasparenza. La fiducia non si decide, si ricostruisce lentamente. Se dentro di sé sente ancora allarme, è importante non ignorarlo.
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso il suo vissuto: non è affatto scontato riuscire a dare forma, con le parole, a ciò che ci attraversa più profondamente.
Da ciò che emerge, sembra che questa situazione sia, da tempo, accompagnata da una forte intensità emotiva. Emozioni che, a tratti, possono apparire difficili da decifrare o da esprimere in modo chiaro, generando proprio quella sensazione di dubbio e confusione che descrive. È comprensibile che, dopo aver attraversato momenti diversi e talvolta faticosi all’interno della relazione, possano essersi insinuate incertezze e domande sul significato di ciò che sta vivendo ora.
Più che cercare risposte immediate o definitive, potrebbe forse essere utile concedersi uno spazio di ascolto autentico verso ciò che sente. Talvolta, infatti, alcune reazioni o modalità di stare nelle situazioni possono avere anche una funzione protettiva, pur rischiando, allo stesso tempo, di limitare la possibilità di esplorare parti nuove di sé o dell’esperienza relazionale.
In questo senso, più che orientarsi verso ciò che “si dovrebbe fare”, può essere prezioso restare in contatto con ciò che sente, provando, con delicatezza, a interrogarsi su cosa le restituisce benessere e cosa, invece, sembra allontanarla da sé.
Cordialmente
la ringrazio per aver condiviso il suo vissuto: non è affatto scontato riuscire a dare forma, con le parole, a ciò che ci attraversa più profondamente.
Da ciò che emerge, sembra che questa situazione sia, da tempo, accompagnata da una forte intensità emotiva. Emozioni che, a tratti, possono apparire difficili da decifrare o da esprimere in modo chiaro, generando proprio quella sensazione di dubbio e confusione che descrive. È comprensibile che, dopo aver attraversato momenti diversi e talvolta faticosi all’interno della relazione, possano essersi insinuate incertezze e domande sul significato di ciò che sta vivendo ora.
Più che cercare risposte immediate o definitive, potrebbe forse essere utile concedersi uno spazio di ascolto autentico verso ciò che sente. Talvolta, infatti, alcune reazioni o modalità di stare nelle situazioni possono avere anche una funzione protettiva, pur rischiando, allo stesso tempo, di limitare la possibilità di esplorare parti nuove di sé o dell’esperienza relazionale.
In questo senso, più che orientarsi verso ciò che “si dovrebbe fare”, può essere prezioso restare in contatto con ciò che sente, provando, con delicatezza, a interrogarsi su cosa le restituisce benessere e cosa, invece, sembra allontanarla da sé.
Cordialmente
Buonasera, sicuramente dopo 6 anni di relazione, i litigi, le rotture e le bugie, le ferite che ti porti sono tante. Penso siate cambiati entrambi. Da quello che scrivi, però, sembra che tutto ruoti attorno a ciò che vuole lui. Non possiamo sapere come si comporterà lui. Potresti però provare a concentrarti su chi sei tu adesso, cosa è importante per te adesso, quali ferite ha provocato questa situazione e quali sono i motivi per continuare a provare.
Buonasera,
la situazione che descrive è comprensibilmente complessa e carica di ambivalenza emotiva.
In relazioni segnate da tradimenti ripetuti e da una gestione poco trasparente del legame, il dubbio non rappresenta necessariamente autosabotaggio, ma può costituire una risposta protettiva e adattiva. La fiducia, infatti, non si ricostruisce attraverso promesse o cambiamenti improvvisi, ma richiede tempo, coerenza e comportamenti osservabili nel lungo periodo.
Il cambiamento che il suo partner sta mostrando, seppur positivo, è ancora troppo recente per poter essere considerato indicativo di una trasformazione stabile. È quindi del tutto legittimo che lei non riesca, al momento, a sentirsi rassicurata.
Più che forzarsi a “ritrovare fiducia”, può essere utile mantenere una posizione di ascolto verso se stessa e di osservazione della relazione, valutando nel tempo se il comportamento del partner sarà realmente costante, trasparente e affidabile.
Il suo disagio, in questo senso, può essere visto non come un ostacolo, ma come un segnale importante da considerare nel processo decisionale.
Le domande che mi porrei adesso sono:
-cosa voglio da questa relazione adesso?
-Forse sono cambiata anche io nei riguardi di questa relazione?
Cordiali saluti.
la situazione che descrive è comprensibilmente complessa e carica di ambivalenza emotiva.
In relazioni segnate da tradimenti ripetuti e da una gestione poco trasparente del legame, il dubbio non rappresenta necessariamente autosabotaggio, ma può costituire una risposta protettiva e adattiva. La fiducia, infatti, non si ricostruisce attraverso promesse o cambiamenti improvvisi, ma richiede tempo, coerenza e comportamenti osservabili nel lungo periodo.
Il cambiamento che il suo partner sta mostrando, seppur positivo, è ancora troppo recente per poter essere considerato indicativo di una trasformazione stabile. È quindi del tutto legittimo che lei non riesca, al momento, a sentirsi rassicurata.
Più che forzarsi a “ritrovare fiducia”, può essere utile mantenere una posizione di ascolto verso se stessa e di osservazione della relazione, valutando nel tempo se il comportamento del partner sarà realmente costante, trasparente e affidabile.
Il suo disagio, in questo senso, può essere visto non come un ostacolo, ma come un segnale importante da considerare nel processo decisionale.
Le domande che mi porrei adesso sono:
-cosa voglio da questa relazione adesso?
-Forse sono cambiata anche io nei riguardi di questa relazione?
Cordiali saluti.
Buongiorno, penso che i suoi dubbi siano più che leciti. Vi consiglierei di pensare ad un percorso di coppia per analizzare la vostra storia e ricostruire la fiducia.
Buongiorno, grazie per la condivisione di questo pezzo della sua storia.
Da ciò che scrivi, si vede che hai riflettuto molto su questa situazione.
Quello che descrivi non suona come autosabotaggio. Suona come un sistema emotivo che ha imparato, a sue spese, a stare all'erta.
Dopo anni di tradimenti e una separazione vissuta in modo doloroso, il tuo dubbio non è un ostacolo alla relazione ma sembra più una risposta coerente a ciò che hai attraversato. La fiducia non si ricostruisce con una promessa, per quanto sincera: si ricostruisce nel tempo, attraverso comportamenti concreti e coerenti.
La domanda che mi sembra più utile non è "mi fido o non mi fido?", ma: "cosa avrei bisogno di vedere, concretamente, per sentirmi al sicuro in questa relazione?"
Potresti trovare utile uno spazio in cui esplorare questo con più calma, non per decidere cosa fare, ma per capire meglio cosa vuoi tu, al di là della storia con lui.
Resto a disposizione,
un caro saluto.
Dottoressa Simona Santoni - Psicologa
Da ciò che scrivi, si vede che hai riflettuto molto su questa situazione.
Quello che descrivi non suona come autosabotaggio. Suona come un sistema emotivo che ha imparato, a sue spese, a stare all'erta.
Dopo anni di tradimenti e una separazione vissuta in modo doloroso, il tuo dubbio non è un ostacolo alla relazione ma sembra più una risposta coerente a ciò che hai attraversato. La fiducia non si ricostruisce con una promessa, per quanto sincera: si ricostruisce nel tempo, attraverso comportamenti concreti e coerenti.
La domanda che mi sembra più utile non è "mi fido o non mi fido?", ma: "cosa avrei bisogno di vedere, concretamente, per sentirmi al sicuro in questa relazione?"
Potresti trovare utile uno spazio in cui esplorare questo con più calma, non per decidere cosa fare, ma per capire meglio cosa vuoi tu, al di là della storia con lui.
Resto a disposizione,
un caro saluto.
Dottoressa Simona Santoni - Psicologa
Salve,
il dubbio che sta vivendo non è affatto un segnale di autosabotaggio “automatico”: alla luce della storia che racconta, è prima di tutto una reazione comprensibile e, in una certa misura, protettiva.
Nella vostra relazione non ci sono stati solo conflitti, ma anche elementi molto significativi di rottura della fiducia: uso di Tinder, frequentazioni parallele, un riavvicinamento con l’ex accompagnato da informazioni non veritiere. Questi non sono episodi marginali, ma eventi che incidono profondamente sulla sicurezza emotiva all’interno di un legame. È quindi del tutto naturale che oggi, di fronte a un cambiamento improvviso e molto intenso, una parte di lei resti in allerta.
Il punto centrale non è tanto chiedersi “devo fidarmi o no?”, ma su quali basi potrebbe ricostruirsi la fiducia. La fiducia, in questi casi, non nasce da promesse o da comportamenti intensi nel breve periodo, ma da coerenza nel tempo. Due settimane di atteggiamenti affettuosi, per quanto piacevoli, non sono ancora sufficienti a controbilanciare anni di esperienze ambivalenti.
Il suo disagio, quindi, può essere letto come un segnale interno che le sta dicendo: “ho bisogno di capire meglio, con calma, prima di espormi di nuovo completamente”.
Potrebbero esserle utili alcune riflessioni:
Cosa è cambiato concretamente in lui, oltre alle parole? Riesce a vedere consapevolezza rispetto a ciò che è successo, oppure solo il desiderio di “tornare come prima”?
Si sente libera di esprimere dubbi e bisogni senza paura di perdere la relazione?
Quali condizioni sarebbero necessarie per lei per sentirsi davvero al sicuro in questo rapporto?
Un rischio, in queste situazioni, è farsi guidare dall’intensità del momento (il suo entusiasmo attuale o il suo bisogno di recuperare) senza dare spazio ai tempi necessari per valutare. Darsi tempo, osservare, non forzarsi a “fidarsi subito” è una posizione sana, non una chiusura.
Allo stesso tempo, è importante evitare di restare in una posizione di attesa passiva: può essere utile esplicitare chiaramente i suoi bisogni e i suoi limiti, e vedere come lui risponde nel tempo, non solo a parole ma nei comportamenti.
In sintesi: il suo dubbio non sembra autosabotaggio, ma una forma di consapevolezza basata sull’esperienza. Più che zittirlo, può ascoltarlo e usarlo come guida per procedere con maggiore cautela e lucidità.
Se sente il bisogno di approfondire questi aspetti e comprendere meglio come muoversi in questa relazione senza perdere sé stessa, può prenotare una prima consulenza on line direttamente dal mio profilo.
il dubbio che sta vivendo non è affatto un segnale di autosabotaggio “automatico”: alla luce della storia che racconta, è prima di tutto una reazione comprensibile e, in una certa misura, protettiva.
Nella vostra relazione non ci sono stati solo conflitti, ma anche elementi molto significativi di rottura della fiducia: uso di Tinder, frequentazioni parallele, un riavvicinamento con l’ex accompagnato da informazioni non veritiere. Questi non sono episodi marginali, ma eventi che incidono profondamente sulla sicurezza emotiva all’interno di un legame. È quindi del tutto naturale che oggi, di fronte a un cambiamento improvviso e molto intenso, una parte di lei resti in allerta.
Il punto centrale non è tanto chiedersi “devo fidarmi o no?”, ma su quali basi potrebbe ricostruirsi la fiducia. La fiducia, in questi casi, non nasce da promesse o da comportamenti intensi nel breve periodo, ma da coerenza nel tempo. Due settimane di atteggiamenti affettuosi, per quanto piacevoli, non sono ancora sufficienti a controbilanciare anni di esperienze ambivalenti.
Il suo disagio, quindi, può essere letto come un segnale interno che le sta dicendo: “ho bisogno di capire meglio, con calma, prima di espormi di nuovo completamente”.
Potrebbero esserle utili alcune riflessioni:
Cosa è cambiato concretamente in lui, oltre alle parole? Riesce a vedere consapevolezza rispetto a ciò che è successo, oppure solo il desiderio di “tornare come prima”?
Si sente libera di esprimere dubbi e bisogni senza paura di perdere la relazione?
Quali condizioni sarebbero necessarie per lei per sentirsi davvero al sicuro in questo rapporto?
Un rischio, in queste situazioni, è farsi guidare dall’intensità del momento (il suo entusiasmo attuale o il suo bisogno di recuperare) senza dare spazio ai tempi necessari per valutare. Darsi tempo, osservare, non forzarsi a “fidarsi subito” è una posizione sana, non una chiusura.
Allo stesso tempo, è importante evitare di restare in una posizione di attesa passiva: può essere utile esplicitare chiaramente i suoi bisogni e i suoi limiti, e vedere come lui risponde nel tempo, non solo a parole ma nei comportamenti.
In sintesi: il suo dubbio non sembra autosabotaggio, ma una forma di consapevolezza basata sull’esperienza. Più che zittirlo, può ascoltarlo e usarlo come guida per procedere con maggiore cautela e lucidità.
Se sente il bisogno di approfondire questi aspetti e comprendere meglio come muoversi in questa relazione senza perdere sé stessa, può prenotare una prima consulenza on line direttamente dal mio profilo.
Salve, la situazione che descrive merita di essere letta con molta lucidità: i suoi dubbi, per come emergono dal racconto, non sembrano un “autosabotaggio”, ma una reazione comprensibile alla storia relazionale che ha vissuto.In una relazione in cui si sono verificati tradimenti, ambivalenze e rotture importanti, la fiducia non si ricostruisce sulla base di dichiarazioni o cambiamenti improvvisi, ma attraverso coerenza e continuità nel tempo. Un cambiamento repentino, per quanto desiderabile, può legittimamente generare incertezza, soprattutto se non è accompagnato da una reale assunzione di responsabilità rispetto a quanto accaduto in passato.
Il suo disagio, quindi, può essere letto come un segnale protettivo: una parte di lei sta cercando di integrare ciò che è stato con ciò che sta accadendo ora. Più che “lavorare sulla fiducia” in senso unilaterale, potrebbe essere utile osservare se nel tempo il comportamento del suo partner sarà stabile, trasparente e coerente, e se ci sarà spazio per un confronto autentico su quanto è successo, senza minimizzazioni.
Allo stesso tempo, può essere importante riportare l’attenzione su di sé: chiedersi quali sono oggi i suoi bisogni, i suoi limiti e ciò che considera accettabile in una relazione. La fiducia, in questi casi, non è un atto di volontà, ma il risultato di esperienze ripetute di sicurezza.
Se il dubbio persiste o diventa fonte di sofferenza, un percorso di supporto psicologico può aiutarla a distinguere meglio tra timore legato alle esperienze passate e segnali attuali, accompagnandola in una scelta più consapevole e centrata su di sé. Un cordiale saluto
Il suo disagio, quindi, può essere letto come un segnale protettivo: una parte di lei sta cercando di integrare ciò che è stato con ciò che sta accadendo ora. Più che “lavorare sulla fiducia” in senso unilaterale, potrebbe essere utile osservare se nel tempo il comportamento del suo partner sarà stabile, trasparente e coerente, e se ci sarà spazio per un confronto autentico su quanto è successo, senza minimizzazioni.
Allo stesso tempo, può essere importante riportare l’attenzione su di sé: chiedersi quali sono oggi i suoi bisogni, i suoi limiti e ciò che considera accettabile in una relazione. La fiducia, in questi casi, non è un atto di volontà, ma il risultato di esperienze ripetute di sicurezza.
Se il dubbio persiste o diventa fonte di sofferenza, un percorso di supporto psicologico può aiutarla a distinguere meglio tra timore legato alle esperienze passate e segnali attuali, accompagnandola in una scelta più consapevole e centrata su di sé. Un cordiale saluto
Salve, quello che descrive merita di essere ascoltato con attenzione, trattandosi si una reazione emotiva coerente con la relazione che ha vissuto.
Quando in una relazione si verificano eventi che danno uno " strappo" alla fiducia è naturale che si attivi un senso di allerta, il suo sistema interno sta cercando di orientarla.
Resti in ascolto, senza negare ciò che sente e si conceda il tempo di verificare i cambiamenti.
Se questo stato di incertezze dovesse persistere o diventa troppo faticoso da gestire, un percorso psicologico potrebbe aiutarla.
Quando in una relazione si verificano eventi che danno uno " strappo" alla fiducia è naturale che si attivi un senso di allerta, il suo sistema interno sta cercando di orientarla.
Resti in ascolto, senza negare ciò che sente e si conceda il tempo di verificare i cambiamenti.
Se questo stato di incertezze dovesse persistere o diventa troppo faticoso da gestire, un percorso psicologico potrebbe aiutarla.
Salve,
grazie per aver condiviso una situazione così delicata e complessa.
Può essere davvero utile partire da lei: da ciò che sente, da come sta, e da quali sono oggi i suoi bisogni emotivi.
Le sensazioni che riporta non sono necessariamente autosabotaggio, ma possono essere segnali importanti del suo mondo interno, che meritano ascolto. Le sue emozioni hanno diritto di esistere, senza essere messe da parte per far funzionare la relazione.
Un caro saluto.
Può essere davvero utile partire da lei: da ciò che sente, da come sta, e da quali sono oggi i suoi bisogni emotivi.
Le sensazioni che riporta non sono necessariamente autosabotaggio, ma possono essere segnali importanti del suo mondo interno, che meritano ascolto. Le sue emozioni hanno diritto di esistere, senza essere messe da parte per far funzionare la relazione.
Un caro saluto.
Salve, con tutta franchezza le dico che forse la seconda opzione è più azzeccata.
Il nostro corpo e le nostre sensazioni ci parlano, a volte bisogna solo ascoltare.
La scelta sarà sempre sua, però le consiglio vivamente di ascoltarsi.
Un saluto.
Il nostro corpo e le nostre sensazioni ci parlano, a volte bisogna solo ascoltare.
La scelta sarà sempre sua, però le consiglio vivamente di ascoltarsi.
Un saluto.
Salve, credo che i dubbi che sta vivendo siano un segnale sano e protettivo. Probabilmente ciò che ha vissuto con il suo compagno è stato doloroso e l’ha ferita.
Dopo la crisi, il suo compagno è tornato da lei mostrando presenza e coinvolgimento, ma è del tutto comprensibile che questo non basti a farle dimenticare quanto accaduto. I suoi dubbi potrebbero derivare proprio dal fatto che quella crisi non è stata ancora pienamente elaborata: come se sentisse il bisogno di comprendere fino in fondo ciò che è successo e capire se esistono basi solide per ricominciare.
Per il suo benessere, e anche per quello della relazione, potrebbe essere utile intraprendere un percorso di supporto di coppia. Questo potrebbe offrirvi uno spazio condiviso in cui confrontarvi, chiarire quanto accaduto e comprendere insieme se e come ricostruire il vostro legame. Un caro saluto
Dopo la crisi, il suo compagno è tornato da lei mostrando presenza e coinvolgimento, ma è del tutto comprensibile che questo non basti a farle dimenticare quanto accaduto. I suoi dubbi potrebbero derivare proprio dal fatto che quella crisi non è stata ancora pienamente elaborata: come se sentisse il bisogno di comprendere fino in fondo ciò che è successo e capire se esistono basi solide per ricominciare.
Per il suo benessere, e anche per quello della relazione, potrebbe essere utile intraprendere un percorso di supporto di coppia. Questo potrebbe offrirvi uno spazio condiviso in cui confrontarvi, chiarire quanto accaduto e comprendere insieme se e come ricostruire il vostro legame. Un caro saluto
Salve ho letto le sue parole, è utile poter osservare ciò che la sua mente ma anche il suo corpo le può rimandare come segnale di disagio, se inoltre il dubbio è presente per la maggior parte della giornata sta diventando anch'esso sintomo di una sofferenza più profonda e a cui si potrebbe prestare ascolto per comprenderne le origini, sia interne che esterne alla relazione, e prendersi cura di sé in seguito ad eventi di grande impatto emotivo. Spero di esserle stata di aiuto.
Salve, Lei scrive " non so se è autosabotaggio o autoprotezione...".
Questo , gentile signora dipende esclusivamente dal suo grado di autoconsapevolezza!
Su questo aspetto posso proporle un percorso ma solo in presenza...qualora Lei abitasse vicino a Fasano (BR)...
Questo , gentile signora dipende esclusivamente dal suo grado di autoconsapevolezza!
Su questo aspetto posso proporle un percorso ma solo in presenza...qualora Lei abitasse vicino a Fasano (BR)...
Quello che sta vivendo è comprensibile e ha tutto il diritto di sentirsi confusa. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, i suoi dubbi non sono necessariamente autosabotaggio: sono una risposta emotiva adattiva a una storia segnata da ripetuti tradimenti. Il sistema d'allarme interno si è attivato perché ha imparato, attraverso l'esperienza, a proteggersi.
In ottica CBT, è utile distinguere tra pensieri catastrofici irrazionali e segnali basati su evidenze concrete. In questo caso, i segnali di allerta sembrano fondati su comportamenti reali già verificatisi, non su distorsioni cognitive. Questo non significa che la relazione non possa cambiare, ma che la fiducia va ricostruita gradualmente attraverso azioni coerenti nel tempo, non solo promesse.
Le consiglio di valutare un percorso psicologico individuale per esplorare i propri bisogni relazionali e imparare a distinguere le emozioni di protezione adattiva dai blocchi legati al passato. Non deve decidere tutto subito: prendersi il tempo necessario è già un atto di cura verso se stessa.
Un caro saluto,
Dr. Vittorio Penzo
In ottica CBT, è utile distinguere tra pensieri catastrofici irrazionali e segnali basati su evidenze concrete. In questo caso, i segnali di allerta sembrano fondati su comportamenti reali già verificatisi, non su distorsioni cognitive. Questo non significa che la relazione non possa cambiare, ma che la fiducia va ricostruita gradualmente attraverso azioni coerenti nel tempo, non solo promesse.
Le consiglio di valutare un percorso psicologico individuale per esplorare i propri bisogni relazionali e imparare a distinguere le emozioni di protezione adattiva dai blocchi legati al passato. Non deve decidere tutto subito: prendersi il tempo necessario è già un atto di cura verso se stessa.
Un caro saluto,
Dr. Vittorio Penzo
Buongiorno,
a seguito delle situazioni vissute in passato, è normale che i dubbi permangono. A fronte di quanto da lei descritto, non c'è una scelta giusta o una sbagliata. Sarebbe opportuno approfondire la situazione da lei descritta, in modo da poterla sostenere; in tal senso un percorso di supporto psicologico le permettere di affrontare tali dinamiche in maniera più profonda.
Rimango a disposizione se volesse intraprendere un percorso, anche in modalità online.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Angelica Venanzetti
a seguito delle situazioni vissute in passato, è normale che i dubbi permangono. A fronte di quanto da lei descritto, non c'è una scelta giusta o una sbagliata. Sarebbe opportuno approfondire la situazione da lei descritta, in modo da poterla sostenere; in tal senso un percorso di supporto psicologico le permettere di affrontare tali dinamiche in maniera più profonda.
Rimango a disposizione se volesse intraprendere un percorso, anche in modalità online.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Angelica Venanzetti
Buongiorno, la situazione che descrivi è comprensibilmente complessa e carica di ambivalenza.
Da un lato c’è il desiderio di credere a questo ritorno e alla possibilità che le cose possano andare meglio; dall’altro, la storia che avete vissuto (fatta di tradimenti, rotture e cambiamenti improvvisi) rende difficile fidarsi e sentirsi davvero al sicuro.
I dubbi che senti non sembrano tanto un autosabotaggio, quanto una reazione coerente con ciò che hai vissuto. La fiducia, quando viene ferita più volte, difficilmente si ricostruisce in poco tempo, e un cambiamento così rapido può generare confusione più che rassicurazione.
Più che cercare subito una risposta definitiva, può essere utile osservare nel tempo se alle parole seguono comportamenti coerenti e stabili. Allo stesso tempo, prova ad ascoltare ciò che senti: il disagio può essere un segnale importante, non necessariamente qualcosa da mettere a tacere.
Se questa situazione continua a farti sentire in bilico o in difficoltà, potrebbe esserti utile confrontarti in uno spazio di sostegno psicologico, per chiarire meglio i tuoi vissuti e capire quale direzione è più rispettosa per te.
Da un lato c’è il desiderio di credere a questo ritorno e alla possibilità che le cose possano andare meglio; dall’altro, la storia che avete vissuto (fatta di tradimenti, rotture e cambiamenti improvvisi) rende difficile fidarsi e sentirsi davvero al sicuro.
I dubbi che senti non sembrano tanto un autosabotaggio, quanto una reazione coerente con ciò che hai vissuto. La fiducia, quando viene ferita più volte, difficilmente si ricostruisce in poco tempo, e un cambiamento così rapido può generare confusione più che rassicurazione.
Più che cercare subito una risposta definitiva, può essere utile osservare nel tempo se alle parole seguono comportamenti coerenti e stabili. Allo stesso tempo, prova ad ascoltare ciò che senti: il disagio può essere un segnale importante, non necessariamente qualcosa da mettere a tacere.
Se questa situazione continua a farti sentire in bilico o in difficoltà, potrebbe esserti utile confrontarti in uno spazio di sostegno psicologico, per chiarire meglio i tuoi vissuti e capire quale direzione è più rispettosa per te.
Buongiorno, purtroppo nessuno può sapere se il comportamento del suo compagno è sincero oppure no. Non esiste una strada predefinita e giusta da proporle.....Mi viene però da suggerirle di ascoltare quello che sente, mettendo al centro sè stessa e il suo benessere. Spesso in questi casi si vive ambivalenza, voglia di stare con la persona che ci ha fatto soffire ma allo stesso tempo paura a fidarsi di nuovo; credo che queste emozioni siano sane, c'è una parte di lei che le ricorda quello che ha vissuto e la vuoel proteggere ma anche un'altra parte che le ricorda i momenti positivi che vorrebbe rivivere con il suo compagno; in questo momento ha bisogno di rallentare, vedere le cose in modo oggettivo e soprattuto capire adesso qual è la cosa che fa bene a lei. Al di là della fiducia o meno, siamo tutti sulla stessa barca, tutti i nostri compagni potrebbero tradirci da un momento all'altro, non è possibile sapere in anticipo cosa succederà e prendere ora una decisione "giusta".....Ora si può prendere solo una decisione cosciente, il punto adesso è capire cosa prova lei e decidere come voler stare nella relazione adesso, con le informazioni che ha adesso, con le risosrse che ha ora, con quello che prova adesso...Non bisogna pensare "e se in futuro mi pentirò" perchè in futuro oggi non lo conosciamo, oggi posso prendere le decisioni solo sulla base di quello che so e sento oggi..... E' chiaro che per fare questo bisogna rallentare e capire cosa sento dentro davvero in questo momento
Ciao, grazie per aver condiviso la tua esperienza!
Quello che stai provando ha molto senso, alla luce di ciò che hai vissuto. La fiducia non si incrina per caso: nel vostro rapporto ci sono stati più episodi in cui ti sei sentita tradita o non rispettata, e il fatto che oggi tu faccia fatica a fidarti non è un tuo limite, ma una reazione coerente con la tua esperienza.
Allo stesso tempo, è comprensibile che il suo ritorno e il suo comportamento attuale possano riattivare speranza e desiderio di ricostruire. Le due cose possono convivere: una parte di te vuole credere nel cambiamento, un’altra parte resta in allerta.
Forse più che chiederti se devi ‘fidarti’ o meno, può essere utile spostare la domanda su un altro piano: cosa ti serve concretamente per sentirti al sicuro in questa relazione? E quello che lui sta facendo adesso è sufficiente, coerente e soprattutto stabile nel tempo?
I cambiamenti reali, soprattutto dopo dinamiche ripetute nel tempo, raramente sono improvvisi: tendono a mostrarsi nella continuità, nella trasparenza e nella disponibilità ad assumersi responsabilità, anche rispetto al passato.
Il tuo disagio può essere visto come un segnale da ascoltare, non necessariamente come qualcosa da superare a tutti i costi. Non si tratta di chiudersi o aprirsi ‘a priori’, ma di osservare con attenzione se, nel tempo, questa relazione diventa un luogo più affidabile per te.
In questo processo, è importante che tu non perda di vista te stessa: i tuoi bisogni, i tuoi limiti e ciò che sei disposta o meno ad accettare.
Se senti il bisogno di approfondire o di avere un supporto, resto a disposizione!
Quello che stai provando ha molto senso, alla luce di ciò che hai vissuto. La fiducia non si incrina per caso: nel vostro rapporto ci sono stati più episodi in cui ti sei sentita tradita o non rispettata, e il fatto che oggi tu faccia fatica a fidarti non è un tuo limite, ma una reazione coerente con la tua esperienza.
Allo stesso tempo, è comprensibile che il suo ritorno e il suo comportamento attuale possano riattivare speranza e desiderio di ricostruire. Le due cose possono convivere: una parte di te vuole credere nel cambiamento, un’altra parte resta in allerta.
Forse più che chiederti se devi ‘fidarti’ o meno, può essere utile spostare la domanda su un altro piano: cosa ti serve concretamente per sentirti al sicuro in questa relazione? E quello che lui sta facendo adesso è sufficiente, coerente e soprattutto stabile nel tempo?
I cambiamenti reali, soprattutto dopo dinamiche ripetute nel tempo, raramente sono improvvisi: tendono a mostrarsi nella continuità, nella trasparenza e nella disponibilità ad assumersi responsabilità, anche rispetto al passato.
Il tuo disagio può essere visto come un segnale da ascoltare, non necessariamente come qualcosa da superare a tutti i costi. Non si tratta di chiudersi o aprirsi ‘a priori’, ma di osservare con attenzione se, nel tempo, questa relazione diventa un luogo più affidabile per te.
In questo processo, è importante che tu non perda di vista te stessa: i tuoi bisogni, i tuoi limiti e ciò che sei disposta o meno ad accettare.
Se senti il bisogno di approfondire o di avere un supporto, resto a disposizione!
Buonasera, capisco quanto questa situazione possa essere confusa e impegnativa per lei. Dopo una storia lunga e segnata da momenti difficili, è naturale che oggi convivano emozioni diverse: da un lato il desiderio di credere in questo cambiamento, dall’altro il dubbio legato a ciò che ha vissuto in passato.
I suoi interrogativi indicano una normale reazione a una storia complessa. In questo momento non è necessario forzarsi a decidere subito, può procedere con calma.
Il suo disagio merita attenzione, così come il bisogno di capire se la relazione può davvero offrirle stabilità e coerenza. Possiamo lavorare insieme per aiutarla a distinguere tra timori legati alle ferite passate e segnali che invece richiedono cautela, così da permetterle di muoversi in modo più consapevole e protetto.
I suoi interrogativi indicano una normale reazione a una storia complessa. In questo momento non è necessario forzarsi a decidere subito, può procedere con calma.
Il suo disagio merita attenzione, così come il bisogno di capire se la relazione può davvero offrirle stabilità e coerenza. Possiamo lavorare insieme per aiutarla a distinguere tra timori legati alle ferite passate e segnali che invece richiedono cautela, così da permetterle di muoversi in modo più consapevole e protetto.
Salve, quello che descrive è una situazione molto intensa e, soprattutto, molto comprensibile nel modo in cui la sta vivendo. Dopo tutto quello che è successo, sarebbe strano il contrario: cioè fidarsi subito senza alcun dubbio.
Le faccio una domanda molto diretta, che spesso aiuta a fare un po’ di chiarezza: quando sta con lui adesso, al di là dei suoi comportamenti “perfetti”, dentro di sé si sente più tranquilla o più in allerta?
Perché il punto centrale non è tanto capire se lei si sta autosabotando o meno, ma riconoscere che il suo sistema interno sta reagendo a una storia in cui la fiducia è stata più volte rotta. I dubbi, in questo senso, non sono un difetto: sono una forma di protezione che si è costruita nel tempo.
Da quello che racconta, non si tratta di un singolo episodio, ma di una dinamica ripetuta: uso di Tinder, altre relazioni parallele, ambiguità, decisioni importanti prese e poi ritrattate. Questo lascia inevitabilmente delle tracce. Il fatto che ora lui si presenti molto presente e innamorato può essere sincero, ma non cancella automaticamente ciò che è stato.
Un cambiamento reale, soprattutto su aspetti così profondi, di solito non è improvviso né solo dichiarato: è qualcosa che si vede nel tempo, nella coerenza, nella capacità di reggere anche momenti difficili senza tornare a vecchi schemi.
Le chiedo anche questo: cosa è cambiato concretamente in lui, oltre al modo in cui si comporta con lei? Ha fatto un percorso, ha riconosciuto davvero le sue responsabilità, ha spiegato cosa lo ha portato a quei comportamenti?
E ancora: se lei prova a immaginarsi tra qualche mese in questa relazione, si vede più serena o più stanca e in dubbio?
Non si tratta di “scegliere” tra fidarsi o ascoltare il disagio. Il disagio fa parte del processo e va ascoltato, non zittito. La fiducia, eventualmente, si ricostruisce nel tempo, non per decisione.
Da quello che emerge, lei ha già una buona capacità di leggere ciò che sente, e questo è un punto molto importante. Il rischio, semmai, è mettere in discussione questa sua percezione invece di darle valore.
Se sente che può esserle utile, possiamo anche approfondire insieme questa situazione: lavoro spesso su dinamiche relazionali come questa e può essere davvero utile avere uno spazio in cui mettere ordine tra ciò che sente, ciò che vede e ciò che desidera per sé, senza doversi forzare in una direzione o nell’altra.
Le faccio una domanda molto diretta, che spesso aiuta a fare un po’ di chiarezza: quando sta con lui adesso, al di là dei suoi comportamenti “perfetti”, dentro di sé si sente più tranquilla o più in allerta?
Perché il punto centrale non è tanto capire se lei si sta autosabotando o meno, ma riconoscere che il suo sistema interno sta reagendo a una storia in cui la fiducia è stata più volte rotta. I dubbi, in questo senso, non sono un difetto: sono una forma di protezione che si è costruita nel tempo.
Da quello che racconta, non si tratta di un singolo episodio, ma di una dinamica ripetuta: uso di Tinder, altre relazioni parallele, ambiguità, decisioni importanti prese e poi ritrattate. Questo lascia inevitabilmente delle tracce. Il fatto che ora lui si presenti molto presente e innamorato può essere sincero, ma non cancella automaticamente ciò che è stato.
Un cambiamento reale, soprattutto su aspetti così profondi, di solito non è improvviso né solo dichiarato: è qualcosa che si vede nel tempo, nella coerenza, nella capacità di reggere anche momenti difficili senza tornare a vecchi schemi.
Le chiedo anche questo: cosa è cambiato concretamente in lui, oltre al modo in cui si comporta con lei? Ha fatto un percorso, ha riconosciuto davvero le sue responsabilità, ha spiegato cosa lo ha portato a quei comportamenti?
E ancora: se lei prova a immaginarsi tra qualche mese in questa relazione, si vede più serena o più stanca e in dubbio?
Non si tratta di “scegliere” tra fidarsi o ascoltare il disagio. Il disagio fa parte del processo e va ascoltato, non zittito. La fiducia, eventualmente, si ricostruisce nel tempo, non per decisione.
Da quello che emerge, lei ha già una buona capacità di leggere ciò che sente, e questo è un punto molto importante. Il rischio, semmai, è mettere in discussione questa sua percezione invece di darle valore.
Se sente che può esserle utile, possiamo anche approfondire insieme questa situazione: lavoro spesso su dinamiche relazionali come questa e può essere davvero utile avere uno spazio in cui mettere ordine tra ciò che sente, ciò che vede e ciò che desidera per sé, senza doversi forzare in una direzione o nell’altra.
Quello che descrivi è una situazione emotivamente molto complessa, in cui convivono elementi di forte investimento affettivo, rotture di fiducia e cambiamenti improvvisi nel comportamento del partner.
Dopo una relazione lunga, caratterizzata da tradimenti, ambivalenze e separazioni seguite da ritorni, è del tutto comprensibile che oggi tu viva uno stato di allerta interna. Il tuo dubbio non è necessariamente “autosabotaggio”: spesso è la mente che cerca di proteggersi quando in passato ha già sperimentato incoerenza e instabilità emotiva nella relazione.
In situazioni come questa, la difficoltà principale non è solo capire cosa stia facendo l’altro oggi, ma elaborare la discontinuità tra ciò che è stato (tradimenti, promesse non mantenute, separazione improvvisa dopo progetti importanti) e ciò che sta accadendo adesso (riavvicinamento intenso e molto affettivo in tempi brevi). Questo tipo di oscillazione può generare un forte senso di disorientamento e rendere difficile fidarsi delle nuove intenzioni, anche quando appaiono sincere.
Il punto centrale non è scegliere “a occhi chiusi” se fidarti o meno, ma osservare alcuni aspetti fondamentali nel tempo:
coerenza tra parole e comportamenti nel lungo periodo
assunzione di responsabilità reale rispetto a ciò che è accaduto
disponibilità a tollerare anche i tuoi dubbi senza svalutarli
cambiamenti concreti e stabili, non solo emotività intensa del momento
La fiducia, infatti, non si ricostruisce attraverso promesse o intensità affettiva, ma attraverso continuità e affidabilità nel tempo.
Il tuo disagio, quindi, non va né ignorato né interpretato automaticamente come paura irrazionale: può essere un segnale di protezione costruito sulla base della tua esperienza. Allo stesso tempo, per non restare bloccata nel dubbio, è importante evitare di decidere solo sull’onda dell’ansia o della speranza.
In queste situazioni può essere molto utile uno spazio di confronto psicologico, per distinguere meglio tra paura legata alle ferite passate e valutazione realistica della situazione attuale, e per comprendere cosa sia davvero funzionale al tuo benessere emotivo.
È consigliabile approfondire il vissuto con uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dopo una relazione lunga, caratterizzata da tradimenti, ambivalenze e separazioni seguite da ritorni, è del tutto comprensibile che oggi tu viva uno stato di allerta interna. Il tuo dubbio non è necessariamente “autosabotaggio”: spesso è la mente che cerca di proteggersi quando in passato ha già sperimentato incoerenza e instabilità emotiva nella relazione.
In situazioni come questa, la difficoltà principale non è solo capire cosa stia facendo l’altro oggi, ma elaborare la discontinuità tra ciò che è stato (tradimenti, promesse non mantenute, separazione improvvisa dopo progetti importanti) e ciò che sta accadendo adesso (riavvicinamento intenso e molto affettivo in tempi brevi). Questo tipo di oscillazione può generare un forte senso di disorientamento e rendere difficile fidarsi delle nuove intenzioni, anche quando appaiono sincere.
Il punto centrale non è scegliere “a occhi chiusi” se fidarti o meno, ma osservare alcuni aspetti fondamentali nel tempo:
coerenza tra parole e comportamenti nel lungo periodo
assunzione di responsabilità reale rispetto a ciò che è accaduto
disponibilità a tollerare anche i tuoi dubbi senza svalutarli
cambiamenti concreti e stabili, non solo emotività intensa del momento
La fiducia, infatti, non si ricostruisce attraverso promesse o intensità affettiva, ma attraverso continuità e affidabilità nel tempo.
Il tuo disagio, quindi, non va né ignorato né interpretato automaticamente come paura irrazionale: può essere un segnale di protezione costruito sulla base della tua esperienza. Allo stesso tempo, per non restare bloccata nel dubbio, è importante evitare di decidere solo sull’onda dell’ansia o della speranza.
In queste situazioni può essere molto utile uno spazio di confronto psicologico, per distinguere meglio tra paura legata alle ferite passate e valutazione realistica della situazione attuale, e per comprendere cosa sia davvero funzionale al tuo benessere emotivo.
È consigliabile approfondire il vissuto con uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Salve,
la situazione che descrive è complessa e il suo vissuto è assolutamente comprensibile.
I dubbi che sta provando non sono necessariamente un “autosabotaggio”: alla luce della storia che racconta — segnata da tradimenti, ambivalenze e cambiamenti improvvisi — è naturale che la fiducia sia oggi fragile. La fiducia, infatti, non si ricostruisce attraverso le parole o le promesse, ma attraverso il tempo, la coerenza e i comportamenti ripetuti.
Il cambiamento che descrive nel suo partner può certamente essere possibile, ma è importante che venga osservato nel tempo, più che valutato nell’immediato. Due settimane sono ancora un periodo molto breve per poter dare un significato stabile a questa trasformazione.
La domanda che si pone è molto importante: “sto esagerando o mi sto proteggendo?”. In molti casi, dopo esperienze relazionali difficili, il dubbio può avere anche una funzione sana, cioè quella di aiutarla a non esporsi nuovamente senza sufficienti garanzie emotive.
Più che forzarsi a “fidarsi” o, al contrario, a chiudere, potrebbe essere utile restare in una posizione di osservazione consapevole: ascoltare ciò che sente, dare valore ai segnali interni e allo stesso tempo verificare nel concreto se i comportamenti del suo partner nel tempo risultano coerenti, rispettosi e affidabili.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a fare maggiore chiarezza su ciò che desidera davvero oggi in una relazione e su quali limiti e bisogni è importante tutelare, indipendentemente dalle scelte del suo partner.
Resto a disposizione se desidera approfondire.
Un caro saluto
Filomena Guida
la situazione che descrive è complessa e il suo vissuto è assolutamente comprensibile.
I dubbi che sta provando non sono necessariamente un “autosabotaggio”: alla luce della storia che racconta — segnata da tradimenti, ambivalenze e cambiamenti improvvisi — è naturale che la fiducia sia oggi fragile. La fiducia, infatti, non si ricostruisce attraverso le parole o le promesse, ma attraverso il tempo, la coerenza e i comportamenti ripetuti.
Il cambiamento che descrive nel suo partner può certamente essere possibile, ma è importante che venga osservato nel tempo, più che valutato nell’immediato. Due settimane sono ancora un periodo molto breve per poter dare un significato stabile a questa trasformazione.
La domanda che si pone è molto importante: “sto esagerando o mi sto proteggendo?”. In molti casi, dopo esperienze relazionali difficili, il dubbio può avere anche una funzione sana, cioè quella di aiutarla a non esporsi nuovamente senza sufficienti garanzie emotive.
Più che forzarsi a “fidarsi” o, al contrario, a chiudere, potrebbe essere utile restare in una posizione di osservazione consapevole: ascoltare ciò che sente, dare valore ai segnali interni e allo stesso tempo verificare nel concreto se i comportamenti del suo partner nel tempo risultano coerenti, rispettosi e affidabili.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a fare maggiore chiarezza su ciò che desidera davvero oggi in una relazione e su quali limiti e bisogni è importante tutelare, indipendentemente dalle scelte del suo partner.
Resto a disposizione se desidera approfondire.
Un caro saluto
Filomena Guida
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