Sono al primo anno fuori corso di giurisprudenza. Ho sempre fatto tutti gli esami in regola ma da un

33 risposte
Sono al primo anno fuori corso di giurisprudenza. Ho sempre fatto tutti gli esami in regola ma da un anno quasi studio con difficoltà e lentezza. Amo la mia facoltà e non vedo l’ora di iniziare a lavorare, ma mi sento bloccata. Come posso risolvere questa situazione?
Dott. Stefano Recchia
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Roma
Gentile utente grazie per aver condiviso la tua situazione. Quello che descrivi è molto più comune di quanto sembri, soprattutto in facoltà impegnative come giurisprudenza.
Il punto importante è questo: non hai perso motivazione (anzi, dici che ami quello che studi), ma qualcosa nel modo in cui stai studiando o nel tuo stato mentale si è inceppato.
Ci sono alcune cause molto frequenti in situazioni come la tua: sovraccarico mentale (dopo anni di studio intenso, il cervello rallenta per “protezione”); ansia da prestazione (più ti avvicini alla fine, più il peso del “dopo” può paralizzare); perfezionismo (voler capire tutto perfettamente rallenta tantissimo); stanchezza accumulata (burnout leggero anche se ti piace ciò che studi).
Ti propongo alcune strategie pratiche per sbloccare la situazione.
1) Riduci il livello di perfezione richiesto: studia per capire e passare l’esame, non per sapere tutto; dai un tempo limite agli argomenti (es. 2 ore poi passo oltre comunque).
All’inizio ti sembrerà “fatto male”, ma in realtà è più efficace.
2) Torna a piccole unità. Quando ti senti bloccata, il cervello rifiuta compiti troppo grandi. Trasforma "devo studiare diritto amministrativo" in "studio 10 pagine poi pausa".
3) Metodo a tempo. Usa blocchi tipo: 25 minuti studio - 5 minuti pausa (per 4 volte poi pausa lunga).
Questo riduce la fatica mentale e ti aiuta a partire anche quando non ne hai voglia.
4) Accetta la lentezza (temporaneamente).
A volte il rallentamento non è casuale. Prova a riflettere su questo (senza giudicarti):
Quando è iniziato esattamente il blocco? È successo qualcosa in quel periodo?
Inoltre un supporto psicologico anche breve, finalizzato al recupero della concentrazione e della motivazione potrebbe sicuramente aiutarti. Spero di esserti stato d'aiuto. Resto a disposizione. Un caro saluto.
Dott. Stefano Recchia

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Buongiorno,
grazie per la sua condivisione.
Le motivazioni sottostanti potrebbero essere tra le più variabili: sia riguardo delle difficoltà nello studio, che collegate ad altri fattori. Per tale ragione potrebbe essere utile intraprendere un percorso di supporto psicologico che possa sostenerla in questo momento e aiutarla a comprendere cosa sta accadendo.
Rimango a disposizione, anche in modalità online, se volesse intraprendere un percorso.
Cordialmente,
Dott.ssa Angelica Venanzetti
Buongiorno,
bisognerebbe indagare che cosa è successo quando hai iniziato a rallentare, le cause possono essere molteplici e sicuramente non si possono dare indicazioni specifiche senza conoscere la storia pregressa anche recente. Un percorso di psicoterapia potrebbe essere un contesto protetto adeguato per analizzare ciò che sta accadendo, senza giudizio, ma con l'obiettivo di sbloccarti e portarti verso la conclusione del tuo percorsodi studi.
Cordiali saluti
Dott.ssa Aurora Scutti
Psicologo clinico, Psicologo
San Benedetto del Tronto
Buongiorno, grazie per aver condiviso quello che stai vivendo: si sente quanto tu tenga al tuo percorso e quanto questo momento di blocco ti stia pesando.
Il fatto che tu abbia sempre sostenuto gli esami in regola e che mantenga motivazione e interesse per la tua facoltà è un elemento molto positivo. Quello che descrivi – difficoltà a concentrarti, lentezza, senso di blocco – capita spesso in fasi avanzate del percorso universitario, quando entrano in gioco stanchezza accumulata, pressione e aspettative.
Non è detto che ci sia “qualcosa che non va” nel tuo percorso: potrebbe trattarsi di un momento di affaticamento mentale o di ansia legata alla fase di passaggio verso il mondo del lavoro. In questi momenti può essere utile alleggerire l’idea di dover rendere esattamente come prima e provare a riorganizzare lo studio in modo più graduale e sostenibile, prestando attenzione anche ai pensieri che possono bloccare, come la paura di non farcela o il bisogno di fare tutto in modo perfetto.
Se questa difficoltà dovesse continuare, un confronto con un esperto può aiutarti a comprendere meglio cosa sta mantenendo questo blocco e a trovare modalità più efficaci per affrontarlo.
Non sei “indietro”: sei in una fase delicata del percorso, che può essere compresa e superata.
Resto a disposizione!
Dott.ssa Aurora Scutti
Dott.ssa Silvana Grilli
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno,
nelle sue parole si sente una distanza tra ciò che desidera e ciò che riesce a fare in questo momento: da una parte l’interesse per la sua facoltà e la voglia di iniziare a lavorare, dall’altra una fatica che rallenta e la fa sentire bloccata.
Il fatto che fino a poco tempo fa riuscisse a sostenere gli esami con regolarità rende questo cambiamento ancora più difficile da comprendere e accettare. Quando qualcosa che prima funzionava smette di essere fluido, può emergere frustrazione, ma anche un senso di smarrimento rispetto a sé stessi.
A volte questi blocchi si collocano proprio nelle fasi finali di un percorso: da una parte c’è la spinta ad arrivare, a concludere, dall’altra possono attivarsi pensieri legati al “dopo”, alle responsabilità, alle aspettative, anche personali. Non sempre questi aspetti sono immediatamente consapevoli, ma possono influenzare il modo in cui si riesce a stare nello studio.
In questo senso, la lentezza che descrive potrebbe non essere solo un ostacolo, ma anche un segnale: qualcosa che sta chiedendo di essere ascoltato e compreso.
Darsi uno spazio per esplorare cosa è cambiato nell’ultimo anno — non solo nello studio, ma nel modo in cui vive questo passaggio — può aiutarla a sbloccare gradualmente la situazione, ritrovando un ritmo che sia più in sintonia con ciò che sta attraversando.
Un caro saluto, Dott.ssa Silvana Grilli
Dott.ssa Valeria Sicari
Psicologo, Psicoterapeuta
Vicenza
Gentile utente la ringrazio per la condivisione della sua difficoltà. Momenti di blocco possono esserci nella vita di uno studente con le poche informazioni che ha fornito non mi è possibile avanzare nessuna ipotesi ne di consigliarle cosa fare se non quello di rivolgersi a uno psicologo che possa supportarla in questo momento e che la possa aiutare a capire il perchè e a ripartire. Un caro saluto e le auguro di riprendere i suoi studi e portarli a termine e iniziare a lavorare dott.ssa Valeria Sicari
Dott.ssa Silvia Visentin
Psicologo, Psicologo clinico
San Donà di Piave
Buongiorno, capisco che la situazione che sta vivendo non la faccia sentire bene. È già positivo il fatto che riconosca che c’è qualcosa che però la blocca dunque potrebbe rifletterci e capire che cosa sente in quei momenti in cui sta per studiare o sta studiando? Che cosa prova? Quali sono i suoi pensieri? Già provare a rispondere a queste domande potrebbe darle qualche indizio più profondo rispetto a questo blocco. Eventualmente per approfondirlo può chiedere supporto ad un professionista. Un saluto
Buongiorno,
proverei a riflettere sulla dimensione temporale e la comparsa di elementi come difficoltà, lentezza e di conseguenza il blocco.
Qualora non riesce da sola/o proverei a pensare a un consulto psicologico per essere aiutato/a.
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia
Dr. Leopoldo Tacchini
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Figline Valdarno
Gentile..forse il suo inconscio la pensa diversamente! Forse c'è un'ansia non riconosciuta al pensiero di passare dal mondo ben conosciuto dell'università a quello del lavoro. Una possibilità, non so se è praticabile, sarebbe proprio di iniziare qualche esperienza lavorativa mentre termina il percorso di studi, in modo da entrare senza eccessivi traumi nel mondo del lavoro. Nel contempo avere già un po' di pratica è senz'altro un grosso aiuto. Cordialmente
Dott.ssa Elena Dati
Psicologo, Psicologo clinico
Crema
Buongiorno,
il fatto di essere sempre stata in regola e poi trovarsi improvvisamente rallentata può avere a che fare non solo con lo studio in sé, ma anche con aspetti emotivi, motivazionali o legati a questa fase di passaggio verso il lavoro.
A volte il “blocco” può essere collegato a diversi fattori (stanchezza, aspettative, cambiamenti di vita, dinamiche personali), che rendono più difficile mantenere il ritmo di prima, anche quando l’interesse per il percorso resta.
In questo senso, più che forzarsi a “ripartire” come prima, potrebbe essere utile fermarsi a comprendere cosa sta succedendo e cosa la sta rallentando in questo momento.
Potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista, per esplorare questi aspetti e trovare modalità più funzionali per affrontare questa fase.
Resto a disposizione,
un caro saluto.
Dott.ssa Elena Dati
Buongiorno,
il fatto che lei ami la sua facoltà potrebbe indicare che il suo "blocco" non derivi da pesantezza legata allo studio, ai contenuti o ai ritmi a cui lo studio la obbliga. E' forse cambiato qualcosa nella sua vita in quest'ultimo anno? Molto spesso alcuni cambiamenti, seppur minimi o minimizzati, influiscono sul nostro stato emotivo, portando a conseguenze non sempre piacevoli anche su attività o relazioni soddisfacenti. Ha già riflettuto su questo?

Le auguro una buona giornata!
Dott.ssa Ester Negrola
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Ciao! Ti ringrazio per aver condiviso con noi la tua situazione, comprendo quanto possa essere difficile sentirsi bloccati proprio in un momento in cui, paradossalmente, senti anche forte il desiderio di arrivare al traguardo e iniziare a lavorare in un ambito che ti appassiona. Questo tipo di esperienza è più comune di quanto si pensi, ma non per questo meno faticosa da attraversare.
Purtroppo non conoscendo la tua storia nel dettaglio e il contesto in cui vivi, mi è impossibile offrirti una visione approfondita rispetto alla situazione che stai vivendo; quello che posso fare, tuttavia, è accompagnarti in una riflessione che potrebbe darti qualche spunto per comprendere meglio cosa sta succedendo attraverso alcune domande:
- è successo qualcosa circa un anno fa che potrebbe aver avuto un impatto su di te, anche in modo non immediatamente evidente? (talvolta non si tratta necessariamente di eventi “grandi” o traumatici, ma anche di cambiamenti più sottili, ad esempio nelle relazioni, nelle aspettative verso di sé, nel carico di responsabilità che possono influire sul modo in cui affrontiamo lo studio).
- Se provi ad ascoltarti con un po’ di attenzione, che emozioni emergono quando pensi allo studio? E ancora prima: cosa senti nel momento in cui dovresti iniziare?
- è cambiato qualcosa nel modo in cui ti percepisci come studentessa? Prima ti sentivi efficace, “in pari”, magari anche soddisfatta dei tuoi risultati, mentre ora hai modificato il modo in cui ti giudichi? A volte il blocco non riguarda tanto le capacità, quanto il rapporto con se stessi e con le proprie aspettative.
Se senti che nel tempo questa difficoltà persiste o si intensifica, portandoti a vivere stati d'ansia o di malessere più profondo, potrebbe essere davvero utile confrontarti con un/una psicologo/a, che possa aiutarti a esplorare più a fondo questi aspetti in uno spazio protetto e senza giudizio. Un caro saluto e in bocca al lupo per la tua vita!
Dott.ssa Ester Negrola - Psicologa clinica
Dott.ssa Alice Missiroli
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
I blocchi all'università possono capitare. Per quanto possiamo amare la nostra facoltà, il carico di studio insieme agli impegni personali possono portare comunque ad una stanchezza non indifferente.
Se ha bisogno di tempo, o di più momenti di riposo, ne prenda e se gli esami sono molto stressanti provi a riorganizzarli in modo che siano meno concentrati.
Un percorso di sostegno psicologico per scaricare lo stress può alleggerire il carico sulle proprie spalle e aiutarla ad avere migliori risultati nello studio. Non si tratta di una terapia, ma di avere uno specialista che ascolti e porti con lei un po' di peso.
Buona giornata,
Alice Missiroli
Buongiorno,
considerando la regolarità del percorso che descrive, è probabile che il blocco sia legato ad un fattore emotivo.
A volte, soprattutto verso la fine degli studi, possono emergere stanchezza, pressione o timori legati al futuro che rallentano il ritmo, anche quando la motivazione c’è.
Potrebbe essere utile soffermarsi non tanto su cosa sta rendendo oggi lo studio più faticoso e darsi dei piccoli obiettivi quotidiani, valorizzando ciò che riesce a fare passo dopo passo, senza necessariamente avere lo sguardo sul resto. Un supporto psicologico potrebbe eventualmente aiutarla a comprendere questi aspetti e a ritrovare un ritmo più sostenibile. Un caro saluto, PR.

Un caro saluto.
Dott.ssa Alice Tesi
Psicologo clinico, Psicologo
Pistoia
Cara utente,
il percorso universitario talvolta può diventare insidioso e il suo blocco potrebbe essere dovuto a molti fattori. Trovando il coraggio di scrivere qui la sua domanda, ha intanto aperto uno spazio di riflessione in cui possiamo mettere uno sguardo su questo blocco. A volte, legati allo studio ci sono aspettative molto alte, sensazione di dover performare, solitudine, difficoltà nel trovare il metodo di studio migliore per sé.
C'è paura, ansia, insoddisfazione?
Cos'è che richiede adesso la nostra attenzione? Provi a porsi questa domanda guardando attentamente dentro di sé.
Nel frattempo, un supporto psicologico potrebbe guidarla nel riuscire a sbrogliare questo nodo e lei ha già fatto il primo passo portando qui la sua esperienza: non le resta che continuare.

Dott.ssa Alice Tesi
Psicologa Clinica
Online e Pistoia
Buongiorno,

Le posso dare una lettura secondo l'approccio cognitivo-comportamentale. Un blocco è una risposta comportamentale, che è associata ad un'emozione e ad un pensiero. Può essere ad esempio la reazione ad una situazione vissuta come stressante, ad un cambiamento che non sappiamo come gestire, o ad aspettative sulle nostre performance molto alte. Una situazione di blocco, quindi, può essere l'esito di situazioni diverse. Per poter capire come mai proprio lei e proprio in questo momento vive questo blocco, le consiglio di interrogarsi sulle motivazioni in autonomia, e se lo ritenesse necessario, affidarsi ad un professionista che possa guidarla.

Dott.ssa Ilaria De Mola.
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Gentilissima, grazie per la condivisione innanzitutto. Comprendo quello che ci riporta, e soprattutto il bisogno di comprendere quello che le sta accadendo dentro. Credo che intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare e comprendere quello che sta accadendo dentro di lei a livello emotivo e psicologico, individuando insieme allo specialista strategie funzionali per affrontare queste fatiche,
Resto a disposizione
cordiali saluti
AV
Dott.ssa Elisa Sanna
Psicologo, Psicologo clinico
Varese
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso la sua sofferenza e il suo problema. Spesso le situazioni vissute come blocco racchiudono dei significati che non ci si appalesano senza soffermarci ad un confronto riflessivo. Sarebbe necessario contestualizzare la sua esistenza e le esperienze per capire il suo vissuto e comprendere quali sono le motivazioni alla base di questa sofferenza.
Spero di esserle stata utile,
cordiali saluti
Buongiorno,
grazie per aver esposto il suo vissuto. Questo periodo delicato che sta vivendo sta sfociando in un blocco nello studio, tuttavia le motivazioni sembrano risalire a dei pensieri e sensazioni che lei probabilmente sta provando già da tempo ma che non ha avuto il modo di accogliere, ascoltare ed elaborare adeguatamente. Le nostre emozioni comunicano sempre qualcosa di importante sui nostri bisogni, ma quando non le ascoltiamo si esprimono attraverso il corpo. La invito a delle riflessioni più approfondite che la possano guidare ed aiutare in questo momento di confusione e che possano portarle ad un maggiore benessere e sollievo, grazie ad un ascolto accogliente delle proprie emozioni.
Un saluto,
Dott.ssa Ludovica Cotronei
Dott. Giulio Blasilli
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Roma
Buonasera, il fatto di essere andata bene fino a poco tempo fa fa pensare che non manchino capacità o motivazione, ma che si sia creato un blocco legato forse a stanchezza, pressione o paura di non rendere più come prima. Quando lo studio rallenta, spesso si entra in un circolo in cui più ci si sente indietro, più si fa fatica a concentrarsi. Più che chiedersi “perché non riesco più?”, può esserLe utile osservare come studia ora: tempi, ansia, perfezionismo, stanchezza mentale, paura dell’esame. A volte non serve studiare di più, ma studiare in modo più sostenibile e realistico. Se questa fase dura da mesi e La fa sentire bloccata, un sostegno psicologico può aiutarLa a capire meglio cosa si è inceppato e a ritrovare fiducia e continuità.
Le auguro una buona serata.
Dott.ssa Giada Di Egidio
Psicologo, Psicologo clinico
Corropoli
Salve, quello che descrivi è più comune di quanto si pensi, soprattutto in percorsi impegnativi come giurisprudenza, dove la costanza richiesta è alta e il carico mentale può accumularsi nel tempo. Quando compaiono lentezza, fatica e senso di blocco dopo un periodo di buon rendimento, spesso entrano in gioco fattori come stanchezza mentale, pressione interna (anche legata alle aspettative), paura di non mantenere gli standard precedenti o una forma di sovraccarico che porta a rallentare, quasi come se la mente cercasse di proteggersi. Potrebbe esserti utile fermati e riflettere su alcuni aspetti, ad esempio: Come vivi lo studio ora rispetto a prima? È cambiato il modo in cui ti approcci? Ci sono pensieri ricorrenti (ad esempio paura di fallire, perfezionismo, senso di urgenza) che accompagnano lo studio?
Se questa difficoltà dura da diversi mesi, potrebbe essere molto utile parlarne con un professionista. Un percorso psicologico può aiutarti a comprendere meglio cosa sta mantenendo questo blocco e a trovare strategie più mirate per superarlo, senza dover affrontare tutto da solo.
Dott.ssa Anna Filippini
Psicologo clinico, Psicologo
Quartu Sant'Elena
Buongiorno gentile utente,

da ciò che scrive, probabilmente sta intravedendo e vivendo un periodo di transizione, il quale implica l'avvio verso il volgere al termine di una specifica fase di vita e l'affacciarsi ad una nuova, all'acquisizione di ruoli inediti e a campi d'azione forse ancora inesplorati.
Questi sono momenti di vari cambiamenti e bilanci personali: se si sente bloccata, può essere utile rivolgersi ad un professionista che possa inquadrare assieme a lei la situazione ed accompagnarla verso questa nuova avventura che le si prospetta.
Resto a disposizione,
dott.ssa Anna Filippini
Dott.ssa Alice Bettamin
Psicologo, Psicologo clinico
Montebelluna
Buongiorno, la ringrazio per la sua domanda.
Ritengo che comprendere e accogliere i cambiamenti nel proprio modo di pensare, sentire o agire può risultare particolarmente complesso, soprattutto quando questi sembrano emergere senza una causa evidente. La difficoltà può aumentare quando tali cambiamenti interferiscono con obiettivi per lei importanti, come il desiderio di concludere il percorso di studi e avviarsi al mondo del lavoro.
Potrebbe essere utile provare a interrogarsi, con atteggiamento rispettoso e benevolo verso di sé, se questo cambiamento sia avvenuto in concomitanza con qualche evento o trasformazione significativa, o meno, nella sua vita. Non necessariamente deve trattarsi di qualcosa legato direttamente all’ambito accademico: anche modifiche nelle relazioni amicali, familiari o in altri contesti personali possono avere un impatto rilevante.
Ogni esperienza che viviamo contribuisce infatti a influenzare il nostro vissuto emotivo e, di conseguenza, il nostro modo di affrontare la quotidianità.
Cordialmente
Dott.ssa Erica Farolfi
Psicologo, Psicologo clinico
Forlì
Buongiorno, immagino che sia difficile da vivere come situazione, tuttavia per aiutarla bisognerebbe approfondire e capire come mai è bloccata. Se vuole realmente affrontarla può approfondirlo con uno psicologo. Rimango disponibile a tale scopo.
Dott. Daniele Migliore
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentilissima,
quello che descrive è molto comune a chi frequenta corsi di laurea, non sempre il percorso risulta fluido e senza intoppi, anzi.
Il fatto che lei senta che la scelta della facoltà sia quella giusta è già una grande risorsa da cui partire ma non significa che questo non possa causarle qualche difficoltà o preoccupazione. Spesso l'impegno di un percorso universitario richiede anche di prendersi un pausa, senza che questa diventi necessariamente un blocco definitivo.
Se ne ha la possibilità prenda in considerazione di iniziare un percorso che le consenta di condividere i dubbi e comprendere meglio da cosa possa derivare questo blocco, non solo per risolverlo ma per proteggere la sua serenità.
Le auguro il meglio,

Dott. Daniele Migliore
Salve, per capire come risolvere questa situazione bisogna prima capire da cosa è provocata e ciò implica un lavoro attivo su di sé.
Secondo lei, da cosa proviene questo blocco?
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, le consiglio un percorso psicologico che l'auti a fare chiarezza rispetto a quello che realmente desidera. Cordiali saluti.
Cara utente,
per risolvere un blocco prima bisogna capire di che natura sia quest'ultimo. Ascolti il blocco, capisca quando entra in azione, come si presenta e perchè. Se le può essere d'aiuto faccia un breve percorso psicologico per conoscere il blocco e dunque trovare la soluzione lavorando su esso. Purtroppo una formula magica non esiste, bisogna conoscere ciò con cui si ha a che fare e capirne l'origine per trovare la soluzione adatta a lei.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, inanzitutto credo sia assolutamente normale sentirsi così, specialmente in un percorso faticoso come Giurisprudenza. Il fatto che tu sia stata perfettamente in regola fino a oggi dimostra che possiedi metodo, intelligenza e dedizione; quello che stai vivendo non è un improvviso calo di capacità, ma un blocco che si può probare alle batutte finali. Spesso, quando il traguardo si fa vicino, la pressione psicologica aumenta: il mondo del lavoro smette di essere un sogno lontano e diventa una realtà imminente, portando con sé il timore di non essere all'altezza o l'ansia di chiudere un capitolo che ti ha definita per anni.
Il primo passo potrebbe essere quello di "perdonarti" per il fuori corso. Nel settore legale, laurearsi con un anno di ritardo non preclude alcuna carriera.

Dal punto di vista pratico, potresti provare a non guardare l'intero esame, ma concentrati su micro-obiettivi quotidiani. Un gradino alla volta la scale si sale.

Hai fatto il grosso del lavoro con successo, ora si tratta solo di gestire la stanchezza finale. Non permettere a qualche mese di lentezza di oscurare anni di impegno costante: il traguardo è lì, devi solo riprendere a camminare, un passo alla volta.
Rimango a disposizione Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Dott.ssa Claudia Rossi
Psicologo, Psicoterapeuta
Busto Arsizio
Gentilissima, la sua situazione è molto comune. E' importante capire cosa causa il suo blocco nello studio, in modo da trovare nuove motivazioni per poter ripartire.
Il fatto che le interessa molto la sua materia è sicuramente un fattore protettivo.
Le auguro il meglio!
Dott.ssa Ilaria Visone
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pomigliano d'Arco
Salve ho letto ciò che ha scritto riguardo la difficoltà che sta vivendo, potrebbe esserle d'aiuto approfondire ciò che lei descrive come un blocco, osservare quali emozioni lo accompagnano e se nell'ultimo anno, ci sono stati eventi di vita o cambiamenti che hanno impattato nella sua vita. Un percorso psicologico potrebbe essere indicato per poter trovare uno spazio di accoglienza ma anche orientato verso obiettivi personalizzati e condivisi con il professionista. Spero di esserle stata di aiuto.
Dott.ssa Manuela Valentini
Psicologo, Psicologo clinico
Melfi
Buonasera,
La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza.
Comprendo quanto possa essere impegnativo trovarsi in un momento in cui lo studio, che ha sempre rappresentato un percorso significativo, sia diventato più lento e faticoso. È importante riconoscere che periodi di blocco o rallentamento possono emergere anche quando si è molto motivati e spesso indicano il bisogno di ascoltare con maggiore attenzione ciò che sta accadendo internamente.
In questo spazio non è possibile entrare nel merito della situazione personale, ma ciò che descrive merita attenzione e un luogo sicuro in cui poter esplorare con calma le pressioni che sente, le aspettative che porta con sé e le risorse che eventualmente potrebbe mettere a disposizione.
Un confronto con un professionista può aiutare a dare senso a questo momento, a comprendere cosa lo sostiene e a ritrovare un equilibrio più sostenibile per continuare il percorso ed iniziare a lavorare.
Il fatto che Lei ami la facoltà scelta con l'obiettivo di costruire il futuro professionale, rappresenta un punto di forza prezioso.
Avere uno spazio dedicato sarebbe utile per esplorare ciò sta vivendo in un confronto personalizzato per poi ripartire con maggiore serenità e consapevolezza.
Resto a disposizione in modalità flessibile, online.
Intanto Le auguro il meglio.
Dr.ssa Manuela Valentini
psicologa
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Quello che descrivi è una situazione piuttosto comune tra studenti universitari, soprattutto nei momenti in cui il percorso si avvicina alla fine e aumenta la pressione legata al “dover concludere”.

Il fatto che tu abbia sempre sostenuto gli esami in regola e che tu continui ad amare la tua facoltà è un elemento molto importante: indica che la difficoltà non riguarda la motivazione generale o le capacità, ma probabilmente un blocco più specifico e recente.

Quando si passa da un andamento fluido a uno caratterizzato da lentezza, fatica nello studio e sensazione di blocco, spesso entrano in gioco alcuni fattori psicologici possibili, tra cui:

ansia da prestazione o da conclusione del percorso
sovraccarico mentale e stanchezza accumulata
calo della concentrazione legato allo stress
paura inconsapevole del “dopo”, cioè del passaggio al mondo del lavoro
perfezionismo che rallenta l’avvio e il completamento dello studio

In questi casi, forzarsi a “studiare di più” non sempre funziona, perché il problema non è solo quantitativo ma anche emotivo e cognitivo. Può essere utile invece:

ridurre l’obiettivo allo “studio sostenibile” (piccoli blocchi, realistici)
lavorare sulla gestione dell’ansia e del senso di pressione
recuperare una routine regolare senza aspettare la motivazione
osservare cosa accade internamente quando ti siedi a studiare (pensieri, emozioni, blocchi)

Se questa situazione si sta protraendo da un anno, merita attenzione, perché rischia di consolidarsi e aumentare frustrazione e senso di inefficacia, anche se le capacità sono intatte.

Per questo motivo può essere molto utile approfondire il vissuto personale e le dinamiche emotive che stanno mantenendo questo blocco, attraverso un percorso con uno specialista, così da individuare strategie mirate e adatte alla tua situazione specifica.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

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