Dr.
Andrea Cellie
Psichiatra
·
Psicoterapeuta
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sulle specializzazioni
Roma 1 indirizzo
Esperienze
Disponibile all'ascolto ed a farsi carico delle problematiche per raggiungere l'obiettivo.
Aree di competenza principali:
- Psichiatria
- Psicoterapia
Principali patologie trattate
- Depressione
- Disturbi della personalità
- Alcolismo
- Disturbi alimentari
- Dipendenza
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Recensioni
13 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Efficacia del trattamento
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G
GL
Professionista di grande valore educato e gentile pronto all'ascolto e molto diretto. Disponibile a fornirci il suo numero per qualsiasi evenienza senza averlo dovuto chiedere
• Studio • prima visita psichiatrica •
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D
Daniela
Ottima esperienza! il dottore è stato molto gentile, disponibile e competente.
• Studio • visita psichiatrica •
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P
Paula
Ottimo dotore Ve lo consiglio con la massima sicurezza.
• Studio • prima visita psichiatrica •
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F
F.C.
Conosco il Dottore da tanti anni.
Mai un atteggiamento fuori luogo, estrema gentilezza(che non guasta mai!), disponibilità a tutte le ore, vacanze comprese e soprattutto competenza. Grazie per tutto quello che fa per me e per le altre persone che soffrono e che troppo spesso vivono in solitudine la sofferenza.• Studio • visita psichiatrica •
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A
AC
Ho effettuato una visita psichiatrica e mi sono trovata molto bene. Il medico si è dimostrato professionale, attento e disponibile all'ascolto, mettendomi subito a mio agio. Ho apprezzato la competenza e l'approccio umano. Esperienza molto positiva, lo consiglio.
• Studio • visita psichiatrica •
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B
BG
Ottima professionalità ed attenzione al paziente.
• Studio • Altro •
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F
FPF
La sperienza con il Dr. Cellie è stata molto buona e confortevole. Mi sono trovata al sicuro e mi ha trasmesso fiducia. Grande capacità di ascoltare serenamente e capire in maniera equilibrata i problemi proposti.
• Studio • psicoterapia •
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S
S.R
Sono stata una sua paziente qualche anno fa mi sono trovata benissimo e soprattutto mi ha fatto stare bene con la cura per attacchi di panico … grazie ancora Dottore.
• Studio • visita psichiatrica •
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C
Claudio
Mi sono trovato molto bene a mio agio, è stato di aiuto anche solo per una semplice chiacchierata.. professionale e duro nel giusto allo stesso tempo.
• Studio • Altro •
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A
Alessandra
Medico scrupoloso e attento. Mi ha aiutato ad affrontare e risolvere i miei problemi di depressione.
• Studio • visita psichiatrica •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 82 domande da parte di pazienti di MioDottore
Da circa una settimana sto tornando ad avere problemi ad addormentarmi. Si sta ripetendo quasi ogni
Da circa una settimana sto tornando ad avere problemi ad addormentarmi.
Si sta ripetendo quasi ogni sera.
Passano due o tre ore snervanti, prima che mi addormenti, durante le quali mi innervosisco e me la prendo con me stesso, cadendo in stati d'animo molto negativi.
Me ne sto a occhi chiusi, ma senza raggiungere quel rilassamento che normalmente precede l'ingresso nel sonno, perché in quei frangenti sul sonno e sulla incapacità di raggiungerlo, ci ragiono, ne faccio il tema di un incrssante logorio interiore: mi accorgo che non ci sono ancora riuscito, che la notte sta passando e che le ore a mia disposizione per riposare si riducono inesorabilmente; e ciò mi getta in allarme.
Il cervello sembra entrare in uno stato di attivazione, ma inconcludente: è come una macchina che gira a vuoto. È come se avessi disimparato come si fa a dormire, o si fosse guastato il funzionamento di un ingranaggio che mi permetteva di scivolare nell' incoscinenza.
Non si tratta di un problema nuovo per me, ma negli ultimi anni non si era più presentato, tanto che lo ritenevo risolto e relegato al passato.
A quanto pare ci risiamo, invece.
Sto assumendo una pastiglia di ziquil, un prodotto da banco a base di melatonina, ma ho letto che causa assuefazione, a lungo andare.
Di assumere benzodiazepine non se ne parla.
Potrei riprendere la sertralina, farmaco che conosco bene per averlo usato a lungo, ma ci sarebbe tutta una fase iniziale di riadattamento da affrontare, in cui i sintomi andrebbero a peggiorare.
Le varie, sedicenti tecniche di rilassamento, basate sul respiro e sulla focalizzazione, non mi sembrano molto efficaci su di me, per cui non so a che santo votarmi: mi sento in un vicolo senza uscita.
So di un nuovo farmaco che agisce sul circuito dell orexina: ma sarà adatto al mio caso?
La mia è una insonnia dovuta alla stessa paura di non dormire, che mi porta a un iperlavoro mentale che non riesco a tenere a bada con la volontà: come potrei dare pace ai miei pensieri?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrive è molto compatibile con una riacutizzazione dell’insonnia da iperarousal cognitivo: la paura di non dormire aumenta l’attivazione, il letto diventa associato alla vigilanza e il controllo volontario del sonno diventa controproducente. Non significa che lei abbia “disimparato” a dormire
La terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia è il trattamento di prima scelta; il controllo dello stimolo e la restrizione del tempo a letto sono i suoi componenti più attivi. Un farmaco può essere considerato se la CBT-I non è disponibile o non è sufficientemente efficace.
Cosa fare da subito
Non resti a letto per due o tre ore a lottare. Se si accorge di essere sveglio e irritato, si alzi, vada in un ambiente poco illuminato e faccia qualcosa di tranquillo e poco coinvolgente; torni a letto solo quando compare sonnolenza. Eviti di guardare l’orologio. Mantenga soprattutto un’ora di risveglio fissa, senza dormire fino a tardi per compensare e senza sonnellini. Questo è controllo dello stimolo, non una semplice tecnica di rilassamento.
Sposti il ragionamento fuori dal letto. Un’ora prima di coricarsi annoti preoccupazioni e problemi da affrontare il giorno dopo. Durante la notte, quando compare “domani sarò distrutto”, non cerchi di dimostrare che il pensiero è falso: lo riconosca come un pensiero da insonnia e si dica, per esempio, “Non devo risolvere il sonno adesso; il mio compito è solo stare tranquillo e lasciare che il sonno arrivi”.
La melatonina non è generalmente associata a dipendenza, assuefazione o rebound; tuttavia la melatonina a rilascio immediato da banco ha un effetto medio limitato e non è raccomandata come trattamento principale dell’insonnia persistente. Non aumenterei autonomamente la dose né la userei per “inseguire” il sonno.
Se con il nuovo farmaco intende daridorexant, è una possibilità ragionevole da discutere con un medico se l’insonnia persiste e la CBT-I non è subito accessibile o sufficiente; agisce riducendo il segnale di veglia dell’orexina, ma non cura direttamente il rimuginio o un eventuale disturbo depressivo/ansioso.
Non riprenderei la sertralina solo per curare il sonno. Può essere indicata se stanno tornando depressione, ansia, panico o ossessioni, ma all’inizio può aumentare insonnia, agitazione e nausea e il beneficio pieno richiede settimane. Prima di riavviarla occorre parlare con il prescrittore, verificare precedenti di mania/ipomania e concordare il monitoraggio dell’umore.
Buongiorno, sono un ragazzo di 23 anni che assume Cipralex in gocce, da due anni, volevo ch
Buongiorno, sono un ragazzo di 23 anni che assume Cipralex in gocce, da due anni, volevo chiedere se dovessi avere del mal di testa per altri motivi posso assumere un qualsiasi FANS come Oki, Moment, ecc. senza problemi?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Con escitalopram, l’uso di FANS deve essere occasionale e valutato in base ai fattori individuali di sanguinamento; l’uso concomitante abituale dovrebbe essere evitato quando possibile.
Non sospenda né modifichi autonomamente l’escitalopram per assumere un analgesico. Se il medico o il farmacista confermano che per lei è appropriato un FANS, usi la dose minima efficace per il minor tempo possibile, non associ due FANS tra loro, lo assuma con cibo e acqua e limiti l’alcol. Ibuprofene e ketoprofene possono causare irritazione, ulcera e sanguinamento gastrointestinale; l’escitalopram può aumentare questo rischio se assunto insieme a un FANS.
Per un mal di testa occasionale, se non ha controindicazioni, spesso si considera prima il paracetamolo, perché ha meno interazioni e minore tossicità gastrointestinale e renale rispetto ai FANS; va comunque evitato il sovradosaggio e va usata cautela in caso di malattia epatica o consumo importante di alcol.
Comunque consulti sempre lo specialista o il suo medico di base
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