Salve, volevo chiedere un consiglio a voi dottori che siete sicuramente più esperti di me. Voglio in

30 risposte
Salve, volevo chiedere un consiglio a voi dottori che siete sicuramente più esperti di me. Voglio iniziare un percorso di psicoterapia e per questo è da giorni che cerco di informarmi sui professionisti presenti nella mia zona o in zone comunque facilmente raggiungibili, cercando di capire dalle recensioni e dai loro profili chi possa essere più adatto a me e alle mie esigenze. Alcuni profili che ho trovato sono di psicologi che stanno finendo la scuola di psicoterapia, alcuni infatti si presentano come "psicologo e psicoterapeuta in formazione". Tra i vari profili, devo ammettere che mi hanno un po' convinta due in particolare che si definiscono in questo modo. Il problema però è che ho appunto il dubbio che, non essendo ancora psicoterapeuti a tutti gli effetti, non possano essere di aiuto per me. Secondo voi, fare delle sedute con psicologi specializzandi in psicoterapia può essere utile/andar bene oppure no? Voi cosa ne pensate? Perché sono davvero indecisa se provare lo stesso a fare delle sedute con professionisti ancora in formazione oppure lasciar perdere e cercare psicologi che siano psicoterapeuti già formati. Ringrazio in anticipo per le risposte!
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Cernusco sul Naviglio
Gentile utente, sicuramente è molto importante scegliere un professionista in base al suo orientamento ma è altrettanto fondamentale scegliere in base al grado di fiducia che pensiamo si possa creare; al giorno d'oggi, come dice anche lei, ci sono diversi aspetti che possono farci comprendere queste specifiche. I primi colloqui sono importanti per capire il grado di affinità.
Per rispondere alla sua domanda, il titolo di psicoterapeuta vuol dire che la specializzazione è terminata, in formazione che si sta formando ma ci sono altri dati da prendere in considerazione.
Ricevo online a prezzi calmierati, se dovesse interessarle mi contatti pure.
Resto a disposizione
Dott. Luca Rochdi

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Da ciò che scrive mancano alcuni elementi importanti: quale difficoltà la porta a cercare una psicoterapia, quanto sia intensa, se ci siano sintomi importanti, farmaci, diagnosi, urgenze o precedenti percorsi. Per questo non si può dire in astratto quale scelta sia migliore per lei, ma si può chiarire un punto: “psicoterapeuta in formazione” non è la stessa cosa di “psicoterapeuta”.

In Italia il titolo di psicoterapeuta richiede una formazione specifica almeno quadriennale dopo la laurea in psicologia o medicina e l’iscrizione all’albo; il titolo si usa pienamente dopo il completamento del percorso e la relativa annotazione. Uno psicologo specializzando, quindi, può essere un professionista serio e utile, ma deve essere chiaro sui propri limiti, sul tipo di intervento che propone e sull’eventuale supervisione.

La domanda da farsi non è solo: “È già formato o è in formazione?”. La domanda più utile è: “Per il mio problema attuale, questa persona ha competenze adeguate, lavora con una cornice chiara e mi spiega bene cosa possiamo fare insieme?”.

Se lei cerca un primo spazio di ascolto, orientamento, sostegno o valutazione, uno psicologo specializzando può anche essere un buon punto di partenza. Se invece presenta una sofferenza complessa, sintomi intensi, diagnosi già presenti, autolesionismo, disturbi alimentari, dipendenze, trauma o crisi importanti, può essere più prudente rivolgersi a uno psicoterapeuta già formato o a un’équipe.

Le consiglierei di fare uno o due primi colloqui senza viverli come una scelta definitiva. Chieda con semplicità: “Lei è già psicoterapeuta o specializzando?”, “Che tipo di percorso mi propone?”, “È supervisionato?”, “Se il mio caso richiede altro, me lo dirà?”. Un professionista serio non si offende: anzi, risponde in modo chiaro.

A volte la ricerca del professionista perfetto blocca più del problema stesso. Meglio cercare una persona trasparente, competente nei propri confini e con cui possa iniziare a sentirsi sufficientemente al sicuro.

Se ha ancora dubbi, un primo colloquio, anche online, può aiutarla a capire meglio che tipo di percorso le serve prima di decidere.

Un caro saluto.
Dott.ssa Serena Locritani
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, comprendo i suoi legittimi dubbi. Cercherò di essere più esaustiva possibile nel provare a rispondere alle sue domande: uno psicologo clinico abilitato, pur non essendo psicoterapeuta, può condurre percorsi di sostegno psicologico volti ad accompagnare il paziente ad affrontare difficoltà emotive o relazionali o momenti di cambiamento; non può, invece, condurre percorsi di psicoterapia, che si pongono obiettivi di cambiamento più strutturali. Uno psicoterapeuta in formazione, però, può praticare psicoterapia se supervisionato, e la supervisione è prevista da qualsiasi scuola di specializzazione. Spero che queste informazioni possano aiutarla in una sua personale valutazione, che tenga conto anche delle problematiche che ha la necessità di affrontare e dell'importanza, nella scelta dello psicologo, di aspetti soprattutto relazionali.
Dott.ssa Gelsomina Salvia
Psicologo, Psicologo clinico
Satriano di Lucania
Buongiorno. Capisco il tuo dubbio e la domanda che poni è importante. Uno psicologo in formazione come psicoterapeuta di fatto è già uno psicologo e come tale può supportare e sostenere psicologicamente una persona nel suo percorso psicologico. Il fatto che sia in formazione come psicoterapeuta è un valore aggiunto in quanto vuol dire che sta approfondendo ulteriormente il suo lavoro imparando e applicando un modello specifico anche con tecniche specifiche. Tieni anche conto che gli psicologi in formazione in psicoterapia sono sempre in confronto con altri colleghi già psicoterapeuti .Anche io sono una psicologa e ho concluso la mia formazione come psicoterapeuta, e sono in attesa di avere l'attestazione del titolo ufficiale.

Spero di aver risposto alla tua domanda. Buona giornata
Dott.ssa Francesca Giusti
Psicologo, Psicoterapeuta
San Miniato Basso
Carissima,
posso capire le sue perplessità.
Al tempo stesso le chiedo: cosa intende per "essere d'aiuto"? Cerca qualcuno che le dia una serie di informazioni e/o tecniche (che peraltro oggi, con internet, possono essere reperite in autonomia) o qualcuno con cui condividere un'esperienza umana autentica che prescinde dai titoli o dall'età?
Ciò che fa la differenza, a mio parere, è la capacità di esserci in quanto persone, al di là degli strumenti e delle spiegazioni. Per questo forse può essere utile ascoltare come si sente nel contatto con quella persona, non con il ruolo.
Si fidi della sua pancia.
Un caro saluto e buon inizio,
Francesca Giusti
Dott.ssa Maria Betteghella
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Caro paziente, ci sono psicoterapeuti già formati che non mostrano alcun tipo di professionalità (si sentono storie raccapriccianti, quando non capita addirittura di assistere a scene imbarazzanti nella porta accanto al proprio studio), e invece psicoterapeuti in formazione che per fortuna ricevono una buona struttura dai propri supervisori.
Come indicazione di massima, si fidi delle sue sensazioni: quando sente disagio, una sensazione di mancanza di "pulizia emotiva", allora vuol dire che quella persona non la sta aiutando.
Per essere più concreti, si fidi di chi si attiene all'uso del lei (il tu non è indicato in terapia, nonostante alcune prassi online), assolutamente il terapeuta non deve intrattenere relazioni con persone a lei prossime, nè tantomento avere in cura suoi amici o familiari (nè ora, nè in futuro, quando lei non sarà più paziente).
Nessun invito nè condivisione tra lei e il terapeuta fuori dalla stanza di terapia , nè comunicazioni al fuori della seduta, che deve avere la durata di 50 minuti massimo.
Non ci sono altre regole se non queste (ma si fidi, sono molti i professionisti che le violano, rischiando anche denunce all'Ordine Professionale).
Per riassumere, non conta l'età, ma la professionalità. Si fidi del suo intuito di distinguere chi ha di fronte.
In bocca al lupo
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, il dubbio che sta portando è molto comprensibile e, anzi, mostra un atteggiamento attento e responsabile verso la scelta di un percorso terapeutico che possa realmente aiutarla. Quando si decide di iniziare una psicoterapia è naturale interrogarsi sulla preparazione, sull’esperienza e sull’affidabilità del professionista a cui affidarsi, soprattutto perché la relazione terapeutica è uno degli elementi più importanti dell’intero percorso.

Uno psicologo che si definisce “psicoterapeuta in formazione” è un professionista già laureato, abilitato ed iscritto all’albo degli psicologi, che sta completando una scuola di specializzazione quadriennale in psicoterapia. Questo significa che non si tratta di una persona inesperta o priva di competenze cliniche, ma di un professionista che sta approfondendo ulteriormente la propria formazione specialistica. Durante questo periodo, generalmente, gli specializzandi seguono supervisioni cliniche, confronti continui con docenti esperti e un aggiornamento molto intenso. In alcuni casi possono anche avere un approccio molto motivato, accurato e attento proprio perché stanno costruendo la propria identità professionale con grande investimento personale.

Naturalmente, esiste anche un valore legato all’esperienza maturata negli anni. Uno psicoterapeuta con lunga esperienza clinica può avere sviluppato maggiore sicurezza nella gestione di situazioni complesse, una più ampia casistica e una capacità più immediata di orientarsi all’interno di certe dinamiche psicologiche. Tuttavia, questo non significa automaticamente che un professionista in formazione non possa essere efficace o utile. La qualità di un percorso non dipende esclusivamente dal “titolo finale”, ma da diversi fattori: la qualità della relazione terapeutica, il sentirsi accolti e compresi, la capacità del professionista di creare uno spazio sicuro, il metodo di lavoro e anche la sua serietà professionale.

Spesso il primo colloquio può essere molto più indicativo del curriculum letto online. Le suggerirei di ascoltare anche le sue sensazioni durante l’incontro: si sente capita? Si sente libera di esprimersi? Percepisce attenzione autentica, chiarezza e professionalità? Riesce a costruirsi un senso di fiducia? Questi aspetti hanno un peso enorme nell’efficacia della terapia e la ricerca scientifica conferma da tempo quanto l’alleanza terapeutica sia uno dei principali fattori di cambiamento, indipendentemente dall’orientamento teorico.

Potrebbe anche essere utile chiedere direttamente al professionista qualcosa sul suo modo di lavorare, sulla supervisione clinica che svolge e sulle problematiche di cui si occupa maggiormente. Un terapeuta serio non vivrà queste domande come un problema, ma come parte legittima della scelta consapevole del paziente.

Quindi, in sintesi, sì: intraprendere un percorso con uno psicologo specializzando in psicoterapia può assolutamente essere utile e valido. Non è necessariamente una scelta “inferiore” rispetto a quella di uno psicoterapeuta già formato. L’aspetto più importante è che lei possa trovare una persona con cui sentirsi a proprio agio e con cui possa costruire una relazione terapeutica autentica e collaborativa.

Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Dott.ssa Gaia Evangelisti
Psicologo, Psicologo clinico
Genzano di Roma
Salve,
comprendo bene i suoi dubbi, soprattutto perché scegliere il professionista giusto è un passo importante quando si decide di iniziare un percorso psicologico. Uno psicologo “in formazione” in psicoterapia è comunque un professionista laureato e abilitato, che sta approfondendo ulteriormente le proprie competenze attraverso una scuola di specializzazione e supervisioni cliniche.
Questo significa che può assolutamente essere di aiuto. Spesso ciò che fa davvero la differenza non è solo il titolo già concluso, ma la qualità della relazione terapeutica, il sentirsi accolti, compresi e a proprio agio con il professionista scelto.
Potrebbe concedersi un primo colloquio conoscitivo con i professionisti che le hanno trasmesso maggiore fiducia: le sensazioni che proverà durante l’incontro potranno aiutarla molto più delle recensioni a capire se quella persona può essere adatta a lei e al suo percorso.

Un caro saluto.

Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa
Buongiorno, le rispondo da psicoterapeuta in formazione.
Se il professionista è disponibile a incontrarla si presuppone (e si spera) che siano formati e che si sentano pronti nel farlo. Non tutte le sofferenze hanno bisogno di una psicoterapia, a volte un percorso di ascolto e supporto psicologico è più che sufficiente e sicuramente uno Psicologo bravo, a prescindere se già diplomato o meno, glielo può assicurare.
Le consiglio di sentire la sua "pancia".
Se sente una particolare connessione con qualcuno di loro non si faccia spaventare dai suoi dubbi e glieli esponga la prima volta che lo/la vede. Potrebbe essere già un inizio per un buon percorso...
In bocca al lupo.
Anna
Buongiorno, tutto dipende dalla domanda/difficoltà che porterà al professionista. Lo psicoterapeuta in formazione ha sicuramente delle competenze in più rispetto a uno psicologo e può lavorare con una profondità maggiore; lo psicoterapeuta già diplomato ha sicuramente maggiore esperienza teorica e pratica rispetto a quello in formazione.
Ciò che è importante è la relazione che si instaura tra paziente e professionista. Dopo aver visualizzato il profilo e le competenze (in base a quello di cui ha bisogno), Scelga il professionista che la ispira maggiormente e provi a conoscerlo. In questo modo potrà capire se fa al caso suo. Le auguro un buon percorso!
Buongiorno,
Il suo dubbio è estremamente lecito quando si sceglie di iniziare un percorso psicologico e mi porta a ricordare con un sorriso i dubbi che ho attraversato io stessa all'inizio della professione, chiedendomi per quale motivo sarei stata scelta quando "il mare offre tanti pesci, di specie, grandezze e colori differenti e che hanno navigato mari diversi". Arrivata a questo punto del mio percorso posso dirle che uno psicologo- psicoterapeuta in formazione è un professionista già abilitato alla professione di psicologo e iscritto all’Albo, che sta frequentando una scuola di specializzazione in psicoterapia. Questo significa che ha già una preparazione clinica di base, con più o meno esperienza, ma che non è strettamente connessa con il rapporto che si verrebbe a creare con lei. Nella scelta del terapeuta contano molto anche altri aspetti, come sentirsi accolti, a proprio agio e percepire quella fiducia nella relazione terapeutica che si potrebbe creare solo con alcuni professionisti e non con altri: questi sono i fattori che rendono un professionista più o meno adatto a lei. L'incastro tra le sue caratteristiche con quelle del terapeuta e delle sue esigenze con la capacità di accogliere del terapeuta, e ed i primi colloqui servono proprio a questo.
Le auguro di trovare il percorso più adatto a lei, resto a disposizione anche online.
Un saluto,
Dott.ssa Cotronei Ludovica
Dott.ssa Silvana Grilli
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buonasera,
quello che descrive è un dubbio molto comprensibile, soprattutto quando si è alla ricerca di una persona con cui iniziare un percorso così personale e delicato.
Uno psicologo specializzando in psicoterapia è già un professionista abilitato, iscritto all’Ordine degli Psicologi, che sta approfondendo la propria formazione clinica attraverso una scuola di specializzazione quadriennale. Questo significa che può svolgere colloqui psicologici, continuando parallelamente a formarsi e ad essere supervisionato.
A volte si può pensare che un professionista ancora in formazione sia meno preparato, ma da ciò che scrive sembra emergere anche un altro aspetto importante: il fatto che alcuni di quei profili le abbiano trasmesso qualcosa. E questo, nella scelta di un terapeuta, ha spesso un valore molto significativo.
Da una parte è importante affidarsi a una figura competente, dall’altra il percorso terapeutico prende forma soprattutto all’interno della relazione che si costruisce nel tempo, nel sentirsi accolti, ascoltati e a proprio agio.
Spesso professionisti in formazione portano uno sguardo molto attento, motivato e aggiornato proprio perché immersi in un processo continuo di studio, supervisione e confronto clinico.
Il mio suggerimento è di concedersi un primo colloquio e ascoltare come si sente in quella relazione: spesso è proprio lì che iniziano a emergere elementi importanti per capire se quello spazio può fare al caso suo.
Un caro saluto, Dott.ssa Silvana Grilli
Dott. Giulio Blasilli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, il dubbio è comprensibile. Uno psicologo specializzando in psicoterapia può certamente essere utile: è già uno psicologo abilitato e iscritto all’Albo, mentre sta completando una formazione ulteriore per diventare psicoterapeuta. Il punto non è solo “già specializzato” o “in formazione”, ma quanto quel professionista sia adatto alla sua richiesta, lavori con chiarezza e, quando necessario, in supervisione. Le consiglierei di chiedere già nel primo colloquio quale percorso propone, qual è il suo orientamento, quali sono i suoi limiti di intervento e se la sua situazione rientra nelle sue competenze. Se sente fiducia, serietà e accoglienza, può essere un buon inizio; se invece presenta una sofferenza molto intensa o desidera una psicoterapia già strutturata, può valutare anche uno psicoterapeuta specializzato. Un supporto psicologico, online o in presenza, resta comunque un primo passo importante per orientarsi meglio.
Le auguro una buona serata.
È una domanda molto interessante, e sicuramente molte persone se lo chiedono quando iniziano a cercare un professionista.
Secondo me è importante partire da un punto: nella psicologia e nella psicoterapia la formazione non finisce mai davvero, nemmeno dopo aver ottenuto il titolo di psicoterapeuta. Aggiornamento, studio, supervisione e confronto continuo fanno parte del lavoro per tutta la carriera.
Uno psicologo “in specializzazione” o “psicoterapeuta in formazione” è comunque un professionista abilitato, che può lavorare clinicamente e seguire pazienti, mentre continua il proprio percorso di studio. Anzi, spesso le scuole di specializzazione prevedono supervisioni costanti da parte di terapeuti più esperti, che aiutano il professionista a confrontarsi sui casi più complessi. E questo tipo di confronto, in realtà, continua spesso anche dopo la specializzazione.
Per questo motivo, scegliere tra uno psicologo già specializzato e uno ancora in formazione non è necessariamente la scelta decisiva per capire se un percorso potrà esserti utile oppure no. Molto spesso fanno più la differenza altri aspetti: sentirsi accolti, compresi, a proprio agio, percepire fiducia e sentirsi liberi di parlare.
La specializzazione completata diventa particolarmente importante quando si cercano interventi molto specifici o tecniche particolari, ma per iniziare un percorso psicologico ciò che conta davvero è soprattutto la qualità della relazione terapeutica.
Se due professionisti ti hanno trasmesso una buona impressione, potrebbe avere senso concederti almeno un primo colloquio: spesso è proprio l’esperienza diretta che aiuta a capire se quella persona può essere adatta a te.
Dott.ssa Glenda Frassi
Psicologo, Psicologo clinico
Crema
Gentilissima, posso suggerirle di non trascurare il suo istinto e di indirizzarsi verso chi la ispira davvero e la fa sentire rassicurata nel raccontare la sua storia. La scuola di specializzazione è sicuramente un punto importante nella formazione di uno psicologo ma non è l'unica strada, poichè abbiamo l'obbligo di formazione e aggiornamento continuo. Questo per dirle che uno psicologo in formazione potrebbe comunque avere le giuste conoscenze per accoglierla. Inoltre, deontologicamente parlando, uno psicologo ha il dovere di lavorare in "scienza e coscienza" e questo significa che se ritiene di non avere gli strumenti adatti per il suo caso sarà il collega stesso a proporle un invio verso un altro collega. Resto a disposizione. In bocca al lupo e buon percorso.
Dott.ssa Marta Trevisan
Psicologo, Psicoterapeuta
Casalecchio di Reno
Gentile Paziente Anonimo,
capisco il dubbio, ed è una domanda molto sensata.
Provo a darle una risposta equilibrata da “addetta ai lavori”.

Uno psicologo che frequenta una scuola di psicoterapia non è “improvvisato”: è già laureato, abilitato, iscritto all’Ordine e può svolgere colloqui psicologici e percorsi di supporto psicologico. Inoltre, durante la specializzazione, sta già facendo una formazione clinica molto intensa, con supervisione, tirocinio e studio continuo.

Detto questo, c’è una differenza tra un professionista in formazione e uno con anni di esperienza clinica alle spalle. Non riguarda necessariamente la “bravura umana”, ma l’esperienza nel leggere situazioni complesse, gestire alcuni tipi di sofferenza o orientare il percorso terapeutico nel tempo.

Nella pratica, però, non è affatto detto che un professionista giovane o in formazione sia meno efficace. A volte può essere molto preparato, aggiornato, motivato e capace di creare una buona alleanza terapeutica, che è uno degli elementi più importanti perché una terapia funzioni.

Più che fermarsi all’etichetta “specializzando” o “psicoterapeuta”, le suggerirei di osservare alcuni aspetti:

come si sente durante i primi colloqui;
se si sente ascoltata e compresa;
se il professionista le sembra chiaro, rispettoso e competente;
se percepisce un metodo di lavoro serio;
se il tipo di approccio proposto le risuona.
Buonasera, uno psicologo che si definisce “psicoterapeuta in formazione” è un professionista già abilitato alla professione di psicologo, che sta completando la specializzazione in psicoterapia. Questo significa che ha già una formazione clinica di base e, durante la scuola di specializzazione, continua a seguire supervisioni, tirocini e formazione pratica.
Per questo motivo, intraprendere un percorso con uno specializzando può assolutamente essere utile. La qualità di un percorso non dipende solo dagli “anni di titolo”, ma anche dalla capacità di ascolto, dall’alleanza terapeutica e dal sentirsi accolti e compresi.
Il fatto che alcuni profili l’abbiano convinta è già un elemento da considerare.
Naturalmente, in alcune situazioni particolarmente complesse o severe può essere preferibile rivolgersi a professionisti con maggiore esperienza, ma in generale non esiste una regola per cui uno specializzando sia “meno utile”.
Un caro saluto :)
Dott. Giovanni D'Anzieri
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile utente,
sì, intraprendere un percorso con uno psicologo specializzando in psicoterapia può assolutamente essere utile, a patto che il professionista sia regolarmente abilitato come psicologo e lavori entro i limiti della propria competenza e formazione.
Il fatto che una persona sia “psicoterapeuta in formazione” non significa necessariamente che non possa essere d’aiuto. Significa che non ha ancora concluso il percorso di specializzazione, ma può comunque avere competenze cliniche, esperienza e supervisione formativa. Spesso, anzi, gli specializzandi lavorano con grande attenzione, proprio perché sono inseriti in un percorso di aggiornamento, confronto e supervisione.
Detto questo, nella scelta di un percorso psicologico o psicoterapeutico conta moltissimo come lei si sente nella relazione con il/la professionista. La prima seduta conoscitiva può essere molto importante proprio per capire se si sente accolta, compresa, rispettata e libera di esprimersi. Non è necessario avere subito certezze assolute: può provare uno o più colloqui e poi ascoltare la sua risposta interna.
Se dopo il primo incontro sente fiducia, chiarezza e una buona sintonia, può essere un buon segnale per proseguire. Se invece qualcosa non la convince, ha sempre la possibilità di cambiare professionista e orientarsi verso qualcuno che senta più adatto a lei.
Quindi non scarterei a priori uno psicologo specializzando in psicoterapia. Valuti la preparazione, la trasparenza, il modo in cui si presenta e soprattutto come si sente lei durante l’incontro. La qualità della relazione terapeutica è uno degli elementi centrali perché un percorso possa essere davvero utile.
Dott.ssa Beatrice Baroni
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentilissima utente, la sua domanda tocca un aspetto su cui raramente si ragiona con la dovuta attenzione, oltre al fatto che capita sovente che le informazioni su questo tema – ossia della differenza tra psicologo e psicoterapeuta – rischiano di assumere toni manualistici e puramente descrittivi senza però fornire elementi esaustivi rispetto a interrogativi legittimi che un utente coscienzioso, come lei, si fa: “andrà bene per me?”

Fatta questa premessa, mi permetto di darle qualche elemento di cornice per orientarsi.
Il percorso di studi per diventare psicoterapeuta dura complessivamente circa dieci anni. Chi si presenta come “psicologo e psicoterapeuta in formazione” su piattaforme professionali è quasi certamente già al terzo o quarto anno di specializzazione – ovvero nella fase conclusiva – e il più delle volte lavora all'interno di un contesto formativo attivo, con supervisione e aggiornamenti costanti che lo espongono ad apprendere approcci, metodi e tecniche avanzate in linea con le nuove frontiere dei trattamenti psicoterapeutici.

Detto questo, la scelta del professionista è sempre soggettiva e dipende molto da cosa si cerca, il che riprende il motivo che l’ha portata a maturare una richiesta di aiuto, e da come ci si sente all’idea di stare di fronte a quella persona.
Tenga conto che le prime sedute rappresentano una fase delicata ma cruciale che darà modo sia a lei che al professionista di conoscersi e valutare se ci siano le condizioni per proseguire o se orientarsi verso un collega più adatto alle sue esigenze.
Con la speranza di esserle stata d’aiuto, le porgo i miei migliori saluti.
Dott.ssa Beatrice Baroni
Dott.ssa Giovanna Costanzo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno. È molto prezioso che Lei stia dedicando tempo e cura alla scelta della persona che l'accompagnerà nel Suo percorso; questa fase di ricerca non è solo un atto burocratico, ma rappresenta già il primo passo del Suo processo di cura, un modo per iniziare a definire i confini e le aspettative del Suo spazio terapeutico. Il Suo dubbio è legittimo e riflette un desiderio di sicurezza che, in un ambito così delicato come quello della psiche, è fondamentale.

Per inquadrare la questione, è utile comprendere che il percorso per diventare psicoterapeuta in Italia è lungo e rigoroso. Uno "psicologo in formazione" è un professionista che ha già conseguito la laurea magistrale, ha superato l'esame di Stato e ha intrapreso una scuola di specializzazione quadriennale. Quando incontra uno specializzando, si trova di fronte a una persona che possiede già le basi cliniche e che sta affinando gli strumenti tecnici sotto una costante e stretta supervisione. Nella visione di Diego Napolitani, la psicoterapia non è solo l'applicazione di un protocollo, ma un "processo relazionale": l'identità del terapeuta si forma proprio attraverso l'incontro con il paziente e il continuo confronto con i propri maestri e supervisori.

Lavorare con un terapeuta in formazione può offrire dei vantaggi unici. Spesso questi professionisti portano nel setting un entusiasmo, una freschezza e una dedizione allo studio del caso molto spiccati. Proprio perché sono nel pieno del loro apprendimento, tendono a investire molta energia nell'approfondimento teorico e nella riflessione clinica su ogni singola seduta, supportati dall'occhio esperto di un supervisore che monitora il loro operato "dietro le quinte". Questo significa che, in un certo senso, Lei beneficerebbe indirettamente dell'esperienza di due professionisti: il giovane terapeuta e il suo supervisore senior.

Dall'altro lato, un professionista già diplomato da tempo porta con sé una "memoria clinica" più vasta, avendo incontrato una pluralità di storie e di sofferenze che gli permettono di muoversi con maggiore sicurezza intuitiva. Tuttavia, ciò che conta realmente nel modello psicodinamico e gruppoanalitico non è solo il numero di anni di esercizio, ma la qualità della "matrice" che si viene a creare tra Lei e il terapeuta. L'identità terapeutica è un processo in divenire: un terapeuta esperto può talvolta rischiare la rigidità, mentre uno in formazione può talvolta peccare di eccessiva cautela, ma entrambi possono essere profondamente trasformativi se scatta quell'accordo empatico e umano necessario alla cura.

La direzione che Le indico è quella di non farsi guidare esclusivamente dal titolo formale, ma di dare spazio anche alla Sua intuizione. Se quei due profili L'hanno convinta a pelle, potrebbe valere la pena fissare un primo colloquio conoscitivo. La psicoterapia è un "abitare insieme" un tempo e un luogo; durante il primo incontro, potrà valutare se si sente accolta, ascoltata e non giudicata. Sarà la qualità di quella relazione, più che il diploma appeso alla parete, a dirle se quella è la persona giusta per aiutarla a narrare la Sua storia. Non esiti a porre domande sulla loro formazione durante il colloquio: un buon professionista, anche se in formazione, saprà rispondere con trasparenza e umiltà, elementi che sono già di per sé terapeutici.

Cordialità
Dottssa Giovanna Costanzo.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, la sua domanda è molto sensata e riflette un’attenzione importante verso la scelta di un percorso che possa davvero essere utile per lei. È del tutto comprensibile che, quando si decide di iniziare una psicoterapia, si senta il bisogno di fare una selezione accurata del professionista, perché non si tratta di una scelta qualsiasi, ma di un percorso che riguarda aspetti personali e spesso delicati della propria vita. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, un elemento centrale del cambiamento non è soltanto “chi” conduce il percorso, ma anche la qualità della relazione terapeutica e la possibilità di sentirsi compresi, ascoltati e guidati in modo coerente rispetto ai propri obiettivi. Questo significa che la formazione del professionista è certamente importante, ma non è l’unico fattore che determina l’efficacia del percorso. Gli psicologi che stanno completando la specializzazione in psicoterapia, pur essendo ancora in formazione, operano all’interno di un percorso strutturato e supervisionato, in cui acquisiscono competenze cliniche progressivamente sempre più solide. Questo significa che non si tratta di figure “inesperte” nel senso comune del termine, ma di professionisti che stanno completando un iter formativo molto rigoroso, durante il quale lavorano già con pazienti e ricevono supervisione da terapeuti esperti. Dall’altra parte, è altrettanto vero che la sua preoccupazione è legittima: quando si inizia un percorso personale, è naturale desiderare di affidarsi a qualcuno che dia una sensazione di solidità e sicurezza. Tuttavia, spesso la sensazione di “essere nel posto giusto” non dipende esclusivamente dal titolo professionale, ma anche dal modo in cui ci si sente nella relazione, dalla capacità del terapeuta di comprendere ciò che si sta vivendo e dal grado di fiducia che si riesce a costruire già dai primi incontri. In molti casi, anche professionisti in formazione possono offrire percorsi molto attenti, ben strutturati e utili, proprio perché stanno lavorando attivamente sul proprio apprendimento clinico e sono seguiti da supervisori esperti. Allo stesso tempo, naturalmente, esistono anche psicoterapeuti già formati che possono offrire un tipo di esperienza più consolidata. Non esiste una risposta unica valida per tutti, perché molto dipende dalle esigenze personali, dal tipo di difficoltà che si desidera affrontare e dal livello di sicurezza che si cerca in quel momento. Un punto che spesso può aiutare nella decisione è questo: più che cercare “la scelta perfetta prima di iniziare”, può essere utile pensare alla possibilità di fare un primo incontro esplorativo. La terapia non è un impegno irrevocabile dopo il primo contatto, ma un processo che permette anche di capire se ci si sente a proprio agio con quella persona, indipendentemente dal suo livello di formazione. Se la relazione terapeutica funziona, anche un professionista in formazione adeguatamente supervisionato può essere molto utile; se invece non si percepisce sintonia, anche un terapeuta esperto potrebbe non essere la scelta giusta per quella specifica persona. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, un aspetto importante è anche riconoscere quando il processo di scelta rischia di diventare troppo lungo o perfezionistico. A volte, nella ricerca del professionista “più adatto in assoluto”, si rischia di rimandare l’inizio del percorso stesso, mantenendo attiva una condizione di dubbio e incertezza che può ritardare un possibile benessere. In questi casi può essere utile spostare il focus dalla scelta perfetta alla possibilità concreta di iniziare a lavorare su di sé, con la consapevolezza che il percorso potrà sempre essere aggiustato in corso d’opera. Il fatto stesso che lei stia valutando con attenzione e responsabilità questa decisione è già un segnale positivo, perché indica motivazione e desiderio di intraprendere un percorso significativo. Forse il passo successivo potrebbe non essere tanto trovare la risposta teorica definitiva, ma concedersi la possibilità di iniziare e osservare, dall’esperienza diretta, quale professionista le trasmette maggiore fiducia e con chi si sente più libera di affrontare ciò che desidera esplorare. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile, comprendo il suo dubbio, ed è una domanda assolutamente legittima quando si sceglie di iniziare un percorso psicologico. Uno psicologo che sta frequentando una scuola di specializzazione in psicoterapia è già un professionista abilitato, laureato e iscritto all’Albo, che può svolgere colloqui psicologici e percorsi di supporto. La formazione in psicoterapia rappresenta inoltre un percorso aggiuntivo molto approfondito, che include studio, supervisione clinica ed esperienza pratica.

Naturalmente ogni professionista, indipendentemente dagli anni di esperienza, può essere più o meno adatto alle esigenze della singola persona. Per questo motivo, spesso l’aspetto più importante è sentirsi accolti, compresi e a proprio agio nella relazione terapeutica.

Il mio consiglio è di concedersi almeno un primo colloquio: può aiutarla a capire se si sente ascoltata, compresa e se percepisce fiducia nel professionista che ha davanti. L’alleanza terapeutica è uno degli elementi più importanti per l’efficacia del percorso.
Buonasera,
ogni psicoterapeuta è di base anche psicologo. Lo psicologo è comunque un professionista che fa diagnosi, svolge terapia, ecc; indipendentemente dalla volontà o meno di frequentare una scuola di psicoterapia. Lo psicoterapeuta ha una specializzazione in più utile e necessaria per la terapia di determinate condizioni e\o disturbi. Un bravo psicologo laddove dovesse rendersi conto che un suo paziente ha bisogno di un percorso da uno psicoterapeuta o semplicemente da un professionista diverso sarà il primo a segnalarglielo.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve, la sua domanda è molto comprensibile e riguarda un dubbio che molte persone hanno quando iniziano un percorso di psicoterapia.

In Italia, gli “psicologi psicoterapeuti in formazione” sono psicologi laureati e abilitati, che stanno frequentando una scuola di specializzazione quadriennale in psicoterapia. Durante questo percorso svolgono attività clinica con i pazienti, ma sotto supervisione di psicoterapeuti già formati e con esperienza. Questo significa che, pur non avendo ancora il titolo completo di psicoterapeuta, stanno comunque svolgendo un percorso strutturato e controllato.

Dal punto di vista dell’efficacia, una psicoterapia può essere utile sia con professionisti già formati sia con professionisti in formazione. L’aspetto davvero centrale non è solo il titolo, ma la qualità della relazione terapeutica, la preparazione del professionista, il tipo di approccio utilizzato e la supervisione a cui è sottoposto.

Scegliere un terapeuta “in formazione” può anche avere alcuni vantaggi: spesso sono molto aggiornati, seguiti da équipe cliniche e particolarmente attenti al lavoro su di sé e alla supervisione. Allo stesso tempo, è assolutamente legittimo preferire un professionista già psicoterapeuta, soprattutto se si desidera maggiore esperienza clinica consolidata o se il proprio disagio è particolarmente complesso.

Il consiglio più importante è valutare come si sente nella relazione iniziale con il professionista: se si percepisce ascolto, sicurezza e fiducia, questo è spesso un indicatore più rilevante del solo titolo.

In ogni caso, potrebbe essere utile fare anche solo un primo colloquio conoscitivo con uno o più professionisti per capire con chi si sente più a suo agio e quale percorso risponde meglio alle sue esigenze.

Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Sara Sanna
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Su planu
Salvs, la sua domanda è molto sensata. Uno psicologo specializzando in psicoterapia può certamente essere una figura utile, soprattutto se lavora sotto supervisione, come previsto nei percorsi di formazione. Tuttavia, è importante chiarire un punto: uno psicologo non ancora specializzato non è ancora psicoterapeuta a tutti gli effetti, quindi la scelta può dipendere anche dal tipo di difficoltà che desidera affrontare, dalla complessità della situazione e dal tipo di percorso di cui sente il bisogno.
Il mio consiglio è di non basarsi solo sulle recensioni, ma di concedersi eventualmente un primo colloquio conoscitivo: spesso è proprio lì che si può capire se ci si sente accolti, compresi e se il professionista può essere adatto alle proprie esigenze. Può anche chiedere direttamente quale sia il suo approccio, se è supervisionato e che tipo di esperienza ha rispetto alla problematica che porta.
In generale, non è detto che uno specializzando non possa esserle d’aiuto, così come non è detto che un professionista già formato sia automaticamente quello più adatto. La cosa fondamentale è che il percorso sia serio, chiaro, rispettoso dei suoi bisogni e condotto nei limiti delle competenze del professionista.
Lavoro anche online e sono una psicoterapeuta cognitivo comportamentale, quindi qualora avesse difficoltà a trovare un professionista nella sua zona o preferisse una modalità più flessibile, può valutare anche questa possibilità.
Un caro saluto.
Dott.ssa Ilaria Forcina
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Caro/a utente, grazie per questo quesito, che molti si pongono, in realtà, e che può generare molta confusione. La formazione in psicoterapia è una scelta, non un obbligo formativo, per tutti gli psicologi o medici già abilitati all’esercizio della professione. La scelta può essere fatta subito dopo l’abilitazione o anche nel tempo, ed è dettata da esigenze e interessi del professionista. Gli psicologi fanno riferimento, nell’esercizio della professione, a un codice deontologico che mette in evidenza i princìpi, ai quali, chi svolge questo lavoro, deve attenersi, che sono prima di tutto princìpi etici: la responsabilità, il rispetto, l’onestà, l’integrità, la lealtà e la trasparenza. E, non da ultimo, l’obbligo dell’aggiornamento professionale: quindi non è obbligatorio specializzarsi in psicoterapia, ma è obbligatorio continuare a formarsi costantemente. Che vuol dire tutto ciò? Che per essere di aiuto non bisogna per forza aver conseguito il titolo da psicoterapeuta, ma bisogna essere professionisti abilitati, aggiornati e rispettosi; professionisti consapevoli dei limiti e degli strumenti che si hanno a disposizione. La specializzazione è uno strumento che arricchisce e attraverso cui si può scegliere di assolvere all’obbligo di ampliare e aggiornare la propria formazione.
Detto ciò, la relazione tra paziente e professionista, che sia psicologo o psicoterapeuta, è una relazione prima di tutto umana, tra due esseri umani che si incamminano, con ruoli diversi, ma insieme, in un percorso di crescita e scoperta.
In bocca al lupo per la sua scelta.
Un caro saluto
Dott.ssa Ilenia Labranca
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Mestre
Salve,

capisco il dubbio che sta vivendo: scegliere il professionista con cui iniziare un percorso psicologico è una decisione importante ed è normale sentirsi indecisi, soprattutto quando ci si avvicina per la prima volta alla psicoterapia.
Gli psicologi “in formazione” presso una scuola di psicoterapia sono professionisti già abilitati alla professione di psicologo e iscritti all’Albo; stanno approfondendo una specializzazione ulteriore nell’ambito psicoterapeutico. La scelta del professionista, però, non dipende solo dal titolo, ma anche da aspetti come il tipo di difficoltà che desidera affrontare, il modo in cui si sente accolta e compresa durante i primi colloqui e la qualità della relazione terapeutica che si crea.
Spesso può essere utile concedersi uno o più colloqui conoscitivi per capire come si sente con quel professionista e se percepisce uno spazio adatto alle sue esigenze. Anche portare apertamente questi dubbi durante il primo incontro può aiutarla a orientarsi nella scelta con maggiore serenità.

Le auguro di trovare il percorso più adatto a lei.
Restando a disposizione per ulteriori dubbi e/o chiarimenti,
Saluto cordialmente
Dr.ssa Ilenia Labranca
Dott.ssa Roberta Buono
Psicologo, Tecnico sanitario, Neuropsicologo
Boscotrecase
Buongiorno. È molto positivo che tu stia dedicando tempo e attenzione alla scelta del professionista a cui affidarti; informarsi preventivamente è un segno di grande responsabilità verso il proprio benessere.
Il dubbio che esponi riguardo alla figura dello psicologo in formazione psicoterapeutica è legittimo, ma è importante fare una distinzione tecnica che possa rassicurarti nella scelta. Uno "psicologo in formazione" è un dottore che ha già concluso il percorso universitario, ha superato l'Esame di Stato ed è regolarmente iscritto all'Ordine professionale. Questo significa che possiede già le abilitazioni necessarie per fornire supporto psicologico e consulenza.

La specializzazione in psicoterapia è un percorso di approfondimento ulteriore che dura diversi anni. Scegliere un professionista in questa fase non significa affidarsi a qualcuno di impreparato. Ogni psicologo, indipendentemente dagli anni di esperienza, ha il dovere deontologico di valutare se le proprie competenze siano adeguate al caso specifico che ha di fronte.
Qualora un professionista (anche se già specializzato) dovesse rendersi conto che la tua situazione richiede un approccio diverso o una competenza ancora più specifica, sarà sua cura e responsabilità indirizzarti verso il collega o la struttura più idonea. Questo processo di invio è parte integrante di un lavoro serio e professionale e garantisce che tu riceva sempre il miglior supporto possibile.
Dott.ssa Alina Di Giacomo Marotta
Psicologo clinico, Psicologo
Misterbianco
Salve, capisco bene il suo dubbio, ed è assolutamente legittimo porsi queste domande prima di iniziare un percorso così personale.

Essere “psicologo e psicoterapeuta in formazione” non vuol dire non essere preparati o non avere strumenti per aiutare una persona. Lo psicologo è già un professionista abilitato, con una propria formazione e competenze cliniche. La scuola di psicoterapia è un percorso ulteriore che molti scelgono di intraprendere per approfondire ancora di più il proprio lavoro e acquisire strumenti terapeutici aggiuntivi.

Non credo che la scelta possa basarsi esclusivamente sul fatto che un professionista abbia già concluso o meno la specializzazione. È importante considerare anche il tipo di disagio o difficoltà che la persona sta vivendo, perché alcune situazioni possono richiedere percorsi e competenze più specifiche. Allo stesso tempo, però, essere in formazione non significa non essere competenti o non poter offrire un supporto efficace.

Un altro aspetto fondamentale è la relazione terapeutica che si crea. Sentirsi accolti, ascoltati e compresi all’interno di uno spazio professionale è spesso uno degli elementi più importanti affinché un percorso possa funzionare davvero. Per questo motivo, a volte può essere utile fare un primo colloquio e capire anche come ci si sente con quel professionista, al di là della sola dicitura presente sul profilo.
Dott.ssa Rita Terranova
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Gentilissima, il suo dubbio è legittimo e merita attenzione.
Uno psicologo “in formazione in psicoterapia” è certamente un professionista abilitato come psicologo, ma non ha ancora completato il percorso di specializzazione che consente di acquisire il titolo di psicoterapeuta. Questo è un elemento importante da considerare, soprattutto se si desidera intraprendere un percorso psicoterapeutico vero e proprio.
La formazione specialistica in psicoterapia dura diversi anni e serve proprio a sviluppare competenze cliniche approfondite, esperienza sul trattamento delle diverse problematiche e capacità di gestione della relazione terapeutica. Per questo motivo, quando possibile, orientarsi verso uno psicoterapeuta già specializzato può offrire maggiori garanzie in termini di esperienza e percorso formativo completato.
Detto questo, non significa che uno psicologo in formazione non possa essere preparato o utile: alcuni lavorano con serietà e sotto supervisione. Tuttavia, se lei sente il bisogno di affidarsi a una figura già pienamente formata, è importante ascoltare questa sua esigenza e non sentirsi “obbligata” a scegliere diversamente. La fiducia nel professionista è un aspetto fondamentale dell’efficacia del percorso.
Aggiungerei anche un altro aspetto importante: fare affidamento sulle recensioni online, soprattutto in un ambito delicato come la psicoterapia, può essere fuorviante. Le recensioni raccontano esperienze molto soggettive e spesso non permettono di capire davvero la competenza clinica di un professionista né la qualità del lavoro terapeutico. Una persona può trovarsi molto bene con un terapeuta e un’altra sentirlo completamente inadatto alle proprie esigenze.
Per questo motivo, più che le recensioni, conta il colloquio diretto, la chiarezza del professionista, il suo percorso formativo, l’esperienza maturata e soprattutto la sensazione di potersi sentire ascoltati e compresi in uno spazio serio e affidabile. Le consiglierei di seguire il suo intuito nella scelta e fare almeno 2 colloqui in modo da valutare se sente una sintonia con il\la terapeuta e se trova convincente il tipo di psicoterapia che le verrà proposto. Un caro saluto. P.S. Le indicazioni fornite hanno carattere generale e si basano esclusivamente sulle informazioni contenute nella domanda. Non sostituiscono una valutazione psicologica approfondita svolta nell’ambito di un colloquio diretto con uno specialista.

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