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Esperienze

Benvenuto e benvenuta nel mio spazio di ascolto e cura. Immagino che se si trova qui, in questo momento, stia attraversando un periodo di profonda fatica, smarrimento o sofferenza, una crisi esistenziale o un momento di forte stress, sia all'interno delle sue relazioni sia nel rapporto con se stesso. Riconoscere di vivere un disagio, di abitare un senso di solitudine e desiderare un cambiamento è già il primo, fondamentale passo verso il proprio benessere.

​Nel mio percorso professionale, lungo ormai trent'anni, ho imparato che ogni sintomo e ogni sofferenza non sono mai elementi isolati, ma nodi di una storia relazionale e personale che chiede di essere ascoltata con delicatezza e senza giudizio. Nel mio studio mi occupo di psicoterapia individuale e di coppia, strutturando un supporto specialistico per affrontare i disturbi d'ansia, l'angoscia, gli attacchi di panico e la depressione, ma anche le ferite profonde legate all'autolesionismo, all'elaborazione del lutto e a vissuti traumatici legati alla violenza di genere. Accolgo con cura le situazioni di conflittualità nella coppia, le difficoltà di comunicazione e i dolorosi momenti di separazione, i disturbi del comportamento sessuale, così come il dolore legato alle dipendenze, che si tratti di dipendenza affettiva, da sostanze o da gioco d'azzardo. Dedico inoltre una particolare attenzione al benessere professionale, aiutando a elaborare le dinamiche conflittuali nel lavoro, i vissuti di sofferenza legati al mobbing e le situazioni di forte stress o insoddisfazione occupazionale. Insieme, esploreremo la sua storia e le sue relazioni per ritrovare un senso di autenticità e serenità nella vita di tutti i giorni.

​La invito a fare un primo passo verso questo cammino senza alcun impegno: ho scelto di mettere a disposizione la possibilità di svolgere un primo colloquio conoscitivo gratuito, un momento protetto e sereno in cui potremo dare voce al suo dolore e capire, insieme, come posso accompagnarla.

Dott.ssa Giovanna Costanzo.

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  • Psicologo
  • Psicologia clinica
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17 recensioni

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  • Attenzione durante la visita
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  • G

    Consiglio vivamente la Dottoressa per il supporto umano e professionale che mi ha dato in un momento molto difficile della mia vita. Dopo la fine di una relazione amorosa ero molto giù, senza energie e con tanta confusione dentro. Grazie al suo ascolto, alla sua sensibilità e al percorso fatto insieme, sono riuscito poco alla volta a ritrovare serenità, fiducia in me stesso e forza per rialzarmi.
    Mi sono sentito accolto, mai giudicato e sempre compreso. È una professionista empatica, preparata e capace di mettere a proprio agio fin dal primo incontro. La consiglio sinceramente a chi sta attraversando un periodo delicato e sente il bisogno di un aiuto concreto per stare meglio.

     • Studio Marconi - Psicologia e Riabilitazione psicoterapia  • 

    Dott.ssa Giovanna Costanzo

    La ringrazio infinitamente


  • S

    È stata un' esperienza irripetibile l' incontro con la Dottoressa Costanzo: attenta, professionale, accogliente, soprattutto umana! Mi sono sentita profondamente vista, ascoltata, contenuta.
    Da quando ho iniziato il percorso con la Dottoressa la mia ansia è diminuita e mi sta aiutando a credere maggiormente nelle mie risorse. Consigliata sicuramente!!!

     • Studio Marconi - Psicologia e Riabilitazione psicoterapia  • 

    Dott.ssa Giovanna Costanzo

    Sono felice della sua gratitudine e riconoscenza .Grazie


  • N

    Arrivavo dalla Dottoressa Giovanna Costanzo dopo un periodo emotivamente devastante con gli attacchi di panico che stavano prendendo il sopravvento sulla mia vita. Lei mi ha aiutata passo dopo passo a rimettermi in piedi, facendomi sentire capita e supportata davvero. Non potrò mai ringraziarla abbastanza per la delicatezza, la professionalità e l’umanità con cui mi ha seguita.

     • Studio Psicoterapico psicoterapia individuale  • 

    Dott.ssa Giovanna Costanzo

    La ringrazio molto delle sue parole!


  • I

    Mi sono rivolta alla Dottoressa Giovanna Costanzo in un periodo molto difficile della mia vita, soffrivo di ansia da performance, dormivo male, vivevo forti situazioni di stress e anche i rapporti sul lavoro erano diventati pesanti, al punto da litigare spesso con chi mi stava intorno. Grazie al suo supporto ho imparato a gestire meglio l’ansia, a comprendere le cause del mio malessere e ad affrontare le situazioni con più serenità ed equilibrio. Mi sono sentita ascoltata, accolta e mai giudicata. La consiglio sinceramente a chiunque stia attraversando un momento complicato e senta il bisogno di un aiuto professionale ma anche umano.

     • Studio Marconi - Psicologia e Riabilitazione psicoterapia  • 

    Dott.ssa Giovanna Costanzo

    Grazie per le sue parole


  • N

    Un'ottima esperienza. La Dottoressa unisce una grande professionalità a un approccio pratico ed efficace. Mi ha fornito strumenti concreti per gestire le mie difficoltà quotidiane e analizzare i miei blocchi. Puntuale, disponibile e molto preparata. La straconsiglio a chiunque voglia fare un lavoro concreto su se stesso.

     • Studio Marconi - Psicologia e Riabilitazione psicoterapia individuale  • 

    Dott.ssa Giovanna Costanzo

    Lei è troppo gentile grazie


  • E

    "Consiglio vivamente la Dottoressa Costanzo.È una professionista estremamente competente, empatica e attenta. Sin dal primo incontro è riuscita a creare un ambiente piacevole e “asettico”, nel quale mi sono sentito totalmente a mio agio. Una guida preziosa.

     • Studio Psicoterapico colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Giovanna Costanzo

    La ringrazio tantissimo


  • G

    Profonda competenza clinica. La dottoressa trasmette una naturale e rassicurante sensazione di cura, mettendo immediatamente a proprio agio e guidando con grande delicatezza.

     • Altro Altro  • 

    Dott.ssa Giovanna Costanzo

    Grazie per la delicatezza della sua recensione


  • J

    Dottoressa che piacere leggere il suo nome. Le sono ancora tanto grata. È passato qualche anno da quando sono stata sua paziente. Ero fragilissima. Ricordo ancora il primo incontro con lei. Mi sentivo trasparente. Con lei piano piano ho acquistato corpo, consistenza. Oggi provo tenerezza per quella mia parte così fragile ma sono, grazie al nostro lavoro insieme, molto fiera di come mi sento oggi. Ho un corpo, mi vedono, esisto, soffro, sono felice... Sono... Ancora grazie


     • Studio Psicoterapico psicoterapia individuale  • 

    Dott.ssa Giovanna Costanzo

    Grazie mille il lavoro con lei è stato molto arricchendo anche per me


  • A

    La dottoressa Costanzo è una professionista seria e molto competente. Attenta al paziente in modo molto sentito, sempre cortese e disponibile, è una risorsa preziosa per chi voglia intraprendere un percorso di crescita personale e di ricerca di se'. Con lei ho affrontato nodi complessi della mia storia personale trovando sempre supporto e sguardo di cura oltre che l'expertise tecnica per dipanare le matasse più delicate. La consiglio assolutamente.

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    Dott.ssa Giovanna Costanzo

    La ringrazio infinitamente


  • R

    Sono entrata nel suo studio nel momento in cui, non sapevo se separarmi o meno dopo 25 anni di matrimonio e più tradimenti, ero depressa, avevo il terrore di rimanere da sola e senza soldi, mi sentivo paralizzata a tal punto da avere forti dolori alle gambe. Ero piena di rabbia, me la prendevo pure con la dottoressa che con pazienza e competenza mi ha fatto comprendere che la rabbia che mi inchiodava e non mi faceva più muovere era antica e soprattutto mi ha fatto sentire che io nel mio matrimonio avevo smesso di esistere pur di rimanere lì, anzi la depressione mi ha tenuta legata per anni ad un uomo che non amavo da anni e per il quale ero diventata un soprammobile. È stata dura separarmi ero come assuefatta a quel malessere e non ci volevo rinunciare! La Dottssa Costanzo ha accolto ogni mia parte, restituendomi le mie "gambe" per camminare da sola.

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    Dott.ssa Giovanna Costanzo

    Grazie, ho sempre pensato che ogni paziente incontrato sia stato e sarà sempre una opportunità di crescita anche per me.
    Un caro saluto


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 310 domande da parte di pazienti di MioDottore

Come dire a mia mamma di voler predere la pillola? Ho 23 anni e mi sto frequentando con una ragazzo da un mesetto. Abbiamo già fatto tutti i preliminari e vorrei spingermi oltre, ma ho il costante terrore di gravidanze indesiderate. Vorrei dire a mia mamma (con cui ho molta confidenza, tranne per queste cose) di voler prendere la pillola ma non so come introdurre l’argomento, essendo l'intimità un argomento tabù in famiglia. L'ultima volta in cui gliel'ho detto mi ha fatto un pò di storie (esempio dicendomi che non ero ancora fidanzata con questo ragazzo, chiedendo se avesse intenzioni serie e chiedendomi cosa dobbiamo fare ecc...). Non mi sento a mio agio a parlare di queste cose con lei, specialmente rapporti sessuali. So anche che potrei affidarmi ad un consultorio, ma se per qualche motivo venisse a sapere che prendo la pillola ? penso sia meglio avvisarla subito. Non so se fidarmi solo del preservativo la prima volta. Come posso avvisarla della mia scelta cercando di limitare l’imbarazzo (suo e di conseguenza anche mio)?

Buongiorno
La ringrazio per la fiducia nel condividere questo passaggio così delicato della Sua vita. Sento nelle Sue parole il desiderio profondo di vivere la Sua intimità con consapevolezza e sicurezza, ma anche il peso di un'eredità familiare che rende difficile dare voce ai propri bisogni quando questi toccano la sfera del corpo e del piacere. Validare il Suo vissuto significa dirLe che è perfettamente legittimo, a 23 anni, voler abitare la propria sessualità senza l'ombra del terrore; è un segno di maturità, non qualcosa di cui vergognarsi.
L'identità è un processo relazionale che si costruisce nel passaggio tra la matrice familiare (dove il sesso è tabù e la protezione materna può farsi controllo) e la propria identità fondante (i Suoi desideri e la Sua autonomia di donna). Il disagio che prova nasce proprio da questo "attrito": Lei sta cercando di nascere come soggetto adulto e sessuato, ma sente ancora il bisogno del riconoscimento di Sua madre, temendo al contempo il suo giudizio.
Spostare il focus: dalla "sessualità" alla "salute"
Se l'intimità è un tabù, cercare di parlarne in termini di "voglio fare l'amore con questo ragazzo" rischia di attivare in Sua madre le difese che ha già mostrato (le domande sulle intenzioni serie, sulla durata della frequentazione). Per limitare l'imbarazzo di entrambe, la via più efficace è quella di "medicalizzare" l'argomento, portandolo sul piano della cura di sé e della prevenzione.
Sua madre probabilmente vede la pillola solo come il "lasciapassare per il sesso", mentre per Lei è uno strumento di tranquillità. Ecco una direzione narrativa che potrebbe aiutarLa a introdurre il discorso:
L'approccio della responsabilità: Potrebbe dirle che, crescendo, sente il bisogno di occuparsi della Sua salute ginecologica in modo più completo. "Mamma, ho deciso di andare a fare una visita ginecologica di controllo e vorrei iniziare a prendere la pillola. Penso sia la scelta più responsabile per la mia salute e per vivere con serenità questa fase della mia vita".
Gestire le obiezioni: Se lei dovesse riproporre il tema del "non siete ancora fidanzati", Lei può rispondere con dolcezza ma fermezza: "Capisco che tu sia protettiva, ma la scelta della contraccezione riguarda me e il mio senso di sicurezza. Vorrei che tu lo sapessi perché mi fido di te, ma è una decisione che ho già preso per il mio benessere".
Lei teme che Sua madre lo venga a sapere se si rivolge a un consultorio. È importante rassicurarLa su un punto: come adulta di 23 anni, il Suo percorso sanitario è coperto dal segreto professionale. Nessuno informerà Sua madre. Tuttavia, capisco il Suo desiderio di non avere segreti "pesanti" in casa. Informarla subito è un atto di onestà, ma ricordi che informare non significa chiedere il permesso. Lei sta comunicando una scelta, non sottoponendo un dubbio a un giudizio.
Il preservativo e la pillola: una doppia sicurezza
Per quanto riguarda il Suo timore sul preservativo, la Sua cautela è preziosa. Il preservativo protegge dalle infezioni sessualmente trasmissibili, cosa che la pillola non fa. Molte ragazze scelgono il "doppio metodo" proprio per avere una sicurezza totale sia sul piano delle gravidanze che su quello della salute.
La pillola agisce inibendo l'ovulazione, rendendo di fatto impossibile il concepimento. Capire come funziona può aiutare anche Sua madre a vederla come un presidio medico e non solo come un simbolo di ribellione.
Il disagio di Sua madre appartiene a lei, alla sua storia e alla sua educazione; Lei non può risolverlo per lei. Può però decidere di non farlo diventare il Suo disagio. Quando ne parlerà, cerchi di mantenere un tono adulto, calmo e non difensivo. Se Lei si pone come una donna che sa cosa vuole, Sua madre sarà portata, seppur con fatica, a riconoscerLe questo nuovo spazio.
Non sta facendo nulla di sbagliato; sta solo imparando a prendersi cura della Sua libertà.

Cordialità
Dottssa Giovanna Costanzo.

Dott.ssa Giovanna Costanzo

Cosa deve fare un genitore di due figli uno di 11 e uno di 7 che si accorge del fatto che si stanno esplorando fisicamente ? Non voglio che ricolleghino a questo evento qualcosa di negativo, parlarne? O non parlarne?

Buongiorno. La ringrazio per la delicatezza con cui pone questa domanda. Si sente chiaramente la Sua preoccupazione di agire con cura, bilanciando la necessità di proteggere i Suoi figli con il desiderio profondo di non marchiare la loro sessualità nascente con il sigillo della vergogna o del peccato. Validare il Suo vissuto significa riconoscere che il senso di allarme che prova è naturale, ma che la Sua intenzione di non rendere questo evento "negativo" è il miglior punto di partenza possibile per la loro crescita.
L'identità è un processo relazionale che si costruisce proprio attraverso il corpo e il riconoscimento dell'altro. I bambini, specialmente in queste fasce d'età, utilizzano il corpo come uno strumento di conoscenza. Tuttavia, a 11 e 7 anni, i Suoi figli si trovano in fasi evolutive diverse: il più grande sta entrando nella pre-adolescenza, un periodo di grandi mutazioni ormonali e curiosità nuove, mentre il più piccolo vive ancora in una dimensione più ludica e imitativa.
Parlarne o non parlarne?
La risposta è: parlarne, ma non come se si trattasse di un "processo" o di una punizione. Il silenzio rischierebbe di lasciare l'evento sospeso in un'area d'ombra, dove il bambino può sviluppare fantasie di colpa o segretezza. Parlarne significa dare un nome alle cose e stabilire una "cornice" di sicurezza.
Ecco una direzione che mi sento di indicarLe, basata su uno stile narrativo ed empatico:
1. Il momento e il tono
Non intervenga con urgenza o concitazione. Cerchi un momento di calma, magari separatamente con ognuno di loro, adattando il linguaggio alla loro età. Il Suo obiettivo non è "scoprire il colpevole", ma agire come una guida che spiega le regole del gioco sociale e del rispetto di sé.
2. Cosa dire al figlio di 11 anni
Con lui il discorso deve vertere sulla responsabilità e sul cambiamento del corpo. Può dirgli che è normale provare curiosità verso il proprio corpo e quello degli altri, ma che a questa età è importante capire il concetto di intimità privata. Spieghi che il corpo è un luogo sacro e che l'esplorazione fisica è qualcosa che appartiene a una sfera più adulta e consapevole, sottolineando che, essendo lui il più grande, ha il compito di proteggere la sensibilità del fratello minore.
3. Cosa dire al figlio di 7 anni
Con il più piccolo, il messaggio deve essere più semplice e rassicurante. Può spiegargli che il corpo ha delle "parti private" che sono solo nostre e che non si mostrano o si toccano insieme agli altri, nemmeno per gioco. L'idea deve essere quella di proteggere il proprio "tesoro" personale, senza fargli sentire di aver fatto qualcosa di "sporco".
4. Stabilire i confini (Setting familiare)
Come genitore, Lei deve ripristinare i confini del setting domestico. Ricordi loro che ci sono giochi che si possono fare insieme e altri che riguardano l'intimità di ciascuno. Se l'evento è avvenuto in un momento di noia o solitudine, provi a riflettere su come vengono occupati i loro spazi di condivisione.
Invece di dire "Non si fa", provi a dire "Questo è un gesto che richiede una maturità che ancora stiamo costruendo". In questo modo, l'evento non diventa una "macchia" indelebile, ma un'occasione educativa per parlare di consenso, rispetto dell'altro e valore della propria privacy.
Il Suo compito è quello di restare uno specchio accogliente: se i Suoi figli sentiranno che possono parlare con Lei senza essere giudicati, avranno sempre un porto sicuro dove tornare quando le tempeste della crescita si faranno più forti. Non si spaventi di questo episodio; lo consideri un segnale che i Suoi figli stanno crescendo e che hanno bisogno di Lei per imparare a leggere l'alfabeto delle emozioni e del corpo.

Cordialità
Dottssa Giovanna Costanzo.

Dott.ssa Giovanna Costanzo
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