Salve sono la nonna paterna di una bimba di 30 mesi che da sempre mi adora e profondamente amo!, al

26 risposte
Salve sono la nonna paterna di una bimba di 30 mesi che da sempre mi adora e profondamente amo!, al punto che quando insieme preferisce un rapporto esclusivo con me preferendomi in quei momenti ai genitori e questo provoca gelosie da perte di mio figlio , la cosa mi mette profondamente a disagio poiché’ mi fa sentire di troppo ! Questo di contro non avviene con la nonna materna con la quale è costretta a stare dopo l’asilo nido . Ultimamente a scuola presenta un po’ di aggressività’ , potrebbe esserci correlazione con il tipo di rapporti con i nonni , premesso che ha ottimi rapporti genitoriali ed e’ figlia unica come mio figlio d’altronde.
Dott.ssa Nunzia D'Anna
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Difficile dirlo senza avere il quadro completo e così pochi elementi... provi a parlarne con i genitori e magari ragionateci insieme.

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Dott.ssa Veronica Savio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Medolla
Gentile utente,
nelle sue parole si sente un amore profondo per sua nipote, un legame caldo e spontaneo che nasce dalla vicinanza e dal piacere di stare insieme. È naturale che una bambina così piccola possa, in alcuni momenti, cercare una relazione esclusiva con una figura che sente particolarmente accogliente e disponibile.
La preferenza temporanea per un nonno o una nonna non è, di per sé, qualcosa di preoccupante, né indica uno squilibrio nei legami familiari. Allo stesso modo, l’aggressività che descrive a scuola difficilmente può essere collegata direttamente al rapporto con i nonni: a questa età piccoli comportamenti oppositivi o aggressivi possono comparire come modalità ancora immature di esprimere emozioni intense o frustrazione.
Il disagio che lei prova, soprattutto rispetto alle reazioni di suo figlio, merita però ascolto. A volte, dietro le gelosie o le tensioni tra adulti, si nasconde la fatica di trovare un equilibrio tra ruoli diversi: quello di genitore e quello di nonno. Non si tratta di essere “di troppo”, ma di trovare uno spazio che sia riconosciuto e sereno per tutti.
Se queste dinamiche dovessero continuare a generare tensione o preoccupazione, potrebbe essere utile un confronto con uno psicologo dell’età evolutiva o un breve percorso di consulenza familiare, per dare voce ai vissuti degli adulti e proteggere la serenità della bambina.
I legami tra nonni e nipoti sono spesso piccoli rifugi affettivi: quando restano chiari nei confini e leggeri nelle aspettative, diventano una grande risorsa per tutta la famiglia.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Dott.ssa Rosa Russiello
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Arzano
Gentile utente,
Si sente quanto amore c’è nel rapporto con sua nipote, e anche quanto la ferisca sentirsi a volte “di troppo”. A 30 mesi preferire a tratti una figura, essere possessivi o mostrare qualche comportamento aggressivo può rientrare in passaggi normali della crescita, quindi non leggerei subito un legame diretto con i rapporti con i nonni.
Forse più che preoccuparsi di questo, può essere utile guardare a cosa questa situazione muove in lei. Per esempio chiedersi come vivere questo legame così bello con sua nipote senza sentirsi in colpa per la gelosia di suo figlio. Questo può essere un piccolo lavoro interiore importante.
Il punto forse non è ridurre la vicinanza con la bambina, ma stare dentro questo affetto con più serenità, senza viverlo come una competizione tra adulti. I bambini sentono molto il clima emotivo intorno a loro, e la cosa più preziosa è che questo amore possa essere vissuto con tranquillità.
Resto a disposizione
Dott.ssa Francesca Musoni
Psicologo, Psicologo clinico
Mantova
Salve signora, le informazioni fornite sul contesto non permettono di formulare ipotesi. I bambini possono avere difficoltà nella gestione della rabbia quando hanno bisogno di "nascondere" altre emozioni critiche, che possono essere di vario genere. Sarebbe necessario indagare con i genitori le dinamiche familiari per poter comprendere davvero cosa succede a sua nipote. Sperando di esserle stata d'aiuto le auguro una buona serata.
Dott.ssa Valentina Mestici
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Caro utente, capisco il suo disagio, è una situazione delicata perché da un lato c’è un legame affettivo molto bello con sua nipote, dall’altro il timore di “invadere” uno spazio che i genitori sentono come loro: a questa età è abbastanza normale che i bambini mostrino preferenze momentanee per una figura di riferimento, soprattutto se con quella persona vivono momenti di gioco o di esclusività che li fanno sentire speciali, ma questo non mette in discussione il legame con i genitori; la reazione di suo figlio può nascere più da insicurezze o dalla paura di essere “sostituito” che da ciò che realmente accade. L’aggressività a scuola a 30 mesi è un comportamento piuttosto frequente e spesso legato alla difficoltà di gestire emozioni intense o alla fase di sviluppo, più che a una dinamica con i nonni, anche se un clima di tensione percepito in famiglia può influire. Può essere utile mantenere il suo ruolo affettuoso ma non esclusivo, valorizzando la presenza dei genitori (ad esempio coinvolgendoli quando la bambina la cerca) e magari aprire un dialogo sereno con suo figlio per rassicurarlo sul fatto che lei non vuole sostituirsi a lui ma essere una risorsa. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti o domande, un caro saluto Dott.ssa Valentina Mestici
Buonasera, grazie per aver condiviso questa situazione.

A 30 mesi è abbastanza comune che i bambini mostrino preferenze momentanee per una figura affettiva: non indica un “legame esclusivo” stabile, ma piuttosto una fase in cui cercano chi in quel momento dà loro maggiore sicurezza o sintonia. Questo può cambiare nel tempo e non toglie nulla al rapporto con i genitori.

È comprensibile però che la reazione di suo figlio la metta a disagio. In questi casi può essere utile mantenere un atteggiamento accogliente ma anche favorire il ricongiungimento con i genitori, evitando (anche involontariamente) dinamiche di esclusività.

Per quanto riguarda l’aggressività al nido, a questa età può comparire come modalità ancora immatura di esprimere emozioni (frustrazione, stanchezza, cambiamenti). Non è detto che sia collegata al rapporto con i nonni; spesso è legata alla fase evolutiva e al contesto scolastico.

Se il comportamento dovesse persistere o intensificarsi, può essere utile un confronto con le educatrici e, se necessario, con un professionista dell’età evolutiva.

Un caro saluto.
Dottoressa Isabeau Bentivoglio
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, dalle sue parole emerge un legame molto affettuoso e significativo con sua nipote, ed è comprensibile che una relazione così intensa possa portare con sé anche qualche dubbio e un certo disagio quando si intreccia con le dinamiche familiari più ampie. Il fatto che la bambina cerchi momenti esclusivi con lei non è di per sé qualcosa di anomalo, soprattutto a questa età, in cui i bambini tendono a costruire legami forti e selettivi con le figure che percepiscono come particolarmente rassicuranti. Da un punto di vista cognitivo comportamentale, può essere utile osservare come il comportamento della bambina sia guidato da bisogni semplici e immediati, come la ricerca di sicurezza, di attenzione e di connessione emotiva. Quando trova in una persona una risposta molto intensa a questi bisogni, è naturale che tenda a privilegiare quel legame in alcuni momenti. Questo non significa che stia rifiutando i genitori o che ci sia qualcosa di sbilanciato in senso negativo, ma piuttosto che sta esprimendo una preferenza situazionale. Allo stesso tempo, è importante considerare anche il vissuto degli adulti coinvolti. Il disagio che lei sente, così come la possibile gelosia di suo figlio, fanno parte di un sistema relazionale in cui ognuno interpreta i comportamenti della bambina attraverso le proprie emozioni e aspettative. A volte può accadere che un comportamento del bambino venga letto come una presa di posizione o come una preferenza “contro” qualcuno, mentre per il bambino è semplicemente una modalità spontanea di cercare vicinanza. Per quanto riguarda l’aggressività che riferisce a scuola, è comprensibile chiedersi se ci sia una connessione con le dinamiche familiari. Tuttavia, a questa età piccoli comportamenti aggressivi possono comparire anche come modalità di espressione di emozioni che il bambino non riesce ancora a regolare o comunicare in modo diverso. Non necessariamente indicano un problema strutturato o una relazione diretta con il rapporto con i nonni, ma possono essere influenzati da diversi fattori, tra cui i cambiamenti, le richieste ambientali e la fase di sviluppo. Può essere utile, più che cercare una causa unica, osservare se ci sono momenti o contesti in cui questi comportamenti emergono con maggiore frequenza, e come gli adulti rispondono a tali situazioni. Anche le reazioni degli adulti, infatti, contribuiscono a modellare nel tempo le modalità con cui il bambino impara a gestire le proprie emozioni. Nel suo caso, un aspetto delicato sembra essere proprio la posizione che sente di occupare all’interno della famiglia. Il sentirsi “di troppo” può essere molto faticoso, soprattutto quando nasce da un legame affettivo sincero. In queste situazioni può essere utile trovare un equilibrio che permetta di mantenere la relazione con sua nipote, ma allo stesso tempo di rispettare e sostenere il ruolo genitoriale, magari favorendo momenti condivisi piuttosto che esclusivi, così da ridurre il rischio che si creino tensioni o interpretazioni dolorose. Un percorso di confronto psicologico, anche breve, può aiutare a leggere meglio queste dinamiche e a trovare modalità più serene di stare nella relazione, sia con la bambina sia con suo figlio, senza dover rinunciare all’affetto ma integrandolo in un equilibrio familiare più armonico. In un approccio cognitivo comportamentale si lavora proprio su questi aspetti, aiutando a comprendere come pensieri, emozioni e comportamenti si influenzano reciprocamente all’interno delle relazioni. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dr. Vittorio Penzo
Psicologo, Psicologo clinico
Parma
Grazie per la sua domanda. L'attaccamento preferenziale che la bambina manifesta nei suoi confronti è un fenomeno comprensibile e, in sé, non preoccupante: i bambini piccoli spesso eleggono figure di riferimento privilegiate, alternandole nel tempo in base alle esperienze quotidiane.

In ottica cognitivo-comportamentale, è utile osservare che la gelosia del figlio nasce probabilmente da pensieri automatici del tipo "la bambina mi preferisce meno", interpretati come segnale di perdita di ruolo. Condividere questa lettura con lui, in modo sereno, può aiutarlo a ridimensionare quell'emozione.

Riguardo all'aggressività a scuola, potrebbe essere legata alla fatica delle transizioni quotidiane, asilo e poi contesti familiari diversi, più che al tipo di rapporto con i nonni. A 30 mesi i cambiamenti di ambiente sono emotivamente impegnativi.

Le suggerirei di non limitare il legame con la nipote, pur incoraggiando momenti di terzietà con entrambi i genitori, e di suggerire ai genitori di consultare uno psicologo infantile per un'osservazione più mirata.

Un caro saluto,
Dr. Vittorio Penzo
Dott.ssa Sara Sanna
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Su planu
Buongiorno,da quello che descrive si percepisce chiaramente quanto sia forte e affettuoso il legame che ha costruito con sua nipote. Questo è un elemento prezioso nella crescita di una bambina così piccola, e non rappresenta di per sé qualcosa di problematico.
A 30 mesi è del tutto normale che i bambini attraversino fasi in cui mostrano preferenze molto marcate per una figura significativa. Non si tratta di un rifiuto dei genitori, ma piuttosto di un bisogno di sicurezza e di relazione esclusiva che, in alcuni momenti, viene soddisfatto più facilmente con una persona specifica. Il fatto che sua nipote la cerchi così intensamente parla della qualità della relazione che avete costruito.
Comprendo però il disagio che prova quando questo genera tensioni con suo figlio. In queste situazioni è importante tenere presente che, per i genitori, può essere emotivamente delicato percepire di “passare in secondo piano”, anche se temporaneamente. Questo non significa che lei stia facendo qualcosa di sbagliato, ma che si è creata una dinamica relazionale che merita di essere gestita con equilibrio.
Può essere utile, quando siete insieme, favorire momenti di condivisione anche con i genitori, evitando (per quanto possibile) l’esclusività. Ad esempio, coinvolgerli attivamente nel gioco o nella cura, in modo che la bambina possa vivere la relazione come complementare e non competitiva.
Per quanto riguarda i comportamenti aggressivi al nido, a questa età possono comparire abbastanza frequentemente e sono spesso legati a difficoltà nella regolazione emotiva, alla stanchezza o ai cambiamenti nei contesti quotidiani. Non è possibile stabilire una correlazione diretta con il rapporto con i nonni, soprattutto se, come dice, il contesto familiare è sereno. Tuttavia, le dinamiche relazionali multiple (nonni, genitori, nido) possono contribuire a un carico emotivo che la bambina sta ancora imparando a gestire.
In sintesi, non emerge qualcosa di allarmante, ma piuttosto una situazione evolutiva delicata, in cui può fare la differenza: mantenere un atteggiamento accogliente ma non esclusivo; sostenere il ruolo genitoriale davanti alla bambina e, se possibile, condividere con suo figlio le sue intenzioni, rassicurandolo sul fatto che non desidera sostituirsi a lui. Se i comportamenti aggressivi dovessero aumentare o diventare più strutturati, potrebbe essere utile confrontarsi con le educatrici o valutare un breve colloquio con un professionista dell’età evolutiva.
Resto a disposizione se desidera approfondire o strutturare meglio alcune strategie concrete.
Cordiali saluti
Salve buongiorno,
la ringrazio per la sua condivisione. Sono Sasha e sono una psicologa. Possono accadere dinamiche del genere, i nonni sono oggetto di desiderio per i nipoti...questa non è una necessariamente una fatto atipico. Credo che l'aggressività intesa a livello comportamentale o non non possa essere correlata ad un solo fattore. può essere un modo di comunicare, di reagire ad eventuali stimoli, un agito per imitazione da altre persone, ecc...
Posso immaginare il suo disagio; il mio consiglio è di provare a intrattenere un dialogo sincero con suo figlio e spiegarle come si sente riguardo a questa situazione; ascoltare e comprendere il punti di vista di suo figlio, per avere una visione d'insieme di cio che accade tra di voi.
Grazie ancora, a disposizione
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve,
quello che descrive è più frequente di quanto si pensi e, nella maggior parte dei casi, rientra nelle normali dinamiche di sviluppo affettivo di una bambina di 30 mesi.
A questa età i bambini iniziano a costruire legami selettivi e possono vivere delle “preferenze” temporanee per una figura di riferimento, senza che questo tolga valore al legame con i genitori. Il fatto che sua nipote cerchi momenti esclusivi con lei può indicare che con lei sperimenta un tipo di relazione percepita come particolarmente accogliente, rassicurante o semplicemente diversa da quella con mamma e papà. Non è raro che queste preferenze si alternino nel tempo.
La gelosia da parte di suo figlio è comprensibile: può emergere quando un genitore percepisce, anche inconsciamente, di essere “messo da parte”. Tuttavia, è importante ricordare che il legame genitore-figlio è solido e strutturante, e non viene realmente messo in discussione da queste dinamiche. Può essere utile, se possibile, mantenere una comunicazione serena con lui, evitando di porsi in competizione e valorizzando il ruolo di ciascuno.
Per quanto riguarda la differenza con la nonna materna, il fatto che la bambina stia con lei in modo più “obbligato” (dopo il nido) può incidere: i bambini tendono a vivere diversamente le relazioni scelte rispetto a quelle percepite come meno spontanee.
Rispetto all’aggressività al nido, a 2-3 anni è un comportamento piuttosto comune: i bambini stanno ancora sviluppando il linguaggio e le capacità di regolazione emotiva, e possono esprimere frustrazione o fatica attraverso comportamenti fisici. Non è possibile stabilire un collegamento diretto con il rapporto con i nonni; più spesso questi comportamenti sono legati a una fase evolutiva, a cambiamenti, stanchezza o difficoltà nel gestire le emozioni.
In generale, ciò che può aiutare è:


mantenere ruoli chiari tra adulti, senza creare alleanze o competizioni


favorire la continuità educativa tra casa e nido


accogliere le emozioni della bambina, aiutandola gradualmente a nominarle e regolarle


Se però l’aggressività dovesse aumentare o diventare persistente, oppure se le dinamiche familiari continuassero a generare disagio, può essere utile un confronto con uno specialista dell’età evolutiva per una valutazione più approfondita.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, grazie per aver condiviso questa situazione, si sente quanto sia coinvolta e affezionata a sua nipote.
Quello che descrive è abbastanza frequente nei bambini piccoli: a questa età possono creare legami molto intensi e, in alcuni momenti, cercare una figura in modo più esclusivo. Non è qualcosa di “sbagliato”, ma può creare delle dinamiche familiari delicate, soprattutto quando emergono vissuti di gelosia o disagio negli adulti.
L’aggressività che nota a scuola potrebbe avere diverse origini e non è detto che sia direttamente collegata al rapporto con i nonni. Nei bambini così piccoli, spesso è un modo per esprimere emozioni che ancora non riescono a comunicare a parole.
Più che concentrarsi su “chi preferisce”, può essere utile osservare come si muove la bambina nelle diverse relazioni e che tipo di clima emotivo si crea intorno a lei. A volte piccoli aggiustamenti nelle dinamiche familiari aiutano molto.
Se desidera, possiamo approfondire meglio la situazione in un colloquio, così da capire insieme come muoversi nel modo più utile per lei e per la bambina.
Ricevo anche online, quindi possiamo organizzarci senza difficoltà anche a distanza.
A trenta mesi i bambini possono creare legami “speciali” con una figura. Il fatto che sua nipote cerchi lei in modo esclusivo non significa che preferisca davvero lei ai genitori, ma che con lei vive un tipo di relazione più libera o rassicurante. Lei non è “di troppo”, è una risorsa affettiva.
La gelosia di suo figlio è comprensibile, ma può essere aiutato mantenendo un equilibrio: quando la bambina la cerca, provi piano piano a includere anche i genitori, senza mettersi in alternativa a loro.
L’aggressività al nido, invece, a questa età è legata alla difficoltà di gestire emozioni e frustrazione.
In sintesi, tutto rientra nello sviluppo, con l’attenzione a non rinforzare dinamiche di “preferenza esclusiva”.
Dott. Stefano Recchia
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Roma
Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua situazione. E' una situazione emotivamente delicata, perché da un lato c’è un legame affettivo molto forte e bello, dall’altro il timore di “invadere” lo spazio dei genitori o creare tensioni. A 30 mesi è del tutto normale che una bambina sviluppi preferenze intense e “a fasi” per una figura di riferimento. Non significa che ami meno i genitori, né che ci sia qualcosa di sbagliato. I bambini piccoli alternano periodi in cui si “agganciano” molto a una persona che li fa sentire particolarmente sicuri, compresi i nonni.
Quello che descrive, il desiderio di un rapporto esclusivo con lei, è tipico di questa età. È una forma di attaccamento, non una scelta “contro” i genitori.
La reazione di suo figlio è comprensibile, ma va ridimensionata. Non è tanto la bambina che “preferisce la nonna”, quanto il genitore che può sentirsi momentaneamente escluso. Questo può attivare gelosia o insicurezza, anche se il legame genitore-figlia è solido (come lei stessa dice).
Qui può aiutare molto il suo atteggiamento, senza però rinunciare al rapporto con sua nipote: eviti di mettersi in competizione (anche involontaria) con i genitori; rimandi sempre la bambina ai genitori come figure principali (“andiamo a dirlo a mamma/papà”); nei momenti insieme, ogni tanto “includa” simbolicamente il papà (“lo raccontiamo a papà dopo?”). Questo riduce la percezione di esclusione.
Il fatto che con l’altra nonna il rapporto sia diverso è normalissimo. I bambini costruiscono legami diversi con ogni adulto, anche in base al contesto.
Per quanto riguarda l'aggressività al nido non è probabile che l’aggressività sia causata dal rapporto con i nonni. L’unico legame possibile (ma non certo) è questo: se la bambina percepisce tensione tra adulti (anche sottile), può esprimerla con irrequietezza o aggressività. I bambini sono molto sensibili al clima emotivo, più che ai singoli comportamenti.
Lei continui a essere una figura affettuosa e stabile (è un valore enorme), mantenga un ruolo di “nonna”, non sostitutivo dei genitori, parli con suo figlio in modo tranquillo, riconoscendo il suo vissuto (“capisco che ti faccia effetto, ma non è contro di te”), eviti di ritirarsi per senso di colpa, sparire sarebbe più destabilizzante per la bambina.
Non sta facendo nulla di sbagliato. Il legame forte con lei è una risorsa, non un problema e l’aggressività è verosimilmente legata all’età, non alla relazione con i nonni. Spero di esserle stato d'aiuto. Resto a disposizione. Un caro saluto.
Dott. Stefano Recchia
Dott.ssa Matilde Quagliotti
Psicologo, Psicologo clinico
Parma
Buongiorno,
quello che descrive è una situazione delicata ma anche molto comune nelle famiglie con bambini piccoli.
Il fatto che sua nipote la cerchi con così tanto entusiasmo non è un problema in sé, anzi, è il segnale di un legame affettivo forte e sicuro.
A 30 mesi i bambini vivono ancora le relazioni in modo molto “intenso” e non distribuito: possono preferire una persona in un momento e un’altra in un altro, senza che questo tolga nulla al legame con i genitori.
Il fatto che con lei cerchi un rapporto quasi esclusivo è tipico di questa fase soprattutto quando c’è una relazione molto affettuosa e coinvolgente.
Capisco però il suo disagio, perché entra in gioco la reazione di suo figlio.
È possibile che per lui, in alcuni momenti, questo comportamento della bambina venga vissuto come una forma di “competizione” o di esclusione, anche se non è intenzionale.
Qui il punto non è che lei stia facendo qualcosa di sbagliato, ma piuttosto come si struttura l’equilibrio tra gli adulti attorno alla bambina.
Per quanto riguarda l’aggressività a scuola:
a questa età è abbastanza frequente osservare comportamenti come spintoni, difficoltà nella condivisione o reazioni impulsive: spesso non indicano un problema specifico, ma fanno parte dello sviluppo emotivo e relazionale.
Detto questo, può essere utile fare attenzione a un aspetto:
quando è con lei, se la bambina percepisce un rapporto molto esclusivo, potrebbe poi fare più fatica a gestire contesti in cui deve condividere l’attenzione (come il nido).
Non è una causa diretta, ma un elemento da tenere in considerazione.
Infine, rispetto al suo sentirsi “di troppo”:
questo sembra più legato alla dinamica con suo figlio che al comportamento della bambina. Potrebbe essere utile, se possibile, avere con lui un confronto sereno, centrato non su “chi preferisce la bambina” ma su come collaborare insieme nel suo benessere.
Il fatto che lei si ponga queste domande dimostra molta sensibilità. Con qualche piccolo accorgimento nell’equilibrio tra adulti, questa relazione può rimanere una grande risorsa per sua nipote.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Ilaria Visone
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pomigliano d'Arco
Salve ho letto le sue parole, sarebbe utile poter approfondire il comportamento che la bambina mette fuori a scuola con la collaborazione ed il consenso dei genitori per comprendere se deriva da una difficoltà a reggere la frustrazione (ad esempio il no) oppure da un bisogno o una necessità di altro tipo. Sicuramente i suoi vissuti come nonna e come madre potrebbero essere ascoltati in modo professionale con il supporto di uno/a psicologo/a, valutando insieme come migliorare il rapporto e quali schemi si attivano in lei e negli altri nei momenti di maggiore vicinanza con la bimba. Spero di esserle stato di aiuto.
Dott.ssa Roberta Evangelista
Psicologo, Psicologo clinico
Albignasego
Carissima, comprendo il suo disagio e la sua preoccupazione nei confronti di suo figlio e di sua nipote. Il legame che si stabilisce tra una nonna e una nipote è importantissimo e differisce completamente da quello di una figura paterna. Sono due ruoli completamente diversi, nonostante siano due figure importanti e che ricoprono un ruolo fondamenrtale nell' attacamento. Quindi può succedere che avvengano gelosie perchè i ruoli non sono ben definiti o ci siano "strascichi" di rancori che vengono dal passato. Importante è che tutto questo non si riversi sulla bambina che indubbiamente sente i conflitti. Provi a parlare con suo figlio e di come si sente, senza giudizio. Magari non capirà, ma è probabile che si apra una porticina all'ascolto. Le auguro il meglio, rimango a disposizione. Cordiali saluti, Dott.ssa Roberta Evangelista
Salve, grazie per aver condiviso una situazione così importante per lei.
Capisco il disagio che può provare: da un lato il legame forte e affettuoso con sua nipote, dall’altro la sensazione di essere “di troppo” o di creare tensioni in famiglia. Sono vissuti comprensibili e meritano attenzione.
Per quanto riguarda la sua domanda, è importante dire che l’aggressività nei bambini piccoli non dipende quasi mai da un singolo fattore o da una sola relazione. A 30 mesi i bambini stanno ancora sviluppando le capacità di regolazione emotiva e di comunicazione: possono esprimere frustrazione, stanchezza o bisogno di attenzione anche attraverso comportamenti aggressivi, senza che questo indichi un problema specifico legato a una persona in particolare.
Il comportamento di sua nipote va quindi letto all’interno di una complessità di elementi: fase di sviluppo, contesto del nido, cambiamenti nella routine, modalità con cui esprime i bisogni, dinamiche familiari nel loro insieme. Il rapporto con i nonni è solo uno dei tanti aspetti e, da solo, difficilmente può spiegare ciò che sta accadendo.
Rispetto al legame speciale che avete, è qualcosa di prezioso. Allo stesso tempo, può essere utile cercare un equilibrio che non metta in difficoltà suo figlio, ad esempio sostenendo momenti in cui la bambina possa vivere serenamente anche la relazione con i genitori quando siete tutti insieme.
Se la situazione al nido dovesse continuare o intensificarsi, potrebbe essere utile confrontarsi anche con le educatrici per avere un quadro più completo del comportamento della bambina nei diversi contesti.
Gentile signora, il legame tra una nonna e una nipote può essere molto prezioso, ma proprio quando è intenso va custodito con delicatezza.

Una bambina di 30 mesi può cercare una figura in modo esclusivo, preferirla in certi momenti, protestare o mostrare comportamenti più impulsivi: non per questo si può stabilire una correlazione diretta con il rapporto con i nonni. L’aggressività a scuola va osservata dai genitori insieme alle educatrici, valutando quando accade, con chi, quanto spesso e in quali situazioni.

Mi colpisce però un punto: lei sembra vivere questo rapporto come qualcosa di molto speciale, quasi come se la bambina la scegliesse rispetto agli altri. Questo può diventare faticoso, soprattutto se genera gelosie, confronti o la sensazione di essere “di troppo”.

Il compito di una nonna non è diventare la figura più amata, ma aiutare la bambina ad amare meglio anche mamma e papà. Questo è il passo più importante.

In modo concreto, quando sua nipote cerca solo lei, provi ad accoglierla senza alimentare l’esclusiva. Può dirle, con dolcezza: “Che bello stare insieme, adesso però facciamo vedere questa cosa anche a mamma e papà”. Oppure: “La nonna è felice di stare con te, e mamma e papà sono il tuo posto sicuro”.

Eviti anche confronti con l’altra nonna: una bambina non dovrebbe sentire, nemmeno indirettamente, che l’amore degli adulti è una gara.

A volte il gesto più amorevole non è stringere di più, ma fare un piccolo passo indietro perché la bambina possa stare meglio al centro della sua famiglia.

Se sente che questa posizione la mette in difficoltà, può essere utile parlarne meglio, anche online, per capire come sostenere sua nipote senza confondere i ruoli.

Un caro saluto.
Dott.ssa Ambra Bottari
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Quello che descrive è abbastanza tipico a questa età. A 30 mesi i bambini possono creare preferenze forti e temporanee per una figura (in questo caso lei), soprattutto se con quella persona vivono momenti molto piacevoli, esclusivi e senza frustrazioni. Non significa che voglia “sostituire” i genitori, ma che in quel momento lei rappresenta una base affettiva molto gratificante.

La reazione di suo figlio è comprensibile: può sentirsi messo da parte. Più che un problema della bambina, è una dinamica relazionale da riequilibrare con delicatezza. Può aiutare:

evitare di entrare in una relazione troppo “esclusiva” quando sono presenti i genitori
favorire momenti in cui la bambina si rivolga anche a mamma e papà (rimandandola a loro con dolcezza)
valorizzare il ruolo dei genitori davanti a lei

Sull’aggressività a scuola: a questa età è piuttosto frequente e legata alla difficoltà di gestire emozioni e frustrazione. Non sembra esserci una correlazione diretta con il rapporto con i nonni, a meno che non ci siano dinamiche molto contrastanti o confuse tra adulti.

In sintesi: il legame con lei è una risorsa preziosa, va solo mantenuto in equilibrio, senza sostituirsi al ruolo genitoriale.
Gentile,
da ciò che descrive emerge un legame affettivo molto forte e significativo tra lei e la sua nipotina, ed è comprensibile che questa vicinanza, da un lato così preziosa, dall’altro possa generare qualche fatica nelle dinamiche familiari.
Intorno ai 2–3 anni i bambini attraversano una fase in cui possono mostrare preferenze marcate e temporanee per una figura di riferimento. Si tratta spesso di modalità legate al bisogno di sicurezza e alla qualità della relazione vissuta in quel momento, più che a un rifiuto degli altri. Il fatto che con lei cerchi talvolta un rapporto esclusivo rientra quindi in dinamiche evolutive abbastanza frequenti.
Allo stesso tempo, è comprensibile che questo possa attivare nel suo figlio vissuti di gelosia o di esclusione, soprattutto quando il bambino sembra “scegliere” un adulto rispetto a un altro. In questi casi non è tanto la relazione in sé a essere problematica, quanto come viene percepita all’interno dell’equilibrio familiare.
Per quanto riguarda i comportamenti di aggressività al nido, a questa età possono comparire come espressione di:
difficoltà nella regolazione delle emozioni
passaggi evolutivi legati all’autonomia
cambiamenti o piccoli stress nel contesto quotidiano
Non è possibile stabilire una correlazione diretta con il rapporto con i nonni, ma si può considerare che i bambini sono molto sensibili ai climi relazionali: eventuali tensioni, anche sottili, tra gli adulti possono essere percepite e trovare espressione nel comportamento.
Può essere utile, in modo graduale:
mantenere il legame affettivo con la bambina, cercando però di non entrare in una dinamica esclusiva, ma piuttosto includendo, quando possibile, anche i genitori
prestare attenzione a sostenere il ruolo genitoriale davanti alla bambina, così da non creare vissuti di competizione
favorire un clima sereno tra adulti, anche attraverso un confronto aperto e rispettoso con suo figlio sui reciproci vissuti
Il fatto che la bambina abbia, come riferisce, una buona relazione con entrambi i genitori è un elemento molto importante e rassicurante.
Se i comportamenti aggressivi dovessero intensificarsi o diventare persistenti, può essere utile un confronto con le educatrici del nido o con un professionista dell’età evolutiva, per avere una lettura più completa del contesto.
Resto a disposizione. Un caro saluto.
Dott.ssa Manuela Barzellato
Dott.ssa Martina Giordano
Psicologo, Psicologo clinico
Salerno
Buongiorno.
Capisco il tuo disagio: è una situazione delicata perché c’è tanto affetto, ma anche equilibri familiari da rispettare.
A questa età è normale che una bimba cerchi una figura “preferita” in alcuni momenti: non è un rifiuto dei genitori né qualcosa di problematico di per sé. Però è importante aiutarla a mantenere un equilibrio, evitando un rapporto troppo esclusivo. Puoi, ad esempio, coinvolgere il papà quando siete insieme (“andiamo da papà”, “giochiamo tutti insieme”).

L’aggressività al nido è abbastanza comune a 2 anni e mezzo e spesso legata alla difficoltà di esprimere emozioni, più che al rapporto con i nonni.
Se però senti tensione in famiglia o questo ti pesa, può essere utile un confronto con uno specialista dell’età evolutiva, per proteggere sia il tuo ruolo che quello dei genitori.
Dott.ssa Francesca Di Grazia
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Buongiorno,
da ciò che descrive, il legame tra lei e sua nipote è molto intenso: a questa età i bambini possono mostrare preferenze momentanee per una figura di riferimento, senza che questo indichi un problema relazionale o educativo.
La richiesta di preferenza nei suoi confronti non significa rifiuto dei genitori, piuttosto un modo tipico dei bambini piccoli di vivere i legami in modo intenso e ancora poco flessibile.
Per i comportamenti di aggressività al nido, a 30 mesi possono essere legati alla difficoltà di gestire emozioni, frustrazione o cambiamenti, più che a una specifica dinamica con i nonni.
Può essere utile mantenere un atteggiamento sereno, favorendo momenti condivisi anche con i genitori, così da sostenere un equilibrio nelle relazioni.
Se i comportamenti al nido dovessero aumentare o preoccupare, può essere utile confrontarsi con le educatrici per comprendere meglio in quali situazioni si presentano.
Cordialmente
Ciao,
capisco quanto questa situazione possa metterti in difficoltà e farti sentire a disagio, soprattutto perché da una parte c’è l’amore che provi per la tua nipotina e dall’altra il timore di creare tensioni in famiglia. Non dev’essere semplice trovarsi in mezzo a queste dinamiche.
E' comprensibile che alcune reazioni possano farti sentire “di troppo” o in una posizione delicata.

Se ti va, puoi scrivermi in privato e raccontarmi con più calma qualche dettaglio in più: sarò felice di ascoltarti e aiutarti a fare un po’ di chiarezza.
In alternativa, puoi anche prenotare una consulenza, così possiamo approfondire insieme la situazione con il giusto spazio e attenzione. Ti aspetto, Dott.ssa Alessandra Corti
Dott. Filippo Guizzardi
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Modena
Gentilissima,
manifestazioni di aggressività in bambini così piccoli possono essere abbastanza frequenti e solitamente, specie se di carattere transitorio, non hanno significato patologico e non sottendono dinamiche disfunzionali all'interno del nucleo familiare. Ciò che però le suggerisco di fare, alla luce di quanto scrive, è di continuare a coltivare la sua bella relazione con la nipote, senza però impostarla in ottica di esclusività e senza ingenerare dinamiche di gelosia/rivalità né nei confronti dei genitori, né della sua consuocera. Certamente la serenità tra gli adulti della famiglia aiuterà sua nipote a mitigare la sua momentanea aggressività.
Un caro saluto,
Filippo Guizzardi
Dott. GILBERTO FULVI
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno, e grazie per essersi presa il tempo di cercare un confronto e un aiuto. Non so quanti anni ha, in quanto nonna, ed è molto raro poter rispondere a richieste di aiuto di questo tipo che mandano un segnale importante di attenzione e cura.

Da quello che racconta emerge un legame molto affettuoso tra lei e sua nipote, ed è naturale che una bambina possa, in alcuni momenti, cercare una relazione più esclusiva con una figura significativa. Allo stesso tempo, è comprensibile che questo possa attivare dinamiche emotive anche nei genitori.

Nelle relazioni, ognuno di noi porta con sé la propria storia familiare e le proprie esperienze, non solo la propria genetica: questo vale per sua nipote, per i suoi genitori, ma anche per lei, per i suoi genitori e quindi anche per i suoi nonni (i tris nonni di suo figlio) e via dicendo. In questo senso, i nonni non sono mai “fuori” dal sistema familiare, e ne fanno pienamente parte, con un ruolo prezioso e delicato.

Più che pensare di essere “di troppo”, può essere utile chiedersi come stare in questo ruolo in modo presente e non invasivo: rimanendo in contatto con i propri sentimenti, senza prendersi responsabilità che spettano ai genitori, ma restando aperta e disponibile quando viene richiesta la sua presenza.

Rispetto all’aggressività a scuola, è difficile stabilire un collegamento diretto solo sulla base degli elementi che riporta nel suo racconto: i comportamenti dei bambini possono avere molteplici significati e andrebbero osservati nel loro insieme.

Se lo desidera, posso aiutarla ad approfondire come vivere questo ruolo di nonna in modo più sereno ed equilibrato, trovando una posizione che le permetta di sentirsi a suo agio senza rinunciare alla qualità del legame con sua nipote. Prenoti pure un appuntamento. Un caro saluto

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