Esperienze
Sono un formatore e psicologo clinico nato a Modena il 20/11/1984.
Già laureato in Lettere, ho conseguito la laurea in "Scienze e Tecniche Psicologiche" presso l'Università di Bologna (titolo della tesi "Ipotesi di continuità: una prospettiva per lo studio dei fenomeni onirici", votazione: 110/110 e lode) e, successivamente, la Laurea Magistrale in "Psicologia dell'Intervento Clinico e Sociale" presso l'Università di Parma (titolo della tesi "Il ruolo delle dinamiche familiari nello sviluppo dei disturbi alimentari", votazione: 110/110 e lode).
Durante la mia formazione ho avuto l'opportunità di svolgere un anno di studio in Francia presso l'Université Paul Valery di Montpellier e, successivamente, di effettuare un soggiorno professionale di due anni in Germania, durante il quale ho collaborato con le Università di Tubinga e di Ulm. In ambito clinico, ho svolto il mio tirocinio professionalizzante presso l'Azienda AUSL di Modena ottenendo così l'abilitazione all'esercizio della professione di Psicologo.
Ho ulteriormente implementato le mie competenze cliniche, soprattutto nei confronti di giovani e adulti, conseguendo dapprima un Master Universitario di ambito psicopedagogico e, in seguito, un corso di perfezionamento annuale su comunicazione e nuove tecnologie. Mi sono inoltre formato sulla psicologia di coppia e sessuologia frequentando con profitto il corso intensivo in "Psicologia e Psicopatologia del comportamento sessuale tipico e atipico" e ottenendo la qualifica di "Esperto in sessualità tipica e atipica".
Partecipo regolarmente a corsi di aggiornamento e di formazione su tematiche specifiche, quali, a titolo esemplificativo, le neuroscienze, le strategie personalizzate di orientamento, l'umanizzazione delle cure e la gestione della qualità nei servizi sanitari.
Regolarmente iscritto all'Ordine degli Psicologi dell'Emilia Romagna al numero 12962 della sezione A (https://www.ordinepsicologier.it/it/albo/12962a-filippo-guizzardi), sono inoltre annotato nell'albo interno dei sessuologi clinici dell'Istituto Italiano di Sessuologia Integrata di Firenze (https://www.sessuologiaintegrata.it/emilia-romagna/) di cui risulto, peraltro, socio ordinario.
Da oltre un decennio lavoro stabilmente nel servizio pubblico; offro inoltre consulenza e supporto psicologico sia online, sia di persona presso il mio studio professionale sito in centro storico a Modena, in via Santissima Trinità 3.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia scolastica
- Sessuologia
Principali patologie trattate
- Disturbo di personalità
- Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)
- Disturbi alimentari
- Problemi di coppia
- Difficoltà relazionali
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
40 € - 50 € -
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Consulenza sessuologica di coppia
40 € - 50 € -
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Colloquio psicologico di coppia
40 € - 50 € -
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Sostegno alla genitorialità
40 € - 50 € -
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Consulenza Sessuologica
40 € - 50 € -
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Indirizzi (2)
Consulenza online
Pagamento dopo la consulenza
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Via Santissima Trinità, 3, Modena 41121
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Recensioni
9 recensioni
Più menzionato dai pazienti
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M
Marta
Non essendo mai stata prima da uno psicologo, all'inizio mi sentivo molto imbarazzata. Il dott. Guizzardi invece è sto fin dal primo momento bravissimo a farmi sentire a mio agio. Il tempo della seduta è letteralmente volato e il dialogo si è sviluppato con una naturalezza che mai avrei pensato. E' stata davvero un'esperienza positiva oltre le mie attese.
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• Studio di Psicologia Dr. Filippo Guizzardi • colloquio psicologico •
Dott. Filippo Guizzardi
Gentile Marta, sono molto contento di essere riuscito a far breccia nel tuo comprensibile imbarazzo iniziale nell'affrontare un'esperienza nuova e sono lieto che tutto si sia svolto positivamente.
Un caro saluto,
Filippo Guizzardi
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M
Marco.86
Persona seria,puntuale e meticolosa.
Sono stato molto soddisfatto,nella risoluzione della mia problematica.
Ringrazio ancora.- Spiegazioni dettagliate
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• Studio di Psicologia Dr. Filippo Guizzardi • colloquio psicologico familiare •
Dott. Filippo Guizzardi
Io ringrazio lei per la fiducia che mi ha sempre dimostrato. Sono contento che tutto sia andato per il meglio.
Buona continuazione e un caro saluto,
FG
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L
Lucia
“Mi sono trovata molto bene. È una persona estremamente competente, attenta e capace di mettere a proprio agio fin dal primo incontro. Durante la seduta ho sempre percepito ascolto autentico, rispetto e grande professionalità.
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Dott. Filippo Guizzardi
Grazie mille Lucia, sono molto contento di questo riscontro. Sono infatti convinto che il rapporto umano e la costruzione di un clima di serenità e fiducia sia la prima base necessaria di ogni possibile forma di aiuto.
Buona domenica e un caro saluto,
FG
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A
Anna
Sono stata dal dott. Guizzardi e l'ho trovato molto professionale e accogliente. Mi sono sentita compresa ed é stata un'esperienza davvero positiva
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• Studio di Psicologia Dr. Filippo Guizzardi • colloquio psicologico •
Dott. Filippo Guizzardi
Grazie Anna, sono onorato dalle sue parole.
L' accoglienza incondizionata delle persone deve infatti essere, a mio avviso, la stella polare del nostro agire professionale.
Un caro saluto,
Filippo Guizzardi
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P
Piero V.
Dottore molto consigliato. L'ho trovato estremamente attento a tutto e molto disponibile a spiegare ogni cosa che gli chiedevo e confrontarsi con me. Davvero un'ottima persona sia umanamente che professionalmente.
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Dott. Filippo Guizzardi
Gentile Piero, sono felice che abbia vissuto un'esperienza positiva. La ringrazio molto per la stima manifestatami. Un saluto,
FG
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F
Francesca
Grazie dottore! Ho apprezzato molto la sua attenzione e la sua grande cortesia, sono moto contenta!!
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Dott. Filippo Guizzardi
Grazie Francesca, sono onorato dalle sue parole.
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C
Claudia V
Dopo tanta incertezza nel voler intraprendere un percorso psicologico per risolvere le mie varie problematiche, ho scoperto il Dottor Guizzardi e devo dire che è stata proprio una piacevole scoperta! Un dottore dalla grande empatia e discrezione che mi ha subito messa a mio agio. Finalmente dopo diversi anni mi sono sentita veramente capita e compresa. Grazie Dottore! Lo straconsiglio!
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Dott. Filippo Guizzardi
La ringrazio molto Claudia. La soddisfazione delle persone è la migliore gratificazione che si possa raggiungere per il proprio lavoro!
-
F
Ferdinando. U.
Sono stato seguito da vari professionisti, ma solo grazie al dott. Guizzardi sono davvero riuscito a ritrovare me stesso. Che dire, consigliatissimo. Magari averlo conosciuto prima!Grazie Doc!
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• Studio di Psicologia Dr. Filippo Guizzardi • •
Dott. Filippo Guizzardi
Grazie a lei Ferdinando per avermi concesso la sua fiducia!
I migliori saluti,
FG
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S
Stella
Il dottor Guizzardi è una persona estremamente cortese ed attenta. Mi sono sentita immediatamente a mio agio e compresa. Consigliato!
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Dott. Filippo Guizzardi
Grazie Stella, le sue parole mi onorano e sono per me motivo di grande soddisfazione.
Un caro saluto,
FG
Risposte ai pazienti
ha risposto a 17 domande da parte di pazienti di MioDottore
Gentili Dottori, vorrei chiedere un parere psicologico su una situazione familiare che mi sta causando molta ansia e confusione.
Mio padre vuole donarmi una casa di famiglia, con l’idea che debba “restare in famiglia” e che io debba vivere vicino a mia sorella. Mia sorella stessa mi dice che non vorrebbe “estranei accanto” e che per lei è importante che io rimanga lì.
Il problema è che mi sento profondamente combattuta. Razionalmente so che ricevere una casa è un enorme privilegio, soprattutto perché al momento non sono economicamente stabile, sto attraversando un periodo difficile e realisticamente oggi non posso permettermi di vivere altrove in modo indipendente. Quindi questa donazione mi darebbe concretamente un posto dove vivere e una sicurezza materiale importante che in questo momento non riuscirei ad avere da sola.
Allo stesso tempo, però, emotivamente vivo questa situazione come una possibile perdita di libertà. Dopo una recente discussione con mia sorella, ho iniziato a stare molto male: nausea, mal di stomaco, pianto, una sensazione di soffocamento e pensieri come “la mia vita è rovinata” oppure “rimarrò intrappolata per sempre”.
Mi sono resa conto di una cosa importante: se non ci fossero aspettative familiari legate a questa situazione e se avessi abbastanza indipendenza economica, probabilmente sceglierei di vivere altrove. La mia paura principale non è la casa in sé, ma l’idea di dover sopportare per anni dinamiche familiari emotivamente pesanti, sentendomi senza spazio personale e senza una reale possibilità di scegliere la mia vita.
La pressione che sento è sia burocratica che emotiva.
Burocratica perché mio padre mi dice che sarebbe molto difficile vendere la casa in futuro a causa di complicazioni burocratiche/legali.
Emotiva perché vuole donarmi questa casa con l’aspettativa implicita che io non la venda mai a estranei e che la casa resti “all’interno della famiglia”. Anche mia sorella insiste molto sul fatto che non vuole estranei accanto.
Nella mia famiglia, ogni volta che provo a esprimere bisogni o dubbi che escono dal “percorso” già deciso da loro, vengo spesso accusata di creare problemi, complicare la vita agli altri, essere egoista o destabilizzare la famiglia. Questo mi fa sentire estremamente in colpa anche solo per il fatto di desiderare autonomia.
Sono anche terrorizzata dall’idea che accettare la casa significhi moralmente perdere il diritto di cambiare vita in futuro, anche se razionalmente so che le situazioni possono evolvere nel tempo.
L’unica possibile via d’uscita che riesco a immaginare in questo momento sarebbe accettare la donazione, ma chiedere a mio padre di fare un accordo privato in cui si stabilisce che, se un giorno volessi trasferirmi altrove e lui volesse davvero che la casa restasse solo nella famiglia, allora la proprietà della casa potrebbe tornare a lui invece di essere venduta a estranei.
Tuttavia, so già che anche solo proporre questa idea probabilmente porterebbe a discussioni e a una forte pressione emotiva da parte sua, ed è questo che mi paralizza.
Vorrei capire:
- Come posso costruire la sensazione che i miei bisogni siano legittimi quando la famiglia reagisce con senso di colpa o pressione;
- Come prendere decisioni importanti nella mia vita senza sentirsi responsabili della felicità emotiva degli altri.
Grazie a chi risponderà.
Gentilissima, a mio modo di vedere la questione che lei pone è molto complessa e travalica la problematica specifica facendo emergere una realtà familiare caratterizzata da dinamiche invischianti. Da una parte sua sorella sottolineando ripetutamente il suo non voler estranei accanto veicola inconsapevolmente il messaggio che la sua personale soddisfazione è subordinata alla sua scelta (e al suo sacrificio!) di vivere dove non vorrebbe e dall'altra suo padre, sottolineando le difficoltà burocratiche di una vendita a seguito di donazione, fa leva, seppure sicuramente in buona fede e senza rendersene conto, sui suoi comprensibili vissuti di incertezza e di gratitudine per spingerla letteralmente alla sottoscrizione di un contratto da cui, apparentemente, sono escluse clausole di uscita. Il terzo vertice di questo triangolo è lei che si trova divisa tra i normali sentimenti di gratitudine e affetto verso la famiglia d'origine e l'altrettanto fondamentale desiderio di costruire in maniera autonoma il proprio futuro. Il prezzo di questo fondamentale conflitto di lealtà è purtroppo alto come indicano le sue reazioni psicosomatiche (nausea, soffocamento, pianto) che indicano un ingerenza indebita nei suoi confini più personali ed intimi.
Davanti ad un quadro così complesso, oltre a suggerirle un percorso psicologico, la invito a riflettere su alcuni punti. Innanzitutto nessuno ha diritto di pretendere una realizzazione personale che passa necessariamente attraverso il sacrificio di un altro che, se non è disposto a tanto, viene stigmatizzato come egoista. Il senso di colpa infatti è spesso uno strumento di controllo, anche inconsapevole, usato da determinati sistemi familiari per mantenere dinamiche prevalentemente disfunzionali. La scelta tra la felicità dei familiari e la propria è infatti un ricatto emotivo, dal momento che ogni membro dovrebbe piuttosto gioire della felicità dell'altro: il non ricadere nel ricatto non è dunque egoismo, ma la legittima e necessaria difesa del proprio spazio di autonomia.
Un caro saluto,
Filippo Guizzardi
Io e il mio ragazzo (entrambi 33anni) abbiamo una relazione a distanza da tre mesi.
Io vivo all’estero e lui viene da un altro paese in Europa.
È venuto a trovarmi e l'altro giorno stavamo camminando mano nella mano. Era un po' alticcio, mentre camminavamo ho visto un tipo che vedo spesso in centro a chiedere insistentemente soldi. Mi sono allontanata con il mio ragazzo, ma lui era incuriosito e continuava a fissarlo. Gli ho chiesto perché lo avesse fatto e ha iniziato a dire un sacco di cose senza senso, tipo "volevo dargli false speranze", "ero curioso di vedere cosa avesse in mano perché le muoveva", "volevo dargli dei soldi ma tu mi hai portato via", "non so se avresti pensato male di me se non gli avessi dato i soldi", per poi cambiare idea e dire "non gli avrei dato i soldi perché sembrava ben curato e aveva dei bei vestiti".
La frase "volevo dargli false speranze" mi ha fatto infuriare più di ogni altra cosa e ne abbiamo parlato a lungo.
Gli ho riparlato di questo episodio quando ci siamo calmati entrambi e mi ha detto che aveva detto tutte quelle cose perché era in preda al panico e non sapeva cosa dire.
Gli ho fatto notare che quella frase in particolare era estremamente disgustosa e crudele, non mi sarei mai aspettata che una cosa del genere gli uscisse di bocca (perché, anche se lo conosco da poco tempo, mi ha dato l'impressione di essere una persona gentile, aveva dato il giorno stesso dei soldi ad un ragazzo che aveva chiesto dei soldi per il biglietto del treno e la volta prima che ci siamo incontrati aveva dato dei soldi ad un signore per strada che aveva un cagnolino) e lui se n'è reso conto e ha detto che normalmente non direbbe mai una cosa del genere. Ha detto che stava scherzando, ma che era uno scherzo di pessimo gusto.
Ha inoltre aggiunto che dove vive lui ci sono queste persone che lui ha chiamato “gang”, si dividono le zone della città, che chiedono soldi per strada ma in realtà vivono grazie agli aiuti dello Stato e che lui non vuole dare soldi a questo tipo di persone.
Non so cosa pensare o cosa fare.
Mi tratta benissimo, ma non voglio stare con qualcuno che tratta male gli altri o dice cose così cattive.
È giusto condannarlo per questo episodio o dovrei aspettare e vedere come si comporterà in futuro?
Gentilissima, il suo disappunto è pienamente comprensibile. Al di là della frase in questione, lei si trova all'inizio della sua relazione sentimentale e, in queste fasi, tendiamo naturalmente a cercare segnali che ci confermino i valori della persona che abbiamo accanto e siamo particolarmente sensibili davanti ad ogni possibile campanello d'allarme che possa stridere con l'immagine positiva ci ha attratto.
Detto questo, la invito a tranquillizzarsi: un singolo episodio spiacevole, soprattutto se influenzato dall'alcol e seguito da scuse, raramente definisce l'intera moralità di una persona. Nel caso specifico, anche il fatto che abbia dato cinque spiegazioni diverse in dieci minuti suggerisce che forse era effettivamente andato in confusione e, sotto pressione per il confronto, potrebbe avere dato questa maldestra risposta anche come tentativo di difesa.
Quello che mi sento di consigliarle è di sottrarsi alla tentazione di voler decidere ora, sulla base di un singolo episodio, la moralità di una persona e di osservare le sue azioni e parole future verso gli altri: saranno questi a farle capire se l'accaduto è stato un incidente isolato a cui non dare peso o se rivelano piuttosto tendenze di personalità incompatibili con i suoi valori.
Un cordiale saluto,
Filippo Guizzardi
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