Salve sono circa 2 mesi che mi alzo col mal di schiena e senso di oppressione toracica pero di notte
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Salve sono circa 2 mesi che mi alzo col mal di schiena e senso di oppressione toracica pero di notte dormo,questo mal di schiena permane tutto il giorno e ho una sensazione di forte rigidità muscolare per tutto l'arco della giornata in più ho una costante sensazione di allerta per quasi tutto il giorno e come se viaggiassi costantemente con 5 marcia ingranata invece che 4 metaforicamente parlando e mi distraggo facilmente durante le attività quotidiane
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso. Ritengo che sia importante, in prima battuta, esporre la questione al medico al fine di indagare la presenza di eventuali cause organiche. Ritengo, inoltre, importante che lei intraprenda un percorso psicologico al fine di indagare cause, origini e fattori di mantenimento dei suoi sintomi onde evitare che la situazione possa irrigidirsi.
Cordialmente, dott. FDL
Cordialmente, dott. FDL
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Gentile Utente,
Escluse cause organiche che possano dar ragione del mal di schiena o del senso di oppressione toracica, è allora pensabile approfondire la dimensione psicologica. Due mesi cominciano ad essere un lasso di tempo importante, e il rischio è iniziare ad organizzarsi la giornata in risposta alla presenza di questi sintomi, che generano preoccupazione in lei. Comprensibilmente aggiungo. Contatti il suo medico di base innanzitutto, e poi eventualmente si rivolga ad un terapeuta della sua zona per approfondire meglio la natura di questi sintomi. Un caro saluto
Escluse cause organiche che possano dar ragione del mal di schiena o del senso di oppressione toracica, è allora pensabile approfondire la dimensione psicologica. Due mesi cominciano ad essere un lasso di tempo importante, e il rischio è iniziare ad organizzarsi la giornata in risposta alla presenza di questi sintomi, che generano preoccupazione in lei. Comprensibilmente aggiungo. Contatti il suo medico di base innanzitutto, e poi eventualmente si rivolga ad un terapeuta della sua zona per approfondire meglio la natura di questi sintomi. Un caro saluto
Gentilissim*, grazie per aver condivisione la sua situazione, che posso immaginare sia faticosa. Ha descritto la sua sintomatologia al suo medico di base? In ogni caso rivolgersi anche ad un professionista della sfera psicologica potrebbe aiutarla a collocare ciò che sta accedendo nel qui ed ora in una narrazione più ampia, analizzando anche gli aspetti emotivi che caratterizzano questo sua sintomatologia e trovare insieme risorse per far fronte a ciò. Resto disponibile per ulteriori approfondimenti.
Cordialmente
Dott.ssa Chiara Piazzolla
Cordialmente
Dott.ssa Chiara Piazzolla
Caro utente, ha provato a contattare il suo medico di base? Proverei a fare un passaggio per escludere cause organiche prima di richiedere una consulenza psicologica.
Cordialmente. Dott.ssa Francesca Tardio
Cordialmente. Dott.ssa Francesca Tardio
Caro utente, comprendo il suo disagio, non deve essere facile. Credo che in prima battuta sia indispensabile rivolgersi al suo medico di base e secondariamente richiedere una consulenza psicologica.
Le auguro il meglio
dott.ssa Maria Lucia Dimaglie
Le auguro il meglio
dott.ssa Maria Lucia Dimaglie
Buonasera, posso immaginare quanto possa essere stancante affrontare le giornate in questo modo e quante energia tutto questo le richieda e ciò in parte potrebbe spiegare anche il calo d'attenzione. Dopo aver escluso cause di natura organica consiglierei un consulto psicologico. La situazione attuale che tutti stiamo vivendo sicuramente porta con sè motivo di aumentata allerta, tuttavia ciò non deve compromettere la sua qualità di vita. Cordialmente. Dott.ssa Sara Ciraulo
Gentile utente, non è possibile purtroppo stabilire una diagnosi in questo spazio e con le informazioni da lei riportate. In via generica, da come descrive la sintomatologia, potrebbe però trattarsi di una problematica legata all'ansia. In ogni caso il mio consiglio è quello di rivolgersi prima al medico di base; nel caso in cui ne sentisse la necessità, può comunque prendere in considerazione l'idea di iniziare un percorso psicologico. Cordialmente, dott. Simeoni
Buonasera, ha provato a contattare il suo medico di base? Penso sia importante fare degli accertamenti per escludere cause organiche al suo mal di schiena e al suo senso di oppressione toracica, e successivamente approfondire la dimensione emotiva con un percorso psicoterapeutico. Tale percorso l’aiuterà a trovare un significato alla sintomatologia e ad individuare le risorse per gestirla.
Un caro saluto
Dott.ssa Paola Trombini
Un caro saluto
Dott.ssa Paola Trombini
Buonasera, le consiglio di rivolgere questa domanda al suo medico di base.
Cordiali saluti
Dott.ssa Giulia Proietti
Cordiali saluti
Dott.ssa Giulia Proietti
Salve, comprendo dalle sue parole che questa situazione sia stancante e sicuramente non facile. Le consiglierei, tuttavia, di rivolgersi inizialmente al suo medico di fiducia per escludere eventuali cause organiche. In seguito potrebbe, qualora lo desiderasse, intraprendere un percorso psicoterapeutico per approfondire l’aspetto profondo ed emotivo di questi sintomi.
Saluti.
Dott.ssa Federica Turrà
Saluti.
Dott.ssa Federica Turrà
Gentile utente di mio dottore,
sarebbe opportuno in primis parlarne con il medico curante e fare degli accertamenti che possano escludere evidenze organiche del sintomo. Qualora dagli esami strumentali non venisse fuori nulla allora le consiglierei di effettuare un approfondimento psicodiagnostico che possa orientarla anche rispetto alla strada da intraprendere.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
sarebbe opportuno in primis parlarne con il medico curante e fare degli accertamenti che possano escludere evidenze organiche del sintomo. Qualora dagli esami strumentali non venisse fuori nulla allora le consiglierei di effettuare un approfondimento psicodiagnostico che possa orientarla anche rispetto alla strada da intraprendere.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Salve, rivolga questa domanda prima di tutto al suo medico di base.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buongiorno! Le suggerirei di parlarne con il medico curante. Quelli che descrive sono sintomi fisici che vanno indagati nella loro componente organica. Se non dovesse esserci nulla, si può pensare ad una componente psicologica. I due aspetti non sono slegati ma spesso c'è una determinante che pesa più dell'altra.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buonasera,
talora è possibile un'influenza reciproca tra dolore fisico e componenti psicologiche. Come già esplicitato da diversi colleghi, a mio avviso sarebbe necessario un primo consulto con il suo medico di fiducia, così da indagare l'eventuale presenza di fattori organici primari; qualora questi fossero esclusi, ritengo potrebbe essere utile approfondire attraverso un percorso psicologico lo stato di allerta da lei descritto, così da comprenderne i fattori scatenanti e cercare di contenerne la pervasività.
Dott.ssa J. Lazzari
talora è possibile un'influenza reciproca tra dolore fisico e componenti psicologiche. Come già esplicitato da diversi colleghi, a mio avviso sarebbe necessario un primo consulto con il suo medico di fiducia, così da indagare l'eventuale presenza di fattori organici primari; qualora questi fossero esclusi, ritengo potrebbe essere utile approfondire attraverso un percorso psicologico lo stato di allerta da lei descritto, così da comprenderne i fattori scatenanti e cercare di contenerne la pervasività.
Dott.ssa J. Lazzari
Gentile utente, mi spiace che stia vivendo questo momento difficile. La concomitanza di oppressione fisica e mentale è evidente, ed in prima battuta è importante esporre questi suoi dolori fisici al suo medico di base, che potrà consigliarle al meglio il da farsi in ambito organico. In secondo luogo, sarebbe opportuno prendersi cura della sua "costante sensazione di allerta" cercando di dare voce alle sue preoccupazioni, che la accompagnano nelle sue giornate.
Rimango a disposizione.
Dott.ssa Giulia Bernardinello
Rimango a disposizione.
Dott.ssa Giulia Bernardinello
Gentile utente in base a quanto esposto potrebbe rivolgersi al suo medico curante così da escludere eventuali cause organiche . Successivamente potrebbe richiedere un consulto psicologico così da affrontare eventuali cause psicologiche ed emotive. Cordiali saluti
Gentile Utente, una volta escluse cause organiche, come hanno ben espresso i colleghi prima di me, mi affiderei au un/una psicoterapeuta al fine di lavorare sulla eventuale sintomatologia ansiosa, senza escludere cause traumatiche recenti o più antiche. Le auguro una buona riuscita.
Salve, non mi ripeterò rispetto al giusto appunto sulla necessità di parlarne con il suo medico, le voglio però sottolineare che si può (e si deve soprattutto in casi come il suo) lavorare in parallelo ad altre figure professionali.
I sintomi descritti riportano chiaramente una connessione tra corpo e mente. in queste situazioni può essere utile lavorare quindi parallelamente sui due fronti. In parole semplici rivolgersi a uno psicologo e a un fisioterapista/osteopata che possano lavorare con lei e tra loro.
resto a disposizione per eventuali chiarimenti,
cordiali saluti
I sintomi descritti riportano chiaramente una connessione tra corpo e mente. in queste situazioni può essere utile lavorare quindi parallelamente sui due fronti. In parole semplici rivolgersi a uno psicologo e a un fisioterapista/osteopata che possano lavorare con lei e tra loro.
resto a disposizione per eventuali chiarimenti,
cordiali saluti
Buongiorno. Escluda, come primo passaggio, cause organiche sentendo il suo medico della mutua. In seguito potrà decidere, eventualmente, per un lavoro più sul psi.
Saluti
MT
Saluti
MT
Salve, io mi farei in primis un controllo medico generale anche se da come ha descritto lo stato di allerta, la rigidità potrebbe essere imputabile anche all'ansia, o a entrambi. Mi tengo a disposizione se volesse prenotare una visita online per approfondire l'argomento e/o per l'invio a altri specialisti. Dalle poche informazioni che ha dato è difficile dare un parare a 360 gradi.
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Buongiorno gentile utente, come affermano i colleghi farei un controllo medico. Ha pensato che i suoi sintomi possano essere di origine psicosomatica? Pertanto in contemporanea mi affiderei ad uno psicologo psicoterapeuta per un aiuto a livello emotivo che tenga conto dei disturbi psicosomatici. Saluti Dottoressa Luciana Reginato
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Salve, un consulto medico sarebbe maggiormente efficiente. Se non ci sono cause organiche, si rivolga ad uno psicologo.
Saluti
Saluti
Buongiorno, capisco il disagio della situazione che porta. Indagherei con il suo medico per accertare l'assenza di cause organiche. Il senso di oppressione toracica può essere un sintomo dell'ansia: se non dovessero esserci cause organiche, le consiglierei di prenotare una visita da uno psicologo e analizzare con lui i sintomi che porta.
Cordiali saluti Dott.ssa Valentina Maccioni
Cordiali saluti Dott.ssa Valentina Maccioni
Buonasera, sicuramente visto ciò che lei ci riporta come sintomatologia è importante escludere in prima analisi, qualsiasi problematica fisiologica. Per questo chiaramente servirà eseguire degli accertamenti ed avere delle consulenze mediche. Indubbiamente il fattore ansia, stress e preoccupazione potrebbe non giocare a suo favore, motivo per cui potrebbe ipotizzare di richiedere anche un semplice colloquio conoscitivo per avere un giusto supporto psicologico per affrontare le difficoltà che sta attraversando in questo momento. L'ansia, a volte, si presenta nella nostra vita proprio per darci la possibilità di comprendere meglio ciò che non va e poter aggiustare la rotta del nostro cammino. Un caro saluto Dott.ssa Laura Del Coco.
Salve, buongiorno mi dispiace per la situazione che sta vivendo da due mesi. Da quello che descrive potrebbe fare una prima indagine con il suo medico di base, in merito alla rigidità e alla facilità di distrazione sarebbe opportuno approfondire questi temi in un percorso psicologico per valutare se sta vivendo un periodo particolarmente stressante e come lo sta gestendo. Qualora decidesse di intraprendere un percorso psicologico, sono disponibile a fornire il mio supporto professionale anche online. Le auguro una buona giornata Dott.ssa Lucia Fina
Salve, immagino che non sia facile provare livelli intensi di ansia. Può succedere che in situazioni di ansia frequente, il corpo rimanga teso e in contrazione anche se non ne siamo consapevoli. Infatti una tecnica di gestione dell'ansia è il rilassamento muscolare progressivo. Con tale tecnica si pone l'obiettivo di individuare la tensione di determinati distretti muscolari e successivamente distendere e de contrarre i muscoli. Una volta acquisita questa metodologia, si può applicare in forma preventiva in tutte quelle situazioni che ci fanno attivare e stare in ansia.
Oltre a delle tecniche di rilassamento si può lavorare sui pensieri che attivano l'ansia e modificando il modo di pensare, di conseguenza migliora anche lo stato emotivo.
Sono sicura che con l'aiuto di un professionista starà meglio.
In bocca al lupo!
Buona serata
Oltre a delle tecniche di rilassamento si può lavorare sui pensieri che attivano l'ansia e modificando il modo di pensare, di conseguenza migliora anche lo stato emotivo.
Sono sicura che con l'aiuto di un professionista starà meglio.
In bocca al lupo!
Buona serata
Gentile utente, grazie per essersi rivolto a noi! bisognerebbe approfondire con ulteriori informazioni quello che lei descrive.. potrebbe consultare innanzitutto il suo medico di base per la sintomatologia che descrive, e successivamente iniziare un percorso di terapia
cordialmente
AV
cordialmente
AV
Caro Utente, mi dispiace molto per quello che sta passando, nella richiesta che pone ci sono alcuni elementi che meriterebbero senz'altro di attenzione ma andrebbero maggiormente approfonditi. Potrebbe essere utile e prezioso esplorare il suo vissuto all'interno di un percorso psicologico.
Resto a disposizione,anche online, e le auguro una buona giornata
Dott.ssa Beatrice Taveggia
Resto a disposizione,anche online, e le auguro una buona giornata
Dott.ssa Beatrice Taveggia
Gentile utente , mi dispiace per quello che le accade e accolgo il suo disagio.
Come prima istanza le consiglierei di approfondire l'aspetto fisiologico qualora ci fossero problematiche organiche.
Potrebbe associare , un percorso psicologico che le permetta di accrescere le sue risorse in questo momento di difficoltà.
Resto a completa disposizione per un incontro , chiarimenti o semplici domande che vorrà sottopormi .
Un abbraccio .
Dr. Luca Russo
Come prima istanza le consiglierei di approfondire l'aspetto fisiologico qualora ci fossero problematiche organiche.
Potrebbe associare , un percorso psicologico che le permetta di accrescere le sue risorse in questo momento di difficoltà.
Resto a completa disposizione per un incontro , chiarimenti o semplici domande che vorrà sottopormi .
Un abbraccio .
Dr. Luca Russo
Gentile utente, le consiglio come prima cosa di rivolgersi al medico curante in modo da escludere cause organiche. Dalla sua breve descrizione emergono sintomi che potrebbero avere una natura ansiosa ed emotiva. Sarebbe opportuno indagare sui sintomi da lei riportati tramite un percorso psicologico in modo da poter individuare i significati e le cause del suo malessere. Rimango a disposizione, cari saluti, dott.ssa Silvia Spelta.
Gentile utente, come già consigliato da alcuni colleghi prima di me, una volta escluse le cause organiche non resta che interrogarsi su che quale possa essere la sofferenza psicologica che questi sintomi le stanno comunicando. Sicuramente un percorso psicologico rappresenta lo spazio migliore per cogliere il messaggio che il suo corpo sta cercando di trasmetterle.
Un caro saluto, Anna Sensale
Un caro saluto, Anna Sensale
Buongiorno, qualora non l'avesse già fatto, le suggerirei di consultare il suo medico di base rispetto al mal di schiena e al senso di oppressione toracica, il/la quale potrà indicarle la giusta terapia o i necessari approfondimenti specialistici. Una volta indagati gli aspetti "organici" della condizione che lei descrive, potrebbe anche valutare la possibilità di un consulto psicologico, per capire se quello che lei vive possa essere legato anche ad uno stato mentale ed emotivo. Saluti cordiali, Dott. Marta Marcellini
Caro utente, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso. Una volta escluse possibili cause organiche, le consiglio di affidarsi ad uno psicoterapeuta per approfondire e lavorare sulla eventuale sintomatologia ansiosa. Esistono numerosi approcci psicoterapeutici che possano darle non solo un supporto psicologico ma anche nuove ed efficaci modalità e strategie di gestione della problematica presentata.
Cordiali saluti
Dr.ssa Mariarosaria Russo
Cordiali saluti
Dr.ssa Mariarosaria Russo
Ti consiglio di consultare un medico per valutare la causa del tuo mal di schiena e della sensazione di oppressione toracica. Potrebbero essere sintomi di problemi muscolari, posturali o anche di natura più seria; quindi, è importante fare una diagnosi accurata.
La sensazione di rigidità muscolare e di allerta costante potrebbero essere legate allo stress o all'ansia, ma è sempre meglio consultare un medico per escludere altre possibili cause.
Nel frattempo, potresti provare a fare stretching o esercizi leggeri per alleviare la rigidità muscolare e cercare di rilassarti attraverso tecniche di respirazione o meditazione per ridurre la sensazione di allerta.
Ricorda che la tua salute è importante, quindi non trascurare questi sintomi e cerca sempre un parere medico. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo.
Dott. Cordoba
La sensazione di rigidità muscolare e di allerta costante potrebbero essere legate allo stress o all'ansia, ma è sempre meglio consultare un medico per escludere altre possibili cause.
Nel frattempo, potresti provare a fare stretching o esercizi leggeri per alleviare la rigidità muscolare e cercare di rilassarti attraverso tecniche di respirazione o meditazione per ridurre la sensazione di allerta.
Ricorda che la tua salute è importante, quindi non trascurare questi sintomi e cerca sempre un parere medico. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo.
Dott. Cordoba
Gentilissimo utente, grazie della condivisione. Descriverei la sintomatologia espressa, anzitutto, al suo medico curante. Allo stesso tempo, raccomanderei di porre il focus sia sullo stato di allerta sia sulla disattenzione Il primo potrebbe correlare con uno stato di tensione interna dovuto ad ansia. Quanto alla disattenzione, la matrice a differenza della distraibilità è temporanea, potrebbe rimandare a uno stato di stress. Ipotesi da sondare in un percorso psicologico. Cordiali saluti. FV
Buongiorno, dal disagio che riferisce potrebbe stare somatizzando una o più situazioni stressanti che le causano ansia.
Il mio consiglio è di riflettere se ci sia qualche aspetto della sua vita che al momento non la fa stare tranquilla e parlarne con uno/a psicologo/a potrebbe aiutarla.
Resto a disposizione, anche online, in caso fosse interessata ad un consulto per approfondire il tema.
Cordiali saluti, Dott.ssa Claudia Torrente Cicero
Il mio consiglio è di riflettere se ci sia qualche aspetto della sua vita che al momento non la fa stare tranquilla e parlarne con uno/a psicologo/a potrebbe aiutarla.
Resto a disposizione, anche online, in caso fosse interessata ad un consulto per approfondire il tema.
Cordiali saluti, Dott.ssa Claudia Torrente Cicero
Buongiorno,
una volta esclusa qualsiasi causa fisica, andrebbe indagato il motivo di questa ansia soffocante e invalidante anche da un punto di vista fisico. L'ansia è una forma di paura, di allerta, per capire su cosa nasce io farei un percorso con interpretazione dei sogni (visto soprattutto che avviene durante la notte), pensieri e retropensieri, nonchè affronterei le dinamiche personali e familiare dal momento in cui sono apparsi questi sintomi
cordiali saluti dott.ssa Marrosu
una volta esclusa qualsiasi causa fisica, andrebbe indagato il motivo di questa ansia soffocante e invalidante anche da un punto di vista fisico. L'ansia è una forma di paura, di allerta, per capire su cosa nasce io farei un percorso con interpretazione dei sogni (visto soprattutto che avviene durante la notte), pensieri e retropensieri, nonchè affronterei le dinamiche personali e familiare dal momento in cui sono apparsi questi sintomi
cordiali saluti dott.ssa Marrosu
Salve, una risposta fisica è spesso una reazione del corpo a qualcosa che sta interessando l'esterno. Mi riferisco a rapporti di lavoro, relazioni sentimentali, familiari e/o sociali, cambiamenti di vita, insomma qualcosa o qualcuno che le attiva così tanto il corpo da farla sentire sempre in tensione. Parlare con uno specialista, in questo caso sarebbe opportuno uno psicologo-psicoterapeuta, potrebbe aiutarla a capire cosa stia accadendo.
Salve, facciamo innanzitutto ordine.
Prima di parlare di sintomi psicosomatici si rechi dal medico per controllare se almeno sotto il profilo organico é tutto a posto.
Sicuramente c’è una qualche tendenza che richiama alla dimensione psichica.
Così venisse confermato il consiglio é di cercare un collega psicoterapeuta che la possa seguire.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Prima di parlare di sintomi psicosomatici si rechi dal medico per controllare se almeno sotto il profilo organico é tutto a posto.
Sicuramente c’è una qualche tendenza che richiama alla dimensione psichica.
Così venisse confermato il consiglio é di cercare un collega psicoterapeuta che la possa seguire.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Buongiorno,
mi dispiace molto per la sua situazione, deve essere estremamente faticoso vivere così da due mesi. E' necessario che si rivolga ad uno psichiatra o un neurologo, chiedendo consiglio al suo medico di base per una eventuale terapia farmacologica. Le consiglio inoltre di valutare di intraprendere un percorso psicologico così da comprendere a fondo il suo vissuto e la sua storia di vita al fine di migliorare le sue risorse.
Cordialmente,
Dott.ssa ELisa Fiora
mi dispiace molto per la sua situazione, deve essere estremamente faticoso vivere così da due mesi. E' necessario che si rivolga ad uno psichiatra o un neurologo, chiedendo consiglio al suo medico di base per una eventuale terapia farmacologica. Le consiglio inoltre di valutare di intraprendere un percorso psicologico così da comprendere a fondo il suo vissuto e la sua storia di vita al fine di migliorare le sue risorse.
Cordialmente,
Dott.ssa ELisa Fiora
Salve, in base ai sintomi da lei descritti sembrerebbe che stia attraversando un periodo di stress prolungato che ha innescato una reazione ansiosa, soprattutto se nell'ultimo periodo è stato esposto a particolari condizioni di stress sociale, lavorativo, emotivo. Supponiamo ad esempio che di recente ci sia stato un evento critico quale un lutto, una separazione, un trasferimento o così via dicendo, i cosiddetti "fattori precipitanti", ciò aumenta considerevolmente la probabilità di andare incontro ad un disturbo d'ansia.
In questi casi è bene non sottovalutare la gravità della situazione e ricorrere all'aiuto di uno specialista, soprattutto quando l'ansia interferisce con il funzionamento della persona nel quotidiano, tenendo conto del fatto che spesso la cura a base di farmaci non basta perché agisce solo sul sintomo (senza curare alla radice) di conseguenza sarebbe opportuno un percorso di psicoterapia che possa essere di sostegno.
Spero di averle fornito una risposta esaustiva, visto e considerato che il disturbo d'ansia è ben articolato e presenta numerosissime sfaccettature che la rendono diversa di persona in persona. Per qualsiasi cosa rimango a disposizione. Un saluto!
In questi casi è bene non sottovalutare la gravità della situazione e ricorrere all'aiuto di uno specialista, soprattutto quando l'ansia interferisce con il funzionamento della persona nel quotidiano, tenendo conto del fatto che spesso la cura a base di farmaci non basta perché agisce solo sul sintomo (senza curare alla radice) di conseguenza sarebbe opportuno un percorso di psicoterapia che possa essere di sostegno.
Spero di averle fornito una risposta esaustiva, visto e considerato che il disturbo d'ansia è ben articolato e presenta numerosissime sfaccettature che la rendono diversa di persona in persona. Per qualsiasi cosa rimango a disposizione. Un saluto!
Salve,
prima di tutto, voglio riconoscere il coraggio che dimostra nel condividere ciò che sta vivendo. La sua descrizione — il mal di schiena, la rigidità muscolare e la costante sensazione di allerta — suggerisce che il suo corpo sta comunicando qualcosa di significativo.
Nella mia esperienza, il corpo spesso parla il linguaggio delle emozioni, soprattutto quando queste non trovano un altro modo per essere espresse. La rigidità che sente potrebbe riflettere tensioni psicologiche che il corpo ha somatizzato, mentre la sensazione di "viaggiare con la quinta marcia" potrebbe indicare uno stato di iperattivazione, come se il suo sistema fosse sempre pronto a rispondere a una minaccia, anche se questa non è visibile.
Vorrei esplorare insieme a lei alcune domande:
Ci sono stati cambiamenti recenti nella sua vita, o situazioni che possono averla messa sotto pressione emotiva?
Ha notato pensieri ricorrenti o preoccupazioni che potrebbero contribuire a questo stato di tensione?
Quando si distrae facilmente, che tipo di pensieri o sensazioni emergono?
Spesso, quando il nostro corpo ci parla in questo modo, può essere utile dedicare del tempo a esplorare non solo ciò che sta accadendo fisicamente, ma anche i significati emotivi sottostanti. Forse, insieme, potremmo scoprire i temi emotivi che stanno dietro a questa allerta costante e lavorare per trovare modi più gentili e sani di affrontarli.
Un approccio terapeutico potrebbe aiutarla a costruire uno spazio sicuro per riflettere su queste esperienze, integrando il corpo e la mente in un modo che promuova il suo benessere complessivo. Le suggerisco anche, se non lo ha già fatto, di consultare un medico per escludere cause puramente fisiche e completare così una visione più ampia del suo stato attuale.
prima di tutto, voglio riconoscere il coraggio che dimostra nel condividere ciò che sta vivendo. La sua descrizione — il mal di schiena, la rigidità muscolare e la costante sensazione di allerta — suggerisce che il suo corpo sta comunicando qualcosa di significativo.
Nella mia esperienza, il corpo spesso parla il linguaggio delle emozioni, soprattutto quando queste non trovano un altro modo per essere espresse. La rigidità che sente potrebbe riflettere tensioni psicologiche che il corpo ha somatizzato, mentre la sensazione di "viaggiare con la quinta marcia" potrebbe indicare uno stato di iperattivazione, come se il suo sistema fosse sempre pronto a rispondere a una minaccia, anche se questa non è visibile.
Vorrei esplorare insieme a lei alcune domande:
Ci sono stati cambiamenti recenti nella sua vita, o situazioni che possono averla messa sotto pressione emotiva?
Ha notato pensieri ricorrenti o preoccupazioni che potrebbero contribuire a questo stato di tensione?
Quando si distrae facilmente, che tipo di pensieri o sensazioni emergono?
Spesso, quando il nostro corpo ci parla in questo modo, può essere utile dedicare del tempo a esplorare non solo ciò che sta accadendo fisicamente, ma anche i significati emotivi sottostanti. Forse, insieme, potremmo scoprire i temi emotivi che stanno dietro a questa allerta costante e lavorare per trovare modi più gentili e sani di affrontarli.
Un approccio terapeutico potrebbe aiutarla a costruire uno spazio sicuro per riflettere su queste esperienze, integrando il corpo e la mente in un modo che promuova il suo benessere complessivo. Le suggerisco anche, se non lo ha già fatto, di consultare un medico per escludere cause puramente fisiche e completare così una visione più ampia del suo stato attuale.
Prima di poter fare qualsiasi tipo di diagnosi psicologica, è necessario rivolgersi ad uno specialista per analizzare i sintomi fisici ed escludere che ci siano problemi di natura organica.
Buonasera, per quanto riguarda il mal di schiena le consiglio sicuramente di rivolgersi ad uno specialista. Per quanto riguarda l'associazione tra il mal di schiena, oppressione e la sensazione costante di allerta, sicuramente può essere associato ad uno stato di ansia generalizzata che si presenta anche e soprattutto con questi specifici sintomi fisici. La distrazione che descrive potrebbe dipendere anch'essa dal medesimo stato psicosomatico alterato. Le consiglio di potersi avvicinare all'idea di affrontare insieme ad uno psicoterapeuta queste sensazioni corporee che sta vivendo perchè posso immaginare quanto siano invalidanti e dolorose.
Con la speranza che possa rivolgersi ad uno specialista sia per quanto riguarda la problematica alla schiena, sia per quanto riguarda gli altri sintomi.
Spero di esserle stato utile, buona serata.
Con la speranza che possa rivolgersi ad uno specialista sia per quanto riguarda la problematica alla schiena, sia per quanto riguarda gli altri sintomi.
Spero di esserle stato utile, buona serata.
Buongiorno, dai sintomi che descrive sembra che il suo corpo stia vivendo in uno stato di allerta continua. È come se il sistema nervoso faticasse a "staccare la spina", anche durante il sonno, non permettendole quindi di riposare correttamente.
Questa condizione può essere legata a stress prolungato, ansia o a tensioni muscolari croniche che si accumulano spesso senza che ce ne rendiamo conto. Quando lo stato di attivazione rimane alto per troppo tempo, il corpo tende a irrigidirsi, la respirazione si fa meno profonda e anche la mente può diventare più affaticata e meno concentrata.
Questa condizione può essere legata a stress prolungato, ansia o a tensioni muscolari croniche che si accumulano spesso senza che ce ne rendiamo conto. Quando lo stato di attivazione rimane alto per troppo tempo, il corpo tende a irrigidirsi, la respirazione si fa meno profonda e anche la mente può diventare più affaticata e meno concentrata.
Salve, i sintomi che descrivi, come il mal di schiena persistente, la sensazione di oppressione toracica e la rigidità muscolare, uniti alla costante sensazione di allerta e alla difficoltà di concentrazione, possono essere segnali che il tuo corpo e la tua mente stanno affrontando un periodo di stress o tensione. È importante considerare che mente e corpo sono strettamente collegati. Lo stress psicologico può manifestarsi anche attraverso sintomi fisici, e viceversa. Il fatto che tu riesca a dormire la notte è un buon segno, ma il persistere di questi sintomi durante il giorno indica che c'è qualcosa che merita attenzione. Ti consiglio vivamente di parlarne prima di tutto con il tuo medico di base, sarà in grado di escludere eventuali cause fisiche e, se lo riterrà opportuno, indirizzarti verso uno specialista. Potrebbe essere uno psicologo per esplorare le cause emotive e imparare strategie per gestire lo stress e l'ansia.
Salve, le sensazioni che descrive – rigidità muscolare, mal di schiena persistente, oppressione toracica e uno stato costante di allerta – sembrano indicare un coinvolgimento significativo del corpo nelle sue esperienze emotive. Quando la mente è sotto pressione, il corpo "parla" attraverso segnali fisici, e il suo vissuto suggerisce una possibile attivazione ansiosa prolungata, a volte non del tutto consapevole.
Come psicologa, mi occupo proprio di aiutare le persone a comprendere questi collegamenti tra psiche e corpo. In particolare, utilizzo il training autogeno, una tecnica di rilassamento psico-corporeo molto efficace per:
- Rieducare il corpo al rilassamento,
- Riequilibrare il sistema nervoso autonomo,
- Ridurre le tensioni muscolari e mentali,
- Accrescere la consapevolezza di sé.
Attraverso un percorso mirato, il training autogeno può aiutarla a "disinnescare" quello stato di allerta costante, migliorare la qualità della concentrazione e soprattutto favorire una sensazione di calma e padronanza interiore.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Melita Boselli
Come psicologa, mi occupo proprio di aiutare le persone a comprendere questi collegamenti tra psiche e corpo. In particolare, utilizzo il training autogeno, una tecnica di rilassamento psico-corporeo molto efficace per:
- Rieducare il corpo al rilassamento,
- Riequilibrare il sistema nervoso autonomo,
- Ridurre le tensioni muscolari e mentali,
- Accrescere la consapevolezza di sé.
Attraverso un percorso mirato, il training autogeno può aiutarla a "disinnescare" quello stato di allerta costante, migliorare la qualità della concentrazione e soprattutto favorire una sensazione di calma e padronanza interiore.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Melita Boselli
Salve, dopo aver escluso eventuali condizioni fisiche, se ne ha la possibilita', potrebbe intraprendere un percorso di supporto psicologico per poter avere un suo spazio in cui essere compreso e risalire alle cause della sua ansia. Un saluto
Quello che descrivi è molto faticoso e comprendo quanto possa influire sulla tua vita quotidiana. I sintomi fisici e la sensazione di allerta costante possono essere legati a uno stato di stress o ansia persistente, che spesso si manifesta anche con tensioni muscolari e difficoltà di concentrazione. Ti consiglierei di rivolgerti a un medico per escludere cause fisiche e, se necessario, valutare un supporto psicologico che possa aiutarti a gestire questa condizione. Prendersi cura del corpo e della mente è fondamentale per ritrovare equilibrio e benessere.
Buongiorno,
La sua allerta a cosa è dovuta?
Ha mal di schiena costante: ha fatto controlli di tipo ortopedico per capirne la causa?
Potrebbe essere molta tensione accumulata che si riversa sulla parte posteriore del busto irrigidendole la schiena. Tuttavia, è necessario andare a fondo sulla questione svolgendo tutti i controlli del caso. Anche la postura è importante: come dorme? Come sta seduto? Passa molto tempo in piedi?
Ha detto che si distrae: a cosa pensa?
Se la situazione permane e non vi sono cause organiche, le suggerisco di rivolgersi ad un professionista psicologo. Uno psicologo sarà in grado di aiutarla a comprendere le cause del problema, oltre a darle una visione esterna della situazione. Potrà fornirle gli strumenti per affrontare adeguatamente il malessere riportato e darle sostegno emotivo.
La aiuterà a conoscersi maggiormente e a convivere con la situazione in modo funzionale. Resto a disposizione per ulteriori informazioni e domande nell'eventualità di un colloquio psicologico di approfondimento. Cordiali saluti
La sua allerta a cosa è dovuta?
Ha mal di schiena costante: ha fatto controlli di tipo ortopedico per capirne la causa?
Potrebbe essere molta tensione accumulata che si riversa sulla parte posteriore del busto irrigidendole la schiena. Tuttavia, è necessario andare a fondo sulla questione svolgendo tutti i controlli del caso. Anche la postura è importante: come dorme? Come sta seduto? Passa molto tempo in piedi?
Ha detto che si distrae: a cosa pensa?
Se la situazione permane e non vi sono cause organiche, le suggerisco di rivolgersi ad un professionista psicologo. Uno psicologo sarà in grado di aiutarla a comprendere le cause del problema, oltre a darle una visione esterna della situazione. Potrà fornirle gli strumenti per affrontare adeguatamente il malessere riportato e darle sostegno emotivo.
La aiuterà a conoscersi maggiormente e a convivere con la situazione in modo funzionale. Resto a disposizione per ulteriori informazioni e domande nell'eventualità di un colloquio psicologico di approfondimento. Cordiali saluti
Buonasera,
nelle tue parole si sente la fatica di un corpo che sembra “tenere tutto”, come se non riuscisse più a trovare la via del rilascio. Quel senso di allerta costante, quella tensione che non si scioglie, raccontano di un sistema che è rimasto troppo a lungo in modalità di difesa: il corpo, più che opporsi, sta tentando di proteggerti.
Spesso, quando la mente corre, il corpo resta contratto nel tentativo di “stare dietro” al ritmo. Ti propongo un piccolo esercizio, semplice ma prezioso, per provare a riportare contatto e presenza:
Esercizio di “disinnesco corporeo”
Prenditi due minuti. Siediti comoda, con i piedi ben appoggiati a terra.
Porta l’attenzione al respiro, senza modificarlo.
Poi, lentamente, inspira come se volessi “ascoltare” il tuo torace che si apre, ed espira immaginando di lasciare scendere le spalle di pochi millimetri.
Porta le mani sulla zona del corpo più tesa e chiediti in silenzio: “Cosa stai cercando di dirmi?” , senza rispondere, solo restando in ascolto.
A volte il corpo parla prima della mente: riconoscerlo non è debolezza, ma un modo per ricominciare a sentire la vita senza che debba difendersi da essa. Grazie per la condivisione!
nelle tue parole si sente la fatica di un corpo che sembra “tenere tutto”, come se non riuscisse più a trovare la via del rilascio. Quel senso di allerta costante, quella tensione che non si scioglie, raccontano di un sistema che è rimasto troppo a lungo in modalità di difesa: il corpo, più che opporsi, sta tentando di proteggerti.
Spesso, quando la mente corre, il corpo resta contratto nel tentativo di “stare dietro” al ritmo. Ti propongo un piccolo esercizio, semplice ma prezioso, per provare a riportare contatto e presenza:
Esercizio di “disinnesco corporeo”
Prenditi due minuti. Siediti comoda, con i piedi ben appoggiati a terra.
Porta l’attenzione al respiro, senza modificarlo.
Poi, lentamente, inspira come se volessi “ascoltare” il tuo torace che si apre, ed espira immaginando di lasciare scendere le spalle di pochi millimetri.
Porta le mani sulla zona del corpo più tesa e chiediti in silenzio: “Cosa stai cercando di dirmi?” , senza rispondere, solo restando in ascolto.
A volte il corpo parla prima della mente: riconoscerlo non è debolezza, ma un modo per ricominciare a sentire la vita senza che debba difendersi da essa. Grazie per la condivisione!
Buongiorno,
La rigidità che descrive insieme alla fatica a concentrarsi sembrerebbero riflettere una difficoltà profonda che compromette la sua routine.
Sarebbe opportuno indagare con uno psicologo cosa sta succedendo nella sua vita e quali strategie mettere in atto per cercare di recuperare la serenità e la tranquillità che le mancano.
Rimango a disposizione
Cordialmente, Dott.ssa Lanzafame
La rigidità che descrive insieme alla fatica a concentrarsi sembrerebbero riflettere una difficoltà profonda che compromette la sua routine.
Sarebbe opportuno indagare con uno psicologo cosa sta succedendo nella sua vita e quali strategie mettere in atto per cercare di recuperare la serenità e la tranquillità che le mancano.
Rimango a disposizione
Cordialmente, Dott.ssa Lanzafame
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