Dott.ssa
Annamaria Ghellere
Psicologa clinica
·
Neuropsicologa
Altro
San Bonifacio 1 indirizzo
Esperienze
Sono la Dott.ssa Annamaria Ghellere, psicologa clinica ad orientamento cognitivo- comportamentale e di area in neuropsicologica. Nel mio studio offro uno spazio di ascolto e cura focalizzato sul benessere psicologico e sulla gestione delle sfide emotive individuali. Accanto alla psicoterapia, mi occupo di percorsi di riabilitazione e potenziamento cognitivo per il giovane, l’adulto e l’anziano. Il mio obiettivo è fornire strumenti concreti per affrontare le difficoltà quotidiane e migliorare, insieme, la tua qualità di vita. Se stai attraversando un momento di difficoltà, nel mio studio oppure online troverai uno spazio sicuro dove sentirti supportato, compreso e aiutato.
Aree di competenza principali:
- Psicoterapia
- Neuropsicologia
Principali patologie trattate
- Depressione
- Ansia
- Stress
- Demenza senile
- Sindrome del caregiver
- +20 a11y_sr_more_diseases
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Studio clinico
60 € -
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Colloquio psicologico individuale
60 € -
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Consulenza online
60 € -
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Consulenza psicologica
60 € -
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Mindfulness
60 € -
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Indirizzi (2)
Via F. lli Mazzotto, 13, San Bonifacio 37047
Disponibilità
Pagamento online
Accettato
Telefono
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Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che accetti la tua assicurazione
Recensioni
10 recensioni
Nuovo profilo su MioDottore
I pazienti hanno appena iniziato a rilasciare recensioni.
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L
L. S.
Esperienza estremamente positiva. La dottoressa è molto brava nell'ascolto e trasmette una calma incredibile. Mi ha aiutato a sentirmi subito al sicuro e ascoltata. Molto empatica e attenta ai dettagli. Consigliatissima!
• Studio di consulenza online • consulenza online •
Dott.ssa Annamaria Ghellere
Grazie per la recensione, a presto!
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B
B.M
La Dott.ssa Annamaria mi ha aiutato a superare un momento delicato della mia vita a causa degli attacchi di panico. Grazie a lei ora sto molto meglio!
• Studio di consulenza online • consulenza online •
Dott.ssa Annamaria Ghellere
Grazie Benedetta per la tua recensione, a presto!
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S
S.B.
Annamaria è una psicologa molto attenta alle necessità dei suoi pazienti. Mi sono sentito veramente ascoltato e compreso
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Dott.ssa Annamaria Ghellere
Grazie per la tua recensione e a presto!
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A
Ajla S.
Sono stata dalla dottoressa per un colloquio… mi sono trovata benissimo. Dottoressa molto empatica e disponibile all’ascolto; consiglio.
• Dott.ssa Annamaria Ghellere - Psicologa • •
Dott.ssa Annamaria Ghellere
Grazie Ajla, a presto!
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M
Mattia G.
La mia esperienza è stata molto positiva. Ha capito fin da subito il mio problema e adesso stiamo proseguendo con il percorso da lei indicato. Nonostante abbia iniziato da poco, sento già dei miglioramenti. Consigliatissima
• Dott.ssa Annamaria Ghellere - Psicologa • •
Dott.ssa Annamaria Ghellere
Grazie Mattia per la recensione, a presto!
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L
Lorella P.
Sono stata in visita dalla dottoressa e mi sono trovata bene e a mio agio. Consigliatissima
• Dott.ssa Annamaria Ghellere - Psicologa • •
Dott.ssa Annamaria Ghellere
Grazie Lorella!
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L
Luciana S.
Ho svolto un percorso con la dottoressa qualche mese fa.
Mi sento di consigliarla: gentile, preparata e molto empatica• Dott.ssa Annamaria Ghellere - Psicologa • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Annamaria Ghellere
Grazie mille della recensione, mi fa piacere!
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G
Giulia A.
Ho chiesto supporto alla Dott.ssa Annamaria a seguito della scoperta di una malattia neurodegenerativa di mio marito.. sono arrivaya a lei con il passaparola con professionisti che lo seguono. Lei ha saputo spiegarmi alcuni comportamenti e mi sta supportando nella diverse fasi della malattia. Grazie
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Dott.ssa Annamaria Ghellere
Grazie Giulia e a presto
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L
Luisa C.
La terapia che sto facendo con la dottoressa si sta rivelando molto utile, mi sono sentita capita e a mio agio fin da subito. Sempre gentile e disponibile.
• Dott.ssa Annamaria Ghellere - Psicologa • sostegno psicologico •
Dott.ssa Annamaria Ghellere
Grazie Luisa per la tua recensione!
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A
AT
Mi sono rivolta alla dottoressa Ghellere per una depressione che mi trascinavo da anni. La dottoressa ha saputo aiutarmi a comprendere la natura della mia sofferenza e abbiamo lavorato sui sintomi più invalidanti. Già dopo due mesi che sono seguita da lei sto ritrovando il piacere di fare le cose. La ringrazio molto per la pazienza e la professionalità dimostrata
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Dott.ssa Annamaria Ghellere
Grazie Anna, a presto!
Risposte ai pazienti
ha risposto a 7 domande da parte di pazienti di MioDottore
soffro da mesi di dolore cronico lombosa rale che ha peggiorato in modo significativo la depressione di cui soffro da anni.
La mia vita quotidiana non esiste più e pensare al poco futuro (ho 74 anni) in questa situazione mi fa pensare solo a uscire dalla vita, svegliarmi è diventata angoscia perché saranno altre ore insopportabili.
Attualmente assumo farmai oppioidi che hanno avuto un effetto che poi si è fermato.
Non c'è la faccio piu, vivo sola e ogni cosa diventa un problema, non voglio vivere così.
Capisco lo sfinimento.
Quando il dolore cronico si somma a una depressione di anni, si crea un corto circuito: il dolore fisico alimenta pensieri di impotenza e la depressione rende il corpo ancora più sensibile alle fitte. A 74 anni, vivere da soli con questo carico rende tutto più pesante.
In chiave CBT (Cognitivo-Comportamentale), ci sono alcuni aspetti da tenere in considerazione:
1 Il limite degli oppioidi: il fatto che non facciano più effetto è un fenomeno tecnico (tolleranza). Non significa che non ci sia soluzione, ma che serve un medico specialista in Terapia del Dolore per cambiare strategia farmacologica. Esistono combinazioni diverse che funzionano meglio sul lungo periodo.
2 Il circolo vizioso: il dolore costante porta a pensare che "non ci sia via d'uscita", e questo pensiero aumenta la tensione muscolare e l'angoscia, peggiorando la percezione del dolore stesso.
3 piccoli passi: quando la giornata sembra inaffrontabile, l'unica è spezzettarla in obiettivi minimi, alternando pochi minuti di attività a riposo programmato, per non farsi travolgere dall'inattività.
Ne parli subito col suo medico di base. Esistono percorsi specifici per il dolore cronico che possono rendere le ore della giornata meno insopportabili. È un suo diritto ricevere una cura che funzioni meglio di quella attuale.
Salve, ho 41 anni e quest'anno, in seguito a un periodo di forte stress, ho avuto un episodio di paranoia molto forte, in cui ero convinta di essere in pericolo di vita e che una persona cara mi volesse fare del male. L'episodio è durato molte ore, direi quasi 20 ore di fila. Poi mi sono resa conto da sola di non essere in me. Questa convinzione è tornata ciclicamente, pian piano modificandosi in forme più attendibili, ragionevoli, ma comunque la sofferenza, quando arrivano queste idee, è molto forte. Ho consultato un neurologo e fondamentalmente mi ha detto che non ho nulla, mi ha prescritto un antidepressivo (che non ho preso, perché mi è sembrato un gesto poco attento dopo una visita di venti minuti più che altro sui riflessi automatici). Ho consultato uno psichiatra che mi ha detto che in base all'andamento degli episodi ritiene che la situazione si appianerà da sola, senza alcun farmaco. La mia psicoterapeuta ha trovato delle somiglianze con il funzionamento del DOC (cosa che lo psichiatra ha escluso). Non so cosa pensare. Vorrei delle risposte basate su dati certi, visto che la situazione resta più o meno invariata e sta diventando invalidante per la mia vita privata. Ho notato che durante il primo episodio (quello molto intenso, in cui non riuscivo a mangiare, mi piegavo in due, ero nel panico più totale con la stessa sensazione che provo durante un incubo notturno) sentivo sul lato destro della testa, una sensazione di ottundimento e al tatto non sentivo il contatto diretto, come invece sentivo sul lato sinistro: era come se la pelle fosse un po' addormentata. Questa cosa mi succede ancora durante gli episodi un po' più forti. Ho anche sbalzi di temperatura. Sento (a volte) alcuni sapori, cattivi. Ho il dubbio che possa essere qualcosa di strutturale, e non di puramente psicologico, perché spesso la parte emotiva viene fuori molti minuti dopo la sensazione fisica. Chiedo un parere su come muovermi per avere qualche risposta in più.
Salve, la sua situazione merita un’attenzione che vada oltre il "passerà da solo", specialmente perché i sintomi fisici che descrive sono molto specifici. In ambito clinico e cognitivo-comportamentale (CBT), il fatto che la sensazione fisica (intorpidimento a destra e cattivi sapori) preceda il pensiero paranoide è un dato fondamentale: suggerisce che il suo sistema nervoso entri in uno stato di allarme "bottom-up". In pratica, il corpo lancia un segnale di terrore fisico e il cervello, per dare un senso a quel malessere, costruisce una spiegazione esterna (la paranoia).
Il contrasto tra le diagnosi di DOC e paranoia dipende spesso dall’insight: se lei si rende conto dopo che il pensiero era privo di riscontri oggettivi, siamo più vicini a un funzionamento ossessivo; se invece durante l'episodio la convinzione è totale, si tratta di ideazione paranoide transitoria legata a stress estremo.
Tuttavia, dato che riferisce sintomi unilaterali (solo lato destro) e alterazioni del gusto (cacosmia), il mio consiglio per avere "dati certi" è di non fermarsi a una visita superficiale. Sarebbe opportuno richiedere una Risonanza Magnetica (RM) encefalo e un EEG per escludere con certezza cause strutturali o irritative del lobo temporale, che possono simulare stati di panico o paranoia. Se gli esami risulteranno negativi, potrà affrontare con più serenità un percorso di psicoterapia mirato alla gestione dei traumi o dello stress, valutando con uno psichiatra se una terapia farmacologica specifica (non necessariamente un antidepressivo generico) possa aiutarla a stabilizzare queste "scosse" del sistema nervoso che al momento sono invalidanti.
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