Soffro di ansia sociale a causa di un padre molto complicato, interagisco con le persone ma non ries

23 risposte
Soffro di ansia sociale a causa di un padre molto complicato, interagisco con le persone ma non riesco ad essere me stessa ed e’ quello che vorrei, mi hanno prescritto la sertralina , secondo lei cambierà qualcosa? Come agisce su questo problema che mi ha condizionato la vita?
Dott.ssa Ilaria Desantis
Psichiatra, Psicoterapeuta
Prato
Buongiorno, la sua preoccupazione è comprensibile, ma la sertralina è un'ottimo farmaco per il disturbo d'ansia sociale, sicuramente le sarà d'aiuto per ridurre la sintomatologia e aprirsi in modo più spontaneo al mondo, come desidera! Per elaborare invece ciò che le è successo e l'impatto che i suoi rapporti familiari hanno avuto nella sua vita, può essere utile associare al farmaco un percorso di psicoterapia, che la aiuterà a guardare a se stessa e al mondo con maggiore fiducia.
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Dott.ssa Ilaria Biasion
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Calliano
Buongiorno,
mi dispiace molto e comprendo la difficile situazione che sta vivendo. Il mio personale parere sui farmaci è che siano sicuramente utili e di supporto in alcune circostanze, quindi bene se il medico le ha consigliato la sertralina, tuttavia ritengo che vadano sempre affiancati ad una buona psicoterapia, in quanto non sono risolutori di una problematica ma aiutano ad attenuare dei sintomi quando sono molto pervasivi. Resto a disposizione per qualsiasi necessità anche online.
Buona giornata
Dott.sssa Ilaria Biasion
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Buongiorno,
la sertralina è un farmaco appartenente alla categoria degli SSRI, utilizzato spesso per i disturbi d’ansia, compresa l’ansia sociale. Agisce regolando alcuni meccanismi neurochimici legati all’umore e alla risposta ansiosa, e può contribuire nel tempo a ridurre l’intensità dell’attivazione emotiva, la paura del giudizio e la tensione nelle situazioni sociali.
È importante però sapere che il farmaco non cambia la personalità né risolve da solo le radici profonde del disagio, soprattutto quando queste sono legate a esperienze relazionali significative come quelle familiari. Può però creare una base di maggiore stabilità emotiva che permette di sentirsi più liberi, più spontanei e più presenti nelle interazioni, facilitando anche un eventuale percorso psicologico orientato a ritrovare autenticità e sicurezza in sé stessi.
Un percorso di supporto psicologico, affiancato alla terapia farmacologica, può aiutarla a lavorare proprio su quel desiderio importante che esprime: riuscire a sentirsi più sé stessa nelle relazioni.
Rimango a disposizione per qualsiasi informazione.
Un caro saluto!
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Dott.ssa Jessica Ceccherini
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Gentile Utente,
l’ansia sociale, soprattutto quando affonda le radici in una storia familiare complessa o in relazioni significative difficili, può accompagnare a lungo e influenzare profondamente il modo in cui ci si percepisce nelle relazioni. Il fatto che lei riesca comunque a interagire con gli altri, ma con la sensazione di non essere davvero sé stessa, è una condizione molto frequente in chi vive questo tipo di ansia.

Per quanto riguarda la sertralina, si tratta di un farmaco appartenente alla classe degli SSRI, utilizzato da molti anni nel trattamento dell’ansia sociale, dell’ansia generalizzata e dei disturbi depressivi. La sua azione è legata alla regolazione della serotonina, un neurotrasmettitore coinvolto nei meccanismi dell’umore, della paura e della risposta allo stress.

Non modifica la personalità né interviene direttamente sulle esperienze passate. Tuttavia, può ridurre alcuni aspetti che mantengono l’ansia sociale: l’iperattivazione interna, la paura del giudizio, la tensione costante e il rimuginio. Quando questi livelli si abbassano, molte persone riferiscono di sentirsi più libere nelle interazioni e meno bloccate dal timore di esporsi o di mostrarsi per come sono.

In altre parole, il farmaco non “crea” un cambiamento identitario, ma può facilitare l’incontro con parti di sé che l’ansia tende a inibire. Questo può tradursi in una maggiore spontaneità e in una minore autocensura nelle relazioni.

Spesso l’associazione tra supporto farmacologico e lavoro terapeutico consente non solo una riduzione dell’ansia, ma anche un cambiamento più stabile nel modo di stare in relazione e di percepirsi.
Può quindi considerare la sertralina come un possibile sostegno che, riducendo il peso dell’ansia, le permetta progressivamente di avvicinarsi a quella sensazione di autenticità che desidera raggiungere.

Cordiali Saluti
Dr.ssa Jessica Ceccherini
Dott.ssa Denise Cavalieri
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Ravenna
Buongiorno, capisco profondamente questo suo bisogno di 'essere se stessa'.
L'ansia che prova è un modo in cui il suo organismo ha imparato a proteggersi in un ambiente familiare difficile, ma che oggi le impedisce di vivere un contatto autentico con gli altri.
Riguardo alla sertralina, ecco come può aiutarla:
Regola lo 'sfondo' emotivo: La sertralina agisce sui livelli di serotonina, agendo come un modulatore dell'umore e dell'ansia. Immagini l'ansia come un rumore bianco assordante: il farmaco aiuta ad abbassarne il volume.
Riduce l'inibizione: Agendo sui circuiti della paura, la sertralina può attenuare quel senso di 'blocco' o di 'congelamento' che sente nelle interazioni, rendendo il confine tra lei e l'altro meno minaccioso.
Riducendo l'iper-vigilanza, il farmaco le darà un po' più di respiro per 'rischiare' nuovi modi di stare con gli altri.
Il farmaco però, non le darà una nuova personalità, ma agirà come un sostegno biofisiologico. Abbassando l'intensità della minaccia percepita, le permetterà di sentirsi meno 'invasa' dai condizionamenti del passato (legati a suo padre) e più libera di sentire cosa accade nel qui e ora.
Il farmaco prepara il terreno, ma sarà un lavoro su sè stessa che potrà trasformare quel 'non riuscire a essere me stessa' in una nuova capacità di esserci e di mostrarsi.
Intraprendere un percorso di psicoterapia potrà sicuramente aiutarla in tal senso.
Le auguro il meglio.
Buona giornata
Denise
Dott.ssa Veronica Lokar
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Trieste
Lo psicofarmaco può aiutare ma è più efficace se accompagnato da un trattamento psicoterapeutico.
Buongiorno, in sintesi: la sertralina viene usata generalmente nel trattamento della depressione, disturbo da attacchi di panico, disturbo ossessivo-compulsivo, ansia sociale e disturbo da stress post-traumatico; gli effetti terapeutici includono il miglioramento dell'umore e la riduzione dell'ansia. Queste informazioni può approfondirle con lo Psichiatra che le ha prescritto il farmaco. In qualità di Psicoterapeuta, le consiglio di affiancare all'assunzione del farmaco un percorso psicoterapeutico, per fare chiarezza sulle sue dinamiche familiari, imparare a gestire l'ansia e migliorare le sue relazioni. La combinazione di terapia farmacologica e psicologica in genere porta a cambiamenti migliori, più rapidi e duraturi nel tempo. In bocca al lupo!
Dott.ssa Maria Rosa Biondo
Psicologo, Psicoterapeuta
Vizzini
Buon pomeriggio, l'ansia che descrive spesso è una risposta a relazioni e storie affettive complesse che le hanno insegnato a stare in allerta. Il farmaco può aiutare a ridurre i sintomi ma non cambia chi è lei. Ciò che può davvero trasformare le cose è capire da dove nasce la paura dell'altro. Il lavoro non è diventare un'altra persona, ma diventare più libera di essere se stessa, senza che l'ansia decida per lei. La sua è una storia che può essere capita, elaborata e, piano piano, cambiata.
Un caro saluto,
Dott.ssa Maria Rosa Biondo
Dott.ssa Daniela Benvenuti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Gent utente, bene la sertralina, che è un farmaco che agisce sull'umore e sugli stati ansiosi. Ma credo più utile un percorso psicoterapeutico di tipo cognitivo comportamentale di esposizione graduale e un potenziamento delle abilità relazionali, ad esempio un training assertivo.
Cordialmente, dr.ssa Daniela Benvenuti
Dott.ssa Soraya Cibic
Psicoterapeuta, Psicologo
Padova
Buongiorno,
quello che descrivi (la difficoltà a sentirti autentica nelle relazioni e l'ansia sociale legata a un rapporto complesso con tuo padre) spesso nasce da esperienze relazionali precoci che ci hanno insegnato, in modo più o meno consapevole, a non esprimere pienamente chi siamo per paura di giudizio, rifiuto o conflitto.

La sertralina, come altri farmaci antidepressivi o ansiolitici, può aiutare a ridurre i sintomi dell’ansia e migliorare il tono dell’umore. In pratica, può rendere più gestibili le emozioni intense, diminuire la tensione fisica e mentale e facilitare una maggiore presenza nelle interazioni sociali. Tuttavia, non agisce direttamente sui modelli relazionali o sulle difficoltà emotive profonde legate alla storia familiare, non “insegna” a sentirsi più sé stessi o a cambiare il modo in cui ti relazioni con gli altri.

Per questo motivo, l’approccio più efficace è spesso integrato. Il farmaco può supportarti nel gestire l’ansia, mentre un percorso di psicoterapia ti aiuta a comprendere l’origine dei tuoi schemi relazionali e ad elaborare le esperienze che li hanno generati per imparare gradualmente ad essere più sicura, libera e autentica nelle relazioni, sviluppando le tue risorse, finché non avrai più bisogno del supporto farmacologico.
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buonasera,
la ringrazio per aver condiviso una parte così delicata della sua esperienza.

L’ansia sociale, soprattutto quando affonda le radici in relazioni familiari complesse, può incidere profondamente sul senso di sé e sulla spontaneità nelle relazioni. È comprensibile il desiderio di “sentirsi se stessa”.

La sertralina può aiutare a ridurre alcuni sintomi dell’ansia (come l’iperattivazione, l’anticipazione ansiosa o la paura del giudizio), creando talvolta una maggiore “stabilità emotiva”. Tuttavia il farmaco, da solo, non modifica le dinamiche relazionali profonde né le esperienze emotive che hanno contribuito a costruire questo disagio nel tempo. Per questo, spesso, il beneficio maggiore si ottiene integrando il trattamento farmacologico — sempre sotto supervisione medica — con un percorso psicoterapeutico, che permette di lavorare sul modo in cui si vive se stessi e gli altri, e di recuperare gradualmente autenticità e sicurezza nelle relazioni.

Ogni percorso è personale e merita di essere costruito con rispetto dei tempi e della storia individuale. Se lo desidera, può essere utile confrontarsi con uno psicoterapeuta per valutare insieme la strada più adatta a lei.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dr. Andrea Ferella
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Monza
Buongiorno. Il farmaco che le hanno prescritto è un principio attivo serotoninergico che va cioè ad agire sulla seotonina aumentandone la concentrazione. Questo la aiuterà a ridurre alcuni sintomi legati all’umore, ma il consiglio che le do è di intraprendere un percorso psicoterapeutico per esplorare e approfondire alcuni nodi importanti della sua vita.
Dott. Marco Lenzi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Buonasera,
Grazie per la sua domanda.
Le vorrei chiedere chi le ha prescritto la sertralina: il medico di base o uno psichiatra?
Da quanto scrive, emerge una situazione che necessita di un intervento psicoterapeutico: infatti, l'ansia sociale e il disagio che sta provando hanno bisogno di essere trattati con un professionista qualificato: uno psicoterapeuta. I farmaci possono aiutare ad alleviare i sintomi ma non porteranno alla soluzione del suo problema.
La medicina che le è stata prescritta la aiuterà ad alleviare i sintomi dell'ansia, ma, da sola è insufficiente. Pertanto, è necessario andare alle cause del suo problema: in terapia, capirà quali sono le dinamiche sottostanti l'ansia sociale e da quali fattori essa dipende, oltre agli elementi che la rinforzano. In aggiunta, troverà le risorse che potrà utilizzare per affrontare la condizione e sentirsi meglio. Riuscirà ad individuare una strategia per lei efficace per gestire la situazione in modo funzionale.
Lo psicoterapeuta la accoglierà in modo empatico, ascoltandola senza giudizio e offrendole un supporto autentico.
Perciò, la psicoterapia unita alla sertralina le darà una mano per affrontare la sua difficoltà.
Resto a disposizione per ulteriori domande e informazioni nell'eventualità di un colloquio psicologico di approfondimento. Cordiali saluti
Dott.ssa Flavia Aronica
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Lido Di Ostia
Buoasera,
la sertralina può essere un valido aiuto nella riduzione dei sintomi, contribuendo ad abbassare l’intensità dell’ansia e del disagio e favorendo una maggiore stabilità emotiva. Tuttavia, il farmaco da solo spesso non è sufficiente: la psicoterapia rappresenta lo spazio in cui è possibile comprendere, elaborare e lavorare in modo più profondo sugli schemi di pensiero e sui comportamenti che possono mantenere la sofferenza, nel suo caso legata all'ansia sociale. L’integrazione tra supporto farmacologico e percorso psicoterapico consente generalmente un lavoro più completo e duraturo.
Un caro saluto.
Dott.ssa Nunzia D'Anna
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
La sertralina (come ogni psicofarmaco) aiuta moltissimo il paziente in difficoltà, ma non risolve lo schema emotivo, di pensiero e di comportamento. Per quello l'unico rimedio definitivo resta la psicoterapia.
Dott.ssa Greta Pisano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
La sertralina può aiutare a ridurre i sintomi dell’ansia sociale, come la paura del giudizio e la tensione nelle relazioni, rendendo le interazioni meno bloccanti. Non agisce sulle cause profonde legate alla storia personale, ma può facilitare un maggiore equilibrio emotivo. I benefici richiedono alcune settimane e vanno monitorati dal medico.
Se lo desidera, possiamo approfondire la sua situazione e valutare insieme un percorso mirato in un colloquio.
saluti,
dott.ssa Greta Pisano
Dott.ssa Silvia Amazzoni
Psicoterapeuta, Psicologo
Arezzo
La sertralina può essere un aiuto utile nel ridurre alcuni sintomi dell’ansia sociale, come l’attivazione fisica intensa, il timore del giudizio o il bloccoche potrebbe sentire nelle situazioni relazionali.
Allo stesso tempo, però, il farmaco da solo non lavora sulle radici più profonde del suo vissuto.
Un percorso di psicoterapia potrebbe offrirle uno spazio per dare senso e trasformare l' esperienze sociali in un modo più comodo, elaborare la relazione paterna e sperimentare modalità nuove e più autentiche di stare con le persone. In questo senso, farmaco e psicoterapia possono essere complementari: il primo può alleviare i sintomi, il secondo aiutarla a comprendere e trasformare ciò che l’ha condizionata nel tempo.
Dott.ssa Francesca Proietti
Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Roma
Buona sera. I farmaci possono assolutamente essere un sostegno nel contenimento della sintomatologia. Tuttavia ritengo che un supporto psicologico possa essere, insieme alla farmacoterapia, un sostegno più completo ed efficace.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Gentile utente,
da ciò che descrive emerge una sofferenza profonda e comprensibile: quando si cresce con una figura genitoriale “complicata”, soprattutto se imprevedibile, critica o poco sintonizzata emotivamente, può diventare molto difficile sentirsi liberi di essere se stessi nelle relazioni. L’ansia sociale, in questi casi, non riguarda solo la paura del giudizio, ma spesso è legata a schemi interiori più profondi di autocontrollo, insicurezza e timore di non essere accettati.

La sertralina è un farmaco appartenente alla categoria degli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina). Agisce aumentando la disponibilità di serotonina nel cervello, un neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione dell’umore e dell’ansia. In molte persone può ridurre l’intensità dell’ansia, la tensione interna e l’iperattivazione emotiva, rendendo più gestibili le situazioni sociali e attenuando i sintomi fisici e mentali dell’ansia.

È importante però chiarire un punto fondamentale: il farmaco non modifica da solo le cause profonde del problema, soprattutto quando l’ansia è legata a esperienze relazionali precoci e a modalità consolidate di stare con gli altri. Può essere un valido aiuto per “abbassare il volume” dell’ansia, ma il lavoro sul sentirsi autentici, sul rapporto con la propria storia familiare e sull’immagine di sé avviene principalmente attraverso un percorso psicoterapeutico.

Proprio per questo, il mio consiglio è di affiancare (o valutare) un approfondimento con uno specialista, così da comprendere meglio l’origine di questa difficoltà e lavorare in modo mirato non solo sui sintomi, ma anche su ciò che li mantiene nel tempo.

Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Nicolò Paluzzi Monti
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Firenze
Quando dici che interagisci con le persone ma non riesci a essere te stessa, sembra esserci una distanza tra ciò che vivi dentro e ciò che mostri fuori. Come se nelle relazioni ci fosse sempre una parte di te che resta indietro, in osservazione. Spesso questa modalità nasce molto presto, soprattutto quando crescere accanto a una figura genitoriale complessa richiede attenzione costante, adattamento, prudenza. In quei contesti, essere autentici può non essere stato possibile o conveniente.

L’ansia sociale, in questo senso, non è solo paura del giudizio: può essere una forma di vigilanza appresa, un modo di stare nel mondo che ha avuto una sua funzione. Non arriva per caso, e non dice che c’è qualcosa che non va in te. Dice piuttosto che il tuo modo di entrare in relazione si è costruito dentro una storia precisa.

La domanda sulla sertralina sembra allora toccare qualcosa di più profondo del farmaco in sé. Forse stai chiedendo: se l’ansia si attenua, potrò finalmente essere diversa?
Il farmaco, per molte persone, non cambia chi si è né cancella ciò che è stato vissuto. Può però abbassare l’intensità di certe sensazioni, rendendo meno invadente quel blocco interno che si attiva nelle situazioni sociali. Non crea una nuova identità, ma talvolta lascia più spazio per sentire altro.

E qui può nascere una riflessione importante:
se l’ansia smettesse di occupare tutto, che cosa resterebbe di te?
Che tipo di presenza vorresti portare nelle relazioni, se non dovessi più controllarti così tanto?

Dici che questo problema ti ha condizionato la vita. Forse è vero. Ma potrebbe anche averla tenuta insieme, in un modo faticoso ma necessario. A volte ciò che oggi ci limita è stato, ieri, ciò che ci ha permesso di andare avanti.

Non è detto che il cambiamento passi solo da ciò che assumi, ma da come inizi a guardarti: non come qualcuno da aggiustare, ma come una persona che ha imparato a proteggersi. E che ora, forse, si sta chiedendo se è possibile vivere con un po’ più di libertà.

Questa domanda, più ancora della risposta, è spesso il primo vero movimento.
Dott. Giancarlo Caselli
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno, la Sertralina è un farmaco ad azione antidepressiva che richiede circa tre settimane di assunzione prima di cominciare a fare effetto, solitamente lo si abbina (almeno nella fase iniziale) ad un ansiolitico della famiglia delle benzodiazepine. Credo che, visto quel che scrive, una psicoterapia del profondo possa essere risolutiva per la sua situazione. Cordialmente
Dr. Armando Perretta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Caserta
Salve,
Capisco quanto possa essere difficile vivere le relazioni sentendo di non riuscire a mostrarsi pienamente per come si è. È una condizione che può generare molta fatica e sofferenza, soprattutto quando accompagna la vita quotidiana e i rapporti con gli altri.
Per quanto riguarda la sertralina, il farmaco che le è stato prescritto è spesso utilizzato proprio nei disturbi d’ansia, compresa l’ansia sociale. Può essere di grande aiuto nel ridurre l’intensità dei sintomi, sia quelli fisici (come tensione, agitazione, tachicardia) sia quelli cognitivi, ad esempio i pensieri di autosvalutazione o di paura del giudizio. In questo senso può rendere le situazioni sociali più gestibili e meno soverchianti, creando uno spazio interno un po’ più sicuro in cui muoversi. Allo stesso tempo, dal momento che lei collega questa difficoltà a una relazione familiare complessa e significativa, sarebbe importante considerare un lavoro orientato all'elaborazione di tale relazione. Spesso è proprio l’integrazione tra supporto farmacologico e percorso psicologico a offrire i cambiamenti più stabili e significativi nel tempo.
Dott.ssa Chiara Tomassoni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Buonasera. Sicuramente aiuta a calmare un po’ l’ansia, ma non le cause. Per quelle serve una psicoterapia mirata. Saluti

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