salve egregi dottori ho bisogno di un vostro gentile riscontro su un atteggiamento che persiste orma

25 risposte
salve egregi dottori ho bisogno di un vostro gentile riscontro su un atteggiamento che persiste ormai da tempo da parte di mia moglie. purtroppo ho scoperto di essere stato tradito da parte di mia moglie con almeno due relazioni con cui ella si è spinta ben oltre queste relazioni sono cessate solo quando mi sono accorto della situazione e sono intervenuto. inutile che provi a spiegare quanto questo sia stato destabilizzante per me per la mia vita e certamente per il nostro rapporto e quanta sofferenza ho dovuto affrontare e tuttora affronto ma presa la decisione che fosse piu importante mettere da parte cio che fosse accaduto per il bene della famiglia e dei nostri due figli ho provato per un periodo a comprendere le ragioni ma dopo un periodo ho capito che non fosse possibile in quanto innanzitutto ogni volta che affrontavo l argomento mi venivano date risposte contraddittorie e soprattutto in quei momenti oltre a non ottenere risposte si generava un clima ostile probabilmente perché lei si riteneva sotto accusa e per difesa mi diceva bugie e si creava adir poco un clima ostile. passando anche questo ho provato a chiederle di rivolgerci ad un professionista che potesse aiutarci e lei non e stata e non e d accordo il problema attuale e che dopo questo periodo ho provato almeno a farle capire che restare insieme per me andava bene ma che almeno avremmo dovuto ricominciare mettere una pietra sopra al passato e avere un rapporto normale cui ci vogliamo bene ci rispettiamo e viviamo come e normale che una coppia viva ma lei si e allontanata mostra di non provare niente per me di non avere interesse a stare con me e ogni cosa le dico lei fraintende e mi risponde con astio e rancore. le ho piu volte detto allora se non volesse piu stare con me di lasciarci ma lei preferisce non rispondermi quando qualche volta mi risponde dice che tra poco mi lascia e se ne torna a casa sua ma poi resta qui e io non so piu cosa fare cosa mi consigliate voi
Dott. Federico Bartoli
Psicologo, Psicologo clinico
Prato
Buongiorno, capisco la carica "destabilizzante" della situazione e la sua difficoltà nel capire cosa fare. La domanda che mi sento di farle è: cosa fare per arrivare a quale obiettivo? Qual è il suo bisogno attuale?

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Gentile utente, buonasera.
La ringrazio per le sue condivisioni delicate. Mi dispiace molto per ciò che sta vivendo e che ha vissuto.
Mi rendo conto che sta portando una sofferenza molto profonda, che è stata messa da parte per il bene della stabilità dei figli e anche di ciò che ha costruito con sua moglie.
Sono specializzato nelle relazioni e, vista la situazione complessa, sin da subito le proporrei l’utilizzo di tecniche attive, attraverso le quali potrà comprendere i suoi sentimenti, i valori che vuole preservare e quali sono le differenti opzioni.

Rimango a disposizione, anche per un eventuale colloquio gratuito, per comprendere meglio questa situazione delicata e complessa. Le auguro il meglio.
Dott. Davide Martinelli
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,
quello che lei sta vivendo non è solo doloroso, è anche estremamente destabilizzante. Tradimenti, mancanza di chiarezza, risposte contraddittorie, atteggiamenti di astio e distanza: tutto questo non può essere gestito da soli, e continuare a far finta che “passerà” o che possa risolversi senza supporto professionale rischia solo di consumarla ulteriormente, emotivamente e fisicamente.
Qui non si tratta di sopportare o adattarsi: lei ha diritto di capire cosa sta succedendo nella relazione, cosa sente realmente sua moglie e, soprattutto, di riappropriarsi della sua serenità. La situazione che descrive è complessa, emotivamente carica, e continuare a navigarla senza una guida rischia di farle prendere decisioni dettate dalla rabbia, dal dolore o dall’incertezza, invece di scelte consapevoli e lucide.
Un percorso psicologico mirato le permetterebbe di chiarire i propri confini, elaborare il trauma del tradimento, capire come gestire l’astio e i comportamenti contraddittori della moglie, e soprattutto decidere con chiarezza cosa vuole davvero per sé e per la sua famiglia. Non si tratta solo di “salvare il rapporto” o “lasciarlo andare”: si tratta di trovare sicurezza, forza e consapevolezza per affrontare una situazione che oggi la sta sopraffacendo.

Se vuole, possiamo iniziare insieme a mettere ordine in tutto questo caos emotivo, darle strumenti concreti per gestire la rabbia, il senso di colpa e l’ansia, e capire come riprendere il controllo della sua vita, qualunque decisione scelga di prendere. Continuare a rimanere bloccati in un limbo di incertezza non porterà nulla di buono: è il momento di agire per se stesso, per la sua serenità e per quella dei suoi figli, prima che la situazione peggiori. Non deve farcela da solo.
Dott.ssa Rachele Petrini
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buonasera, non è facile dare un consiglio con le informazioni fornite. Sembra di capire che da parte di sua moglie non ci sia una volontà di riprendere davvero i rapporti con lei e preferisca avere con lei un atteggiamento indifferente o ritirato. Questo come la fa stare? Da quanto scrive lei sembra proattivo nel voler rimettere in piedi il suo matrimonio, ma come vive il comportamento non collaborativo di sua moglie? Più che risposte mi vengono in mente delle domande rispetto alla sua situazione. Non so se lei si è già chiesto come tutta questa situazione la faccia stare. intanto le faccio un in bocca al lupo e la saluto. Dott.ssa Rachele Petrini
Gentile utente,
grazie per aver condiviso aspetti così riservati della sua vita di relazione. Da parte sua si evince la motivazione e la buona intenzione a salvare il suo matrimonio, sperando nella possibilità di elaborare e superare quanto successo nel recente passato. E' onorevole tenere in piedi l'opportunità di ricostruire il rapporto anche pensando ai vostri figli e la proposta di una terapia psicologica di coppia è ulteriore indizio del valore che lei attribuisce alla famiglia.
In tutto ciò, però, sembra mancare su tutti i fronti la cooperazione di sua moglie. E questo è un qualcosa che lei non può controllare e sicuramente sta causando profonda frustrazione e sconforto. Da quello che scrive è evidente che c'è un grande disequilibrio nell'impegno profuso per portare avanti la vostra relazione. E la reciprocità dell'impegno è una delle condizioni essenziali per una vita sentimentale durevole. Così come è essenziale che vi sia una comunicazione assertiva, che vi sia onestà e comportamenti di riguardo e di protezione. Tutte le vie di mezzo sono precarie e predicono conflitti, sentimenti negativi e comportamenti non idonei.
Anche l'idea di salvare la facciata e sopravvivere l'uno all'altra, a vantaggio del clima familiare e dei vostri figli, non è una soluzione accettabile. Loro se ne accorgeranno comunque e la vostra conflittualità avrà un impatto negativo sulle loro vite.
Capisco la sua impotenza nel dover gestire la convivenza forzata ed è per questo che una decisione di qualche tipo va presa, presumibilmente una decisione chiara e forte. Ogni decisione importante implica delle conseguenze che andranno gestite, ma in alcuni casi è l'unico modo per garantire un benessere mentale duraturo a tutte le parti in causa.
Valuti lei personalmente di farsi supportare da uno psicologo per affrontare questo periodo così difficile della sua vita. Avrà modo di riscoprire i suoi valori più importanti, di ritrovare autostima e auto-compassione, di gestire la sua emotività probabilmente repressa per troppo tempo. Avrà modo anche di avere a disposizione strategie efficaci per limitare gli effetti dello stress che la situazione sta generando.
Rimango a disposizione, anche online.
Le auguro il meglio, Dott. Antonio Cortese
Dott. Alessandro Rigutti
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile Utente, la ringrazio per questa sua condivisione.
Immagino che non sia stato semplice scrivere quanto accaduto, così come posso soltanto immaginare quanto difficile sia stato affrontare le delicate questioni coniugali di cui ha parlato. Da quello che sottolinea, la sua prerogativa sembra essere la tutela della famiglia, nello specifico i vostri figli, e questo comprendo come possa davvero essere un punto fondamentale da dover tutelare. Per quanto il suo desiderio di riparare quanto accaduto sia nobile e profondo, però, in questi casi sento che possa essere altrettanto importante valutare cosa non funzioni più nella relazione (in questo caso con sua moglie), su quali aspetti oggi possiate essere distanti e quali possano essersi deteriorati nel tempo. Non sempre il bene per la famiglia è rappresentato dal rimanere assieme al partner, per quanto sia il principale da tenere a mente; talvolta prendersi del tempo per sé, e una distanza maggiore dall'altro, può avere effetti ancora più benefici sul piano individuale e relazionale. Con questo non voglio, ovviamente, consigliarle una strada piuttosto che un'altra, ma la invito ad ascoltare il più possibile tutti i vari aspetti e le difficoltà coniugali che sembrano mantenersi con una certa stabilità. Se ne sentisse il bisogno, prenda in considerazione anche la possibilità di parlare con un professionista, come uno psioterapeuta, dal momento che quello che sta attraversando è normale che smuova molti vissuti profondi e contrastanti.
Le auguro il meglio,

Dott. Alessandro Rigutti
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentile,

Innanzitutto mi dispiace per la spiacevole situazione in cui si trova. Dare un consiglio non sarebbe rispettoso, e tanto meno utile, per una lunga serie di motivi.
L'unico suggerimento che le potrei dare è di rivolgersi ad un professionista per far chiarezza su quelle che sono le difficoltà, che lei in primis, sta attraversando ora e che la tengono "bloccata" attualmente.
Mi scriva pure se vuole approfondire questo discorso.

Un caro saluto,

Dott. Giorgio De Giorgi
Dott.ssa Cristiana Danese
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Buonasera, la situazione familiare e relazionale che descrive sembra essere molto complessa ed articolata. Sicuramente, come anche lei suggerisce, potrebbe essere molto utile un percorso di coppia che vi aiuti a risolvere le vostre incomprensioni o, forse, ad elaborare una separazione, se necessaria. Considerando che sua moglie sembra non essere d'accordo, penso che anche un confronto individuale possa esserle molto utile per imparare a gestire l'emotività connessa a tale periodo difficile e comprendere, magari, come entrare in relazione con sua moglie in modo più funzionale. Se vorrà, sono a sua disposizione anche online per provare a fare chiarezza insieme. Le auguro il meglio, Dott.ssa Danese Cristiana Psicologa
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Gentile utente,
la situazione che descrive è comprensibilmente molto dolorosa e complessa. Il tradimento rappresenta spesso una ferita profonda che può compromettere la fiducia, il senso di sicurezza e l’equilibrio emotivo all’interno della coppia. Il fatto che lei abbia cercato di comprendere, di mantenere unita la famiglia e di proporre un percorso di aiuto è un segnale importante della sua volontà di investire nella relazione.

Tuttavia, da ciò che racconta, emergono alcuni aspetti critici:

Mancanza di comunicazione autentica: le risposte contraddittorie, l’evitamento e il clima ostile indicano una difficoltà significativa nel dialogo. Senza una comunicazione sincera è molto difficile ricostruire la fiducia.

Assenza di responsabilità condivisa: per superare un tradimento è necessario che entrambi i partner siano disposti a mettersi in discussione. Se sua moglie tende a difendersi, negare o attaccare, il processo si blocca.

Distanza emotiva attuale: il fatto che lei percepisca freddezza, disinteresse e ostilità fa pensare che il problema non sia solo legato al passato, ma anche al presente della relazione.

Ambivalenza della partner: il dire “me ne vado” senza agire concretamente può indicare confusione, paura o difficoltà a prendere una decisione chiara, ma nel frattempo mantiene lei in una posizione di incertezza e sofferenza.

È importante dirle con chiarezza che una relazione non può essere portata avanti da una sola persona. Il suo impegno, per quanto forte, non può compensare la mancanza di coinvolgimento dell’altra parte.

In questo momento, più che cercare ulteriormente di “convincere” sua moglie, potrebbe essere utile spostare l’attenzione su alcuni punti:

Chiarire i suoi bisogni e i suoi limiti: cosa è disposto ad accettare e cosa no? Quanto può tollerare questa situazione senza danneggiare sé stesso?

Uscire dalla posizione di attesa: restare in una condizione di incertezza prolungata rischia di aumentare la sofferenza e il senso di impotenza.

Proteggere il suo benessere emotivo e quello dei figli: anche i figli, pur non vedendo tutto, percepiscono il clima familiare.

Capisco il desiderio di “mettere una pietra sopra”, ma questo è possibile solo se entrambi lo vogliono davvero e lavorano attivamente per ricostruire il rapporto. In assenza di questo, il rischio è di restare in una relazione svuotata e conflittuale.

Dal momento che sua moglie al momento non è disponibile a un percorso di coppia, potrebbe essere molto utile per lei intraprendere un percorso individuale, che la aiuti a elaborare quanto accaduto, a fare chiarezza e a prendere decisioni più consapevoli.

Le consiglio quindi di approfondire la situazione con uno specialista, che possa supportarla in questo momento delicato.

Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa FRANCESCA GIUGNO
Psicologo clinico, Psicologo
Brescia
Buonasera, dalle use parole mi sembra emerga la frustrazione per una situazione che non trova evoluzione. Credo lei abbia fatto una buona proposta rispetto all'avvio di un percorso di coppia ma non è stato colto. Ha valutato di essere lei a rivolgersi ad un supporto individuale per avere un supporto in questo periodo e forse anche comprendere alcuni aspetti che, nonostante tutto il dolore, al momento non le hanno fatto pensare di prendere lei la decisione di separarsi... un caro saluto
Buongiorno,
quello che descrive è una situazione molto complessa e dolorosa, in cui lei ha cercato di tenere insieme la famiglia nonostante un tradimento profondo, senza però trovare dall’altra parte disponibilità al confronto e alla ricostruzione.

Perché una relazione possa ripartire dopo un evento così, è necessario che entrambi siano coinvolti, disponibili a chiarire, assumersi responsabilità e lavorare sul rapporto. Da ciò che racconta, sua moglie sembra invece emotivamente distante e non collaborativa, e questo la lascia solo nel tentativo di “aggiustare” qualcosa che richiede due persone.

Il punto ora non è più solo capire cosa sia successo, ma chiedersi: questa relazione, così com’è oggi, è sostenibile per me? Restare “in attesa” di un cambiamento che non arriva rischia di prolungare la sua sofferenza.

Se lei non è disponibile a un percorso di coppia, può essere utile che sia lei a intraprendere un supporto individuale, per fare chiarezza, tutelarsi emotivamente e capire quali confini mettere. A volte prendersi cura di sé è il primo passo per uscire da una situazione bloccata.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, grazie per aver condiviso una situazione così dolorosa e complessa. Dalle sue parole si percepisce quanto abbia cercato di tenere insieme molti pezzi difficili, il dolore per il tradimento, il desiderio di proteggere la famiglia, il tentativo di capire e poi quello di ricostruire qualcosa di più stabile. È comprensibile che oggi si senta confuso e anche stanco, perché sembra che i suoi sforzi non trovino una risposta dall’altra parte. Quando avviene una rottura della fiducia così profonda, come un tradimento, non si tratta solo di “mettere una pietra sopra”, ma di un processo più lungo che richiede due persone disponibili a lavorarci. Da quello che descrive, lei ha provato in diversi modi ad aprire un confronto, a cercare spiegazioni, a proporre un aiuto esterno, ma si è trovato davanti chiusura, contraddizioni e reazioni difensive. Questo può generare un senso di impotenza molto forte, perché il cambiamento di una relazione non può essere portato avanti da una sola persona. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, è utile osservare come si stia creando un circolo che mantiene la sofferenza. Lei cerca chiarezza, vicinanza e una ripartenza, ma di fronte alla distanza e all’ostilità di sua moglie può sentirsi ferito, frustrato e forse anche non considerato. Questo la porta a riprovare a parlare, a chiedere, a cercare una definizione. Dall’altra parte, però, queste richieste sembrano essere vissute come accuse o pressioni, e quindi risponde con chiusura, evitamento o rabbia. Questo alimenta ancora di più il clima negativo tra di voi. Un elemento molto importante è che oggi lei si trova in una posizione sospesa. Da una parte esprime il desiderio di restare insieme e ricostruire, dall’altra non riceve segnali concreti di investimento nella relazione. Questo tipo di ambiguità è spesso uno degli aspetti più difficili da tollerare, perché non permette né di ricostruire né di chiudere davvero. Quando chiede cosa può fare, è comprensibile cercare una soluzione che possa “sbloccare” la situazione, ma è importante considerare che non può controllare le scelte e le reazioni di sua moglie. Può però iniziare a riportare l’attenzione su ciò che è sotto il suo controllo, cioè i suoi bisogni, i suoi limiti e ciò che è disposto a tollerare all’interno di questa relazione. In questo momento potrebbe essere utile chiedersi, con molta onestà, che tipo di rapporto desidera davvero e quali condizioni minime sono per lei indispensabili perché questo rapporto possa esistere. Non come richiesta all’altro, ma come punto fermo interno. Senza questo, si rischia di restare in una situazione che continua a generare sofferenza senza una direzione chiara. Il fatto che sua moglie non sia disponibile a un confronto o a un supporto esterno rende più difficile il lavoro di coppia, ma non esclude la possibilità per lei di avere uno spazio personale in cui comprendere meglio ciò che sta vivendo. Un percorso di supporto potrebbe aiutarla a mettere ordine nei suoi pensieri, a gestire le emozioni che questa situazione attiva e soprattutto a chiarire quali scelte siano più in linea con il suo benessere e con i valori che vuole portare nella sua vita e nella sua famiglia. Non si tratta necessariamente di arrivare subito a una decisione drastica, ma di uscire da quella sensazione di blocco e confusione in cui sembra trovarsi ora. A volte, lavorare su di sé permette anche di modificare indirettamente le dinamiche relazionali, o quantomeno di affrontarle con maggiore lucidità e forza. Quello che sta vivendo è molto pesante e richiede tempo per essere elaborato. Il fatto che lei stia cercando un confronto e non si stia chiudendo è già un segnale importante. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Linda Malatesta
Psicologo, Psicologo clinico
La Spezia
Buongiorno,
quello che racconti è molto pesante da portare… e si sente quanto tu abbia cercato, in tutti i modi, di tenere insieme le cose: per la famiglia, per i figli, ma anche per un’idea di relazione che per te ha ancora valore.
Il tradimento, soprattutto quando è ripetuto e scoperto in questo modo, è qualcosa che destabilizza profondamente. Non è solo ciò che è successo, ma quello che viene dopo: il bisogno di capire, le risposte che non arrivano, le contraddizioni, il clima che diventa teso. È comprensibile che tu ti senta confuso, ferito e anche un po’ “bloccato” in una situazione che non evolve.
Da come descrivi tua moglie, sembra esserci una forte chiusura da parte sua: evitare il confronto, rispondere con rabbia o distacco, non voler intraprendere un percorso insieme. E questo rende tutto ancora più difficile, perché una relazione si può ricostruire solo se entrambi, in qualche modo, ci sono.
Tu hai provato a fare diversi tentativi: capire, parlare, proporre un aiuto esterno, cercare un nuovo equilibrio. Questo è importante riconoscerlo, perché dice molto del tuo impegno. Allo stesso tempo, però, oggi ti trovi in una posizione in cui continui a “tenere” la relazione quasi da solo, senza avere dall’altra parte una reale disponibilità.
Il punto delicato è proprio questo:
non puoi forzare l’altro a chiarire, a cambiare o a impegnarsi, se non è pronto o non lo vuole.
Capisco anche il tuo tentativo di “mettere una pietra sopra”, ma per farlo davvero serve un minimo di condivisione e di riconoscimento reciproco. Altrimenti rischia di diventare solo qualcosa che tu provi a fare da solo, restando però con il dolore sotto.
Forse, più che cercare ancora una risposta da lei in questo momento, può essere utile riportare l’attenzione su di te:
cosa riesci ancora a tollerare in questa situazione
cosa invece senti che ti sta consumando
quali sono i tuoi limiti, al di là della paura di rompere la famiglia
Non significa prendere decisioni drastiche subito, ma iniziare a dare valore anche al tuo stato emotivo, non solo al mantenere l’equilibrio familiare.
Se lei non è disponibile a un percorso di coppia, potrebbe essere utile per te avere uno spazio tuo, dove poter mettere ordine in quello che stai vivendo e capire come muoverti con più chiarezza.
Non sei sbagliato nel voler salvare la relazione, ma non puoi farlo da solo.
E non sei obbligato a restare in una situazione che ti fa stare così male senza che dall’altra parte ci sia un minimo di apertura.
Se vuoi, possiamo anche provare a mettere a fuoco insieme quali potrebbero essere i prossimi passi più sostenibili per te, senza forzature ma con un po’ più di direzione. Il supporto psicologico puo' esserti d'aiuto
Potrebbe proporre alla sua partner una terapia di coppia
Dott. Umberto Perrone
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
La ringrazio per aver condiviso una situazione così complessa e dolorosa: dalle sue parole emerge chiaramente quanto abbia cercato di tenere insieme il rapporto nonostante la sofferenza, mettendo al centro anche il benessere della famiglia e dei figli.
In contesti come questo, in cui la comunicazione appare compromessa e il clima emotivo è carico di tensione, può essere molto difficile trovare da soli una direzione. Anche se sua moglie al momento non sembra disponibile, potrebbe essere utile per Lei intraprendere un percorso individuale con un/una professionista, che La aiuti a fare chiarezza su ciò che desidera davvero e a gestire nel modo più sano possibile questa fase così delicata.

Cordiali saluti,
Dott. Umberto Perrone
Dott.ssa Teresa Fortunata Aiello
Psicologo, Psicologo clinico
Messina
Buongiorno,
dal suo racconto emerge chiaramente quanto il tradimento della partner abbia avuto un impatto profondo su di lei e sul vostro rapporto. È naturale sentire il bisogno di fare chiarezza su quanto accaduto e di tentare di risanare una relazione così ferita.
Comprendo anche quanto possa essere doloroso e confondente vedere che la partner rimanga nella relazione pur mostrando distanza emotiva e scarso coinvolgimento. Questi comportamenti evocano sentimenti di incertezza e sofferenza comprensibili e del tutto legittimi.
Ritengo che un punto di partenza utile per costruire una relazione diversa e più soddisfacente sia riconoscere le emozioni e le dinamiche che ciascuno di voi sta vivendo, riflettendo su ciò che desiderate davvero e sul tipo di relazione che oggi sentite sostenibile e rispettosa dei bisogni emotivi reciproci.
Dott.ssa Costanza Tavian
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentilissimo, grazie per aver condiviso una così grande difficoltà.
E’ chiaro che sei ancora legato a tua moglie. La relazione è reciprocità, rispetto e responsabilità anche dei sentimenti dell’altra persona. Chiarezza sui propri desideri.
Dalla narrazione, sembra che sia assente la reciprocità, che governi ambiguità, e mancanza di accessibilità ad ogni risorsa che potrebbe dare sviluppo e rispetto ai vostri sentimenti, e ad una ripresa della relazione. L’atteggiamento di tua moglie sembra bloccare ogni vostra comunicazione, ogni decisione, ogni possibile scelta comune.
I figli hanno bisogno di segnali chiari e di trasparenza, oltre che di un’immagine di convivenza. Ora aleggia sofferenza, contraddittorietà, aspetti di voi stessi che rimangono taciuti. In questo momento difficile, prova a ripartire da te, ed interrogati profondamente sulla tua paura dell’abbandono. Su come essa ti influenza, su cosa desideri davvero, sul significato e anche sui i limiti del tuo poterti sentire libero. E soprattutto, su cosa puoi chiedere giustamente anche per te stesso.
Un abbraccio
Dott.ssa Costanza Tavian
Buonasera, probabilmente la moglie sta elaborando questo momento vissuto con forte conflittualità interiore (separarvi con tutte le complessità del caso legate anche alla gestione della separazione per i due figli VS permanere in questa condizione di "comfort" procrastinando una decisione). Spesso si rivela necessario so-stare all'interno di situazioni che creano conflittualità, per viverle, superarle e comprendere solo dopo il da farsi. Quel che a lei sembra una soluzione/alternativa immediata e lgoica, non necessariamente lo è per la partner, poichè state vivendo una difficoltà relazionale in due ruoli opposti, in antitesi. Oltre a questo, è necessario considerare un'eventuale (se c'è) preoccupazione in qualità di genitore, che spesso inibisce l'azione, favorendo riflessioni e temporeggiamenti.
Dr. Roberto Lavorante
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buongiorno,
Capisco quanto la situazione che descrive sia dolorosa e destabilizzante. Non solo per il tradimento in sé, ma anche per quello che è venuto dopo, come l’assenza di chiarimenti, il clima di tensione, e soprattutto questa distanza emotiva che oggi sente da parte di sua moglie. È come se lei avesse fatto uno sforzo per “tenere insieme” la famiglia, mentre dall’altra parte non trova un movimento corrispondente.
Se proviamo a guardare la situazione in una prospettiva sistemico-relazionale, quello che emerge non è solo un problema legato al tradimento, ma una crisi più ampia del legame di coppia. Il tradimento spesso è un evento che rompe un equilibrio, ma allo stesso tempo può anche essere il segnale di qualcosa che nella relazione già non funzionava o non trovava spazio per essere espresso. Questo non giustifica ciò che è accaduto, ma può aiutarla a comprendere perché oggi non basta “mettere una pietra sopra” per tornare come prima.
Lei racconta di aver provato a capire, poi di aver scelto di andare avanti per il bene della famiglia, chiedendo almeno un rapporto “normale”. Tuttavia, quello che sembra emergere è che sua moglie non si trova nello stesso punto, mentre lei è orientato a ricostruire, lei appare distante, difensiva, a tratti ostile, e non disponibile a un confronto né a un aiuto esterno.
Le farei una domanda: secondo lei, sua moglie oggi si sente ancora dentro questa relazione, oppure sembra già in una posizione di uscita, anche se non esplicitata? Glielo chiedo perché a volte le ambiguità – come dire “ti lascio” ma poi restare – mantengono la relazione in una sorta di sospensione che è molto faticosa da sostenere.
Un altro aspetto importante riguarda la posizione che lei sta assumendo, ovvero mi sembra che stia cercando di tenere insieme tutto, anche a costo di mettere da parte parti importanti di sé, come il bisogno di chiarezza, di rispetto e di reciprocità. Questo, nel tempo, rischia di aumentare la sua sofferenza, perché la relazione rimane sbilanciata.
Quando una coppia attraversa una crisi così profonda, non sempre è possibile ricostruire, soprattutto se uno dei due non è disponibile a mettersi in gioco. In questi casi, più che cercare di “convincere” l’altro, può diventare importante interrogarsi su quali sono i suoi limiti, ovvero fino a che punto è disposto a restare in una relazione in cui si sente rifiutato o trattato con ostilità?
Le chiederei anche: se questa situazione rimanesse così com’è per i prossimi mesi o anni, cosa significherebbe per lei e per il clima familiare in cui crescono i vostri figli? A volte la scelta non è solo tra “stare insieme” o “separarsi”, ma tra il tipo di relazione che si costruisce restando.
Il fatto che sua moglie non voglia intraprendere un percorso di coppia è certamente un limite, ma questo non le impedisce, se lo desidera, di rivolgersi da solo a un professionista. Può essere uno spazio utile per chiarire meglio la sua posizione, comprendere le dinamiche in atto e decidere come muoversi in modo più tutelante per sé.
In questo momento lei si trova in una posizione molto complessa, tra il desiderio di tenere unita la famiglia e il bisogno di essere riconosciuto e rispettato nella relazione. Dare spazio anche a quest’ultimo aspetto può aiutarla a orientarsi con maggiore chiarezza.
Spero di esserle stato di supporto e le auguro una buona giornata.
Dott.ssa Geralda Vitale
Psicologo, Psicologo clinico, Terapista del dolore
Oggiona con Santo Stefano
Salve, direi che ormai il rapporto è degenerato, la famiglia non ha più le fondamenta e vi state facendo solo del male.
Prenda lei serenamente la decisone e chieda la separazione, con un legale chiarite la gestione dei figli e rifatevi una nuova vita.
Meglio essere liberi di incontrare qualcuno che vi ami davvero.
le auguro la forza necessaria.
Dott.ssa Antonella Abate
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Gentile signore,
la ringrazio per aver condiviso una situazione così dolorosa e complessa. Si percepisce chiaramente quanto stia soffrendo, e da quanto tempo.
La scelta di "mettere una pietra sopra per il bene dei figli" è comprensibile e generosa. Ma i figli non beneficiano di una casa in cui c'è tensione cronica, astio e distanza. Crescere in un ambiente emotivamente ostile ha un costo per loro, spesso più alto di quello che immaginiamo.
Il fatto che sua moglie rifiuti la terapia di coppia è significativo. Non si può lavorare su una relazione da soli. Lei ha fatto la sua parte, e anche di più.
Iniziare un percorso di psicoterapia individuale, per sé. Non per "aggiustare il matrimonio", ma per avere uno spazio in cui elaborare il tradimento, il dolore, la confusione, e soprattutto per ritrovare chiarezza su cosa vuole davvero per la sua vita.
Un professionista può aiutarla anche a prendere decisioni più chiare riguardo al futuro della relazione ,non al posto suo, ma insieme a lei.
Salve,
quello che descrive è una situazione molto dolorosa e complessa, è stato molto coraggioso e forte a perdonare e andare avanti, dimostrando di avere un forte senso e responsabilità familiare, tuttavia ci non basta per mantenere un ottimo equilibrio se l'altra persona non prova più amore. Per ricostruire un rapporto servono due persone disponibili.

Da quello che racconta, il tradimento non è mai stato realmente elaborato nella coppia.
Mancano elementi fondamentali per poter andare avanti: chiarezza, assunzione di responsabilità. disponibilità al confronto. Se ogni tentativo di parlarne genera ostilità o bugie, è normale che la ferita resti aperta.

Quello che descrive oggi è forse ancora più importante del passato: distanza emotiva
mancanza di interesse, risposte cariche di rabbia, rifiuto di un aiuto professionale e
ambiguità.

Capisco profondamente la scelta di restare per i figli, ma per loro è importante non vivere in un clima di tensione, freddezza, rancore. Loro percepiscono tutto, anche senza parole, quindi nella maggior parte dei casi è più funzionale separarsi e vivere serenamente almeno dopo un periodo di tempo, piuttosto che trascinare avanti un rapporto conflittuale.

Cosa può fare concretamente: Smettere di inseguire risposte che non arrivano; concentrarsi su se stesso cercando di capire che tipo di relazione vuole vivere davvero;
mettere dei confini chiari: io sono disponibile a lavorare sulla relazione, ma non posso restare in un rapporto fatto di distanza e ostilità; valutare un supporto per sé
Anche se sua moglie non vuole, un percorso individuale può aiutarla a: elaborare il tradimento, chiarire cosa desidera davvero,prendere decisioni più lucide.

Se questa situazione non cambiasse, sarebbe disposto a viverci così anche tra 1 o 5 anni?

Se la risposta è no, allora ignorare il problema non lo risolverà.
Buonasera, comprendo quanto la situazione che sta vivendo sia estremamente dolorosa per lei. Quando il rapporto di fiducia all'interno della coppia si incrina, trovare insieme uno spazio di ascolto e confronto con un professionista può essere di aiuto per affrontare quelle difficoltà relazionali che vi impediscono di superare i vostri conflitti. Tuttavia, sua moglie non sembra essere disponibile ad intraprendere un percorso di questo tipo ma può essere utile per lei stesso iniziare un percorso psicologico per orientarsi nelle scelte e gestire questa fase così delicata. Resto a sua disposizione. Cordialmente
La ringrazio per la condivisione. La situazione che descrive appare profondamente dolorosa e comprensibilmente destabilizzante. Scoprire un tradimento può generare un forte senso di sofferenze, confusione e perdita di fiducia. Dal suo racconto emerge anche quanto lei abbia provato, nonostante la sofferenza, a tutelare la famiglia e i vostri figli, cercando di comprendere, di riaprire un dialogo e persino di proporre un aiuto professionale. Questo dice molto dell’impegno che ha messo nel tentativo di salvare il rapporto.
In alcune situazioni, però, può accadere che uno dei due partner non sia pronto o non sia disposto ad affrontare un percorso di coppia. Quando questo accade, il rischio è che si crei una dinamica fatta di distanza emotiva, incomprensioni e comunicazioni cariche di tensione, proprio come sembra stia succedendo tra voi.
Proprio per questo, anche se sua moglie al momento non desidera intraprendere un percorso insieme, potrebbe essere molto utile che lei valuti un percorso psicologico individuale. LE sarebbe sicuramente utile per elaborare il vissuto del tradimento, comprendere meglio ciò che prova (rabbia, dolore, delusione, bisogno di chiarezza), e soprattutto a capire quali sono i suoi bisogni e i suoi limiti all’interno di questa relazione. Questo potrebbe aiutarla a prendere decisioni più consapevoli e meno guidate solo dalla sofferenza o dal senso di responsabilità verso la famiglia.
Un percorso personale, inoltre, spesso aiuta anche a modificare il modo in cui si comunica con l’altro partner e a uscire da dinamiche che nel tempo diventano ripetitive e logoranti. In alcuni casi, quando uno dei due inizia un lavoro su di sé, può cambiare anche l’equilibrio della coppia, ma questo non è qualcosa che si può forzare.
La cosa importante è che lei non resti solo a gestire un peso emotivo così grande. Merita uno spazio in cui poter parlare apertamente di ciò che ha vissuto e sta vivendo, senza sentirsi giudicato o respinto.
Resto a disposizione se desidera approfondire o avere qualche indicazione su come muovere i primi passi in questa direzione.
Buongiorno,
la situazione che descrive è molto dolorosa e complessa. È normale che il tradimento, soprattutto quando ripetuto, possa minare la fiducia e il senso di sicurezza nella relazione. Il fatto che lei abbia provato a comprendere, a rimanere per il bene della famiglia e a proporre anche un aiuto esterno, mostra che lei sta ancora investendo nel rapporto.
Oggi, il problema non sembra più solo legato a ciò che è accaduto in passato, ma alla difficoltà attuale di costruire un dialogo e una direzione condivisa.
Da quello che racconta, lei sta cercando un modo per “ripartire”, mentre scrive che sua moglie appare distante, ambivalente e poco disponibile al confronto. In queste condizioni, la relazione rischia di rimanere bloccata in una situazione di stallo, fatta di tensione, incomprensioni e sofferenza.
È importante considerare che una relazione può essere ricostruita solo se entrambe le persone sono disponibili a mettersi in gioco, a comunicare in modo più aperto e, in molti casi, ad accettare un supporto esterno. Se questo non avviene, il carico emotivo rischia di ricadere tutto su una sola persona.
Più che cercare ulteriormente di ottenere risposte da sua moglie, può essere utile in questo momento fermarsi e chiedersi quali sono i suoi bisogni e i limiti che sente di poter sostenere nel tempo, anche come uomo oltre che come padre.
Un percorso di supporto psicologico individuale può aiutarla a fare chiarezza, a gestire la sofferenza e a orientarsi nelle scelte future con maggiore lucidità, anche rispetto alla possibilità o meno di proseguire questa relazione nelle condizioni attuali.
Resto disponibile.
Dottoressa Lucia Morello

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