Dott.
Umberto Perrone
Psicologo
·
Psicologo clinico
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Torino 1 indirizzo
Esperienze
A volte ci accorgiamo che qualcosa dentro di noi non funziona più come prima.
L’ansia prende troppo spazio, i pensieri diventano pesanti, lo stress sembra non lasciare tregua, oppure ci sentiamo bloccati e confusi su ciò che proviamo.
Sono Umberto Perrone, psicologo e psicoterapeuta in formazione presso l’Istituto Watson di Torino. Accompagno le persone nella gestione di ansia, stress e difficoltà emotive, creando uno spazio sicuro dove potersi sentire accolti e liberi di esprimere la propria esperienza.
Il mio approccio combina terapia cognitivo-comportamentale, mindfulness e tecniche di ipnosi Ericksoniana, per comprendere come pensieri, emozioni e comportamenti si influenzano tra loro e sviluppare strumenti concreti per affrontare le difficoltà.
Ogni percorso è personalizzato, rispettando tempi, storia e risorse di ciascuno. Il mio ruolo è camminare accanto alla persona, aiutandola a ritrovare chiarezza, equilibrio e benessere.
Se vuoi iniziare a gestire ansia, stress o blocchi emotivi, prenota la tua prima seduta e scopri come posso aiutarti.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicodiagnostica
- Psicologia cognitiva
- Psicosomatica
- Ipnoterapia
- Psicodiagnostica
- Psicologia clinica
- Mediatore familiare
Principali patologie trattate
- Autostima
- Ansia
- Stress
- Difficoltà relazionali
- Problemi di coppia
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
50 € -
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Colloquio psicologico clinico
50 € -
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Consulenza online
45 € -
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Consulenza psicologica
50 € -
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Prima Visita
50 € -
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Via Giovanni Battista Niccolini 12, Secondo piano, Torino 10146
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Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
11 recensioni
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D
DC
Molto professionale e competente. Consigliatissimo.
• SpazioMeraki • Prima Visita •
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S
S.S.
Ho avuto un’esperienza molto positiva durante la mia seduta. Mi sono sentita ascoltata e compresa, senza alcun giudizio, e questo mi ha fatto sentire subito a mio agio. Il medico si è dimostrato professionale, empatico e attento alle mie esigenze. Un primo incontro che mi ha lasciato una sensazione di serenità e la convinzione di aver intrapreso il percorso giusto.
• SpazioMeraki • consulenza psicologica •
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A
A.L.
Professionista molto serio. Mi ha accolta e ascoltata con garbo e attenzione, offrendo utili consigli. Lo consiglio vivamente.
• SpazioMeraki • colloquio psicologico •
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P
Paolo
Il dottore ha ascoltato con tanta attenzione mettendomi subito a mio agio, mi ha dato pratici consigli. Lo consiglio vivamente!
• SpazioMeraki • Prima Visita •
Dott. Umberto Perrone
Grazie per le sue parole Paolo, mi fa piacere che stia apprezzando la praticità del percorso.
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A
A.S.
Mi sono trovata subito a mio agio. Il percorso sta andando bene grazie all’approccio professionale e accogliente.
• SpazioMeraki • colloquio psicologico •
Dott. Umberto Perrone
La ringrazio molto A., è importante per me sapere che si sta trovando bene.
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G
GF
Professionale, competente e in grado di metterti a tuo agio sin dalla prima seduta
• SpazioMeraki • Prima Visita •
Dott. Umberto Perrone
La ringrazio di cuore, sono felice che si sia sentito a suo agio.
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G
G.C.
Mi sono trovata bene fin da subito. Umberto mette a proprio agio e ascolta davvero.
Ho iniziato la terapia con lui da poco, ma sento che mi sta già aiutando tantissimo.• Consulenza Online • consulenza online •
Dott. Umberto Perrone
Grazie G. per il feedback, sono felice di averle trasmesso un’esperienza positiva.
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A
A.D.
Ho fatto la mia prima seduta con Umberto e mi sono trovata davvero molto bene. Mi sono sentita accolta fin da subito, ascoltata con attenzione, in un clima professionale ma allo stesso tempo umano e rassicurante. È stato facile parlare e mi sono sentita a mio agio per tutto l’incontro.
• SpazioMeraki • colloquio psicologico •
Dott. Umberto Perrone
Grazie A. per le belle parole. Sono contento che si stia trovando bene durante il percorso e che si senta ascoltata, questo è per me molto importante.
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V
V.R.
Sto seguendo un percorso con Umberto e mi sto trovando molto bene. Lo consiglio a chiunque abbia bisogno di un supporto professionale.
• SpazioMeraki • colloquio psicologico •
Dott. Umberto Perrone
Grazie di cuore V., mi fa piacere sapere che si è sentita a suo agio.
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C
C.S.
Il primo incontro con Umberto è stato un’ esperienza molto positiva. Fin da subito mi sono sentito in un ambiente sereno e professionale, dove l’ ascolto è stato attento e autentico.
Ho apprezzato molto l’ empatia e il modo in cui sono stato messo a mio agio senza alcun giudizio. Anche se si trattava del primo colloquio, ne sono uscito con una sensazione di maggior consapevolezza e fiducia nel percorso che stiamo iniziando.• SpazioMeraki • colloquio psicologico •
Dott. Umberto Perrone
La ringrazio S., sono contento che l’esperienza sia stata positiva per lei.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 10 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve soffro di ansia e attacchi da panico. Da qualche mese, ho intrapreso un percorso di psicoterapia d’ accordo con il mio dottore stiamo provando la tecnica dell’esposizione da qualche settimana, devo dire che psicologicamente a poco a poco mi sto sentendo meglio soprattutto non mi faccio prendere più dal panico, ma il corpo ahimè somatizza ancora e soprattutto la mattina appena sveglia l’ansia è molto forte e va scemando durante la giornata… vorrei sapere se tutto questo è normale e se ci voglia più tempo per far riprendere il mio corpo. Grazie.
Buongiorno,
quello che descrive è assolutamente nella norma, e anzi è un buon segno.
Quando si lavora sull'ansia con la tecnica dell'esposizione, il miglioramento cognitivo arriva spesso prima di quello fisico. Il corpo ha i suoi tempi, e la somatizzazione mattutina che racconta è uno dei pattern più comuni: al risveglio il sistema nervoso autonomo è naturalmente più attivato, e in chi soffre di ansia questa attivazione tende ad amplificarsi prima che le risorse della giornata entrino in gioco.
Il fatto che l'ansia scemi nel corso della giornata suggerisce che il suo sistema sta già imparando a regolarsi, anche se ancora non lo fa da subito. È un processo che richiede tempo e ripetizione, esattamente come un muscolo che si sta riallenando.
Ne parli con il suo terapeuta, che potrà valutare se ha senso lavorare specificamente su questa finestra mattutina. Ma stia tranquilla: è sulla strada giusta.
In bocca al lupo.
Dott. Umberto Perrone
Buongiorno,
vorrei sottoporvi una mia problematica. Ho 37 anni e fin da ragazzina ho avuto difficoltà nel relazionarmi.
Quando andavo a scuola ho sofferto di bullismo, mi canzonavano per il mio aspetto (a loro dire, ero una racchia) e subito costanti angherie.
Anche per questo motivo fino ai 19 anni non ho mai avuto alcuna esperienza sessuale o di amore giovanile ma da ragazzina non mi ponevo il problema, ho sempre avuto molte passioni e poche amicizie ed ero contenta così.
Dai 20 ai 23 anni ho avuto la mia prima storia seria con una persona rivelatasi poi insicura e con la quale vi erano costanti litigi. Dopo quasi 3 anni decido di chiudere questa relazione e per un po' sono stata bene così da single. Il problema nasceva quando provavo a rimettermi in gioco, perchè incontravo puntualmente persone interessate solo a rapporti fisici.
Dopo questa prima storia ho avuto altre 3 relazioni (tutte a distanza di anni l'una dall'altra) della durata di un anno. In queste relazioni sono stata sia lasciata (dicevano di non sentirsi pronti) e ino l'ho lasciato io. Il problema nasce dal fatto che spesso e volentieri mi sentivo una sorta di passatempo per loro, non ho mai percepito un interesse reale di voler costruire qualcosa.
Ad oggi sono single da quasi 5 anni e comincio a pensare che forse o nemmeno io voglio costruire qualcosa o sono sfortunata. In questi anni ho provato spesso a rimettermi in pista ma non sono mai andata oltre 2 appuntamenti. E temo che l'interesse che gli uomini hanno sia solo di natura sessuale. Quando ci esco insieme li vedo distratti e sembra quasi che debba corteggiare solo io. Inoltre non mi spiego come mai per anni sono trascorsi mesi senza fsrr incontri nella vita quotidiana e mi sono dovuta abbassare ad usare le app di dating per poi rivelarsi un ricettacolo di mercenari.
Quando esco trovo solo gente molto grande o già impegnata e non so più dove sbattere la testa.
Sono sola da anni e temo di non riuscire a sopportare altrettanti anni da sola.
Mi chiedo solo che cosa ho fatto per meritare un simile dolore quando tutte le ragazze trovano qualcuno.
In questi anni ho cercato delle risposte ma non me trovo. Comincio a pemsare che semplicemente non sono il tipo di donna con la quale un uomo vorrebbe una relazione. Mi sento depressa e spesso esco a camminare per ore o anche senza meta. Tanti mi dicono: "meglio sola che male accompagnata". Ma cosa ne sanno del dolore? Di quel dolore che ti fa bagnare il cuscino di lacrime! Vorrei solo potermi rassegnare una volta per tutte e tenermi tutto magari sposandomi al lavoro. Ma non penso sia possibile non amare più
Ti dicono "trovato un hobby ", beh ne ho una serie ma non bastano a colmare il vuoto perché la testa va a quel pensiero, il pensiero "ok, togliti dalla testa di avere un compagno!"
Ho superato tanti momenti bui nella mia vita ma la solitudine perenne penso non sia accettabile per nessuno sopratutto se pensi che hai un cuore grande.
Vi chiedo solo se esiste un modo per convivere con questo tarlo nel cervello.
Buongiorno,
Le rispondo con la stessa onestà con cui lei ha scritto questa domanda.
Quello che descrive non è solo la fatica di non trovare una relazione, è qualcosa di più profondo, che chiama in causa il modo in cui si vede, il valore che si attribuisce, la convinzione sotterranea di non essere "il tipo" che merita di essere scelta davvero. Questa convinzione, spesso, non nasce dal nulla: ha radici precise, e nel suo caso alcune le ha nominate lei stessa: il bullismo, gli anni in cui essere guardata significava essere ferita.
Quando si cresce con quella storia addosso, può succedere che una parte di noi continui ad aspettarsi di essere trattata come un passatempo, quasi lo desse per scontato. Non perché lo voglia, ma perché è quello che conosce. E questo a volte orienta, senza che ce ne accorgiamo, le scelte che facciamo e le situazioni in cui finiamo.
Alla sua domanda, se esiste un modo per convivere con questo pensiero, rispondo di sì, ma non si tratta di imparare a ignorarlo o a tenerlo a bada. Si tratta di capire da dove viene, e di smontarlo piano piano. È un lavoro che si fa, e che vale la pena fare, non per trovare un compagno prima, ma per stare meglio indipendentemente da come va.
Un percorso psicologico in questo momento potrebbe davvero aiutarla, non a rassegnarsi, ma a uscire da un loop che sente benissimo quanto sia stancante.
Se sente il bisogno di uno spazio in cui parlarne, sono disponibile.
Dott. Umberto Perrone
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