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Esperienze

Sono la Dott.ssa Rachele Petrini, Psicologa clinica. Lavoro con adulti e giovani adulti con percorsi rivolti alla promozione del benessere psicologico, sia in presenza che on-line. I colloqui clinici di sostegno e ascolto psicologico rappresentano uno spazio che permette di prendere consapevolezza di parti di sé, come emozioni e comportamenti non ancora esplorate, e rileggerne i significati alla luce dei vissuti presenti e passati. Questo percorso non può prescindere da una solida alleanza terapeutica; la relazione tra paziente e psicologo è infatti veicolo di conoscenza per entrambi e luogo per dare nuovo senso alla sofferenza, affinché sia possibile riattivare le risorse che l’individuo possiede. La sofferenza che diventa disagio psicologico può avere svariate cause; penso, al riguardo, sia importante sentirsi compresi nella propria esperienza, affinché il percorso clinico possa svolgere, attraverso la cooperazione reciproca, il suo ruolo di promozione del benessere psicologico. Attualmente mi sto specializzando presso la scuola di psicoterapia SIPRe (Società Italiana di Psicoanalisi della Relazione) perché, tra i vari aspetti, adotta una visione della persona sistemica, tenendo cioè conto dei legami con i contesti di riferimento di ogni individuo, dando, poi, grande risalto proprio al ruolo della relazione psicologo-paziente nella cura.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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Dott.ssa Rachele Petrini

Ruggero Bonghi, 34, Roma 00184

Lo studio si trova nei pressi della stazione metro Vittorio Emanuele, Manzoni e Colosseo

04/07/2025

Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online

    45 €

  • Colloquio psicologico individuale

    45 €

  • Colloquio psicologico online

    45 €

  • Primo colloquio individuale

    45 €

  • Supporto psicologico

    45 €

Indirizzi (2)

Rachele Petrini
Studio di Psicologia

Ruggero Bonghi, 34, Roma 00184

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  • Attenzione durante la visita
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  • R

    Ho trovato empatia e comprensione. Ho iniziato il percorso perché spesso mi sembrava di avere difficoltà nel comprendere davvero le mie emozioni e gestirle. Sentirmi ascoltato e non giudicato in queste mie difficoltà mi ha davvero aiutato.

     • Studio di Psicologia supporto psicologico  • 

    Dott.ssa Rachele Petrini

    La ringrazio tanto per il suo riscontro e apprezzamento.


  • P

    Ho intrapreso un percorso di sostegno psicologico per gestire gli attacchi di panico e posso dire di aver trovato un aiuto concreto ed efficace grazie Dr.ssa Petrini. È stata una esperienza molto positiva.

     • Studio di Psicologia supporto psicologico  • 

    Dott.ssa Rachele Petrini

    Grazie ancora per il suo riscontro. Buona serata


  • F

    Ho iniziato un percorso con la dott.ssa Petrini perché in una fase per me delicata, legata all'inizio di un nuovo incarico di lavoro, mi sembrava che tutto fosse più difficile da gestire, gli impegni pratici e soprattutto le relazioni più strette.
    Abbiamo lavorato per capire le ragioni di queste mie difficoltà e devo dire che ogni volta abbiamo trovato una chiave di lettura diversa facendomi sentire più sollevata. Questo percorso mi ha dato tanto e ringrazio la dott.ssa per la sua pazienza, e le sue capacità di ascolto e comprensione.

     • Consulenza online consulenza online  • 

    Dott.ssa Rachele Petrini

    La ringrazio tanto per il suo riscontro e le sue parole di apprezzamento.


  • V

    Ho iniziato un percorso con la dottoressa Petrini in un momento della mia vita piuttosto buio, quando sentivo che le vicende del mio passato mi facevano ancora soffrire. All'inizio ero spaventata e titubante, però grazie all'empatia e alla grande capacità di comprensione della dottoressa, sono riuscita ad affrontare momenti dolorosi e venirne a capo. Per questo la ringrazio molto e sono proprio contenta di aver iniziato questo percorso.

     • Studio di Psicologia supporto psicologico  • 

    Dott.ssa Rachele Petrini

    La ringrazio molto per il suo riscontro e per l'apprezzamento.


  • M

    Mi sono rivolto alla dottoressa Petrini su suggerimento di un'amica perché dopo la laurea mi sentivo assalito dall'ansia e non riuscivo a capire perché. Non è stato un periodo facile, tutto mi spaventava. Ho trovato però una professionista a cui poter parlare di tutte le mie paure sentendomi davvero compreso e in un luogo sicuro. Non è stato subito facile, ma con il tempo sono riuscito a comprendere il perché di ciò che mi spaventava e mi sono sentito più sicuro per poter fare qualche passo verso il mondo del lavoro e non solo. La ringrazio molto

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    Dott.ssa Rachele Petrini

    Buonasera e grazie per il suo riscontro, molto utile per me.


  • B

    Ho iniziato i colloqui con la dottoressa Petrini perché non ero più soddisfatta di alcuni aspetti della mia vita, tra cui il rapporto di coppia. Volevo essere ascoltata senza rinunciare alla mia privacy. Devo dire di essermi sentita subito a mio agio. Ho trovato ascolto e comprensione. Un' esperienza che mi ha restituito molto della serenità che avevo perso e più fiducia in me stessa. La consiglio vivamente.

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    Dott.ssa Rachele Petrini

    La ringrazio molto per le sue parole di apprezzamento


  • R

    Mi sono recata dalla dottoressa Petrini per un momento di difficoltà legato ad un difficile contesto lavorativo. Mi sono trovata molto bene perché ho trovato una persona molto capace di ascoltare e con una grande umanità.

     • Studio di Psicologia colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Rachele Petrini

    Buongiorno, la ringrazio molto per il suo riscontro


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 41 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno Dottori. Circa 10 anni fa ho casualmente incontrato un uomo molto molto più giovane di me. Uscivo da un periodo terribile, avevo appena perso mia madre dopo una malattia inesorabile ed ero sentimentalmente sola già da molto tempo. Ero in cura con farmaci antidepressivi e vivevo come in mezzo ad una nebbia. Finchè, quasi mi fossi "risvegliata" da un brutto sogno, mi sono improvvisamente accorta dei suoi sguardi, delle sue attenzioni, delle sue premure nei miei confronti, ma data la notevole differenza di età ho preso la cosa con divertimento, pur essendone lusingata. Poi, è scoppiato il covid e siamo rimasti tutti isolati nelle case. Ma un giorno, inaspettatamente, lui si è presentato a casa mia, dicendo che voleva rivedermi e che mi aveva portato la colazione. L'ho fatto salire, non senza stupore, abbiamo chiacchierato un po' ma...la "scintilla", se così vogliamo chiamarla, era ormai scattata e abbiamo fatto sesso con trasporto. Pensavo fosse finita lì, e invece -poichè per motivi legati alla professione che lui svolge ci incontriamo settimanalmente - tutto è continuato. Quando l'ho conosciuto era ancora fidanzato, poi si è sposato, ha avuto un figlio, a differenza mia che ho avuto una vita sentimentale disastrosa nonostante ogni volta abbia dato tutta me stessa al partner e per far funzionare il rapporto. Il suo, sembrava un matrimonio felice, innamorato della ragazza di sempre, un figlio splendido, quello che insomma avrei voluto la vita riservasse a me. Due anni fa, mi ha inaspettatamente detto che si stava separando dalla moglie. Lo vedevo infatti da tempo incupito, con meno voglia di parlare, ma a mia richiesta rispondeva che aveva "problemi" di cui non gli andava di parlare. Sembrava essersi lasciato andare. Ingrassato, trascurato (come è anche tuttora). Avendo cambiato posto di lavoro, mi nominava spesso colleghi e soprattutto colleghe con cui di tanto in tanto usciva e, particolarmente nominava le colleghe, a suo dire tutte belle, tutte brave, con cui c'era tanto affetto. Intanto, nel frattempo, aveva lasciato moglie e figlio non potendone più della situazione in casa, separandosi tuttavia solo di fatto. La moglie gli ha negato la separazione consensuale e dunque vivono in case diverse anche se a poca distanza, per il bambino. Ne sono rimasta dispiaciuta e l'ho invitato a riflettere, a tornare sui propri passi per amore del figlio, ma lei sembra irremovibile. Non se ne è andato per me. Noi abbiamo avuto solo rapporti intimi, anche se durante i nostri incontri ci siamo conosciuti meglio, sorretti a vicenda nei momenti di crisi, confidati, ma un rapporto vero e proprio non è mai partito (nel senso uscire insieme, condividere degli spazi e degli interessi): io non l'ho chiesto, data l'insormontabile differenza d'età sapevo già dall'inizio di non poterlo pretendere, ma neppure lui l'ha fatto. Finchè, proprio durante i rapporti intimi, a un certo punto lui non ha voluto più che gli lasciassi "segni" sul corpo a causa di baci un po' troppo marcati, pretendendo tuttavia di continuare a farli a me. Già questo mi ha lasciata perplessa. Ho chiesto spiegazioni, e lui mi ha risposto che non vuole si notino, data la professione che svolge. A questo punto, ho detto che anch'io avevo però diritto a non essere "marchiata". Poi, con il trascorrere del tempo, e sempre non richiesto, ha cominciato a nominarmi spesso una collega, anche lei separata però legalmente e con due figli con cui si era incontrato di tanto in tanto, anche con gli altri colleghi, affermando che era una donna molto bella (ma lo sono anch'io), facendomi capire che indossava biancheria sexy, quando io al contrario non ho voluto indossarla non perchè non la possegga, ma perchè suppongo che il desiderio sessuale di un uomo, se è genuino, debba scattare senza ricorrere a mezzucci.... Infine, siamo arrivati a ciò che non ho potuto tollerare. E' accaduto che mentre si trovava da me, la collega lo chiamasse, e non per una volta, sul cellulare. Trovandomi lì vicino e pur non volendo, non ho potuto fare a meno di ascoltare le loro voci affettuose, e scambiarsi facezie non di lavoro, con l'intesa di sentirsi la sera. Soprattutto mi ha ferita il suo "Finalmente!" come di persona che ha aspettato tanto una telefonata ed ora che è arrivata se ne compiace. Unpo' troppo, per una collega che si ha modo di vedere tutti i giorni, o quasi. Tra l'altro e' per me inaccettabile che queste telefonate avvengano comunque in mia presenza e senza nessun riguardo per lui che sta lavorando ed anche per me che sto lavorando con lui. Non capisco perchè lui glielo permetta, perchè non le dica, come ritengo avrebbe dovuto fare, di richiamare in altra ora. Lì per lì ho fatto come sempre, vale a dire non ho commentato pur assumendo un atteggiamento freddo e distaccato, ma quando lui mi ha fatto capire attraverso baci e carezze che voleva un rapporto, mi sono rifiutata, ben decisa, stavolta, a parlare. L'ho invitato ad essere chiaro, a dirmi la verità su questa persona che stava diventando, stando alla quantità di volte in cui non richiesto me la nominava, mostrandomi la sua foto e quella dei suoi figli che tiene nel cellulare insieme a quelle del figlio legittimo, e adesso facendomi ascoltare anche le loro telefonate, sempre più ingombrante, almeno in casa mia. E che, permettendole di farle, stava dimostrando un'assoluta mancanza di rispetto, e di sensibilità nei miei confronti. Come fanno tutti gli uomini in queste situazioni, ha ovviamente negato, dicendo le solite frasi "sei gelosa, è solo una collega (che tra l'altro vede tutti i giorni), sei veramente una grande regista per mettere su tutto questo, ecc.). Ho risposto che prima di essere gelosa sono una persona che tiene molto alla sua dignità. Che, se mi riteneva una grande regista, lui si era però dimostrato un pessimo attore, e che a prescindere da tutto, non mi prestavo ad essere la "ruota di scorta". Del resto, se come suppongo ha un'altra, i rapporti intimi ora può tranquillamente averli con l'altra, io non sono la moglie. Quale dovrebbe essere, infatti, il mio ruolo? Se ne è andato incupito. Ed io mi sento distrutta. Se ha un'altra relazione perchè non dirmelo apertamente? Io, essendo una donna educata tradizionalmente, non ho mai preso "iniziative" con gli uomini, neppure quando ero più giovane. Dunque, si è trovato anche facilitato, in questo senso, io avevo già capito, non c'era bisogno che mi facesse del male. Come è potuto cambiare così? E quale dovrebbe essere ora, il mio comportamento se queste telefonate dovessero continuare ( sempre che io lo riveda)? Non so immaginare, infatti, se e quando lo rivedrò avendo lasciato del lavoro in sospeso, non credo vorrà riparlarne e neppure io, avendo già detto ciò che ho ritenuto fosse giusto dire per me, ma non si sa mai. Potreste rispondermi? Vi ringrazio, la mia sofferenza è immensa.

Buongiorno, la situazione tra voi è quella tra due persone che condividono un'intimità sessuale, unica soluzione considerata da lei possibile vista la differenza di età (che lei cita come un ostacolo) e visto il fatto che anche lui non ha mai chiesto cambiamenti da questo punto di vista. Purtroppo questa differenza di età non la mette però al riparo dalla sofferenza che prova per comportamenti di quest'uomo che non seguono delle modalità che lei si attende da lui e che la feriscono. Sono ormai molti anni che continua la vostra relazione intima e pertanto lei si è già comportata e ha fatto domande considerando cosa la fa soffrire o cosa la fa sentire di non essere trattata come vorrebbe. Certo, immagino ci siano dei timori collegati a questo tipo di scelta che rendono più difficile capire cosa fare ora. Mi sembra che queste difficoltà rispecchino un pò la durezza del momento che lei descrive adesso e che rende così arduo capire come muoversi, chiedendo quini un'attenta riflessione. Nella speranza di esserle stata un pò utile, la saluto augurandole il meglio, dott.ssa Rachele Petrini

Dott.ssa Rachele Petrini

Buongiorno . Io 43 anni maschio,lei 22 femmina. Ci siamo conosciuti sul posto di lavoro,lei per molto tempo prima di iniziare il suo turno mi passa sempre a trovare e stiamo insieme anche 1 ora quasi tutti i giorni a parlare di svariate cose,lei ha molti ragazzi che la corteggiano ed il suo telefono sembra un centralino,in questi mesi io nn ho mai spinto per sapere cosa volesse in più da me,credo che una ragazza nn perda tempo per 8 mesi se nn interessata. Un giorno mi chiede un passaggio in macchina e siamo finiti a casa mia,ma senza secondi fini da parte mia,siamo stati un po' lì e complice un po' di alcol le ho fatto capire che l'avrei voluta baciare,lei rispose sulla guancia e che la differenza di età la spaventa,io nn ho insistito e così è stato. Le cose sono poi continuate come sempre per mesi,cioè passa a trovarmi ,poi per alcuni giorni si allontana,poi magari mi scrive ,torna a salutarmi al lavoro,nel frattempo conosce ragazzi della sua età ,sparisce per un po' e poi torna. Fino a 10 giorni fa dove dopo alcuni rinvii mi propone una giornata al mare,io accetto andiamo e passiamo una bellissima giornata insieme dove c'è stato anche 2 baci appassionati,verso sera lei propone di rimanere anche il giorno dopo,ma io per motivi di lavoro nn potevo (mannaggia) Rientriamo a casa passano 3 giorni di totale distacco poi ci rivediamo e tutto è ricominciato come se nulla fosse,io mi aspettavo dopo la gita un cambio di passo. Ora il discorso è questo io vedo in lei dei tira e molla continui e nn capisco come regolarmi,vederla con altri ragazzi mi dispiace ,ma nn posso certo impedire ad una ragazza di vivere i suoi anni,però mi inizia a logorare questa cosa,mi piacerebbe un rapporto più chiaro,ma i suoi tura e molla nn lo consentono.

Buongiorno, mi sembra significativo quello che lei scrive alla fine del suo racconto. Questa ragazza sembra stia un pò dettando i tempi della vostra frequentazione e questi tempi, la stanno logorando. Si tratta di capire quanto lei può resistere a questo modo di fare, nella speranza che la cosa prenda una piega diversa. Lei, mi sembra non senta di poter chiedere nulla, tanto che dice di "non poter impedire a una ragazza di vivere i suoi anni". Al contempo spera che le cose possano cambiare ma sembra tutto dipendere da questa ragazza. Per cui può valutare quanto può ancora aspettare, quanto ne vale secondo lei la pena consapevole del fatto che, per quanto scrive, non c'è nessuna certezza di un esito positivo di questa storia. un in bocca al lupo per tutto, dott.ssa Rachele Petrini

Dott.ssa Rachele Petrini
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