Ho la depresdione persistente ma appena sento di essere o fare qualcosa di importante sto bene al co
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Ho la depresdione persistente ma appena sento di essere o fare qualcosa di importante sto bene al contrario sto male, come mai?
Quello che descrivi potrebbe essere collegato a una forma di depressione che si alterna a momenti di benessere in situazioni di successo o di gratificazione. Questo può accadere perché, in determinati contesti, l'attivazione di emozioni positive o la sensazione di realizzazione personale riescono temporaneamente a “sollevarti” dal tono dell'umore depresso. Tuttavia, quando queste condizioni terminano, il senso di vuoto o malessere può riemergere.
Spesso, questo fenomeno è legato a dinamiche più profonde che possono coinvolgere l'autostima, il senso di identità o la difficoltà nel mantenere un benessere stabile a prescindere dagli eventi esterni. Potrebbero esserci anche schemi di pensiero che rafforzano la convinzione di valere solo in funzione di successi o riconoscimenti esterni.
Per comprendere meglio l'origine di questo ciclo e lavorare su un benessere più duraturo e autentico, sarebbe utile e consigliato approfondire la situazione con uno specialista.
DOTTORESSA SILVIA PARISI
PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA SESSUOLOGA
Spesso, questo fenomeno è legato a dinamiche più profonde che possono coinvolgere l'autostima, il senso di identità o la difficoltà nel mantenere un benessere stabile a prescindere dagli eventi esterni. Potrebbero esserci anche schemi di pensiero che rafforzano la convinzione di valere solo in funzione di successi o riconoscimenti esterni.
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Gentile paziente,
quello che descrive è un aspetto comune in molte persone che convivono con la depressione. La sensazione di benessere quando ci si sente "importante" o impegnati in qualcosa di significativo potrebbe essere legata al fatto che in quei momenti lei trova una connessione con il suo valore personale e uno scopo che la motiva. Queste esperienze possono attivare emozioni positive, anche se temporaneamente. D'altra parte, il ritorno al malessere quando queste sensazioni svaniscono potrebbe indicare che il senso di vuoto o la mancanza di autostima stiano giocando un ruolo nella sua depressione. Questo potrebbe dipendere da un modello di pensiero o da una visione di se che si rafforza nei momenti di inattività o di percepita "inutilità". La depressione non è intrinsecamente una malattia cronica, ma può diventarlo se non viene affrontata in modo tempestivo. Con i giusti interventi, però, può essere trattata con successo.
quello che descrive è un aspetto comune in molte persone che convivono con la depressione. La sensazione di benessere quando ci si sente "importante" o impegnati in qualcosa di significativo potrebbe essere legata al fatto che in quei momenti lei trova una connessione con il suo valore personale e uno scopo che la motiva. Queste esperienze possono attivare emozioni positive, anche se temporaneamente. D'altra parte, il ritorno al malessere quando queste sensazioni svaniscono potrebbe indicare che il senso di vuoto o la mancanza di autostima stiano giocando un ruolo nella sua depressione. Questo potrebbe dipendere da un modello di pensiero o da una visione di se che si rafforza nei momenti di inattività o di percepita "inutilità". La depressione non è intrinsecamente una malattia cronica, ma può diventarlo se non viene affrontata in modo tempestivo. Con i giusti interventi, però, può essere trattata con successo.
La tua esperienza potrebbe essere legata alla natura della depressione persistente (nota anche come disturbo depressivo persistente o distimia), che può influenzare in modo complesso il modo in cui percepisci te stesso e le tue capacità. Quando avverti di essere o fare qualcosa di importante, il senso di pressione e aspettativa potrebbe scatenare emozioni contrastanti: da un lato, potrebbe esserci un'iniziale sensazione di soddisfazione o motivazione, ma dall'altro, la paura di non essere all'altezza o di non riuscire a gestire le responsabilità potrebbe portarti a sentirti male.
Inoltre, la depressione persistente tende a creare un circolo vizioso: quando ti senti incapace o indegno, il tuo stato emotivo potrebbe peggiorare, alimentando ansia e senso di inadeguatezza. Questo potrebbe spiegare perché, nonostante momenti di apparente "benessere", subito dopo ritorni a stare male.
È anche possibile che l'autocritica e le aspettative troppo alte, comuni nelle persone che vivono con la depressione, creino una disconnessione tra ciò che desideri e ciò che ti senti in grado di raggiungere. Questo può portare a una continua oscillazione tra speranza e frustrazione.
Potresti trarre beneficio da un supporto psicoterapeutico che può aiutarti a esplorare questi schemi di pensiero e a sviluppare strategie per affrontarli. A volte, anche un trattamento farmacologico può essere utile per gestire i sintomi depressivi e migliorare il benessere emotivo.
Inoltre, la depressione persistente tende a creare un circolo vizioso: quando ti senti incapace o indegno, il tuo stato emotivo potrebbe peggiorare, alimentando ansia e senso di inadeguatezza. Questo potrebbe spiegare perché, nonostante momenti di apparente "benessere", subito dopo ritorni a stare male.
È anche possibile che l'autocritica e le aspettative troppo alte, comuni nelle persone che vivono con la depressione, creino una disconnessione tra ciò che desideri e ciò che ti senti in grado di raggiungere. Questo può portare a una continua oscillazione tra speranza e frustrazione.
Potresti trarre beneficio da un supporto psicoterapeutico che può aiutarti a esplorare questi schemi di pensiero e a sviluppare strategie per affrontarli. A volte, anche un trattamento farmacologico può essere utile per gestire i sintomi depressivi e migliorare il benessere emotivo.
Gentile Paziente
molto spesso i sintomi depressivi nascono proprio da momenti in cui non troviamo più"significati"nella vita e quindi è normale e fisiologico attivarsi ogni qual volta si coglie una meta di valore.
La coppia terapeutica lavora proprio su questi significati per creare nuovi punti di vista: gli emisferi destri del paziente e del terapeuta (che sono quelli emozionali) si fasano in maniera rapida ed olistica per giungere a nuovi stati emotivi ed a a conoscere meglio se stessi.
La ringrazio dell'attenzione e la saluto
Dottoressa Barbara La Bella
molto spesso i sintomi depressivi nascono proprio da momenti in cui non troviamo più"significati"nella vita e quindi è normale e fisiologico attivarsi ogni qual volta si coglie una meta di valore.
La coppia terapeutica lavora proprio su questi significati per creare nuovi punti di vista: gli emisferi destri del paziente e del terapeuta (che sono quelli emozionali) si fasano in maniera rapida ed olistica per giungere a nuovi stati emotivi ed a a conoscere meglio se stessi.
La ringrazio dell'attenzione e la saluto
Dottoressa Barbara La Bella
Dato che tutti noi siamo fatti per aagire, cpaisco bene che quando fai qualcosa di importante ( cioè, direi, qualcosa che ha valore per te ) riprendi energia,e provi dei sentimenti positivi.In questi momenti ti allontani dalla tua deptessione. La depressione è una cosa abbastanza complessa, ma non è giusto accettarla fatalisticamente. Abbiamo molte risorse per reagire.Certo, se è, come dici, una depressione persistente,è sicuramente indicata una psicoterapia.
Salve, difficile rispondere a una domanda come questa senza conoscerla e senza sapere la sua storia. Per quanto il suo malessere può essere descritto con un’etichetta diagnostica comune a molte altre persone, di fatto poi sono altrettante le differenze che la contraddistinguono e la rendono unica. Se sta facendo un percorso psicoterapeutico, cosa sempre consigliata con una diagnosi come questa, sicuramente con il suo terapeuta state delineando una sorta di “mappa del suo funzionamento” che di certo la potrà orientare nel comprendere “i perché”, “il come” e “il quando” di certe reazioni emotive e comportamenti.
Se non siete arrivati a questo punto o se non ha ancora iniziato un percorso comprendo la difficoltà a mettere insieme i diversi pezzi del puzzle. Posso provare quindi ad azzardare una risposta al suo quesito, senza aver la pretesa di essere esaustiva e/o indovinare i processi che determinano il suo malessere. Da quanto mi sta dicendo sembrerebbe che il suo malessere/benessere sia molto condizionato dalla presenza o meno di uno scopo. Quindi se fa qualcosa di “importante” (quindi ha uno scopo, il suo agire è rivolto a qualcosa o a qualcuno) si sente bene; se invece perde lo “scopo”, quindi il “senso della sua vita” tutto si appiattisce e magari si può sentire vuota, senza prospettiva e senza speranza. Lo prenda come uno spunto di riflessione nel quale può ritrovarsi o meno.
Qualora dovesse ritrovarsi in questa breve spiegazione provi a porsi degli obiettivi a breve, medio e lungo termine. Qualcosa per cui valga la pena lottare, vivere o semplicemente alzarsi dal letto. E inizi oggi, dalla cosa più semplice, che non le costa fatica, a muoversi in quella direzione, magari potrebbe notare un cambiamento di qualche tipo!
Se non siete arrivati a questo punto o se non ha ancora iniziato un percorso comprendo la difficoltà a mettere insieme i diversi pezzi del puzzle. Posso provare quindi ad azzardare una risposta al suo quesito, senza aver la pretesa di essere esaustiva e/o indovinare i processi che determinano il suo malessere. Da quanto mi sta dicendo sembrerebbe che il suo malessere/benessere sia molto condizionato dalla presenza o meno di uno scopo. Quindi se fa qualcosa di “importante” (quindi ha uno scopo, il suo agire è rivolto a qualcosa o a qualcuno) si sente bene; se invece perde lo “scopo”, quindi il “senso della sua vita” tutto si appiattisce e magari si può sentire vuota, senza prospettiva e senza speranza. Lo prenda come uno spunto di riflessione nel quale può ritrovarsi o meno.
Qualora dovesse ritrovarsi in questa breve spiegazione provi a porsi degli obiettivi a breve, medio e lungo termine. Qualcosa per cui valga la pena lottare, vivere o semplicemente alzarsi dal letto. E inizi oggi, dalla cosa più semplice, che non le costa fatica, a muoversi in quella direzione, magari potrebbe notare un cambiamento di qualche tipo!
Gentile utente, il processo di guarigione da uno stato depressivo passa anche attraverso questo. La riattivazione comportamentale, porta a sua volta a benessere emotivo e fisico. In terapia io dico spesso ai miei pazienti " fare per stare meglio, non aspettare di star meglio per fare". Questa frase descrive bene come lei sembra sentirsi. Quando inizia a fare qualcosa lei sta meglio, quando si ferma torna nello stato precedente. Continui a tenersi attiva/o, faccia ciò che le piace, non solo ciò che è utile o necessario. Prendersi cura di sè è la base per ritrovare il proprio stato di benessere. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Buonasera, la diagnosi di depressione le è stata fatta da uno specialista? Al di là dell'etichetta diagnostica, è importante capire questa sofferenza da cosa deriva. Da ciò che scrive brevemente si può supporre che lei trovi un senso al tempo che scorre nel fare qualcosa che per lei sia un obiettivo che le dà, probabilmente, valore. Di più non si può supporre.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Gentile utente, a volte questo può essere un sintomi della depressione. Ha provato a rivolgersi ad uno specialista ?
Gentile utente, prima di tutto, vorrei spiegarle cosa sono i pattern relazionali: sono come coreografie che ripetiamo nelle nostre relazioni, ciascuna con i suoi ritmi e movimenti caratteristici. Proprio come un danzatore che ha imparato determinati passi, tendiamo a ripetere questi schemi relazionali anche quando potrebbero esistere altre possibilità di movimento. Ho scelto di iniziare spiegando questo concetto perché spesso nella terapia usiamo termini tecnici che possono sembrare distanti dall'esperienza quotidiana. Comprendere cosa sono i pattern, ci permette di avere un linguaggio comune per guardare insieme alla sua situazione e di sentirci più vicini nel processo di comprensione. È come avere una lente d'ingrandimento condivisa attraverso cui osservare la sua esperienza.
Costato come il suo benessere cambi in base a quanto si sente "importante" nelle situazioni che vive. Quando percepisce di fare o essere qualcosa di significativo, sta bene. Quando questo senso di importanza viene meno, torna a stare male.
Questa oscillazione dell'umore riflette un fenomeno ben documentato nella letteratura clinica: la stretta interconnessione tra l’autostima che percepiamo in determinate situazioni e i nostri stati emotivi. Nel suo caso, questo si manifesta attraverso un legame particolarmente intenso tra il senso di importanza percepita e il benessere emotivo. È come se ci fosse un interruttore che si accende o si spegne in base al valore che lei dà a ciò che fa o a chi è in quel momento.
La sua osservazione ci dice due cose importanti:
1. Ha individuato cosa la fa stare bene (sentirsi importante)
2. Sa che ha in sé la capacità di stare bene
Un percorso terapeutico che integri l'approccio sistemico-relazionale con l'EMDR potrebbe aiutarla:
• A capire come si è formata questa dinamica
• A costruire un senso di valore più stabile, meno dipendente dalle situazioni esterne
L'obiettivo è sviluppare un rapporto più equilibrato con la propria persona, dove il proprio valore non dipenda solo da ciò che si fa o dal ruolo che si ricopre in un dato momento.
La comprensione che lei ha già sviluppato del suo modo di stare nel mondo è preziosa. Questo sguardo attento su di sé è già un primo importante passo verso il cambiamento.
La psicoterapia può essere lo spazio dove trasformare queste intuizioni in un benessere più stabile e duraturo. Non si tratta solo di capire, ma di sperimentare nuovi modi di stare con sé e con gli altri, in un ambiente protetto e professionale.
L'approccio sistemico-relazionale integrato con l'EMDR offre una combinazione particolarmente efficace: mentre il primo ci permette di comprendere e modificare le dinamiche relazionali attuali, l'EMDR ci consente di elaborare le memorie emotive che potrebbero mantenere attivi questi pattern. È come avere a disposizione sia una mappa del presente che gli strumenti per ridisegnare percorsi dal passato. Se lo desidera, sono disponibile per un primo colloquio dove potremo valutare insieme il percorso più adatto alle sue esigenze. Come psicoterapeuta sistemico-relazionale ed esperta in EMDR, posso aiutarla a esplorare e trasformare queste dinamiche. A volte, il primo passo è il più difficile, ma è anche quello che apre la strada a nuove possibilità di benessere.
Cordialmente, dott.ssa Elin Miroddi
Costato come il suo benessere cambi in base a quanto si sente "importante" nelle situazioni che vive. Quando percepisce di fare o essere qualcosa di significativo, sta bene. Quando questo senso di importanza viene meno, torna a stare male.
Questa oscillazione dell'umore riflette un fenomeno ben documentato nella letteratura clinica: la stretta interconnessione tra l’autostima che percepiamo in determinate situazioni e i nostri stati emotivi. Nel suo caso, questo si manifesta attraverso un legame particolarmente intenso tra il senso di importanza percepita e il benessere emotivo. È come se ci fosse un interruttore che si accende o si spegne in base al valore che lei dà a ciò che fa o a chi è in quel momento.
La sua osservazione ci dice due cose importanti:
1. Ha individuato cosa la fa stare bene (sentirsi importante)
2. Sa che ha in sé la capacità di stare bene
Un percorso terapeutico che integri l'approccio sistemico-relazionale con l'EMDR potrebbe aiutarla:
• A capire come si è formata questa dinamica
• A costruire un senso di valore più stabile, meno dipendente dalle situazioni esterne
L'obiettivo è sviluppare un rapporto più equilibrato con la propria persona, dove il proprio valore non dipenda solo da ciò che si fa o dal ruolo che si ricopre in un dato momento.
La comprensione che lei ha già sviluppato del suo modo di stare nel mondo è preziosa. Questo sguardo attento su di sé è già un primo importante passo verso il cambiamento.
La psicoterapia può essere lo spazio dove trasformare queste intuizioni in un benessere più stabile e duraturo. Non si tratta solo di capire, ma di sperimentare nuovi modi di stare con sé e con gli altri, in un ambiente protetto e professionale.
L'approccio sistemico-relazionale integrato con l'EMDR offre una combinazione particolarmente efficace: mentre il primo ci permette di comprendere e modificare le dinamiche relazionali attuali, l'EMDR ci consente di elaborare le memorie emotive che potrebbero mantenere attivi questi pattern. È come avere a disposizione sia una mappa del presente che gli strumenti per ridisegnare percorsi dal passato. Se lo desidera, sono disponibile per un primo colloquio dove potremo valutare insieme il percorso più adatto alle sue esigenze. Come psicoterapeuta sistemico-relazionale ed esperta in EMDR, posso aiutarla a esplorare e trasformare queste dinamiche. A volte, il primo passo è il più difficile, ma è anche quello che apre la strada a nuove possibilità di benessere.
Cordialmente, dott.ssa Elin Miroddi
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso/a utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso/a utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Gentile utente di mio dottore,
per comprendere meglio il malessere da cui è accompagnato dovrebbe contattare uno specialista e richiedere un consulto. La depressione solitamente è curabile attraverso l' ausilio della psicoterapia e della farmacoterapia.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
per comprendere meglio il malessere da cui è accompagnato dovrebbe contattare uno specialista e richiedere un consulto. La depressione solitamente è curabile attraverso l' ausilio della psicoterapia e della farmacoterapia.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno a lei.
Quello che sta descrivendo sembra legato a come percepisce te stesso e il suo valore in relazione a ciò che fa o al contesto in cui si trova. È possibile che quando sente di essere o fare qualcosa di importante, questo confermi un’immagine positiva di se stesso, dando un senso di riconoscimento o di scopo che allevia il malessere. Al contrario, quando queste conferme non arrivano, emergono pensieri o emozioni che riportano ad uno stato depressivo.
Potrebbe esserle utile capire cosa significa per lei “essere importante”, da dove nasce questa sensazione e quali dinamiche, anche familiari o relazionali, possono influire su questo meccanismo, indagando come il senso di valore personale si sia costruito nel tempo e comprendere come “rimetterlo nelle sue mani”, rendendolo meno dipendente da fattori esterni.
Cordiali saluti, Dott.ssa Alessia Alongi psicologa psicoterapeuta
Quello che sta descrivendo sembra legato a come percepisce te stesso e il suo valore in relazione a ciò che fa o al contesto in cui si trova. È possibile che quando sente di essere o fare qualcosa di importante, questo confermi un’immagine positiva di se stesso, dando un senso di riconoscimento o di scopo che allevia il malessere. Al contrario, quando queste conferme non arrivano, emergono pensieri o emozioni che riportano ad uno stato depressivo.
Potrebbe esserle utile capire cosa significa per lei “essere importante”, da dove nasce questa sensazione e quali dinamiche, anche familiari o relazionali, possono influire su questo meccanismo, indagando come il senso di valore personale si sia costruito nel tempo e comprendere come “rimetterlo nelle sue mani”, rendendolo meno dipendente da fattori esterni.
Cordiali saluti, Dott.ssa Alessia Alongi psicologa psicoterapeuta
La sensazione di stare meglio quando fai qualcosa di importante può essere legata a una dinamica comune nella depressione persistente, dove le emozioni e il senso di sé sono strettamente legati all’autoefficacia e al riconoscimento esterno. Quando senti di fare qualcosa di significativo, potresti sperimentare una temporanea sensazione di valore e soddisfazione che ti allontana dai sintomi depressivi, almeno per un po’. Al contrario, quando non riesci a sentirti produttiva o utile, i sintomi depressivi si accentuano, alimentando il ciclo negativo.
Una possibile soluzione, come quella offerta dalla Psicoterapia Breve Strategica (PBS), è lavorare per interrompere questo ciclo, cercando di separare il benessere da specifiche performance esterne, e migliorare la percezione di sé in modo più stabile e duraturo. La PBS può aiutarti a costruire strategie per affrontare questi momenti, migliorando gradualmente il tuo stato d’animo senza dipendere esclusivamente dai risultati.
Una possibile soluzione, come quella offerta dalla Psicoterapia Breve Strategica (PBS), è lavorare per interrompere questo ciclo, cercando di separare il benessere da specifiche performance esterne, e migliorare la percezione di sé in modo più stabile e duraturo. La PBS può aiutarti a costruire strategie per affrontare questi momenti, migliorando gradualmente il tuo stato d’animo senza dipendere esclusivamente dai risultati.
Buongiorno, la sua condizione può essere anche accompagnata da momenti di miglioramento o sollievo quando avviene qualcosa che la fa sentire soddisfatta. Questo potrebbe significare che la sua serenità dipende da elementi esterni a lei, dalla percezione dell'altro, piuttosto che da una stabile consapevolezza del suo valore intrinseco. Di conseguenza, il senso di "importanza" di cui parla provoca un miglioramento del tono dell'umore, che risulta comunque transitorio. Una possibile strategia potrebbe essere quella di lavorare su questo, con l'aiuto di un terapeuta, in modo che possa sviluppare maggiore consapevolezza e accettazione di se stesso, indipendentemente da ciò che fa! Ed un segreto, è quello di riuscire a godere delle piccole cose, accogliendo anche i momenti down come parti di sè da accogliere!
Gentile utente, la domanda che lei si pone mi sembra assolutamente pertinente, ma è impossibile dare delle risposte senza avere informazioni a riguardo. Sarebbe utile per lei, sempre che non lo stia già facendo, porsi queste domande in un luogo adatto, dove il tempo è utilizzato proprio per questo genere di riflessioni. Questo spazio si chiama psicoterapia. Le auguro una buona giornata.
Dott. Paolo Di San Diego
Dott. Paolo Di San Diego
Gentile Utente, la situazione che descrive è del tutto comprensibile e rispecchia una caratteristica comune della depressione persistente, o distimia, che si manifesta con un umore generalmente basso e scarsa motivazione nelle attività quotidiane. Il contrasto che ha osservato tra i momenti di benessere e quelli di malessere merita una riflessione più approfondita. In chi soffre di depressione, ad esempio, è frequente interpretare gli eventi attraverso schemi cognitivi distorti, dove il proprio valore personale viene spesso legato ai risultati ottenuti o alle aspettative rispetto alle proprie azioni. Un obiettivo importante di un percorso terapeutico potrebbe essere quello di esplorare e mettere in discussione queste aspettative. Cordialmente, Dott.ssa Arianna Moroni, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Salve, quando sente fare qualcosa di importante, il suo cervello potrebbe rilasciare dopamina, un neurotrasmettitore associato alla motivazione e alla ricompensa. Questo dà una sensazione temporanea di benessere. Inoltre, sentirsi importante può aumentare la percezione di autostima e valore personale, che sono spesso bassi in persone con depressione persistente. Per un riscontro più specifico per la sua situazione, le consiglio di rivolgersi al professionista della salute mentale dal quale è seguito.
Buongiorno, ciò che descrive è una dinamica molto comune in chi soffre di depressione persistente. Quando sente di essere o fare qualcosa di importante, è come se la sua mente e il suo corpo rispondessero a un bisogno profondo di significato e valore personale, facendola sentire meglio. Al contrario, nei momenti di stasi o di percezione di inutilità, la depressione può riprendere il sopravvento, amplificando il senso di malessere.
Questo accade perché spesso la depressione non è solo un problema di umore, ma può essere legata a convinzioni radicate su di sé, come il sentirsi 'non abbastanza' o 'non meritevole'. Questi schemi di pensiero possono attivarsi nei momenti di difficoltà o inattività, facendola sentire peggio.
Lavorare su questi meccanismi in un percorso psicoterapeutico può aiutarla a comprendere meglio le radici di questo malessere e a sviluppare strumenti per coltivare un senso di valore personale stabile, indipendente da ciò che fa o ottiene. Resto a disposizione se sente il bisogno di approfondire. Cordialmente dott.ssa Stefania Ludovici
Questo accade perché spesso la depressione non è solo un problema di umore, ma può essere legata a convinzioni radicate su di sé, come il sentirsi 'non abbastanza' o 'non meritevole'. Questi schemi di pensiero possono attivarsi nei momenti di difficoltà o inattività, facendola sentire peggio.
Lavorare su questi meccanismi in un percorso psicoterapeutico può aiutarla a comprendere meglio le radici di questo malessere e a sviluppare strumenti per coltivare un senso di valore personale stabile, indipendente da ciò che fa o ottiene. Resto a disposizione se sente il bisogno di approfondire. Cordialmente dott.ssa Stefania Ludovici
Buonasera,
dare una risposta esaustiva senza avere almeno un minimo di conoscenza della sua storia diventa difficoltoso.
Ha mai pensato di intraprendere un percorso psicoterapeutico? Il mio approccio è SISTEMICO RELAZIONALE, indaga cioè l'origine del sintomo esplorando la rete relazionale familiare (di solito si lavora tenendo in considerazione almeno le ultime tre generazioni). Un lavoro introspettivo e conoscitivo di noi stessi ci aiuta a conoscere il nostro funzionamento e i COPIONI FAMILIARI che mettiamo in atto a volte in modo inconscio e automatico.
A disposizione.
Un caro saluto.
In bocca al lupo!
dare una risposta esaustiva senza avere almeno un minimo di conoscenza della sua storia diventa difficoltoso.
Ha mai pensato di intraprendere un percorso psicoterapeutico? Il mio approccio è SISTEMICO RELAZIONALE, indaga cioè l'origine del sintomo esplorando la rete relazionale familiare (di solito si lavora tenendo in considerazione almeno le ultime tre generazioni). Un lavoro introspettivo e conoscitivo di noi stessi ci aiuta a conoscere il nostro funzionamento e i COPIONI FAMILIARI che mettiamo in atto a volte in modo inconscio e automatico.
A disposizione.
Un caro saluto.
In bocca al lupo!
Buongiorno,
sarebbe utile sapere se la diagnosi di depressione persistente è stata data da un collega o se si tratta di un'autodiagnosi, tuttavia la depressione è un disturbo dell'umore, ovvero si identifica, tra gli altri aspetti, per il persistente umore "deflesso", che in parole povere vuol dire essere abbattuti, apatici, privi di stimoli sufficienti da permetterci di reagire all'abbattimento e alla tristezza. Quando si individua un progetto o un obiettivo nuovo, che per noi riveste un significato particolare, questo diventa, appunto, stimolante. Ci stuzzica, riesce a farci reagire. La reazione comporta un aumento di interesse e coinvolgimento verso il mondo esterno, con una conseguente sensazione di benessere (vi è anche un coinvolgimento legato al funzionamento cerebrale e dei neurotrasmettitori, troppo complesso da riassumere in qualche riga). Talvolta questa reazione si limita ad un periodo temporaneo, ma il lavoro di terapia dovrebbe essere orientato a capire in che modo si possa rendere questo cambiamento più duraturo, lavorando sulle motivazioni che stanno dietro all'umore depresso.
Questa ovviamente è una risposta che semplifica molto le dinamiche descritte, però in poche righe è difficile approfondire. Consiglio, come sempre, un percorso con un professionista per la gestione di tali problematiche.
Un saluto
sarebbe utile sapere se la diagnosi di depressione persistente è stata data da un collega o se si tratta di un'autodiagnosi, tuttavia la depressione è un disturbo dell'umore, ovvero si identifica, tra gli altri aspetti, per il persistente umore "deflesso", che in parole povere vuol dire essere abbattuti, apatici, privi di stimoli sufficienti da permetterci di reagire all'abbattimento e alla tristezza. Quando si individua un progetto o un obiettivo nuovo, che per noi riveste un significato particolare, questo diventa, appunto, stimolante. Ci stuzzica, riesce a farci reagire. La reazione comporta un aumento di interesse e coinvolgimento verso il mondo esterno, con una conseguente sensazione di benessere (vi è anche un coinvolgimento legato al funzionamento cerebrale e dei neurotrasmettitori, troppo complesso da riassumere in qualche riga). Talvolta questa reazione si limita ad un periodo temporaneo, ma il lavoro di terapia dovrebbe essere orientato a capire in che modo si possa rendere questo cambiamento più duraturo, lavorando sulle motivazioni che stanno dietro all'umore depresso.
Questa ovviamente è una risposta che semplifica molto le dinamiche descritte, però in poche righe è difficile approfondire. Consiglio, come sempre, un percorso con un professionista per la gestione di tali problematiche.
Un saluto
Probabilmente sapere di essere utile, di avere uno scopo, la risolleva dalla sensazione di inutilità che la assale invece quando sta senza far nulla. Questo è abbastanza normale, ogni essere umano ha bisogno di sentire di avere uno scopo più grande (alcuni sono semplicemente più sensibili al tema).
In ogni caso le dico una cosa che dico spesso ai miei pazienti: non chiederti perché funziona. Se funziona, segui quella strada.
I suoi sentimenti possono guidarla a stare meglio, li ascolti di più. Sono la bussola che può guidarla nel mondo.
In ogni caso le dico una cosa che dico spesso ai miei pazienti: non chiederti perché funziona. Se funziona, segui quella strada.
I suoi sentimenti possono guidarla a stare meglio, li ascolti di più. Sono la bussola che può guidarla nel mondo.
Probabilmente la Sua autostima dipende totalmente dal giudizio o riconoscimento altrui
Gentile utente,
da quello che lei descrive, il suo stato di benessere sembra legato al sentirsi utile o significativo, mentre il malessere emerge nei momenti in cui questa percezione viene meno.
Quando si sente bene, è possibile che stia vivendo un momento di autenticità, in cui sembra riconoscersi e connettersi con ciò che conta davvero per lei. Al contrario, nei momenti di difficoltà, sembrano emergere pensieri o emozioni legate al senso di vuoto, alla mancanza di riconoscimento o alla difficoltà di vedere il proprio valore a prescindere dalle azioni compiute .
Un percorso terapeutico potrebbe aiutarla a esplorare meglio questi vissuti e a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé, lavorando sulle sue risorse e sulla relazione con il senso di valore personale.
Se desidera, sono disponibile per una terapia online.
Dott.ssa Maria Elena Rossler
da quello che lei descrive, il suo stato di benessere sembra legato al sentirsi utile o significativo, mentre il malessere emerge nei momenti in cui questa percezione viene meno.
Quando si sente bene, è possibile che stia vivendo un momento di autenticità, in cui sembra riconoscersi e connettersi con ciò che conta davvero per lei. Al contrario, nei momenti di difficoltà, sembrano emergere pensieri o emozioni legate al senso di vuoto, alla mancanza di riconoscimento o alla difficoltà di vedere il proprio valore a prescindere dalle azioni compiute .
Un percorso terapeutico potrebbe aiutarla a esplorare meglio questi vissuti e a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé, lavorando sulle sue risorse e sulla relazione con il senso di valore personale.
Se desidera, sono disponibile per una terapia online.
Dott.ssa Maria Elena Rossler
La depressione persistente, disturbo depressivo persistente (PDD) o distimia, è una condizione caratterizzata: da umore depresso che dura per almeno due anni, con periodi di relativa normalità. Quello che descrive è un fenomeno comune in chi soffre di depressione: momenti di miglioramento quando si è coinvolti in attività significative o si sente di avere uno scopo, seguiti da un ritorno ai sintomi depressivi quando queste condizioni mancano. Quando si è coinvolti in qualcosa di importante e significativo, il cervello può rilasciare neurotrasmettitori come la dopamina e la serotonina, che migliorano temporaneamente l'umore. Impegnarsi in un qualcosa di importante può darti un senso di scopo e aumentare temporaneamente l'autostima. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT), può aiutarti a identificare e modificare i pensieri negativi che contribuiscono alla depressione.
Gentile utente, la sua domanda tocca un aspetto molto significativo del vissuto legato alla depressione persistente, che è una condizione complessa e, talvolta, difficile da comprendere e gestire. Le suggerisco di intraprendere un percorso psicologico, così da esplorare più a fondo la situazione e affrontare i pensieri e le emozioni legati ad essa, con l’obiettivo di trovare maggiore serenità.
Resto a disposizione anche per consulenze online.
Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina De Chiara
Brescia
Resto a disposizione anche per consulenze online.
Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina De Chiara
Brescia
Una delle caratteristiche della depressione è, appunto, una totale mancanza di iniziativa. Abulia e apatia sono le caratteristiche preminenti e sono quelle che fra le altre cose generano sofferenza, e nel momento in cui si ha una motivazione o un imput, sembra che qualcosa vada meglio per poi ricadere di nuovo in uno stato più o meno catatonico.
Gentilissimo,
le è stata ufficialmente diagnosticata una distimia, oppure si tratta di una sua definizione personale derivante dal fatto che avverte una sorta di «altalena» emotiva in base ad una sua, o meno attivazione? Le pongo questa domanda perché, nel secondo caso, lei stesso osserva che, quando si dedica ad attività per lei significative – interpreto, in linea con i suoi gusti o interessi – il tono dell’umore migliora.
Ciò indicherebbe che, in quelle circostanze di attività, il sistema di ricompensa rilascia dopamina, producendo gratificazione e un conseguente innalzamento dell’umore. In tal senso, programmare ogni giorno attività piacevoli potrebbe aiutarla a mantenere un benessere più stabile.
Se invece le è stata diagnosticata una depressione persistente, potrebbero verificarsi momenti in cui le manca addirittura l’energia per attivarsi, con il rischio di peggiorare lo stato di scoramento. In tal caso sarebbe opportuno rivolgersi a uno psicoterapeuta o a uno psichiatra, ad esempio per intraprendere un percorso di ristrutturazione cognitiva o valutare un supporto farmacologico.
La ringrazio per l’attenzione.
le è stata ufficialmente diagnosticata una distimia, oppure si tratta di una sua definizione personale derivante dal fatto che avverte una sorta di «altalena» emotiva in base ad una sua, o meno attivazione? Le pongo questa domanda perché, nel secondo caso, lei stesso osserva che, quando si dedica ad attività per lei significative – interpreto, in linea con i suoi gusti o interessi – il tono dell’umore migliora.
Ciò indicherebbe che, in quelle circostanze di attività, il sistema di ricompensa rilascia dopamina, producendo gratificazione e un conseguente innalzamento dell’umore. In tal senso, programmare ogni giorno attività piacevoli potrebbe aiutarla a mantenere un benessere più stabile.
Se invece le è stata diagnosticata una depressione persistente, potrebbero verificarsi momenti in cui le manca addirittura l’energia per attivarsi, con il rischio di peggiorare lo stato di scoramento. In tal caso sarebbe opportuno rivolgersi a uno psicoterapeuta o a uno psichiatra, ad esempio per intraprendere un percorso di ristrutturazione cognitiva o valutare un supporto farmacologico.
La ringrazio per l’attenzione.
Buongiorno,
quello che descrive è un’esperienza comune in chi soffre di depressione persistente: momenti di benessere possono emergere durante attività o situazioni significative, ma spesso la sofferenza ritorna quando si è meno impegnati. Questo può dipendere da diversi fattori legati all’umore, all’autostima e ai meccanismi di gestione dello stress.
Per approfondire insieme la sua esperienza e trovare strategie personalizzate di gestione, le suggerisco di fissare un appuntamento. Sarà un primo passo importante verso un miglioramento.
Resto a disposizione per aiutarla. Dott.Valerio Ancis
quello che descrive è un’esperienza comune in chi soffre di depressione persistente: momenti di benessere possono emergere durante attività o situazioni significative, ma spesso la sofferenza ritorna quando si è meno impegnati. Questo può dipendere da diversi fattori legati all’umore, all’autostima e ai meccanismi di gestione dello stress.
Per approfondire insieme la sua esperienza e trovare strategie personalizzate di gestione, le suggerisco di fissare un appuntamento. Sarà un primo passo importante verso un miglioramento.
Resto a disposizione per aiutarla. Dott.Valerio Ancis
Quello che descrivi potrebbe essere legato a una forma di depressione persistente (nota anche come distimia), dove la tristezza o la bassa energia sono costanti, ma la sensazione di benessere che provi quando "fai qualcosa di importante" potrebbe essere un segno che c'è una parte di te che cerca di reagire, di sentirsi riconosciuta o valida.
Una possibile spiegazione è che la sensazione di "stare bene" possa essere legata al soddisfacimento di bisogni più profondi di autostima o realizzazione personale. Quando fai qualcosa che ritieni importante, potresti sentire un senso di valore o di competenza, che temporaneamente allevia la tristezza o la frustrazione che provi in altri momenti. Al contrario, quando non ti senti utile o quando non riesci a fare qualcosa che ti sembra significativo, il tuo senso di vuoto o la tristezza della depressione riemergono.
Questa alternanza di stati potrebbe essere legata a una dinamica inconscia. A volte, quando una persona soffre di depressione, si mette in atto un meccanismo di difesa in cui il fare qualcosa di importante sembra "distrarre" dalla sofferenza interiore, ma non riesce a risolvere il conflitto sottostante. È come se il fare qualcosa che ti gratifica ti permettesse di sentirti per un momento "più a posto", ma non risolve la radice profonda della tristezza.
Un percorso terapeutico psicodinamico potrebbe aiutarti a esplorare queste dinamiche più profonde, andando a lavorare sui bisogni emotivi e sui conflitti che si nascondono dietro questo ciclo di alti e bassi. La terapia potrebbe anche aiutarti a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé, in modo che tu possa gestire meglio questi sbalzi emotivi.
Un caro saluto.
Una possibile spiegazione è che la sensazione di "stare bene" possa essere legata al soddisfacimento di bisogni più profondi di autostima o realizzazione personale. Quando fai qualcosa che ritieni importante, potresti sentire un senso di valore o di competenza, che temporaneamente allevia la tristezza o la frustrazione che provi in altri momenti. Al contrario, quando non ti senti utile o quando non riesci a fare qualcosa che ti sembra significativo, il tuo senso di vuoto o la tristezza della depressione riemergono.
Questa alternanza di stati potrebbe essere legata a una dinamica inconscia. A volte, quando una persona soffre di depressione, si mette in atto un meccanismo di difesa in cui il fare qualcosa di importante sembra "distrarre" dalla sofferenza interiore, ma non riesce a risolvere il conflitto sottostante. È come se il fare qualcosa che ti gratifica ti permettesse di sentirti per un momento "più a posto", ma non risolve la radice profonda della tristezza.
Un percorso terapeutico psicodinamico potrebbe aiutarti a esplorare queste dinamiche più profonde, andando a lavorare sui bisogni emotivi e sui conflitti che si nascondono dietro questo ciclo di alti e bassi. La terapia potrebbe anche aiutarti a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé, in modo che tu possa gestire meglio questi sbalzi emotivi.
Un caro saluto.
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