Esperienze
Sono Nicolas Piccolo.
Il mio lavoro nasce dall’ascolto attento della persona, della sua storia e del significato che il disagio assume nella sua esperienza. Offro uno spazio di incontro sicuro e non giudicante, in cui potersi fermare, riflettere e dare senso a ciò che si sta vivendo.
Sono uno psicologo abilitato e attualmente in formazione come psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico. Nel mio percorso professionale mi sono occupato di sostegno emotivo e relazionale, della promozione dell’autonomia e del benessere psicologico. Ho collaborato in contesti domiciliari e comunitari, lavorando con persone adulte e giovani con condizioni di fragilità psicologica e sociale, disabilità intellettiva e disturbi psichiatrici.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia dell'età evolutiva
Principali patologie trattate
- Ansia
- Attacco di panico
- Disturbi dell'umore
- Crisi
- Disabilità
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
60 € -
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Primo colloquio individuale
60 € -
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Sostegno psicologico
60 € -
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Sostegno alla genitorialità
60 € -
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Psicoterapia online
60 € -
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Indirizzi (2)
Piazza Giampietro Vieusseux 2, Firenze 50134
Disponibilità
Pagamento online
Accettato
Telefono
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Assicurazioni non accettate
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che accetti la tua assicurazione
Recensioni
4 recensioni
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S
Simon L. C.
Sto seguendo un percorso con il Dott. Piccolo e non potrei essere più soddisfatto. La sua capacità di ascolto e il suo approccio empatico mi hanno aiutato a sentirmi subito a mio agio. È una guida sicura in un momento difficile: un professionista umano e molto preparato.
• Studio Privato • colloquio psicologico •
Dott. Nicolas Piccolo
Grazie per aver condiviso la tua esperienza.
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G
Giovanni Giorgio
Il dottor Piccolo è stato una presenza importante in un periodo molto difficile: grazie davvero.
• Studio Privato • colloquio psicologico •
Dott. Nicolas Piccolo
Grazie per la fiducia e per il suo feedback.
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G
G. T.
Grazie mille Dottore, il suo supporto mi sta aiutando tantissimo in questa particolare fase della mia vita.
• Studio Privato • colloquio psicologico individuale •
Dott. Nicolas Piccolo
La ringrazio per le sue parole.
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M
M.R.
Ringrazio il dottor Piccolo per aver trovato subito il tempo e la disponibilità.
• Studio Privato • colloquio psicologico •
Dott. Nicolas Piccolo
La ringrazio.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 4 domande da parte di pazienti di MioDottore
Ho 18 anni, sono completamente perso, a livello lavorativo, relazionare, familiare, insomma diciamo tutto.
Però è da un po’ di tempo che ho un peso dentro che non so come risolvere e cioè che non so cosa fare della mia vita, so che se trovassi la mia passione farei di tutto per eccellere però purtroppo tutto mi annoia, mi sembra brutto, inutile, limitante, privo di possibilità di crescita.
Cerco questa scintilla per dare un senso alla mia vita, per trasformarla in una attività, che è una cosa che sogno da parecchio tempo, ma comunque niente da fare.
Ora sono in una fase molto brutta anche con il mio attuale lavoro, c’è un bruttissimo rapporto tra me, i colleghi e il capo. Non so veramente cosa fare, sembra un periodo infinito e dove non ho scelta, anche per le strette opportunità che ho date dal fatto che non ho conseguito il diploma ma bensì ho una qualifica professionale.
Gentilissim*,
la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza.
Da ciò che descrive, sembra che questa situazione le provochi un certo livello di disagio e probabilmente anche una fatica nel comprenderne fino in fondo le cause. In questi casi è importante considerare che ciò che viviamo nel presente spesso non è solo legato all’evento attuale, ma può essere influenzato da modalità emotive e relazionali che si sono strutturate nel tempo.
Un primo passo che può provare a fare è osservare con maggiore attenzione quando questa difficoltà si presenta: in quali momenti, in relazione a quali situazioni o persone, e quali emozioni emergono più chiaramente (ad esempio ansia, frustrazione, senso di insicurezza o altro). Questo tipo di osservazione può aiutare a individuare eventuali ricorrenze o schemi.
Può essere utile anche chiedersi che tipo di significato assume per lei questa esperienza: cosa rappresenta, cosa teme possa accadere, o cosa sente che venga messo in gioco a livello personale. Spesso dietro una difficoltà specifica si muovono aspetti più profondi legati al proprio modo di percepirsi e di stare in relazione con gli altri.
Naturalmente, questi sono solo primi spunti di riflessione. Un percorso psicologico permette di approfondire con maggiore continuità e in uno spazio protetto questi aspetti, andando oltre ciò che è immediatamente visibile e favorendo una comprensione più ampia e duratura.
Resto a disposizione qualora desiderasse intraprendere questo tipo di approfondimento.
Un cordiale saluto.
Nicolas Piccolo
Salve, quando passo davanti a un parco dove mi portavano da piccolo, mi viene a volte una stretta al petto o nella zona fra il petto e il diaframma. A volte è un po' più forte, però non mi viene da scappare, cioè c'è e mi viene anche il respiro un po più lungo però non mi viene da andarmene ma anzi di rimanerci. Che cosa vuol dire? Sono sintomi di un luogo che è stato positivo per me oppure no?
Salve,
la ringrazio per aver condiviso questa esperienza, che descrive in modo molto preciso.
Quella sensazione che avverte – la stretta al petto, il respiro che cambia, insieme al desiderio di restare – sembra avere una forte componente emotiva legata al ricordo di quel luogo. Alcuni posti, soprattutto quelli legati all’infanzia, possono attivare non solo ricordi “mentali”, ma anche memorie corporee ed emotive, che si esprimono proprio attraverso sensazioni fisiche come quelle che descrive.
Il fatto che non senta il bisogno di allontanarsi, ma piuttosto di rimanere, è un elemento significativo: potrebbe indicare che quel luogo ha per lei un valore importante, forse legato a esperienze positive, di familiarità o di appartenenza. Allo stesso tempo, la “stretta” potrebbe riflettere anche una certa intensità emotiva, come una nostalgia, una malinconia o un contatto con una parte più profonda e antica di sé.
In questi casi non si tratta tanto di stabilire se sia un ricordo “positivo o negativo” in modo netto, ma di cogliere la complessità dell’esperienza: a volte ciò che è stato significativo può portare con sé emozioni miste, anche difficili da definire.
Potrebbe esserle utile chiedersi: che immagini o sensazioni interne emergono quando passa da lì? C’è una parte di lei che si sente più piccola, più tranquilla, oppure più vulnerabile? Che tipo di stato emotivo riconosce, al di là della sensazione fisica?
Il suo corpo, in un certo senso, sta “ricordando” qualcosa che ha avuto un significato per lei. Dare spazio a queste sensazioni, senza forzarle o interpretarle troppo velocemente, può aiutarla a comprenderle meglio nel tempo.
Se dovesse notare che queste sensazioni diventano più intense o confuse, uno spazio di confronto potrebbe aiutarla ad approfondirle con maggiore chiarezza.
Resto a disposizione qualora desiderasse approfondire.
Un cordiale saluto.
Nicolas Piccolo
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