Da mesi ASSUMO SONIREM x dormire. Ma a mesi alterni. Non dormo praticamente quando sono sola in casa
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risposte
Da mesi ASSUMO SONIREM x dormire. Ma a mesi alterni. Non dormo praticamente quando sono sola in casa. Da qualche giorno però al risveglio mi sento stordita..stanca e confusa. Questo si ripercuote nella mia vita XKÈ si protrae x tutto il dì.
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso. Per quanto riguarda la questione farmacologica ritengo che sia più opportuno riferire la questione al medico, sicuramente persona più competente in materia. Ha mai pensato di intraprendere un percorso psicologico al fine di indagare le cause, origini ed i fattori di mantenimento dei suoi sintomi? Sono aspetti che il farmaco, da solo, non può cogliere.
Cordialmente, Dott FDL
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Salve, rivolga questa domanda al suo medico di fiducia.
Buona serata.
Dott. Fiori
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Dott. Fiori
Buongiorno, mi dispiace molto per il suo disagio, per il farmaco Le consiglio di rivolgersi al Suo medico. Tenga in considerazione che se escludiamo la presenza di alcune patologie organiche, quali malattie neurologiche, cardiovascolari, disturbi digestivi, dolori cronici acuti ecc, l’incapacità di dormire nonostante se ne senta un profondo bisogno fisiologico ha origini prettamente psicologiche, in particolare nei casi di insonnia perdurante nel tempo (ovvero quella definita cronica e non transitoria), il motivo per cui non si dorme non ha più nulla a che vedere col motivo per cui si è iniziato a non dormire, per questo Le consiglio un percorso psicologico.
Con il mio approccio il paziente viene guidato, mediante piccoli compiti, talvolta apparentemente bizzarri o illogici, di cui non sempre viene messo a conoscenza ad ingannare la mente nella ricerca del sonno, affinchè ciò che lo ostacola possa essere scavalcato, poiché, citando Dumas, “ il sonno è una divinità capricciosa, e proprio quando lo si invoca…si fa aspettare”.
La saluto cordialmente. Sabrina Germi
Con il mio approccio il paziente viene guidato, mediante piccoli compiti, talvolta apparentemente bizzarri o illogici, di cui non sempre viene messo a conoscenza ad ingannare la mente nella ricerca del sonno, affinchè ciò che lo ostacola possa essere scavalcato, poiché, citando Dumas, “ il sonno è una divinità capricciosa, e proprio quando lo si invoca…si fa aspettare”.
La saluto cordialmente. Sabrina Germi
Buonasera, rispetto a quante scritto, che cosa vorrebbe per se stessa? Dunque quale è la richiesta che pone?
Buonasera! Pensa che la sua insonnia si presenti quando è sola in casa? Di cosa avrebbe bisogno? Mi faccia sapere.
Rimango a sua disposizione
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Rimango a sua disposizione
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
buonasera. Per l'aspetto farmacologico si deve rivolgere allo specialista in materia, nel caso il medico psichiatra. Può riflettere però, visto che è approdata nell'area della psicologia e psicoterapia, sulla possibilità di seguire un percorso psicoterapeutico per poter approfondire le dinamiche che sottendono il disturbo e a tendere curare i sintomi e le cause.
Un cordiale saluto
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Buonasera, come già scritto dai miei colleghi, essendo psicoterapeuti non ci occupiamo di farmaci ed è giusto chiedere al medico che le ha prescritto il farmaco e xchè avverte i sintomi da lei descritti. Inoltre potrebbe iniziare dei colloqui con una psicoterapeuta per poter elaborare il perchè non riesce a dormire quando è sola che cosa le crea stare con se stessa e quali paure contatta. La saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Salve. Condivido il pensiero dei colleghi.
Circa l'aspetto farmacologico dovrebbe chiedere una consulenza o al medico che le ha prescritto la terapia o ad uno specialista psichiatra. Se poi avesse desiderio di approfondire la problematica e capirne le cause, potrebbe avvalersi della consulenza di uno psicoterapeuta. Cari saluti
Circa l'aspetto farmacologico dovrebbe chiedere una consulenza o al medico che le ha prescritto la terapia o ad uno specialista psichiatra. Se poi avesse desiderio di approfondire la problematica e capirne le cause, potrebbe avvalersi della consulenza di uno psicoterapeuta. Cari saluti
Buongiorno.
Se questa insonnia è episodica solo quando è sola in casa e più facilmente risolvibile con la psicologia cognitivo comportamentale e la mindfulness per gestire l'insonnia.
A disposizione, Dottor Gianpietro Rossi
Se questa insonnia è episodica solo quando è sola in casa e più facilmente risolvibile con la psicologia cognitivo comportamentale e la mindfulness per gestire l'insonnia.
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Gentile utente, per la questione farmacologica le consiglio di rivolgersi ad un medico specialista (psichiatra). La difficoltà nel dormire quando sola, tuttavia, è prettamente psicologica e necesiterebbe quindi un approfondimento psicoterapeutico. Un caro saluto
Buonasera, suggerisco di rivolgersi al medico di riferimento per fare chiarezza sui suoi dubbi. Dott.ssa Giancarli
Gentile utente, i disturbi del sonno possono avere cause differente, in primo luogo le consiglio di rivolgersi al suo medico per valutare meglio la terapia farmacologica e gli effetti collaterali, le consiglio inoltre di iniziare un percorso di psicoterapia che potrebbe aiutarla a comprendere meglio la causa dei suoi problemi.
Dott. Marenco
Dott. Marenco
Buonasera, le consiglio di rivolgersi al suo medico curante. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Buongiorno, le consiglio di rivolgersi prima di tutto al suo medico, riferendo di questi effetti indesiderati e discutendo della possibilità di rivedere la terapia farmacologica (principio attivo, dosi, somministrazioni). Sarebbe poi molto utile rivolgersi ad uno psicologo/psicoterapeuta per approfondire i meccanismi che disturbano il suo sonno e provare a trovare una soluzione anche non farmacologica.Rimango a disposizione e le auguro un buon proseguimento.
Buongiorno,
mi dispiace per questa situazione. I problemi di sonno sono davvero pesanti da gestire, proprio perché influenzano tutta la nostra vita.
Ha provato a contattare una psicologa per fare almeno qualche colloquio? Credo che, insieme alla terapia farmacologica, potrebbe esserle di aiuto.
Avrebbe un suo spazio per parlare di questa situazione, di come si sente e di come vive questa difficoltà con il sonno. Credo davvero che potrebbe aiutarla a ritrovare un poco di serenità, del tutto meritata!
Per qualsiasi cosa, sono disponibile.
Un caro saluto,
Dott.ssa Alice Carbone
mi dispiace per questa situazione. I problemi di sonno sono davvero pesanti da gestire, proprio perché influenzano tutta la nostra vita.
Ha provato a contattare una psicologa per fare almeno qualche colloquio? Credo che, insieme alla terapia farmacologica, potrebbe esserle di aiuto.
Avrebbe un suo spazio per parlare di questa situazione, di come si sente e di come vive questa difficoltà con il sonno. Credo davvero che potrebbe aiutarla a ritrovare un poco di serenità, del tutto meritata!
Per qualsiasi cosa, sono disponibile.
Un caro saluto,
Dott.ssa Alice Carbone
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
Gentile signora, la situazione che descrive rispetto alla sensazione di stordimento potrebbe essere connessa all'effetto sedativo del farmaco. Potrebbe sentire il medico che glielo ha prescritto per rivedere magari il dosaggio.
Mi permetto però di sottolineare che se il problema che riscontra è la fatica a dormire in casa da sola, potrebbe esserle utile un percorso psicologico per poter affrontare il problema e non soltanto tamponarlo con un farmaco, che certamente le è utile in questa fase.
Resto a sua disposizione per eventuali chiarimenti.
Le auguro di stare bene,
Dott.ssa Elisa Brembilla
Mi permetto però di sottolineare che se il problema che riscontra è la fatica a dormire in casa da sola, potrebbe esserle utile un percorso psicologico per poter affrontare il problema e non soltanto tamponarlo con un farmaco, che certamente le è utile in questa fase.
Resto a sua disposizione per eventuali chiarimenti.
Le auguro di stare bene,
Dott.ssa Elisa Brembilla
Gentile utente di mio Dottore,
una volta escluse cause di tipo organico, i disturbi del sonno hanno una componente psicologica predominante.
Vede, come lei riferisce, non riesce a dormire se si trova sola in casa.
Cosa succede quando è sola in casa? Che cosa sta succedendo nella sua vita negli ultimi mesi?
Fino ad ora ha trovato soluzione nell’impiego di un farmaco, non so se prescritto da un medico.
Quello che mi chiedo è se sta pensando ad un percorso psicoterapico, dato lo spazio in cui ha chiesto un consulto..
Resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento. Saluti,
Dott. Diego Ferrara
una volta escluse cause di tipo organico, i disturbi del sonno hanno una componente psicologica predominante.
Vede, come lei riferisce, non riesce a dormire se si trova sola in casa.
Cosa succede quando è sola in casa? Che cosa sta succedendo nella sua vita negli ultimi mesi?
Fino ad ora ha trovato soluzione nell’impiego di un farmaco, non so se prescritto da un medico.
Quello che mi chiedo è se sta pensando ad un percorso psicoterapico, dato lo spazio in cui ha chiesto un consulto..
Resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento. Saluti,
Dott. Diego Ferrara
Gentile utente, per l’aspetto farmacologico le consiglio di rivolgersi al medico, mentre sulla sua difficoltà nel dormire (che si verifica a mesi alterni e quando è sola in casa) è necessario un approfondimento di natura psicologica. Le tecniche di rilassamento potrebbero essere un valido strumento per facilitare/favorire uno stato di distensione psicofisica e riflettersi positivamente sulla qualità del sonno. Un caro saluto Dott.ssa Mariagrazia De Lisio
Buonasera gentile utente,
le consiglio, come già specificato dai colleghi, di rivolgersi al medico che le ha prescritto la terapia per condividere i suoi dubbi.
Inoltre potrebbe essere utile un percorso psicoterapeutico per comprendere le cause che portano al mantenimento del sintomo e il motivo per cui non riesce a dormire sola in casa.
Rimango a disposizione per ogni chiarimento.
Un caro saluto
Dott.ssa Mariachiara Lombardelli
le consiglio, come già specificato dai colleghi, di rivolgersi al medico che le ha prescritto la terapia per condividere i suoi dubbi.
Inoltre potrebbe essere utile un percorso psicoterapeutico per comprendere le cause che portano al mantenimento del sintomo e il motivo per cui non riesce a dormire sola in casa.
Rimango a disposizione per ogni chiarimento.
Un caro saluto
Dott.ssa Mariachiara Lombardelli
Salve, il farmaco Sonnirem è un farmaco ipnotico, utilizzato per il trattamento dell'insonnia. Il suo principio attivo è il Zolpidem e fa parte della
categoria 'Farmaci Z'. Viene spesso prescritto dai medici per per evitare problemi associati ad un uso cronico.
Per evitare dipendenza andrebbe assunto per massimo due settimane
a giorni alterni. I farmaci Z hanno una rapida insorgenza dell’effetto (tra i 30 e i 90 minuti), nello specifico Zolpidem ha una durata d’azione di 2,5 ore.
Significa che favorisce un rapido addormentamento, ma l'effetto va a scemare in 2,5 ore. Per questo motivo si passa velocemente dal dormire allo stare svegli la notte per ore.
Per poi cercare di riaddormentarsi la mattina, nel tentativo di recuperare
qualche ora di sonno, che va a intaccare il sonno alla notte successiva.
Da qui il circolo vizioso della stanchezza.
La invito a prestare molta attenzione, perchè la terapia farmacologica
è indicata per periodi molto brevi, proprio per evitare dipendenza.
Il fatto che assuma Sonnirem da mesi mi fa pensare che l'insonnia non sia più in una fase di esordio, ma si stia cronicizzando.
Una volta escluse cause organiche le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo esperto in disturbi del sonno. Con il trattamento Cognitivo Comportamentale l'insonnia viene eliminata in 8 incontri.
In bocca al lupo. Cordiali saluti, FM
categoria 'Farmaci Z'. Viene spesso prescritto dai medici per per evitare problemi associati ad un uso cronico.
Per evitare dipendenza andrebbe assunto per massimo due settimane
a giorni alterni. I farmaci Z hanno una rapida insorgenza dell’effetto (tra i 30 e i 90 minuti), nello specifico Zolpidem ha una durata d’azione di 2,5 ore.
Significa che favorisce un rapido addormentamento, ma l'effetto va a scemare in 2,5 ore. Per questo motivo si passa velocemente dal dormire allo stare svegli la notte per ore.
Per poi cercare di riaddormentarsi la mattina, nel tentativo di recuperare
qualche ora di sonno, che va a intaccare il sonno alla notte successiva.
Da qui il circolo vizioso della stanchezza.
La invito a prestare molta attenzione, perchè la terapia farmacologica
è indicata per periodi molto brevi, proprio per evitare dipendenza.
Il fatto che assuma Sonnirem da mesi mi fa pensare che l'insonnia non sia più in una fase di esordio, ma si stia cronicizzando.
Una volta escluse cause organiche le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo esperto in disturbi del sonno. Con il trattamento Cognitivo Comportamentale l'insonnia viene eliminata in 8 incontri.
In bocca al lupo. Cordiali saluti, FM
Buonasera, per quanto riguarda la cura farmacologica dovrebbe rivolgersi al medico che l'ha prescritta.
Inoltre, potrebbe essere utile accompagnare i farmaci ad un percorso psicologico.
Inoltre, potrebbe essere utile accompagnare i farmaci ad un percorso psicologico.
Buongiorno, le posso consigliare di rivolgersi ad uno specialista con il quale può praticare le meditazione guidate, che portano al rilassamento profondo e come conseguenza ad uno stato mentale di calma.
Salve, comprendo il suo disagio: dev'essere difficile affrontare il quotidiano in questo modo. Purtroppo i disturbi del sonno sono un argomento complesso e andrebbero valutati attentamente e di persona. Le consiglio di contattare il professionista che le ha prescritto il farmaco e chiedere consiglio su come procedere. Sarebbe utile iniziare un percorso per valutare come si collega l'insonnia al dormire da sola.
Saluti, Dottoressa Alessia Foronchi
Saluti, Dottoressa Alessia Foronchi
Cara utente, accolgo il suo disagio e comprendo la situazione che sta affrontando.
Consiglio di rivolgersi al suo medico di riferimento per l'aspetto farmacologico.
I disturbi del sonno sono spesso invalidanti , sia per una questione sociale che personale e vanno affrontati in maniera seria e guidata.
Consiglio , pur non avendo un quadro completo , delle sedute di ipnosi che potranno aiutarla.
Rimango a sua completa disposizione.
Un abbraccio forte .
Dr.Luca Russo
Consiglio di rivolgersi al suo medico di riferimento per l'aspetto farmacologico.
I disturbi del sonno sono spesso invalidanti , sia per una questione sociale che personale e vanno affrontati in maniera seria e guidata.
Consiglio , pur non avendo un quadro completo , delle sedute di ipnosi che potranno aiutarla.
Rimango a sua completa disposizione.
Un abbraccio forte .
Dr.Luca Russo
Buongiorno, si rivolga ad un medico specialista che possa sostenerla con una corretta terapia farmacologica. Le consiglio, inoltre, di intraprendere un percorso terapeutico personale che possa aiutarla, rendendo ancora più efficace l'eventuale terapia farmacologica.
Cordiali saluti,
dott.ssa Daniela Delzotti
Cordiali saluti,
dott.ssa Daniela Delzotti
Buongiorno. Mi dispiace molto per il disagio che sta vivendo a causa dei disturbi del sonno e dei sintomi che sta riscontrando al risveglio. È importante affrontare questa situazione con cura e valutare tutte le opzioni disponibili.
Innanzitutto, è consigliabile rivolgersi al medico che ha prescritto il Sonirem per discutere dei sintomi che sta sperimentando. È possibile che ci sia bisogno di rivedere la sua terapia farmacologica per assicurarsi che sia ancora efficace e sicura per lei.
Diversi colleghi hanno suggerito di considerare anche un percorso psicologico. Questo potrebbe aiutarla a esplorare le cause profonde del suo disturbo del sonno e sviluppare strategie per affrontare il problema, specialmente quando sei sola in casa. Un approccio terapeutico cognitivo-comportamentale potrebbe essere particolarmente utile, in quanto può portare a risultati positivi in un breve periodo di tempo.
Alcuni hanno anche suggerito l'ipnosi, la meditazione guidata o la mindfulness come alternative o complementi alla terapia farmacologica. Questi approcci potrebbero aiutarla a gestire lo stress, contribuendo così a migliorare la qualità del suo sonno.
In definitiva, è importante esplorare tutte le opzioni disponibili e trovare la combinazione di trattamenti che funzioni meglio per lei. Se ha ulteriori domande o hai bisogno di assistenza nel pianificare il suo percorso di trattamento, non esiti a chiedere supporto al suo medico di fiducia o a uno psicoterapeuta esperto nel trattamento dei disturbi del sonno.
Cordiali saluti, Dott. Vincent Mineo
Gentilissima utente, potremmo ipotizzare che il tuo problema di sonno possa essere influenzato da dinamiche relazionali o ambientali nella tua vita. Potrebbe essere utile esplorare più a fondo cosa succede quando sei sola in casa e perché questo influisce sul tuo sonno.
Inoltre, l'assunzione di Sonirem potrebbe aiutare temporaneamente a risolvere il problema del sonno, ma potrebbe anche mascherare dei problemi sottostanti che vanno affrontati. L'ipotesi che il risveglio stordito, stanco e confuso possa essere legato all'assunzione del farmaco potrebbe essere presa in considerazione.
Potrebbe essere utile rivolgersi a uno psicologo o terapeuta per esplorare queste dinamiche più in profondità e trovare una soluzione più sostenibile per il tuo problema di sonno e per il malessere generale che ne deriva. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo.
Dott. Cordoba
Inoltre, l'assunzione di Sonirem potrebbe aiutare temporaneamente a risolvere il problema del sonno, ma potrebbe anche mascherare dei problemi sottostanti che vanno affrontati. L'ipotesi che il risveglio stordito, stanco e confuso possa essere legato all'assunzione del farmaco potrebbe essere presa in considerazione.
Potrebbe essere utile rivolgersi a uno psicologo o terapeuta per esplorare queste dinamiche più in profondità e trovare una soluzione più sostenibile per il tuo problema di sonno e per il malessere generale che ne deriva. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo.
Dott. Cordoba
Salve, per gli effetti collaterali dei farmaci si deve riferire al medico che li ha prescritti.
Si raccomanda di strutturare una psicoterapia a sostegno dei suoi disturbi.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Si raccomanda di strutturare una psicoterapia a sostegno dei suoi disturbi.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Buongiorno, il farmaco ha sicuramente effetti positivi sull'insonnia ma come può constatare nel momento in cui ci sono effetti collaterale che si ripercuoto sulle attività di tutti i giorni diventa poco funzionale. La invito a riflettere sulla possibilità di affiancare un percorso psicologico che la aiuti a gestire il disturbo del sonno e a migliorare la sua qualità di vita. Attraverso la modifica di credenze negative e comportamenti inefficaci, si può intervenire efficacemente sull'insonnia! Sono disponibile online, mi contatti per ogni necessità. Un caro saluto, Dott.ssa Mini
Gentile utente,
condivido in larga parte quanto espresso dai colleghi, poiché le loro osservazioni riflettono un approccio rispettoso e professionale verso il tema da lei sollevato.
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
condivido in larga parte quanto espresso dai colleghi, poiché le loro osservazioni riflettono un approccio rispettoso e professionale verso il tema da lei sollevato.
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Buongiorno, io credo che sarebbe opportuno rivolgere questa domanda al suo medico, conosce la sua storia, in modo che insieme possiate avere tutti i chiarimenti di cui necessita. Dott.ssa Alessandra Corti
Buongiorno,
purtroppo il Sonirem ha una serie di controindicazioni che invito a riferire al più presto al suo medico e di contattare uno specialista per curare al meglio la sua ansia.
Buon cammino
purtroppo il Sonirem ha una serie di controindicazioni che invito a riferire al più presto al suo medico e di contattare uno specialista per curare al meglio la sua ansia.
Buon cammino
Comprendo il suo disagio e la difficoltà che questa situazione le sta arrecando, sicuramente il suo corpo le sta mandando dei messaggi. Le consiglio di rivolgersi ad uno specialista per un consulto più approfondito.
Buongiorno,
quello che descrive è una situazione abbastanza frequente quando il sonno è sostenuto da un farmaco e, allo stesso tempo, è presente una difficoltà a dormire legata al contesto, come nel suo caso quando è sola in casa.
La sensazione di stordimento, stanchezza e confusione al risveglio può essere collegata proprio all’assunzione del farmaco, soprattutto se utilizzato in modo discontinuo o con dosaggi variabili. In questi casi il sonno può risultare meno “naturale” e più pesante, con effetti che si trascinano durante la giornata.
È però molto importante anche un altro aspetto che emerge dal suo racconto: il fatto che la difficoltà a dormire compaia principalmente quando è sola. Questo suggerisce una componente di attivazione o insicurezza legata alla notte e alla solitudine, che porta il corpo a rimanere in uno stato di allerta e rende difficile il sonno senza un “supporto esterno” come il farmaco.
In queste situazioni, il farmaco tende a diventare una soluzione temporanea, ma nel tempo può mantenere il problema invece di risolverlo, soprattutto se si associa alla paura di non riuscire a dormire senza.
Le consiglierei di non modificare autonomamente l’assunzione, ma di confrontarsi con il medico per valutare la situazione e, parallelamente, iniziare un lavoro mirato sul sonno e sulla gestione della notte quando è sola, così da ridurre gradualmente la dipendenza dal farmaco e recuperare un riposo più naturale.
È una condizione molto più comune di quanto si pensi e, con il giusto approccio, può migliorare in modo significativo.
Un caro saluto
Dott.ssa Iolanda Mastromonaco
Psicologa clinica e sessuologa
quello che descrive è una situazione abbastanza frequente quando il sonno è sostenuto da un farmaco e, allo stesso tempo, è presente una difficoltà a dormire legata al contesto, come nel suo caso quando è sola in casa.
La sensazione di stordimento, stanchezza e confusione al risveglio può essere collegata proprio all’assunzione del farmaco, soprattutto se utilizzato in modo discontinuo o con dosaggi variabili. In questi casi il sonno può risultare meno “naturale” e più pesante, con effetti che si trascinano durante la giornata.
È però molto importante anche un altro aspetto che emerge dal suo racconto: il fatto che la difficoltà a dormire compaia principalmente quando è sola. Questo suggerisce una componente di attivazione o insicurezza legata alla notte e alla solitudine, che porta il corpo a rimanere in uno stato di allerta e rende difficile il sonno senza un “supporto esterno” come il farmaco.
In queste situazioni, il farmaco tende a diventare una soluzione temporanea, ma nel tempo può mantenere il problema invece di risolverlo, soprattutto se si associa alla paura di non riuscire a dormire senza.
Le consiglierei di non modificare autonomamente l’assunzione, ma di confrontarsi con il medico per valutare la situazione e, parallelamente, iniziare un lavoro mirato sul sonno e sulla gestione della notte quando è sola, così da ridurre gradualmente la dipendenza dal farmaco e recuperare un riposo più naturale.
È una condizione molto più comune di quanto si pensi e, con il giusto approccio, può migliorare in modo significativo.
Un caro saluto
Dott.ssa Iolanda Mastromonaco
Psicologa clinica e sessuologa
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