Buongiorno Vorrei un vostro parere e/o consiglio riguardo alla mia situazione. Provo interesse per

32 risposte
Buongiorno
Vorrei un vostro parere e/o consiglio riguardo alla mia situazione.
Provo interesse per un mia collega di lavoro, la quale sta passando un periodo molto difficile per motivi familiari.
Tra noi due c'è un bel rapporto d'amicizia oltre che lavorativo.
Ci sono momenti in cui abbiamo anche un forte contatto fisico, per esempio, si lascia toccare le cosce, il viso, il collo, i capelli.
Per San Valentino ho deciso di regalarle un mazzo di rose ed una collanina, gesto apprezzato tantissimo dicendo che è stato un pensiero stupendo.
Ha indossato subito la collana definendola bellissima ma ha voluto puntualizzare una cosa, dicendomi che non devo più farle regali del genere.
Per lei sono solo un amico, credo, anche se non capisco il perché si lascia andare così a livello di contatto fisico e perché abbia indossato subito la collana.
A questo punto non so cosa pensare e come comportarmi...
Grazie
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,
la situazione che descrive può generare facilmente confusione emotiva, soprattutto perché si intrecciano amicizia, lavoro e attrazione. Provo a darle alcuni punti di lettura utili:

Il contatto fisico non equivale automaticamente a interesse romantico. Alcune persone, specie in momenti di fragilità emotiva (come un periodo difficile per motivi familiari), possono cercare conforto, vicinanza e calore umano senza che questo implichi un coinvolgimento sentimentale o un desiderio di relazione.

Il messaggio sui regali è un confine chiaro. Il fatto che abbia apprezzato il gesto e indossato la collana non contraddice il suo limite: può aver vissuto il regalo come una dimostrazione di affetto gentile, ma allo stesso tempo ha sentito il bisogno di precisare che non desidera che il rapporto prenda una direzione “romantica”. Questo è un segnale importante da rispettare.

Le parole contano più dei comportamenti ambigui. Quando una persona esplicita “per me sei un amico” e chiede di non ricevere più regali di quel tipo, sta comunicando la natura del legame che può o vuole sostenere in questo momento. L’ambiguità dei gesti può dipendere da confusione interna, bisogno di supporto o semplicemente da uno stile relazionale più fisico.

Proteggere se stessi è fondamentale. Se per lei il coinvolgimento sta diventando emotivamente impegnativo o doloroso, è legittimo prendersi un po’ di spazio, ridimensionare il contatto fisico e riportare la relazione su un piano più chiaro e rispettoso dei confini di entrambi.

Il contesto lavorativo richiede cautela. Mantenere confini chiari aiuta a evitare fraintendimenti e possibili difficoltà sul lavoro.

In sintesi, il consiglio è di prendere sul serio ciò che lei le ha detto, rispettarne i limiti, e ascoltare anche i suoi bisogni emotivi. Se sente che questa dinamica la mette in difficoltà o riattiva vissuti personali, è consigliabile approfondire con uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

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Dott.ssa Giulia Antonacci
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, la situazione che descrive può comprensibilmente generare confusione, soprattutto quando alcuni comportamenti sembrano trasmettere vicinanza mentre le parole definiscono il rapporto in modo diverso. In questi casi è importante attribuire particolare valore a ciò che viene espresso in modo chiaro e diretto. Il fatto che la sua collega abbia specificato di non desiderare più regali di quel tipo rappresenta un confine che merita rispetto. Il contatto fisico, per alcune persone, può far parte di una modalità relazionale spontanea e affettuosa, senza necessariamente implicare un coinvolgimento sentimentale. Proprio per evitare fraintendimenti, soprattutto in un contesto lavorativo, può essere utile mantenere atteggiamenti coerenti con la definizione di amicizia che è stata esplicitata. Potrebbe aiutarla interrogarsi su ciò che desidera realmente da questo rapporto e valutare se la dimensione attuale sia per lei soddisfacente. Qualora sentisse il bisogno di maggiore chiarezza, un confronto rispettoso e misurato può favorire una comunicazione più trasparente, evitando però pressioni o aspettative implicite. Mantenere attenzione ai suoi sentimenti e, allo stesso tempo, rispettare i limiti dell’altra persona è un passaggio fondamentale per tutelare entrambi. Un cordiale saluto
Gentile Utente,
la situazione che descrive è molto comprensibile e anche emotivamente delicata: quando l’amicizia, la vicinanza quotidiana e la cura reciproca iniziano a intrecciarsi con l’attrazione, diventa difficile distinguere ciò che l’altro prova davvero da ciò che noi speriamo possa provare.
Provo a restituirle alcuni elementi utili di lettura.
1. I comportamenti ambigui non sempre indicano interesse romantico
Il contatto fisico che descrive (lasciarsi toccare viso, collo, capelli, cosce) può avere significati diversi.
In una persona che sta attraversando un periodo familiare difficile può rappresentare:
• bisogno di conforto e regolazione emotiva
• fiducia profonda
• ricerca di sicurezza
• appoggio affettivo non sentimentale
Quando qualcuno è in sofferenza tende ad avvicinarsi alla figura percepita come più stabile e accogliente. Lei probabilmente è diventato un “porto sicuro”.
Questo però non coincide automaticamente con il desiderio di una relazione di coppia.
2. Il messaggio più chiaro è arrivato proprio dopo il regalo
Il gesto di San Valentino ha spostato il piano della relazione: da affettivo-amicale a potenzialmente romantico.
La sua collega ha fatto due movimenti contemporaneamente:
• ha accolto e apprezzato il pensiero (la collana indossata subito → gratitudine e affetto)
• ha posto un limite (“non farmi più regali del genere” → definizione del confine)
Questo è tipico quando una persona tiene al legame ma teme un fraintendimento.
In altre parole: vuole preservare il rapporto senza trasformarlo in una relazione sentimentale.
3. Perché allora mantiene la vicinanza fisica?
Perché nella sua esperienza relazionale lei rappresenta:
• supporto
• presenza stabile
• contenimento emotivo
Non è incoerenza: è una differenza di significato.
Lei sta vivendo quel contatto come intimità di coppia, mentre lei probabilmente lo vive come intimità di fiducia.
4. Il rischio per lei
Il punto più importante non è capire cosa prova lei, ma proteggere lei stesso.
Quando i segnali sono misti, la mente tende a selezionare quelli che alimentano la speranza e a ridimensionare i confini espliciti.
Ma nella comunicazione umana i confini verbali pesano più dei comportamenti ambigui.
Se continua su questo piano potrebbe trovarsi in una posizione dolorosa:
• emotivamente investito
• ma senza reciprocità
• con un ruolo di sostegno che diventa logorante
5. Come comportarsi
Le suggerisco un passo semplice e maturo: chiarezza gentile.
Può dirle qualcosa di questo tipo (con parole sue):
“Tengo molto al nostro rapporto, ma mi accorgo che per me sta assumendo un significato più affettivo. Vorrei capire se per te può esserci anche altro oppure se preferisci restare nell’amicizia, così posso regolarmi e proteggere entrambi.”
Non è una dichiarazione, è una definizione del contesto.
Le permetterà di uscire dall’interpretazione continua dei segnali.
6. E poi…
• Se conferma l’amicizia → ridurre la fisicità (serve a lei per non restare agganciato)
• Se esita → probabilmente non è pronta, quindi comunque non disponibile
• Se apre → la relazione nasce su basi chiare, non su supposizioni
In sintesi: non sembra stia giocando con lei, ma usando la vostra vicinanza come spazio sicuro in un momento difficile. Il limite posto sui regali è un messaggio relazionale importante: la sta includendo, ma non scegliendo come partner.
La chiarezza, in questi casi, non rovina i rapporti: li rende più veri — anche quando fa un po’ paura.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Dott.ssa Jessica Furlan
Psicologo, Psicologo clinico
Fiumicino aeroporto
Buongiorno, comprendo il suo smarrimento nel vedere tutto questo interesse per il regalo ricevuto da parte della sua collega. Non voglio fare interpretazione perchè non ho gli elementi necessari e perché non penso le serva questo per aiutarla.
La volevo invitare a riflettere sulla possibilità di avere un confronto in cui lei si possa aprire con la sua collega ed esporle il suo stupore, e capire, come questa persona considera il contatto fisico che avete, così da poter avere chiaro dentro di sé, che confini deve avere e come comportarsi da ora in avanti. Per lei è fondamentale capire se l'aver accettato il regalo è solo lusingheria o se c'è un interesse mascherato o se c'è paura di rovinare il rapporto di amicizia e di lavoro che avete attualmente.
Spero di esserle stata di aiuto
Saluti
Dott. Luca Liccardo
Psicologo, Psicoterapeuta
Marano di Napoli
Buongiorno, la situazione che descrive è comprensibilmente confusiva, da una parte segnali di vicinanza e contatto fisico, dall’altra una comunicazione chiara sul fatto di non voler ricevere regali “di quel tipo” e, probabilmente, di considerarla un amico. Per questo è importante distinguere tra comportamenti che possono avere significati diversi e ciò che viene esplicitamente comunicato. Il contatto fisico, soprattutto in un momento di fragilità personale come quello che sta attraversando la sua collega, può rappresentare ricerca di conforto, sostegno o complicità, senza necessariamente implicare un coinvolgimento sentimentale. Il fatto che abbia apprezzato il regalo ma abbia messo un confine subito dopo è un segnale relazionale molto chiaro: ha voluto riconoscere il gesto senza alimentare ambiguità.
Quando parole e comportamenti sembrano non coincidere, è naturale cercare di interpretarli. Tuttavia, nelle relazioni è generalmente più utile dare peso a ciò che viene detto in modo esplicito. Se lei ha espresso, anche indirettamente, che per lei il rapporto è di amicizia, questo è il riferimento più affidabile.
A questo punto può essere importante chiedersi cosa desidera davvero: se riesce a mantenere un rapporto amicale senza aspettative ulteriori o se il coinvolgimento emotivo rischia di farla soffrire. Stabilire confini chiari, anche nel contatto fisico, può aiutarla a tutelare il suo equilibrio emotivo.
Se sente che questa situazione la mette in difficoltà o riattiva dinamiche relazionali ricorrenti, un percorso di psicoterapia può aiutarla a comprendere meglio i suoi bisogni affettivi e a muoversi con maggiore consapevolezza nelle relazioni senza ansia.

Un cordiale saluto.
Gentile utente,
la situazione che descrive può generare comprensibilmente confusione, soprattutto quando gesti di vicinanza fisica sembrano suggerire un coinvolgimento emotivo che, a parole, viene però definito come semplice amicizia. È possibile che la sua collega stia vivendo questo rapporto come una relazione affettiva di sostegno e vicinanza, senza però desiderare un’evoluzione sentimentale, specie considerando il periodo delicato che sta attraversando.
Il fatto che abbia apprezzato il regalo ma abbia anche posto un limite chiaro indica probabilmente il bisogno di preservare un equilibrio che per lei è importante. In queste situazioni, il rischio è quello di interpretare i segnali in modo diverso da come l’altra persona li vive realmente.
Potrebbe essere utile fermarsi un momento e chiedersi se ciò che riceve ( in termini di contatto e confidenza ) è coerente con ciò che desidera davvero. Allo stesso tempo, un confronto sereno e rispettoso, senza pressioni, potrebbe aiutarla a chiarire le aspettative reciproche, evitando fraintendimenti che nel tempo potrebbero generare sofferenza.

Mantenere chiarezza e rispetto dei confini, soprattutto in un contesto lavorativo, rappresenta una tutela sia per il rapporto personale sia per l’equilibrio professionale.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Elena Arca
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentilissimo: la collega ha espresso con chiarezza che non desidera ricevere più regali e che vuole mantenere solo un rapporto di amicizia. Il perché si lasci avvicinare da un punto di vista fisico non possiamo saperlo con certezza ma potrebbe essere dovuto all'incapacità di sottrarsi a una manifestazione di vicinanza affettiva a causa del momento di fragilità emotiva che sta affrontando. Il rispetto del volere della collega valorizza la fiducia nel vostro rapporto e soprattutto la vostra relazione di amicizia.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Buongiorno,
a volte gesti affettuosi o regali possono essere interpretati in modi diversi da chi li fa e da chi li riceve, creando confusione. Questo succede spesso in contesti lavorativi, dove chiarezza e rispetto reciproco sono fondamentali.
Se la collega ha chiesto di non ricevere più regali personali, rispettare questo limite è importante: così si evitano malintesi e si mantiene un rapporto sereno.
Osservare i confini e comunicare con chiarezza permette di continuare a coltivare un buon rapporto di amicizia e collaborazione, senza compromettere la professionalità.
Con attenzione ai confini e equilibrio, i rapporti lavorativi possono rimanere sereni e armoniosi.
Un caro saluto!!
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Buongiorno,
il mio consiglio è quello di parlare con la sua collega, essere sincerƏ e chiedere a lei quello che non sa interpretare da solƏ, accettando la sua risposta, qualunque essa sia.
Le auguro di avere presto maggior chiarezza.
MPV

Dott.ssa Silvia Visentin
Psicologo, Psicologo clinico
San Donà di Piave
Buongiorno da quello che riporta sembra confuso dai segnali che sente rispetto a questa persona e sembra interessato a lei più di una semplice amicizia. Potrebbe quindi, se lo trova utile, comunicare quello che sente e quello che percepisce da questa persona per capire cosa aspettarsi e cosa invece no altrimenti è comprensibile che rimanga in questo limbo e che si possa sentire confuso o anche poi soffrirne di conseguenza. Una buona giornata
Dott.ssa Chiara Avelli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, da ciò che descrive emerge una situazione emotivamente delicata, soprattutto perché si intrecciano amicizia, attrazione e contesto lavorativo. È comprensibile che lei si senta confuso: alcuni comportamenti della sua collega (il contatto fisico, l’apprezzamento per il regalo, l’aver indossato la collana) possono essere interpretati come segnali di interesse, ma la sua comunicazione verbale è stata piuttosto chiara nel definire il rapporto come amicale e nel porre un limite rispetto a regali di natura più romantica. Quando parole e comportamenti sembrano incongruenti, è importante dare maggiore peso a ciò che viene espresso in modo esplicito. Il fatto che abbia voluto specificare di non farle più regali del genere rappresenta probabilmente un tentativo di mantenere un confine relazionale. Il contatto fisico, per alcune persone, può avere un significato affettivo ma non necessariamente romantico; inoltre, considerando il periodo difficile che sta attraversando, potrebbe trovare nel suo sostegno una forma di vicinanza rassicurante, senza però desiderare un coinvolgimento sentimentale. In questo momento può esserle utile chiedersi cosa desidera realmente lei: riesce a vivere questa relazione come amicizia, rispettando i limiti espressi, oppure l’interesse romantico le rende difficile mantenere una posizione equilibrata? Forzare o interpretare segnali ambigui rischierebbe di creare tensioni, soprattutto in un ambiente lavorativo. Un passo maturo potrebbe essere quello di rispettare i confini che lei ha posto e, se il dubbio persiste, valutare un confronto sereno e diretto, senza pressioni, per chiarire le reciproche aspettative. La chiarezza, anche quando può deludere, tutela entrambe le persone e preserva la relazione in una forma più sana e rispettosa. Dott.ssa Chiara Avelli
Dott.ssa Cristiana Punzi
Psicologo, Psicologo clinico
Modena
Forse potrebbe essere utile per lei condividere con la sua collega quali sono i suoi pensieri, le sue sensazioni e i suoi segnali che la mandano in confusione. Credo che parlando con trasparenza e sincerità lei possa chiarirsi le idee
Dott.ssa Cecilia Petteni
Psicologo, Psicologo clinico
Lido di Camaiore
La situazione che descrive è comprensibilmente confusiva perché i comportamenti della sua collega trasmettono segnali differenti su piani diversi. Da una parte esiste una vicinanza fisica e affettiva che può essere percepita come intimità, dall’altra la comunicazione verbale è stata chiara nel definire il rapporto come amicale e nel porre un limite rispetto ai regali con significato romantico. In questi casi è utile considerare che il contatto fisico non ha per tutti lo stesso valore relazionale: alcune persone lo vivono come modalità di conforto, soprattutto in momenti personali difficili, senza attribuirgli una connotazione sentimentale. Il fatto che abbia apprezzato il dono e indossato la collana indica riconoscenza e affetto, non necessariamente un interesse di coppia. La precisazione successiva rappresenta invece il dato più affidabile, perché esprime un confine esplicito.
La difficoltà nasce proprio dall’incongruenza tra comportamento e interpretazione: lei sta leggendo quei gesti secondo un significato romantico, mentre la sua collega sembra collocarli in uno spazio di vicinanza emotiva non sentimentale. Continuare a cercare coerenza nei singoli episodi rischia quindi di alimentare aspettative e frustrazione. Per tutelare se stesso e preservare il rapporto, il comportamento più funzionale è attenerti al messaggio dichiarato, riducendo le ambiguità e riportando la relazione entro confini più chiari anche sul piano fisico. Se il dubbio rimane, l’unica chiarificazione realmente utile è una comunicazione diretta e serena, orientata a comprendere e non a convincere.
Quando una situazione relazionale genera confusione persistente o coinvolgimento emotivo non corrisposto, può essere utile anche un confronto psicologico individuale, che aiuta a distinguere tra ciò che l’altro esprime e ciò che noi speriamo che esprima, permettendo di scegliere come muoversi in modo più tutelante per sé.
Grazie per la sua condivisione. Resto a disposizione.
Buongiorno,
dalla situazione espressa emerge una dinamica affettivamente ambigua, che può generare confusione. Da un lato c'è un contatto fisico e una vicinanza che possono essere interpretati come segnali di interesse; dall’altro, la sua collega ha esplicitato un confine importante che lascia intendere la definizione di un rapporto amicale.
In questa fase può essere utile chiedersi che cosa lei desideri realmente e se ha interesse a stare in questa relazione accettando il confine che le è stato posto.
Talvolta la chiarezza può essere un elemento prezioso nel rispetto di entrambe le parti. Un caro saluto, PR.
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buongiorno,
da ciò che descrive sembra esserci tra voi una relazione significativa, ma con vissuti e aspettative probabilmente diversi. In alcune situazioni il contatto fisico o la vicinanza emotiva possono esprimere bisogno di conforto, affetto o fiducia, soprattutto quando una persona attraversa un periodo difficile, senza necessariamente implicare un interesse sentimentale.

Il fatto che la sua collega abbia apprezzato il suo gesto ma abbia anche chiarito di non desiderare altri regali simili può essere letto come un tentativo di definire un confine nella relazione. In questi casi può essere utile accogliere e rispettare ciò che l’altra persona comunica, cercando al tempo stesso di ascoltare i propri sentimenti e bisogni.

Se avverte confusione, potrebbe aiutarla prendersi uno spazio per riflettere su cosa desidera realmente da questo rapporto e, se possibile, favorire un dialogo aperto e rispettoso che chiarisca le reciproche aspettative. Quando le emozioni in gioco sono intense, confrontarsi con un professionista può inoltre offrire uno spazio protetto per comprendere meglio ciò che sta vivendo e orientare le sue scelte.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott.ssa Letizia Turchetto
Psicologo, Psicologo clinico
Ponte di Piave
Gentile Utente, posso immaginare non sia una situazione semplice per lei, soprattuto dal punto di vista emotivo. Se prova interesse verso questa persona, inevitabilmente possono venirsi a creare aspettative e speranze, anche a livello inconscio. Si tratta di un contesto lavorativo, quindi vi trovate nello stesso ambiente costantemente, il che può contribuire a rendere ancor più complessa una dinamica già delicata come quella di cui parla qui. In queste situazioni, una comunicazione onesta e distesa potrebbe essere d'aiuto a entrambi, seppur con la consapevolezza che il messaggio potrebbe crearci delle fatiche e non essere esattamente ciò che vorremmo. A tal riguardo le chiedo se la definizione di un rapporto di amicizia tra voi sia una sua riflessione o derivi da un confronto diretto con la sua collega. Qualora così non fosse, porti con sè il fatto che la consapevolezza di non aver trovato riscontro può creare sofferenza, ma l'alternativa potrebbe configurarsi come un limbo continuo, senza chiarezza e con aspettative non saturate. Potrebbe esserle d'aiuto uno spazio di ascolto in cui portare ciò che sta provando ora, e cercare di approfondire le radici di questo suo sentire in un setting accogliente e privo di giudizio.
Resto a disposizione, un caro saluto, Dott.ssa Letizia Turchetto
Dott.ssa Sara Pascoli
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Trieste
buon giorno caro utente, mi dispiace per la situazione e comprendo la sua confusione, non ha però specificato se tu o lei siete impegnati o entrambi liberi.
Le ipotesi sul suo comportamento potrebbero essere le più disparate, servirebbero più informazioni su di lei per capire, potrebbe anche essere che le piaccia farsi corteggiare. Se vuole potremmo discuterne meglio in un colloquio psicologico anche on line. Un caro saluto
Dott. Alessio Conti
Psicologo, Psicoterapeuta
Bari
Questo tipo di “ambivalenza” può generare molta confusione, perché il corpo comunica prossimità mentre le parole definiscono distanza. Però, il fatto che abbia apprezzato il gesto e indossato la collana non equivale necessariamente a un interesse romantico; può indicare gratitudine, affetto o semplicemente il piacere di sentirsi considerata, soprattutto in un periodo difficile. Continuare a interpretare il contatto come possibile apertura rischia di alimentare aspettative che lei, al momento, non conferma. Più che cercare di decifrare i suoi segnali, potrebbe essere utile chiarire i propri bisogni e valutare se questa posizione di “amico con forte vicinanza” sia sostenibile nel tempo.
Dott. Dario Martelli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno, in effetti i segnali corporei possono confondrci le idee, soprattutto se la persona che le emette di per sè non è ben consaapevole di questi segnali. Alcune volte con il corpo diciamo una cosa e con la testa un altra. Non siamo consapevoli dei segnali corporei che lanciamo, forse questa persona è così. Lei può fargli presente questa ambiguità ma il rischio è di perdere l'amicizia. Deve vedere un po' dentro di lei se desidera rischiare o far trasparire un'attrazione o rischiare di perdere un amicizia oppure accettare lei di stare nell'ambiguità. Se ha bisogno di aiuto sono disponibile anche online. Buon pomeriggio Dario Martelli
Dott.ssa Iside Cianci
Psicologo, Psicoterapeuta
Maglie
Gentilissimo, in effetti lo scenario da lei descritto sembra presentare una certa quota di ambiguità che immagino possa favorire fantasie da parte sua. Tuttavia, mi sembra importante riuscire a stare in questo 'limite' che la collega le ha rimandato, sebbene questo significhi per lei (scrivente) rivedere il suo investimento, cosa assolutamente difficile e dolorosa. D'altra parte, sarebbe importante tutelarsi. Inoltre, lasci che la sua collega risolva il proprio periodo difficile. Dr.ssa Cianci
Dott.ssa Laura Raco
Psicologo, Psicologo clinico
Milano

Buongiorno, dalla tua descrizione, effettivamente può sembrare ambiguo l’interesse della collega, anche se nel dichiarare che non vuole altri regali, è stata molto chiara. Mi viene da pensare che ci siano dei non detti, che manchi una parte di comunicazione tra di voi. Questo spiega il motivo della tua perplessità, quando dici “non so cosa pensare” è dovuto al fatto che sembra non ci sia mai stato un chiarimento faccia a faccia tra di voi, un momento in cui ci si dice cosa si prova per l’altro.
Dott.ssa Giulia Raiano
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Buongiorno, la situazione che descrive è comprensibilmente confusa, perché i comportamenti della sua collega sembrano mandare segnali diversi. Da una parte c’è un contatto fisico che per lei ha un significato intimo e romantico. Dall’altra, quando il gesto diventa esplicitamente di coppia lei mette un confine chiaro: apprezza, ma le chiede di non farlo più. Il fatto che abbia indossato la collana non è necessariamente un segnale sentimentale. Può averlo fatto per gratitudine, per affetto, per non ferirla, o semplicemente perché le piaceva. Ma le parole contano più delle interpretazioni: se dice che per lei siete amici anche se non lo esplicita chiaramente, il confine sui regali va in quella direzione, è fondamentale prendere sul serio quel limite. Il contatto fisico, invece, merita una riflessione diversa. Non tutte le persone attribuiscono allo stesso modo il significato al tocco: c’è chi vive una fisicità affettuosa anche dentro un’amicizia, soprattutto in momenti di fragilità emotiva. Consideri anche che sta attraversando un periodo familiare difficile: in certe fasi si può cercare vicinanza, conforto, presenza, senza che questo implichi un coinvolgimento romantico.
La domanda più importante, però, non è cosa significhino i suoi gesti, ma lei riesce a stare in questa relazione se resta solo un’amicizia? Perché se per lei il coinvolgimento è più profondo, continuare in una dinamica ambigua potrebbe farle male e alimentare aspettative che l’altra persona non ha.
Se vuole approfondire resto a disposizione.
Buona giornata.
Dott.ssa Giulia Raiano
Dott.ssa Alessandra Baldini
Psicologo, Psicologo clinico
Alzano Lombardo
Buongiorno,
la sua incertezza rispetto la vostra relazione è legittima dal momento che, mi sembra di capire, non ne avete parlato in modo diretto ma rimaniate su interpretazioni rispetto gli agiti altrui. Il rischio di perpetrare questa modalità è quello di continuare a leggere i comportamenti altrui alla luce del proprio modo di vederli, interpretandoli secondo il proprio pensiero. Se il suo obiettivo è avere maggior chiarezza può essere utile che sia lei stesso a portarla nella relazione: ha esplicitato questo interesse con la collega? cosa si aspetta da da questa relazione?
Portando lei stesso chiarezza nella relazione e lasciandole la libertà di fare la sua scelta in merito, potrà basarsi su elementi più espliciti e meno interpretabili.

Le auguro un buon proseguimento
Dott.ssa Maria Pandolfo
Psicologo, Psicologo clinico
Pisa
Buonasera,

la confusione che provi è comprensibile: ricevi segnali che sembrano contraddirsi tra loro. Tuttavia, se proviamo a guardare oltre la superficie, i pezzi del puzzle iniziano a comporsi in modo diverso.

Quando una persona attraversa un periodo di forte sofferenza familiare, può sviluppare un bisogno profondo di rassicurazione e di calore umano. Il contatto fisico che lei ti permette (il viso, il collo, le carezze) probabilmente non è un segnale di attrazione erotica o romantica, ma una ricerca di conforto regressivo. In quel momento, lei non cerca un 'amante', ma un porto sicuro, qualcuno che la faccia sentire protetta e vista in un momento in cui il suo mondo familiare sta crollando.

Il fatto che abbia indossato subito la collana ma ti abbia chiesto di non farle più regali del genere è un messaggio molto chiaro di 'confine'. Indossandola ha onorato il tuo gesto e la tua importanza nella sua vita; chiedendoti di smettere, ha cercato di proteggere l'amicizia dal rischio di un malinteso che, in questo momento, non avrebbe le energie per gestire.

Il mio consiglio è di rispettare la sua richiesta senza sentirti rifiutato. Lei ti sta dicendo che ha bisogno di te come alleato e amico, non come partner. Provare a forzare la mano o pretendere una definizione romantica del vostro rapporto ora potrebbe portarla a chiudersi del tutto per paura di perderti. Resta presente, ma con la consapevolezza che il suo 'lasciarsi andare' è un atto di fiducia verso l'amico, non necessariamente una promessa verso l'uomo.

Cordialmente,

Dott.ssa Maria Pandolfo
Dott.ssa Costanza Tavian
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentilissimo, a questo punto, tra ambivalenza e non detti, credo che per te sia importante poter chiarire. Chiarire innanzitutto con Te stesso i contorni della situazione che vivi.
Che cosa ti impedisce di trovare un momento tranquillo, per parlare con lei, ed esprimere in modo semplice e sereno l’interesse, la tua stima, e magari anche il desiderio che sta provando?
Che cosa può succedere?
Qual è il timore più consistente in cui ti potrai trovare? L’imbarazzo di un rifiuto? Il dover stare poi con la complessità di una donna, da accogliere poi nell’ambiente quotidiano di lavoro?
Cosa ti trattiene? Cosa c’è di bello e di buono nel potersi rivelare? O di spaventoso e intollerabile? Se accadesse?
Potrei anche invitarti a riflettere su quello che per te sono dei confini: ti fa stare bene, oppure no, sentire contatto fisico con una donna verso la quale poi il tuo desiderio non si può muovere ed esprimere? Potrebbe farti stare meglio il non toccarla più? Più in pace con te, quando sei in relazione con lei? Oppure no?
Di che cosa hai davvero bisogno? TU? (a prescindere da ciò che credi essere i bisogni sentiti da lei?)
Cosa ti da vitalità davvero? Puoi ascoltarlo? Cosa emerge? C’è paura?
Di cosa hai Paura?
Riconoscere ciò che abbiamo nel cuore piò essere importante, per proteggerci, oppure per entrare in un contatto più profondo con l’altra persona.
Prova a sentire che cosa ti avvicina allo stare più a tuo agio, oppure che cosa senti o credi che non ti appagherà.
Ti saluto con un augurio di serenità, restando a disposizione per le tue domande e le tue riflessioni. Dott.ssa Costanza Tavian
Dott. Emanuele Piccoli
Psicologo, Psicologo clinico
Vasto
Buonasera. La situazione che descrivi è delicata e comprensibilmente confusiva. Provo a offrirti una lettura diversa, sia sul piano relazionale sia su quello comunicativo.
Ci sono due elementi oggettivi:
Il contatto fisico che descrivi (cosce, viso, collo, capelli) che può avere una valenza intima; la sua puntualizzazione chiara: “non devi più farmi regali del genere”.
Quest’ultima frase è un confine esplicito. Quando una persona verbalizza un limite, quello è il dato relazionale più importante da considerare.
Il fatto che abbia apprezzato il gesto e indossato la collana non è automaticamente un segnale romantico. Può essere gratitudine, educazione, piacere per l’attenzione ricevuta o anche bisogno di sentirsi sostenuta in un momento difficile.
È probabile che tra voi ci sia una asimmetria di investimento emotivo in cui tu sembri orientato verso un interesse sentimentale, lei potrebbe vivere il rapporto come amicale (pur con una modalità fisica ambigua).
Il contatto fisico, in alcune persone, non coincide necessariamente con un’intenzione romantica. Alcuni stili relazionali sono più corporei, più “caldi”, senza che questo implichi un desiderio di coppia.
Quando verbale e non verbale sembrano incoerenti, è sempre il verbale esplicito che va considerato prioritario.
C’è anche un aspetto professionale da considerare. Una relazione ambigua tra colleghi può diventare fonte di tensioni, soprattutto se uno dei due sviluppa aspettative diverse. Preservare anche la serenità lavorativa è fondamentale in quanto si rischia di destabilizzare due dimensioni importanti della propria vita.
Ti suggerisco di rispettare il limite espresso (niente più regali a connotazione romantica), e di ridurre il contatto fisico ambiguo, almeno finché la situazione non è chiarita. Se senti il bisogno di chiarezza, puoi sempre dirle con serenità qualcosa come: “Tengo molto alla nostra amicizia, ma mi sono accorto che per me c’è qualcosa di più. Non voglio metterti a disagio, quindi preferisco capire come vivi tu il nostro rapporto”.
Un’amicizia autentica sa accogliere anche ciò che è delicato o ambiguo, chiarirlo con sincerità e, se c’è rispetto reciproco, continuare a essere solida e trasparente.
Questo evita interpretazioni e ti restituisce dignità emotiva.
Potrebbe esserci un tema di incongruenza tra comunicazione verbale e non verbale, o anche di “comunicazione seduttiva inconsapevole”.
Se vuoi approfondire questi aspetti, può essere utile leggere Marco Borzacchiello, che lavora molto sul tema della comunicazione chiara, dei confini e della responsabilità relazionale. I suoi testi aiutano a distinguere tra segnali, interpretazioni e dichiarazioni esplicite.
Concludo evidenziando che spesso, quando una persona dice “per me sei solo un amico” (anche implicitamente), insistere nel cercare segnali contrari può portare più sofferenza che chiarezza. L’ambiguità può nutrire la speranza, ma solo la chiarezza tutela l’autostima.
Spero che questa risposta abbia potuto aiutarti, in qualche modo, a pensare.

Emanuele Piccoli
Psicologo, Mediatore familiare e Co.Ge.
Dott.ssa Giada Casumaro
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Rovereto sulla Secchia
Buongiorno, grazie per aver esternato questa situazione perché spesso accade che la comunicazione non sia chiara e questo non permette di capire gestj, comportamenti o parole a volte. È bello che abbiate questo rapporto ma proverei a parlare e capire meglio cosa pensa lei. Può darsi che i suoi problemi non le permettano di diversi alcune emozioni o una relazione di un qualche tipo. Sicuramente avrà apprezzato i tuoi gesti nel giorno di san valentino e penso sia un messaggio chiaro che abbia colto, non si è tirata indietro ma ha lasciato uno spiraglio di possibilità. Per questo penso che senza forzarla a dare una risposta ma comunque provare a chiederle che cosa prova o se c'è una possibilità diversa dall'amicizia.
Intanto auguro una buona giornata,
Rimango a disposizione. Dott.ssa Casumaro Giada
Dott.ssa Federica Ripamonti
Psicologo, Psicoterapeuta
Paderno Dugnano
Buongiorno,
capisco la sua confusione, perché i segnali che riceve sono contrastanti. Però c’è un punto molto chiaro: la collega le ha detto che per lei è un amico e le ha chiesto di non farle più regali di quel tipo. Questo è un confine espresso a parole, e le parole in questi casi vanno prese sul serio.
Il fatto che abbia apprezzato il regalo e indossato la collana non significa, a mio avviso, necessariamente interesse romantico. Può averlo fatto per affetto o per non ferirla. Anche il contatto fisico, per alcune persone, è solo un modo di esprimere confidenza, non un coinvolgimento sentimentale.
La vera domanda da porsi, secondo me, è: lei riesce a restare in questa ambiguità senza soffrire? Se sta iniziando a sperare in qualcosa di più, rischia di farsi male.
Forse ora la cosa più sana è rispettare ciò che la collega ha detto e, se necessario, mettere un piccolo confine per proteggersi.
Mille auguri!
dott.ssa Federica Ripamonti
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, dalla situazione che descrive si percepisce quanto lei sia coinvolto emotivamente e quanto tenga a questa persona, ed è comprensibile che i segnali che riceve possano generare confusione e incertezza. Quando si sviluppa un legame in un contesto di vicinanza quotidiana come quello lavorativo, è facile che si crei una forte sintonia fatta di complicità, confidenza e momenti di contatto anche fisico, elementi che possono essere vissuti come segnali di qualcosa che va oltre l’amicizia. Allo stesso tempo, ogni persona attribuisce al contatto fisico e ai gesti affettuosi significati diversi, che non sempre coincidono con un interesse sentimentale o con il desiderio di costruire una relazione. Il fatto che la sua collega abbia apprezzato molto il regalo e lo abbia indossato subito può indicare che ha vissuto quel gesto come qualcosa di premuroso e significativo, ma la richiesta di non ricevere più regali di quel tipo sembra essere stata una modalità per definire un confine che per lei è importante mantenere. Spesso le persone possono provare affetto, fiducia e vicinanza emotiva senza però desiderare una relazione sentimentale, e questa ambivalenza può risultare difficile da interpretare soprattutto quando sono presenti comportamenti che sembrano comunicare una forte intimità. Può essere utile considerare che la sua collega si trova in un periodo familiare complesso e che in queste fasi può aumentare il bisogno di supporto, vicinanza e rassicurazione. In alcune situazioni il contatto fisico o la ricerca di prossimità emotiva possono rappresentare una forma di conforto che non necessariamente implica un coinvolgimento romantico. Questo non significa che il suo vissuto sia sbagliato o eccessivo, ma che probabilmente si stanno incontrando due modi diversi di vivere la relazione. In momenti come questo può diventare importante provare a spostare l’attenzione da ciò che l’altra persona potrebbe intendere ai suoi bisogni e a ciò che la fa stare bene o la mette in difficoltà. Rimanere in una relazione che genera confusione può portare nel tempo a un aumento delle aspettative o a sentimenti di frustrazione, soprattutto se si tende a interpretare alcuni gesti come segnali di un possibile cambiamento che però non viene esplicitato. Può essere utile riflettere su quanto questa situazione la faccia sentire sereno oppure in attesa di qualcosa che non è chiaro se potrà realizzarsi. A volte un confronto sincero, rispettoso e delicato sui propri sentimenti può aiutare a chiarire la direzione del rapporto e a comprendere se esiste uno spazio condiviso oppure se è necessario ridefinire la vicinanza in modo più protettivo per sé. Esplicitare come ci si sente non serve a forzare l’altra persona a prendere una posizione, ma permette di dare valore anche alle proprie emozioni e di costruire relazioni più chiare e meno basate su interpretazioni. Indipendentemente da come potrà evolvere questa relazione, il fatto che lei sia in grado di riconoscere i suoi sentimenti e interrogarsi su come comportarsi rappresenta un segnale di consapevolezza emotiva importante. Prendersi il tempo per comprendere cosa desidera davvero da un legame e quali confini sente di voler rispettare può aiutarla a vivere le relazioni future con maggiore serenità e chiarezza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Capisco quanto possa disorientare quando parole e comportamenti sembrano non combaciare. Da una parte lei ha espresso chiaramente di vederla come un amico e di non voler gesti romantici; dall’altra il contatto fisico può far nascere speranze. È possibile che, pur non desiderando una relazione, faccia fatica a porre e mantenere un confine netto, soprattutto se sta attraversando un periodo delicato e trova in lei conforto e vicinanza. Questo però non cambia il significato del limite che ha verbalizzato.

Per questo diventa importante che sia lei a proteggersi: ridurre l’ambiguità, evitare gesti intimi e riportare la relazione su un piano più chiaro. Può anche dirle con calma che quel tipo di vicinanza la coinvolge e rischia di confonderla. A volte non è cattiva intenzione dell’altro, ma la difficoltà di entrambi a definire i confini. Chiarirli aiuta a non restare sospesi nelle aspettative e a non soffrire inutilmente.
Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua situazione.

È comprensibile sentirsi confusi: un forte contatto fisico e gesti apprezzati possono far pensare a un interesse, ma non sempre significano che ci sia un coinvolgimento sentimentale. In un periodo difficile, alcune persone cercano conforto e vicinanza senza desiderare una relazione.

Il punto più importante però è ciò che lei le ha detto: “Non devo più farle regali del genere”. Questo è un confine chiaro e va rispettato, perché probabilmente le fa piacere la sua presenza, ma non vuole che il rapporto assuma un significato romantico.

Il consiglio è di mantenere coerenza, rispettare i limiti e, se l’ambiguità la fa stare male, valutare un confronto semplice e diretto per evitare fraintendimenti.

Resto a disposizione.
Dott.ssa Valeria Baldi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
L'ambivalenza che sembra descrivere meriterebbe di essere esplorata per capire cosa attiva in lei e cosa la tiene unito in un legame/non legame con la persona in questione. Cosa evito in questo limbo, cosa vorrei realmente?

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