Esperienze
Sono il fondatore dello studio clinico Medeor, Mente e Corpo, situato in via al Ponte Calvi a Genova.
Lavoro da anni come psicologo clinico in diverse comunità terapeutiche sul territorio della Liguria.
Da diversi anni sono Psicologo presso il consultorio Famigliare CIF di Genova, in via Ilice.
Ho effettuato anni di tirocinio specialistico presso ASL3 nel consultorio famigliare (centro giovani) e nell'ambito della Salute Mentale.
Mi occupo prevalentemente di disturbi ansiosi e disturbi di personalità, con ampia esperienza clinica anche nell'ambito della psichiatria e nel trattamento del disagio adolescenziale.
Attualmente sono specializzando SLOP in Psicologia Cognitiva Neuropsicologica. Il mio approccio terapeutico Il mio metodo si fonda sulla fenomenologia psicologica e sull'ermeneutica: metto al centro la persona, la sua storia unica e il suo racconto personale.
Lavoro con poche etichette diagnostiche e un attento focus sull'esperienza di vita vissuta e sul significato che attribuisce ai propri sintomi e alla propria esistenza.
Questo approccio permette di comprendere profondamente come vive e interpreta le tue difficoltà, collegandole ai temi più ampi della tua vita: relazioni, aspettative, paure e bisogni profondi. L'obiettivo è stare meglio, davvero, attraverso una nuova comprensione di sé e del mondo circostante.
Se hai bisogno, ci sono.
Raccontati.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia scolastica
- Psicosomatica
Principali patologie trattate
- Fobia
- Depressione
- Break-down adolescenziale
- Attacco di panico
- Disturbo ossessivocompulsivo
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
Da 60 € -
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Primo colloquio individuale
60 € -
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Valutazione neuropsicologica
Da 90 € -
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Test psicologici
Da 90 € -
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Tecniche di rilassamento
60 € -
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Indirizzi (2)
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Via al Ponte Calvi 6, Genova 16124
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Telefono
Pazienti accettati
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Recensioni
18 recensioni
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R
Riham
dalla prima seduta è riuscito a mettermi a mio agio, creando uno spazio sicuro in cui potermi aprire senza il timore di essere giudicata
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C
Cesare S.
Professionista serio, preparato e competente. Ho intrapreso da un paio di mesi il mio percorso e abbiamo già ottenuto ottimi risultati. Consiglio il dott. Scaramuzzino a chiunque abbia il bisogno di una esperienza psicologica concreta.
• Studio clinico Medeor, Mente e Corpo • colloquio psicologico •
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S
S.M.
Il Dottor Scaramuzzino è un professionista molto attento a ciò che la persona racconta in colloquio. Da lui mi sento compresa, e sento di avere ogni volta spunti di riflessione e una maggiore comprensione dei miei modi di fare esperienza. Sono contenta di averlo scelto per il mio percorso terapeutico e lo consiglio vivamente!
È sempre cordiale e gentile.• Studio clinico Medeor, Mente e Corpo • colloquio psicologico individuale •
Dott. Marco Scaramuzzino
Grazie mille della testimonianza! Un cordiale saluto.
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E
EP
Professionista serio, mi ha guidata in un percorso personale fornendomi gli strumenti per affrontarne i diversi ostacoli
• Altro • Altro •
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D
Deni
Dottore giovane, ma molto preparato sull’argomento e che conosce bene la comunità locale.
Mi sta aiutando con il rapporto con la mia famiglia dove il coming out é un tema molto scottante…. Vedremo!
A volte arriva un po’ in ritardo ma bellissimo studio, stiloso• Studio clinico Medeor, Mente e Corpo • Consulenza LGBTQIA+ •
Dott. Marco Scaramuzzino
Grazie per aver condiviso il tuo vissuto, sempre a disposizione in studio clinico Medeor.
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A
Armando
Siamo venuti per alcune volte assieme a mia moglie per una problematica di coppia di tipo sessuologico e di comprensione reciproca. Nonostante la difficoltà di comunicazione e i dissidi reciproci stiamo lavorando bene per tenere duro e far funzionare la nostra relazione, per i bambini questo ed altro.
il Dott. ci ha "rifigurato" come dice lui, come siamo e stiamo comprendendoci meglio dopo tanti anni!
grazie dott• Studio clinico Medeor, Mente e Corpo • colloquio psicologico di coppia •
Dott. Marco Scaramuzzino
Grazie mille di cuore per la sua testimonianza, un saluto.
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R
R.R.
La sua professionalità e umanità mi hanno supportato e sono state determinanti per permettermi di superare un periodo della mia vita molto difficile. Dopo una brutta separazione con due figli mi ero rivolta ad altri professionisti, ma non riuscivo a superare le difficoltà e ritrovare me stessa. Con l'aiuto del dott Scaramuzzino ci sono riuscita e finalmente mi sento serena, determinata e con una gran voglia di vivere!
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Dott. Marco Scaramuzzino
Grazie mille della sua testimonianza, ha fatto moltissimo lavoro in un bel percorso, sa dove trovarmi per qualunque cosa, un saluto.
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L
Louis R
Its been an interesting frist psy visit, the doc, was very clear and understood me in minutes, i hope he'll can made me well soon.
• Medeor, studio di consulenza online • colloquio psicologico online •
Dott. Marco Scaramuzzino
Thank you Louis, for the kind review, we'll try to work at best for made you staying well. See you soon
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A
AG
Già dal primo giorno ho capito che era giusto per me!! Sto vedendo sempre di più miglioramenti in me stessa.. ogni seduta mi aiuta a capire sempre più cose di me stessa! Il Dr Scaramuzzino è veramente, oltre che sempre disponibile, gentile educato ti sa mettere a proprio agio e specialmente molto preparato
• Studio clinico Medeor, Mente e Corpo • colloquio psicologico •
Dott. Marco Scaramuzzino
Grazie di cuore per la sua calorosa testimonianza.
Rimango a disposizione, ci vediamo in studio!
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F
F.D.
Durante le sedute il dottore è in grado di mettere a proprio agio il paziente.
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Dott. Marco Scaramuzzino
Grazie mille della sua condivisione, ci vediamo in seduta,
Rimango a disposizione, un saluto.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 21 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera, sono una ragazza e vi scrivo per chiedervi un aiuto. Da quasi 2 anni sto con un ragazzo, dolce e innamoratissimo di me. Solo che agli inizi mi ha tenuto nascosto che aveva avuto delle relazioni sessuali con due persone della comitiva che frequenta lui, da queste due bugie io non mi sono più fidata, cerco di farmela passare ma non riesco, a volte litigo di brutto con lui anche senza apparente motivo e sono sempre arrabbiata, nervosa e sempre con il dubbio che lui possa nascondermi dell altro. Mi vergogno di questo ma continuo a farlo, mentre lui dorme controllo il suo telefono e non c'è nulla, stasera ho trovato un widget sul suo telefono che mostrava come nascondere persone dai suoi ricordi su Google foto. E tempo fa ho notato che nelle sue ricerche Facebook c'erano tante ragazze mentre lui ha continuato a dirmi che le stava eliminando. I suoi comportamenti mi mettono una forte crisi o forse sono io ad essere esagerata? Tempo fa mi diagnosticarono sindrome DOC da relazione. Per il resto con me lui è una persona molto comprensiva, solo che quando faccio presente che non sto bene minimizza dicendo che mi faccio le paranoie e che va tutto bene, quando ho quegli scatti dove litighiamo gliene dico di tutti i colori e sarei pronta anche a lasciarlo cosi da poter capire se starei meglio o no. Ho notato anche di essere cambiata da qualche anno, non faccio più il lavoro che ho sempre fatto e ho cambiato la mia vita radicalmente, ultimamente dormo e fumo di più come se non vedessi l ora che passasse la giornata. Mi da fastidio se lui è felice e coltiva i suoi hobby, lo so è una cosa bruttissima ma non so che mi prende, non riesco ad essere positiva in questa relazione.
Buonasera, grazie per aver scritto. Quello che vive pare essere la sovrapposizione di tre livelli che si intrecciano: il DOC da relazione già diagnosticato, alcuni comportamenti oggettivi del partner che non vanno ignorati, e un quadro depressivo attivo che va oltre la relazione.
Il controllo del telefono, la ruminazione e la ricerca di "prove" sono compulsioni che nel DOC mantengono e amplificano il disturbo, anche quando danno sollievo momentaneo. Ma non tutto va attribuito al DOC: le omissioni iniziali su relazioni sessuali con persone della comitiva, il widget su come nascondere persone da Google Foto, le ricerche Facebook con dichiarazioni contraddittorie sono elementi concreti che meritano valutazione, non solo etichetta di "paranoia". Separare dubbio ossessivo da segnale reale è il lavoro più prezioso che può fare, ma è quasi impossibile farlo da sola con il DOC attivo.
I sintomi che descrive (ipersonnia, fumo aumentato, anedonia, abbandono lavoro, non riuscire a gioire neanche per la felicità del partner) suggeriscono una depressione attiva che merita attenzione propria, indipendentemente dalla relazione.
Cosa può aiutare: Riprendere un percorso specifico per il ROCD con tecnica ERP (il trattamento più efficace, miglioramenti nel 70%+ dei casi). Valutare anche i sintomi depressivi con un professionista. Non prendere decisioni sulla relazione nei momenti di crisi acuta, ma portarle in terapia dove potrà valutarle con più strumenti e lucidità.
Spero di aver aiutato un poco,
Dott. Marco Scaramuzzino
Buongiorno, sono Federica una ragazza di 32 anni e da quasi 3 anni convivo con il mio ragazzo. Da un paio di mesi penso di non sopportarlo più, tant’è che quando cerca di avere un contatto fisico ( per intenderci anche solo una carezza o un abbraccio quando siamo a letto ) io mi scosto.
Non ho mai desiderato stare con una persona diversa o che rispettasse dei canoni perfetti e per tale motivo entrambi ci siamo accettati con i nostri difetti ma con il tempo sto realizzando che il mio ragazzo è manchevole di ciò che dovrebbe stare alla base di ogni rapporto: il supporto.
Io mi sento davvero sola, a casa le faccende le faccio praticamente io, e seppur lui in parte contribuisce lo fa quasi sempre quando viene “delegato” a farlo e questo mi infastidisce, dovergli dire sempre cosa c’è da fare senza che sia lui a prendere l’iniziativa. È estenuante…
Quando mi apro con lui e cerco di spiegare cosa c’è che non va non ricevo alcun tipo di supporto emotivo. Anziché ascoltare le mie parole e focalizzarsi sul fatto che ciò che gli dico mi ferisce lui si concentra più sul fatto che si sente accusato e quindi mette su un muro. Le mie intenzioni sono sempre state quelle di crescere insieme affinché il rapporto potesse essere più solido e l’ho spronato a fare lo stesso con me, dicendomi se potessi migliorare in qualche aspetto che magari a lui non piaceva. Risultato? Lo ha fatto soltanto per replicare a ciò che io gli facevo notare.
Inoltre di recente mi sono aperta riguardo un trauma fatto di abusi quando ero piccola e non è stato facile.
La sua reazione è stata che non sapeva cosa dire, mi ha solamente accarezzato la gamba e detto “non ci pensare”.
Capisco il fatto di essere stati catapultati all’improvviso in una situazione particolare e delicata in cui insomma è difficile stabilire cosa dire e non dire ma mentre io piangevo mi sentivo sola in quella stanza.
Certamente non mi aspettavo neanche un supporto di tipo psicologico, infatti dopo anni di tentennamenti mi sto convincendo ad andare da un professionista che possa aiutarmi ma non credo di sbagliare a desiderare una presenza che non sia soltanto fisica.
Un’altra cosa di cui mi sono resa conto è che non ci conosciamo bene. Non ci sono mai momenti in cui ci apriamo apertamente l’uno con l’altra su qualsiasi cosa e mi manca stabilire una connessione che non sia soltanto fisica.
Lui è un ragazzo introverso forse un po’ troppo, dolce, paziente, mi fa ridere però adesso sto iniziando a farmi mille domande e i dubbi sono anche tanti poiché non c’è una crescita nel nostro rapporto e vorrei capire se ci si può lavorare su oppure se siamo incompatibili.
Inoltre non usciamo da mesi, se non per andare a fare la spesa. Non mi capacito di come lui possa vedere questa relazione come normale.
Buongiorno Federica, grazie per aver scritto con tanta chiarezza e onestà. Proverò a risponderle con accuratezza, anche se per la complessità di quello che descrive e per la presenza di un trauma personale importante sarebbe molto prezioso avere un supporto professionale che la accompagni nel tempo, cosa che lei stessa sembra già considerare e che la incoraggio a fare al più presto.
Quello che descrive pare essere una relazione in cui i bisogni emotivi fondamentali di lei restano sistematicamente insoddisfatti, non per malevolenza del partner ma probabilmente per una sua difficoltà strutturale nel rispondere emotivamente. La domanda se si possa lavorare su questo o se ci sia incompatibilità è legittima e difficile, e dipende in larga parte da quanto lui sia disposto a riconoscere il problema e a mettersi in gioco.
Quello che descrive tra voi assomiglia a quello che la ricerca chiama pattern richiesta-ritiro: lei porta un problema, esprime un bisogno, cerca connessione; lui si sente accusato, mette un muro, si chiude. Questo crea un loop doloroso: più lei cerca di comunicare, più lui si difende, più lei si sente sola e inascoltata, più prova a spiegarsi, più lui si chiude. Studi longitudinali mostrano che questo pattern è uno dei predittori più solidi di insoddisfazione relazionale nel tempo, proprio perché impedisce la riparazione e la crescita.
Il fatto che lui abbia risposto a sue critiche chiedendole a sua volta cosa potesse migliorare, solo come replica e non come apertura genuina, è coerente con questo quadro: la conversazione diventa una partita di difesa e attacco invece di un incontro reale.
Il profilo che descrive è coerente con quella che in letteratura si chiama difficoltà nell'identificare e comunicare le emozioni, sia le proprie che quelle altrui.
Non è insensibilità intenzionale: è più probabilmente una difficoltà a stare nel territorio emotivo, a sapere cosa fare quando l'altro soffre davvero, a uscire da sé per incontrare l'altro. Potrebbe esserci anche un profilo di neurodivergenza o altre particolarità, ovviamente è qualcosa da indagare accuratamente in un contesto idoneo.
Questo non assolve il suo partner dalle responsabilità, ma aiuta a capire che probabilmente lui non vede "la relazione normale" per indifferenza verso di lei, ma perché potrebbe non avere gli strumenti interni per percepire la distanza emotiva che lei sente così chiaramente.
Aprirsi su abusi infantili è uno dei gesti di fiducia più profondi e vulnerabili che si possano fare in una relazione. La ricerca mostra che la risposta del partner in quel momento è cruciale: reazioni empatiche e responsive predicono maggiore soddisfazione relazionale; reazioni minimizzanti producono l'effetto opposto e possono lasciare la persona più sola di prima. Lui può aver risposto un "non ci pensare" perchè non ha altri strumenti emotivi per cogliere appieno una così importante confessione.
Il fatto che ora lei si scosti da carezze e abbracci non è necessariamente il "problema" da risolvere: può essere invece il segnale più onesto di quanto il suo corpo stia comunicando il disagio emotivo. Quando la connessione emotiva si deteriora, spesso il corpo smette di volere la vicinanza fisica, perché quella vicinanza senza intimità emotiva diventa fastidiosa anziché rassicurante. Vale la pena esplorare questo anche nel percorso terapeutico che sta per iniziare, soprattutto in presenza di una storia di abusi.
Lavorare sulla cosa si può, non è impossibile e si possono ricostruire le fratture della relazione, deve esserne disposto anche lui però. è un lavoro che va fatto insieme nella Co-determinazione di coppia.
Le consiglierei di incominciare il percorso individuale che stava considerando ed eventualmente li vedere se ci sono dei temi e delle modalità che può affrontare con la terapeuta in singolo ed eventualmente poi valutare alcune sessioni di coppia.
Non aspetti che la situazione cambi da sola, perché generalmente così non è. Si può fare molto in queste situazioni, in primis per stare meglio lei e anche poi per la coppia.
Spero di aver aiutato, Dott. Marco Scaramuzzino
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